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Il metodo di Sabine per il Bilinguismo: sistematicita’ giocosa
Tags Francese, Gioco, Metodi per il Bilinguismo
La storia che ci racconta Sabine merita di essere letta attentamente e meditata. Sabine ha un metodo molto sistematico, chiaramente pensato con attenzione piuttosto che improvvisato, e cio’ nonostante estremamente giocoso e divertente. Non so voi, ma io credo di avere molto da imparare da Sabine…
Ecco la storia (ancora breve) della nostra famiglia. I protagonisti: Giuseppe (il papà, anzi babbo della storia) è italiano, anche se sardo; Sabine (la mamma/maman) è nata in Francia (mamma francese e babbo italiano) e ha vissuto come monolingue francese fino a 6 anni, poi è diventata bilingue francese italiano o meglio italiano/francese dato che ormai la seconda lingua ha di molto superato la prima come frequenza d’uso e competenza in tutti i domini (pronuncia, lessico, grammatica); Giovanni (il pupo/bébé) di 17 mesi capisce l’italiano di babbo, del resto della famiglia, del nido e degli amici e il francese di maman e dei nonni materni e parla… beh, ancora non parla nel senso compiuto del termine: chiacchiera di continuo ma usando pochi suoni in modo consistente rispetto ai significati; “mama” e “papo” sono usate in modo intercambiabile per denominare le foto dei genitori, “gateau” invece è inconfutabilmente il biscotto, “Gocu” è Hocus, il personaggio dei suoi cartoni preferiti, “ché ché” è il cane (chien chien) ma a volte anche altri animali…
Noi facciamo così: Sabine parla con Giuseppe in italiano e con Giovanni solo in francese (ma canta anche in altre lingue), Giuseppe parla solo italiano con tutti (ma canta anche in altre lingue). Abbiamo libri, cd di canzoni e dvd di cartoni animati in francese, tra cui tutti i materiali delle “Avventure di Hocus e Lotus” che sono in assoluto i suoi preferiti: Sabine fa il teatro mimico raccontando le storie di Hocus, guardiamo il cartone animato e cantiamo la canzoncina sempre della stessa storia. Giovanni fa un sacco di gesti che fanno parte della storia (alcuni li ha introdotti lui e ormai sono stati incorporati nella storia!) e li usa anche (a volte) in altre situazioni appropriate.
Abbiamo anche altri cd di canzoncine per bambini e diversi libricini per la sua età, giusto per variare un po’…
Cosa funziona davvero secondo noi? La cosa principale è la routine di azioni condivise: ogni attività che facciamo con Giovanni in cui usiamo il linguaggio la ripetiamo più o meno sempre identica per un sacco di volte in un periodo di tempo ristretto. A parte il cambio dei pannolini, la pappa, la strada per e dal nido e altre attività che si ripetono più volte al giorno, anche le storie che raccontiamo le ripetiamo spesso (a volte drammatizzata, a volte cantata, a volte guardata in tv, a volte letta, ecc) durante la giornata e per diversi giorni consecutivi finché ci accorgiamo che Giovanni conosce, e legge la sua preferita, fa i gesti e prova a dire qualche parola. Allora partiamo con un’altra storia. Ovviamente nessuna storia viene abbandonata, quindi man mano che andiamo avanti le ripetizioni sono un po’ meno frequenti durante la giornata (perché il nostro repertorio è più vasto e allora invece di vedere due volte lo stesso cartone ne vediamo due diversi), e passiamo anche più tempo a raccontare (perché se raccontiamo la storia della Plume magique bisogna per forza raccontare anche quella di Rat dans la jungle!!)
Certo, Sabine si sente molto limitata dalle sue ormai scarse conoscenze del francese (non conosce i nomi per un sacco di cose, ad esempio: come dicono i banditi francofoni che entrano in banca per fare una rapina????) e ha paura che il suo francese sarà completamente insufficiente quando Giovanni sarà più grande; già però ha notato come le sia più facile gestire la comunicazione in francese rispetto a quando ha iniziato (dopo anni e anni di mancata pratica) in cui quasi balbettava e si sentiva ridicola e l’entusiasmo che ci coglie quando Giovanni aggiunge una parolina al suo repertorio è il migliore carburante per mantenerci motivati, quindi qualcosa ci inventeremo! Ad esempio cercheremo di uscire dall’isolamento conoscendo altre famiglie francofone con cui entrare in contatto e magari prima o poi riusciremo a passare un po’ di tempo in Francia a “giocare ad essere francesi per davvero”!