<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" > <channel><title>Comments on: Che OPOL stai dicendo?</title> <atom:link href="http://bilinguepergioco.com/2009/03/30/lidea-della-settimana-che-opol-stai-dicendo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://bilinguepergioco.com/2009/03/30/lidea-della-settimana-che-opol-stai-dicendo/</link> <description>Idee e soluzioni per i bambini bilingui e per quelli che lo diventeranno, e per tutti i genitori.</description> <lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2012 21:17:27 +0000</lastBuildDate> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <item><title>By: Mamma dalla Lituania, suocera Italiana &#124; Bilingue Per Gioco™</title><link>http://bilinguepergioco.com/2009/03/30/lidea-della-settimana-che-opol-stai-dicendo/comment-page-1/#comment-2315</link> <dc:creator>Mamma dalla Lituania, suocera Italiana &#124; Bilingue Per Gioco™</dc:creator> <pubDate>Thu, 29 Jul 2010 12:02:57 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://blog.bilinguepergioco.com/?p=129#comment-2315</guid> <description>[...] Quindi l&#8217;unica soluzione è convincere tuo marito e i tuoi genitori che tu hai tutto il diritto (dovere) di parlare la tua lingua con la bambina, e loro si adatteranno, qualche volta tradurrai, un po&#8217; impareranno strada facendo. Per arrivare a questo è essenziale il supporto del tuo compagno, che perdonami, se non voleva una compagna straniera non avrebbe dovuto rendersela, ora non può pretendere che tu diventi italiana per lui. Per il resto tieni presente che i tuoi suoceri ti hanno ben spiegato qual è il loro problema, non capiscono, quindi se ti impegni a tradurre per loro dovrebbero venirti incontro, io faccio così. [...]</description> <content:encoded><![CDATA[<p>[...] Quindi l&#8217;unica soluzione è convincere tuo marito e i tuoi genitori che tu hai tutto il diritto (dovere) di parlare la tua lingua con la bambina, e loro si adatteranno, qualche volta tradurrai, un po&#8217; impareranno strada facendo. Per arrivare a questo è essenziale il supporto del tuo compagno, che perdonami, se non voleva una compagna straniera non avrebbe dovuto rendersela, ora non può pretendere che tu diventi italiana per lui. Per il resto tieni presente che i tuoi suoceri ti hanno ben spiegato qual è il loro problema, non capiscono, quindi se ti impegni a tradurre per loro dovrebbero venirti incontro, io faccio così. [...]</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>By: rompere la routine non aiuta ad imparare una lingua &#124; Bilingue Per Gioco™</title><link>http://bilinguepergioco.com/2009/03/30/lidea-della-settimana-che-opol-stai-dicendo/comment-page-1/#comment-1263</link> <dc:creator>rompere la routine non aiuta ad imparare una lingua &#124; Bilingue Per Gioco™</dc:creator> <pubDate>Wed, 20 Jan 2010 19:31:18 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://blog.bilinguepergioco.com/?p=129#comment-1263</guid> <description>[...] che ho fatto di OPOL (One Person One Language) il MIO mantra (mio, nel senso che ho deciso che e&#8217; il metodo giusto per noi e lo adotto [...]</description> <content:encoded><![CDATA[<p>[...] che ho fatto di OPOL (One Person One Language) il MIO mantra (mio, nel senso che ho deciso che e&#8217; il metodo giusto per noi e lo adotto [...]</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>By: Sylvia</title><link>http://bilinguepergioco.com/2009/03/30/lidea-della-settimana-che-opol-stai-dicendo/comment-page-1/#comment-1170</link> <dc:creator>Sylvia</dc:creator> <pubDate>Thu, 14 Jan 2010 20:08:02 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://blog.bilinguepergioco.com/?p=129#comment-1170</guid> <description>ciao, ho trovato molto interessante la vostra discussione. ho un bimbo di 5 anni che parla sia tedesco che italiano. trovo molto giusto l&#039;osservazizone che avete fatto: se ci facciamo problemi noi le cose si complicano ma se siamo tranquille e coscienti, di quello che stiamo facendo, tutto fila abbastanza liscio. vi saluto da modena sy</description> <content:encoded><![CDATA[<p>ciao, ho trovato molto interessante la vostra discussione. ho un bimbo di 5 anni che parla sia tedesco che italiano. trovo molto giusto l&#8217;osservazizone che avete fatto: se ci facciamo problemi noi le cose si complicano ma se siamo tranquille e coscienti, di quello che stiamo facendo, tutto fila abbastanza liscio.<br /> vi saluto da modena<br /> sy</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>By: gianna</title><link>http://bilinguepergioco.com/2009/03/30/lidea-della-settimana-che-opol-stai-dicendo/comment-page-1/#comment-153</link> <dc:creator>gianna</dc:creator> <pubDate>Thu, 16 Apr 2009 14:55:57 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://blog.bilinguepergioco.com/?p=129#comment-153</guid> <description>Ciao! Le parole italiane (specie quelle gastronomiche, visto che la nostra cucina é molto apprezzata qui), vanno incontro a due destini diversi: 1- usate tali e quali (pasta, risotto, lasagne, pizza) 2-storpiate in qualche modo fantasioso (foccacia, capucchino, linguini, pasta quattro formaggio, grana padana-quest&#039;ultima senza ironia!-).Oppure scritte correttamente ma pronunciate in modo incomprensibile. È stato interessante notare che certe cose vengono presentate col loro nome corretto, ma poi lo svedese medio non sa di che si tratta, come quando al bar puó ordinare un &quot;latte&quot; o un latte macchiato(macciato), senza capire che é, appunto latte (con un po&#039; di caffé). mafia é diventata maffia. Sullo hjortron, mi sono accorta a posteriori da wikipedia, che ha il nome italiano camemoro o lampone artico, ma siccome credo che solo i botanici lo usino, continuo a considerarla una parola senza reale corrispettivo nella nostra lingua: se parlando con mio padre dicessi hjortron o camemoro, credo che non farebbe differenza per lui.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ciao!<br /> Le parole italiane (specie quelle gastronomiche, visto che la nostra cucina é molto apprezzata qui), vanno incontro a due destini diversi:<br /> 1- usate tali e quali (pasta, risotto, lasagne, pizza)<br /> 2-storpiate in qualche modo fantasioso (foccacia, capucchino, linguini, pasta quattro formaggio, grana padana-quest&#8217;ultima senza ironia!-).Oppure scritte correttamente ma pronunciate in modo incomprensibile.<br /> È stato interessante notare che certe cose vengono presentate col loro nome corretto, ma poi lo svedese medio non sa di che si tratta, come quando al bar puó ordinare un &#8220;latte&#8221; o un latte macchiato(macciato), senza capire che é, appunto latte (con un po&#8217; di caffé).<br /> mafia é diventata maffia.<br /> Sullo hjortron, mi sono accorta a posteriori da wikipedia, che ha il nome italiano camemoro o lampone artico, ma siccome credo che solo i botanici lo usino, continuo a considerarla una parola senza reale corrispettivo nella nostra lingua: se parlando con mio padre dicessi hjortron o camemoro, credo che non farebbe differenza per lui.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>By: L.</title><link>http://bilinguepergioco.com/2009/03/30/lidea-della-settimana-che-opol-stai-dicendo/comment-page-/#comment-152</link> <dc:creator>L.</dc:creator> <pubDate>Tue, 14 Apr 2009 14:53:16 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://blog.bilinguepergioco.com/?p=129#comment-152</guid> <description>Gianna, io non mi sono mai trovata ad avere questo problema, ma farei come fai tu. Se la parola in italiano non c&#039;e&#039; usa quella svedese, il bambino capira&#039;, o glielo spiegherai piu&#039; avanti. Tanto si trattera&#039; sicuramente di un numero limitato di parole. Del resto in Svezia come dicono risotto, lasagne o altre parole tipicamente italiane? (mi e&#039; venuta in mente anche mafia ma ce la risparmio, pensiamo alle cose belle del nostro paese...) L.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Gianna,<br /> io non mi sono mai trovata ad avere questo problema, ma farei come fai tu. Se la parola in italiano non c&#8217;e&#8217; usa quella svedese, il bambino capira&#8217;, o glielo spiegherai piu&#8217; avanti. Tanto si trattera&#8217; sicuramente di un numero limitato di parole.<br /> Del resto in Svezia come dicono risotto, lasagne o altre parole tipicamente italiane? (mi e&#8217; venuta in mente anche mafia ma ce la risparmio, pensiamo alle cose belle del nostro paese&#8230;)<br /> L.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>By: gianna</title><link>http://bilinguepergioco.com/2009/03/30/lidea-della-settimana-che-opol-stai-dicendo/comment-page-1/#comment-147</link> <dc:creator>gianna</dc:creator> <pubDate>Tue, 14 Apr 2009 14:35:26 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://blog.bilinguepergioco.com/?p=129#comment-147</guid> <description>C&#039;é invece un altro problema del metodo OPOL su cui riflettevo in questi giorni. Premessa: il moroso ed io cerchiamo di essere il piú coerenti possibile nell&#039;usare ciascuno solo la propria lingua. Ma cosa devo fare quando mi trovo ad usare parole che in italiano addirittura non esistono o sono traducibili con lunghi e inesatti giri di parole? Esempio pratico: qui in Svezia si mangiano diversi tipi di bacche. Come lo hjortron (in inglese: cloudberry, una mora gialla). Lo hjortron é diffusissimo, si raccoglie, se ne compra la marmellata, etc: fa parte della vita quotidiana. Che io sappia non esiste il nome corrispondente in italiano. Lo stesso vale per altre piante o animali che sono comuni qua ma che non hanno il nome italiano. Che fare? La mia soluzione é stata usare il nome svedese anche quando parlo in italiano, dopotutto anche in Italia si usano parole prese a prestito da altre lingue (computer, garage, etc). Voi come vi regolate?</description> <content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;é invece un altro problema del metodo OPOL su cui riflettevo in questi giorni.<br /> Premessa: il moroso ed io cerchiamo di essere il piú coerenti possibile nell&#8217;usare ciascuno solo la propria lingua.<br /> Ma cosa devo fare quando mi trovo ad usare parole che in italiano addirittura non esistono o sono traducibili con lunghi e inesatti giri di parole?<br /> Esempio pratico: qui in Svezia si mangiano diversi tipi di bacche. Come lo hjortron (in inglese: cloudberry, una mora gialla). Lo hjortron é diffusissimo, si raccoglie, se ne compra la marmellata, etc: fa parte della vita quotidiana. Che io sappia non esiste il nome corrispondente in italiano.<br /> Lo stesso vale per altre piante o animali che sono comuni qua ma che non hanno il nome italiano.<br /> Che fare? La mia soluzione é stata usare il nome svedese anche quando parlo in italiano, dopotutto anche in Italia si usano parole prese a prestito da altre lingue (computer, garage, etc).<br /> Voi come vi regolate?</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>By: Alice</title><link>http://bilinguepergioco.com/2009/03/30/lidea-della-settimana-che-opol-stai-dicendo/comment-page-1/#comment-151</link> <dc:creator>Alice</dc:creator> <pubDate>Tue, 31 Mar 2009 12:14:44 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://blog.bilinguepergioco.com/?p=129#comment-151</guid> <description>OPOL é decisamente il mio metodo preferito ma non sempre é facile (almeno per me ) seguirlo rigidamente.  Come regola generale io parlo italiano a Mia ma non é sempre possibile, e non é solo una questione di sentirsi a disagio o osservati (e chi ti osserva mai a Londra???). Vi faccio qualche esempio, la mattina quando lascio Mia al nido devo per forza parlare con la maestra in inglese e a volte la conversazione include Mia e purtroppo non c&#039;é tempo per la traduzione etc.... (qui si vive con i minuti contati sfortunatamente) ma se lei fa i capricci e non vuole stare allora le parlo in italiano visto che é solo fra me e lei. Poi peró la sera quando vado a prenderla torniamo a casa con il suo mogliore amico e la sua mamma e lí sarebbe troppo difficile parlare a Mia solo in italiano visto che io sto parlando con l&#039;altra mamma in inglese. Ma ci sono delle eccezioni e delle espressioni che mi vengono solo in italiano quindi quelle rimangono in italiano. In piú ci sono delle parole che Mia usa solo in italiano quindi adesso é il suo migliore amico (monolingue inglese) che si adatta e dice &quot;more pane&quot; o &quot;luna up in the sky&quot; ..... i bambini non finiscono mai di stupirci!</description> <content:encoded><![CDATA[<p>OPOL é decisamente il mio metodo preferito ma non sempre é facile (almeno per me ) seguirlo rigidamente.  Come regola generale io parlo italiano a Mia ma non é sempre possibile, e non é solo una questione di sentirsi a disagio o osservati (e chi ti osserva mai a Londra???). Vi faccio qualche esempio, la mattina quando lascio Mia al nido devo per forza parlare con la maestra in inglese e a volte la conversazione include Mia e purtroppo non c&#8217;é tempo per la traduzione etc&#8230;. (qui si vive con i minuti contati sfortunatamente) ma se lei fa i capricci e non vuole stare allora le parlo in italiano visto che é solo fra me e lei. Poi peró la sera quando vado a prenderla torniamo a casa con il suo mogliore amico e la sua mamma e lí sarebbe troppo difficile parlare a Mia solo in italiano visto che io sto parlando con l&#8217;altra mamma in inglese. Ma ci sono delle eccezioni e delle espressioni che mi vengono solo in italiano quindi quelle rimangono in italiano. In piú ci sono delle parole che Mia usa solo in italiano quindi adesso é il suo migliore amico (monolingue inglese) che si adatta e dice &#8220;more pane&#8221; o &#8220;luna up in the sky&#8221; &#8230;.. i bambini non finiscono mai di stupirci!</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>By: gianna</title><link>http://bilinguepergioco.com/2009/03/30/lidea-della-settimana-che-opol-stai-dicendo/comment-page-1/#comment-150</link> <dc:creator>gianna</dc:creator> <pubDate>Tue, 31 Mar 2009 11:29:03 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://blog.bilinguepergioco.com/?p=129#comment-150</guid> <description>Anche se Alexander (il mio) ancora non parla, la regola é ferrea: quando mi rivolgo A LUI, esclusivamente italiano. Allora, in quei casi la situazione é cosí: 1) &quot;Alexander, dí &quot;hej&quot; alla signora/nonna/zio/maestra, etc. !&quot; Perché &quot;hej&quot; é la parola che lui deve usare, non una parola che io uso per comunicare con lui. Il resto della frase é in italiano perché lí io effettivamente comunico con lui. 2) se sono in presenza d&#039;altri (al parco, coi nonni  svedesi, eccetera), io parlo in italiano sempre e comunque, e non mi curo di venire osservata, non é un problema mio se gli altri non capiscono. 3) con l&#039;altro bambino, faccio come te: prima dico ad Alexander, in italiano, di restituire la palla. Poi dico all&#039;altro bimbo, in svedese, che la palla gli verrá restituita.Io tengo conto anche del fatto che: - molte volte il body language viene capito cmq dagli svedesi, anche se ho parlato italiano al piccolo -alcune parole chiave italiane sono capite o intuite all&#039;estero e spesso molti ci guardano, sorridono e annuiscono. - quando qualcuno non capisce e magari chiede spiegazioni, io le dó. capita spesso coi miei suoceri. cosí socializzo anch&#039;io :-)una cosa che ci ha dato soddisfazione, a casa: ieri il mio moroso dice ad Alex &quot;var är bollen?&quot; (dov&#039;é la palla?) e Alex é andato dalla palla ch era lí vicino. Stamattina ho chiesto ad Alex di nuovo: &quot;dov&#039;é la palla?&quot;, lui si é girato e l&#039;ha presa. Se non é solo un caso, vuol dire che lui, sebbene non parli, a 9 1/2 mesi giá capisce lo stesso concetto in due lingue diverse. siamo contentissimi! chissá che l&#039;esperimento OPOL non stia dando risultati....ciao</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Anche se Alexander (il mio) ancora non parla, la regola é ferrea: quando mi rivolgo A LUI, esclusivamente italiano. Allora, in quei casi la situazione é cosí:<br /> 1) &#8220;Alexander, dí &#8220;hej&#8221; alla signora/nonna/zio/maestra, etc. !&#8221; Perché &#8220;hej&#8221; é la parola che lui deve usare, non una parola che io uso per comunicare con lui. Il resto della frase é in italiano perché lí io effettivamente comunico con lui.<br /> 2) se sono in presenza d&#8217;altri (al parco, coi nonni  svedesi, eccetera), io parlo in italiano sempre e comunque, e non mi curo di venire osservata, non é un problema mio se gli altri non capiscono.<br /> 3) con l&#8217;altro bambino, faccio come te: prima dico ad Alexander, in italiano, di restituire la palla. Poi dico all&#8217;altro bimbo, in svedese, che la palla gli verrá restituita.</p><p>Io tengo conto anche del fatto che:<br /> - molte volte il body language viene capito cmq dagli svedesi, anche se ho parlato italiano al piccolo<br /> -alcune parole chiave italiane sono capite o intuite all&#8217;estero e spesso molti ci guardano, sorridono e annuiscono.<br /> - quando qualcuno non capisce e magari chiede spiegazioni, io le dó. capita spesso coi miei suoceri. cosí socializzo anch&#8217;io <img src='http://cdn.bilinguepergioco.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /></p><p>una cosa che ci ha dato soddisfazione, a casa:<br /> ieri il mio moroso dice ad Alex &#8220;var är bollen?&#8221; (dov&#8217;é la palla?) e Alex é andato dalla palla ch era lí vicino.<br /> Stamattina ho chiesto ad Alex di nuovo: &#8220;dov&#8217;é la palla?&#8221;, lui si é girato e l&#8217;ha presa.<br /> Se non é solo un caso, vuol dire che lui, sebbene non parli, a 9 1/2 mesi giá capisce lo stesso concetto in due lingue diverse.<br /> siamo contentissimi! chissá che l&#8217;esperimento OPOL non stia dando risultati&#8230;.</p><p>ciao</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>By: L.</title><link>http://bilinguepergioco.com/2009/03/30/lidea-della-settimana-che-opol-stai-dicendo/comment-page-1/#comment-149</link> <dc:creator>L.</dc:creator> <pubDate>Mon, 30 Mar 2009 13:31:10 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://blog.bilinguepergioco.com/?p=129#comment-149</guid> <description>Sabine,cavolo, Giovanni ha già la carta di credito e ti paga lui la spesa!? Era una cicogna di lusso quella che l&#039;ha portato! Scherzi a parte, ci pensavo anch&#039;io alla scuola... magari da qui ad allora qualche mamma piu&#039; esperta ci avra&#039; insegnato tutti i trucchi del mestiere... Letizia</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sabine,</p><p>cavolo, Giovanni ha già la carta di credito e ti paga lui la spesa!? Era una cicogna di lusso quella che l&#8217;ha portato!<br /> Scherzi a parte, ci pensavo anch&#8217;io alla scuola&#8230; magari da qui ad allora qualche mamma piu&#8217; esperta ci avra&#8217; insegnato tutti i trucchi del mestiere&#8230;<br /> Letizia</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>By: Sabine</title><link>http://bilinguepergioco.com/2009/03/30/lidea-della-settimana-che-opol-stai-dicendo/comment-page-1/#comment-148</link> <dc:creator>Sabine</dc:creator> <pubDate>Mon, 30 Mar 2009 13:20:45 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://blog.bilinguepergioco.com/?p=129#comment-148</guid> <description>In effetti i problemi del OPOL nascono quando l&#039;interazione da diadica (moi maman - toi bébé) inizia a coinvolgere altre persone che non condividono la lingua della diade. Già nell&#039;interazione a tre maman-babbo-Giovanni ogni tanto si creano delle cose un po&#039; strane. Per esempio mi trovo a &quot;tradurre&quot; in francese quello che mio marito dice al bambino, a interpretare sulla base del francese i suoni ancora poco articolati di Giovanni mentre mio marito li interpreta in italiano. Per esempio se il bimbo dice ch ch (è il suono più frequente che usa per comunicare!!) mentre un cane dei vicini abbaia io dico &quot;le chien, qu&#039;est-ce qu&#039;il dit le chien?&quot; mentre mio marito dice &quot;il cagnolino, che dice il cagnolino?&quot;. Il risultato è che comunque Giovanni risponde &quot;ua ua ua&quot; soddisfacendo entrambi ma per quanto tempo ancora questa ambiguità e ridondanza sarà accettabile? Non so, vedremo... Quando siamo al parco o comunque in famiglia allargata dove tutti parlano italiano io continuo comunque a usare il francese con lui e anche con gli altri bambini che in genere lo accettano piuttosto bene se uso abbastanza gesti e azioni e, ovviamente, parlo di cose molto legate al contesto &quot;qui e ora&quot;! Quando devo far parlare Giovanni con degli adulti (per es. saluta la signora, dai la carta di credito alla cassiera e cose del genere), per il momento continuo a usare il francese tanto i suoi interventi sono gestuali (fa ciao con la mano, manda un bacio e così via) ma quando devo farlo rispondere a qualche domanda in italiano prima rispondo io al suo posto e poi rifaccio la scena in francese. Ad esempio, se incontriamo la vicina che chiede &quot;Allora Giovanni come è andata oggi al nido?&quot; io rispondo &quot;Bene ho mangiato un sacco&quot; e poi rivolta a Giovanni dico &quot;ça c&#039;est bien passé à la creche? Oui, j&#039;ai bien mangé&quot; o qualcosa del genere, anche perchè a volte mentre faccio questa ripetizione Giovanni ci mette del suo e fa qualche gesto che corrisponde alle mie parole (ad esempio il gesto con l&#039;indice sulla guancia per dire buono). Anche qui però la ridondanza abbonda e non so se e come funzionerà più avanti... Per il momento però così funziona, le persone che mi sentono parlare francese con il bambino non mi sembrano stupite più di tanto, se sono in grado dicono anche loro qualcosa in francese e i bambini ripetono quello che mi sentono dire. Quando mi sembrerà che tutto questo non funzioni più tanto bene elaborerò una nuova strategia. Devo però aggiungere che anche quando siamo solo io e Giovanni ogni tanto uso l&#039;italiano. Ad esempio per formule specifiche che fanno riferimento ad altre sue esperienze: quando ci facciamo le coccole di solito dico sia &quot;un gros calin à ta maman&quot; sia &quot;tante coccole a mamma&quot; frase che lui conosce dai teletubbies che guarda in italiano e dalla canzone dello zecchino d&#039;oro. Oppure quando &quot;cito&quot; modi di dire di persone che conosciamo, principalmente zie, zii o cugini ad esempio &quot;il te dit comment zio Roberto? Il dit pastrocchio!&quot; in modo che riconosca come familiare queste espressioni nel momento in cui interagisce con loro... Certo con gli anni la situazione sarà ancora più complicata. Mi ricordo di quando facevo le elementari e mia mamma cercava di spiegarmi (ovviamente in francese) qualche regola matematica su cui la maestra mi aveva dato qualche compito (in italiano) e io protestavo &quot;ma la maestra non ha detto così, non è la stessa regola, non è così che si fa&quot;: forse era solo che non riconoscevo i concetti perchè la lingua non era la stessa...</description> <content:encoded><![CDATA[<p>In effetti i problemi del OPOL nascono quando l&#8217;interazione da diadica (moi maman &#8211; toi bébé) inizia a coinvolgere altre persone che non condividono la lingua della diade.<br /> Già nell&#8217;interazione a tre maman-babbo-Giovanni ogni tanto si creano delle cose un po&#8217; strane. Per esempio mi trovo a &#8220;tradurre&#8221; in francese quello che mio marito dice al bambino, a interpretare sulla base del francese i suoni ancora poco articolati di Giovanni mentre mio marito li interpreta in italiano. Per esempio se il bimbo dice ch ch (è il suono più frequente che usa per comunicare!!) mentre un cane dei vicini abbaia io dico &#8220;le chien, qu&#8217;est-ce qu&#8217;il dit le chien?&#8221; mentre mio marito dice &#8220;il cagnolino, che dice il cagnolino?&#8221;. Il risultato è che comunque Giovanni risponde &#8220;ua ua ua&#8221; soddisfacendo entrambi ma per quanto tempo ancora questa ambiguità e ridondanza sarà accettabile? Non so, vedremo&#8230;<br /> Quando siamo al parco o comunque in famiglia allargata dove tutti parlano italiano io continuo comunque a usare il francese con lui e anche con gli altri bambini che in genere lo accettano piuttosto bene se uso abbastanza gesti e azioni e, ovviamente, parlo di cose molto legate al contesto &#8220;qui e ora&#8221;! Quando devo far parlare Giovanni con degli adulti (per es. saluta la signora, dai la carta di credito alla cassiera e cose del genere), per il momento continuo a usare il francese tanto i suoi interventi sono gestuali (fa ciao con la mano, manda un bacio e così via) ma quando devo farlo rispondere a qualche domanda in italiano prima rispondo io al suo posto e poi rifaccio la scena in francese. Ad esempio, se incontriamo la vicina che chiede &#8220;Allora Giovanni come è andata oggi al nido?&#8221; io rispondo &#8220;Bene ho mangiato un sacco&#8221; e poi rivolta a Giovanni dico &#8220;ça c&#8217;est bien passé à la creche? Oui, j&#8217;ai bien mangé&#8221; o qualcosa del genere, anche perchè a volte mentre faccio questa ripetizione Giovanni ci mette del suo e fa qualche gesto che corrisponde alle mie parole (ad esempio il gesto con l&#8217;indice sulla guancia per dire buono). Anche qui però la ridondanza abbonda e non so se e come funzionerà più avanti&#8230;<br /> Per il momento però così funziona, le persone che mi sentono parlare francese con il bambino non mi sembrano stupite più di tanto, se sono in grado dicono anche loro qualcosa in francese e i bambini ripetono quello che mi sentono dire. Quando mi sembrerà che tutto questo non funzioni più tanto bene elaborerò una nuova strategia.<br /> Devo però aggiungere che anche quando siamo solo io e Giovanni ogni tanto uso l&#8217;italiano. Ad esempio per formule specifiche che fanno riferimento ad altre sue esperienze: quando ci facciamo le coccole di solito dico sia &#8220;un gros calin à ta maman&#8221; sia &#8220;tante coccole a mamma&#8221; frase che lui conosce dai teletubbies che guarda in italiano e dalla canzone dello zecchino d&#8217;oro. Oppure quando &#8220;cito&#8221; modi di dire di persone che conosciamo, principalmente zie, zii o cugini ad esempio &#8220;il te dit comment zio Roberto? Il dit pastrocchio!&#8221; in modo che riconosca come familiare queste espressioni nel momento in cui interagisce con loro&#8230;<br /> Certo con gli anni la situazione sarà ancora più complicata. Mi ricordo di quando facevo le elementari e mia mamma cercava di spiegarmi (ovviamente in francese) qualche regola matematica su cui la maestra mi aveva dato qualche compito (in italiano) e io protestavo &#8220;ma la maestra non ha detto così, non è la stessa regola, non è così che si fa&#8221;: forse era solo che non riconoscevo i concetti perchè la lingua non era la stessa&#8230;</p> ]]></content:encoded> </item> </channel> </rss>
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