La televisione e i DVD vengono utilizzati molto per aiutare i bambini ad imparare una seconda lingua, anche nel caso dei bambini bilingui. Sappiamo tutti che la televisione e’ molto amata dai bambini e molto criticata dai pediatri, che mille DVD e cartoni animati vengono venduti con la promessa di insegnare l’inglese ai nostri figli, mentre la ricerca ci dice che le lingue non si imparano dalla TV. Come raccapezzarsi? Dov’e’ il confine tra il supporto all’apprendimento e il rincretinimento dei bambini?
Ho cercato di chiarirmi le idee in merito, e voglio condividere con voi un paio di conclusioni a cui sono arrivata. Prima pero’ lasciatemi fare una precisazione: io sono la talebana della televisione. Da quando sono uscita da casa dei miei genitori, a 18 anni, non ho mai avuto una televisione. Non ho visto le torri gemelle cadere in diretta. Non ho mai guardato il grande fratello. Mi arrabbio con mio padre ogni volta che guardo il telegiornale con lui, non che il poveretto guardi il telegiornale di Rete 4, ci mancherebbe, ma ormai anche la Rai fa dei telegiornali da repubblica delle banane, mi sento in imbarazzo per i giornalisti che devono sentirsi umiliati ogni volta che finiscono un pezzo.
Comunque, tutto cio’ c’entra poco con i bambini. Il punto e’ fa bene o male far guardare la televisione ai bambini? Li aiuta veramente ad imparare le lingue? La conclusione a cui sono arrivata e’ che, come sempre nella vita, ci vuole misura e metodo. Andiamo punto per punto:
- quando i bambini sono molto piccoli imparano dal dialogo, il gioco, l’interazione con altre persone, ma non da mezzi passivi tipo televisione e DVD. Quando invece i bambini sono un po’ piu’ grandicelli, televisione e DVD possono effettivamente essere un supporto. Questo ce lo confermano tante ricerche, menziono The Bilingual Hedge per esempio, ma anche un recente studio americano che dimostra che guardare la televisione prima dei 2 anni non ha impatto sullo sviluppo di abilita’ linguistiche e/o motorie misurate ai 3 anni.
- L’Associazione dei pediatri americani sconsiglia categoricamente di guardare il piccolo schermo, per i piccoli dai 2 anni in giù. Non nega che il mezzo possa avere anche dei benefici, ma: “Mentre i pregi potenziali sono chiari, i pediatri sempre più scoprono la forza della loro influenza negativa”. Ecco i dati a supporto di questa tesi: i bambini, che passano 21 ore alla settimana davanti alla televisione, sono esposti – come dimostrano più di mille ricerche sull’argomento – alla suggestione ed all’aumento di aggressività provocato dalle scene violente; sono esposti inoltre ad una visione distorta del sesso, e ad un gran consumo di sostanze nocive, come l’alcol, il fumo, le droghe. Per altre informazioni c’e’ un articolo di repubblica su bambini e televisione, oppure le raccomandazioni dell’associazione dei pediatri americani (in Inglese)
- Bisogna distinguere tra televisione come mezzo e come contenuti. La programmazione televisiva vera e propria ha come scopo ultimo creare consumatori, sia i programmi che la pubblicita’ sono ottimizzati in questo senso, non ai fini educativi. Ne consegue che i bambini ricevono messaggi spesso inadatti alla loro eta’, che mettono molta enfasi su violenza, sesso (piu’ o meno esplicito), valorizzazione dell’estetica a scapito della sostanza, etc etc etc. Comunque esistono invece dei programmi educativi disponibili su DVD che possono essere molto interessanti, aiutando l’apprendimento e stimolando il bambino in maniera dolce e adatta alla sua eta’. Per un articolo che guardi a pro e contro sull’argomento bambini e televisione si veda qui. Vedere qui invece per suggerimenti su DVD nelle diverse lingue (consigliati da altre mamme).
- Troppo spesso oggi i bambini guardano ore di televisione, piu’ di due ore ogni giorno gia’ nei primi anni di vita. Tale livello di esposizione e’ sicuramente eccessivo, e scatena effetti negativi che sicuramente sorpassano quelli positivi. Ma forse una mezz’oretta al giorno, suddivisa in piu’ momenti della giornata, con contenuti selezionati, non e’ poi cosi’ deleteria.
- La televisione andrebbe guardata con i bambini. Ora so bene che questo per molti genitori e’ un lusso, che a volte servono davvero quei 10 minuti di calma per preparare la cena o finire di vestirsi in pace. Comunque ogni volta che si puo’ sarebbe bene guardare la televisione con i bambini, e se TV e DVD sono in una seconda lingua, sarebbe molto utile riprendere le storie dei cartoni e raccontarle di nuovo con i bambini, perche’ imparino davvero a raccontare le storie che hanno visto.
- Infine trovo molto utili questi 15 consigli che da’ un pediatra, Dott. Generoso, per evitare che la televisione abbia effetti nocivi. Ve li elenco, ma vi invito a leggervi l’articolo per maggiori chiarimenti e delucidazioni:
- Proporre ai bambini i programmi più adatti a loro
- Guardare la televisione insieme ai bambini.
- Non utilizzare la televisione come castigo o premio.
- Non usare la tv come baby-sitter
- Stabilire insieme ai bambini il tempo da dedicare alla tv
- Evitare che i bambini guardino la tv prima di andare a scuola.
- Evitare che i bambini guardino la tv fino al momento di andare a letto.
- Tenere la tv spenta durante le ore dei pasti e dei compiti.
- Non lasciare in mano al bambino il telecomando.
- Non collocare il televisore nella camera dei bambini.
- Usare spesso il videoregistratore.
- Cercare valide alternative rispetto alla televisione.
- Disporre di libri adatti a sviluppare gli interessi prodotti dalle trasmissioni televisive.
- Prestare attenzione alle “condizioni” della visione e dell’ascolto.
- Controllare la qualità e la quantità degli alimenti assunti davanti alla television
Due punti in particolare ho trovato interessanti. Il fatto che si sottolinei che la televisione deve essere gestita dai genitori, cioe’ evitare che il bambino se la somministri a piacere o abbia troppa facolta’ di scelta. Il legame tra televisione e obesita’, fenomeno forse ancora non estremo in Italia, ma sicuramente dilagante oltreoceano.
Mi permetto di aggiungere, da profana, un sedicesimo consiglio: Dare il buo esempio. Io credo che i bambini ci osservino molto e ci copino. E’ inutile dirgli che non si mangiano i biscotti davanti alla televisione se ci vedono farlo, o dirgli di non guardare Amici se ci vedono guardare il Grande Fratello. Che poi fa bene anche ai grandi risparmiarsi un po’ di sciocchezze e di pubblicita’. My 2 cents…
Ulteriori approfendimenti sulla televisione li trovate su La televisione serve ai bambini bilingui #2
Immagine di Schmilblick








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Playgroup per Bambini Bilingui a Roma
2 Comments
Io sono il talebano dei talebani
diffido sempre di quelli che giudicano qualcosa, qualunque cosa, negativa in se stessa.
Ma ovviamente hai delle ricerche dietro che confermano la tua posizione. Queste ricerche da quel che mi sembra condannano l’abuso più che l’uso.
Posso solo dire che nostro figlio di 3 anni e mezzo se può scegliere tra cartoni e musica italiani e inglesi, va per gli italiani.
Adora la musica, soprattutto Zucchero (!) che mischia italiano e inglese.
Inoltre i bambini sono spugne, imparano persino dai sassi. Perché negar loro un’esperienza interessante?
C’è un canale qui dedicato ai bambini di età prescolare (kidzone). Cartoni e programmi sono lenti e pieni di musica, è molto meglio di quella schifezza di Cartoon Network, che tutti i genitori con Sky usano.
Se Marcello guarda un po’ di kidzone siamo tranquilli che non ci troverà niente di male.
In Australia ci sono un sacco di prodotti per questa fascia di età: Wiggles, Hi-5.
Molto meglio delle robe giapponesi con cui sono cresciuto io.
Emanuele,
sicuramente se i genitori stanno attenti ai contenuti e li scelgono con cura e consapevolezza i bambini dovrebbero essere protetti dagli effetti più negativi della televisione (che includono la pubblicità, non solo i programmi).
L.
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[...] A QUALE ETA’ E’ ADATTO? Gli esperti sconsigliano qualsiasi forma di TV e Video prima dei 2 anni, meglio 3. Dopo i 3 anni e’ sicuramente adatto, ma e’ amatissimo anche dai bambini in eta’ [...]
[...] televisione non insegna le lingue, questo l’abbiamo gia’ chiarito, soprattutto non ai bambini in eta’ prescolare. Pero’ in eta’ scolare [...]