10 domande per scegliere tra scuola Statale, Internazionale e Bilingue

E’ meglio la scuola bilingue o la scuola internazionale? O forse e’ meglio optare per la scuola pubblica? Ogni soluzione ha pro e contro, e per poter scegliere bisogna averli ben chiari.

SCUOLA ELEMENTARE INTERNAZIONALE

La scuola Internazionale e’ una scuola Inglese, Americana, Francese, Tedesca, etc. La lingua e il metodo didattico prevalenti sono quelli che afferiscono alla cultura prescelta, l’italiano è studiato come una seconda lingua (L2) sia pur con varie ore perchè si tiene conto del fatto che i bambini crescono in Italia e spesso hanno entrambi i genitori italiani.

In questo caso è possibile che ci siano lacune sull’italiano, specie su quello scritto, ma dipende pure da quanto è studioso il bambino (e non si può vedere che dopo un pò), da quanti stimoli ha a casa in termini di lettura in italiano (gli si leggono delle storie, vede i genitori che leggono, ha molti libri a disposizione etc…) e ovviamente dipende anche da che tipo di percorso complessivo farà (tutta scuola straniera? elementari straniere e poi scuola italiana? in questo caso però leggendo i dati dell’OCSE – rilevazione P.I.S.A., si perderebbe il meglio della scuola italiana, che sono le elementari e si farebbe il peggio, che sono le medie…).

Il fatto di seguire programmi diversi puo’ suscitare perplessita’ nei genitori, alcune materie a volte vengono sviluppate meno di quanto ci si aspetterebbe in base all’esperienza italiana (ma oserei sperare altre vengono fatte meglio, per esempio quelle scientifiche).

La lingua non e’ l’unico parametro da tenere in considerazione quando si sceglie il percorso scolastico per i propri figli, qualche indicazione sui diversi programmi scolastici puo’ venire dai rapporti di OECD, per esempio Education at a Glance 2008, potete consultare qui un sommario in Italiano o la versione originale in Inglese , attenzione pero’, non ci troverete una formula magica che vi permettera’ di calcolare la scuola migliore, ma delle valutazioni fatte in base a diversi parametri, e trarne delle conclusioni puo’ essere abbastanza complesso.

Qui ho elencato le scuole internazionali di Roma, e Milano, per le altre citta’, qui trovate un elenco, che pero’ non e’ esaustivo: http://italy.usembassy.gov/usa/education/schools-it.asp.

SCUOLA ELEMENTARE BILINGUE

Le scuole bilingui invece sono scuole che seguono i programmi italiani ma offrono un certo numero di lezioni in lingua. Bisogna innanzitutto accertarsi pero’ di quante siano le ore in lingua a settimana, ci sono delle scuole che si definiscono bilingui perche’ fanno 4 ore in inglese alla settimana, il che e’ irrisorio.

E’ anche da capire che tipo di lezioni vengano fatte nella seconda lingua, sono solo lezioni di grammatica e letteratura, o ci sono anche delle materie che vengono proposte solo in L2? (che ne so storia, geografia e educazione artistica, tanto per fare un esempio)

Anche in questo caso ci sono vantaggi e svantaggi: meno sradicamento dalla cultura italiana da un lato e dall’altro un apprendimento più lento della lingua straniera.

SCUOLA STATALE

E’ la scuola “normale”, il che e’ ovvio per tutti gli italiani ma forse non per gli stranieri che vivono in Italia. In Italia la scuola statale non e’ mai stata considerata inferiore alle scuole private, che invece avevano spesso la fama di facilitare le cose a bambini e ragazzi con poca voglia di impegnarsi (fama confermata dalla ricerca a quanto pare, si veda la ricerca sui risultati all’Universita’ di ragazzi provenienti dalla scuola pubblica e da quella privata).

Oggi pero’ molte famiglie scelgono la scuola privata, spesso preoccupati dal fatto che le scuola pubblica accoglie molti bambini immigrati e a volte offre personale piu’ precario.

La diatriba tra scuola pubblica e privata in Italia e’ annosa, certo e’ una scelta importante, che da’ anche un segnale forte ai bambini riguardo al loro posto nella societa’. Membri di una societa’ diversa, di cui bisogna conoscere e accettare il bene e il male? O piuttosto protetti all’interno di un gruppo’ efficiente e, diciamocelo, danaroso?

Certo le lingue sono importanti, ma io credo che la scelta tra scuola pubblica e privata sia una scelta piu’ profonda, che avra’ conseguenze durature sulla formazione dei bambini, e quindi valutazioni sull’educazione e la crescita morale e spirituale (la maggior parte delle scuole private sono cattoliche) del bambino dovrebbero avere la precedenza su considerazioni linguistiche.

10 DOMANDE PER SCEGLIERE LA SCUOLA GIUSTA

Come gia’ anticipato non c’e’ mai una risposta giusta e una sbagliata, ma ci sono tanti parametri da valutare per poi fare una scelta. Ecco i parametri principali che vi consigliamo di prendere in considerazione:

  1. Quali lingue sono parlate in famiglia? La scuola deve essere un mezzo per mantenere un bilinguismo di fatto o creare una forma di bilinguismo? In entrambi i casi, quali sono le alternative?  (si vedano APPROFONDIMENTI)
  2. Programmi seguiti: Italiano, Inglese, Americano o quant’altro. Cercate di capire in cosa il programma differisce dai programmi con cui avete familiarita’, e’ importante che abbiate fiducia nei metodi educativi e nei programmi della scuola
  3. Apprendimento della lingua: Quante ore di lezione vengono fatte in ciascuna lingua, e come varia questa proporzione nei diversi anni? Gli insegnanti sono madrelingua? Qual e’ la percentuale di alunni stranieri?
  4. Come seguire i bambini nel loro programma? Alcuni genitori temono di non poter seguire adeguatamente i figli se non conoscono bene la lingua in cui vengono educati a scuola.
  5. Distanza da casa. Sembra una banalita’, ma iscrivere i figli ad una scuola lontana da casa e’ un impegno logistico che va poi mantenuto per anni, assicuratevi di poterlo gestire in serenita’
  6. Costi, ahi ahi… Anche qui faccio affidamento all’esperienza di Elisabetta, che ci dice che i prezzi per le scuole internazionali a Roma si aggirano sui 9.000 – 11.000 euro per la prima elementare. Un po’ meno il costo di una scuola bilingue, circa 6.000 euro l’anno. A cui ovviamente vanno aggiunti i costi della mensa, di attivita’ extrascolastiche, e in alcuni casi anche dell’uniforme. Comunque e’ importantissimo capire fin da subito come cresce la retta. Molte scuole internazionali hanno una progressione nelle rette spaventosa: parti a 9.000 eur a tre anni e ti ritrovi a 10 anni che ne paghi 14.000
  7. Che preparazione viene data in Italiano, se e come e’ necessario integrare al pomeriggio la preparazione in italiano scritto. Se la scuola offre supporti in questo senso e se la famiglia e’ in grado di provvedere autonomamente
  8. Formazione educativa e sociale. Di che qualita’ e’ l’insegnamento che viene impartito in generale ai bambini? Che tipo di messaggio da’ la scelta della scuola per quanto riguarda la collocazione del bambino all’interno della societa’? Domande difficili, non strettamente inerenti alle lingue, ma fondamentali per la formazione del bambino.
  9. Ambiente scolastico: alcune scuole hanno uno stile molto specifico, che puo’ piacere o meno. Per essere piu’ espliciti, si tratta spesso di scuole piuttosto elitarie, ma non sempre, e alcuni ragazzi non si sentono a proprio agio nell’ambiente
  10. Professione religiosa: alcune scuole, soprattutto tra quelle bilingui, sono scuole con una forte cultura religiosa (in genere cattolica) se non sono addirittura affiliate ad alcuni gruppi religiosi, tipo Opus Dei o affini. Non sempre questa associazione e’ evidente, e invece e’ importantissimo che i genitori ne siano consapevoli, ne valutino le implicazioni e decidano se condividono o meno l’indirizzo della scuola

APPROFONDIMENTI

NE VALE LA PENA?

Inutile dire che solo voi potete deciderlo, certo e’ una decisione non facile da prendere, bisogna raccogliere molte informazioni e soppesarle accuratamente, quindi il primo consiglio e’ di cominciare a pensarci con largo anticipo e non decidere di fretta.

Una valutazione essenziale comunque e’ crearsi aspettative realistiche in merito all’apprendimento della lingua. Quando un bambino viene immerso in una seconda lingua che non conosce e’ normalissimo che ci sia un periodo di silenzio, durante il quale non dice una parola nella seconda lingua, ma la sta imparando mentalmente. In maniera del tutto analoga a quanto fa un neonato che per 1 anno o piu’ ascolta e basta prima di cominciare a pronunciare delle parole.

Da tenere presente anche che l’apprendimento e’ prima passivo e poi attivo, cioe’ magari i bambini capiscono tutto, o quasi, ma parlano poco nella seconda lingua.

In ogni caso l’apprendimento della lingua dipendera’ ovviamente sia da quanto i bambini sono esposti alla seconda lingua, sia dalla loro predisposizione, e dalla bonta’ dei metodi didattici. Impossibile generalizzare. Pero’ riporto con piacere l’esperienza condivisa da Elisabetta, le cui figlie frequentano una scuola bilingue:

con il bilinguismo ‘scolastico’ e quindi artificioso l’apprendimento è molto lento: io pensavo di vederne i frutti molto prima (ma le mie aspettative erano alle stelle!).
I risultati secondo me si cominciano a vedere veramente solo dopo tre anni continuativi.
Comunque la prova scientifica è questa: in seconda elementare leggono i libri dello stage 6 della serie dell’Oxford Reading Tree (della Oxford University Press), storie che hanno per protagonisti Biff Chip e Kipper. La ORT ha anche una tavola di corrispondenza tra ‘stage’ di lettura ed età dei bambini/lettori quindi è agevole vedere che come lettura sono circa un anno e mezzo indietro rispetto ai loro coetanei madrelingua, il che non è male considerando che nella loro scuola non c’è più di un bambino madrelingua inglese ogni 20 (la statistica è mia)”

Immagine da A Journey Round my Skull

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Comments

  1. says

    p.s. penso che la compresenza della docente italiana in quelle due ore sia dovuta ad un semplice calcolo di questo tipo: è lei la docente abilitata per la normativa italiana. La madrelingua (forse) no, magari è una ragazza giovane che è abilitata con un corso breve di quelli del tipo Teaching English as a Foreign Language ma non è una che ha fatto scienze dell’educazione. Insomma, è una lettrice. Ma forse sono io ad essere maliziosa. E poi magari non è abilitata ma è comunicativa e bravissima con i piccoli, perchè a volte è anche una vocazione!

    • Luisa says

      Grazie Elisabetta per la tua opinione e per le info. Vivo ai castelli romani vicino Frascati e la materna in questione è in zona Frascati. Purtroppo finora ho trovato solo 2 materne bilingue non troppo lontane da dove vivo! La scelta è quindi limitata. Sono convinta anche io che solo la scuola bilingue non possa bastare per inculcare una nuova lingua, infatti sto intraprendendo un percorso anche a casa e frequento il playgroup a Roma, di cui sono molto soddisfatta. Forse come dici tu, 2 ore sono meglio di niente….grazie mille!!! Ps: per chi conoscesse altre scuole bilingue in zona che casomai mi sono sfuggite….fatemi sapere!!!!

      • Luisa says

        Anche l’altra scuola bilingue che ho trovato prevede comunque 2 ore al giorno, di cui 1h di lezione ed 1h di laboratorio……quindi siamo sulla stessa linea della prima.

      • says

        Ciao Luisa,
        mi pare che a Frascati ci sia anche una scuola internazionale, la Little Genius international school. http://www.littlegenius.it/
        A dispetto del nome un pò infelice, un’amica di famiglia mi parlò di quanto era in gamba la persona che l’ha fondata e la dirige (o la dirigeva?). Non so molto altro, però dacci un’occhiata, il sito è molto curato. Potrebbe essere una soluzione, quanto meno per una parte dell’iter scolastico. I costi sono alti rispetto ad una scuola bilingue ma decisamente più bassi delle scuole internazionali di Roma, la mensa è biologica e mi pare che facciano tantissime attività interessanti, anche extra scolastiche e anche per coinvolgere i genitori.
        ciao
        Elisabetta C.
        http://www.educazioneglobale.com

        • Luisa says

          Ciao Elisabetta, conoscevo già la Little Genius ma non l’ho ancora visitata perchè preferisco orientarmi su una scuola bilingue piuttosto che internazionale. Preferisco che il modello di scuola sia italiano e l’inglese sia un’attività parallela svolta in maniera più intensiva possibile. Siamo in Italia e la bimba di fatto è italiana per cui non credo sia giusto farla crescere in un contesto scolastico britannico. Non ne vedo il motivo. Ad ogni modo voglio visitare la Little Genius e prendere informazioni, ma probabilmente più per curiosità. Ho visitato il sito ed è vero è ben fatto ma obbiettivamente le rette sono molto elevate.

  2. Michela says

    Chi cortesemente mi sa dire quante e quali scuole internazionali ci sono all’esterno del grande raccordo anulare di Roma?!? Conosco la Castelli International e la LittleGenius, ce ne sono altre??

    Grazie mille

    • says

      Dipende in che direzione…..!!!
      C’è il St Georges Bitish International School a La Storta (oltre la Cassia)
      C’è la Southlands a Casal Palocco
      altre sono decentrate ma mi pare dentro il raccordo, tipo la Kendale
      Poi le due che hai detto
      Faccio fatica a pensarne altre: ma conosco più le scuole internazionali che il GRA…. :)
      Elisabetta C.
      http://www.educazioneglobale.com

  3. monica says

    Ciao Luisa,

    io ho visitato la Little Genius, ma, dopo un’iniziale annebbiamento/fascinazione, ho riflettuto molto sulle attività (e sulle rette proibitive per me) che a mio avviso per una bimba piccola, mai stata a scuola sono solo specchietti per genitori arrivisti ed ambiziosi (gite all’università, corsi di informatica, di ECONOMIA…!!!)

    • Luisa says

      Ciao Monica, non l’ho ancora visitata ma ho visto sul sito che in effetti le rette sono esagerate. Sicuramente saranno giustificate da quello che la scuola è in grado di offrire agli studenti, però conviene quasi quasi cercare lavoro in Inghilterra, trasferirsi lì e far crescere il bimbo bilingue in maniera praticamente gratuita……

      • says

        Ciao Luisa,
        ti riscrivo perchè per caso, cercando altro, ho scoperto questo asilo nido e anche scuola dell’infanzia che sta ai Castelli Romani ed è bilingue. Non so se si tratta proprio di una di quelle che avevi già trovato e distavano molto da dove abiti, ma intento ti copio qui il link.
        http://www.checcodraghetto.it/chi-siamo/
        Ciao
        Elisabetta C.
        educazioneglobale.com

        • Luisa says

          Ciao Elisabetta, checco draghetto è proprio la scuola di cui ti parlavo, la prima che ho visitato. Bella struttura, non molto economica, 2/3 h di inglese al giorno. Mi sarebbe piaciuto sapere quante ore di inglese fanno altre materne bilingue, di Roma e non…per avere un confronto. Grazie comunque della tua segnalazione.

  4. says

    Per Vera
    Vera, solo una cosa (perchè della Britannia non so nulla, dunque non posso dir nulla), nel tuo commento dici che “La classe di kindergarten ha una maestra per un numero di bambini che può arrivare a 15… mi sembra una proporzione “sproporzionata” ( scusa il gioco di parole ) considerando che per esempio nei nidi pubblici di Roma la proporzione è di 6 a 7 bimbi per insegnante”.

    Se per kindergarten si intende la classe di scuola dell’infanzia che va dai 3 ai 4 anni (perchè in america il K. è invece dai 5 ai 6…how confusing!) non è comunque al rapporto docenti-discenti degli asili nido che ti devi rifare, ma al rapporto educatrici-bambini della scuola dell’infanzia. Non so quale sia questo rapporto nella scuola dell’infanzia italiana (che va dai 3 ai 6 anni e che molti chiamano erroneamente ancora “asilo”) ma una mestra ogni 15 bambini mi pare un rapporto plausibile dai 3 anni.

    Scusa la puntigliosità della precisazione…è solo per darti un parametro in più.

    Ovviamente per l’asilo nido (0-3 anni) è un altro paio di maniche. Un tempo il rapporto era, per legge, 1 a 4 (una educatrice per ogni bambino) e ultimamente, come giustamente rilevi, 1 educatrice per 6 bambini.
    Elisabetta C.
    http://www.educazioneglobale.com

    • Vera L. G. says

      Gentile Elisabetta,
      grazie della tua osservazione. Hai ragione, mi sono sbagliata nel paragonare il nido (che la mia bimba frequenta adesso) con la scuola dell’infanzia. Infatti ieri avevo controllato sul sito del MIUR e la scuola dell’infanzia pubblica è composta da 18 ad un massimo di 26 alunni. Quindi, il rapporto insegnate / allievo della Britannia è equilibrato.

      La Britannia, che adotta il metodo del national curriculum britannico divide la preschool in kindergarten ( 3-4 anni) ed un ano di transition ( 5 anni) che è considerato un anno di preparazione alla classe 1 ( prima elementare ), come il nome dice è la transition from preschool to primary school.

      Invece l’Ambrit, che adotta l’ IB primary years programme, divide la preschool in nursery, kindergarten, preparatory. Sto cominciando adesso a districarmi tra queste differenze.

      • says

        Se sei confusa hai ragione: lo sono anche io… e sai perché? Perché passi che l’Ambrit userà, almeno dalla scuola primaria, il lessico proprio stabilito della IBO, ma i nomi della Britannia mi paiono fantasiosi, nel senso che non corrispondono al sistema inglese, mi pare…
        In UK i nomi del sistema dovrebbero essere i seguenti:
        Nursery 3 – 4 anni
        Reception (4-5 anni)
        Year 1 (5-6 anni) che per noi sarebbe l’ultimo anno di scuola dell’infanzia e negli USA si chiama… Kindergarten!
        Year 2 (6-7), per noi è la prima primaria e in USA è il 1st grade
        eccetera
        Elisabetta C.

  5. Simona says

    Ciao a tutte.
    Dopo aver valutato tra scuole internazionali e bilingui abbiamo scelto quella bilingue. Principale motivo è l’offerta del curriculum italiano. Ovvio, a sommare l’inglese vissuto in modo non classico e naturale.
    Alcuna informazione sulla Mile School di Milano?

  6. Vera L. G. says

    Per Patsy:
    Ciao, sei stata alla Britannia? Che impressione hai avuto? Grazie. Vera

    • Patsy says

      Ciao Vera, eccomi di nuovo! Non mi era arrivata la notifica della tua risposta, perciò l’ho vista solo ora. Confermo le tue impressioni sulla Britannia: il tuo post potrei averlo scritto io!!
      Aggiungo solo un paio di cose: mi è piaciuta molto la direttrice, ma gli spazi dei bimbi piccoli mi sono sembrati veramente bui; inoltre non mi è piaciuto il fatto che alla mensa mangino nei piatti di plastica (lo trovo assurdo).
      Riguardo il rapporto educatrici/bimbi, mi è stato detto che in una classe di 20 bambini ci sono 2 educatrici ed un’assistente (se non sbaglio nelle materne pubbliche il rapporto è 1 a 25, al nido è 1 a 6 per i bambini fino a 3 anni), forse ho capito male?
      Abbiamo discusso lungamente sulla didattica e riguardo quello mi ha convinta, purtroppo la struttura non è il massimo, e a dirla tutta mi ha un po’ infastidito il fatto che alcune indicazioni sul sito siano fuorvianti (ad es. le attività pomeridiane a cui hai fatto riferimento anche tu).
      Perciò alla fine anch’io non sono entusiasta, ma ad oggi non ho trovato un’alternativa valida in zona: ho visitato anche l’Istituto Massimo, mi è piaciuto tantissimo ma non ci sono posti :-(
      Se riesco a scovare qualche altra scuola ti aggiorno.

  7. Francesca says

    Un saluto a tutti i partecipanti e complimenti al sito, che seguo da quasi 2 anni. Vorrei parteciparvi la mia esperienza. Sono la nonna di una deliziosa bambina di 3 anni e mezzo della quale mi occupo tutti i pomeriggi. Sono stata sempre convinta che l’approccio alla seconda lingua, in questo caso l’inglese, è fondamentale avvenga il più presto possibile. Ho fatto questa esperienza più di 30 anni fa con mio figlio che la sta mettendo in atto anche con sua figlia. La scelta è stata per una scuola bilingue l’anno scorso a tre anni compiuti. Il primo approccio con l’inglese però è cominciato all’età di 2 anni e mezzo con un’insegnante madrelingua, il pomeriggio per 2 ore 2 volte a settimana, con giochi, musica e cartoni animati in inglese. Ci stiamo avvicinando alla fine del 1° anno di asilo bilingue, supportato sempre a casa per 2 pomeriggi a settimana da una studentessa madrelingua e i risultati sono evidenti. La bambina , dopo la fase di sola comprensione, in cui rispondeva sempre in italiano, comincia a esprimersi, certo in modo semplice nella seconda lingua. Aggiungo che la scuola scelta è l’Highlands a Roma-Eur .

  8. rosaria says

    CIAO A TUTTI STO CERCANDO UNA BUONA SCUOLA INTERNAZIONALE A CASERTA MI SAPETE SUGGERIRE CON URGENZA QUALCHE NOMINATIVO ????? GRAZIE MILLE

  9. Annalisa says

    Ciao a tutti, avrei bisogno di informazioni sulle scuole internazionali presenti a Napoli (Grenoble e NATO) e sulle scuole bilingue (Sequoia e Belforte). Grazie per le risposte.

  10. Patsy says

    Ciao,
    ero passata di qua per chiedere informazioni per la scelta della materna per mia figlia qualche mese fa (a Roma). Ho lasciato lo stesso messaggio sul blog di Elisabetta (a cui avevo rivolto più o meno le stesse domande). Alla fine, dopo molte ricerche e colloqui con scuole che avevano posti disponibili (in zone facilmente raggiungibili), ho scelto la Southlands di Casalpalocco. Forse due mesi sono pochi per esprimere un giudizio ma non potrei esserne più felice e soddisfatta: oltre a trovarsi più che bene, mia figlia comincia già ad esprimersi in inglese. Tra l’altro, in prospettiva futura, stanno anche attivando l’IB Programme. Mi piace molto l’approccio della scuola, molto coinvolgente e trasparente, oltre che informale. Per non parlare dei metodi didattici di cui sono assolutamente entusiasta…
    Per chi avesse bisogno sono a disposizione per ulteriori domande.
    Intanto ringrazio tutti per il supporto e Letizia per il suo ottimo blog che leggo sempre con piacere, a presto
    Patsy

  11. Teresa Fiorentino says

    vorrei iscrivere mio nipote ad una scuola elementare bilingue a Milano e provincia zona Ovest Milano ma nn so dove rivolgermi. Potete darmi un consiglio? Grazie

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