Au pair, o Ragazza alla Pari

La ragazza alla pari e’ virtualmente sconosciuta in Italia, o quanto meno rarissima, eppure potrebbe costituire una risorsa utilissima per le famiglie bilingui, o aspiranti tali, soprattutto in alternativa alle costosissime scuole e/o asili internazionali/bilingui.

  • Come si trova una ragazza alla pari
  • Quanto costa una ragazza alla pari
  • Cosa bisogna considerare quando si fa un contratto con una ragazza alla pari
  • Pro e contro dell’au pair
  • Cosa fare se la convivenza non funziona

Come si trova una ragazza alla pari

Per trovare una ragazza alla pari ci sono due canali principali (oltre ovviamente al passaparola): website o  agenzia.

Il sitoweb offre un’opportunita’ per famiglie e au-pair per incontrarsi e scegliersi. Il costo e’ estremamente ridotto se non addirittura gratuito. Per esempio Lisa e Sebastiano si sono trovati tramite http://www.aupair-world.net/, l’unico costo e’ stato di 39$ per registrarsi. Le agenzie invece sono piu’ specializzate e fanno prima dei controlli sulle ragazze, ne raccolgono i dati, referenze, informazoni sui genitori. Le agenzie sono decisamente piu’ costose, c’e’ un costo per registrarsi (intorno ai 100Euro) e un costo per concludere l’accordo (che varia, puo’ essere una mensilita’ della ragazza o un costo fisso anche intorno ai 500Euro), se non si dovesse trovare l’intesa l’agenzia si occupa di trovare una nuova ragazza.

Quanto costa una ragazza alla pari

Al costo da sostenere per trovare la ragazza si aggiunge il costo della ragazza stessa: vitto e alloggio (che influisce sulle spese della famiglia, tenetelo presente) piu’ una cifra settimanale da concordarsi, e che dipendera” anche dall’esperienza della ragazza, dal tipo e la quantita’ di lavoro che le si richiede, variando in genere tra 50 e 100 Euro alla settimana. Il documento qui allegato del comune di Torino da’ delle indicazioni molto chiare, anche sui diversi tipi di accordo che si possono trovare.

Da tenere presente pero’ che il costo dipende anche da dove vivete, se non siete in una citta’ particolarmente ambita probabilmente sara’ piu’ difficile trovare una ragazza interessata, e quindi forse bisognera’ dare qualche incentivo in piu’.

Cosa bisogna considerare quando si fa un contratto con una ragazza alla pari

E’ estremamente importante che ci sia chiarezza tra le parti su:

  • il tipo di lavoro che ci si aspetta (baby sitting, piccoli lavori domestici, prendere e portare i bambini a scuola, etc etc)
  • il numero di ore di lavoro alla settimana, che puo’ variare tra 25 e 40
  • il numero di giorni liberi alla settimana (almeno uno, spesso due)
  • numero di sere libere alla settimana (almeno tre)
  • numero di weekend liberi al mese
  • se e quante ferie pagate ci sono (in genere un paio di settimane all’anno)
  • se la ragazza intende frequentare dei corsi e che necessita’ ha per poterlo fare
  • se la ragazza ha accesso al telefono e in che misura
  • se e’ necessario o meno che abbia la patente

Pro e contro dell’au pair

Per ospitare una ragazza alla pari bisogna poterle offrire una stanza, quindi avere lo spazio, e accettare il fatto di condividere la propria intimita’ con una persona che non si conosce. D’altro canto pero’ si ha accesso ad un aiuto utilissimo e veramente economico. Una persona che puo’ occuparsi di portare e prendere i bambini da scuola, di stare con loro, portarli fuori etc., oltre ovviamente a parlare con loro la propria lingua madre e quindi farli crescere bilingui in maniera assolutamente spontanea.

In Italia l’idea incontra molta resistenza, principalmente per motivi culturali che ci rendono prevenuti all’idea di convivere con un’estranea, cioe’, alla fin fine, di “non essere liberi di circolare per casa in mutande”, argomento principe contro le ragazze alla pari. Si tratta di adattarsi, perche’ poi in cambio si ha la sicurezza e la serenita’ di avere qualcuno di fiducia in casa disponibile a prendersi cura dei bambini. Ai nostri playgroups per esempio viene anche Sebastiano con Lisa, che sta nella sua famiglia come au-pair ed e’ americana. Lisa e Sebastiano sono affiatatissimi e si divertono molto insieme e vedo che la mamma di Sebastiano e’ davvero serena sapendo che lui sta con Lisa. Come dice la mamma di Sebastiano “è vero certe cose nella vita di tutti i giorni cambiano, però se si riesce a stabilire un rapporto con la persona che si ha in casa e si pensa alla propria famiglia come una famiglia allargata è tutto molto più facile… in fondo fino alla generazione scorsa era quasi impensabile vivere solo con un nucleo familiare ristretto come siamo abituati adesso.”

Cosa fare se la convivenza non funziona

Cio’ di cui forse non ci si rende conto e’ che invitare una ragazza alla pari non vuol dire sposarsela. Per quanto l’impegno debba essere preso con  la massima serieta’ da entrambe le parti, se poi la ragazza o la famiglia non si trovano bene l’accordo si scioglie, del resto per convivere bisogna andare veramente d’accordo, se no meglio lasciar perdere. La famiglia in genere da’ almeno una settimana di preavviso, pero’ puo’ succedere che la ragazza se ne vada anche molto velocemente se ha deciso di andare altrove.

Si tenga anche presente che e’ molto piu’ comune che le ragazze alla pari ricordino la loro esperienza con orrore, piuttosto che lo stesso si dica della famiglia. Purtroppo troppo spesso si pensa alla ragazza alla pari come a del personale che deve essere sempre a completa disposizione per qualsiasi cosa, e magari  mangiare poco e farsi una doccia veloce… D’altro canto queste ragazze sono spesso molto giovani e incapaci di farsi rispettare, soprattutto in una casa altrui in un paese di cui non parlano la lingua…

Quest’atteggiamento e’ sbagliatissimo. La ragazza alla pari diventa a tutti gli effetti un membro della famiglia, e come tale va rispettata, e poi pensandoci bene, preferite mettere i vostri figli in mano ad una ragazza che vi e’ affezionata o in mano ad una che proprio non vi sopporta?

Ultime considerazioni. La ragazza alla pari non deve essere ne’ giovanissima, ne’… donna. I ragazzi alla pari sono pochi, ma perche’ no? Soprattutto in una casa con dei maschietti… Quanto all’eta’, se i vostri bimbi sono piccoli potete certamente trovare una ragazza con un po’ di esperienza e maturita’, che vi dia fiducia.

Per leggere le esperienze di famiglie che hanno ospitato ragazze alla pari clicca qui: una famiglia con molte ragazze alla pari o qui: ragazze alla pari.

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Immagine da A Journey Round my Skull

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Comments

  1. T. says

    Grazie per aver trattato questo argomento e anche quello relativo ai summer camps in Toscana. Molto interessante. Quest’anno è un po’ tardi ma l’estate prossima cercherò di organizzarmi in tal senso. Attendo con ansia altri “input” relativi allo stesso argomento. Per quanto riguarda “ragazza alla pari” una domanda: chi non ha la possibilità di avere spazio fisico sufficiente in casa per ospitare una persona può pensare una sorta di “sharing” di queste ragazze con famiglie che già le ospitano? Esiste, secondo voi, questa possibilità? Grazie e complimenti ancora per l’utile servizio. Ciao

  2. Elena says

    Grazie mille per queste utilissime informazioni. L’idea dell’au-pair sharing è sicuramente interessante…. Da tempo pensavo alla possibilità di un au-pair, ma l’impossibilità di ospitarla nel modo giusto non me lo ha consentito. Se ne avrò la possibilità, sicuramente ci penserò nei prossimi anni. Dovrebbe esistere anche la possibilità di au-pair stagionali, cioè solo per l’estate. Hai qualche notizia in proposito?
    Ciao!
    Elena

    • Pamela says

      Ciao, noi abbiamo diverse esperienze di ragazze alla pari. Per trovare delle Au-Pair stagionali basta andare sui siti (www.great-au-pair.com; http://www.aupair-world.net; http://www.findaupair.com) e nella tua ricerca inserire il periodo di tempo per il quale ti serve, nel tuo caso 3 o più mesi estivi.
      Per lo sharing, è una pratica molto usata ad esempio a Londra. In Italia è praticamente sconosciuta e trovare una famiglia ospitante che condivida l’aupair non è facilissimo.
      Buona fortuna

  3. Silvia says

    Appena ho letto il post mi sono detta “fantastico! come ho fatto a non pensarci prima? questo potrebbe essere il “mezzo” ideale per sbloccare mio figlio e farlo iniziare a parlare inglese un po’ di più…” Subito dopo l’eccitazione è stata sostituita da una stupida disillusione “mi conosco troppo bene, non riuscirò mai ad ospitare una persona estranea in casa mia”. Non credo di essere una voce fuori dal coro, sono sicura che molti la pensano come me, tant’è vero che, come dicevi tu, in Italia le ragazze alla pari non vanno molto di moda o, comunque, non tanto quanto in altri paesi. Mi chiedo cosa potrei fare per superare questo stupido pregiudizio, mi riferisco alla paura ingiustificata di ospitare un estraneo. Qualcuno ha delle idee?
    Grazie
    Silvia

  4. L. says

    Silvia,
    grazie per il commento onesto e sincero. Di’, hai mai convissuto con altre persone che non fossero familiari? Non so, magari quando studiavi, se hai fatto l’universita’, o anche solo per una vacanza? Se l’approccio e’ aperto e’ piu’ facile di quanto si creda.
    Un’idea potrebbe essere provarci per un periodo limitato, l’estate e’ un’ottima opportunita’. Magari ti porti una ragazza alla pari in vacanza e vedi come va.

    Oppure se hai perplessita’ specifiche, tirale fuori e chiedi a chi ha gia’ fatto questa esperienza come ha affrontato le difficolta’. Che ne so, mi immagino che oltre a non poter andare in cucina in mutande, una si domandi anche come gestire situazioni quali le litigate, diciamocelo, non c’e’ famiglia in cui non si discuta, e in quei momenti non si vuole nessuno intorno. Ma forse le tue perplessita’ sono altre ancora. Tirale fuori, e vediamo se qualcuno risponde.

    Ciao,
    L.

    • Pamela says

      Ciao Silvia,
      abbiamo avuto 4 Aupair di lunga durata (un anno ciascuna) e due mandate via dopo 2 settimane perchè proprio non riuscivano a rapportarsi con una bambina di 2 anni prima e di 4 poi.
      Devo dire che la convivenza cambia da persona a persona. COn le prime due è stata fantastica, era come avere una figlia grande o un’amica molto giovane in casa. Tornare a casa e scambiare quattro chiacchiere, guardare un film insieme, andare in vacanza sono ricordi che tutt’ora ho cari. Con le altre due (odierna inclusa) il rapporto è più distaccato. Entrambe più grandi (la precedente 31, questa 27) vivevano e vivono la convivenza come parte di un lavoro che devono compiere: quello di baby sitter. Io personalmente preferisco il secondo ma devo dire che, se le persone si comportano correttamente e onestamente, mi adatto anche al secondo. Noi siamo molto “sportivi”, ossia io non mi vergogno di girare in pigiama la sera o di farmi vedere la mattina con la faccia da zombie. Ti devo dire che comunque per noi anche la convivenza è stata parte integrante del conoscere una cultura diversa dalla nostra (sai quanti cibi abbiamo provato che non conoscevamo e quante nuove tradizioni abbiamo acquisito?).
      In bocca al lupo
      Pamela

  5. Silvia says

    Grazie per la risposta. Più che esporre le mie perplessità mi piacerebbe, come hai suggerito tu, leggere le esperienze di chi ha già avuto una ragazza alla pari in casa. Sai, non credo che avrei problemi a modificare le mie abitudini “pratiche” (tipo andare in cucina in mutande). Si tratta più che altro di un pregiudizio: mi spaventa l’idea di avere un estraneo in casa. Mi piacerebbe sapere come si può fare per superare questo timore/pregiudizio. Spero di sentire i commenti di qualcun’altro.
    Grazie.
    Silvia

  6. L. says

    Ludovica,

    ecco la risposta di Tristana, che quest’anno ha ospitato Lisa, ragazza alla pari americana:

    “come ti dicevo anche noi abbiamo avuto parecchie difficoltà (non a inoltrare la domanda, ma a ottenere una risposta, che non è mai arrivata) e alla fine la Lisa è entrata con visto turistico. L’unico consiglio che posso darle è di iscriverla a un corso (magari di italiano) e richiedere un permesso studio. Mi sembra che i corsi organizzati dall’Arci Passpartout per esempio rilascino un documento per la richiesta del visto, ma bisognerebbe telefonare per chiedere. Purtroppo non so come mai, ma è tutto estremamente complicato.”

    L.

  7. g says

    Salve, anche io ho avuto le ultime 2 estati 2 ragazze alla pari dal Canada. La prima alla fine del periodo di 3 mesi si era integrata con la famiglia seguendo le bambine anche quando non era negli orari. Il primo mese però è stato difficile in quanto ad usi e costumi diversi. Penso che verso la fine del terzo mese la ragazza si senta veramente parte della famiglia. Innanzi tutto il rapporto con i bambini è di fondamentale importanza perchè loro hanno bisogno dei loro tempi per accettare una persona nuova che li accudisca; ma è altrettanto vero che i bambini si fanno comprare con molto poco e questo sta nell’abilità della ragazza a correlarsi con loro. Comunque non l’ho richiamata per l’estate dopo in quanto non era diciamo pulita e ci ha lasciato dei “regalini”. Quindi per la ricerca della seconda ragazza mi sono concentrata molto sul fatto che fosse pulita ed ordinata (non sono una fissata dell’ordine) e che avesse esperienza con i bambini. Le ho chiesto delle referenze che dovevano arrivare ma che non ho mai avuto ma l’ho scelta in quanto aveva scritto di avere 3 sorelle più piccole (quindi ho pensato abituata), invece poi una volta arrivata ho scoperto che con le sorelle non aveva mai vissuto in quanto visto che i genitori erano separati si erano rifatti delle nuove famiglie e quindi non abituata al caos che possono fare i bambini in casa. In quanto all’ordine e alla pulizia niente da dire ma il rapporto con le bambine era a dir poco disastroso: le salutava solo in orario di lavoro e quando era in casa non le degnava di uno sguardo. Come possono dei bambini andare daccordo con una persona così? Poi quando era in casa se ne stava nella sua stanza, niente di male , ma sembrava più un’ospite di un albergo che una ragazza alla pari. Diciamo che la via di mezzo sarebbe l’ideale. Risultato delle mie esperienze è che sicuramente non richiamerò nessuna delle 2 anche se si sarebbero riproposte (se ne accorgono sempre alla fine di essere comunque state bene nella famiglia) e ne sto cercando una per la prossima estate. Con quali crieri la cercherò? Prima di tutto esperienza con bambini e referenze, pulizia e ordine e sopratutto cercherò di capire se li ama veramente. Normalmente le ragazze che vengono per l’estate cercano di farsi una vacanza più che un lavoro ma malgrado tutto penso comunque che sia una bella esperienza sperando di essere più fortunata con la prossima.

    • Pietro says

      Ciao, ho letto con interesse il tuo post in merito alle 2 ragazze canadesi: siccome noi siamo alla prima esperienza, mi potresti indicare quali procedure burocratiche avete dovuro espletare per accogliere in Italia la ragazza alla pari? Siete andati all’ufficio provinciale del lavoro ed allo sportello unico?
      grazie mille della cortesia,
      cordiali saluti
      Pietro

      • Pamela says

        Ciao Pietro,
        se le ragazze (americane) non superano i 3 mesi non c’è bisogno del visto e di tutta la parte burocratica. In Europa non ci sono problemi di visto. Per le canadesi così come per le australiane (che io personalmente adoro, avendo avuto un’esperienza meravigliosa) c’è il working holiday visa che dura un anno per il quale devi fornire una lettera in cui dici quanto le pagherai e per quanto sei disposto ad aspitarle, copia del passaporto e qualcos’altro che ora non ricordo. Cerca su Google Working holiday Visa per il paese che ti interessa e avrai tutti i risultati.
        A presto
        Pamela

        • Michela says

          Si, ma nel working permit di cui parli la ragazza alla pari non può lavorare per più di tre mesi per lo stesso datore di lavoro. Se deve stare con noi per diciamo 9 mesi che cosa dobbiamo fare? trovare altre due famiglie che “fittiziamente” la facciano risultare come ospitata presso di loro???
          è una condizione aggiuntiva nuova o era già così?
          Grazie
          Michela

  8. g says

    Dimenticavo la cosa più importante: per la lingua penso che sia veramente una cosa positiva. Mie figlie di 4 e 2 anni cantano le canzoni in inglese e meno te l’aspetti ti dicono delle frasi sensate in lingua e comunque hanno molta facilità nel ripetere qualsiasi parola. Essendo abituate fin da piccole a queste ragazze non si fanno problemi di nessun genere se la ragazza parla solo inglese. Non so se la capiscano, ma anche quando metto i dvd dei film le bambine mi chiedono di metterli in inglese perchè dicono che in italiano non capiscono. Sarà vero?
    Ps In quanto a pregiudizi e commenti negativi da parte delle persone sul fatto di ospitare una ragazza estranea in casa ne ho a bizzeffe, comunque rimango dell’idea che sia un’esperienza da fare.

  9. angelica says

    ciao
    io ho avuto tantissime esperienze con ragazze alla pari ed anche con 4 ragazzi alla pari maschi, che è meno usuale
    voglio condividere con tutte voi le mie esperienze
    devo premettere che io stessa all’età di 18 anni sono stata au-pair a parigi, guardavo 2 bimbi, uno di 3 anni e una di 6 mesi, e mi lasciavano anche diversi giorni da sola con i piccoli avendo io dimostrato di essere ragazza responsabile e degna di fiducia….ed inoltre che non mi pesava affatto farlo….
    infatti, ritengo che “alla pari” voglia dire “alla pari”….ossia:
    se io non ho una stanza a parte per uno dei miei figli, (ne ho 3)…….e quindi chiedo di condividere la stanza con uno dei bambini (io stavo nella stessa stanza con entrambi i piccoli….xkè a parigi le case sono dei buchi),…..non vedo perchè dovrei ammassare tutti i miei figli in una sola stanza per lasciare libera una stanza per la “ragazza alla pari”……che così non sarebbe piu’ una “….alla pari”, ma avrebbe un trattamento privilegiato
    io personalmente la vedo così!!!!……la ragazza deve essere “alla pari” quindi trattata alla stregua dei figli e NON con dei privilegi o diritti superiori a quelli dei ragazzi.
    questa era una premessa……nelle mie ricerche degli ultimi anni mi sono purtroppo imbattuta in agenzie che sostengno di dover agire così…….scusate ….NON SONO AFFATTO D’ACCORDO
    PER CIO’ KE RIGUARDA invece le BELLE ESPERIENZE….devo parlare BENISSIMO delle ragazze croate, ne ho avute 5 diverse anke se per brevi periodi, ma sono delle ragazze eccezionali, sia a livello educativo, che esperienziale che emotivo, per non parlare dell’alto livello di istruzione che ricevono…..nulla a che vedere con il nostro sistema scolastico……
    si adattano benissimo a tutte le situazioni, in quanto ricche di spirito e positività che trasmettono ai bambini oltre che alla famiglia al completo……..DEL RESTO è la “au-pair” che deve adattarsi , e NON la famiglia che deve cambiare la quotidianità per la nuova arrivata……
    ho poi avuto una australiana di origine polacca…..18anni, ma fantasticamente collaborativa e propositiva……oltre che educatissima…..siamo anche stati invitati a distanza di 5anni al suo matrimomio dove ci siamo recati con una gioia immensa nel cuore……
    ho ancora contatti con alcune delle ragazze croate OSPITATE 12/13 anni fa
    negli ultimi 2 anni ho avuto l’esperienza di ospitare “vari RAGAZZI MASCHI” dalla Germania…..e devo dire, che il maschio tedesco è molto meglio della femmina che invece pensa di venire a fare una vacanza (come anke le ragazze italiane purtroppo)
    ho trovato due ragazzi fantastici e intelligenti davvero, con cui ho messo subito in chiaro tutto……anche dell’aventuale assistere ai litigi di famiglia……ed ho fatto appello alla loro intelligenza e capacità di gestire le situazioni da bravi uomini…..ed ha funzionato
    lo dico a piene voci….I MASCHI ALLA PARI sono migliori DELLE FEMMINE ALLA PARI…..
    penso di aver scritto tanto….
    se aveste domande……sono disposta a scrivere ancora…..
    E’ BELLO CONDIVIDERE QSTE GRANDI ESPERIENZE DI VITA….
    ciao a tutti

    • Bilingue Per Gioco says

      Angelica,
      grazie mille per aver trovato il tempo di condividere la tua esperienza, veramente positiva e motivante! Quando si e’ aperti ad accogliere le persone si creano legami di vero affetto, come tu ci racconti, che arricchiscono molto tutti quanti!
      Grazie,
      L.

    • simona says

      ciao! noi siamo alla nostra prima esperienza di au pair e sinceramente ci stiamo trovando bene…la ragazza è stata sempre ben predisposta e attenta e non solo nell’orario stabilito.. insomma si è stabilito un buon feeling… ho pensato però che sia dovuto anche alla sua età (33 anni) … a breve però se ne andrà…credo che abbia comunque nostalgia dei suoi affetti e forse anche perchè nonostante l’ottimo rapporto forse voglia un pò “cambiare aria”… mia figlia è piccola (ha quasi 1 anno) e quindi seppur trnquillissima e molto buona può non interagire come i bambini un pochino più grandi…mi chiedevo quindi se le ragazz che hai ospitato fossero tanto più giovani e magari se puoi consigliarmi qualcuno di queste (noi stiamo a Roma)..oppure dirmi come le hai trovate…questa ragazza l’abbiamo trovata con un’agenzia, ma prima di lei non ci aveva dato grandi scelte….grazie per i consigli che potrai darci!!!

    • Pamela says

      Ciao Angelika,
      mi è piaciuto molto leggere della tua esperienza e devo dire che su moltissime cose mi trovi d’accordo, prima delle quali il fatto che le ragazze tedesche, educazione, pulizia e puntualità a parte, pensano di essere in vacanza. Fanno le loro ore e poi chiudono la porta e chi s’è visto s’è visto. La vita alla pari, in famiglia, per loro non esiste. Il calore umano tanto meno. Seguirò il tuo consiglio e proverò un ragazzo tedesco la prossima volta.
      Anche noi, come te, abbiamo costruito con due della nostre ragazze rapporti meravigliosi che durano tutt’ora. Siamo andati al matrimonio della sorella della prima aupair australiana, abbiamo vissuto con lei la nascita delle nipotine e con la seconda ci vediamo spesso visto che vive in Inghilterra e appena può viene a trovarci. Per mia figlia è come una sorella maggiore.
      Sul rapporto privilegiato sono d’accordo. Se si è alla pari bisogna esserlo da entrambe le parti. Io mi adatto ma mi aspetto la stessa cosa dalla ragazza che viene a vivere da noi.
      A presto
      Pamela

  10. LUIGI says

    Salve, cerco un vs. supporto, saro’ molto breve. Vorrei aiutare una ragazza aupair della RUSSIA
    a venire da una famiglia italiana. La ragazza non e’ in buone condizioni economiche.
    Ha detto che servono circa 450,00 euro per la visita medica e per le vaccinazioni.
    Vorrei sapere se e’ tutto vero, quindi se sono obbligatorie le vaccinazioni e se l’importo
    puo’ corrispondere al vero.
    Per me e’ molto importante sapere la verita’
    Solo voi potete aiutarmi…
    Vi ringrazio di cuore.
    Spero di ricevere il piu’ presto possibile la risposta.
    Cordiali saluti
    Luigi

    • Pamela says

      Luigi, posso chiederti una cosa? Come hai conosciuto questa ragazza? Tramite un’agenzia, un sito web per Aupair? Nei siti web viene sempre specificato di non mandare soldi contanti. Purtroppo anche in questo mondo ci sono tanti imbroglioni. Fai una ricerca sulla ragazza. Se l’hai trovata tramite un sito manda una mail e chiedi delle delucidazioni. Se l’hai trovata tramite passaparola ti consiglierei di lasciar perdere.
      Mi farebbe comunque piacere sapere come procedono le cose.
      A presto
      Pamela

  11. LUIGI says

    Salve, non c’e’ nessuno che sappia se effettivamente una ragazza alla pari RUSSA, deve vaccinarsi per venire ad una famiglia italiana. Quindi, se sono obbligatorie le vaccinazioni ed il loro costo… Ho chiesto a varie agenzie, ho chiesto ad Ambasciate a Consolati ecc. ma sembra una domanda impossibile, TROPPO DIFFICILE. MAHH……
    Qualcuno sapra’ rispondere a questa mia richiesta
    Grazie..

    • Bilingue Per Gioco says

      Luigi, nessuno l’ha mai menzionato prima quindi non credo ti possiamo aiutare, ragionando a senso però, non mi risulta esista obbligo di vaccinazioni per entrare in Italia nè che la legge sulle ragazze alla pari preveda tali obblighi, ergo non vedo per quale motivo debba essere obbligatorio. Chi la controllerebbe poi? Certo non in aeroporto o alla dogana…
      L.

  12. LUIGI says

    GRAZIE, BILINGUE PER GIOCO,
    MA IL PROBLEMA DELLA VISITA MEDICA E DELLE VACCINAZIONI, PER QUANTO HO CAPITO, E’ SUBORDINATO AL VISTO CHE DEVE ESSERE RILASCIATO ALLA RAGAZZA PER LASCIARE LA RUSSIA.
    PUO ESSERE, QUESTO IL MOTIVO SE HO BEN CAPITO, SEMPRE SE RISULTA VERO IL PROBLEMA DELLE VACCINAZIONI. POI, LA RUSSIA E’ UN PAESE EXTRACOMUNITARIO E’ AVRA’ LE SUE LEGGI..PENSO, CHE SOLO l’AMBASCIATA O IL CONSOLATO POSSONO SAPERE IL TUTTO. SPERO CHE QUALCUNO DI BUON CUORE…RISOLVA L’ENIGMA… GRAZIE

  13. gretel says

    salve, sto cercando una ragazza alla pari che parli un poco di italiano per i miei 2 figli di 6 e 8 anni. da giugno a settembre sabati e domeniche libere e 3 sere libere. vitto alloggio e 50 euro a settimana. non fumatrice con patente ma non è indispensabile minimo 20 anni e con un pò di voglia di giocare e in qualche occasione disposta a dare una mano con le pulizie.
    grazie Gretel

  14. Tiziana says

    salve, sto cercando una ragazza alla pari di madre lingua Inglese , che parli un poco di italiano per le mie 2 figlie di 9 e 11 anni. Periodo , da giugno a settembre sabati e domeniche libere. Vitto alloggio e ferie pagate (da trascorrere con noi). Non fumatrice con patente ma non è indispensabile minimo 20 anni .
    Serve che insegni la lingua Inglesi alle bambine vivendo e giocando volentieri con loro .
    Cordiali saluti
    Tiziana

  15. tiziana says

    Ciao, mi chiamo anch’io Tiziana e cerco una ragazza alla pari per i miei due figli,uno di 9 ormai autosufficiente e una di 5 mesi. Nn ho esigenze particolari basta che parli inglese… ne abbiamo tutti un gran bisogno!
    grazie 1000 in anticipo

    Tiziana

  16. Erika says

    Io mi sto impegnando in questi giorni a trovare una ragazza alla pari su un sito che… È il primo che esce dai risultati di ricerca. (Non vorrei passare per spam…)
    Io mi sento ben predisposta in tal senso, ma son agevolata perché io sono cresciuta con le au pair, mia mamma è tedesca e grazie a loro ed al fatto che parlassi solo tedesco con mia mamma ho parlato prima il tedesco dell’italiano. Ovvio che le esperienze sono state di tutti i generi, dalla au pair che è anche tornata dopo anni e tutt’oggi si considera parte della famiglia, altre affezionatissime, altre con cui c’era qualche attrito e altre che… Sono state mandate via.
    È ovvio che bisogna avere fortuna, ma come è scritto nell’articolo di bilingue per gioco non è che ci si sposa con la ragazza! O ragazzo che sia… Bisogna mettere ben in chiaro ciò che ci si aspetta sin dalle primissime fasi preliminari, parlarsi e scriversi tanto e poi… Incrociare le dita.
    Ecco… Voi fatelo per me e per le ragazze che verranno!

  17. Michela says

    Ciao a tutte,
    noi stiamo ospitando da Novembre 2011 una ragazza alla pari che viene dal nord degli UK. A livello di convivenza ci troviamo bene. Diciamo che la soluzione au pair risponde a una duplice esigenza nel nostro caso: primo, io sto fuori tre-quattro giorni la settimana per lavoro e ho bisogno di qualcuno che si occupi dei bambini; secondo, volevamo esporre i nostri bimbi -ancora piuttosto piccoli- in maniera attiva alla lingua inglese. Devo ammettere però che, mentre il primo obiettivo è stato raggiunto (la ragazza è pienamente autonoma nel gestire i due bimbi, nonostante le difficoltà iniziali con la bimba più grande che ha tre anni – sta uscendo solo adesso dai terrible/troublesome two), il secondo stenta a decollare. Alla nostra au pair non viene naturale parlare in inglese ai bambini, perchè loro non capiscono quello che dice. Dal momento che ha bisogno di farsi capire, soprattutto quando sono soli, passa all’italiano e quando io sono a casa la devo continuamente correggere e ricordarle che deve parlare loro in inglese.
    Conoscete qualche trucco per aiutarla/mi?
    Grazie mille
    Michela

    • Bilingue Per Gioco says

      Tu alla ragazza ti rivolgi sempre e solo in Inglese anche quando siete voi due da sole e tanto più in presenza dei bambini? questo già è importante.

      Se lo fai, glielo ricordi, e ciò nonostante lei non si sforza hai due alternative:
      1) educarla, farle vedere che può farsi capire con i gesti, che i bambini comnciano a capire molto velocemente, etc
      2) cambiarla…

      Ciao,
      L.

      • Michela says

        Diciamo che tendenzialmente noi le parliamo in inglese. Lei però a volte chiede di passare all’italiano perchè vuole imparare. Comunque proverò a farle vedere che i bambini possono capire anche se parla in inglese, grazie per il suggerimento.
        Michela

        • Bilingue Per Gioco says

          Michela, secondo me se le lasci tempo libero per uscire, fare corsi, avere una vita sociale, devi essere ferma sul fatto che in casa si parla solo EN. Se fai eccezioni tu, figurati lei…, che giustamente ha i suoi personali obiettivi…
          L.

          • Michela says

            Ha il suo tempo libero, ma lo passa quasi tutto in famiglia. Ha fatto amicizia solo con un ragazzo che parla inglese e mi ha detto di apprezzare il fatto che non abbiamo cercato di imporle delle amicizie. Comunque, in generale ci troviamo bene. Per avere solo 19 anni è molto matura. Il suo maggior difetto è quello di non riuscire a parlare sempre in inglese ai bambini. Potrei dirle che noi parliamo in italiano con lei solo quando non ci sono i bambini, ma che se ci sono loro si parla in inglese. Che poi non è facile nemmeno così, già io sono via 3/4 giorni alla settimana (e non torno a dormire), manca solo che quando ci sono non parlo in italiano con i miei figli…

          • Arianna says

            Michela, secondo me questo è un punto fondamentale da chiarire subito e soprattutto per i bambini: se l’au pair continua ad alternare potrebbe succedere che siano gli stessi bimbi a rifiutare l’inglese da lei e questo a maggior ragione se, come mi sembra di capire, il loro inglese non è ancora fluente e si trovano in area terrible twos…l’idea del corso mi sembra buona, le persone che sto contattando sembrano gradire (ma ti dico che sto escludendo persone che parlano già italiano e cercando di mettere il più possibile in chiaro che in casa solo inglese con genitori e bimbe e spagnolo con la tata, anche se credo che la grossa differenza nel nostro caso sia che le bimbe parlano solo inglese con me).
            Good luck!
            A

        • simona says

          ciao, noi ospititamo ragazze alla pari da quando nostra figlia aveva 6 mesi (ora ha quasi 3 anni). A parte la prima che conosceva sia inglese che l’italiano, abbiamo cercato solo madrelingua inglese che non conoscessero l’italiano. non abbiamo avuto mai problemi (i bambini si fanno capire non ti preoccupare) e adesso nostra figlia capisce benissimo sia l’italiano che l’inglese e parla correttamente italiano e un pò di inglese (conosce moltissime parole e sta iniziando a formulare frasi complete)

  18. Elena says

    Ciao! Qualcuno potrebbe dirmi quanto dovrebbe essere piu’o meno la paghetta di un aupair che lavora 30 hr settimanali? E se volesse lavorare anche i fine settimana quanto le dovrei dare in piu’?

  19. L. says

    Tiziana,

    non ho mai sentita di au-pair sharing. Non che non sia possibile, tutto si puo’ fare, ma ci vuole un po’ di fortuna, perche’ credo che ne’ le agenzia ne’ i siti web facilitino questo tipo di soluzione. Poi bisogna tenere presente che una raagazza alla pari non lavora tante ore alla settimana. Comunque se qualcuno nel veronese e’ interessato a condividere i costi e il tempo di una ragazza alla pari, si faccia vivo ( o viva).

    L.

  20. L. says

    Le au pair per l’estate esistono che io sappia, e si trovano tramite i soliti canali.
    L.

  21. L. says

    Ludovica,
    personalmente non lo so, ma girero’ la tua domanda via mail a qualche mamma che potrebbe aver avuto esperienze simili e spero potra’ aiutarti.
    Comunque come avrai visto dai commenti c’e’ molta perplessita’ tra i genitori riguardo le ragazze alla pari, se volessi raccontarci qualcosa in piu’ della tua esperienza te ne saremmo grati.
    Per esempio, alla luce della tua esperienza come si fa ad individuare la ragazza alla pari giusta? Qali domande bisogna fare? E come bvisogna modificare la propria vita quotidiana con il loro arrivo? E ancora, come si possono affrontare al meglio le differenze culturali, i malintesi, le differenze d’abitudine?
    E infine, che impatto hanno avuto le ragazze alla pari sull’apprendimento delle lingue dei tuoi figli?
    Grazie e a presto,
    L.

  22. chiara says

    sarà troppo tardi, ma io cerco una ragazza alla pari nel veronese!!!
    anche un ragazzo alla pari, è uguale!

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