Come leggere, i DVD e perfino i videogames possono stimolare il linguaggio dei bambini, bilingui e non

Sabine, mamma nonche’ esperta, qualche giorno fa ha scritto un commento sulla lettura dei libretti con i bambini piccoli. Un commento semplice, ma in realta’ pieno di significato, perche’ non sempre la lettura e’ interazione e stimolo al parlare, e forse Sabine nel creare questi stimoli e’ piu’ sofisticata di quanto non possa sembrare.

Gia’ in precedenza abbiamo parlato dell’arte di leggere libri semplicissimi ai bambini, inoltre ho letto di recente un articolo molto interessante, scritto da una logopedista che condivide delle tecniche per stimolare i bambini a parlare anche quando fanno delle attivita’ come guardare video o fare dei giochi al computer, tecniche che si applicano molto bene anche alla lettura. Sono dei trucchi molto semplici, molti di voi vi ritroveranno delle cose che fanno spontaneamente quando interagiscono con i propri bambini. Ma forse troverete anche dei piccoli accorgimenti di per se’ ovvi ma sui quali non avevate mai riflettuto, questo e’ sicuramente il mio caso, e trovo che riflettere su cio’ che normalmente si fa senza pensare aiuti ad essere piu’ consapevoli ed efficaci.

Qui trovate l’articolo originale (in Inglese), mentre di seguito riporto i punti piu’ importanti (non e’ una traduzione letterale):

  • Osservare e aspettare: Invece di prendere il controllo della situazione, osservate cosa fa il bambino, guardate cosa attrae la sua attenzione e nominatelo. Se guarda un razzo, dite Razzo! E’ un razzo rosso!
  • Descrivere: Commentate cio’ che accade, nel libro o sullo schermo. Descrivete cio’ che succede o cio’ che fa il bambino. Cose tipo: Oh e’ partito il treno, ciuff ciuff! Se commentate le stesse immagini o azioni sempre allo stesso modo, anche il bambino comincera’ automaticamente a fare gli stessi commenti. Per esempio se ogni volta che parte il razzo dite 1 2 3 VIAAA, anche il bambino comincera’ a dirlo.
  • Lasciare spazio al silenzio: Non e’necessario parlare sempre, bisogna anche lasciare al bambino degli spazi per osservare, riflettere, commentare, per fare sue le informazioni ricevute o anche solo per godere di un’immagine che gli piace.
  • Ripetere ed espandere: Per stimolare il linguaggio, ripetete cio’ che dice il bambino, ma in modo corretto non in bambinese, e poi aggiungete un’altra parola, che aggiunga significato. Esempio, il bimbo dice ‘ATTO, il genitore puo’ dire GATTO! UN GATTO GRIGIO!
  • Ripetere, Ripetere, Ripetere: Adulti e bambini allo stesso modo hanno bisogno di sentire le parole piu’ volte per impararle, per capire bene pronuncia e significato. Non dimenticatelo, e quando opportuno ripetete anche tre volte le parole. E’ una macchina, Si’ una macchina, Ciao macchina!
  • Far conquistare un risultato: Create un’associazione tra le parole e gli eventi, in modo che il bambino impari che quando dice certe parole determinate cose belle accadono. In un videogioco puo’ essere dire VAI! prima di cliccare sul mouse e far partire il razzo, ma lo stesso si puo’ fare con I libri, soprattutto quelli con le alette, finestrelle, etc.
  • Usare parole sociali e utili: Usate queste attivita’ per aiutare il bambino ad imparare parole che siano utili in un contesto sociale, come Ciao, Grazie, Prego, Di nuovo, Ancora, Finito, Si, No, etc…

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Foto di Neeta Lind

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Bilingue Per Gioco

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6 Comments

  1. gianna
    Posted 23/06/2009 at 13:13 | Permalink

    Grazie per questi punti. sono utilissimi. Qualcuno, come scritto nel post, lo applichiamo cosí senza pensarci, ma altre cose magari me le tengo a mente per le prossime volte.
    G.

  2. gianna
    Posted 23/06/2009 at 13:16 | Permalink

    a proposito, una delle pochissime parole che il nostro piciulin (un anno appena compiuto) dice é proprio “tack”, grazie. io ci provo a fargli dire qualcosa che assomigli a grazie, ma la versione svedese é molto piú facile per lui….
    beh siamo sulla buona strada :)
    G.

  3. gianna
    Posted 23/06/2009 at 15:21 | Permalink

    Secondo me l’economia incide molto. E la cosa mi preoccupa un po’ perché anche lo svedese ha molte parole corte (certe addirittura di una lettera!).
    D’altro canto ho la sensazione che Alex usi di piú i suoni “italiani” (certe “a” molto aperte, i gruppi gl, gn che non esistono in svedese).
    Che impari lo svedese con pronuncia italiana? :)
    Adesso mi sto anche ritrovando a sgridare il mio moroso perché parli lo svedese corretto, (ogni tanto lo sorprendo a fare erroretti grammaticali), vorrei che il piciulin imparasse anche la sua madrelingua “primaria” nel modo piú corretto possibile, giá molti genitori autoctoni si lamentano che noi immigrati “inquiniamo”, per cosí dire, l’ambiente linguistico…

  4. Luisa
    Posted 26/06/2009 at 21:59 | Permalink

    Utile, interessante e…confortante perché tutto sommato me la cavo abbastanza bene con i miei piccoli. Tutte queste azioni portano effetti emozionanti perché senza particolare enfasi sulle prestazioni i bambini ci seguono con naturalezza e si divertono.

  5. L.
    Posted 27/06/2009 at 07:56 | Permalink

    Ciao Luisa,
    ben ritrovata dopo il momcamp! Hai ragione, vedere come gli esperti consiglino i piccoli gesti che noi facciamo per puro istinto materno e’ confortante. Magari ci danno lo spunto per piccole variazioni a cio’ che facciamo, ma magari anche no, pero’ ci danno piu’ fiducia in noi stesse.
    L.

  6. L.
    Posted 23/06/2009 at 13:58 | Permalink

    Gianna,
    anch’io mi sono domandata quanto l’”economia” incida sulle scelte di vocabolario di un bambino bilingue. Guarda caso le parole che A. dice in Inglese sono tutte piu’ semplici del corrispettivo italiano (car vs macchina solo per dirne una), ma se sia per caso o no non lo so. Ppotrebbe anche essere che l’Inglese e’ una lingua piu’ semplice e basta, di certo ha molte piu’ parole monosillabiche, virtualmente assenti dall’Italiano.

    Ciao e grazie,
    L.

2 Trackbacks

  1. [...] non fare del videogioco un’esperienza solitaria. Le lingue si imparano con l’interazione, un bambino in eta’ prescolare non impara ne’ dalla televisione ne’ dai videogiochi, ma puo’ imparare moltissimo dal papa’ che gioca con lui e commenta cio’ che accade nel videogioco, ne abbiamo parlato in dettaglio qui [...]

  2. [...] etc etc. Per i libri invece non occorre aspettare, si può iniziare dal day one, vedi qui e qui come [...]

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