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	<title>Comments on: Una mamma non native speaker e 3 fratellini: Claudia F.</title>
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	<description>Idee e soluzioni per i bambini bilingui e per quelli che lo diventeranno, e per tutti i genitori.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 23 May 2012 08:11:35 +0000</lastBuildDate>
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		<title>By: Valeria</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/08/24/una-mamma-non-native-speaker-e-3-fratellini-claudia-f/comment-page-1/#comment-6147</link>
		<dc:creator>Valeria</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 20:51:38 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Claudia
sono tornata su questo post per ringraziarti. 
Ho fatto mio il tuo metodo &quot;logorroico&quot; di parlare in due lingue al più grande. Penso che siano bastati effettivamente meno di tre mesi per &quot;dimenticarmi&quot; quasi sempre di tradurgli in italiano... perchè tanto ero abbastanza tranquilla che l&#039;inglese lo capiva lo stesso 
A distanza di 5 mesi da quando ti scrivevo, sono davvero sorpresa di quanto capisca e utilizzi la nuova lingua e al tempo stesso rileggo quanto mi avevi raccontato con molta più consapevolezza!
Personalmente, però, nonostante ora lo potrei tranquillamente fare, non riesco a passare al 100% (OPOL), mi attesto su un buon 85%... il mio punto debole non sono tanto le situazioni all&#039;esterno, ma piuttosto i discorsi &quot;intensi&quot;, come appunto le sgridate... in cui molto spesso finisco per ribadire i concetti anche in italiano, altrimenti mi rimane proprio l&#039;impressione di non aver trasmesso bene una cosa magari &quot;importante&quot;... vedremo comunque come andrà avanti nel tempo e grazie per gli auguri che ricambio!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Claudia<br />
sono tornata su questo post per ringraziarti.<br />
Ho fatto mio il tuo metodo &#8220;logorroico&#8221; di parlare in due lingue al più grande. Penso che siano bastati effettivamente meno di tre mesi per &#8220;dimenticarmi&#8221; quasi sempre di tradurgli in italiano&#8230; perchè tanto ero abbastanza tranquilla che l&#8217;inglese lo capiva lo stesso<br />
A distanza di 5 mesi da quando ti scrivevo, sono davvero sorpresa di quanto capisca e utilizzi la nuova lingua e al tempo stesso rileggo quanto mi avevi raccontato con molta più consapevolezza!<br />
Personalmente, però, nonostante ora lo potrei tranquillamente fare, non riesco a passare al 100% (OPOL), mi attesto su un buon 85%&#8230; il mio punto debole non sono tanto le situazioni all&#8217;esterno, ma piuttosto i discorsi &#8220;intensi&#8221;, come appunto le sgridate&#8230; in cui molto spesso finisco per ribadire i concetti anche in italiano, altrimenti mi rimane proprio l&#8217;impressione di non aver trasmesso bene una cosa magari &#8220;importante&#8221;&#8230; vedremo comunque come andrà avanti nel tempo e grazie per gli auguri che ricambio!</p>
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		<title>By: Claudia</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/08/24/una-mamma-non-native-speaker-e-3-fratellini-claudia-f/comment-page-1/#comment-5001</link>
		<dc:creator>Claudia</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Mar 2011 23:48:59 +0000</pubDate>
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		<description>Ho dimenticato di rispondere ad una tua domanda importante: mio marito non ha mai parlato loro in inglese, anche perchè all&#039;inizio non sapeva quasi nulla della lingua, si può dire che l&#039;ha imparata sentendomi blaterare in casa, ahah! Comunque abbiamo voluto fare le cose in modo netto, io solo inglese, lui solo italiano, senza eccezioni. Penso sia meno confusionario per i bimbi, almeno quelli molto piccoli. 
Sul fatto del sentire la mancanza dell&#039;italiano, capisco cosa intendi, ti dispiacerebbe non poter più trasmettere la tua lingua madre.. Io sono consapevole di questo.  Sono una a cui non piace delegare, ma in questo caso, per realizzare tutto questo, ho dovuto scegliere. Devi capire fino in fondo quanto tu sia disposta a mettere da parte la tua lingua per far posto all&#039;inglese, e quanto tu riesca a sentire tua la lingua inglese stessa. ci saranno momenti &quot;di verifica&quot;, ovvero situazioni in cui dovrai parlare, sussurrare o &quot;gridare&quot; cose ai tuoi bambini. Quella sarà un po&#039; la prova del nove. Se ce la farai a gestire in inglese le coccole e le sgridate, allora ce la farai sempre!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho dimenticato di rispondere ad una tua domanda importante: mio marito non ha mai parlato loro in inglese, anche perchè all&#8217;inizio non sapeva quasi nulla della lingua, si può dire che l&#8217;ha imparata sentendomi blaterare in casa, ahah! Comunque abbiamo voluto fare le cose in modo netto, io solo inglese, lui solo italiano, senza eccezioni. Penso sia meno confusionario per i bimbi, almeno quelli molto piccoli.<br />
Sul fatto del sentire la mancanza dell&#8217;italiano, capisco cosa intendi, ti dispiacerebbe non poter più trasmettere la tua lingua madre.. Io sono consapevole di questo.  Sono una a cui non piace delegare, ma in questo caso, per realizzare tutto questo, ho dovuto scegliere. Devi capire fino in fondo quanto tu sia disposta a mettere da parte la tua lingua per far posto all&#8217;inglese, e quanto tu riesca a sentire tua la lingua inglese stessa. ci saranno momenti &#8220;di verifica&#8221;, ovvero situazioni in cui dovrai parlare, sussurrare o &#8220;gridare&#8221; cose ai tuoi bambini. Quella sarà un po&#8217; la prova del nove. Se ce la farai a gestire in inglese le coccole e le sgridate, allora ce la farai sempre!</p>
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		<title>By: Claudia</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/08/24/una-mamma-non-native-speaker-e-3-fratellini-claudia-f/comment-page-1/#comment-5000</link>
		<dc:creator>Claudia</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Mar 2011 23:39:48 +0000</pubDate>
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		<description>eccomi! Rispondo alle prime due domande così: gradualmente, c&#039;è stato sempre meno bisogno della frase italiana che traducesse a ricky quello che avrei poi detto in inglese. C&#039;è da dire che sono stata logorroica, e forse lo sono ancora adesso, ma non mi pesa! Quando cambi il pannolino cinque o sei volte al giorno al più piccolo e bene o male Riccardo è sempre nei paraggi, quando vai ogni giorno ai giardinetti o guardi e riguardi il video che gli piace e lo commenti, un bambino di due anni non ci mette secoli per imparare. E&#039; vero che in quel periodo non lavoravo e mi dedicavo totalmente alla cura dei miei bambini, a parte qualche ora che Riccardo trascorreva volentieri dai nonni. Avendo due anni, non frequentava ancora neppure l&#039;asilo, per cui sì, la quantità di tempo che passavamo insieme era notevole. Eliminare del tutto l&#039;italiano è stato semplicemente un passaggio avvenuto per gradi, giorno dopo giorno..  A tre anni ha iniziato la scuola dell&#039;infanzia, solo al mattino, e lì ho avvertito un momento di stasi, perchè il bambino era immerso in una nuova realtà fatta non più solo di nonni, ma anche di coetanei e maestre, tutti italiani! Però non mi sono arresa. Il tempo passava e io rimanevo l&#039;unica parlante inglese nel suo mondo italiano, e per di più le uniche persone a cui IO parlavo inglese erano lui ed il fratellino piccolo! Ora Riccardo ha otto anni, Gianmarco sei e il terzo, Davide, tre. In loro, nel giro di questi anni, percepivo questo bilinguismo passivo, poichè capivano tutto ciò che dicevo loro, capivano le mie due amiche, un&#039;inglese e un&#039;americana, capivano i cartoni animati alla tv.. ogni tanto sì, usciva fuori qualche frasetta e spesso tante paroline qua è là all&#039;interno di frasi italiane. Ma niente di più. La svolta è arrivata quando ha messo piede in casa nostra la ragazza alla pari, inglese, che non capiva una parola di italiano. E&#039; arrivata qui e dopo poche ore i miei figli sembravano tre bimbi nati in Inghilterra. Davide e Gianmarco con qualche limite nei discorsi, ma capaci di farsi capire al primo colpo, Riccardo, sicuro e corretto. Io e mio marito abbiamo avuto la ricompensa a tutti i nostri sforzi. La ragazza alla pari (esperienza stupenda con una persona altrettanto stupenda) è stata con noi più di sei mesi. Ora è andata via da un po&#039; ma ha innescato un meccanismo prezioso per cui i miei figli ora continuano a parlare italiano in geneale e quasi sempre anche con me, ma spesso e volentieri parlottano anche in inglese, specialmente il piccolino viene da me e mi dice le sue frasette dolci in inglese! La chiave di tutto questo è stata la determinazione. Non ti nascondo che ci sono stati dei periodi anche lunghi mesi in cui mi sembrava di avere il mondo contro (non mio marito certo, ma spesso la gente, gli estranei, certi parenti, i vicini perplessi, le situazioni stesse, che sembravano dirmi: ma cosa gli parli inglese a fare che tanto loro continuano a parlare italiano??). Forse ho anche versato qualche lacrima.  Intanto la sera li addormento leggendo loro i libri di fiabe che ci ha regalato la nostra ragazza alla pari Alice, loro li sanno a memoria tanto sono belli e a me sembra di toccare il cielo con un dito! Scrivimi presto!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>eccomi! Rispondo alle prime due domande così: gradualmente, c&#8217;è stato sempre meno bisogno della frase italiana che traducesse a ricky quello che avrei poi detto in inglese. C&#8217;è da dire che sono stata logorroica, e forse lo sono ancora adesso, ma non mi pesa! Quando cambi il pannolino cinque o sei volte al giorno al più piccolo e bene o male Riccardo è sempre nei paraggi, quando vai ogni giorno ai giardinetti o guardi e riguardi il video che gli piace e lo commenti, un bambino di due anni non ci mette secoli per imparare. E&#8217; vero che in quel periodo non lavoravo e mi dedicavo totalmente alla cura dei miei bambini, a parte qualche ora che Riccardo trascorreva volentieri dai nonni. Avendo due anni, non frequentava ancora neppure l&#8217;asilo, per cui sì, la quantità di tempo che passavamo insieme era notevole. Eliminare del tutto l&#8217;italiano è stato semplicemente un passaggio avvenuto per gradi, giorno dopo giorno..  A tre anni ha iniziato la scuola dell&#8217;infanzia, solo al mattino, e lì ho avvertito un momento di stasi, perchè il bambino era immerso in una nuova realtà fatta non più solo di nonni, ma anche di coetanei e maestre, tutti italiani! Però non mi sono arresa. Il tempo passava e io rimanevo l&#8217;unica parlante inglese nel suo mondo italiano, e per di più le uniche persone a cui IO parlavo inglese erano lui ed il fratellino piccolo! Ora Riccardo ha otto anni, Gianmarco sei e il terzo, Davide, tre. In loro, nel giro di questi anni, percepivo questo bilinguismo passivo, poichè capivano tutto ciò che dicevo loro, capivano le mie due amiche, un&#8217;inglese e un&#8217;americana, capivano i cartoni animati alla tv.. ogni tanto sì, usciva fuori qualche frasetta e spesso tante paroline qua è là all&#8217;interno di frasi italiane. Ma niente di più. La svolta è arrivata quando ha messo piede in casa nostra la ragazza alla pari, inglese, che non capiva una parola di italiano. E&#8217; arrivata qui e dopo poche ore i miei figli sembravano tre bimbi nati in Inghilterra. Davide e Gianmarco con qualche limite nei discorsi, ma capaci di farsi capire al primo colpo, Riccardo, sicuro e corretto. Io e mio marito abbiamo avuto la ricompensa a tutti i nostri sforzi. La ragazza alla pari (esperienza stupenda con una persona altrettanto stupenda) è stata con noi più di sei mesi. Ora è andata via da un po&#8217; ma ha innescato un meccanismo prezioso per cui i miei figli ora continuano a parlare italiano in geneale e quasi sempre anche con me, ma spesso e volentieri parlottano anche in inglese, specialmente il piccolino viene da me e mi dice le sue frasette dolci in inglese! La chiave di tutto questo è stata la determinazione. Non ti nascondo che ci sono stati dei periodi anche lunghi mesi in cui mi sembrava di avere il mondo contro (non mio marito certo, ma spesso la gente, gli estranei, certi parenti, i vicini perplessi, le situazioni stesse, che sembravano dirmi: ma cosa gli parli inglese a fare che tanto loro continuano a parlare italiano??). Forse ho anche versato qualche lacrima.  Intanto la sera li addormento leggendo loro i libri di fiabe che ci ha regalato la nostra ragazza alla pari Alice, loro li sanno a memoria tanto sono belli e a me sembra di toccare il cielo con un dito! Scrivimi presto!</p>
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		<title>By: Valeria</title>
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		<dc:creator>Valeria</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 19:42:20 +0000</pubDate>
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		<description>mi è venuta in mente un&#039;altra domanda: 
- quanto tempo hai passato con i tuoi bimbi per arrivare al tuo (invidiabile!) risultato? Cioè, stavano con te tutto il giorno oppure lavoravi parte della giornata?
grazie ancora</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi è venuta in mente un&#8217;altra domanda:<br />
- quanto tempo hai passato con i tuoi bimbi per arrivare al tuo (invidiabile!) risultato? Cioè, stavano con te tutto il giorno oppure lavoravi parte della giornata?<br />
grazie ancora</p>
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		<title>By: Valeria</title>
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		<dc:creator>Valeria</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 21:22:12 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Claudia, grazie per la risposta e l&#039;incoraggiamento!
penso che mi piacerebbe usare il tuo &quot;metodo&quot; anche nel nostro caso. 
infatti mi sono resa conto che parlando in inglese al più grande senza tradurre in italiano (cosa che sto facendo solo alcuni giorni della settimana da circa un mese), lui sta iniziando a fare resistenza (tranne quando cantiamo le canzoncine che continua ad adorare). Una differenza sarà però che non so se arriverò ad OPOL (penso mi dispiacerebbe rinunciare completamente a trasmettere anche io la lingua italiana, le canzoncine che conoscevo da bambina etc). Rimando questa decisione a più in là quando sarò anche più cosciente sulla mia motivazione. 

Mi piacerebbe approfittare della tua disponibilità per farti qualche domanda, sperando sia la sede adeguata...
- c&#039;è qualcosa che ti ha fatto rendere conto, dopo il primo anno che era il &quot;momento&quot; in cui potevi abbandonare l&#039;italiano anche con Riccardo?
- in quel primo anno, ricordi per caso come ti comportavi in momenti di difficoltà con Riccardo (capricci, risvegli in mezzo alla notte), riuscivi comunque a utilizzare entrambe le lingue?
- sempre in quella prima fase di transizione, tuo marito ha sempre parlato solo italiano o avolte interveniva con qualche parola in inglese?
per ora ho queste domande ma penso me ne verranno ancora in mente! grazie e complimenti per quello che sei riuscita a fare e stai ancora facendo! Valeria</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Claudia, grazie per la risposta e l&#8217;incoraggiamento!<br />
penso che mi piacerebbe usare il tuo &#8220;metodo&#8221; anche nel nostro caso.<br />
infatti mi sono resa conto che parlando in inglese al più grande senza tradurre in italiano (cosa che sto facendo solo alcuni giorni della settimana da circa un mese), lui sta iniziando a fare resistenza (tranne quando cantiamo le canzoncine che continua ad adorare). Una differenza sarà però che non so se arriverò ad OPOL (penso mi dispiacerebbe rinunciare completamente a trasmettere anche io la lingua italiana, le canzoncine che conoscevo da bambina etc). Rimando questa decisione a più in là quando sarò anche più cosciente sulla mia motivazione. </p>
<p>Mi piacerebbe approfittare della tua disponibilità per farti qualche domanda, sperando sia la sede adeguata&#8230;<br />
- c&#8217;è qualcosa che ti ha fatto rendere conto, dopo il primo anno che era il &#8220;momento&#8221; in cui potevi abbandonare l&#8217;italiano anche con Riccardo?<br />
- in quel primo anno, ricordi per caso come ti comportavi in momenti di difficoltà con Riccardo (capricci, risvegli in mezzo alla notte), riuscivi comunque a utilizzare entrambe le lingue?<br />
- sempre in quella prima fase di transizione, tuo marito ha sempre parlato solo italiano o avolte interveniva con qualche parola in inglese?<br />
per ora ho queste domande ma penso me ne verranno ancora in mente! grazie e complimenti per quello che sei riuscita a fare e stai ancora facendo! Valeria</p>
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		<title>By: Claudia</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/08/24/una-mamma-non-native-speaker-e-3-fratellini-claudia-f/comment-page-1/#comment-4937</link>
		<dc:creator>Claudia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 22:00:05 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Valeria, è per puro caso che leggo il tuo commento, scritto da poche settimane. Purtroppo per mancanza di tempo avevo smesso da molto di leggere Bilingue per Gioco, anche se vedo che si fa sempre più ricco e interessante. Ti rispondo con piacere e ti chiedo scusa per il ritardo!! Il primo anno di vita del mio secondo figlio, Gianmarco, è stato appunto il periodo in cui, per non creare disorientamento al più grande, Riccardo, ho dovuto passare dal parlare italiano al parlare totalmente in inglese &quot;senza traumi&quot;. E per fortuna, non ce ne sono stati!! 
Il metodo...non so neanche io quale sia stato, ma la cosa che mi sembrava più sensata era proprio usare entrambe le lingue in tutte le situazioni quotidiane in cui Ricky mi stava vicino (quando cambiavamo insieme il fratellino appena nato, quando pranzavamo insieme, ai giardinetti, davanti alla tv -con programmi in inglese adatti alla sua età)...Ad esempio dicevo &quot;vedi Ricky, è ora di cambiare il pannolino a Jimmy, now it&#039;s time to change Jimmy&#039;s nappy..hehe, stinky nappy!!&quot; e lui registrava le nuove parole in modo efficace perchè ogni frase riguardava gli oggetti che indicavo e le azioni che facevamo. Sarebbe stato impensabile di colpo mettersi a parlare di situazioni a lui estranee, non avrebbe capito quasi nulla. Ti confesso che non ho mai parlato tanto quanto quell&#039;anno, praticamente era tutto doppio!!!! Ma la facilità con cui i bimbi imparano è sorpendente, te lo garantisco, e io non sono certamente l&#039;unica che te lo dirà! Ti auguro il meglio, non farti scoraggiare da chi ti guarderà come se fossi impazzita, porta avanti la tua scelta e tutto andrà bene!! Sono a tua disposizione per qualsiasi altra informazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Valeria, è per puro caso che leggo il tuo commento, scritto da poche settimane. Purtroppo per mancanza di tempo avevo smesso da molto di leggere Bilingue per Gioco, anche se vedo che si fa sempre più ricco e interessante. Ti rispondo con piacere e ti chiedo scusa per il ritardo!! Il primo anno di vita del mio secondo figlio, Gianmarco, è stato appunto il periodo in cui, per non creare disorientamento al più grande, Riccardo, ho dovuto passare dal parlare italiano al parlare totalmente in inglese &#8220;senza traumi&#8221;. E per fortuna, non ce ne sono stati!!<br />
Il metodo&#8230;non so neanche io quale sia stato, ma la cosa che mi sembrava più sensata era proprio usare entrambe le lingue in tutte le situazioni quotidiane in cui Ricky mi stava vicino (quando cambiavamo insieme il fratellino appena nato, quando pranzavamo insieme, ai giardinetti, davanti alla tv -con programmi in inglese adatti alla sua età)&#8230;Ad esempio dicevo &#8220;vedi Ricky, è ora di cambiare il pannolino a Jimmy, now it&#8217;s time to change Jimmy&#8217;s nappy..hehe, stinky nappy!!&#8221; e lui registrava le nuove parole in modo efficace perchè ogni frase riguardava gli oggetti che indicavo e le azioni che facevamo. Sarebbe stato impensabile di colpo mettersi a parlare di situazioni a lui estranee, non avrebbe capito quasi nulla. Ti confesso che non ho mai parlato tanto quanto quell&#8217;anno, praticamente era tutto doppio!!!! Ma la facilità con cui i bimbi imparano è sorpendente, te lo garantisco, e io non sono certamente l&#8217;unica che te lo dirà! Ti auguro il meglio, non farti scoraggiare da chi ti guarderà come se fossi impazzita, porta avanti la tua scelta e tutto andrà bene!! Sono a tua disposizione per qualsiasi altra informazione.</p>
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	<item>
		<title>By: Valeria</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/08/24/una-mamma-non-native-speaker-e-3-fratellini-claudia-f/comment-page-1/#comment-4592</link>
		<dc:creator>Valeria</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 12:55:08 +0000</pubDate>
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		<description>Claudia, anche da me tanti complimenti e grazie per aver parlato della tua esperienza! 
Ho due bimbi, uno di 2 anni, l&#039;altro di 5 mesi e proprio adesso sto riflettendo su come iniziare anche io a interagire con loro in lingua inglese (che padroneggio bene, pur essendo non madrelingua e molto più &quot;passiva &quot; che attiva). Mi interesserebbe tantissimo capire nella pratica come hai gestito il primo anno con Riccardo, cioè in che modo interagivi nelle due lingue, italiano e inglese, e che accorgimenti hai trovato per ridurre la confusione fra le due lingue in quel periodo. Il mio primo bimbo ha infatti la stessa età, proprio in questo periodo sta esplodendo il suo vocabolario italiano e cerca continuamente conferme sul suo vocabolario (italiano ovviamente)... ho iniziato da poco a parlargli in inglese in certi momenti (senza tradurre però) e sono rimasta un po&#039; perplessa su come comportarmi ogni volta che mi parla in italiano (con gli occhi che chiedono: si dice così vero mamma?). Mi piacerebbe davvero condividere latua esperienza in quel periodo! Valeria</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Claudia, anche da me tanti complimenti e grazie per aver parlato della tua esperienza!<br />
Ho due bimbi, uno di 2 anni, l&#8217;altro di 5 mesi e proprio adesso sto riflettendo su come iniziare anche io a interagire con loro in lingua inglese (che padroneggio bene, pur essendo non madrelingua e molto più &#8220;passiva &#8221; che attiva). Mi interesserebbe tantissimo capire nella pratica come hai gestito il primo anno con Riccardo, cioè in che modo interagivi nelle due lingue, italiano e inglese, e che accorgimenti hai trovato per ridurre la confusione fra le due lingue in quel periodo. Il mio primo bimbo ha infatti la stessa età, proprio in questo periodo sta esplodendo il suo vocabolario italiano e cerca continuamente conferme sul suo vocabolario (italiano ovviamente)&#8230; ho iniziato da poco a parlargli in inglese in certi momenti (senza tradurre però) e sono rimasta un po&#8217; perplessa su come comportarmi ogni volta che mi parla in italiano (con gli occhi che chiedono: si dice così vero mamma?). Mi piacerebbe davvero condividere latua esperienza in quel periodo! Valeria</p>
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		<title>By: Silvia</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/08/24/una-mamma-non-native-speaker-e-3-fratellini-claudia-f/comment-page-1/#comment-383</link>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 13:32:53 +0000</pubDate>
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		<description>Brava, Claudia! Le mamme come te sono per me un esempio ed uno stimolo ad andare avanti con questo &quot;progetto di vita&quot; (questa definizione mi piace tantissimo!!!).  Anche io parlo non-native English ai miei due figli di 5 e 2 anni. Ancora però non ho raggiunto quel livello di totale serenità a parlare questa lingua in pubblico. Devo ammettere che con il primo figlio mi trattenevo molto di più. Dopo che è nata la seconda sono diventata molto più &quot;disinibita&quot;. Il risultato (ovvio) è che mio figlio più grande può essere definito un bilingue passivo, mentre la sorellina usa molti più termini inglesi di quanto non facesse lui alla sua età! Forse se avessi un terzo figlio riuscirei a raggiungere il tuo livello... :-))) Ma non credo che sarà possibile allargare ancora la mia famiglia!
Concordo con te quando dici che dobbiamo farci coraggio a vicenda. Molti comuni monolingui sono ancora lontani dal capire l&#039;importanza della nostra scelta. Pensa che, nonostante viviamo in un&#039;epoca in cui la Commissione Europea ha deciso che un&#039;esperienza all&#039;estero durante la carriera degli studi dei giovani debba diventare in futuro una regola piuttosto che l&#039;eccezione, mi capita ancora di incontrare persone che affermano &quot;se solo mio figlio si azzardasse a dirmi che vuole fare un&#039;esperienza all&#039;estero, tipo Erasmus, gli faccio smettere l&#039;Università e lo mando a lavorare!&quot; (commento fresco fresco di un mio amico col quale, lo scorso fine settimana, stavo parlando del futuro dei nostri figli). Grazie per aver condiviso con noi la tua esperienza. Silvia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Brava, Claudia! Le mamme come te sono per me un esempio ed uno stimolo ad andare avanti con questo &#8220;progetto di vita&#8221; (questa definizione mi piace tantissimo!!!).  Anche io parlo non-native English ai miei due figli di 5 e 2 anni. Ancora però non ho raggiunto quel livello di totale serenità a parlare questa lingua in pubblico. Devo ammettere che con il primo figlio mi trattenevo molto di più. Dopo che è nata la seconda sono diventata molto più &#8220;disinibita&#8221;. Il risultato (ovvio) è che mio figlio più grande può essere definito un bilingue passivo, mentre la sorellina usa molti più termini inglesi di quanto non facesse lui alla sua età! Forse se avessi un terzo figlio riuscirei a raggiungere il tuo livello&#8230; <img src='http://bilinguepergioco.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> )) Ma non credo che sarà possibile allargare ancora la mia famiglia!<br />
Concordo con te quando dici che dobbiamo farci coraggio a vicenda. Molti comuni monolingui sono ancora lontani dal capire l&#8217;importanza della nostra scelta. Pensa che, nonostante viviamo in un&#8217;epoca in cui la Commissione Europea ha deciso che un&#8217;esperienza all&#8217;estero durante la carriera degli studi dei giovani debba diventare in futuro una regola piuttosto che l&#8217;eccezione, mi capita ancora di incontrare persone che affermano &#8220;se solo mio figlio si azzardasse a dirmi che vuole fare un&#8217;esperienza all&#8217;estero, tipo Erasmus, gli faccio smettere l&#8217;Università e lo mando a lavorare!&#8221; (commento fresco fresco di un mio amico col quale, lo scorso fine settimana, stavo parlando del futuro dei nostri figli). Grazie per aver condiviso con noi la tua esperienza. Silvia</p>
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