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	<title>Comments on: Bilinguismo a 24 mesi</title>
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	<description>Idee e soluzioni per i bambini bilingui e per quelli che lo diventeranno, e per tutti i genitori.</description>
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		<title>By: Bilinguismo a 27 mesi e Natale imminente &#124; Bilingue Per Gioco™</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/09/22/bilinguismo-a-24-mesi/comment-page-1/#comment-1063</link>
		<dc:creator>Bilinguismo a 27 mesi e Natale imminente &#124; Bilingue Per Gioco™</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 22:57:37 +0000</pubDate>
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		<description>[...] forte nella sua quotidianita&#8217;. Poi al ritorno dalle vacanze ( e rientro all&#8217;asilo) l&#8217;Italiano ha cominciato a diventare piu&#8217; forte, al punto che addirittura la Car e&#8217; diventata [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] forte nella sua quotidianita&#8217;. Poi al ritorno dalle vacanze ( e rientro all&#8217;asilo) l&#8217;Italiano ha cominciato a diventare piu&#8217; forte, al punto che addirittura la Car e&#8217; diventata [...]</p>
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		<title>By: L.</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/09/22/bilinguismo-a-24-mesi/comment-page-1/#comment-533</link>
		<dc:creator>L.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 19:12:42 +0000</pubDate>
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		<description>Devo aggiungere un appunto in risposta al commento di Alice.

Alice, avevi ragione. 

Stasera A. ha trovato un libricino in Spagnolo (l&#039;ha trovato per casa, non per strada), voleva che lo leggessi e io gliel&#039;ho letto. In spagnolo. Lingua che non aveva mai sentito prima. Se l&#039;e&#039; ascoltato come se fosse la sua fiaba preferita. Poi mi ha chiesto di rileggerglielo e io gliel&#039;ho riletto, sempre in Spagnolo. E lui sempre li&#039; immobile e rapito. 

Non so bene che conclusioni trarne, ci devo riflettere...
L.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Devo aggiungere un appunto in risposta al commento di Alice.</p>
<p>Alice, avevi ragione. </p>
<p>Stasera A. ha trovato un libricino in Spagnolo (l&#8217;ha trovato per casa, non per strada), voleva che lo leggessi e io gliel&#8217;ho letto. In spagnolo. Lingua che non aveva mai sentito prima. Se l&#8217;e&#8217; ascoltato come se fosse la sua fiaba preferita. Poi mi ha chiesto di rileggerglielo e io gliel&#8217;ho riletto, sempre in Spagnolo. E lui sempre li&#8217; immobile e rapito. </p>
<p>Non so bene che conclusioni trarne, ci devo riflettere&#8230;<br />
L.</p>
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	<item>
		<title>By: L.</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/09/22/bilinguismo-a-24-mesi/comment-page-1/#comment-531</link>
		<dc:creator>L.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 15:34:44 +0000</pubDate>
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		<description>Elena, 
il semino germogliera&#039; sicuramente, ci vuole molta pazienza. E infatti ti chiedo di pazientare ancora un pochino, sto preparando del materiale che credo sara&#039; un buon punto di partenza per riflettere su alternative e &quot;strategie&quot;. Pensavo di cavarmela con qualche post, ma mi sono resa conto, anche grazie alle vostre domande e ai vostri commenti, che e&#039; meglio avere delle riflessioni esaustive su questo argomento cosi&#039; delicato.
L.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Elena,<br />
il semino germogliera&#8217; sicuramente, ci vuole molta pazienza. E infatti ti chiedo di pazientare ancora un pochino, sto preparando del materiale che credo sara&#8217; un buon punto di partenza per riflettere su alternative e &#8220;strategie&#8221;. Pensavo di cavarmela con qualche post, ma mi sono resa conto, anche grazie alle vostre domande e ai vostri commenti, che e&#8217; meglio avere delle riflessioni esaustive su questo argomento cosi&#8217; delicato.<br />
L.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Elena</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/09/22/bilinguismo-a-24-mesi/comment-page-1/#comment-529</link>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 22:44:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://bilinguepergioco.com/?p=1602#comment-529</guid>
		<description>Ciao,
io sto faticosamente cercando il modo di introdurre ai miei bambini l&#039;inglese con continuità. Sia io che mio marito siamo italiani, ma abbiamo vissuto in USA e Canada per qualche anno ed entrambi parliamo un buon inglese. Abbiamo tre bambini, ed il più grande dei tre (J., che adesso ha quasi 8 anni) ha vissuto con noi un anno a Toronto quando aveva 2 anni (la sorellina ed il fratellino più piccoli non erano ancora arrivati!!). Fin dal nostro ritorno in Italia, che ormai risale a 5 anni fa, ho cercato di mantenere il bilinguismo acquisito da J. durante l&#039;anno passato in Canada sia parlando con lui in inglese sia proponendogli libri, canzoni e DVD in inglese.... ma sono durata davvero poco, l&#039;unica cosa che sono riuscita a mantenere con un po&#039; di continuità sono canzoni e DVD in lingua originale. Ah, se solo Bilingue per gioco ci fosse stato già allora, forse le cose sarebbero andate diversamente.... comunque, come dicevo, da quando ho scoperto questo blog  sono più che motivata a riprovarci, e devo ammettere che nonostante il mio impegno in passato non sia stato così costante, mi accorgo che J. adesso ha ancora una buona comprensione dell&#039;inglese e dimostra anche volontà di imparare di nuovo a parlarlo come un tempo, anche se ovviamente ha poco vocabolario e fa fatica a costruire le frasi con una sintassi corretta. Insomma, è come se avesse avuto da piccolo una specie di &quot;imprinting&quot; della lingua, con lui quindi la strada da percorrere non sembrerebbe così difficoltosa.
La cosa più difficile è però coinvolgere i più piccolini in questo progetto! Quando parlo in inglese, il più piccolo (M., 3 anni e mezzo) si arrabbia con me e non ne vuole sapere, mentre la sorellina C. (5 anni) non si arrabbia più ma risolve il problema chiedendo a suo fratello più grande di tradurre in italiano per lei... Mi viene quasi da ridere: io dico qualcosa in inglese e all&#039;istante gli occhietti dei piccolini cercano in modo interrogativo il fratello più grande...! Avete qualche suggerimento in proposito? 
Anch&#039;io comunque ancora non riesco a forzare la mano con i più piccoli, e mi limito a rispondere in inglese a domande poste in italiano, sperando appunto che il semino prima o poi germogli. Vedremo..

Elena</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao,<br />
io sto faticosamente cercando il modo di introdurre ai miei bambini l&#8217;inglese con continuità. Sia io che mio marito siamo italiani, ma abbiamo vissuto in USA e Canada per qualche anno ed entrambi parliamo un buon inglese. Abbiamo tre bambini, ed il più grande dei tre (J., che adesso ha quasi 8 anni) ha vissuto con noi un anno a Toronto quando aveva 2 anni (la sorellina ed il fratellino più piccoli non erano ancora arrivati!!). Fin dal nostro ritorno in Italia, che ormai risale a 5 anni fa, ho cercato di mantenere il bilinguismo acquisito da J. durante l&#8217;anno passato in Canada sia parlando con lui in inglese sia proponendogli libri, canzoni e DVD in inglese&#8230;. ma sono durata davvero poco, l&#8217;unica cosa che sono riuscita a mantenere con un po&#8217; di continuità sono canzoni e DVD in lingua originale. Ah, se solo Bilingue per gioco ci fosse stato già allora, forse le cose sarebbero andate diversamente&#8230;. comunque, come dicevo, da quando ho scoperto questo blog  sono più che motivata a riprovarci, e devo ammettere che nonostante il mio impegno in passato non sia stato così costante, mi accorgo che J. adesso ha ancora una buona comprensione dell&#8217;inglese e dimostra anche volontà di imparare di nuovo a parlarlo come un tempo, anche se ovviamente ha poco vocabolario e fa fatica a costruire le frasi con una sintassi corretta. Insomma, è come se avesse avuto da piccolo una specie di &#8220;imprinting&#8221; della lingua, con lui quindi la strada da percorrere non sembrerebbe così difficoltosa.<br />
La cosa più difficile è però coinvolgere i più piccolini in questo progetto! Quando parlo in inglese, il più piccolo (M., 3 anni e mezzo) si arrabbia con me e non ne vuole sapere, mentre la sorellina C. (5 anni) non si arrabbia più ma risolve il problema chiedendo a suo fratello più grande di tradurre in italiano per lei&#8230; Mi viene quasi da ridere: io dico qualcosa in inglese e all&#8217;istante gli occhietti dei piccolini cercano in modo interrogativo il fratello più grande&#8230;! Avete qualche suggerimento in proposito?<br />
Anch&#8217;io comunque ancora non riesco a forzare la mano con i più piccoli, e mi limito a rispondere in inglese a domande poste in italiano, sperando appunto che il semino prima o poi germogli. Vedremo..</p>
<p>Elena</p>
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	<item>
		<title>By: Babar</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/09/22/bilinguismo-a-24-mesi/comment-page-1/#comment-526</link>
		<dc:creator>Babar</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 02:00:28 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao, io sintetizzando quello che ho scritto altrove) sono italo giapponese, vivo in Giappone e ho due bimbe di 1 e 3 anni (e uno in arrivo). La piu&#039; grande parla prevalentemente giapponese ma capisce l&#039;italiano, che usa nelle situazioni di gioco con me. Io non riuscirei a far finta di non aver capito, preferisco rispondere in italiano anche quando lei parla o risponde in giapponese. Qualche volta si adegua e mi parla in italiano, altre no, ma non voglio crearle ostilita&#039; verso la lingua. Penso che dovremmo essere sempre rilassati, altrimenti il bimbo percepisce la tensione e si chiude, io noto piu&#039; progressi quando parlo senza starci troppo a pensare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, io sintetizzando quello che ho scritto altrove) sono italo giapponese, vivo in Giappone e ho due bimbe di 1 e 3 anni (e uno in arrivo). La piu&#8217; grande parla prevalentemente giapponese ma capisce l&#8217;italiano, che usa nelle situazioni di gioco con me. Io non riuscirei a far finta di non aver capito, preferisco rispondere in italiano anche quando lei parla o risponde in giapponese. Qualche volta si adegua e mi parla in italiano, altre no, ma non voglio crearle ostilita&#8217; verso la lingua. Penso che dovremmo essere sempre rilassati, altrimenti il bimbo percepisce la tensione e si chiude, io noto piu&#8217; progressi quando parlo senza starci troppo a pensare.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: L.</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/09/22/bilinguismo-a-24-mesi/comment-page-1/#comment-522</link>
		<dc:creator>L.</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 08:28:20 +0000</pubDate>
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		<description>Gianna,

entrambi i punti sono secondo me validi, sia il carattere del bambino, e aggiungerei del genitore, che la status della lingua hanno un impatto notevole.

Come dicevo nel post linkato sopra si possono seguire diversi approcci, nessuno e piu&#039; giusto degli altri, e la scelta dipende molto dalla personalita&#039; del bambino, quella del genitore e dal rapporto genitore bambino. Anche perche&#039; la stessa tecnica di &quot;non voler capire se non me lo dici nella lingua giusta&quot; puo&#039; essere implementata in modi diversi, piu&#039; o meno autoritari, e il modo e&#039; importante. Se in una famiglia funziona e in un&#039;altra porta al rifiuto dela lingua non e&#039; da escludere che in una famiglia sia stata implementata con piu&#039; garbo che in un&#039;altra, anche se ovviamente e&#039; impossibile dirlo senza conoscere le persone coinvolte.

Quanto allo status, e&#039; estremamente importante, e si&#039; i bambini sono molto sensibili a questa cosa. Non puoi cambiare la societa&#039; che ti circonda, ma puoi influenzare le percezioni di tuo figlio. Vacanze e relazioni con i nonni sono ovviamente fondamentali, ma anche il modo in cui gli proponi la storia e la cultura italiana sono importanti. Che ne so ad un bambino appassionato di macchine si puo&#039; dare l&#039;rogoglio della Ferrari (prendendola sul lngo tempo ovviamente), ad un bambino appassionato di sport si possono presentare atleti italiani, al piccolo scienziato figure importanti come Marconi, etc, oppure pittori, scrittori, registi, attori e cosi&#039; via. L&#039;importante e&#039; insegnargli l&#039;orgoglio di essere italiano.

L.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gianna,</p>
<p>entrambi i punti sono secondo me validi, sia il carattere del bambino, e aggiungerei del genitore, che la status della lingua hanno un impatto notevole.</p>
<p>Come dicevo nel post linkato sopra si possono seguire diversi approcci, nessuno e piu&#8217; giusto degli altri, e la scelta dipende molto dalla personalita&#8217; del bambino, quella del genitore e dal rapporto genitore bambino. Anche perche&#8217; la stessa tecnica di &#8220;non voler capire se non me lo dici nella lingua giusta&#8221; puo&#8217; essere implementata in modi diversi, piu&#8217; o meno autoritari, e il modo e&#8217; importante. Se in una famiglia funziona e in un&#8217;altra porta al rifiuto dela lingua non e&#8217; da escludere che in una famiglia sia stata implementata con piu&#8217; garbo che in un&#8217;altra, anche se ovviamente e&#8217; impossibile dirlo senza conoscere le persone coinvolte.</p>
<p>Quanto allo status, e&#8217; estremamente importante, e si&#8217; i bambini sono molto sensibili a questa cosa. Non puoi cambiare la societa&#8217; che ti circonda, ma puoi influenzare le percezioni di tuo figlio. Vacanze e relazioni con i nonni sono ovviamente fondamentali, ma anche il modo in cui gli proponi la storia e la cultura italiana sono importanti. Che ne so ad un bambino appassionato di macchine si puo&#8217; dare l&#8217;rogoglio della Ferrari (prendendola sul lngo tempo ovviamente), ad un bambino appassionato di sport si possono presentare atleti italiani, al piccolo scienziato figure importanti come Marconi, etc, oppure pittori, scrittori, registi, attori e cosi&#8217; via. L&#8217;importante e&#8217; insegnargli l&#8217;orgoglio di essere italiano.</p>
<p>L.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>By: gianna</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/09/22/bilinguismo-a-24-mesi/comment-page-1/#comment-521</link>
		<dc:creator>gianna</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 08:11:09 +0000</pubDate>
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		<description>Riflettevo ancora su questa cosa del far finta di niente o addirittura del far finta di non capire se il bambino risponde nella lingua &quot;sbagliata&quot;.
Siccome anch&#039;io credo che mio figlio parlerá quasi esclusivamente svedese e non italiano, volevo capire cosa fare. Una famiglia di conoscenti ha effettivamente usato il metodo &quot;pretendo che parli la lingua giusta&quot;, e ha funzionato.
Invece una collega, quasi bilingue arabo-svedese, sconsiglia apertamente di fare cosí, perché il padre da piccola la obbligava a rispondergli in arabo (lui é tunisino), e lei é arrivata a sviluppare ostilitá verso questa lingua, che si é protratta anche in etá adulta. Credo che le osservazioni di Claudia siano molto pertinenti e interessanti su questo punto, e che si debba valutare cosa fare dal carattere del bambino: se é indipendente e un po&#039; ribelle probabilmente avrá un atteggiamento aperto di rifiuto se lo si costringe, tipo la mia collega.

Un altro punto che puó essere positivo o negativo,  potrebbe essere lo &quot;status&quot; del Paese e della lingua di minoranza nel paese ospitante? 
Mio figlio potrebbe rifiutarsi di parlare italiano perché percepisce che l&#039;Italia e la sua cultura hanno un cattivo status nell&#039;altro Paese? (e, volenti o nolenti, le recenti notizie di politica/societá italica all&#039;estero non aiutano) In Svezia le cose vanno ancora bene, ma ad esempio in Germania sono molto comuni le battutine sarcastiche verso gli italiani su tutti i campi a parte forse il cibo (verificato da me, anche in ambienti accademici) e, anche se un bambino non é direttamente coinvolto, credo che capisca benissimo l&#039;aria che tira e agisca di conseguenza.
Come comportarsi in questo caso per non scoraggiare il bambino a parlare la lingua con status minore? perché si possono frequentare altri italiani con bambini, ma poi i nostri figli sono immersi nel resto della societá &quot;dominante&quot; per la maggior parte del tempo (asilo/scuola, attivitá extrascolastiche, conoscenti/parenti del paese di maggioranza, televisione, ecc.) ed é con quella che hanno i rapporti piú importanti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Riflettevo ancora su questa cosa del far finta di niente o addirittura del far finta di non capire se il bambino risponde nella lingua &#8220;sbagliata&#8221;.<br />
Siccome anch&#8217;io credo che mio figlio parlerá quasi esclusivamente svedese e non italiano, volevo capire cosa fare. Una famiglia di conoscenti ha effettivamente usato il metodo &#8220;pretendo che parli la lingua giusta&#8221;, e ha funzionato.<br />
Invece una collega, quasi bilingue arabo-svedese, sconsiglia apertamente di fare cosí, perché il padre da piccola la obbligava a rispondergli in arabo (lui é tunisino), e lei é arrivata a sviluppare ostilitá verso questa lingua, che si é protratta anche in etá adulta. Credo che le osservazioni di Claudia siano molto pertinenti e interessanti su questo punto, e che si debba valutare cosa fare dal carattere del bambino: se é indipendente e un po&#8217; ribelle probabilmente avrá un atteggiamento aperto di rifiuto se lo si costringe, tipo la mia collega.</p>
<p>Un altro punto che puó essere positivo o negativo,  potrebbe essere lo &#8220;status&#8221; del Paese e della lingua di minoranza nel paese ospitante?<br />
Mio figlio potrebbe rifiutarsi di parlare italiano perché percepisce che l&#8217;Italia e la sua cultura hanno un cattivo status nell&#8217;altro Paese? (e, volenti o nolenti, le recenti notizie di politica/societá italica all&#8217;estero non aiutano) In Svezia le cose vanno ancora bene, ma ad esempio in Germania sono molto comuni le battutine sarcastiche verso gli italiani su tutti i campi a parte forse il cibo (verificato da me, anche in ambienti accademici) e, anche se un bambino non é direttamente coinvolto, credo che capisca benissimo l&#8217;aria che tira e agisca di conseguenza.<br />
Come comportarsi in questo caso per non scoraggiare il bambino a parlare la lingua con status minore? perché si possono frequentare altri italiani con bambini, ma poi i nostri figli sono immersi nel resto della societá &#8220;dominante&#8221; per la maggior parte del tempo (asilo/scuola, attivitá extrascolastiche, conoscenti/parenti del paese di maggioranza, televisione, ecc.) ed é con quella che hanno i rapporti piú importanti.</p>
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	<item>
		<title>By: L.</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/09/22/bilinguismo-a-24-mesi/comment-page-1/#comment-518</link>
		<dc:creator>L.</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 18:30:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://bilinguepergioco.com/?p=1602#comment-518</guid>
		<description>Claudia, aaaa,

diei che qui abbiamo delle opinioni piuttosto forti e antitetiche. Pero&#039; secondo me e&#039; bene ricordare che non esiste una soluzione che vada bene per tutti, la relazione genitore-bambino e&#039; per definizione strettamente personale e specifica come pure l&#039;esperienza di bilinguismo.

Mi sembra piuttosto affrettato concludere che mio figlio mi stia testando, io non sarei di questo avviso anzi direi che di certo la situazione al momento tra di noi non e&#039; ancora di confronto, certo succedera&#039;, certo non posso escludere che lui non arrivi a impuntarsi, ma ora non mi sembra. Quanto all&#039;accento, questa e&#039; una storia su cui si puo&#039; parlare a lungo, e di cui parleremo, perche&#039; spesso in merito si hanno preconcetti molto forti. Comunque non vedo perche&#039; si debba dare per scontato che io (o un&#039;altra persona) debba avere un forte accento italiano, e&#039; tutt&#039;altro che ovvio. Anche questo e&#039; un fenomeno strettamente individuale, che dipende sia dalle esperienze di vita che dalla predisposizione individuale.

Quanto al libro della Bauer non mi risulta che sia stata fatta ricerca su questa forma di bilinguismo, e mi sono confrontata in merito con chi fa ricerca, quindi la Bauer probabilmente esprime piu&#039; che altro un&#039;opinione, comprensibile anche se non necessariamente condivisibile. La realta&#039; e&#039; che sul fenomeno si sa poco o nulla e quindi non si puo&#039; escludere nulla e ognuno puo&#039; azzardare le sue teorie. Quanto alla bolla di cui parla, non l&#039;ho mai pensata in questi termini ma non escludo che non ci sia del fondamento, certo io sono convinta del fatto che la lingua minoritaria abbia bisogno di un contesto sociale quanto piu&#039; vario possibile e non limitato ai genitori, e infatti credo che i playgroup coprano un ruolo fondamentale.

Infine  per quanto riguarda il fatto di far finta di non capire cio&#039; che dice il bambino o meno, anche qui non ci sono regole che valgano per tutti, ci sono metodi e approcci diversi, e nessuno puo&#039; dire a qualcun altro quale metodo sia piu&#039; giusto. Ognuno deve scegliere per se&#039; e la propria famiglia, prendendo in considerazione molti fattori. http://bilinguepergioco.com/2009/01/25/lidea-della-settimana-come-aiutare-a-separare-due-lingue/

L&#039;FT e&#039; il Financial Times, chiedo venia.

L.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Claudia, aaaa,</p>
<p>diei che qui abbiamo delle opinioni piuttosto forti e antitetiche. Pero&#8217; secondo me e&#8217; bene ricordare che non esiste una soluzione che vada bene per tutti, la relazione genitore-bambino e&#8217; per definizione strettamente personale e specifica come pure l&#8217;esperienza di bilinguismo.</p>
<p>Mi sembra piuttosto affrettato concludere che mio figlio mi stia testando, io non sarei di questo avviso anzi direi che di certo la situazione al momento tra di noi non e&#8217; ancora di confronto, certo succedera&#8217;, certo non posso escludere che lui non arrivi a impuntarsi, ma ora non mi sembra. Quanto all&#8217;accento, questa e&#8217; una storia su cui si puo&#8217; parlare a lungo, e di cui parleremo, perche&#8217; spesso in merito si hanno preconcetti molto forti. Comunque non vedo perche&#8217; si debba dare per scontato che io (o un&#8217;altra persona) debba avere un forte accento italiano, e&#8217; tutt&#8217;altro che ovvio. Anche questo e&#8217; un fenomeno strettamente individuale, che dipende sia dalle esperienze di vita che dalla predisposizione individuale.</p>
<p>Quanto al libro della Bauer non mi risulta che sia stata fatta ricerca su questa forma di bilinguismo, e mi sono confrontata in merito con chi fa ricerca, quindi la Bauer probabilmente esprime piu&#8217; che altro un&#8217;opinione, comprensibile anche se non necessariamente condivisibile. La realta&#8217; e&#8217; che sul fenomeno si sa poco o nulla e quindi non si puo&#8217; escludere nulla e ognuno puo&#8217; azzardare le sue teorie. Quanto alla bolla di cui parla, non l&#8217;ho mai pensata in questi termini ma non escludo che non ci sia del fondamento, certo io sono convinta del fatto che la lingua minoritaria abbia bisogno di un contesto sociale quanto piu&#8217; vario possibile e non limitato ai genitori, e infatti credo che i playgroup coprano un ruolo fondamentale.</p>
<p>Infine  per quanto riguarda il fatto di far finta di non capire cio&#8217; che dice il bambino o meno, anche qui non ci sono regole che valgano per tutti, ci sono metodi e approcci diversi, e nessuno puo&#8217; dire a qualcun altro quale metodo sia piu&#8217; giusto. Ognuno deve scegliere per se&#8217; e la propria famiglia, prendendo in considerazione molti fattori. <a href="http://bilinguepergioco.com/2009/01/25/lidea-della-settimana-come-aiutare-a-separare-due-lingue/" rel="nofollow">http://bilinguepergioco.com/2009/01/25/lidea-della-settimana-come-aiutare-a-separare-due-lingue/</a></p>
<p>L&#8217;FT e&#8217; il Financial Times, chiedo venia.</p>
<p>L.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: aaaa</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/09/22/bilinguismo-a-24-mesi/comment-page-1/#comment-517</link>
		<dc:creator>aaaa</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 17:21:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://bilinguepergioco.com/?p=1602#comment-517</guid>
		<description>(sono sempre aaaa, rileggendo il mio post credo di essere stata troppo sintetica, quindi integro: )
non è il mio caso perché a mio figlio parlo italiano che è la lingua dominante (se non ci trasferiremo di nuovo), il padre inglese gli parla inglese: abbiamo deciso così, quindi non mi trovo nella situazione di dover &quot;spingere&quot; mio figlio a parlarmi inglese. Il problema, semmai, sarà del padre. Ma farò in modo che non sia troppo insistente, come scrivevo prima, il rischio è che il bambino si impunti e decida di non parlare più inglese. Riguardo alla mia esperienza come figlia messa a contatto con una persona madrelingua spagnola a 5-6 anni, posso dirti che è stato troppo tardi: lo spagnolo non l&#039;ho imparato, come non l&#039;hanno imparato i miei fratelli (2 e 4 anni più piccoli di me), probabilmente per un approccio sbagliato, e sicuramente perché era troppo tardi: avessimo iniziato quando ero più piccola, non avrei avuto scelta. Invece, purtroppo, ha prevalso l&#039;italiano e la mia pigrizia. Spero sia più chiaro ora!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>(sono sempre aaaa, rileggendo il mio post credo di essere stata troppo sintetica, quindi integro: )<br />
non è il mio caso perché a mio figlio parlo italiano che è la lingua dominante (se non ci trasferiremo di nuovo), il padre inglese gli parla inglese: abbiamo deciso così, quindi non mi trovo nella situazione di dover &#8220;spingere&#8221; mio figlio a parlarmi inglese. Il problema, semmai, sarà del padre. Ma farò in modo che non sia troppo insistente, come scrivevo prima, il rischio è che il bambino si impunti e decida di non parlare più inglese. Riguardo alla mia esperienza come figlia messa a contatto con una persona madrelingua spagnola a 5-6 anni, posso dirti che è stato troppo tardi: lo spagnolo non l&#8217;ho imparato, come non l&#8217;hanno imparato i miei fratelli (2 e 4 anni più piccoli di me), probabilmente per un approccio sbagliato, e sicuramente perché era troppo tardi: avessimo iniziato quando ero più piccola, non avrei avuto scelta. Invece, purtroppo, ha prevalso l&#8217;italiano e la mia pigrizia. Spero sia più chiaro ora!</p>
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		<title>By: aaaa</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/09/22/bilinguismo-a-24-mesi/comment-page-1/#comment-516</link>
		<dc:creator>aaaa</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 16:36:37 +0000</pubDate>
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		<description>1) l’FT? che sarebbe fairy tale?
2) non è il mio caso (perché la mia lingua è quella dominante), ma se fossi in te non insisterei troppo: ti sta testando per vedere se insistendo riesce a farti agire quando ti parla in italiano (proprio perché sa benissimo che capisci l&#039; italiano!),  e alle lunghe potrebbe andare a finire che per ostinazione si rifiuta di parlarti in inglese... Io cercherei subito una madrelingua (baby sitter o una ragazza alla pari). Anche, scusa se te lo dico, per l&#039;accento (anche, e non solo). Personalmente, dai 6 anni in su io ho avuto una babysitter spagnola, che ha rinunciato a parlare in spagnolo in casa perché quandolo faceva con i miei fratelli &quot;la prendevamo in giro&quot;: noi sapevamo che lei parlava italiano, e l&#039;abbiamo portata a parlare italiano anche con noi (sicuramente era più &quot;facile&quot; per noi capirla in italiano che in una lingua nuova fino a quel momento mai sentita).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>1) l’FT? che sarebbe fairy tale?<br />
2) non è il mio caso (perché la mia lingua è quella dominante), ma se fossi in te non insisterei troppo: ti sta testando per vedere se insistendo riesce a farti agire quando ti parla in italiano (proprio perché sa benissimo che capisci l&#8217; italiano!),  e alle lunghe potrebbe andare a finire che per ostinazione si rifiuta di parlarti in inglese&#8230; Io cercherei subito una madrelingua (baby sitter o una ragazza alla pari). Anche, scusa se te lo dico, per l&#8217;accento (anche, e non solo). Personalmente, dai 6 anni in su io ho avuto una babysitter spagnola, che ha rinunciato a parlare in spagnolo in casa perché quandolo faceva con i miei fratelli &#8220;la prendevamo in giro&#8221;: noi sapevamo che lei parlava italiano, e l&#8217;abbiamo portata a parlare italiano anche con noi (sicuramente era più &#8220;facile&#8221; per noi capirla in italiano che in una lingua nuova fino a quel momento mai sentita).</p>
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