Come imparare le lingue aprendo la propria casa

La storia che pubblico oggi e’ molto bella, e anche se l’esperienza di bilinguismo che racconta purtroppo non e’ alla portata di tutti ho pensato che potra’ essere molto utile. In effetti al di la’ delle circostanze sicuramente non scontate di questa famiglia c’e’ anche una famiglia che ha abbracciato le lingue come mezzo per parlare con il mondo e aprire la propria casa al mondo. Questo atteggiamento e’ ben diverso dall’iscrivere i figli a scuole costose perche’ imparino l’Inglese, in questa casa le lingue si vivono quotidianamente e questo e’ lo spirito giusto! Per inciso, non tutti potranno avere la ragazza alla pari, ma a quante persone e’ mai venuto in mente di chiedere alla signora delle pulizie russa o rumena di parlare la sua lingua con i bambini? Tutte le lingue sono un dono, non solo l’Inglese!

Salve,
il sito è valido, pieno di suggerimenti e  di notizie utili… complimenti.
Vedo che c’è la possibilità  anche di  chiedere  consigli  e ne approfitto perchè al momento sono alla ricerca di stimoli nuovi per i miei bambini.
Intanto devo premettere che amo molto le lingue, ne parlo diverse e sono parte integrante della mia cultura e della mia personalità.
Le ho studiate nell’infanzia grazie a due genitori lungimiranti ed appassionati.
Ora ho due figli, di tre e cinque anni, e con loro ho seguito un poco il “metodo” (che parola orrenda) che i miei genitori hanno usato con me e mio fratello, vale a dire li espongo a tutte le lingue che parlo io. Ho peraltro organizzato la cosa in modo un poco più strutturato.
Viviamo con una au pair di madre lingua tedesca (che ovviamente cambia ogni 9 mesi e finora sono state tutte fantastiche), d’estate ospitiamo una au pair inglese o americana (per tre mesi) e poi ho una colf russa che parla in casa solo russo e che  viene tutti i giorni per le faccende di casa, ma per tre pomeriggi alla settimana passa il tempo esclusivamente giocando con i bambini e  parlando con loro russo.
La tecnica che ho usato  fin dalla nascita del più grande è questa: io parlo solo italiano con i miei figli, ma quando si parla con l’au pair si parla tutti tedesco o inglese ( a seconda) e quando c’è Lidia si parla tutti in russo. Più o meno il metodo una persona una lingua, con io che le parlo tutte a seconda dell’interlocutore.

Ora, sono cinque anni che la cosa va avanti ed è estremamente naturale anche perchè  ospito spesso amici che vengono dall’Inghilterra o dagli Stati Uniti e poi   le nostre “vecchie” au pair ci vengono a trovare con i nuovi fidanzati e la casa è una simpatica Babele un poco folle…  Il fatto di vivere a Venezia aiuta.

Il livello di italiano dei miei figli, che hanno iniziato a parlare molto presto nella loro madre lingua, è ottimo (a detta degli insegnati della scuola materna) non hanno mai avuto problemi di confusione e sono a tutti gli effetti normali bambini italiani, ma ciò che mi spinge a scrivere è che nelle altre lingue entrambi hanno sostanzialmente un livello passivo. Comprendono perfettamente le tre lingue, e spesso traducono per gli altri, ma non hanno una pratica  attiva.
Dicono  qualche frase in tedesco (la lingua che parlano di più)  e in inglese e  in russo, ma prevalentemente si esprimono anche con le au pair o con la colf in italiano.
Credo che sia perchè sanno bene che esse comprendono la lingua italiana e quindi sanno anche che non vale la pena sforzarsi.

Ora, mi rendo ben conto che li sto  sottoponendo a enormi stimoli e non voglio certo sovraccaricarli con il rischio di produrre in loro un rifiuto  o un rigetto, ma mi chiedo e vi chiedo dovrei fare qualcosa di diverso, spingerli a sforzarsi un poco?
Mi piacerebbe che cominciassero a parlare un poco di più, ma prima di tutto voglio che vivano ancora la cosa come un grande gioco e nulla di più….
Accetto consigli.

P.

Che invidia!!!!

scusa ma mi racconti una situazione fantastica!!!

Comunque per risponderti direi innanzitutto di accettare il fatto che il quadrilinguismo passivo dei tuoi bambni e’ gia’ un risultato fantastico. Non avere troppa fretta, vedrai che la vita offrira’ loro tante opportunita’ e al momento giusto la lingua diventera’ attiva.

In secondo luogo consiglierei di usare le vacanze per stimolare l’uso attivo della lingua, vedi questo post (che e’ uno dei miei post preferiti, e non l’ho scritto io…): Vacanze bilingui a New York

Infine consiglierei di usare anche altri mezzi per aumentare l’esposizione. Non che sia poca quella che hanno i tuoi figli, anzi!!! Ma avere del tempo dedicato a letture, radio (in streaming), audiolibri e DVD (senza esagerare!), etc. puo’ aiutare. Comunque fermo restando che tutto deve sempre essere un gioco, ma da quanto mi dici mi sembra che questo sia il vostro caso… quindi non preoccuparti, continua a divertirti e il resto verra’ da se’, per ora non e’ necessario che i tuoi bambini parlino le altre lingue, basta che le capiscano.

A presto,

L.

Immagine da A Journey Round My Skull

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Comments

  1. says

    Ciao! Credevo di aver postato un commento su questo articolo questa mattina, evidentemente qualcosa è andato storto! Volevo complimentarmi per la determinazione di questa mamma!
    Sicuramente non è una scelta percorribile da tutti, ma almeno in parte sì!
    A proposito dell’atteggiamento passivo dei bambini, io credo che sia del tutto nella norma. E’ abbastanza tipico, e forse è una forma di “difesa” nei confronti di tanti stimoli.
    Però i tuoi bambini stanno acquisendo un prezioso e solido (grazie alla costanza) bagaglio di conoscenza che prima o poi verrà fuori!
    ancora complimenti e saluti elena

  2. p. says

    Grazie ad entrambe per i complimenti e per le rassicurazioni.
    Mi piace molto l’idea del bilinguismo passivo come forma di difesa: forse i due malcapitati temono perfino che io voglia introdurre una quinta lingua nel loro – già incasinatissimo – quotidiano!
    E non hanno mica tutti i torti… la tentazione sarebbe davvero forte!
    Meglio rilassarsi un poco e attendere gli eventi.
    Per ora seguo il consiglio di L., ho prenotato una vacanza sulle nevi vicino ad Innsbruck, nella settimana di carnevale, periodo di vacanze scolastiche in Germania ed Austria. La scuolina di sci dovrebbe pullulare di bambini “tedescofoni” … e per il resto lascerò che la natura faccia il suo corso!!!
    Ancora grazie.
    P.

  3. Sabrina says

    Ciao, che invidia(positiva!!!!)per l’esperienza plurilinguistica di questa mamma!
    Io nel mio piccolo(piccolissimo…il mio livello di conoscenza della lingua inglese è nella media…ma ci sto lavorando!)cerco di insegnare – in modo ludico, attraverso l’utilizzo di canzoncine, filastrocche, cards homemade e chi più ne ha più ne metta – l’inglese al mio cucciolotto d’uomo che ha da poco compiuto 2 anni e 4 mesi. E devo dire che i risultati si vedono e divertono sia me sia il papà ma, soprattutto, divertono per primo il cucciolotto che capisce di avere una possibilità in più per esprimersi!!!Devo dire che sono facilitata dal fatto che ha iniziato a parlare(in italiano!)molto presto, e così tutto sta filando liscio e Chicchi, oltre a possedere un nutrito bagaglio di vocaboli in inglese, ha imparato come utilizzarli per formare brevi frasi, richieste semplici e cose simili.
    Vorrei aprire la mia casa ad altre mamme palermitane che hanno voglia di stare insieme qualche ora a settimana per parlare in inglese con i nostri bimbi, facendoli giocare insieme. Così, mamme che abitate a Palermo, se siete interessate, fatevi avanti. Questo blog, del resto, è un continuo stimolo ad andare avanti in questo percorso divertente ed euristico. Ciao!

    • Gabriella says

      Ciao Sabrina, io sono la mamma di una bambina di 5 anni e vivo a Palermo. Mio marito ed io siamo entrambi italiani ma sembra proprio che stiamo riuscendo a realizzare il nostro sogno: crescere nostra figlia bilingue! Abbiamo cominciato da quando era piccolissima, ci siamo fatti aiutare da babysitter madrelingua inglese, trascorriamo tutte le nostre estati all’estero (full-immersion!) e siamo anche stati fortunati anche in merito alla sua istruzione: l’abbiamo iscritta per la prima volta lo scorso anno ad una scuola internazionale (tutti insegnanti rigorosamente madrelingua inglese!) che aveva appena aperto appena 2 anni fa (qui a Palermo, ovviamente) e quest’anno sta già completando il suo first grade con eccellenti risultati! Siamo davvero felici…
      Mi piacerebbe entrare in contatto con te anche se mi sono accorta che il tuo post risale a più di un anno fa…Spero che tu possa leggermi e rispondermi presto!

  4. simona says

    salve a tutti! bellissima esperienza…noi abbiamo iniziato circa 6 mesi fa ospitando una au-pair parlante inglese…l’esperienza è positiva anche se mi chiedo se abbiamo iniziato troppo presto visto che adesso la nostra bambina ha quasi 1 anno quindi abbiamo iniziato a poco più di 6 mesi….che dite?

  5. federica says

    Ciao a tutti! Io sono Federica, vivo ad Arco di Trento sul Lago di Garda. Ho due figli: Viola di due anni e tre mesi con la quale parlo, canto e gioco in tedesco e Giacomo nato da due settimane. Sarei interessata a conoscere qualche famiglia italiana o tedesca con lo stesso interesse, che vivesse ovviamente nella zona. Mi piacerebbe condividere con altri il mio punto di vista al riguardo, confrontarmi e permettere ai miei figli di comunicare ed avere una risposta anche al di fuori del contesto faligliare.
    In attesa Federica

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