1 bambino, 2 genitori, 5 lingue

Possono 2 genitori crescere un bambino parlando 5 lingue? Progetto ambizioso!

Salve!

Sono contentissima di aver trovato questo sito, spero che mi possa aiutare a trovare delle risposte alle domande sul multilinguismo che da un po’ di tempo mi sto ponendo.

Ho letto qui le lettere sul trilinguismo, il concetto è chiaro: ogni genitore parla la propria madrelingua e la terza lingua (quella dell’ambiente) si impara a scuola. Il mio caso è però più complicato.

Sono ucraina e sono già una bilingue ucraino/russo (l’Ucraina è stata fortemente russificata negli ultimi secoli, soprattutto sotto il governo comunista). L’ucraino e il russo sono due lingue slave orientali abbastanza simili ma anche molto diverse tra loro (come l’italiano e spagnolo o il tedesco e l’olandese). Il mio ragazzo è italiano(napoletano), perciò bilingue anche lui, perché, da come ho potuto constatare, il dialetto napoletano si distingue veramente molto dall’italiano normativo. Ho vissuto dieci anni in Toscana, ho studiato all’università a Siena, ma per cominciare a capire i genitori del mio ragazzo a Napoli mi sono voluti un paio di anni. Ma il problema è che noi ci siamo conosciuti e viviamo attualmente a Berlino. In famiglia parliamo italiano, facendo l’uso anche di napoletano e russo (che il mio ragazzo si impegna ad imparare), fuori casa  dobbiamo parlare in tedesco. Abbiamo un figlio Alessandro di tre mesi, è ancora piccolino, però vorrei già definire le linee principali dell’insegnamento linguistico del nostro bambino. Non ho ancora trovato gli studi o dei consigli sull’apprendimento contemporaneo di più di tre lingue. Nel caso nostro le lingue sono cinque: tedesco, russo, ucraino, italiano e napoletano, perché ognuno dei genitori è già un bilingue. Il tedesco ci preoccupa meno di tutto, anche perché, essendo la lingua dell’ambiente scolastico, sicuramente diventerà per Alessandro la lingua predominante. Nessuno di noi però vuole rinunciare alle nostre quattro lingue native che sono molto importanti per noi. Io ho preparato per il piccolo i libri, film, canzoni, cartoni animati sia in ucraino che in russo perché tutte e due lingue mi sono altrettanto care, hanno profondamente segnato la mia formazione, la mia cultura personale e quella del mio popolo; vorrei che il bimbo possa citare le poesie di Taras Scevcenko e leggere Dostoevskij in originale. Nello stesso modo sono importanti l’italiano e il napoletano nella cultura del mio ragazzo: lui ama il “Canzoniere” di Petrarca e ” ‘A livella” di Toto,  canta al bambino le canzoni napoletane e quelle italiane, gli insegna le filastrocche e poesie in tutte e due lingue. Come facciamo ad insegnare al piccolo queste quattro lingue in un ambiente linguistico tedesco? Ognuno di noi gli ne deve dare due. Esiste forse qualche metodo di insegnamento? Come dobbiamo parlargli: l’ucraino ed il napoletano la mattina e il russo e l’italiano la sera? Oppure i primi due anni solo due lingue e dopo introdurre altre due? Se fosse così, come si fa ad introdurre due lingue più tardi se le sentirà comunque e se i libri ed altri materiali per i bambini gli vogliamo  dare in tutte e quattro lingue ( ed anche il tedesco imparerà da un anno di vita all’asilo nido). Sarà mai possibile che lui impari bene tutte queste lingue, visto che sono così tante? O sarà un impresa enorme ed inutile per un bambino (che in seguito dovrà imparare anche l’inglese, che sarà già una sesta lingua per lui)?

Siamo un caso troppo difficile o c’è qualcuno che ha già fatto una simile esperienza? Oppure uno specialista può consigliarci qualcosa?

Abbiamo bisogno di un vostro consiglio!

Grazie

Valeria e Ciro

Valeria e Ciro,

innanzitutto grazie di aver condiviso la vostra bellissima storia! Devo dire che siete molto entusiasti e lungimiranti, oltre ad avere una mentalita’ molto aperta nei confronti delle lingue!

Premetto che io vi daro’ solo un parere, un’opinione. Del resto dubito chiunque potrebbe dare risposte certe ad una caso cosi’ specifico, vi incoraggio a leggere della letteratura in merito.

Comunque il mio parere e’ che l’apprendimento di una lingua e’ una questione anche quantitativa, bisogna avere molta esposizione alla lingua, proprio in termini di ore alla settimana. Ora con 5 lingue e’ inevitabile che il tempo in qualche maniera dovra’ essere suddiviso tra le varie lingue, e forse il rischio che nessuna lingua abbia sufficiente spazio c’e’. Inoltre credo sia veramente difficile che un genitore passi al bambino 2 lingue minoritarie…

Il mio consiglio e’ di scegliere una lingua per ciascuno. Le due lingue escluse potrebbero invece diventare le lingue delle vacanze per esempio, o le lingue dei nonni, etc. Che ne so quando si va in Italia il bambino sentira’ molto parlare il Napoletano, e sicuramente arrivera’ a capirlo, cioe’ a essere bilingue passivo in Napoletano. Io per esempio durante la vacanze ho sempre sentito tante persone parlare il dialetto di mio padre (che pero’ in casa ha sempre parlato italiano) e lo capisco bene, al punto che spesso quasi non mi accorgo che mi stanno parlando dialetto, non e’ raro avere una conversazione in cui una persona mi parla dialetto e io rispondo in Italiano e ci capiamo come se fosse una cosa scontata.

Un’altra alternativa potrebbe essere che Ciro parla Napoletano col bambino e tu e Ciro tra di voi parlate Italiano, oltre ovviamente al fatto che tu parli una delle tue lingue al bambino e a scuola impara il tedesco. Questo vi darebbe un approccio molto schematico per proporre 4 lingue, ma una delle tue lingue rimarrebbe comunque esclusa, o meglio bisognerebbe trovarle degli spazi tutti suoi, magari associati alla tua famiglia.

Qualsiasi decisione prendiate il consiglio e’ di prenderla una decisione, stabilire un metodo e seguirlo in maniera molto rigorosa, se continuate a cambiare schema un po’ di confusione e’ inevitabile!

Ciao,

L.

Immagine da A Journey Round my Skull

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