I bambini che imparano una seconda lingua non fanno errori, ma progressi

Io adoro le papere di A. quando parla in Inglese. Per due motivi: mi fanno ridere e mi mostrano cosa passa per la sua testolina…

Le papere ci dicono tante cose, perchè mentre le frasi fatte e finite, corrette e perfette, ci  dicono solo che il bambino ha imparato (qualsiasi cosa stia imparando), le papere ci dicono cosa sta imparando. Le papere di un bambino che sta imparando una seconda lingua sono particolarmente illuminanti.

L: Argh… I almost fell
A: Mummy, stai follando?

Cadere in Inglese è to fall (pronuncia fol), are you falling? Stai cadendo? Stai follando?

Insomma ha capito perfettamente che la forma in -ing e il gerundio sono la stessa costruzione temporale, e le mescola con creatività. Questo dimostra una consapevolezza grammaticale non indifferente! Sulla stessa linea:

A: Mummy, I’m balling!!!

Cioè Sto ballando!

Oppure:

L: A. say bye bye to grandfather and tell him “Grandfather we are going out, will you pick us up later?”
A.: Grandfather … out… pick me up?
Grandfather: dimmi cosa c’è?
A.: Grandfather, mi prendi in braccio?

To pick somebody up significa passare a prendere una persona, tipicamente in macchina. Ma letteralmente anche tirare su, sollevare, qualcuno o qualcosa, quindi A. ha tradotto l’espressione letterale con un completo cambiamento di significati e intenti… E’ insomma già in grado di fare da interprete, traducendo concetti da una lingua all’altra. A 2 anni e 8 mesi.

Mi piace molto anche il modo in cui gestisce delle frasi in Inglese il cui significato capisce benissimo, ma che non usa attivamente, tipo il “Grandfather we are going out, will you pick us up later?” di cui sopra. Questa frase è troppo lunga per lui. Quindi che fa? Ne ripete il suono, o meglio i suoni “principali”, dicendo appunto qualcosa che suona tipo Grandfather… out… pick me up…

E io che faccio? Insisto no ripeti con me “Grandfather we are going out, will you pick us up later?” ? Assolutamente no! Io sorrido, gli dico Bravo! e ripeto la frase nel modo corretto. Non importa che ciò che dice sia corretto, ma che lo dica, che giochi con questi suoni, che inizi ad usarli come gli viene, soprattutto senza l’inibizione di sbagliare. Il resto verrà da sè…

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Bilingue Per Gioco

Bilingue per Gioco, cioè Letizia, mamma di A. e fondatrice di questo blog, puoi saperne di più su di me cliccando qui.

5 Comments

  1. Yael
    Posted 26/05/2010 at 15:41 | Permalink

    Sono belle queste papere… anche G. lo fa con ebraico-italiano e mi fa ridere tanto. Un esempio che mi viene in mente adesso e che, spesso quando mi vuole dire che un bambino o un personaggio in un libro è buono mi dice che è “Ta’im”, che in ebraico vuol dire effettivemente “buono”, ma nel senso di “gustoso”….

  2. Agnese
    Posted 27/05/2010 at 23:05 | Permalink

    Si e’ vero, anche mia figlia ne ha fatte molte (ora leggermente meno, ha quasi quattro anni…).
    Mi mangio le mani per non essermele scritte al tempo in cui le ha dette, ora non me le ricordo quasi piu’! Mi ricordo solamente che ha detto un sacco di cose interessanti, sulla stessa linea degli esempi riportati…
    Ah, che bello poter ascoltare un bimbo che parla!

    • Bilingue Per Gioco
      Posted 29/05/2010 at 00:04 | Permalink

      Vabbe’, allora vi racconto l’ultima, mi ha fatto morire dal ridere!

      A.: Mmummy ti faccio pasta e ceci (gioca a cucinarmi delle cose)
      L.: Thank you, yummy! (peccato solo che abbiamo appena mangiato la crostata di fragole e l’idea della pasta e ceci mi lasci un po’ freddina…)
      A.: Faccio pompi
      L.: Pompi?
      A.: Faccio pompi!
      L.: I don’t understand, what is pompi?
      A.: per mangiare, faccio pompi
      L.: My love, I really don’t understand…
      A.: Si chiama balls!
      L.: Balls….? meatballs????
      A.: Si’, si chiama balls
      L.: Ok meatballs, polpette!
      A.: Si’

      basta dirlo…

      L.

  3. Sabine
    Posted 03/06/2010 at 16:06 | Permalink

    Anche Giovanni ne fa parecchi di questi errori produttivi tra italiano e francese. L’altro giorno però con l’inglese (lo impara a scuola) ha fatto una cosa divertente che è un errore nato per autocorreggere (secondo lui) un errore. Quando va in altalena di solito canta una canzoncina di Hocus e Lotus (swing oh swing) che ad un certo punto dice “we can fly” con molta enfasi sul we. Ora, qualche giorno fa mentre cantava è diventato improvvisamente serio e ha detto “non! in english on dit yes!” e ha continuato a cantare con vivo entusiasmo “yes can fly!”! Questo mi ha confermato che per lui la canzoncina non era solo una canzoncina carina da cantare in altalena, ma un testo che veicola un messaggio comunicativo, e in una lingua ben specifica!

    • Bilingue Per Gioco
      Posted 04/06/2010 at 10:26 | Permalink

      Bella questa storiella!
      we oui yes…
      L.

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