I compiti per casa

Le vacanze di Natale sono quasi finite e un grido disperato si leva per tutta la rete: MA QUALI VACANZE? ABBIAMO FATTO UN SACCO DI COMPITI! Questo post in particolare prende spunto dai commenti delle mamme straniere che vivono in Italia, se le italiane sono spesso rassegnate ai compiti, loro invece non se ne capacitano…

Su Facebook ho letto i commenti di diverse mamme, prevalentemente australiane e tedesche, i cui bambini vanno a scuola in Italia, e fanno le elementari (o primarie che dir si voglia), alcuni solo la prima elementare, e sono pieni di compiti. Al loro paese, ci dicono, non è così. Non si fanno fare tanti compiti ai bambini, c’è molto più spazio per il gioco e altre attività.

Io mi sono chiesta:

  1. Perchè in Italia si danno tanti compiti ai bambini?
  2. I compiti sono un fenomeno sbagliato?
  3. Cosa si può fare a riguardo?

ecco le risposte che mi sono data, consultando anche un’”esperta” in materia ma lasciando il campo aperto a riflessioni sul tema.

Perchè in Italia si danno tanti compiti ai bambini?

Per abitudine, per cultura oserei dire quasi per usanza.

Per abitudine significa che le insegnanti danno i compiti perchè si danno i compiti, si sono sempre dati i compiti e non c’è motivo per non dare i compiti.

Per cultura significa che in Italia, società notoriamente paternalistica, prevale la cultura dell’obbedienza. Tra gli obiettivi della scuola c’è insegnare ai bambini a fare determinate cose, non c’è invece quello di creare persone creative, innovative e indipendenti. Per cui mentre in altre culture vengono privilegiate attività che sviluppano creatività (che un domani si tradurrà in innovazione) da noi vengono predilette attività che portano a fare bene ciò che ci viene insegnato. Il gioco e le attività a latere sono una perdita di tempo, l’unico modo per imparare e passare il pomeriggio sui libri, questa è una cultura dura da modificare…

Aggiungiamo infine un tocco di sciatteria, che in questo paese ci sta sempre. Si fa prima a dare compiti ai bambini e mandarli a casa che a discutere con le colleghe che tipo di attività e compiti hanno dato loro, quindi i bambini con 2 maestre si ritrovano con compiti per due…

I compiti sono un fenomeno sbagliato?

Sinceramente non lo so… Io alle elementare ho fatto tantissimi compiti, ma anche tantissime attività pomeridiane, aggiungiamo che mia madre voleva che dessi una mano in casa e io invece mi nascondevo dove potevo per leggere e vediamo che avevo i pomeriggi superimpegnati e spesso andavo a letto tardi (leggendo di nascosto). Oggi posso dire di essere una hard worker, non sono una workhaolic, ma sicuramente sono capace di lavorare sodo, e secondo me la scuola ha avuto un impatto in questo senso.

Lavorando all’estero ho osservato che noi italiani abbiamo una formazione e una forma mentis particolare. Siamo molto bravi nella profondità di analisi, nella cura del dettaglio, nel gestire complessità e nel parlare (quindi gestire relazioni). Siamo invece molto frenati dal rispetto della gerarchia, troviamo difficile osare, siamo meno creativi ed aggressivi (nel senso buono, quello di chi ha una cosa in testa e succeda quel che succeda la farà), poco pragmatici (non so chi conosce l’80-20 rule, in Italia credo nessuno…).

Queste differenze sono ovviamente il risultato di molti fattori, non solo i compiti, ma sicuramente la scuola, nel suo insieme, gioca un ruolo importante. Siamo peggiori degli altri? Non necessariamente, all’estero gli Italiani che sanno lavorare bene sono molto apprezzati, ciò non toglie che abbiamo i nostri limiti, e esserne consapevoli potrebbe aiutarci, come paese e come individui, a migliorare.

Cosa si può fare a riguardo?

Qui ho consultato l’esperta, mia madre, maestra in pensione.

Dopo averle chiesto perchè e per come, senza arrivare a nulla di concreto, perchè ovviamente lei vede le cose dal punto di vista della sua esperienza, e poi cosa vuol dire troppi compiti, come lo definiamo senza esempi concreti? Dopo tutto ciò le ho fatto la domanda risolutiva: Ma insomma, avrete pur avuto delle direttive ministeriali? Era il ministero a dirvi di dare i compiti?

Preparatevi alla risposta.

Siete seduti?

No. Le direttive ministeriali a riguardo erano molto chiare: Non bisogna dare molti compiti, non bisogna dare compiti per il fine settimana, non bisogna dare compiti un giorno per il successivo, non bisogna dare tanti compiti per la vacanze, le insegnanti devono coordinarsi tra di loro e concordare i compiti che verranno dati ai bambini.

Hai capito?

Per esempio lei programmava i compiti settimana per settimana, li dava il lunedì per il lunedì successivo, concordava con la collega che compiti dare e per le vacanze dava solo dei libri da leggere.

Ora premetto che mia madre è in pensione da qualche anno, quindi bisognerebbe capire cosa dicono le direttive ministeriali oggi, e probabilmente variano a seconda del numero di rientri pomeridiani.

Però le direttive ci sono, e probabilmente sono più ragionevoli delle maestre stesse (speriamo che la Gelmini non ci abba messo troppo la mano nel frattempo…)

I direttori, o come si chiamano ora, condividono le direttive con le insegnanti. Quindi la prima cosa da fare, se si ritiene che si stia esagerando, è chiedere agli insegnanti su quali direttive stanno basando il loro lavoro, o vedere se insieme si riescono a recuperare queste direttive, magari qualche lettrice insegnante può darci una mano?

Altra cosa da fare è essere consapevoli dei limiti della scuola Italiana e cercare di sviluppare gli skills dei bambini in altro modo, con altre attività e soprattutto ragionando con loro.

Infine un’ultima nota, è anche vero che i genitori non possono intromettersi troppo, gli insegnanti devono insegnare e i genitori devono fare i genitori, se si ha fiducia degli insegnanti li si lascia lavorare, il problema, è quando non si ha fiducia… In ogni caso a meno che non ci siano situazioni gravi secondo me è meglio evitare di criticare gli insegnanti davanti ai bambini, o se lo si fa bisogna farlo con estrema cautela e ragionando. Insegnando loro a non avere rispetto per gli insegnanti non facciamo loro alcun favore…

Allora, che ne pensate? Commenti? Idee? Esperienze?

Mamme straniere, ci raccontate il vostro punto di vista? Come mamme ma anche come lavoratrici, in cosa trovate che la vostra formazione vi abbia equipaggiato di skills diversi da quelli che riscontrate in Italia?

Immagine da A Journey Round my Skull

Related Posts with Thumbnails

Leave a Reply