Scuola all’estero, un mese o un anno

Di Elisabetta.

Una idea per il futuro è un mese di scuola all’estero.

L’idea non è balzana. Sfruttando i differenti calendari scolastici si possono fare esperienze bellissime. Ad esempio, in Svizzera la scuola inizia dopo ferragosto. Oppure, in Inghilterra la scuola finisce quasi a luglio.

Le scuole private e in qualche luogo anche quelle pubbliche (fu possibile per me nelle pubbliche negli USA), consentono di iscrivere i bambini anche a fine anno o di seguire solo l’inizio dell’anno.

Il problema è organizzarsi e, ovviamente, avere le risorse economiche per fare esperienze del genere.  Andando in qualche posto di provincia i costi – specie quelli di alloggio – possono essere più contenuti.

Non sono vacanze, sono meglio, sono esperienze di vita.

Penso a quanti amici, d’estate, affittano casette al mare, spesso in zone affollatissime, e, senza togliere nulla alla bellezza della nostra penisola, se facessero la stessa identica cosa ma in un altro paese ne trarrebbero anche un vantaggio linguistico e culturale non da poco.

Una mia amica ‘telematica’ questa cosa l’ha intuita da tempo e porta i figli al mare….in Inghilterra.

Perché no?

Certe volte uno sceglie la via più facile, a volte solo per abitudine.

Nella mia testa medito anche su un anno sabbatico all’estero. Ma questa più che una meditazione è, per ora, un sogno. Per chi volesse condividerlo, suggerisco di leggere The new global student, di Maya Frost. E’ scritto per genitori americani, ma è così pieno di idee, di siti internet e di indicazioni utili che lo consiglierei a chiunque voglia fare un sabbatico, un mini sabbatico (ossia stare all’estero per tre mesi) o proprio espatriare…

immagine da A Journey Round my Skull

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Comments

  1. sonia says

    Ciao!
    Complimenti per il sito Bilingue per gioco è molto ben fatto…anceh le immagini sembrano molto ricercate, sono diverse dal solito!
    Grazie Elisabetta per il tuo articolo. Un mese di scuola all’esterol’avrei voluto fare anceh io alle superiori o prima ma non avevamo la possibilità economica…però poi con l’Erasmus all’università ce l’ho fatta!!! Grandioso. Ora che ho un bambino e sono in attesa di una ‘principessa’, vorrei potermi organizzare, almeno informare per ora su questa possibilità di scuole all’estero. Avresti anceh degli indirizzi web o delle indicazioni più precise per trovare delel scuole affidabili? Ti ringrazio

  2. Barbara says

    Ciao Letizia,
    molto interessante l’argomento..in Dk fanno una scuola speciale per il periodo estivo per i Danesi che vivono all’ estero, dove aiutano a passare anche gli esami di maturità in Danese, chiaramente a pagamento. Dovrebbe esistere o per lo meno ne ho sentito parlare quando ero all’ Univerità, un progetto, sullo stile ERASMUS, ma alle superiori, dove si trascorre un anno all’estero, per lo più europa, ma anche USA, che viene poi riconosciuto nel cv scolastico, inoltre c’è il collegio del mondo unito, altra possibilità molto interessante ma più complicata per accedervi… Saluti, Barbara

  3. laura says

    Ciao Letizia
    Veramente una bellissima idea per le vacanze. So che alle superiori è possibile frequentare un anno all’estero, ma non sapevo che si potesse iscrivere bambini delle elementari anche solo per un paio di mesi.
    Per i bambini delle elementari o anche della materna frequntare un mese all’anno dovrebbe essere un’esperienza fantastica. Mi piacerebbe trovare una soluzione in gran bretagna o in irlanda.

  4. says

    Io ci avevo pensato, ho un’amica a londra e là le scuole finiscono quasi 2 mesi dopo quelle italiane!
    Anche in germania, iniziano prima e finiscono dopo.

  5. Silvia says

    Se dovesse servire, l’anno di studi all’estero durante le scuole superiori dovrebbe essere quello previsto dal programma Intercultura.
    Ciao a tutti!

  6. Liana says

    e’ da un anno che ci penso…
    Pensavo di trasferirmi a Londra o Dublino per un mesetto e portare la mia bimba di tre anni in una “Montessory children house”. Premetto che io con lei parlo quasi esclusivamente in inglese, e che programmi tv e letture con me sono in inglese.
    Cosa ne pensate? Avete esperienza diretta o indiretta? Scuole da consigliare?
    Grazie

  7. Chiara says

    Ciao Letizia,
    idee stupende che bisognerebbe mettere in pratica. Io penso già da tempo ad una vacanza di questo tipo sia per avvicinare il mio meraviglioso Leonardo (3 anni) all’inglese ( che io adoro da sempre) sia per concedere a me e al suo papà quest’esperienza che non abbiamo potuto fare da studenti ma che ancora bramiamo.
    Anche noi genitori dobbiamo continuare a seguire i nostri sogni trasmettendo così ai cuccioli esperienze, passioni ed entusiasmi. Non è solo una questione di lingua, ma di apertura mentale verso ciò che è altro da noi.
    Grazie per questo blog e per il lavoro che fai, una ventata d’ossigeno in questi tempi tristi..
    Chiara

  8. says

    Mi sembrano ottime idee, soprattutto quella di passare alcune settimane in una casa a mare ma all’estero…
    P. S. Non so se hai letto sul mio blog, quest’anno a scuola abbiamo avuto l’opportunità di allestire un corso montessoriano per insegnanti. Il docente che è anche un mio caro amico mi ha chiesto di collaborare per portare dei materiali homemade già pronti, così ho avuto l’idea di chiedere alle bloggers che leggo e che stimo un aiuto. L’idea è quella di condividere un materiale di apprendimento già pronto che io possa portare al corso per socializzarlo con i colleghi che poi lo sperimenteranno in classe, tu potresti darmi una mano in questo senso? Se hai dei file posso anche stamparli io… Grazie!

  9. Arianna says

    Ottima idea. Mi piacerebbe far fare un’esperienza del genere alle mie figlie, quando saranno più grandi, in uk o Irlanda. Anche per il mare all’estero concordo: noi già da prima di avere le bimbe ci siamo innamorati di un posto sulla costa Daurada, in Catalogna, a meta’ strada tra Barcelona e Tarragona, del tutto fuori dalle rotte turistiche convenzionali ma con un magnifico parador che consente anche l’affitto di appartamenti. Da allora ci andiamo ogni anno. Funny enough, la Catalogna e’ una terra bilingue di natura così, oltre a praticare la loro terza lingua, lo spagnolo (castigliano), le bimbe hanno cominciato quest’estate ad approcciarsi al catalano: sono state catturate da alcuni libri su Bob esponja (la versione catalano/Castellana di  spongebob squarepants, un personaggio che più americano non si può -e non sempre in senso positivo, a tratti e’ esilarante ma sia i cartoni sia i libri vanno vagliati attentamente, a volte sono un po’ eccessivi – ma loro chissà perché lo ritengono un prodotto locale) e hanno imparato la loro prima canzone in catalano: il Cant del Barca, di cui siamo quasi piu’ tifosi che della Roma…Insomma, all’insegna del chi più ne ha più ne metta! Grazie cara Elisabetta per gli spunti di riflessione sempre interessanti. Un abbraccio     

  10. Barbara says

    L’idea è carina e ne ho parlato al marito, visto che anche in Danimarca non si fanno così tante ferie come in Italia d’estate, ma lui non ne è stato entusiasta. Il suo problema è che i bambini forse non si troverebbero a loro agio nell’ andare a scuola dove tutti già si conoscono e dove allacciare relazioni con altri solo per un mese all’ anno.. forse non ha tutti i torti..magari quando sono più grandi. IN Dk comunque ci sono alle superiori delle scuole speciali, dove si può scegliere le materie da studiare , non si torna a casa la sera, ma ci sono dormitori nel campus, normalmente tutti i ragazzi fanno un’ anno delle superiori lì, così nessuno conosce l’un l’altro, si è tutti nuovi e non dovrebbero esserci traumi da quel senso..vedremo..saluti

  11. says

    Cara Letizia,
    è da anni che leggo il tuo blog, che trovo davvero unico.
    La scorsa settimana ho ricevuto la risposta positiva della scuola elementare di Berlino, alla quale ho chiesto di accettare il piccolo Nicholas, che inizia la scuola a settembre qui in Italia. Il progetto è di fargli fare un mese dopo la fine della scuola italiana. Ti saprò dire se l’esperimento ha funzionato :-)
    Sarebbe carino se fossero le scuole stesse a proporre questa forma di scambio in modo strutturato fin dalla scuola primaria, creando uno scambio continuo di studenti in Europa e tutto il mondo, in modo da abbattere i costi.

    • Bilingue Per Gioco says

      Sabina,
      che bello! ci scrivi un post quando tornate per raccontare la vostra esperienza? Ci spero molto!
      Godetevi il vostro mese a Berlino!
      L.

      • says

        Ciao Letizia,
        lo farò più che che volentieri. Intanto posso già anticipare che il preside della scuola ha risposto dopo 48 ore alla mia mail dandomi un appuntamento e fornendo tutte le informazioni necessaria.
        Precisione tedesca! :)
        A presto,
        S.

  12. Marilena says

    Su questo argomento concordo con il marito di Barbara. Anche secondo me se si va in una scuola soltanto per poco tempo non funzionerebbe. Secondo me un mese non e’ abbastanza per poter imparare la lingua se non la si conosce gia’ e sarebbe difficile allacciare delle amicizie per un tempo cosi breve.
    Se invece si fa tutto un anno scolastico allora sarebbe una bella esperienza. Altrimenti ci sarebbe la possibilita’ di fare dei summer camp. Questo per esempio e’ un summer camp in Italia per bambini stranieri
    http://www.aquilone.it/aq_Engl.htm
    E’ un po’ costoso, ma sembrerebbe una bella esperienza.

    • says

      Sono d’accordo. Mia sorella fin da ragazzina ha seguito i Luethi Peterson Camp (http://www.lpcamps.org/) e devo dire che ha imparato l’inglese molto bene, anche se i ragazzi sono di tutto il mondo e il luogo in cui si tiene il camp non è sempre un paese in cui si parla l’inglese.
      Poi facendo un anno in Canada (la 4° superiore) lo ha perfezionato e ora lo parla veramente benissimo (è al 3° anno di università).

  13. p. says

    Come sempre qui ci sono delle idee stimolanti per tutti.
    La “scuola” all’estero io l’ho sperimentata con mio figlio – che ora ha sei anni – quando era molto piccolo.
    Abbiamo infatti organizzato delle vacanze a Innsbruck e durante quei soggioni (molto frequenti, quasi tutti mesi) frequentava un nido locale, per qualche ora al mattino. All’inizio era perplesso ma poi si è ambientato. Ammetto però di aver avuto qualche preoccupazione per l’impatto emotivo di una tale esperienza, la scuola è aggregazione e sicuramente è difficile per un bambino inserirsi a metà di una anno scolastico quanto tutti gli altri hanno già costituito un gruppo. Per questo motivo non ho ripetuto l’esperienza durante la scuola materna. Ora però leggendo Elisabetta mi è tornata la voglia di provare. Semmai con la sorellina che ha quasi cinque anni e potrebbe iniziare la prima elementare a settembre approffittando della sfasatura nel calendario scolastico in Austria o in Germania. L’idea di iniziare l’anno scolastico potrebbe essere vincente, all’inizio nessuno si conosce e potrebbe essere più facile ambientarsi. Poi seguire i riti di inizio anno è sicuramente una esperienza stimolante. Si potrebbe programmare di tornare periodicamente quando ci sono le vacanze in Italia e rinsaldare i rapporti di amicizia con gli altri scolari.
    Certo è più facile con i summer camp, nessuno si conosce all’inizio e hanno una durata limitata, ma sicuramente l’eperienza scolastica arricchisce di più sotto tanti profili non soltanto linguistici.
    Grazie Elisabetta per avermi fatto nuovamente riflettere su questa possibilità
    E grazie a Letizia… a poposito quando vieni a Venezia?… potresti approfittarne durante i Kids Day al museo Guggehneim sono tenuti da madrelingua inglese e sono divertentissimi!!!

  14. Silvia says

    Gentili amici, seguo già da qualche tempo con attenzione tutti i commenti relativi ad esperienze linguistiche all’estero. Io ho due bambini di 10 e 6 anni. Mio marito lavora a Londra e rientra per una settimana al mese. Non me la sento di trasferirmi in via definitiva prima di tutto perché dovrei lasciare il mio lavoro (mi occupo di un’azienda tessile) e poi perché vorrei che i miei bambini non perdessero il patrimonio linguistico che hanno e potrebbero acquisire nella loro lingua madre (sono già grandini, ormai). Io penso cioè che sia fondamentale per la comprensione e l’elaborazione dei concetti più complessi possedere bene una lingua cui affiancare altra o altre per accedere al mondo meraviglioso delle diverse culture. Detto questo, sulla scorta delle vostre esperienze, può aver senso far frequentare ai bambini una scuola inglese per i mesi di maggio giugno luglio (così da non perdere l’anno scolastico in Italia)? Questo per consentire loro una preparazione tale da poter frequentare poi le superiori in Inghilterra. Inoltre quale tipo di scuola scegliere? Vi ringrazio anticipatamente per i commenti o i racconti di vostre esperienze personali che vorrete indirizzarmi.
    Silvia

    • Elisabetta C. says

      Ciao Silvia,
      Secondo me può avere senso eccome! Tra l’altro la scuola inglese finisce un mese dopo la nostra, ossia verso metà luglio. E poi, una volta trovata la scuola giusta l’esperienza si può ripetere ogni anno. Purtroppo non saprei consigliarti quale scuola provare. In una scuola privata può essere più facile che in una pubblica. Comincia a cercare le scuole del quartiere dove vive tuo marito quando è a Londra. Per la ricerca puoi iniziare dal sito dell’OFSTED, che le controlla tutte.
      Facci sapere cosa trovi
      Elisabetta C.

      • Silvia says

        Grazieeee! Sei stata gentilissima! Ho letto ora i tuoi consigli e non mancherò di seguirli. Intanto attivo mio marito sul campo. Certamente mi farà piacere condividere la mia esperienza con voi. Grazie ancora e a presto!
        Silvia

  15. Alessia says

    Ciao, sono Alessia e ho un sogno nel cassetto: fare un periodo di lavoro all’estero (il mio lavoro lo prevede) e portare con me mio figlio che finisce quest’anno la terza elementare.
    Per lavoro le possibilità sono di scegliere tra moltissime città del mondo, io avrei scelto Toronto, Vancouver in Canada, o Galway in Irlanda o, più difficilmente Auckland o Wellington in Nuova Zelanda. Io prima di contattare le persone con cui mi proporrò di collaborare devo sapere se a livello economico, sia a livello di possibilità di mandare a scuola un mese mio figlio sia meglio una o l’altra città.
    Ti volevo chiedere secondo te da dove devo partire… Le scuole italiane permettono di fare periodi all’estero sotto quali regolamenti? E dove posso trovare informazioni sul costo della vita straniero e informazioni su come funziona la frequentazione di una scuola elementare all’estero? Il costo della vita mi interessa in particolare perchè avrò sicuro bisogno di un dopo scuola che mi aiuti con mio figlio nel caso la scuola finisca prima della fine del mio orario di lavoro, dovrò anche capire se i servizi di doposcuola sono solo per residenti… Volevo chiederti quindi a chi devo rivolgermi e in che ordine secondo te? Scuola italiana, ambasciata del paese in Italia e scuola estera?
    Ti ringrazio molto!!
    Alessia

  16. says

    Ciao Alessia,
    in generale, per farsi la vita semplice, un periodo inferiore ai 3 mesi consente di reinserirsi senza fare trafile burocratiche…
    Comunque io partirei con il mandare un bel quesito al MIUR, magari attraverso l’URP del MIUR. Certamente ci si può reinserire nella scuola italiana: lo consentono anche ai minori figli di extracomunitari senza permesso di soggiorno, dunque tanto più a figli di cittadini italiani. Però un anno all’estero significa probabilmente dovers presentare titoli esteri con traduzione giurata o sostnere un esamino da privatista (non sono sicura). In rete ho trovato questo:
    http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/getOM?idfileentry=52246

    Quanto al costo della vita prima devi decidere dove! Per Toronto c’è un bel portale sulle scuole qui
    http://www.tdsb.on.ca/

    Qui puoi stimare il costo della vita:
    http://www.expatistan.com/cost-of-living/toronto

    Queste alcune prima risposte, ciao
    Elisabetta http://www.educazioneglobale.com

    • Alessia says

      Grazie per le informazioni! Non supererei il mese perché il mio lavoro prevede un mese all’estero e non di più… farò come mi hai detto e si vedrà! Grazie ancora!,
      Alessia

  17. Federica says

    Ciao,
    vi scrivo perche’ anche io sto organizzando un viaggio a Londra di un mese per mio figlio che ha solo 2 anni e che stiamo provando a crescere bilingue italiano-inglese.
    Per ora su di lui, credo si sta delineando il bilinguismo passivo, perche’ risponde e sembra capire cio’ che gli viene proposto in inglese, ma si ostina a parlare e a rispondere solo in italiano.
    Per questo viaggio pero’ stanno arrivando un po’ di dubbi. Prima perche’ l’idea risulta “pazza” ai piu’, inoltre perche’ temo che il bambino possa sentirsi spaesato e poi per una questione di natura molto piu’ razionale. Stiamo facendo un investimento economico notevolmente elevato, che probabilmente non potremo ripetere nei prossimi anni. E allora mi chiedo se tutto questo ha davvero un senso…???!!!
    Pensate che stia facendo una cosa vana?

    Avevamo anche pensato di rivolgerci alle tante attivita’ gratuite che si trovano in zona, come quelle nelle Biblioteche locali, ma facendo un programma di massima, per fare 3-4 ore di inglese al giorno dovremmo girovagare parecchio da un posto all’altro e per come conosco mio figlio, questo si’ che potrebbe essere motivo di stress.
    Altri campus estivi (gratuiti o quasi) che ho trovato sono rivolte solo a bambini piu’ grandi.

    A volte mi dico: “ma si, vedrai, i bambini hanno risorse che noi non immaginiamo nemmeno”, e poi torno a pensare che invece possa incontrare delle difficolta’, dato che sembra capire, ma ancora non si esprime in inglese.

    Vorrei ringraziare Letizia per il suo lavoro, perche’ nei momenti di sconforto, quando le cose sembrano non funzionare, quando gli occhi della gente che ti sente parlare in inglese a tuo figlio ti scrutano con fastidio, quando anche i familiari piu’ vicini non apprezzano e insistono a dire che stai sbagliando, io vengo qui e ritrovo la carica per andare avanti.

    Grazie.

    • Federica says

      Aggiungo che abbiamo iscritto il bambino ad un asilo locale per 4 ore la mattina, incontrando non poche difficolta’ a trovarne uno disposto ad iscrivere un bambino solo per un mese, ma nonostante tutto per ora sembra la strada migliore.

  18. Vittoria says

    Ciao dato l’argomento dell’articolo ho pensato di commentare per chiedervi un consiglio.. Io devo fare il quinto anno di liceo e l’anno scorso sono stata 4 mesi in inghilterra.. In realtà, però sarei voluta andare in America così mi chiedo se c’è una vaga possibilità che io possa passare anche solo un mese in una scuola americana.. Aiutatemi se potete!:) grazie!!

  19. Gabriella says

    ciao Federica, ti capisco benissimo!
    ho una bimba di 3 anni e un bimbo di un anno. Lei ha iniziato una scuola dell’infanzia internazionale privata (tutta in inglese, italiano solo il primo mese), e in pochi tra amici e familiari mi appoggiano.
    sto cercando di organizzare un soggiorno in Inghilterra, ma non è facile.
    non credo che 2 anni siano pochi, ed è vero che i bambini hanno risorse inaspettate e grande capacità di adattamento, ma (scusa se mi permetto) perchè tanta fretta? se non sei sicura di poter ripetere l’investimento economico anche nei prossimi anni, non sarebbe meglio aspettare l’anno prossimo, così magari può accedere a più attività gratuite, e magari avrà iniziato a parlarlo anche l’inglese oltre che a capirlo…

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