Ole Chiudigliocchi, la storia delle storie di Andersen

L’autrice di questo post è Eva.

C’era una volta un piccolo paese alle porte della Scandinavia, un paese noto per le fiabe, il design e il LEGO, dove perfino le banche hanno l’angolo gioco per i bambini… ed eccomi qui, con il mio background familiare italo-danese, ad inaugurare una serie di post per BpG in cui parleremo di Danimarca (in particolare) e di Scandinavia (in generale).

Decidere il tema di questo post non è stato affatto semplice. Di cosa avrei dovuto parlare, di libri, personaggi, canzoni, filastrocche? Oppure di scuole, parchi gioco, musei e biblioteche per bambini? Forse con il tempo avrò modo di parlare un po’ di tutte queste cose, ma adesso ho solo un post a disposizione. Il fatto è che la “cultura dell’infanzia” (se mi passate questa espressione) non è una cosa che si improvvisa, ma si costruisce nel lungo termine… e così alla fine ho deciso di risalire un po’ indietro nel tempo e dedicare questo post al celebre autore di fiabe Hans Christian Andersen.

Alcuni dicono che sia il personaggio danese più famoso al mondo, di certo il suo nome e la sua opera vanno molto al di là del suo piccolo paese. Non starò certo qui a sciorinarvi la biografia dell’autore, quella potete cercarvela da soli su un’enciclopedia, se vi interessa. Vorrei piuttosto far parlare lui, quell’uomo geniale e complessato che era capace di ricavare storie da qualunque oggetto della vita quotidiana, dando vita ad aghi da rammendo, soldatini di stagno e porcellini salvadanaio… per questo ho deciso di raccontarvi una storia e ho scelto una fiaba molto popolare in madrepatria, ma poco conosciuta in Italia, quella che parla di uno strano folletto di nome Ole Chiudigliocchi (in Danese Ole Lukøje):

In tutto il mondo non c’è nessuno che sappia tante storie quante ne sa Ole Chiudigliocchi. E come le sa raccontare! Verso sera, … arriva Ole Chiudigliocchi, sale le scale silenziosamente, perché cammina senza scarpe, apre lentamente la porta e plaff! spruzza un po’ di latte negli occhietti dei bambini, poco, poco, ma comunque abbastanza perché loro non riescano più a tenere gli occhi aperti… Quando i bambini finalmente dormono, Ole Chiudigliocchi si siede sul loro letto; ha un bel vestito, … tiene sotto le braccia due ombrelli, uno pieno di figure, e lo apre sopra i bambini buoni che così sognano per tutta la notte le storie più belle, l’altro invece non ha niente e viene aperto sui bambini cattivi che così dormono in modo strano e quando si svegliano la mattina, non hanno sognato niente.

…e così continuando, Ole va a trovare ogni sera per una settimana un bambino di nome Hjalmar, e fanno insieme mille avventure. Come una Mary Poppins ante litteram, Ole trasforma la cameretta di Hjalmar in un giardino, poi lo porta a spasso dentro un quadro e lo fa partecipare al banchetto di nozze dei topolini che vivono sotto la dispensa… ma attenzione: come tutte le vere fiabe, anche quella di Ole Chiudigliocchi ha un “lato oscuro” e serve a raccontare la vita in tutti i suoi aspetti. Infatti Ole ha un fratello con il suo stesso nome, che chiamano anche Morte, e che conosce solo due storie, una straordinaria e bellissima e l’altra terribile e spaventosa. Quell’altro Ole, che incontreremo solo una volta alla fine del nostro viaggio, non è un orrendo scheletro come si vede nei libri e nei quadri, ma un elegante raccontastorie di cui non c’è da avere paura.

Ole Chiudigliocchi è un personaggio che fa parte dell’immaginario di ogni bambino e adulto danese. Ovunque, dai libri illustrati alle posate per bambini, si può incontrare la sua inconfondibile figura dotata di berretto, ombrello e siringa per spruzzare latte sugli occhi. C’è anche una famosa e dolcissima ninnananna di fine Ottocento, Den lille Ole med paraplyen, ispirata al “piccolo Ole con l’ombrello”. Qui ne trovate una versione strumentale con testo danese.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=k9xLV-KIRxI[/youtube]

Per chi avesse voglia di leggere questa ed altre fiabe di Andersen, vi segnalo la versione originale danese sul sito della Biblioteca Reale di Copenaghen, la traduzione inglese sul sito del Project Gutenberg e la prima edizione integrale italiana delle 156 fiabe: Hans Christian Andersen, Fiabe e storie, tradotta e curata da Bruno Berni, introduzione di Vincenzo Cerami, Donzelli, Roma 2001.

E adesso che anche voi conoscete Ole Chiudigliocchi, potrete aspettarlo quando viene sera e prepararvi ad ascoltare le sue fantastiche storie!

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Comments

  1. Bilingue Per Gioco says

    Curiosità, cercando online pare che Ole venga associato alla figura del Sandman o Sandmaennchen, famosissimo cartone animato tedesco che invece io conosco dai tempi del mio soggiorno Berlinese (non lo guardavo io, ma la figlia di un collega che me ne parlava): http://www.sandmaennchen.de/

    A voi risulta che sia lo stesso personaggio? o incarnazioni diverse di una stessa figura popolare della tradizione nordica?
    L.

  2. Agnese says

    Conoscevo questa fiaba tramite una serie di cartoni realizzati sulle fiabe di Andersen… qui la versione in lingua ungherese: Az álom manó, per chi ne fosse interessato.

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