winter bug… splatter post…

Winter bug… Carino questo nome no? sembra il nome di un gioco, di un passatempo divertente nel periodo autunnale… E invece no! E’ anche facile da tradurre, no?! Tuttavia (io odiavo i tuttavia quand’ ero a scuola, non presagivano mai un lieto fine…) questo/a winter bug non è un gioco di squadra che vi andrebbe di fare un pomeriggio piovoso chiusi in casa, tanto meno un passatempo ricreativo in cui misurare le vostre conoscenze… Il/la winter bug è qualcosa che vi auguro i vostri figli non arrivino a conoscere…(permettetemi un po’ di suspance, siamo vicini ad Halloween)…

Attenzione, sconsiglio la lettura del seguente articolo alle persone “deboli di stomaco”…

Come ogni sera stavo cercando di incoraggiare il mio piccolo cucciolo a mangiare da solo, ma notandolo un po svogliato avevo deciso di velocizzare la cosa con la mitica seconda forchetta… Finita la cena faccio scendere Armand dall’ highchair, ripongo il suddetto e, neanche il tempo di capire bene la dinamica, mi giro e vedo il mio cucciolo che spalanca la bocca e rigetta tutta la cena nel mezzo della living room… Un po’ in agitazione (l’odore terribile e lui che piangeva non aiutavano molto a tenermi calma!) lo abbraccio (ho dato la priorità all’amore, ma me ne sono un po’ pentita poi, quando mi son ritrovata pezzi di filetto di pesce tra i capelli…), cerco di calmarlo e piano piano lo spoglio, lo lavo, lo rivesto e vado a pulire in salotto…

Tutto sembra quiet, ma dopo mezz’oretta Armand ricomincia improvvisamente a piangere, lo abbraccio e lui ricambia con un’altra gettata: cereali, il pranzo che gli aveva preparato amorevolmente daddy… Al che la mia agitazione sale.  Armand smette quasi subito di piangere, come sollevato dall’aver “espulso” il malessere… Io, intanto, ricomincio la solfa di prima, ma stavolta mi devo cambiare pure io completamente e, soprattutto, al filetto di pesce nei capelli (haddock per chi vuol sapere) aggiungo pure qualche lenticchia… A quel punto non sapevo cosa fare, volevo chiamare Enrico al lavoro e farlo rincasare (ma poi mi dice che sono la solita apprensiva!), quindi ho optato per l’aspettare e vedere se Armand dava altri segni di “squilibrio”… Non ho dovuto aspettare molto… Alla terza volta il mio piccolo non aveva quasi più nulla da tirar fuori dallo stomachino, il suo corpo ha comunque insistito, risultando in un piccolo getto di succhi gastrici (così ho pure aggiunto il gravy a pesce e lenticchie..) sudori freddi e guancette color muro..

Quindi: chiamata ai rinforzi, corsa in cab all’ospedale, pargolo appeso come un koala mentre il dottore cerca di visitarlo..

Diagnosi? Winter bug !!!!  ovvero un tipo di influenza intestinale (completa di diarrea e febbre se non sei tra i fortunati che si beccano la forma leggera) che l’anno scorso ha colpito 3milioni di persone qui intorno… Per i bimbi può essere pericolosa per via della disidratazione, visto che rifiutano anche l’acqua… Ma per noi il tutto si è risolto con tanta pazienza, tante coccole e (unico alimento che Armand non rifiutava) tanto latte della mamma (per fortuna dopo 22mesi sto ancora allattando!).

Lucky me I am still breastfeeding!

L’autrice di qesto post è Giada, che cura la rubrica Mamma a Londra

Immagine: Charlie and Lola, I’m really ever so not well, su amazon.it e amazon.uk

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