Le ballon de Zébulon, Libro in Francese

Sono sempre molto impressionata dall’intelligenza e dalla bellezza di “album” come quello di Alice Brière- Haquet e Olivier Philipponneau .

“Le ballon de Zébulon” è un libro sicuramente di grande merito per molte ragioni.

Procediamo con ordine.

La trama si sviluppa partendo da un punto, o meglio,  da un colore che diventa protagonista :  si tratta della storia del piccolo Zébulon che, nel cuore della notte, ha perso il suo caro palloncino rosso trovandosi sperduto e solo nel bosco.

La paura, la tristezza e l’alienazione, tuttavia, non durano molto perché la perdita crea occasione,

anzi, per dirla correttamente

un de perdu dix des retrouvés

ed è così che, gira e rigira, Zébulon scoraggiato si trova a fare i conti :

1 pallone perso  in cambio di 10 amici trovati,

si potrebbe chiedere di meglio?

Indubbiamente, il racconto strizza l’occhio all’universo emotivo dei bambini.

Come accennato, la bellezza, però, non ha a che fare solo con la storia,

lo stesso libro-materiale è interessante : ci troviamo in mano un testo scritto  “gravure sur bois” ossia una (antica) tecnica di stampa che prevede l’utilizzo di una matrice in legno scolpita in altorilievo, un’esperienza gradevole per il tatto stesso;

la copertina, poi, è cartonata e rilegata in tessuto e le pagine hanno una consistenza tale da permettere la manipolazione ad ogni età.

E non è tutto.

Questa precisa scelta “tecnica” è, a sua volta, valorizzata ulteriormente dall’impiego suggestivo di soli tre colori : il rosso, il nero e il bianco.

Insomma, il libro è da vivere tramite il filo delle parole e quello dei sensi.

Avrei ancora molto, molto, molto da aggiungere in veste di mamma e/o appassionata lettrice,

ma preferisco che la nota di chiusura tenga in considerazione gli aspetti che più piacciono ai piccoli grandi destinatari!

Anche in questo libro non manca la componente curiosa e avvincente legata ai “cache-cache” grazie ai quali il bambino è portato a domandarsi

“…è lui quello che vedo? E’ il pallone che si nasconde là?”

la suspence, anche metrica, si scioglie toccando un piccolo abisso di scoraggiamento,

ma è breve,

subito una comptine (che si ripete per tutto il testo) si predispone per il piccolo lettore come base emozionale dolce e rassicurante :

Petit Zébulon, arrête de pleurer, ton ballon, on va le chercher. Un de perdu, dix de retrouvés ! ”

e via (sempre anche metricamente) travolti da un vortice di attesa, fiducia e allegria nel proseguimento di questa avventurosa ricerca.

In sostanza, questo Zébulon che dans la nuit il se sent petit petit

non può che esser simpatico ai nostri piccoli così presi dalle esperienze di vita

da sentirsi, a volte, piccoli piccoli  lontano –il tempo della scuola o di una spesa, o di… – dai loro sostegni (la mamma, il papà, il doudou, la casa,..)

ma che, allo stesso tempo, stanno imparando come ogni situazione (anche di sconforto) si possa trasformare in un’occasione importante, proprio come la conoscenza di nuovi amici

[il che, poi, non è un dolce ripasso anche per noi?].

Posso parlare nuovamente in veste di lettrice?

Questo è uno di quegli acquisti che mi hanno spinta a pensare “è proprio vero, un bel libro è un bel libro” a prescindere dalla conoscenza della lingua o dall’interesse che si ha per essa!

Per saperne di più, vi segnalo anche il sito dell’ autore illustratore Philipponneau

Immagine: Le ballon de Zébulon di Alice Brière-Haquet & Olivier Philipponneau,  acquistabile su amazon.it , amazon.fr

e amazon.co.uk

L’autrice di questo post è Marika

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