Natale itañolo (e Capodanno, e l’Epifania e tutto il resto)

Quest’anno per motivi familiari siamo rimasti a Roma. Natale, Capodanno ed Epifania a Roma. Uh, molto italiano, mi sono detta. Come farò a far trascorrere una vacanza natalizia bilingue ai miei teppisti itagnoli? Ci vuole organizzazione, un pizzico di immaginazione e l’aiuto della rete.

Il natale itagnolo comincia l’8 dicembre e finisce il 6 gennaio. Vediamo dunque un po’ il nostro navidario (calendario de navidad):

L’8 dicembre si fa l’albero di natale. Non proprio una tradizione mediterranea, ma sì diffusa e consolidata, quindi perché no? Le tradizioni nascono (anche) così. E poi è divertentissimo fare l’albero di natale tutti insieme (con gli addobbi rimasti, ché tra gatta e bimbi… only the strong survive!). Più o meno alla fine era rimasto così:

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=nn2h3_aH3vo&ob=av3e[/youtube]

Poi abbiamo anche deciso di fare un piccolo presepe, ma fatto da noi! Così abbiamo tagliato il presepe, fatto in cartone rigido, l’abbiamo foderato con una bellissima carta gialla. Poi abbiamo fatto il disegno dello sfondo su un foglio che poi loro hanno colorato e incollato sul presepe. Arrivato il momento delle figure, io propendevo per altri disegni da incollare poi sul cartone, e poi ritagliare le sagome, ma mia figlia ha pensato bene di usare Burrito (in Italia, Ih-Oh) e Winnie the Pooh come asinello e bue. Le figure del bambin Gesù, di Maria e di Giuseppe sono state fatte come dicevamo noi, anche perché usare Noddy, Manny Manitas (Handy Manny) e Goofy Baby (Pippo Bebè) ci pareva un po’ troppo. Abbiamo negoziato, insomma. La sera prima dell’epifania (vigilia de Reyes), come d’abitudine, si aggiungeranno i tre re magi.

È anche giunto il momento del tormentone infantile natalizio per eccellenza: i villancicos! Che a me piacciono, eh! Ma qui, da lontano, con il sano distacco transculturale che un po’ di chilometri danno. Perché quando sei lì, nel bel mezzo della tempesta villanciquera, e te li propinano a colazione, pranzo e cena, nei negozi, nei bar, per strada, dai vicini, a Cortylandia (chi sa, sa!) e persino dal dottore (davvero, mi è capitato!) per una mesata abbondante, allora inizi ad andare un tantinello in indigestione (alla faccia dei cenoni vari). Cori e cori di bambini con vocine squillanti che cantano da tempi immemorabili le stesse canzoni, che tutti gli anni se la prendono con il povero asinello che non si sbriga, che amano guardare i pesci che bevono nel fiume e che sanno contare solo fino a tre campane (ma insomma, gli anni passano e loro sempre a tre rimangono). Un tuffo nella propria infanzia e a volte anche un tuffo dal decimo piano, se non la smettono.

Ma tu stai crescendo piccoli itagnoli, non possono mica crescere senza conoscere i villancicos! E allora vai, rave party non stop fino al 6 gennaio! Ma la buona notizia è che non sei circondata da villancicos, quindi te li puoi anche gestire (e godere). Non pare vero, ma è così! Un natale con villancicos a richiesta, come l’allattamento. Adesso cominciamo a ragionare.

La wikipedia dice:

Il villancico è un genere musicale sorto in Spagna e Portogallo alla fine del XV secolo che fu in auge durante il Rinascimento e il primo barocco, oltre che nella Penisola Iberica, anche nelle colonie del Nuovo Mondo. Il significato odierno del termine in lingua castigliana equivale a canto popolare natalizio.

Se leggete la voce sui villancicos della wikipedia vedrete che non hanno niente a che vedere con quella roba che ci propinano oggigiorno! Però passiamo al dunque: a noi interessano le canzoni da fare conoscere ai nostri bambini.

Ci sono i villancicos generali e i villancicos specifici. I primi sono riferiti a tutto il periodo natalizio; i secondi, a un giorno specifico (di solito la nochebuena).

Tra quelli generali ci sono:

Campana sobre campana

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=E1Uw1yQFhNI&ob=av2n[/youtube]

Qui il testo.

Conversazione tra me e mia figlia:

“Mami, ¿por qué solo hasta tres?”

“Porque el villancico es así, mi amor”

“Yo quiero más campanas”.

“Bueno vale. Lo intento:

Campana sobre campana y sobre campana cuatro

Ásomate a la ventana, que te voy a tirar un zapato.

[Risate della bimba]

Campana sobre campana y sobre campana cinco

Ásomate a la ventana, que te voy a asustar con un brinco.

[Risate della bimba]

Campana sobre campana y sobre campana seis

Ásomate a la ventana, que te voy a manchar el jersey

[Risate della bimba]

Campana sobre campana y sobre campana siete

Asomate a la ventana, que te voy a pellizcar el cachete

[Non sa se ridere o stranirsi]

Campana sobre campana y sobre campana ocho

Ásomate a la ventana, que me voy a comer tu bizcocho

[Non sa se ridere o rimanerci male]

Campana sobre campana y sobre campana nueve

Ásomate a la ventana, ya verás que fuera llueve

[Non apprezza]

Campana sobre campana y sobre campana diez

Ásomate a la ventana, que te voy a tirar un pez.

[Momento di pathos]

“Pobre pez, mami. ¡Se muere!”.

“Bueno, te lo tiro con pecera y todo”.

“Aaaaay”

 

Los peces en el río

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Bi2-QInguWk[/youtube]

Qui il testo.

Che poi, dico io, che hanno da guardare tutti gli anni a questi poveri pesci? E che c’entreranno i pesci che bevono nel fiume con la madonna che si pettina tra le tende? (Perché davanti allo specchio era scomodo, vero?) Ecco, io già sto facendo lo sforzo, ma voi pure vi ci mettete, con questi testi!

“Mami, ¿quién es la virgen?” [Ditemi che la prossima domanda non sarà “¿qué es la virgen?”. Non sono ancora pronta!]

“Es la madre de Jesús”

“Mami, ¿qué es… [ecco lo sapevo] peinarse entre cortina y cortina?

[Uff, pericolo scampato] “Bueno, es ponerse al lado de la ventana con el espejo para peinarse porque hay más luz.”

“Ah, hay más luz…”

 

Arre borriquito arre

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=dopv9mp3Ir4[/youtube]

Il testo qui.

Se questo non è incitazione al teppismo:

“En la puerta de mi casa voy a poner un petardo,
pa’ reírme del que venga a pedir el aguinaldo. […]”

“Mami, ¿en la puerta se pueden poner petardos?”

“No, cariño, los petardos no se ponen en ningún sitio, está muy mal usar los petardos”

“Pero el nene lo pone…”

“El nene es un gamberrillo, ¡ya verás qué broncas de sus padres!”

“Mami, ¡quiero oír otra vez el icico [villancico, ndt] del nene gamberro!”

 

Poi ci sono anche i villancicos specifici, per una giornata speciale del Natale. Come questo, per la notte della vigilia (nochebuena):

 

Ande, ande, ande la marimorena

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=AnHivek-ztE[/youtube]

Qui il testo.

“Mami, ¿quién es la marimorena? ¿Y dónde va?

[Sudori, brividi sulla schiena. Ecco, se le dico che marimorena significa putiferio, disordine, baraonda, schiamazzo, si sentirà legittimata a mettermi la casa in soqquadro, tanto oggi è Nochebuena e tutto è lecito (voi non la conoscete, non mi guardate così!) Mumble mumble, cosa dire?]

“Bueno, marimorena, es… sí, ya sabes, pasárselo bien todos juntos. Una especie de fiesta, pero no exactamente igual”.

“¿Una fiesta cómo?”

“Bueno, sí, esto… Es como cuando nos lo pasamos tan bien jugando que la casa se desordena un poquito, y gritamos un poquito, pero solo un poquito”.

“¿Solo un poquito? ¿Así?”

[Urlo da Attila, volo sul baule dei giocattoli e il resto è storia. Ecco lo sapevo. Ma d’altronde, che fai, tu paladina del bilinguismo? Non gliela puoi mica spiegare male la parola, no? Ben ti sta!]

C’è anche il villancico per il giorno dell’epifania, el día de Reyes:

Ya vienen los Reyes

Qui il testo.

“Mami, ¿qué quiere decir cargaditos de juguetes?

“¡Significa que los camellos traen muchos regalos para los nenes!”

“Me gustan los camellos”

“Cariño, esto no lo digas en España”

“¿…?”

“No, nada, tonterías de mami”

 

Ok, abbiamo imparato per bene, in queste due settimane prenatalizie, alcuni villancicos, e ora siamo già quasi arrivati a Natale. Che si fa il giorno della vigilia in una casa spagnola? Si cantano villancicos. (Nooooo basta). Le tradizioni gastronomiche sono molto simili a quelle italiane: pietanze sfiziose, dolci, vini. Si prepara una cena in famiglia per la vigilia e un pranzo il giorno dopo. Il pranzo di Natale italiano ha un peso significativamente maggiore. La mia esperienza mi dice che in Italia il giorno di natale la gente mangia di più, ma è un’esperienza ridotta la mia, perché non è che vado nelle case altrui il giorno di Natale. Sarei curiosa di sentire la vostra. La tradizione del solo pesce per la vigilia e carne per il natale non è sempre rispettata in Spagna.

I dolci natalizi spagnoli sono delle vere leccornie: mazapanes (marzapani, anche se non proprio uguali), mantecados e polvorones (dolcetti fatti con lo strutto o con l’olio d’oliva, cannella, spezie, mandorle, cotti al forno), peladillas (mandorle ricoperte di glassa di zucchero, talvolta anche di uovo e miele, simili ai confetti), turrones (duro de Alicante o blando de Jijona, di mandorla e miele e talvolta anche bianco d’uovo). Negli ultimi anni l’industria ha fatto sfoggio di una grande immaginazione… Personalmente non apprezzo la maggior parte di questi nuovi dolciumi, ma io non sono particolarmente ghiotta di dolci. Non particolarmente. Ma potrei fare cose pazze per gli alfajores. Una bomba, eh, una bomba. Ma quanto sono buoni?? La tradizione pasticciera di Al Andalus (che stava a significare “feudi gottici”) traspare nella repostería navideña dalle mie parti (Andalusia).

Non mi sono scordata de las doce uvas con las últimas doce campanadas en Nochevieja (Capodanno)! La conoscete la tradizione, vero? Si mangia un chicco d’uva per ogni rintocco degli ultimi dodici scoccati dall’orologio della Plaza del Sol madrilena. A ogni chicco corrisponde un desiderio (e vista la velocità, conviene che ci pensiate prima!). C’è chi spella i chicchi, chi leva i semini, chi addirittura mangia l’uvetta. L’importante è farlo in compagnia, perché le risate sono garantite!

Dicevo che le tradizioni gastronomiche sono simili in Italia e in Spagna. Da noi c’è però un pasto, fondamentale, che in Italia non c’è: la merienda de Reyes. Ed è importantissimo per gli itañoles perché è il pasto per eccellenza dei bambini! La merienda de Reyes non sarebbe niente senza il Roscón de Reyes. Questa è la mia parte preferita del natale! Il Roscón è un ciambellone enorme coronato da canditi, mandorle, a volte cioccolata. Al suo interno, prima della cottura, viene messa una fava cruda (o un fagiolo, o un cece, addirittura in quelli confezionati si trovano figurine). C’è un divertentissimo gioco collegato al Roscón che non è comune in tutta la Spagna, ma che è parte della mia infanzia e perciò condivido volentieri con voi:

Il giorno dell’epifania, 6 gennaio, ai bambini della famiglia (fratellini e sorelline, cuginetti, etc, ma anche amichetti, vicini) viene servita la merenda. Di solito è cioccolato caldo da bere e roscón de reyes da mangiare. Il roscón va tagliato in porzioni, esattamente per quanti bambini ci sono. Il roscón non deve essere troppo grande, quindi, se sono in pochi. In questo modo siamo sicuri che il fagiolo (fava, cece, è uguale) capiti a qualcuno. Chi troverà il fagiolo sarà il Re (o la Regina). Sì, ma che significa?

Prima della merenda i bambini, che hanno portato un regalino all’amico invisibile, si aggiudicano un regalo. Si assegnano numeri ai regali, si mettono poi dei foglietti con gli stessi numeri in una bustina e i bambini con le loro manine pescano il loro numero. Poi scartano i loro regali e se li tengono. Per il momento! Sì, perché il Re (o la Regina) ha il privilegio di poter scambiare il suo regalo con un altro regalo, se gli piace di più! Può anche tenersi il suo regalo originale. Questo è un gioco che non va fatto con bambini troppo piccoli (rischio stranimenti vari altissimo!), ma a quelli più grandicelli insegna a sapere perdere, ad affrontare le sfide, e anche a sapere rinunciare.

Non ci posso credere! Siamo già arrivati alla fine del navidario! Allora non mi resta che augurarvi

¡Feliz Navidad y Próspero Año Nuevo a todos! :-)

 

PS: Avete apprezzato i Parchís? Sì? Allora siete dei veri itañoles!

 

L’autrice di questo post è Carolina, che cura la rubrica Itañoles.

Immagine: un CD di villancicos Che Carolina ha tirato fuori dal cilindro, 3 video qui sopra invece sono tratti da questo CD, trovabile su amazon.es, Villancicos

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Comments

  1. rosaria says

    troppo divertente questo post navidegno!! Io adoro i villancicos…anche se sono alquanto surreali :)
    E’ vero, ci sono tante similitudini nella modalità di festeggiare il Natale in Italia e in Spagna, anche nel cibo (tranne la pasta fresca in brodo o al forno) però boccio senza appello i dolci spagnoli….troppa manteca de cerdo!!! Ma tu lo sai fare il Roscon de reyes? aggiungi un minipost con la ricetta, please.

    • says

      Ma noooo, Rosaria, è vero che tanti dolci sono fatti con lo strutto (manteca de cerdo), ma ci sono i polvorones de aceite de oliva che sono spettacolari, per non parlare del torrone spagnolo (molto più buono, dai :D), i marzapani, gli alfajones, le bolitas de coco (not my cup of tea, ma so che i bambini le adorano) e ovviamente il Roscón de Reyes, che so fare, sì, se Letizia è d’accordo pubblicherò la ricetta la settimana dopo Capodanno e approfondiremo la festa della Merienda de Reyes!

  2. says

    Sempre a scopiazzare questi spagnoli dalle tradizioni francesi…
    E’ la ‘galette des rois’ , altro che il Roscon des reyes, la più buona! Per le pari opportunità, offresi ricetta dello squisito dolce tradizionale dell’Epifania in Francia.

    Bonnes fêtes à tous les bilingues de Bilinguismopergioco and more.
    ciao
    Maria

    ps: l’origine del ‘dolce del re’ risale ai nostri cari antichi Romani che durante i Saturnali, festa che appunto cadeva tra dicembre e gennaio, eleggevano come ‘re del giorno’ lo schiavo che avrebbe trovato la ‘fava’ nel dolce. Affinché la distribuzione delle parti venisse fatta in maniera imparziale, veniva effettuata dal più piccolo partecipante alla festa che si doveva nascondere sotto un tavolo.
    Cosa che avviene ancora oggi nelle famiglie francesi durante le merende del mese di gennaio con la gelette des rois!

    • says

      Eccaallà, mo’ ce scappa ‘a rissa de Natale francospagnola :PPP

      Scherzo! Grazie Maria della precisazione! Sapevo della galette des rois (ho famiglia in Francia, per l’appunto in Alsazia).

      Bonnes fêtes anche a te!

      • says

        Maria, Carolina, mi dispiace ma il Dreikönigskuchen è un‘ invenzione svizzera!
        😀
        Qui viene venduto nelle pasticcerie con una corona di cartoncino dorato, chi trova la ‘‘figurina del re,, viene coronato e comanda per tutto il giorno.

    • Daša says

      chi trovava la fava veniva eletto re per un girono e alla fine della giornata da re il povero cristo veniva brutalmetne ucciso? devo averlo letto da qualche parte…

  3. Arianna says

    Carolina grazie per i villancicos, ne avevo adocchiata una raccolta tempo fa ma mi serviva una guida! Mi piace la tua versione silly symphony de la de las campanas, allegerisce un po’ il contenuto religioso – ché per noi, famiglia con genitori atei e nonne ultradevote, a Natale c’è sempre da fare compromessi…
    ¡felices Fiestas!
    A

    • says

      Grazie, Arianna!

      In realtà quella raccolta dei Parchís l’ho scelta perché mi rimanda alla mia infanzia. Ma si troveranno senz’altro altre raccolte più belle e soprattutto più complete. Ma dal momento che nell’educazione al bilinguismo dei nostri bambini (parlo di genitori di diversa nazionalità) la continuità con le nostre origini e il nostro vissuto è una parte importante, ho pensato che la raccolta dei Parchís, che io stessa avevo a casa, fosse lo spunto migliore. Ho fatto un vero tuffo nel tempo, e senza DeLorean! :-)

  4. Ana María says

    Davvero divertente ed emotivo il tuo post, Carolina! Anch’io sono mamma di una piccola itañola e sono andalusa (di Málaga) Abitiamo in provincia di Varese. Quest’anno, dopo 4 navidades, finalmente mia figlia potrà vivere la Navidad spagnola!!! E soprattutto potrà vedere la “Cabalgata de Reyes” (che lei chiama la “Cabalgada”…) cioè, la sfilata dei Re Magi per le vie della città.

    ¡Feliz Navidad y Próspero Año nuevo a todos!

  5. Sonia says

    Ande, ande, ande, la marimorena, ande ande ande que es la Nochebuena!!!!

    Ma che bel post!!!!! :-) Beh, io sono di parte, perchè mi manca il Natale spagnolo!!!! Allora, i villancicos io invece li adoro!!!! Da piccola con la scuola uscivamo a cantarli per le strade del quartiere, ed era una mattinata troppo divertente!!! Noi è da qualche settimana che li cantiamo, e il “gordito” sembra apprezzarli molto, anzi, ogni tanto li viene una vena “flamenca” che non so da dove esce (visto che i nonni sono castigliani e la mamma è nata a Barcellona….), ma ci manca la “pandereta” (anche se il nonno spagnolo ha provveduto per l’Epifania).
    Da quando sono sposata col mio italiano, ho instaurato la cena di Nochebuena coi suoceri, e quest’anno riuscirò a farci scambiare i regali a mezzanotte, come facevamo coi miei.
    Sul cibo non commento, visto che non sono una brava cuoca, ma vi posso dire che il mio povero padre ancora ricorda con orrore la mostarda servita dai suocerti (lui pensava fosse fruta “en almìbar”, cioè dolce, servita a metà pranzo di Natale, invece è piccantiiiiiissima!!!!!!!).
    Per Capodanno ormai tutti gli amici italiani che festeggiano con noi sanno che dovranno vedermi in ansia 15minuti prima di mezzanotte, a sbucciare i chicchi d’uva e a controllare l’orologio….ma che divertimento c’è altrimenti????
    Invece quest’anno, dopo anni (10?), rivedrò los Reyes Magos!!!!!! Ebbene sì, per l’Epifania saremmo a BArcellona, perchè il mio italianissimo marito ci tiene a vedere la sfilata dei Re Magi, e io non vedo l’ora di vedere il mio piccolino con gli meravigliati davanti alle carrozze! :-)

    Feliz Navidad!! Bon Nadal!! Buon Natale!!

    • says

      Ehi, a me i villancicos non dispiacciono, li cantano anche io a squarciagola. Il problema è l’overdose di villancicos dappertutto!

      Presi così, a piccole dosi, da lontano, mi fanno ritornare bambina tra le braccia di mamma e papà :-)

  6. says

    Anche a me piacciono molto i villancico, ai mie alunni tocca sempre cantarne uno, almeno, nelle recite di Natale e ora avevo bisogno di altri per i prossimi anni, campana sobre campana è stato ripetuto molte volte, quest’anno invece osiamo ancora di più e proviamo a cantare Los reyes magos dalla Misa criolla – Navidad nuestra…(Mercedes Sosa)
    se lo volete sentire su yu tube lo trovate facilmente…
    Entonces que decir mas Feliz Navidad!
    E solo un pensiero rimane
    fra tante scienze strane
    e intorpidite coscienze
    le pagine vuote
    un libro bianco
    per Te, il dono sincero
    l’unico che può essere vero.
    Tu che già sai
    ogni pagina
    col suo disegno
    a suo tempo
    ci ridonerai
    un ponte d’eternità.
    Paolo

  7. Paolo says

    Carolina me puede traducir Changos y Chiñitas (lo so che è più da sudamerica che de España!)

  8. says

    Carolina, tu conosci le origini della tradizione de las uvas? Ho cercato come una matta in rete ma non ho trovato nulla. La mia teoria di antropologa della domenica è che derivi dalle Lenee: le feste dedicate a Bacco nell‘ antica Roma pre-cristiana…

  9. Eva says

    Che bel post Carolina! Due anni fa abbiamo visto la cavalcata dei Re con il nostro piccolo a Barcellona, dove eravamo andati a trovare lo zio… e non ci siamo fatti mancare il Roscón ovviamente! Aspetto la ricetta! :-)

  10. Nicoletta S says

    anche io cresciuta a villancicos li ricordo con affetto. L’anno scorso ne comprai due cd e me li sparo con la piccola che però non mi sembra apprezzi molto!!!! ma io imperterrita insisto!!!
    io adoro i polverones e el turron de quijona!!! quest’anno non ho ricevuto il pacchetto dalla spagna e mi manca tanto!!!

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