Burp! ossia, il Natale all’estero

Natale, famiglia, casa e cibo sono un’associazione di tradizione, sentimento, luogo e sapori pressoche’ inscindibile, fino a che non si prova cosa significa passare Natale all’Estero: necessariamente o la casa non e’ quella con la C maiuscola, ma il posto dove si abita, o la famiglia non e’ quella a cui ci si riferisce abitualmente  ed il cibo esprime altri sapori che rappresentano altri mondi. Solo il Natale rimane lo stesso, anche se tutto diverso.

La prima volta che ho messo un piede nelle Feste all’estero era gia’ il 28 dicembre: dopo aver passato una decina di ore in compagnia di migliaia di persone dentro l’aeroporto di Orio al Serio, mentre la bufera del secolo aveva imposto il blocco dei voli in tutto il Nord Italia, ho volato con un panettone da 4 kg sulle ginocchia, in compagnia di altri 149 passeggeri (e 149 panettoni) per arrivare a casa del mio ragazzo in Polonia: li’ giunta, lui non c’era ma in compenso trovai tutta la famiglia allargata, tutti gli avanzi dei cenoni precedenti e un fratello minore disposto a tradurre in inglese tutte le domande e tutte le risposte. Barattando il mio Panettone con la loro benevolenza, me la sono cavata senza dover assaggiare la temibile carpa in gelatina ma limitandomi alle diverse insalate di aringhe. Quando qualche anno dopo sono arrivata per il 24 dicembre insieme a colui che ormai era gia’ mio marito, pensavo di essere pronta ad affrontare il tutto: quel senso di dolceamaro del Natale diverso perche’ senza i miei genitori, senza cantuccini e vin santo, ma in una  famiglia ed in una casa che ormai conoscevo. La tradizione che trovo piu’ bella del Natale Polacco e’ lo scambio degli auguri  fatto tra i commensali, a due a due, bisbigliando parole di affetto e offrendosi vicendevolmente un pezzetto di Ostia (a Pasqua gli auguri si fanno scambiandosi un pezzetto di uovo sodo). La mia presenza ha diminuito la segretezza dell’operazione perche’ mio marito o uno dei miei cognati deve tradurre gli auguri che ricevo e quelli che offro. Dopo gli auguri, inizia ufficialmente la cena di magro: per stare sul leggero, in tavola ci sono due zuppe (una ai funghi nella quale si aggiunge dei quadratini di pasta e una di barbabietola nella quale si aggiungono dei tortelloni ripieni di funghi: io metto nella zuppa ai funghi i tortelloni e faccio la figura degli americani che grattugiano il parmigiano sulla pasta coi frutti di mare), la carpa sotto gelatina, due insalate di aringhe affumicate e cipolla (una con pomodoro e l’altra con prugna), l’insalata russa, la salsa al rafano, un altro piatto di pesce chiamato alla greca di cui ancora ingnoro i componenti. Tutto in quantita’ industriale! Dopo l’apertura dei regali si taglia la torta e poi via, i giovani di casa vanno alla Pasterka, la messa di mezzanotte che qua e’ la Messa dei Pastori ( che uno sia cattolico o meno, assistere alla Pasterka e’ davvero un’esperienza natalizia: nelle Chiese ci sono grandi abeti pieni di luci e i presepi sono di dimensioni gigantesche.) Tornati a casa mezzi congelati, si aprono le bottiglie di liquore e, di solito, si assalta il frigorifero, tirando fuori salumi e quant’altro. Il 25 si alzano i calici di vino (anche in questo caso la mia partecipazione ha comportato l’introduzione del brindisi con scampanio di bicchieri) e ritornano in tavola le zuppe e le paste e quanto avanzato in aggiunta a tutti i piatti di carne: rollate farcite con cipolle e cetrioli sottaceto, lonza di maiale farcita con prugne e albicocche, pasztet, il pate’ di carne polacco, affettati vari, altra insalata russa, altra salsa al rafano, patate e, sempre introdotta in seguito al mio arrivo, l’insalata verde.  In coda a tutto cio’, almeno a casa di mio marito, quattro torte: mazurka (che sarebbe da fare per Pasqua, ma a loro piace cosi’), sernik (cheesecake), torta di noci, torta al cioccolato,  una pappa dolce di frutta secca, una pastone di frutta secca, pan pepato e birra. Da quando ci sono io, anche il Panettone e’ stato inglobato nella tradizione.

Stamattina pesavo un kilo e mezzo piu’ di ieri.  Domattina non mi pesero’ nemmeno.

E voi, che Natale state digerendo?

Ps, questo e’ il terzo Natale che passo qui ma ancora non ho provato la temibile carpa in gelatina!

 

L’autrice di questo post è Valentina, che cura la rubrica Vita da Expat

Immagine: A polish Christmas Story

 

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Comments

  1. Bilingue Per Gioco says

    Eh eh, per la par condicio sarebbe giusto sapere cosa ne pensa invece tuo marito dei Natali italiani…

    Ma voi avete il menu fisso a Natale? Da noi c’è costante tensione tra due approcci diversi: mio padre vorrebbe sempre le stesse cose, io e mia madre cambieremmo sempre, gli altri si adattano, il risultato è un misto di innovazione e tradizione…

    L.

  2. says

    Valentina, dimmi la verità, non vai pazza per i piatti natalizi polacchi, eh?:) A me non piace il modo sommesso in cui i polacchi festeggiano il natale, ma in compenso adoro tutti i piatti (tranne la pasta con il papavero dolce) e in particolare le aringhe! Durante il mio primo Natale polacco ho mangiato pure le aringhe dell'”ospite inaspettatto”. Infatti, tradizione vuole che a tavola venga aggiunto anche un posto per un eventuale ospite di passaggio. Ma la cosa più bella del natale polacco sono certamente le “Koledy” , ovvero i canti, e i miei preferiti sono 1) http://www.youtube.com/watch?v=3bGVksZa8SY e 2) http://www.youtube.com/watch?v=aUANuD_m0Y0 Come sai, invece, gli auguri polacchi mi fanno arrabbiare: troppo lunghi e personalizzati! Io preferisco un sorriso e una stretta di mano:)

    • Orietta says

      Io e’ da 6 anni che passo il natale in Polonia e nonostante sono riuscita a ridimensionare le portate a tavola (quest’anno addirittura senza carpa in gelatina!!), alla fine delle feste mi trovo talmente nauseata da tutto, in particolare dai dolci e da quelle “fantastiche” insalate “leggere” che non vedo l’ora che tutto passi il piu’ in fretta possibile. A parte la cucina troppo ricca e i troppi regali e i troppo lunghi auguri il resto e’ molto romantico e bello. Fortunamente dopo il Natale vado a rifugiarmi nelle montagne italiane e subito mi riprendo dal trauma.

  3. Donatella says

    la carpa in gelatina ha shoccato anche me!! Anche per me, barszcz e buraczki a volonta’, qualche aringa e tante patate. Graziana – io ho trovato il giusto mezzo: loro bisbigliano e io gli sorrido :)

  4. Kasia (Isadora ;-)) says

    Oh, Valentina. Mi hai fatto tornare a casa :-)
    PS. carpa in gelatina non la mangio nemmeno io 😉

    • Bilingue Per Gioco says

      E così piano piano, scopriamo di avere una piccola comunità polacca tra noi, bisognava tirar fuori la carpa per farla uscire allo scoperto!
      L.

  5. Agnese says

    Quest’anno non c’eravano (storia lunga), ma spesso il Natale lo passiamo in Ungheria.
    Ecco, io sono totalmente innamorata del modo di festeggiare il Natale degli Ungheresi.
    Festeggiano la sera del 24, una cena che raccoglie tutta la famiglia e che segue la “manifestazione” dell’albero di Natale (preparato la mattina del 24 dicembre, in gran segreto per fare una splendida sorpresa ai bambini di casa) e lo scambio di auguri e regali. Alla “manifestazione” dell’albero si cantano canti natalizi tutti insieme, l’atmosfera e’ davvero magica e ancora piu’ bello e’ vedere lo stupore sulle facce dei bambini di fronte a cotanta meraviglia…
    La cena di Natale ha piatti tradizionali (di cui non sono sicura di ricordarmi i nomi! ma sono buonissimi) e soprattutto non si mangia carne ma pesce.
    Dimenticavo, in Ungheria come in Germania e Austria e’ solito preparare biscotti e dolci fatti in casa, per cui durante tutto l’avvento mamme e nonne sfornano una quantita’ impressionante di dolcetti natalizi (deliziosi).
    Inoltre, l’Ungheria e gli Ungheresi sono splendidi, cosi’ pure Budapest!
    Buon Natale a tutti voi!

  6. says

    Nun me di gnente, anche in Italia per fortuna da noi la wigilja e’ sempe stata alla polacca, e alla faccia di chi non appreza, io non vorrei nient’ altro. soprttutto se la paragono ai natali olandesi dai mie suoceri dove giusto la presenza dell’ albero chiarisce che non e un normale weekend di festa, ma proprio una roba trdizionale.
    ecco, non sapevo di questo backgound comune e della comunita’ polacca, per quanto mi rigurda le tradizioni natalizie vengon o passate soprattutto dalla mamma e per me e’ sicuramente stato cosi.

    Wesoly Swiat a tutti.

  7. says

    sono tornata ieri sera, alla fine i kg da smaltire sono due e mezzo ma sono molto contenta di aver trovato le vostre finestre su altri natali!
    @graziana, credo che il piatto dell’ospite inatteso finisca sempre per essere spazzolato dal commensale italico :-)
    mi pare che manchi all’appello orietta, che anche lei sta a Varsavia, ma forse ha passato il Natale in Italia?

  8. says

    Che bello e che divertente! Noi in famiglia abbiamo tradizioni tutto sommato molto simili, italiani e francesi sono cugini, no? Però ho una vicina polacca in Italia, potrei chiederle della carpa… 😉

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