Epifania, che il Roscón de Reyes si porta via! (post con ricetta)

Cari lettori di Bilingue per Gioco, Buon Anno a tutti! Che sia un anno all’insegna del plurilinguismo, dell’integrazione, del rispetto e dell’interculturalità. (Che onore aprire la danze sul blog nel 2012! :-) )

Parlavo qualche giorno prima delle feste, nel mio ultimo post del 2011, di cosa significa, a casa mia, trascorrere un Natale itagnolo: villancicos, cibo spagnolo, albero di natale. Il presepe non lo abbiamo fatto perché il nostro piccolo di 22 mesi avrebbe apprezzato troppo. Concludevo quel post parlando del Roscón de Reyes, discussione che poi è proseguita nei commenti, dove mi si chiedeva la ricetta (la trovate più avanti in questo post). In quale casa spagnola non si mangia il Roscón il giorno dell’Epifania (Día de los Reyes Magos)? È diventato, oramai, una tradizione sia per i piccoli che per i grandi. Lo si trova in tanti modi: con la fruta escarchada o senza, con la panna o senza, con il cioccolato o senza… Facevo cenno anche a una tradizione della mia infanzia, in quel del Campo de Gibraltar, che ho cercato di rivivere qui in Italia, prima tra amici e ora con i bambini: quella del gioco del fagiolo e dei regali di Reyes. Con gli amici si era trasformato in “Vigilia de Reyes”. Ora vi spiego in cosa consiste. Devo dire che è sempre piaciuto molto ai grandi, qui in Italia. Vediamo come se la caveranno i piccoli quest’anno! Sto organizzando una merienda de Reyes per i miei figli e alcuni amichetti. Vi racconterò come andrà a finire.

La vigilia de Reyes è pensata per gli adulti, solitamente senza bambini, ed è questa: la sera del 5 gennaio si cena tutti insieme. Ciascuno arriva a casa dell’anfitrione munito di regalino, una sorta di gioco dell’amico invisibile e dunque il regalo non è indirizzato a nessuno in particolare. Pertanto, tocca scegliere dei regali non troppo specifici, che vadano bene per un bel po’ di persone. A fine pasto si mangia il tradizionale Roscón de Reyes, sì proprio quello che in realtà va mangiato il giorno dopo, a merenda. Io invece l’ho preparato in questi anni in Italia per la serata del 5 gennaio, tra adulti, prima che arrivassero i figli.

Mentre si mangia il Roscón si procede al gioco. I regali che ognuno ha portato vengono numerati, in ordine di arrivo a casa. Poi si mettono dei bigliettini con i numeri dei regali in una bustina e ogni commensale deve estrarne uno. E quello è il suo regalo de Reyes!

All’interno del Roscón, mentre lo impasto, non metto la tradizionale figurina dei roscones commerciali, e nemmeno l’anello di Pelle d’Asino, bensì il fagiolo che vuole la tradizione. Che ovviamente in forno non cuoce e rimane intero. Il fortunato amico (anche se dovrei dire amica, visto che è sempre stata la stessa persona a vincere a casa mia, per tre anni consecutivi!) a cui capita il fagiolo nella sua porzione può scegliere di scambiare il suo regalo con quello di qualcun altro. Insomma, a regali scartati può scegliere quale vuole. Gli altri commensali no. Pertanto il Roscón va distribuito in porzioni identiche a tutti e non deve avanzare nemmeno una briciola, altrimenti c’è il rischio che il fagiolo resti proprio in una porzione avanzata.

Quest’anno riproporremo questo stesso gioco ai bambini. Ero indecisa se riproporlo esattamente uguale, oppure levare la parte del fagiolo e della possibilità che il vincitore scelga il regalo che più gli piaccia. Ho pensato che forse i bambini piccoli possono avere problemi con la sconfitta. Da un’altra parte, però, ho ritenuto che sia invece positivo, che li aiuti a crescere e a capire che non sempre otteniamo ciò che vogliamo e che non succede niente se non si vince sempre. Anzi, che è divertente lo stesso. (Probabilmente me ne pentirò amaramente dopo che si sarà scatenato l’armageddon a casa mia! :-D )

E questo è il gioco, che è molto divertente, vi assicuro. Passiamo ora alla serata prima, alla vigilia de Reyes.

I bambini, dopo cena, devono sistemare dentro casa, vicino a una finestra (di solito è la cucina, ma a volte anche il salone e persino il bagno) delle ciotole di acqua per i cammelli dei Re Magi. C’è chi ne mette una sola, c’è chi tre per ciascun animale. Fa niente, il bello è il pensiero rivolto agli animali. C’è poi chi prepara un piattino con del turrón, mantecados, peladillas, etc per i Re Magi. Questa tradizione è molto bella perché insegna a ringraziare, a rivolgere un pensiero verso chi sta lavorando ed è stanco. Il mattino dopo, i bambini trovano le ciotole d’acqua vuote e il cibo spazzolato via (ooooh sono passati e hanno bevuto e mangiato tutto!). Genitori, non dimenticate di levare di mezzo il cibo dei Re e l’acqua dei cammelli! Piattini e ciotole lasciatele lì dov’erano. È sempre bello osservare i visi stupiti e felici dei bambini. Non solo per il discorso acqua/cibo, chiaro, ma soprattutto perché ai piedi dei loro letti hanno trovato dei bellissimi regali! La tradizione vuole che i regali vengano lasciati ai piedi dei letti dei bambini, non sotto l’albero né vicino al presepe. I Re Magi, con i loro cammelli magici, sono entrati persino in camera loro!

Passiamo alla ricetta del Roscón!

Io uso da anni la ricetta di un vecchio libricino di cucina di mia madre, contenente tutte ricette tradizionali della cucina spagnola. In realtà sono le ricette di un tradizionale ristorante madrileno degli anni 40 e 50. Come vedete dal link, è stato ristampato più volte. Ne vale la pena.

Roscón de Reyes

Ingredienti (per un Roscón di dimensioni medie):

2 uova

60 gr burro

60 gr olio d’oliva

4 cucchiai belli pieni di zucchero

la scorza di un limone e di un arancio grattugiate

600 gr farina

1 cucchiaino di agua de azahar (acqua di fiori d’arancio, molto tipica anche della pasticceria meridionale italiana)

1 bicchiere di latte

Lievito

Sbattere le uova con lo zucchero, il burro, la scorza grattugiata del limone e dell’arancio, l’acqua di fiori d’arancio e il latte, dove prima si sarà diluito il lievito (se si tratta di quello fresco, altrimenti quello in polvere va mescolato con la farina). Infine, aggiungere la farina finché non avremo ottenuto un impasto solido, compatto e liscio.

Far riposare l’impasto, coperto, vicino a una fonte di calore (un termosifone, ad esempio), per minimo 3 o 4 ore. L’impasto deve lievitare e raggiungere il doppio del suo volume di partenza. A questo punto, si rimpasta finché non sarà tornato al suo volume iniziale e si inserisce il fagiolo.

Si dispone il roscón a forma di corona in una teglia da forno, dove dovrà riposare altre due ore per farlo lievitare nuovamente. A quel punto spennellare un uovo sul roscón e ricoprire di canditi, zucchero (non a velo, ma a granelli) e mandorle crude affettate. Cuocere in forno a temperatura media finché non sarà dorato. Servire freddo.

Alcune variazioni: tagliato a metà e riempito di panna dolce montata (fatta a casa, mi raccomando!), oppure di marmellata o persino di crema di panna e cioccolato. Queste variazioni sono deliziose ma soprattutto sono perfette per rendere più succulento un dolce che di per sé è asciutto.

Vi consiglio di andare a vedere alcune fotografie della preparazione del Roscón de Reyes su Flickr. Anche se non è esattamente la stessa procedura che seguo io, vi può tornare utile e soprattutto stuzzicarvi l’appetito!

¡Que aproveche! :-)

L’immagine è presa da Amazon ed è la copertina del libro per bambini Celebra la Navidad y el Día de los Reyes Magos con Pablo y Carlitos.

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Ha scritto:

Carolina

Spagnola in Italia da 10 anni. Laureata in Scienze della Comunicazione e Dottorato di Ricerca in Linguistica (sociolinguistica e bilinguismo) in corso, con una tesi sul bilinguismo italiano-spagnolo in Italia. Ha cofondato Meblis - Metodo e Educazione al Bilinguismo (www.meblis.org). Lavora all'Instituto Cervantes di Roma. È mamma di 2 bambini, della cui itagnolità parla su http://eldiablovistedemayoral.wordpress.com.

9 Comments

  1. Pamela
    Posted 03/01/2012 at 14:09 | Permalink

    Ciao Carolina!
    A Zaragoza chi trovava il fagiolo o un regalo ( di solito un pupazzetto) nel roscón doveva pagarlo o pagare il prossimo roscón! Nella famiglia del mio ex non si scambiavano regali!

    • Posted 05/01/2012 at 00:59 | Permalink

      Sì, la tradizione varia a seconda del posto ma anche a seconda della famiglia. Un po’ come il lessico famigliare!

  2. Bilingue Per Gioco
    Posted 04/01/2012 at 10:18 | Permalink

    Carolina,
    mi fai venire voglia di adottare los Reyes, il roscon e il fagiolo!
    L.

  3. Arianna
    Posted 04/01/2012 at 20:42 | Permalink

    Hola Carolina,
    passando con le bimbe alla libreria spagnola di Piazza Navona, siamo stati accattivati da questi due libri, molto ironici, sui Reyes:
    “Las reynas magas” di Gloria Fuertes
    http://www.amazon.es/gp/aw/d/8461205812/ref=aw_d_detail?pd=1&qid=1325603512&sr=8-1
    e ” las aventuras y desventuras de los Reyes magos” di Guillermo Canovas editorial educando
    http://www.amazon.es/gp/aw/d/8493541303/ref=aw_d_detail?pd=1&qid=1325603660&sr=8-1
    mia figlia grande è molto interessata alla figura dei reyes, soprattutto da quando, chiacchierando (in spagnolo) con il simpatico commesso della libreria, ha capito che fanno la stessa cosa che fa la Befana – ergo, ci ha colto un’opportunità in più per ricevere un regalo, la furbastra…
    Ho aspettato a comprarli pensando di prenderli su Amazon ma vedo che non sono ancora disponibili e poi i prezzi non sono tanto diversi, mi sa proprio che lo chiederemo alla Befana (mica si possono vedere i Reyes magos che fanno autopromozione, no? :-) ) iummy il roscon… ¡buen provecho!
    A

    • Posted 05/01/2012 at 01:17 | Permalink

      Ahahahah eh sì, uno degli aspetti che piace di più a mia figlia è proprio quello dei regali: vuoi mettere avere tre giorni diversi con i regali? Noi chiaramente non facciamo il triplo della spesa, ma distribuiamo i regali in modo che il “barrigón de la barba” (come lo chiamava mio padre) porti il regalo più importante, e poi Befana e Reyes Magos portano dei pensierini. La scelta è stata del tutto pragmatica: ricevendo il regalo più consistente all’inizio della vacanza, hanno più tempo libero per godersi il regalo e giocarci. La Befana porta la calza con i dolcetti, che mia figlia passa a noi, perché non le piacciono i dolci… a tal proposito stavo pensando se era il caso di dare vita a una Befana alternativa, che al posto dei dolci porti, che ne so, un’altra roba. I Re Magi sono quelli più attesi, perché c’è tutto il rituale delle ciotoline e poi chissà, forse ce la facciamo a vedere i cammelli magici! E poi il giorno dopo la merenda con gli amichetti e il gioco del fagiolo, etc. Ammetto che io faccio il tifo per loro, per cui faccio “una capa così” a mia figlia co’ ‘sti re magi… e lei oramai è in fibrillazioni :-)

      Poi, per chi non lo sapesse, RTVE (l’emittente statale spagnola) trasmetterà domani sera in streaming sul suo sito web la Cabalgata de Reyes di Madrid. Questo è il link all’anno scorso: http://www.rtve.es/noticias/20110105/reyes-magos-traen-mensaje-esperanza-dia-ilusion/392863.shtml

      • Arianna
        Posted 05/01/2012 at 12:00 | Permalink

        Grazie della info, sono molto curiosa…per la befana alternativa: a me e mia mamma (la befana ufficiale della famiglia è sempre la nonna;-) piace usare libri come stockings’fillers: io in particolare sono una fan del mini tamaño perché comodissimi in viaggio! A questo proposito i Minilibros di Kalandraka e i Mr Men di R. Hargreaves sono perfetti!

        • Posted 05/01/2012 at 12:43 | Permalink

          Mmmm belli! Però pensando al fatto che la Befana è italiana (e come tale gliela abbiamo presentata) mi sa che porterà a questo punto dei minilibri in italiano. Faccio un salto in libreria! Grazie della dritta, Arianna, non ci avevo proprio pensato, mi ero concentrata su roba da mangiare (a proposito, oggi pom faccio il Roscón… ¡qué emoción!)

  4. Posted 07/01/2012 at 15:05 | Permalink

    Ecco il link alla Cabalgata de Reyes dello scorso giovedì sera a Madrid: http://www.rtve.es/alacarta/videos/especiales-navidad/cabalgata-reyes-2012/1288408/

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