La pedofilia spiegata ai bambini, in diverse lingue

Questo post non mi va di scriverlo, non mi riesce, ma so che devo scriverlo.

Lo so da quando ho letto quest’articolo, già un annetto fa: Svegliatevi mammine! di Enzo Baldoni, un bravo giornalista, che oggi non c’è più. L’ho letto e mi è arrivato un pugno nello stomaco. Ci ho pensato per giorni, ma non ne ho fatto niente. Non ho fatto cioè quell’unica cosa che Enzo Baldoni invitava me, in quanto mammina, a fare: spiegare la pedofilia a mio figlio.

qui non si tocca pedofilia bambini

Non l’ho fatto non perchè ritenga che non sia necessario, che sia eccessivo, no no. So che Baldoni ha ragione. La pedofilia DEVE essere spiegata ai bambini, in modo semplice, non per creare ansie ma per creare forza, perchè non si sa mai. Anzi si sa, capita molto spesso, e raramente i genitori ne sono consapevoli, e non perchè tanto questi sono genitori che se ne fregano dei figli, no no, perchè succede ovunque, i meccanismi sono perversi, e i bambini sono indifesi.

A meno che…

A meno che non gliela diamo noi una difesa ai bambini.

Ma come?

Io il come fino ad oggi non l’ho trovato, non ce l’ho fatta, ma per fortuna finalmente qualcuno mi e ci aiuta.

Il Consiglio d’Europa, Europa grande mamma, ha varato un progetto per dare ai genitori gli strumenti per spiegare ai bambini che:

QUI NON SI TOCCA!

E’ un librino illustrato, un pdf da scaricare gratuitamente, stampare e guardare insieme. Parla di Kiko e di una mano, una mano amica, a cui però bisogna saper dire di no. Sia chiaro non è un libro che si sceglie di leggere e condividere perchè è bello, no no, mette un’ansia tremenda, è un libro necessario.

Baldoni dice che 1 bambina su 4 è oggetto di attenzioni da parte di adulti, il Consiglio d’Europa dice 1 bambino su 5 (inteso come maschi e femmine), entrambi concordano, e lo sappiamo bene, che quasi sempre si tratta di persone che i bambini conoscono. Per inciso, Baldoni nel suo articolo parla per esperienza personale, quindi se ancora non siete andati a leggere il suo articolo fatelo ora!

Io mi farò forza e leggerò col mio bambino la storia del Qui non si tocca! (in Inglese Underwear Rule)

Comunque c’è in diverse lingue: Italiano, Inglese, Francese, Spagnolo, Fiammingo e Ceco.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=ZNmu7plH5c8[/youtube]

Il sito inglese Underwear Rule è più ricco di consigli su come comunicare questa cosa ai bambini, vedete qui. In particolare specifica che ai bambini andrebbero spiegati, in modo chiaro e semplice, ognuno di questi punti:

  • Il tuo corpo è solo tuo
  • Good touch- Bad touch, toccare e essere toccati può essere buono e bello o cattivo, il bambino deve sapere che può fidarsi del proprio intuito su questo
  • Good secrets- bad secrets, se un segreto ti fa sentire a disagio è un segreto che deve essere condiviso con i genitori, le feste a sorpresa invece vanno bene!

E poi due punti per gli adulti:

  • La prevenzione è responsabilità dell’adulto, non del bambino (e ci mancherebbe pure!)
  • Se parlare di questo tema con i bambini ti mette in difficoltà sappi che è più difficile per te, adulto, che per i bambini

Allora, che ne dite?

 

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Comments

  1. Francesca says

    Grazie Letizia
    post da condividere con il papà, con le persone care, con le amiche che hanno figli.
    Forse a 15 mesi è ancora presto per parlarne ma è qualcosa che dovrò ricordarmi di affrontare al momento giusto.
    Grazie ancora.

  2. paola says

    Grazie Leti, qualunque strumento in piu’ e’ prezioso. Io qualche tempo fa ho scaricato il quaderno die prevenzione degli abusi di Telefono azzurro, con una sensazione di disagio che non ti dico….Ma come dici tu, si DEVE.

    Sono contenta di questo post perche’ Morgan e’ un timoroso e per frasi innocenti siamo riusciti a creargli delle paure dal nulla. Adesso me lo studio! Baci!

  3. Pamela says

    Come mamma di una bambina mi sento particolarmente toccata. E’ vero è un argomento scomodo e difficile da affrontare ma in questo caso la prevenzione è l’unica cosa. Non c’è cura a una ferita del genere.
    Grazie mille Letizia per questo post!

  4. Flavia says

    Grazie Letizia,
    me lo metto da parte e sono molto contenta che qualcuno mi abbia offerto una soluzione (o almeno una buona proposta) con un bell’anticipo. Mi fa già sentire più tranquilla su come affrontare, tra qualche anno, questo tema…
    Tks, e faccio anche girare.

  5. says

    Grazie per questo prezioso supporto, per noi è ancora presto per parlarne, ma credo che già tra un anno sarà il caso di affrontare l’argomento…..bruttissimo argomento …ma purtroppo molto attuale.
    Grazie

  6. Francesca says

    Per me è presto per parlarne, ma questo spunto mi dà la convinzione e la motivazione per farlo, quando sarà il momento, senza pensare: ma cosa mi importa, a noi non toccherà…
    Poi, ognuno deve farlo nella sua maniera, in base alla sua sensibilità. Il modo che usa il compianto Baldoni mi lascia un po’ perplessa (anche se non lo giudico, per carità! Va benissimo!) . Io sceglierò, magari, un modo più delicato e, forse, meno esplicito. Ad esempio attraverso favole o racconti, non giocando nudi nel letto, parlando di spermatozoi, orgasmi ed altre amenità simili (lo racconta nell’articolo), non credo ci riuscirei mai.
    Comunque l’importante è parlarne, guardarsi in faccia e raccontarsi la verità; con dolcezza, sensibilità, poesia…ma la verità!
    E poi mi piace il consiglio di “vigilare”. E’ una cosa che si sottovaluta sempre troppo. Ed è, invece, una delle cose più importanti.

  7. Valentina says

    Ciao Letizia, grazie per questo post.
    Si sentono raccontare tante cose e non si sa mai come spiegarlo ai bambini…
    Proprio domani ci sarà una riunione per i genitori che hanno iscritto i propri figli ad un corso di “autodifesa” a scuola (www.esmunchen.de). Qui a Monaco, dove abito, i bambini cominciano ad andare a scuola da soli molto presto (in 5a elementare con i mezzi pubblici), o a fare tratti di strada da soli (come mio figlio che ogni tanto si fa gli 800m dalla fermata dello scuolabus a casa). Quindi ho iscritti subito entrambi i miei figli (6+ e 8-).
    Ti farò sapere domani di cosa si parlerà esattamente, perché credo che sia in tema. Spero che spiegheranno ai bambini cosa fare in caso vengano “abbordati” in strada da sconosciuti e/o in casi di emergenza (come divincolarsi da una presa, come scappare da dentro una macchina). E spero anche che parlino ai bambini dei “segreti cattivi” e a fidarsi dei loro genitori.
    Condividerò il tuo link con tante mamme amiche e leggerò il libro ai miei bambini.
    Grazie ancora,
    V

    • Bilingue Per Gioco says

      Grazie Valentina,
      qui non ho mai sentito parlare di corsi simili, mi farebbe molto piacere se ci facessi sapere di cosa si parlerà e soprattutto COME, visto che il grosso problema è sempre quello di dare strumenti senza creare inutili paure.
      Comunque strano invece che questo librino del consiglio d’europa non sia stato fatto anche in tedesco, chissà perchè…
      Ciao!
      Letizia

      • Daša says

        A volte lo fanno le associazioni di arti marziali. Io l’ho fatto e la stessa aassociazione fa corsi anche per bambini.
        Noi durante il cambio di pannolino cantiamo (io canto loro mi ridono) su di chi è il pisellino e che per adesso solo noi che gli cambiamo il pannolino possiamo toccare per pulire e che nessun altro ha il permesso di farlo. e che poi qunado saranno grandi decideranno da soli chi e come. hanno solo 16 mesi ma spero che il messaggio si inculchi per bene nelle loro testoline.
        quando saranno un po’ più grandi affronteremo il discorso un po’ più da vicino.
        bellissimo l’articolo.

        • Cinzia says

          Ciao a tutti. 
           Maga organizza corsi di difesa personale per bambini dai 5 aa, detto KOALA. Mi è stato consigliato da una poliziotto, che oggi è cintura nera. Ho sentito varie esperienze e tutti coloro che lo hanno frequentato mi hanno riferito che dal momento in cui si Ibiza il corso, cambia la percezione dell’ambiente. Questa nuova consapevolezza fa vivere meglio. 
          http://www.km035.it/

          Di seguito la spiegazione:
          Il corso essenzialmente è studiato per sviluppare nei bambini 
          un innata capacita’ di affrontare problematiche e situazioni della vita reale 
          il tutto è posto in modo giocoso e mai violento
          L’intento è quello di allenare i bimbi fisicamente e mentalmente ad essere rispettosi reattivi e attenti ad evitare i pericoli
          Niente viene mai posto ai bambini in modo troppo diretto
          per esempio: potrebbero imparare a difendersi da un pedofilo o a scappare da un incendio ma non verra’ mai detto loro 
          ‘ehi? questo serve per evitare pedofili incendi ecc ecc’
            tutto viene posto come gioco o sfida e poi ai genitori e’ spiegato il perchè abbiamo fatto quegli esercizi
          Ovviamente imparano a colpire con pugni e calci, per più motivi, il più importante è sicuramente quello di imparare a difendersi 
          il secondo è capire quanto puo’ far male un colpo…e quindi evitare di darli inutilmente, 
          il terzo è farli sfogare…. ma sopratutto divertire 
          Rispetto, 
          Divertimento
          Life Skills 

          KRAV MAGA KOALA NASCE DAL PROGETTO DI KRAV MAGA WORLDWIDE PER BIMBI CHIAMATO KM-X

          km-X is a dynamic program that allows children ages 5-13 learn realistic self defense, 
          motivates them to improve their overall level of fitness and enriches them with crucial life skills 
          so that they can become CHAMPION in all aspects of their life.

          Our goal is for the students to realize that becoming a successful and accomplished person, a true CHAMPION, takes hard work and dedication. Respect, discipline, focus, sportsmanship, teamwork, manners and common sense are just some of the life skills carefully woven into the km-X curriculum.

          km-X Youth Program is creative, thoughtful and custom designed so that students can see their progress and be proud of their growth. The class format is structured to be dynamic, fun and challenging. Instructors design each class to correspond to the skills and sensitivities of the students. After all, your kids are one-of-a-kind, which is why we built a program tailored to their needs. Through this X-training program, the km-X instructors will educate your child about the importance of: learning personal safety, making their bodies powerful, enriching their minds, building strong characters, and creating rewarding experiences. 

  8. giada says

    Grazie Letizia, veramente interessante questo post…davvero complimenti per ciò che fai :)

  9. raffa says

    GRAZIE Letizia. al di là del tono di Baldoni e sua figlia, trovo molto coraggioso il suo articolo e molto sereno quello della figlia. messaggio arrivato: se noi informiamo e rafforziamo i nostri figli in questo senso, augurandoci che non gli succeda mai nulla, sapranno che avranno noi per affrontare la cosa, come ha fatto Gabriella, sapranno che non sono loro ad essere sbagliati, non si piegheranno ai ricatti per il silenzio.

    ho messo il link su un forum di mamme e mandato via mailing list ai genitori della nostra scuola

    e adesso racconto fatti miei. in vita mia per 4 volte sono stata oggetto di attenzioni sessuali (per fortuna non violenze né veri e propri abusi, ciò nonostante me li ricordo ancora), una volta da bimba, 1 volta da ragazzina, 2 volte da ragazza. non ne ho mai parlato con nessuno, se non da adulta col quello che sarebbe diventato mio marito. perché coi genitori non se ne parlava. nei primi due casi, da piccolina, non sapevo assolutamente come reagire perché non sapevo assolutamente di cosa si trattava. da bimba si trattava di un parente a cui ero stata ffidata per alcune ore (per fortuna c’era anche la moglie in casa). gli “orchi” c’erano, ci sono e ci saranno, l’unica cosa che possiamo fare è seguire i consigli che ci vengono dati e “rafforzare” i nostri figli, Gabriella sapeva a 4 anni esattamente che era il cugino grande quello schifoso e che lei aveva ragione, se noi riusciamo a infondere la stessa autostima nei nostri bimbi gli offriamo un grande sostegno

    • Bilingue Per Gioco says

      Scrivendo il post pensavo questo, se le statistiche sono vere inevitabilmente alcuni lettori/lettrici si riconosceranno. Grazie raffaella per come ti sei esposta, non è facile…
      L.

  10. Carmen says

    Argomento difficile… ogni volta che faccio un commento a mia figlia riguardo a queste cose ho il senso d’inadeguatezza… e mi vengono in mente tutti i dubbi tipo: ma non è che così la spavento? …ma se c’è qualcuno che cerca di toccarla forse la faccio sentire in colpa? …e se a forza d’insistere finisce per non dirmi più niente per paura? Ti ringrazio per il tuo post e per condividere il documento con tutte le mamme.

  11. Arianna says

    Grazie Letizia, il tema è scottante e importantissimo. Con le figlie che crescono è ormai ora di affrontare temi “scomodi” ma bisogna farlo, nel loro interesse e spesso proprio a seguito delle loro domande, della loro esigenza di sapere…e tocca a noi genitori trovare il modo di farlo nella maniera giusta. Sto programmando un post su questo, fra un po’ di tempo appena avrò metabolizzato alcune cose…
    A presto e buon lavoro,
    a

  12. Miriam says

    Grazie dello spunto.
    Con mio figlio ho iniziato ad affrontare l’argomento già a partire dai 2/3 anni attraverso librini presi in prestito in biblioteca. Poi andando avanti con l’età i discorsi si sono fatti più espliciti. Devo dire che la chiarezza e la trasparenza “pagano” sempre con i bambini e le bambine.
    Mio figlio a sette anni riesce a dire le parole pene, vagina, vulva e tutto il resto senza imbarazzi di sorta. Racconta molto di se e delle sue preoccupazioni. Se penso ai miei genitori e l’idea sporca del sesso che trasmettevano e che tra l’altro non sono riusiciti a difendermi efficacemente dalle molestie di un “amico di famiglia”. Ho fatto tesoro di quegli episodi e a maggior ragione essendo maschio cerchiamo – compito arduo- di educare nostro figlio ad una sessualità libera da stereotipi e violenze di genere.

    Non mi è piaciuto del tutto però l’articolo di Baldoni, quel “svegliatevi mammine” inculca stereotipi triti e ritriti. Tra le righe sembra sempre di leggere che è il corpo femminile adulto o prepubere la molla che fa scattare i bassi istinti maschili. La sessualità maschile non è complessa, è una questione di educazione famigliare e non. Iniziamo a responsabilizzare i nostri figli maschi fin dalla più tenera età e i cambiamenti si vedranno. (Poco conosciute poichè fanno parte di tabù sono le pedofile donne, ce ne sono tante purtroppo, madri e non. C’è da riflettere sui messaggi che i media veicolano, l’orco o gli zingari che rapiscono e invece spesso i deliquenti abitano e frequentano le nostre case…)

    • Bilingue Per Gioco says

      Non sono d’accordo sul fatto che la sessualità sia questione di educazione, la sessualità è qualcosa di potente e atavico, l’educazione è uno dei fattori (non il solo) attraverso il quale la controlliamo. Hai ragione ovviamente sul fatto che non è un problema solo maschile, e fai bene a menzionarlo, ma statisticamente è il più rilevante.
      L.

      • Miriam says

        Nella limitatezza dei commenti on-line si perdono purtroppo una marea di pensieri.
        Mi riferivo naturalmente al detto e non detto di Baldoni che da molti è ancora condiviso. Deresponsabilizzare in parte l’aggressore e colpevolizzare la vittima.
        Ciò non toglie che il suo intervento sia prezioso in termini di consapevolezza e attenzione al tema della pedofilia.
        L’istinto sessuale è potente, indubbiamente, ma che il fatto di essere maschio socialmente acculturato non ti dovrebbe mettere nella condizione di sentirti perennemente in eccitazione, schiavo delle tue pulsioni.
        I bambini vanno educati a considerare il loro corpo come una proprietà privata, passami il termine. Devono imparare a dire “no!” agli adulti estranei e non , a non essere compiacenti. Non è questo che si insegna spesso alle bambine? A fare le brave, le giudiziose, a non parlare, a non fare casino…
        Ammetto che l’educazione alla prevenzione è complicata e noi genitori ci lavoriamo nella “solitudine del web” senza ricevere un sostegno effettivo e continuativo da parte delle istituzioni e delle scuole.
        Da 30 anni, mi sembra. giace, in Parlamento, il progetto di legge sull’educazione sessuale scolastica…

    • Melanie says

      Grazie di questo post, e’ veramente importante e utile. Ne parlero’ con le mie bimbe di 3 e 5 anni, anche se con la piu’ grande ho gia’ spiegato diverse volte che non la deve mai toccare nessuno “laggiu'” tranne la mamma, il papa’ e la nonna (per pulirla e basta) e io dottore solo se c’e’ la mamma (puo’ succedere che deve essere visitata). Pero’ sono d’accordo con Miriam, non mi piace tanto l’articolo, puo’ darsi che dentro ogni uomo c’e’ un po’ di omosessualita’ ma non di pedofilia… Non riesco a pensare cosi’, altrimenti non mi fiderei mai di nessuno, neanche mio marito o mio papa’. Le mie bambine vanno dai nonni in inghilterra 2 settimane in estate mentre io resto qua a lavorare, e dopo aver letto l’articolo mi e’ venuto il dubbio se mandarle o non, che forse non dovrei fidarmi di mio papa’, poi ho capito che e’ una pazzia pensare cosi’. Poi non so come fate voi ma noi non giochiamo nudi nel lettone con le bimbe a parlare di spermatozoi e orgasmi, che schifo! Sono dell’opnione che i bambini piccoli non hanno bisogno di sapere queste cose.

  13. Tiziana says

    grazie per il tuo post Letizia, ho letto anch’io l’articolo di Baldoni ma ho preferito fare lo struzzo dicendomi che la bambina , 4 anni , era troppo piccola per capire, invece è proprio il caso che mi svegli e mi dia una mossa.

  14. says

    questa mattina apro la mail e leggo … di pedofilia spiegata ai bambini: un attimo di smarrimento ma poi la realtà. è un argomento molto delicato che ho iniziato a trattare coi miei 2 figli più grandi. il libretto è ottimo per parlargliene in modo sincero e diretto. grazie mille per questo spunto ed ho inoltrato il link alle mamme che conosco… buona giornata

    • Bilingue Per Gioco says

      Grazie, mi avevano parlato di quest’articolo ma non l’avevo ancora letto.
      L.

  15. Lucia says

    un post utile e interessante, grazie.
    del documentario documentario indicato da Miriam la cosa che mi è parsa più importante è stato il consiglio finale della psicologa: ai bambini bisogna insegnare a dire NO e a urlare in caso di pericolo.
    le soluzioni pratiche insomma, quindi attendo anche di leggere cosa dirà Valentina del suo corso di autodifesa.
    Vigilare è fondamentale, ma non ci siamo sempre e i bambini devono sapere di poter dire e soprattutto devono avere degli strumenti per difendersi.

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