Summer Camp nell’Oxfordshire (a Febbraio)

Ecco un resoconto pragmatico, su richiesta di Letizia, del mid term camp che my little boy ha frequentato qualche settimana fa (Febbraio) in Inghilterra.
L’organizzazione è iniziata attraverso la prenotazione del camp sul sito www.supercamps.co.uk. Il sito è molto facile da utilizzare. I camp sono letteralmente ovunque, quindi bisogna scegliere la zona (nel mio caso Oxfordshire), e poi il tipo di camp più adatto al proprio figlio.
Il costo per una settimana è stato di 168 sterline (un giorno 35 sterline). Il mio boy di 5 anni e mezzo ha frequentato un multiactivity.
I costi da affrontare per una settimana sono:
biglietto aereo (qualche centinaio di euro), l’aereoporto più vicino per noi era London Heathrow (io purtroppo non ho trovato voli low cost), e ho preso un bus ( in funzione del traffico dai 45 minuti ai 90);
albergo (cari);
camp (168 sterline);
cene;
mezzi pubblici (abbastanza cari);
pranzo per il camp (questo pochissimo, visto che ogni bimbo deve portarsi il lunch).
Direi che sotto i 1000 euro non si spende (in realtà direi ben di più), intendo per due persone (mamma e figlio).
Per il pranzo da far portare al mio little boy, mi ero portata da casa una borraccia (come richiesto dal camp) e un cestino del pranzo. Appena arrivata ho fatto una spesa al supermercato (tanti, economici e aperti dalle 7 alle 23), è ho preso l’occorrente (frutta, yogurt, succhi, cioccolata, biscotti …).  Il panino e i toast li compravo in uno dei tanti negozietti sulla strada (tra cui uno italiano che in effetti faceva dei panini squisiti). Certo non era il massimo, ma per qualche pranzo si può fare.
I camp servono alle famiglie inglesi che possono mandarvi i figli durante i periodi di vacanza (mentre i genitori lavorano). Quelli per i piccoli (io ho visto le classi di 4 e 5 anni e 6 e 7), sono di fatto degli asili in cui si fanno un po’ di sport. Gli orari sono dalle 9 alle 16.30, anche se molti bimbi entravano già alle 8.15 e uscivano alle 18.00. E’ possibile prendere prima i bimbi (io ho fatto così).
Le strutture sono delle scuole che essendo chiuse per le vacanze aprono per i camp.
Nel mio camp c’erano due bimbi che parlavano anche italiano (figli di coppie inglese/italiano). Al camp non c’era un gruppo già formato di “compagni di classe”. Alcuni bimbi conosceva altri, ma l’impressione generale è che la maggioranza abbia conosciuto i compagni per la prima volta (devo dire che non ho neppure avuto la sensazione che si sia formato un gruppo alla fine, ma potrei sbagliarmi).
Venendo al camp, è organizzato abbastanza bene. Il mio boy è in una classe di 4 e 5 anni (per fortuna, perchè qui a 4 anni sono già totalmente autonomi su tutto [si scaldano da soli il lunch, portato da casa, tanto per dire]).
I primi 5 minuti del primo giorno my little boy ha avuto paura, poi è andato a giocare a calcio e tutto si è risolto.
Io naturalmente mi mostravo sicura, ma quando l’ho lasciato al camp ero molto tesa…e non vedevo l’ora di andarlo a riprendere. Alle 14 sono corsa da lui, e l’ho trovato felice (ma stanco)
La “maestra” mi ha detto che segue, gioca e capisce tutto. Ieri ha fatto slittino (con le ruote), trampolini elastico e piscina.
Quindi direi tutto ok, però per un bambino di 5 anni e mezzo (perchè ogni età è diversa)
il camp non è una vacanza. E’ un asilo. Molto speciale, ma comunque non gli farei fare le “vacanze” in un camp, che per i bimbi di quest’età è di fatto una “scuola”. E’ difficile da spiegare, ma le vacanze sono altro a quest’età: le risate, la spensieratezza e la leggerezza e anche godersi il rapporto genitori figli.
non lo trovo adatto a chi sa poco poco inglese. Non fanno cose difficili, non è necessario parlare in inglese, ma capire si. Solo perchè fanno giochi, sport etc. e devono sapere come comportarsi e seguire.
più adatto per i bimbi molto socievoli. Il mio little boy è uno che va al parco e torna con 5 amici, che parla con tutti i bimbi e anche alle feste di sconosciuti va a divertirsi. Mi sembrava adatto all’esperienza e in effetti è stato così. Questo lo dico solo perchè al camp i genitori vanno e in 2 minuti lasciano i loro bimbi (wow) che stanno con maestre sconosciute e bimbi che vedono la prima volta (molti dalle 8 alle 18!). Non ci sono genitori che aspettano di vedere come va (io l’ho fatto il primo giorno e sembravo un’aliena) o bimbi frignoni che chiamano la mamma.
La mia esperieza è stata senza dubbio positiva e sicuramente tornerò, ma durante l’anno scolastico italiano, barattando una settimana di scuola italiana con un camp inglese.
I bimbi inglesi mi hanno colpita, bravi, autonomi e molto educati. Complimenti alle loro mamme. Dimenticavo, mi ero portata da casa anche l’occorrente per la piscina (fredda secondo il mio little boy)… Inutile dire che i capelli non si asciugano (neanche a febbraio con la neve).
R.
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Comments

  1. Milanese says

    ecco appunto
    – non è vacanza
    – bisogna saper tanto inglese
    – con la bambina sul timidino
    Quindi, bocciato il luglio UK con mia figlia di 4 anni, mi sto chiedendo se iscriverla o no al summer camp che fa la materna bilingue in città vicino casa.
    Di 10 settimane estive senza la “sua” materna, tra il padre ed io riusciamo a portarla via da Milano 7.
    Le altre 3 i nonni la possono tenere.
    E se per 2 settimane la mando al summer camp? le maestre parlano inglese, ma i bambini non necessariamente… quindi è un po’ soft… buon inizio?
    però è scuola…e luglio dovrebbe essere vacanza..
    però così non vado molto avanti e ho poche chance che ci si sposti avanti dai drops e le canzoncine.
    Sono incastrata
    (sto scrivendo molto, leggendo tutto d’un fiato tutto … stoppatemi se esagero 😉

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