Vivere il Playgroup, primo bilancio

Ho approfittato di questa pausa per pensare un po’, e per fare un primo bilancio dei Learn with Mummy,  i gruppi di gioco in Inglese per bambini e genitori che che conduco ad Abbiategrasso (Milano).

Sono riuscita ad insegnare qualcosa?

Questo è il primo obiettivo che ogni insegnante dovrebbe prefiggersi, e se ascolto le parole delle mie mamme e dei miei papà che mi raccontano cosa fanno i loro bimbi a casa, la risposta che mi viene è “sì”. Chi più, chi meno, anche in base all’età, ogni “mio” bimbo ha colto qualcosa della magia del Playgroup e sa riproporlo al di fuori della lezione.

Sono riuscita a trasmettere la voglia di imparare?

Ecco, questa è una domanda molto più ambiziosa dalla risposta molto più difficile. Lo ammetto, so di aver fatto breccia nel cuore di molti dei “miei” bimbi ma, con dispiacere, non in tutti. Trovare la chiave giusta che apre ognuno dei loro cuori non è sempre facile e questo mi ha fatto, da una parte, comprendere quanto i nostri bambini siano tesori ognuno diverso dall’altro e, dall’altra, riflettere su quanto sia importante il rapporto che l’insegnante deve saper stabilire con ognuno di essi perché tutti si lascino conquistare da noi. Nella mia carriera scolastica ci sono stati insegnanti che hanno saputo “ispirarmi” ed è dal loro esempio che, oggi, io stessa cerco di trarre l’insegnamento più importante, come Teacher ma anche (perché no?) come mamma: essere fonte d’ispirazione.

E nei confronti delle mamme e dei papà?

Essi sono parte fondamentale del Playgroup, lo sappiamo, quindi una buona Teacher deve saper conquistare anche i genitori. Con alcuni di loro è stato facile, il Playgroup è stato concretizzare un percorso di crescita in cui già credevano. Per altri, si può dire che “bambino felice, genitore felice”: vedere e sentire che i loro pargoli vengono volentieri al Playgroup è sinonimo di successo. Ma ci sono anche i genitori di quelli non ancora conquistati, quelli magari più timidi o che semplicemente ancora non parlano! A loro va mostrato il loro impegno che ci mettono nel cantare e giocare insieme in Inglese facendo capire che ci vuole fiducia e pazienza, virtù alle quali ci siamo un po’ disabituati in un mondo che spesso pretende tutto e subito.

Noi insegnanti, voi genitori del Playgroup e voi che semplicemente leggete questo post per curiosità ma che state insegnando una lingua diversa ai vostri bambini, stiamo seminando il terreno per un raccolto futuro e possiamo solo avere fiducia nel fatto che questo raccolto ci sarà. Nel frattempo, orecchie tese… listen…. ssshhhhh, listen….. un giorno o l’altro ci scopriremo ad ascoltare i nostri bimbi che manipolano le lingue, giocano con le parole che abbiamo loro insegnato, in una parola, sanno!

Io mi sono divertita?

Beh, qui la risposta è facilissima, si, si e ancora si! Mi sono divertita durante le lezioni quando i “miei” bimbi mi imitavano, quando cercavano di mettersi nei miei panni, quando sorridevano felici e quando morivano dalla voglia di dirmi qualcosa e si sforzavano per dirmela in Inglese. C’era quell’attimo di pausa in cui loro ci mettevano tutto il proprio impegno per formulare la frase o la risposta e io trepidavo per sentire la loro voce… scusate, ma è per me un momento adrenalinico! E poi mi sono divertita dopo, ripensando alla lezione, ai momenti belli e a quelli più difficili, magari alle difficoltà incontrate per trovare una soluzione. Un paio di giorni prima della nuova lezione, invece, mi sono divertita ad immaginare il “come sarà”.

Ma ne è valsa davvero la pena?

Assolutamente si! Vi ho già raccontato la mia storia sull’abbonamento in palestra qui e, se già ero convinta che il Playgroup fosse molto più bello e sano (almeno per la mente) degli esercizi del personal trainer, ora lo confermo. Al Playgroup lavori e sudi per costruire rapporti umani, quando spesso né in ufficio né a casa sai chi lavora o vive al di là della tua parete, ti confronti e ti metti in discussione con gli altri e con te stesso, quando spesso usiamo lo specchio solo per controllare il trucco prima di uscire di casa, ti impegni al meglio per trasmettere passione e istillare fiducia, quando intorno a te le notizie in prima pagina sono sempre e solo cattive notizie.

Sono sicura di voler continuare?

Certamente sì, anzi, voglio continuare più di prima (quindi, Cari Genitori, iscrivetevi!)! Alcuni mi dipingono un po’ naive, e sinceramente la cosa non mi dispiace. Io credo che nel momento in cui ci siamo trovati a diventare genitori, ognuno di noi è dovuto diventare, o almeno tornare, un po’ bambino e guardare il mondo anche dal basso verso l’alto. Possiamo essere più o meno ottimisti, ma essere genitori, per forza o per amore, vuol dire avere fiducia nel futuro. Se i numeri vogliono sostenere che la “crisi” non è ancora finita, abbiamo dei bambini da crescere e questo, inevitabilmente, ci proietta nel futuro. Non lo credete anche voi?

Immagine: Teaching, Learning and Loving, di D.P.Liston e J.W.Garrison, su www.amazon.co.uk

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Ha scritto:

Ivonne

Mamma di 2 bimbe, 3 gatte e 1 marito. Insegno nei playgroup Learn with Mummy ad Abbiategrasso. Obiettivo: aiutare altri genitori a credere nel bilinguismo dei propri figli perchè tutti possono crescere bambini bilingui.

2 Comments

  1. Francesca
    Posted 11/04/2012 at 14:28 | Permalink

    In attesa di scoprire anche io i benefici dei Playgroup qui a Roma, ti faccio tanti auguri per il primo bilancio da insegnante e per tutti i buoni propositi dichiarati :)

  2. Ivonne
    Posted 13/04/2012 at 15:46 | Permalink

    Grazie Francesca,
    peccato tu sia così distante, ti avrei “arruolato” molto volentieri! Facci sapere poi le tue impressioni!
    Ivonne

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