Scuola internazionale: attivita’ al Kindergarten

Eccomi di nuovo qui a raccontarvi della nostra esperienza presso la scuola internazionale frequentata da Grillina. Vi ricordo che ci siamo trasferiti lo scorso autunno in questo paese, extra-europeo di lingua non-indoeuropea, e i miei figli hanno cominciato a frequentare uno un nido locale e l’altra il Kindergarten presso la vicina scuola internazionale.

Come promesso, questa volta vi parlerò un po’ più in dettaglio delle attività di mia figlia al Kindergarten.
La giornata comincia per mia figlia alzandosi verso le sette e venti, verso le otto usciamo di casa e verso le otto e un quarto di solito riesco a lasciarla a scuola, prosegendo poi verso il nido del piccolo.
Arrivata a scuola, dato che è una bambina di cinque anni e mezzo, provvede da sè a togliersi la giacca, a cambiarsi le scarpe, a togliere dallo zaino il materiale che le servirà a scuola, a mettere vestiti, scarpe e zainetto al proprio posto, nel vano a lei assegnato. Poi si dirige in classe, consegna eventuali “compiti” (!) alle maestre e attende l’inizio delle attività, di solito giocando con gli altri bambini.

Visto che probabilmente me lo chiederete, non è che mia figlia faccia tutto questo alla perfezione tutto da sola. Per quanto riguarda svestirsi e vestirsi e mettere le cose a posto fila sempre tutto liscio, per la questione “compiti” di solito glielo ricordo io durante il tragitto e, quasi sempre, prima di salutarla. Nonostante glielo ricordi, capita che si dimentichi di consegnare qualche busta. Ma, appunto, è al Kindergarten e non ancora alla scuola elementare. Eventuali dimenticanze sono tollerate, anche se (ma è solo una mia supposizione) credo che ne tengano conto quando vanno a giudicare l’autonomia o l’atteggiamento dello studente verso la scuola.

Durante la mattina le attività sono svolte per lo più in classe. Tranne un paio di giorni la settimana in cui i bambini vanno a fare ginnastica in palestra (o all’aperto, col bel tempo) e un altro giorno in cui vanno alla biblioteca della scuola a scegliere il libro da leggere (assieme ai genitori la sera) durante la settimana, di solito i bambini svolgono attività appropriate all’età e atte allo sviluppo delle facoltà linguistiche, manuali, figurative, matematiche (a livello individuale), curando molto però l’aspetto di collaborazione tra bambini, cercando di coltivare indipendenza nell’osservare e nel procedere. [Perdonatemi l'imprecisione nel linguaggio e l'incompletezza nell'elencare i filoni di attivitá, ma non sono una pedagoga].
Ciascuno studente ha i propri libri che vengono tenuti in classe, a scuola, in modo che sono a disposizione per le attività e che i bambini non debbano portare sulle spalle peso eccessivo.

Durante l’anno scolastico si susseguono all’incirca cinque o sei unitá didattiche, comuni a tutte le classi della Elementary Division della scuola. Ogni unità didattica ha un tema: giusto per citare alcuni titoli passati, abbiamo avuto “Voices without words”, inteso a sottolineare come sia possibile esprimersi e comunicare in molti altri modi rispetto alla pura comunicazione verbale, e “Matter matters”, volta a stimolare l’osservazione degli stati della materia e ad instillare interesse verso gli aspetti scientifici della realtà. Di solito gran parte dell’attività didattica della mattina è organizzata in modo da approfondire il tema scelto, di volta in volta con modalità atte a sviluppare le diverse facoltà sopra citate.

Visto che il grado del Kindergarten frequentato da mia figlia è l’ultimo prima dell’entrata alla scuola elementare, vengono curate anche le attività legate alla scrittura e alla lettura. Durante la prima parte dell’anno i bambini hanno completato lo studio dell’alfabeto, e ogni giorno scrivono (copiando dalla lavagna) sul loro quaderno una frase (breve) che riassume l’attività principale della loro giornata.
Devo essere sincera, ero piuttosto scettica sul fatto che venisse insegnato così presto a scrivere, ma devo dire che, poco alla volta, i risultati si vedono. Mia figlia non ama particolarmente scrivere (preferisce disegnare… forse perché, per scrivere, ognuna delle lingue che conosce ha regole diverse, così si trova un po’ confusa che a scuola si usa un sistema diversissimo da quanto è abituata a vedere a casa) ma, ora, rispetto all’inizio il miglioramento è enorme.

Dall’inizio del nuovo anno viene inoltre introdotta l’attività di lettura, ogni giorno viene dato un libricino (di fotocopie) semplice e viene chiesto di leggere a casa assieme ad un genitore, circa un dieci minuti al giorno ogni giorno. Ovviamente tale attività è fortemente consigliata ma non obbligatoria (come controllare?), ma soprattutto le istruzioni ai genitori dicono chiaramente: non stressate i vostri figli, siate pazienti, cercate di trasmettere entusiasmo e amore per la lettura, per questi momenti di impegno condiviso, e soprattutto incoraggiateli, lodateli per i loro progressi.
E, devo dire, i progressi si vedono eccome! Ma ovviamente il motore nel progresso non è il dovere in sè di imparare a leggere, nè è la competizione con gli altri bambini. Semplicemente, mia figlia è curiosa di leggere. Non solo in inglese, in tutte le altre lingue che viene ad usare. Le serve per scopi pratici, tipo sapere cosa stiamo leggendo io o il padre quando diciamo che abbiamo da fare, o per scegliere l’episodio di un cartone da guardare da un elenco di titoli. Il metodo scelto per insegnare a leggere in inglese semplicemente facilita questo processo per quanto riguarda l’inglese.

Oltre alle attività puramente didattiche, restando otto ore a scuola ogni giorno sono ovviamente previsti i pasti (merenda mattutina, pranzo, merenda pomeridiana) e un riposino pomeridiano, in cui i bimbi se vogliono dormono oppure si stendono quieti a riposare. Di solito non ci sono mai problemi per il riposo, dopo il pranzo i bambini passano normalmente almeno una buona mezz’ora fuori a giocare, anche d’inverno con freddo e neve. Con la bella stagione, anche un’ora, e in più escono anche dopo la merenda mattutina e pomeridiana. D’inverno ci sono più attività ricreative organizzate all’interno, ovviamente, perché il freddo è intenso e non è sensato restare fuori, a volte, più di una mezz’ora nelle ore più soleggiate della giornata. Al momento grandi problemi di temperatura non ce ne sono e si permette ai bambini di giocare all’aperto il più possibile. Vedremo più avanti, quanto verrà il caldo e sarà sconsigliato stare troppo esposti al sole…

Veniamo alla questione dei “compiti”. Compiti? Al Kindergarten? Direte voi. Me lo sono detto anch’io, ma sono pazzi, questi?
Volenti o nolenti, per noi la scelta di questa scuola è quasi obbligata, per cui, se il sistema prevede compiti, i compiti si devono fare. La maestra americana di Grillina, quando le chiesi chiarimenti sui compiti, mi disse: “Welcome to the school!!!” a sottolineare il fatto che, avevo voluto mandare mia figlia alla scuola internazionale? allora pedala, beccati i compiti a casa!
E che compiti danno da fare? Dipende. Sempre legati all’unità didattica, a volte discutere con i genitori di qualche aspetto introdotto a scuola, per poi completare il tutto con una illustrazione, o scrivendo qualcosa. I genitori, insomma, sono coinvolti sempre e comunque. C’è da dire, però, che i “compiti” vengono consegnati una volta a settimana (il venerdi per il mercoledi successivo) e che, spesso, non richiedono più di una mezz’oretta di lavoro effettivo del bambino. Insomma, sono ragionevoli, e servono soprattutto per preparare i bambini ai ritmi della scuola elementare (dove il sistema per i compiti a casa è lo stesso, solamente ci sono più compiti, ma probabilmente mai quanti ne vengono dati nella scuola primaria italiana). Ma anche per addestrare i genitori a seguire i propri figli e ad interessarsi della loro attività scolastica.

Insomma, al momento il bilancio sembra addirittura positivo, forse anche per l’arrivo della bella stagione che, permettendo ai bambini di stare tanto tempo fuori a giocare e stancarsi in modo sano, pare abbia appianato i contrasti e gli attriti all’interno dei gruppetti della classe. Mia figlia torna a casa contenta e non parla più di eventuali dispetti o litigi, ma mi racconta di tanti altri episodi positivi. Non credo che mi nasconda qualcosa perché la vedo serena. Probabilmente il lungo inverno e la difficoltà a passare abbastanza tempo all’aperto erano la causa principale del crescendo dei contrasti a cui accennavo nel post precedente. Probabilmente. Vedremo in seguito come si evolve la situazione.

Mi accorgo che ho dimenticato di parlare delle attività legate alla musica e al teatro. Al momento, in realtà, ho le idee ancora confuse a riguardo. Cercherò di documentarmi meglio, a maggio ci sarà una rappresentazione cui parteciperanno anche i bambini del Kindergarten, vi saprò dire meglio nel prossimo post. A risentirci tra un mese!

 

Immagine: Homework for grown ups, amazon IT e amazon UK

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