Organizzare un periodo in una scuola all’estero – parte 4

La scuola è finita! È finita due volte. Prima in Italia e ora a Berlino. Ma andiamo in ordine cronologico…

Il 9 giugno è finita la scuola in Italia e il 10 siamo partiti per Berlino. Quando stavo programmando questo secondo periodo alla scuola berlinese ero scettica, perché non sapevo se un periodo di soli 7 giorni (infatti a Berlino la scuola quest’anno finiva il 19) avrebbe avuto senso. Però avevo l’impressione che avrebbe dato un senso di conclusione al primo anno scolastico. Inoltre, Frau K., la maestra, mi aveva spiegato che gli ultimi 7 giorni sarebbero stati dedicati a un progetto su Berlino e la Germania e che non avrebbero fatto lezione nel senso classico. Per questo motivo ho deciso che fare questi ulteriori giorni di scuola non sarebbe stato pesante.

Il primo giorno quando siamo arrivati alla scuola, i bambini si sono avvicinati spontaneamente per salutare Nicholas. Davvero carini! Dopo la campanella d’inizio delle lezioni sono andata a salutare Frau M. che sostituisce il precedente preside. L’ho trovata gentilissima e propositiva. È stata lei a proporre di far restare Nicholas anche a pranzo fino alle 14. Nella scuola berlinese, l’orario di scuola nel senso stretto finisce alle 14, dopo di che i bambini fanno una specie di dopo scuola gestito da personale esterno. Se io volessi farlo restare fino alle 16, dovrei fare richiesta e sottoscrivere un contratto per servizio esterno. Siamo rimaste d’accordo che ad agosto acquisteremo un blocchetto di buoni pasto per far restare Nicholas sempre fino alle 14, mentre per questa settimana i pasti ce li avrebbe offerti la scuola! Ho spiegato a Frau M. che per riconoscenza avrei fatto un regalo alla scuola e così, di comune accordo con Frau K. ho acquistato un buono per dei libri. Ma vi assicuro che né Frau M., né Frau K. lo volevano, hanno cercato in tutti i modi di dissuadermi. Che dire di tanta gentilezza?
Il terzo giorno, il “gruppo di studio” di Nicholas (la prima e la seconda classe sono insieme) hanno fatto una gita al Reichstag e, potete immaginare l’emozione, hanno dovuto passare il controllo della Polizia pure loro! La visita è andata bene e i bambini hanno seguito con molto entusiasmo le spiegazioni dei vari monumenti di Berlino che si vedono dall’alto. Qui si potrebbe aprire una parentesi sulle gite che invece nella nostra scuola italiana i bambini non fanno, ma evito.
Venerdì mattina i bambini hanno fatto una specie di caccia al tesoro sulla Germania e Berlino, mentre il pomeriggio c’era la grande festa di fine anno. E che festa! Sono rimasta letteralmente di stucco. Oltre ai vari banchetti culinari (Bratwurst, torte, frutta e bibite), c’erano numerosi workshop (tra cui la possibilità di costruire il proprio orsacchiotto, frequentato anche da ragazzotti di 10-11 anni!), un palcoscenico dove si esibivano gli alunni cantando, danzando e suonando vari strumenti, un clown, una giostra, due gonfiabili e tant’altro. Molto carino era il gioco puzzle sulla Germania e l’Europa, che i bambini dovevano completare per ricevere un dolcetto.
Venerdì Frau K. ha anche consegnato le schede che i bambini avevano fatto durante la settimana: avevano scritto i nomi dei Länder, una poesia sulla Germania, i nomi dei bambini di origine straniera e i rispettivi paesi d’origine, ma avevano anche fatto dei piccoli ripassi di tedesco e di matematica. A parte il ripasso di tedesco, dove Nicholas ovviamente è carente rispetto agli altri, devo dire che se l’è cavata molto bene. Si è anche reso conto che lui è un Gastschüler (letteralmente: studente ospite), parola che ora usa sempre per presentarsi: mi chiamo Nicholas, vengo dall’Italia e sono un Gastschüler.
Devo dire che, a parte i grandi eventi come la gita al Reichstag e la festa, questo soggiorno mi ha fatto venire mille dubbi. I primi giorni di scuola Nicholas era sì contento di aver ritrovato bambini con i quali aveva legato, però continuava a dire che voleva tornare a casa, perché anche gli altri bambini in Italia erano in vacanza. Frau K. mi ha consigliato di parlare molto con lui e che avrebbe sicuramente cambiato atteggiamento. Così ho fatto e ho anche cercato di fargli vedere il lato positivo del fatto di capire, leggere e scrivere il tedesco. Sabato siamo andati al Neues Museum con la visita guidata per bambini dai 6 ai 9 anni “Auf den Spuren der Pharaonen” (sulle tracce dei faraoni) che terminava con la meravigliosa statua di Nefertari. Visto che eravamo gli unici (!), Nicholas ha fatto mille domande alla guida ed era al settimo cielo. Abbiamo anche passato qualche ora al Kulturkaufhaus Dussmann, che è molto di più di una libreria e propone spesso degli eventi. Sabato c’erano degli artisti che facevano delle piccole statuine dell’orso di Berlino ma anche di reperti archeologici. Domenica, poi, siamo andati al Deutsches Technikmuseum a sperimentare con l’energia eolica e la tecnologia in generale. Alla fine del weekend, Nicholas aveva ritrovato il suo equilibrio ed era quello di sempre. Infatti, lunedì quando sono andato a prenderlo a scuola non voleva venire via, perché stava giocando con i compagni. Sono dovuta rimanere un’altra ora e ho chiacchierato con i suoi amici – veramente deliziosi e gentilissimi. Abbiamo anche fatto una piccola lezione di italiano, perché qualcuno stava per partire per andare al mare in Italia :)
Martedì era l’ultimo giorno di scuola con la consegna delle pagelle. Frau K. mi aveva spiegato che anche Nicholas avrebbe ricevuto una pagella. Eravamo molto curiosi e Nicholas era anche un po’ agitato… ma quando sono andata a prenderlo, mi ha mostrato con grande orgoglio al sua super pagella. Frau K. gli aveva dato dei bei voti, con qualche “Prima!” (fantastico!) e un “Super!”
Ora posso dire che ne è valsa la pena e so che Nicholas non vede l’ora di tornare ad agosto per l’inizio del secondo anno. Anche perché i suoi compagni gli hanno chiesto con insistenza di tornare!
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