Scuola internazionale: riflessioni di fine anno

Rieccoci, siamo sempre noi, la famiglia espatriata in un paese di lingua non indoeropea (che chiamiamo korotese, nome fittizio), con due bambini in eta’ prescolare, la grande ad una  scuola internazionale, il piccolo ad una scuola locale.

L’anno scolastico è finito (per Grillina; per Ometto, la Nursery è aperta fino a fine Luglio). Provando a fare un bilancio,  globalmente direi che  è positivo ma con riserva. Partiamo dagli aspetti positivi.

Integrazione

Grillina ha superato le difficoltà iniziali piuttosto bene, riuscendo alla fine a inserirsi nella classe, stringere amicizie, interagire in modo soddisfacente con compagni e maestre nella nuova lingua (inglese), sentirsi a proprio agio.

Per questo, non posso essere che estremamente contenta.

Coinvolgimento

Questo mese Grillina ha preso parte ad un piccolo grande avvenimento: il suo primo “spettacolo” di (quasi) fine anno. IL tema dell’unita’ didattica era il passare del tempo, il rendersi conto che il mondo cambiasse col procedere delle generazioni, ma anche che, per certi aspetti, restasse sostanzialmente uguale.
Nel caso delle classi del Kindergarten, uno degli aspetti presi in considerazione era cercare di focalizzarsi su alcune favole (tradizionali, moderne…), analizzarne le caratteristiche ricorrenti e cercare poi di usare quanto imparato per provare a “caratterizzare” altre favole. [Interessante, a mio avviso. Mia figlia ha colto abbastanza di quanto discusso, probabilmente... appunto, io non sono una pedagoga e non so quanto mi devo aspettare in media da un bambino di quell'eta'.] Ovviamente, non hanno passato un mese e piu’ in solo discorsi teorici (come la mia impostazione/deformazione mi spinge a immaginare) ma hanno approfondito il tutto cimentandosi con lavori manuali, in disegni, provando a illustrare i momenti di una storia (quindi: scegliendo una favola, isolandone le tappe fondamentali, decidendo come disegnare, e poi preparando cartelloni illustrativi), imparando poesie e canzoni collegate al tema delle favole, preparandosi ad inscenare uno spettacolo su questo tema e ponendosi il problema di come impersonare un dato personaggio, provando ad ideare un travestimento appropriato e via di questo passo.
Durante i pomeriggi hanno fatto le prove, e alla fine, un giorno di inizio maggio, si sono cimentati per i bambini della scuola elementare e per noi genitori.
Devo dire, il risultato non e’ stato uno spettacolo di alta professionalita’, ma e’ stato molto carino, e la cosa piu’ bella per me e’ stato vedere il coinvolgimento e l’entusiasmo di mia figlia e degli altri bambini in generale.
Insomma, non era perfetto sotto tanti aspetti ma era tutta farina del loro sacco, si vedeva che ne erano fieri e sono stati ripagati dei loro sforzi con una calda accoglienza.

La lettura.

Vi avevo preannunciato che nella seconda parte dell’anno le maestre avevano cominciato con un programma per insegnare ai bambini le basi della lettura in inglese. Ogni giorno o quasi c’erano libricini semplici semplici da leggere, ogni settimana un libro piu’ “difficile” da leggere con i genitori, e un libricino di media difficolta’ dalla biblioteca di classe: ecco, onestamente, noi non siamo state proprio sistematiche, negli ultimi tempi anzi dedicavamo si e no un giorno a settimana (sabato o domenica), in quanto, dopo essere tornati a casa da scuola, vedevo che Grillina faceva volentieri tantissimo altro. Ho pensato fosse meglio lasciarla in pace e non stressarla. Poi, finiva che nel fine settimana mi chiedeva lei di leggere insieme i libri di scuola, o vedevo che se li prendeva e provava a leggerli da se’ (bellissimo!!!!). In un certo senso, si cercava di compensare la mancata sistematicita’, ma senza troppe pressioni da parte mia.
Risultato: ieri la maestra mi prende a parte e mi dice: “Sono proprio sorpresa di come legge bene Grillina!”. Onestamente, ne sono sorpresa anch’io. A dire il vero pensavo quasi ad una osservazione ironica, conoscendo l’umorismo della maestra (un giorno vi parlero’ pure di lei), ma ovviamente no, ironica su una cosa simile non si sarebbe mai permessa di esserlo (e’ un’ottima persona). Ho risposto: “Guardi, onestamente non siamo troppo sistematiche negli ultimi tempi, ma vedo che Grillina ha interesse alla lettura. Io non la spingo a leggere, ma quando mi chiede di farlo insieme la assecondo volentieri. Anche in altre cose, Grillina funziona cosi’: se e’ spinta recalcitra. Ma puo’ accadere che d’un tratto le si schiariscano le idee e venga ad afferrare correttamente il meccanismo: allora, d’un tratto passa da fare una cosa male a farla alla perfezione o quasi, senza soluzione di continuita’.”
[Capita anche a voi/ai vostri bambini? E' una cosa che in mia figlia ho osservato spesso, mentre mio figlio sembra procedere piu' per gradi.]

Ci sono state, però, alcune cose che non mi hanno lasciata troppo soddisfatta, anzi ad essere sincera mi sono ritrovata a provare, talvolta, disappunto, amarezza, o rabbia.
Mi permettete di vuotare il sacco quasi senza censure? :)

Il costo

Per l’anno che viene, la retta che verremo a pagare è quasi raddoppiata. Sarà una scuola ritenuta molto buona, ma con tutto quello che si paga (retta, uscite scolastiche ai musei, i libri, il materiale, vari contributi una tantum per motivi ogni volta diversi, …) dovrebbero davvero fare molto molto di più e meglio.
Inoltre, soldi a parte, è una scuola non male, ma io stento a definirla buona. Sarò troppo pretenziosa, ma il mio giudizio sulla scuola è un “decente”.

Mancanza di informazione

Nessuno si è degnato di informarci. Di cosa, ad esempio? Di un progetto “impegnativo” da fare (un giorno di preavviso anziché due settimane come agli altri), del pigiama party da fare il giorno dopo lo “spettacolo” dei bimbi (tutti lo sapevano meno che mia figlia; per fortuna lei mi ha detto che non si è sentita fuori luogo, si è divertita lo stesso), della festicciola di fine anno con i genitori il penultimo giorno (mia figlia era l’unica senza nessuno, no comment), del fatto che hanno segnato che un libro della biblioteca non l’avevamo restituito mentre era in sala professori e l’avevamo dato indietro da chissa’ quando, e non si sono neppure scusati, del fatto che hanno perso il quaderno di mia figlia (poi sempre ritrovato in sala insegnanti) e non si sono nemmeno preoccupati di vedere se mia figlia poteva scrivere come tutti gli altri.
Ecco, adesso che ho scritto queste cose una di seguito all’altra mi ritorna veramente la rabbia per la poca considerazione ricevuta.

L’unica scusante che immagino per questo è che probabilmente è colpa della maestra più anziana, che non è una cattiva persona, ma per il fatto che è anziana, probabilmente comincia a perdere qualche colpo… per ora, per pacificarmi mi rispondo così. L’anno che viene Grillina avrà nuove maestre, se anche allora tali episodi continueranno a ripetersi… beh, probabilmente penseremo seriamente a cambiare scuola. Anche solo per pagare la metà di adesso.

La scuola è un business

Terzo aspetto scomodo, che mi rende perplessa: non sapete quanto mi spiazzi e mi infastidisca il dubbio che tutto sia solo una montatura e un business. Perché, fin dall’inizio, ho questo sentore: per la scuola, l’importante è che paghi. E che ti senti parte dell’elite. Questo anno, mi sono sentita considerata all’inizio (quando tutti ti fanno sorrisi e come stai e via di questo passo) e poi trattata da numerino in una moltitudine. Non ho sentito alcun vero senso di appartenenza alla comunità. Mi sono sentita interpellare genericamente con discorsi altisonanti, ma nella realtà pratica mi sono sembrate vuote e senza significato, pure pubbliche relazioni non sostanziali. Colpa mia? Forse. Al momento mi viene da pensare che è come una scuola senz’anima: piena di belle promesse affabulatrici, poi mai realizzate.

Reputazione

Parlando onestamente con conoscenti che hanno i figli alla scuola internazionale ai gradi più alti, sono pure loro insoddisfatti e critici per gli aspetti già riportati sopra e per per svariati altri che non ho ancora avuto modo di sperimentare. La frase più comune che ho sentito è “Tutti fanno la fila per entrare in questa scuola, credono che sia quanto di meglio si possa desiderare. Poi uno entra, e vede realmente com’è…” decisamente sconfortante come descrizione, a maggior ragione vedendo quanti soldi si spendono. L’unico aspetto oggettivo è che l’inglese lo imparano bene, ma se questo è davvero l’unico vantaggio, allora non vale la pena di pagare tutti questi soldi. L’istruzione non è solo imparare l’inglese perfettamente, ma tutta una serie di altri aspetti formativi, come è sottolineato negli obiettivi della scuola: ma li perseguiranno davvero, o insegneranno ai ragazzi solo a vendersi bene? Tutta forma e niente sostanza? Spero proprio di no.

[A onor del vero, ci sono anche altri conoscenti e amici che non si sono mai lamentati della scuola, anzi sostengono che davvero formi persone indipendenti, di ampie vedute, e attenti anche alle tematiche sociali. Ho molta stima di chi mi ha detto cio', non credo che stessero mentendo. Pero' i loro figli sono ormai grandi, forse la scuola in passato era davvero molto buona. ]

Mia figlia ora mi dice che ora si trova bene con i suoi amici ed era un po’ triste al pensiero che l’anno prossimo non li avrà tutti con sè. Ma, pensando da genitore, in prospettiva è bene se continuo a farle frequentare un ambiente che di cui io, per come stanno le cose ora, non ho abbastanza fiducia?

Spero l’estate porti consiglio. So già che studiero’ come una pazza il korotese, dipende anche da me rendere possibile l’opzione della vicina scuola locale. Se non sarà per quest’anno sarà per l’anno prossimo o quello dopo, quando anche Ometto dovrà cominciare la scuola elementare. Nel suo caso, non ho dubbi che lui si troverebbe bene alla scuola locale, già parla bene adesso, non può che migliorare. Per Grillina, è più grande e tutto è più difficile, ma non impossibile.

Vi auguro una bella estate!

 

Immagine: Holiday Stickers, amazon UK

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Comments

  1. Bilingue Per Gioco says

    Agi,

    non ho capito se il problema di comunicazione c’è solo con voi p è generico, non credo siate gli unici stranieri, quindi non è chiaro perchè avrebbero dovuto escludervi, a meno che non sia solo un errore.
    Quanto al costo… certo è un problema. Ma sei così sicura che Grillina non avrebbe retto una scuola locale? Se non avessi avuto alternativa, economica o perchè magari non la prendevano o quello che è, probabilmente l’avresti mandata ad una scuola locale e lei se la sarebbe cavata. Non senza fatica certo, ma se la sarebbe cavata. In fondo succede a tanti bambini, ma ce la fanno e ne escono rinforzati.

    L.

  2. Agi says

    Per quanto concerne il problema della comunicazione: altri genitori della classe di Grillina non hanno ricevuto alcune delle comunicazioni ufficialmente (per esempio, la festicciola di fine anno), ma, conoscendosi tra loro gia’ da tempo, le informazioni non ufficiali sono loro arrivate. Altre classi del Kindergarten invece hanno ricevuto per tempo la mail. Quindi, in questo caso, il problema e’ stato causato dalle maestre della classe di mia figlia. Negli altri casi non ne ho la certezza ma mi viene da pensare che e’ lo stesso.

    Per la scelta della scuola internazionale: negli accordi di lavoro preliminari, ci e’ stata presentata come unica opzione (in quanto entrambi stranieri, non ci si aspettava da noi altra scelta). Ci e’ stato anche assicurato un posto, quindi per entrare qualcuno si e’ dato da fare per noi. Ecco, rifiutare di botto non si poteva, per non creare problemi sul lavoro a mio marito. Inoltre al tempo non sapevamo proprio nulla sulla scuola locale.
    In piu’, la scuola internazionale ci era stata descritta come ottima scuola (come probabilmente era in passato), e uscendo da quella scuola si hanno meno problemi a vedere riconosciuto il proprio diploma in una universita’ europea o americana, e si esce sapendo l’inglese molto bene.

    Pero’ la questione economica comincia ad essere troppo rilevante (la quota e’ raddioppiata dall’anno scorso… non ci avevano detto nulla, su questo la scuola e’ stata scorretta, a nostra precisa domanda e’ stata data una risposta elusiva a suo tempo). Alcuni mi hanno detto che e’ possibile chiedere un contributo per la retta ma non so se si applica anche nel nostro caso (discorso complicato, dobbiamo chiedere delucidazioni).

    Non avendo avuto possibilita’ economica o non avendo avuto nessuno che si era prodigato per un posto, sicuramente non avrei fatto nessuna tragedia a dover mandare Grillina alla scuola locale. Insomma, si’, sarebbe stato difficile (quanto non si puo’ dire), ma sarebbe sopravvissuta.

    L’unico aspetto positivo e’ che io sono sicura che, se decideremo per trasferirla, sicuramente avra’ pochi problemi con la lingua locale: la vuole imparare molto fortemente, quindi la vedo ben disposta.
    Il problema al momento e’ che non c’e’ posto, cambiare a settembre e’ impossibile.
    Inoltre, questa scuola locale e’ pure molto quotata, quindi ho gia’ capito come funziona: occorre qualcuno che, da dentro, ci assicuri il posto. Come al solito, e’ la solita storia trita e ritrita: formalmente c’e’ estrazione a sorte o esame per vedere se il bimbo e’ idoneo, ma e’ una farsa. Ci sono quelli col posto sicuro e quelli per cui si fa l’estrazione / possono essere respinti all’esame di idoneita’.

    Insomma, senza voler fare la moralista (anche se, appunto, questa consuetudine non e’ un aspetto che condivido): qui funziona cosi’. Una volta entrati non ti lasciano fuori, ma entrare nelle scuole buone (locali o meno) e’ difficile, e’ solo questione di raccomandazione (e disponibilita’ economica: la scuola locale costerebbe per noi, considerato lo sconto, qualcosa come 4000 euro l’anno… cifra decisamente superiore a qualsiasi cifra io abbia mai pagato per l’universita’ in Italia).
    Provate a immaginare quanto paghiamo per la scuola internazionale, mi viene rabbia solo a pensarci.

    Una soluzione per pagare meno alla scuola internazionale comunque ci sarebbe, dovrei cercare di entrare nel corpo docente della scuola, lo sconto dovrebbe essere ancora maggiore (ma non so esattamente quanto) e, forse, avrei una minima voce in capitolo sull’impostazione della scuola (ma ne dubito). Ma, ancora, non credo che il mio inglese sia buono quanto basta per insegnarvi (non ho un inglese da madrelingua, assolutamente no!).

  3. Miriana says

    salve! mi chiamo Miriana, leggo il tuo blog da un bel po’, mi piace davvero molto, lo trovo un veramente interessante, avrei una piccola curiosità che sicuramente voi saprete spiegarmi meglio, qual’è la differenza tra una scuola bilingue e una scuola internazionale? grazie =)

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