Tipi strambi sotto l’ombrellone

Questo mese per voi lettori itañoli, o al limite ispanofoni o anche semplicemente curiosi un po’ di tutto, ecco un libro molto estivo, dalla prosa vivace e ironica (come pure le illustrazioni) che dall’inizio alla fine ci pone una domanda  retorica, che è quindi un’affermazione: “¡¿quién no es un poco raro?!”.
Il  bicho raro in questione, che poi si scopre essere un dodo, va per il mondo in cerca della sua identità e “observando, descubre que cada uno es diferente y no por eso es un bicho raro“.
Nel corso del viaggio il nostro eroe incontra vari animali che, non sapendo a che specie appartenga (cosa ignota a lui stesso) gli si rivolgono chiamandolo “bicho raro“, ovvero “tipo strambo“, ma poi, a far caso, non è che loro siano meno strambi: la tortuga “la que va con la casa a cuestas” o el avestruz “que esconde la cabeza para no saber lo que pasa”. Da ognuno di questi animali il nostro riceve un prezioso consiglio che si rivelerà presto utile nel proseguimento del viaggio; il mio preferito è senz’altro quello dato da la serpiente roca: “no te rindas jamás”, mai arrendersi. Un consiglio per tutti per tutta la vita, ché alcune cose richiedono tenacia e trovare il proprio posto nel mondo è una di queste.
Per  i nostri figli multiculturali questo libro rinforza un concetto che già loro stessi, nonostante il conformismo dovuto all’età, sanno ben riconoscere: la diversità è una ricchezza e da ogni essere, uguale o diverso, abbiamo da imparare.
E anche: esistono punti di vista diversi da cui vedere le cose e quando proviamo a guardare la realtà  da un’altra prospettiva magari possiamo scoprire cose inaspettate come, ad esempio, che l’essere umano è il bicho più raro di tutti!!
(come il dodo e i suoi amici giustamente osservano nell’ultima pagina…)
Questa storia mi ha fatto venire in mente una canzone imparata a scuola dalle bambine, si chiama “Un punto di vista strambo”
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=NUxhzKniEJQ[/youtube]
e fa parte, udite udite, dell’odiato (non me ne vogliano) Zecchino d’oro, di cui posso tranquillamente dire che abbia dato un fondamentale contributo nel decidere di parlare inglese con le mie figlie, proprio per evitare di crocifiggermi con l’ascolto e la visione dello stesso ;-))
Detto ciò, questa canzone non è male, ha il ritmo di un mambo e come testimonial un astronauta dell’ESA (Agenzia spaziale europea) che non fa che ribadire il nostro topic:
“I pipistrelli guardano il mondo a testa in giù, come gli astronauti. Volando nello spazio ho visto la terra a testa in giù, da un’altra prospettiva…guardare il mondo da un’altra prospettiva, i  bambini lo fanno sempre: invito anche i grandi a farlo“.
Un po’ OT, ma sempre a proposito di canzoni e spagnolo, le bimbe questa estate stanno impazzendo per “Cantajuego” (CD + DVD), questo gruppo di artisti autori di live show che cantano e ballano hit vecchie e nuove della discografia ispanofona per bambini (speriamo di vederli live nel prossimo viaggio in Spagna…); tra queste c’è il tormentone “Ciuciuuà”, arrivato da tempo anche da noi (qui la versione del Payaso Piñon

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=lYzG6yjDb-w&feature=youtube_gdata_player [/youtube]
e molte altre, obiettivamente spassose, che stanno facendo ballare un po’ tutta la famiglia (nonni e cugini compresi), grazie anche alla complicità della tata e dell’au pair messicana che è venuta a passare l’estate con noi: sono loro le più entusiaste perché hanno ritrovato le canzoni dell’infanzia 😉
Buon proseguimento di vacanze a tutti
¡¡Hasta pronto!!

”Un bicho raro,  Paz  Rodero, José Morán – ill. Emilio Urberuaga per i tipi di Edelvives link amazon uk, es

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Comments

  1. Mari says

    Ciao!
    Mi piacerebbe trovare per il mio mini-me di quasi 2 anni, bilingue italiano-spagnolo, qualche amico “espanol-hablante” per giocare insieme… quindi genitori di bimbi bilingue “itanoli” se siete a Milano battete un colpo e magari riusciamo ad organizzare! :-)

    Grazie!
    Mari

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