In Italia da 10 anni, con un rimpianto…

Ciao, sono Bonhee, noi siamo coreani e viviamo ormai da 10 anni in Italia.

La nostra figlia Sya è nata in Italia due anni fa.

Io sono linguista-fonetista per lo studio che ho fatto, anche se il mio lavoro attuale non c’entra niente con la mia diploma, ma le lingue che ho imparato sono comunque utili. Sento doverti pero spiegare perche cosi scarso il mio italiano^^ A differenza delle altre lingue, io non ho studiato italiano come si deve. Perche all’ inizio non pensavo di rimanere cosi tanto tempo in Italia. Ma dopo quando era chiaro che noi rimaniamo in Italia a lungo, è diventata difficile mettermi a studiare. Sai come la vita, lavoro. Poi sapevo come comprare le cose necessarie e chiedere la strada ecc.

Sya sta frequentando il nido da quando aveva 19 mesi. Inserimento al nido non e stata facile. So che non lo è per nessuno, ma il suo pianto è durato un po’ di più rispetto altri bambini. All’ inizio ha pianto come tutti bambini, ma quando ormai tutti bambini hanno smesso di piangere lei continuava piangere e piangere.

Le educatrici mi hanno proposto di creare un libro bilingue per lei. Perche credevano che la sofferenza della mia figlia è dovuta anche per la lingua diversa che la Sya non ha sentito quasi mai prima . La loro idea è di leggere questo libro in italiano al nido e a casa in coreano. Per far capire alla Sya che la mamma e le educatrici parlano della stessa cosa anche se le lingue sono diversi. Allora io ho tradotto una favola coreana, poi le educatrici hanno cerreto la mia traduzione. Cosi abbiamo creato un libro per Sya. Le educatrici hanno creato anche piccole figurine con dei personaggi della favola e le hanno fatto proprio una borsa, dove aveva il suo libro e le figurine. Sya da quel giorno portava quella borsa avanti e dietro. Io ogni sera leggevo quel libro, giocavo anche con le figurine insieme con la mia figlia . Anche se lei non mi poteva dire espressamente che grazie a quel libro lei ha potuto avere più fiducia verso educatrici, ma io ho capito che il libro le aiutava. Per questo ringrazio molto educatrici del nido, che hanno prestato tanta attenzione per Sya, per poi avere questa brillante idea. Io da sola non sarei mai arrivata a pensare che lei cosi piccola capiva cosi tanto che ambiente dove non capisce niente le faceva sentire in disaggio oltre allo distacco con i genitori.

Adesso Sya si diverte tanto al nido, si esprime in italiano e anche in coreano abbastanza bene. Ma a volte le scappano le frasi in italiano anche quando è a casa, come “mamma mia!, non voglio, è mio” Ama molto cantare le canzoni ha imparato al nido, ma quando vede che noi non sappiamo la sua canzone, ci mostra sua delusione. Cosi adesso ci tocca imparare le sue canzoncine. Sono contenta che lei è serena e imparando italiano acquisisce la sicurezza.

Però avevo sogno, che la sua lingua primaria diventasse coreano. Ma capisco, che sto chiedendo troppo a lei. Solo io ho un po’ paura per lo distacco mentale che hanno a volte bambini nati nel paese straniero per incomprensione verso i genitori. (i genitori non parlano sufficientemente bene la lingua straniera, bambino non parla bene la lingua di origine)

Ecco cosi ti ho raccontato un po’ come siamo noi. Complimenti per il tuo blog, è bellissimo. Ho già trovato tanti utili consigli. Sono sicura che il tuo blog sarà di grande aiuto nel nostro crescere.

Bacio

Bonhee

Bonhee,

grazie di aver condiviso questa storia così bella!

Vorrei dire grazie anche io a queste insegnanti così brave e lungimiranti, anzi mi piacerebbe propria sentire la loro storia. Cosa le ha indotte a proporre questa soluzione? Hanno fatto dei corsi specifici? Sono state consigliate da degli esperti? O hanno solo applicato buon senso e sensibilità? (se fosse così tanto di cappello!) Comunque sia brave, anzi bravi tutti. Loro e voi.

Quando scuola e famiglia collaborano per il bene del bambino si possono ottenere risultati meravigliosi, ascoltare il bambino e dargli le risposte di cui ha bisogno, farlo sentire accettato con il proprio bagaglio. Se insegnanti e genitori fossero tutti così non credo avremmo problemi nelle scuole…

Per venire ai tuoi dubbi…

Beh, come sempre mi limito a dare un parere personale, ma azzerderei che molto probabilmente la lingua dominante di tua figlia sarà sempre di più l’Italiano. E’ così, facciamocene una ragione… Ma questo non vuol dire che non capisca e parli il coreano, soprattutto se voi genitori continuate a parlare solo coreano con lei.

E sì, sarebbe meglio che tu coltivassi il tuo italiano e facessi dei corsi per migliorarlo. Non per parlare Italiano con tua figlia, ci mancherebbe! E’ giusto che la vostra lingua rimanga il coreano. Ha senso migliorare l’Italiano per parlarlo in società, parlarlo con le insegnanti, con i genitori dei compagni. Insomma, dicendola tutta, per evitare che tua figlia un giorno si vergogni del fatto che tu non parli abbastanza bene l’italiano.

Sia chiaro, il coreano è la vostra lingua e lo deve rimanere. Ma tu hai gli strumenti culturali per imparare bene l’italiano, e avendoli ha senso che li utilizzi e faccia questo sforzo, a mio parere, che nel lungo termine sarà molto produttivo. Ma ripeto, al posto tuo con tua figlia continuerei a parlare solo coreano, aspettati che ti capisca e ti capirà, e forse lo parlerà anche.

Ciao e in bocca al lupo,

Letizia

 

Immagine: Korean Children’s favourite stories, au amazon.it (nota: ogni volta che vado alla Fiera del libro di Bologna rimango stupita dalla qualità e freschezza dell’editoria per bambini coreana, purtroppo poco viene tradotto, e sui testi ovviamente non posso commentare, ma gli illustratori coreani sono bravissimi!)

 

Related Posts with Thumbnails

Comments

  1. Bonhee says

    Grazie!! E’ emozionate leggere la propria storia sul tuo blog. Sono d’accordo con te, che devo mettermi a studiare l’taliano. Vorrei essere pronta per quando la mia figlia sara’ piu’ grande. Poi affermo che sono veramente brave le educatrici del nostro nido. Sono sempre attente ad ogni cosa e pronte ad aiutarci.

    Grazie di nuovo per i preziosi consigli!!

  2. Eva says

    Che bella testimonianza! E che bella l’idea del libro bilingue! In bocca al lupo! :-)

  3. raffa says

    benvenuta Bonhee! E che bello quando educatrici e genitori riescono a collaborare così bene nell’interesse dei bambini. E non preoccuparti per il coreano, se il parlare una lingua è un piacere (e se noi creiamo/cerchiamo anche delle “necessità”, in cui non si può fare a meno di usare una certa lingua), con il coreano ci crescerà senza problemi. Tienici aggiornate (e magari Sya può cantare una canzoncina coreana alle sue educatrici ;-)?)

  4. Patrizia says

    Ciao,
    Io sono una mamma Italiana di tre bambini, viviamo a Londra il papa e’ del Cameroon (originariamente francofono). Parliamo italiano a casa con mio marito e i bambini ma l’Inglese e’ la lingua che loro usano con piu ‘leggerezza’…l’italiano e’ per loro un piccolo mondo buffo che condividono con me in particolare ed e’ di solito usato passivamente ( io parlo in italiano e loro rispondono in Inglese!) , diventano invece molto seri quando lo parlano con i nonni e credo che superati i primi periodi di frustrazione adesso questa competenza li faccia sentire anche un po orgogliosi. Tornando al nostro piccolo mondo familiare, adesso quando loro iniziano spontaneamente a parlare Italiano, lo fanno in modo ‘teatrale’ ! E divertenete per loro e credo sia una nuova fase di ‘rottura del ghiaccio’, un modo per sperimentare senza rischiare di essere giudicati o ‘sbagliare…
    Scusa se mi sono dilungata, ma volevo condividere la mia esperienza con Bonhee perche anche io ho vissuto sentimenti contrastanti nei confronti della lingua ‘materna’ e non. Sono passata dalla beata ignoranza, alla preoccupazione nel vedere il nonno triste al pensiero di non essere capito, alle miste emozioni associate al pensiero del futuro, di invecchiare ed avere in loro i principali interlocutori ’emotivi’, perche alla fin fine l’ Italiano e’ la nostra ‘lingua segreta’…tutto questo per condividere con Bonhee la felicita’ del vedere i propri figli come esseri altri, adulti con una propria identita, che noi con la nostra lingua e la nostra storia contribuiamo a costruire…
    Un caro saluto a tutti e spero mi scusiate per essere stata un po prolissa :)

    • Bilingue Per Gioco says

      Ciao Patrizia,

      diciamo anche bravo al papà che ha imparato la tua lingua! La pigrizia linguistica dei papà dà grattacapi a tante mamme, ma il vostro papà viene da un paese bilingue (Inglese e Francese lingue ufficiali, più lingue locali immagino), e questo forse lo aiuta, che ne dici?

      Ciao,
      L.

    • Bonee says

      Ciao Patrizia
      Grazie per il bellissimo racconto! Spero tanto che mia figlia cresca imparando e apprezzando il valore di questa nostra lingua segreta. In bocca al lupo!!!

Leave a Reply