La bambola viva, Bianca Pitzorno

Avete mai letto un libro di Bianca Pitzorno?
Io, lo confesso, prima di parlarne in modo così ampio grazie all’avventura su Zebuk, non mi ero mai imbattuta nelle sue storie.
E che peccato!
Perchè la Pitzorno è un’autrice che riesce a scrivere in maniera ironica, fresca, sfrontata…ma è in grado di farlo per un pubblico in miniatura.
E se quel pubblico ha bisogno di approcciarsi alla lettura in maniera intelligente, beh, contate pure su di lei come compagna di avventure!

Il libro che vi presento oggi è La bambola viva, che potete trovare facilmente in commercio edito da Mondadori e, per i più tecnologici, disponibile anche in versione ebook.

Ma di cosa parla?
Chi è questa misteriosa bambola viva?

Lo scopriamo all’inizio della storia:

Il giorno in cui Chiara e Carlotta Rodini compirono sette anni, la loro mamma tornò dall’ospedale con un fratellino appena nato.

Le due sorelle, inizialmente felici perchè lo avevano scambiato per una sorta di regalo di compleanno assai speciale, si rendono conto che il nuovo arrivato rischia di rovinare loro la festa.
E, soprattutto:

Non era un giocattolo e non aveva niente a che fare con i regali. Al massimo le gemelle potevano avvicinarsi alla culla in punta di piedi e dargli un bacino di benvenuto sulla testa. Dopo di che, era meglio che girassero alla larga.

Insomma, diciamoci la verità…Chiara e Carlotta si sentivano escluse.
E tristi.
Fino a che la previdente Zia Giulia non regala loro un bambolotto con tutti gli accessori possibili ed immaginabili.
Una sorta di replica del loro fratellino Marco.
E, infatti, al bambolotto viene dato il nome di Mirco.

La convivenza tra le gemelle, il fratellino e Mirco prosegue pacifica (salvo qualche incidente di percorso capitato a Mirco…) fino a che, dopo qualche mese, la maestra di Chiara e Carlotta non legge in classe una storia, La bambola dell’alchimista:

Raccontava di una bambola magica che non solo somigliava perfettamente (come Mirco) a un bambino vero, ma che aveva, dietro un orecchio, un bottoncino, premendo il quale diventava viva: si muoveva, rideva, piangeva, beveva il latte, riconosceva il suo padroncino… Aveva anche un’altra qualità: faceva la cacca d’oro.

E allora le due sperano che Mirco possa iniziare a muoversi, a crescere, a diventare come Marco.
Che è impossibile lo sappiamo noi.
Ma se vi dicessi che, un giorno, una distratta baby sitter entra nella storia e, forse, compie un “miracolo”?

La bambola viva è una lettura simpatica e divertente da fare insieme ai propri figli.
Perchè parla di bambini non sempre perfetti.
Ma lo fa in modo scanzonato.
E un racconto che non annoia e che strappa un sorriso, è un ottimo modo per invogliare un bambino alla lettura.

 

 

 

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