10 libri multiculturali in Inglese

Ne abbiamo già parlato altre volte sul blog: l’esperienza di bilinguismo è per molti di noi genitori strettamente collegata all’idea di multiculturalità. Non solo auspichiamo che i nostri piccoli imparino presto due o più lingue per dei fini pratici di comunicazione ma anche perché comprendano che il mondo è grande e ci sono tantissimi modi di esprimersi, abitare, mangiare, insomma di vivere, tutti altrettanto affascinanti e tutti degni di rispetto seppur lontani dai nostri.

Nell’attesa di iniziare a girare il mondo con mia figlia e scoprire insieme tali e tante diversità, nel costituire la sua biblioteca in Inglese ho cercato di curare l’aspetto multiculturale e quindi di scegliere dei libri che, nel loro piccolo, presentassero contesti e stili di vita diversi dal nostro. Ho cercato di prediligere testi che non proponessero immagini “stereotipate” delle culture o dall’accento troppo folkloristico e questo, confesso, non è semplice perché l’acquisto on line rende spesso difficoltoso tale approfondimento.

Qui di seguito una lista di proposte che ci sono piaciute, le ho ordinate in modo tale da indicare prima i titoli adatti anche ai più piccini (4-5 anni) e successivamente quelli un po’ più complessi, sia in termini linguistici che concettuali.

CREPES BY SUZETTE di Monica Wellington

Nel caso i cui siate in procinto di visitare Parigi con i vostri piccoli, ecco il libro che fa al caso vostro! Incontrerete Suzette che, dal mattino fino a tarda sera, percorre la città con il suo carrettino e prepara squisite crepes per tutti gli avventori. Belle le illustrazioni che alternano collage, disegni, acquarelli e propongono sullo sfondo gli scorci più noti di Parigi. Il testo è in Inglese ma in ogni pagina troverete anche una parola o una semplice espressione in Francese: può sempre essere utile!

I LOVE SATURDAYS Y DOMINGOS di Alma Flor Ada

Se l’Inglese e lo Spagnolo fanno parte dell’educazione bilingue di vostro figlio, vi consiglio caldamente questa lettura. Noi lo Spagnolo non lo sappiamo ma mi è piaciuta molto la storia di questa ragazzina che il sabato va dai genitori del papà, americani DOC, e la domenica visita la famiglia della mamma di origine ispanica. Con i nonni si diverte un mondo e fa un sacco di cose sia inerenti alla cultura americana sia a quella messicana. Dal punto di vista del bilinguismo il libro è secondo me ideale perché una pagina propone il testo in Inglese e la seguente presenta un dialogo simile (ma non identico) in Spagnolo per facilitare la comprensione. Bello anche il fatto che le due culture non siano in competizione tra loro: alla fine del libro la  i nonni organizzano insieme una fantastica festa di compleanno per la nipote nel rispetto di entrambe le tradizioni!

BRINGING RAIN TO KAPITI PLAIN di Verna Aardema

Atmosfere africane per questa storia tradizionale della tribù Nandi ambientata in Kenya. Dopo un lungo periodo di siccità, gli animali della savana invocano la pioggia ed è solo quando il giovane guardiano di bestiame Ki-Pat colpisce con una delle sue frecce un grande nuvolone nero che la sospirata acqua inizia a cadere ridando vita alla pianura. I piccoli lettori impareranno a conoscere tutti gli abitanti della savana attraverso le illustrazioni dai colori vivi, scopriranno i cicli della natura e come la pioggia ridia vita agli animali e alle piante. Testo in rima, ripetitivo (sullo stile di “There was an old woman who swallowed a fly”, se la conoscete), molto musicale e facile da seguire.

HOW TO MAKE AN APPLE PIE AND SEE THE WORLD di Marjorie Priceman

In maniera molto semplice questo libro contribuisce a far capire ai nostri piccoli che il mondo è grande e ci sono paesi lontani tanto diversi dal nostro. Infatti la protagonista, intenzionata a cucinare una torta di mele ma trovando chiuso il negozio sotto casa, decide nientemeno che di andare a procurarsi il latte in Francia, il grano in Italia, la cannella in India e, per finire, le mele in Vermont. Il dolce è finalmente pronto, tutto da gustare e, se vi venisse voglia, sull’ultima pagina avete la ricetta della più classica Apple Pie.

ELEPHANT DANCE di Theresa Heine

Il nonno arriva in visita dall’India e porta con sé un sari per la mamma, braccialetti d’argento per Anjali, un aquilone dorato per Ravi oltre che i bellissimi racconti della sua terra. Grandfather narra del sole caldissimo, del vento che soffia dal deserto, dei monsoni che portano pioggia dal cielo come una cascata, delle montagne innevate, della cucina speziata, della processione degli elefanti durante la festa del Divaali e delle loro splendide danze. Troverete anche una bella piantina illustrata dell’India e, nelle pagine finali, qualche accenno alle tradizioni del paese.

UGLY VEGETABLES di Grace Lin

Grace Lin è una scrittrice e illustratrice americana e quasi tutti i suoi libri sono strettamente legati alla terra delle sue origini, la Cina. Mi piace molto questa storia in cui la piccola protagonista non capisce per quale ragione quando arriva la primavera tutti i vicini piantino nei loro giardini fiori bellissimi e profumati mentre la sua mamma si ostina a piantare bitorzoluti ortaggi cinesi. Ma quando arriva il tempo del raccolto, con i famigerati “ugly vegetables” la mamma cucina una zuppa deliziosa che viene generosamente condivisa con tutti gli abitanti del quartiere. Il messaggio è chiaro: mai fermarsi alle apparenze perché ogni cosa ha la sua bellezza intrinseca e il suo perché, a maggior ragione se appartiene alle nostre radici. E’ incluso un glossario con i nomi delle verdure in Cinese, quando provo a leggerli (per fortuna è indicata la pronuncia) mia figlia ride a crepapelle.

THE NAME JAR di Yangsook Choi

Cosa vuol dire arrivare in America dalla Corea a 6 anni e sentirsi diversi da tutti gli altri? Questa storia parla di Unhei che, il suo primo giorno di scuola, si vergogna del suo nome, così differente da quello degli altri e che tutti fanno una gran fatica a pronunciare. Con l’aiuto dei compagni di classe, decide di trovarsi un nuovo nome, questa volta americano, scegliendo tra le proposte che i nuovi amici le fanno su bigliettini inseriti in un grande barattolo, la “name jar” appunto. Daisy, Stella, Justine, Amanda… alla fine Unhei si rende conto che il nome più adatto a lei è proprio il suo, quello che è stato scelto per lei e che le ricorda le sue origini e la cara nonna rimasta in Corea. Un libro molto delicato, che gioca con i sentimenti: diversità, esclusione, solidarietà, nostalgia, appartenenza.

I LIVE IN TOKYO di Mary Takabayashi

Amo particolarmente questo libro che presenta il Giappone e le sue tradizioni raccontando un anno nella vita di Mimiko, una bimba di Tokyo. Mese dopo mese, si scopre come Mimiko e la sua famiglia festeggiano l’anno nuovo, danno il benvenuto alla primavera, si preparano per una cerimonia in kimono, prendono parte al rito del tè. Il tutto è corredato da bellissime illustrazioni molto colorate che presentano anche i caratteri giapponesi, gli ingredienti tipici usati in cucina, i segni zodiacali… Vorrei avere un libro così su tutti i paesi del mondo!

THE LEGEND OF THE BLUEBONNET di Tomie De Paola

Questa leggenda bella e commovente narra di come, a seguito del sacrificio compiuto da una piccola Indiana Comanche, sia fiorito per la prima volta il bluebonnet che ancora oggi in primavera punteggia le colline di alcune regioni del Texas. Scoprirete attraverso la lettura alcune delle tradizioni di questo popolo, dai canti, alle danze, alla preghiera, al loro rapporto con la natura e apprezzerete nelle illustrazioni molto accurate il loro stile di vita. Date un’occhiata anche al resto della produzione di De Paola,  prolifico autore dalle origini italiane, sono molte altre le proposte degne di nota.

THE KEEPING QUILT di Patricia Polacco

Patricia Polacco ha sfornato un numero considerevole di libri per ragazzi dall’ispirazione multiculturale, essendo la sua famiglia immigrata negli Stati Uniti dalla Russia. Questo libro, in particolare, racconta di come anni addietro la bisnonna della protagonista abbia portato  in America una coperta che, nel corso delle generazioni, è rimasta in famiglia, utilizzata come tovaglia, scialle, velo da sposa e ha avvolto tutti i nuovi nati tra cui l’autrice stessa e sua figlia. Bella l’idea delle tradizioni che si tramandano di generazione in generazione, anche attraverso il rispetto dei riti della religione ebraica che la famiglia continua a praticare.

Buona lettura a tutti!

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Comments

    • Elisa says

      Ciao Barbara e Giada,

      ecco qualche libro sullo stesso genere che mi sembra adatto anche ai più piccoli:

      – “The Magic Paintbrush” di Julia Donaldson: testo in rima (Donaldson è l’autrice del
      celeberrimo “Gruffalo”) e illustrazioni molto delicate, storia ispirata a una leggenda cinese
      – “The Dancing Dragon” di Marcia Vaughan: libro molto semplice sul capodanno cinese, la cosa
      divertente è che si apre srotolandosi e diventando un lunghissimo drago!
      – “Mama do you love me?”: noi abbiamo la versione board book, è un tenerissimo dialogo tra una
      piccola Inuit e la sua mamma, che la amerà sempre e comunque, qualunque cosa combini.
      Superconsigliato.
      – “When I was young in the mountains” di Cynthia Rylant: l’autrice racconta della sua infanzia
      trascorsa in un villaggio di minatori del West Virginia negli anni ’50. E’ bello vedere come la vita
      fosse diversa in quei tempi, il testo è breve e abbastanza accessibile. Mia figlia lo legge molto
      volentieri.
      – Cleversticks di Bernard Ashley: storia di un bimbo di origine cinese che insegna a tutti i suoi
      compagni d’asilo (maeste incluse!) a usare le bacchette

      A presto.
      Elisa

      • Bilingue Per Gioco says

        Organizzo visite guidate agli scaffali dei libri di Elisa. Chi vuole venire?
        L.

        • maria grazia says

          ci verrei volentieri…………..ma sono a Madrid
          besos
          maria grazia
          sono molto interessata all’argomento, in quanto insegno in una scuola bilingue, italiano-spagnolo.

        • Flavia says

          Vengo io!
          Elisa, grazie, speravo proprio in una lista per più piccoli e l’hai già fatta. Bellissimi spunti che non mancheremo di seguire. E ne abbiamo anche per la crescita…

          • Elisa says

            Vi ospiterei con piacere, ma in piccoli gruppi perchè non entreremmo tutti quanti! Nel frattempo continuero’ a condividere con voi le nostre letture in maniera “virtuale”.
            Elisa

  1. says

    Che belli! Ora che siamo in Canada e che ne “vediamo di tutti i colori” potrebbe davvero essere carino “approfondire” con dei libretti!
    Grazie !

  2. Sanpei 2 says

    Grazie per la segnalazione.
    Ho appena acquistato The Name Jar, How to Make an Apple Pie and See the World e I Live in Tokyo.

    Mia figlia ora ha 6 mesi ed ho fin troppi libri in lingua inglese (la sua terza lingua).
    Qualcuno sa consigliarmi altri titoli sul genere, ma in italiano?

    Faccio una fatica enorme a trovare libri per bambini piccoli in italiano e libri con contenuti multiculturali in italiano.

    Siamo così indietro o sono io che non sono riuscito a scovarli?

  3. maria grazia says

    Salve!
    come detto insegno in una scuola bilingue……e mi fate un po paura quando leggete tutte quelle cose in parecchie lingue a bambini cosi’ piccoli……..la intercultura e’ qualcosa che io insegno ai miei alunni, ma in parte viene gia’ a loro, in modo spontaneo!

    • Sanpei 2 says

      Ci sono controindicazioni?
      Nel senso, leggere storie ambientate in altri paesi e che fotografano un’altra cultura non è consigliabile?

      Credo che questi libri per molti di noi siano un grande strumento, se non l’unico modo, per far assorbire ai nostri figli concetti e punti di vista legati ad altre culture che altrimenti sarebbe difficile proporre.
      Voglio dire, non tutti abitano a Roma o a Milano e non tutti hanno l’opportunità di conoscere bambini stranieri o assaggiare cibo di altri paesi (tanto per fare due esempi banali).

      I libri, sempre dal mio punto di vista, in questo possono aiutare.
      Invece di leggere Cappuccetto Rosso, una sera si leggerà The Name Jar.
      Non gli facciamo mica una lezione di geografia e geopolitica.

      • Bilingue Per Gioco says

        Secondo me chi vive un bilinguismo e multiculturalitá spontanea spesso osserva con una certa perplessitá chi invece se li sceglie, come dire, e non hanno torto, il vero bilinguismo, la vera multicultura, sono quelle spontanee. Vero, ma quello non è l’unico modo, e dove non arriva la societá può arrivare l’iniziativa. Comunque non vedo proprio come leggere dei libri che presentino culture diverse possa avere effetti negativi per chiunque, a qualsiasi etá.
        L.

        • Sanpei 2 says

          Senza dubbio, Letizia.

          Ed è anche ovvio che un bambino nato e cresciuto a (una città a caso) Modena in una famiglia dove i genitori non hanno grandi possibilità di viaggiare, vuoi per tempo o per denaro, non ha molte possibilità di conoscere altre culture in modo spontaneo. In questo caso i libri possono certamente aiutare.

          “Il troppo stroppia”, si dice dalle mie parti, e quindi sì, esagerare è sbagliato in tutti i casi.
          Forzare è certamente sbagliato, ma utilizzare questi strumenti nel modo giusto credo sia solo un modo per aumentare le conoscenze dei nostri piccoli.

          Un libro al giorno toglie il medico di torno e, già che ci siamo, allarghiamo gli orizzonti e spaziamo da I Tre Piccoli Porcellini a The Name Jar, da Pinocchio a Elephant Dance.

          Così è come la vedo io.

  4. says

    Grazie per i preziosi suggerimenti. Io credo che comincerò da “I live in Tokyo” dato che in casa ho foto di quando ero in Giappone,ninnoli vari e diversi libri in giapponese, che mia figlia spesso si prende di nascosto per guardarsi incuriosita tutti quegli strani segni e disegni (come imparare a scrivere i caratteri giapponesi, per bambini). E poi mi fa mille domande sul Giappone. Inoltre, nella sua classe (materna italiana) ci sono bambini di diverse culture e razze forse leggere insieme alcuni libri come quelli suggeriti potrebbe aiutarla. oppure non è l’approccio giusto?
    angela

    • Bilingue Per Gioco says

      Aiutarla in che senso? I bambini non hanno bisogno di aiuto per giocare con bambini di altri colori, a meno ovviamente che non ricevano dagli adulti messaggi di altro genere…
      L.

      • Sanpei 2 says

        Mi hai strappato una risata.
        Ho trovato quella domanda abbastanza inquietante.

        Spero che Angela si sia espressa male. 😀

      • says

        si mi sono espressa male. intendevo così come aveva spiegato meglio sanpei2 in un suo precedente commento aiutarla a capire che al mondo esistono tante altre culture, altre cucine, altre lingue per comunicare quindi allargare gli orizzonti. non aiutarla a giocare con i bambini di altri colori. in famiglia non trasmettiamo o abbiamo atteggiamenti strani o discriminanti nei confronti di nessuno. Anzi…. mi scuso se ho lasciato intendere tutt’altro.

  5. fiorelena says

    Grazie Elisa, che abbondanza!
    Confermo che “Cleversticks” di Bernard Ashley è delizioso e merita di occupare un posto in qualsiasi libreria. Consiglio “Kite flying” di Grace Lin e “Lanterns and firecrackers” di Jonny Zucker.

    • Elisa says

      “Lanterns and firecrackers”!!! Sono sempre stata a un clic dall’acquisto di questo libro e degli altri della serie sulle diverse religioni e feste vissute dal punto di vista dei bambini. Il fatto che non ci sia il “Look inside” su Amazon mi ha sempre frenata, mi dà l’idea che il linguaggio sia tropppo basico ma forse sbaglio. Me lo consigli quindi? Ho appena preso un libretto sul Ramadan (“Ramadan Moon” ) ma l’ho accantonato perchè secondo me non trasmette bene lo spirito di questa festa, carino invece “The Borrowed Hanukkah Latkes”. Se no Grace Lin è eccezionale, ultimamente ci piace molto anche “The Seven Chinese Sisters”.
      Ciao!

      • fiorelena says

        Cara Elisa, noi della serie abbiamo solo “Lanterns and firecrackers” che trovo semplice ma soddisfacente, quindi sento di consigliarlo! Non mancheranno al prossimo ordine questi ultimi che mi segnali. Questo scambio è davvero costruttivo! Grazie ancora!

  6. Irene says

    Buongiorno a tutte, che bella lista, grazie!
    Come Sanpei2, avrei una piccola richiesta: avreste suggerimenti di libri analoghi (o anche semplicemente bei libri) in Italiano?
    Io vivo in Francia, e ho una piccolina che sta crescendo naturalmente multiculturale e multilingue: parla italiano e inglese a casa, francese a scuola e con gli amichetti. Nessuna controindicazione per il multiculturalismo nella mia esperienza, la mia piccolina è splendida e solare e va benissimo a scuola… per una bimba di 4 anni :-)
    La mia difficoltà sta appunto nel trovare e scegliere libri in Italiano (per il francese ha tutto l’input necessario a scuola e per l’inglese ci pensa il suo papà quando va da lui); compro su Internet quindi, come dicevate, è difficile scegliere non potendoli sfogliare…

    Vi ringrazio in anticipo per il vostro aiuto,
    buona giornata :-)

    Irene

    • Elisa says

      Ciao Irene,
      quanto a testi analoghi in Italiano mi trovi un po’ impreparata. Nella nostra libreria su questo genere abbiamo 3 libretti edizioni Coccinella che si chiamano “E’ l’ora della pappa!”, “E’ l’ora della nanna!” e “E’ l’ora del gioco!” in cui questi tre momenti vengono raccontati dal punto di vista di bambini che abitano diverse parti del mondo. I disegni sono qualitativi e le piccole storie ben fatte.
      Più in generale, dai un’occhiata alla collana del “Battello a Vapore”, sono testi di vario genere scritti da autori Italiani e ben illustrati; per i 4 anni ce ne sono vari carini, se vuoi stare in tema ti consiglio “Il pappagallo francese”, a noi è sempre molto piaciuto! Altimenti prova con Gianni Rodari, un classico senza tempo, le “Fiabe al telefono” per me sono quasi tutte piccoli capolavori.
      A presto.
      Elisa

      • Irene says

        Ciao Elisa,
        grazie dei tuoi consigli, mi segno tutto e aspetto di fare il prossimo ordine in linea. Ovviamente Gianni Rodari era già nella lista, lo adoravo già io stessa da piccola, anche se immaginavo prenderlo un po’ più tardi: è già adatto per 4 anni?
        Grazie mille, a presto
        Irene

        • Elisa says

          Irene, ho iniziato a leggere “Fiabe al telefono” a mia figlia durante dei viaggi in macchina nell’estate 2010, aveva 3 anni e mezzo. La maggiorparte delle storie erano adatte al suo livello di comprensione e le piacevano parecchio. Altre raccolte sono un po’ più complesse, effettivamente.
          A presto
          Elisa

          • Irene says

            Grazie Elisa – che bel nome, lo stesso della mia piccolina 😉 Comprerò Favole al telefono (scommetto che rileggendole mi riverrà in mente ogni singola parola, è stato così per le sue canzoni) e cercherò gli altri alla prima occasione. Vengo in Italia a novembre…. credo che a Natale la principessina avrà un sacco di libri quest’anno, mi avete fatto venire voglia di prenderne una tonnellata!! :-)

    • fiorelena says

      Ciao Irene, pensare che ho regalato quasi tutti i nostri libri in italiano (non sapevamo più dove metterli purtroppo) ed ora faccio fatica a ricordarli. Come Elisa ti ha già accennato, la casa editrice “La Coccinella” ha testi quasi sempre deliziosi e spesso in rima, cosa che trovo divertentissima per bambini di qualsiasi età. Cerca per esempio “Il gatto con gli stivali” o “Hansel e Gretel” che credimi, in rima fanno tutto un’altro effetto!
      Multiculturale,sebbene un po’ datato, è “Il tuo primo libro dei bambini di tutto il mondo”- Edizioni Larus scritto in modo semplice ma esauriente, dedica un capitolo per ogni continente. Qualcosa di leggermente diverso, ma altrettanto attraente, è la collana “Carte in tavola” edito da Fatatrac (sono certa di averli visti anche su Amazon): si tratta di favole raccontate, step by step, attraverso 21 schede che vanno accostate l’una all’altra per formare un’unica grande immagine (tipo puzzle per intenderci) da costruire ,volendo, su un tappeto. I titoli sono svariati e comprendono favole ma anche miti e leggende come “Perseo e il mostro Medusa” o “Ulisse nell’isola dei ciclopi” o “Orfeo ed Euridice”; io li trovo fantastici! Let me know!

      • Irene says

        Grazie Fiorelena, mi hai fatto venire voglia di comprarne un sacco! Hai ragione, la rima è sempre divertente, e il miglior mezzo per apprezzare la musica e il ritmo delle parole nella nostra bellissima lingua… proprio quello che ci vuole per noi espatriati 😉

        Verrò presto in Italia e farò scorta per i prossimi mesi – e il resto lo annoto su amazon per il prossimo ordine…. Mademoiselle ha delle belle ore di lettura in prospettiva :-)

  7. octavia says

    Grazie per il post Elisa, ho appena ordinato I Live in Tokyo, Cleverstick e How To Make An Apple Pie. In realtà volevo comprare tutto, però il pupo ha solo 2 anni, penso che li compro p. In più ho preso anche My World Your World e A Life Like Mine: How Children Live Around The World, anche se quest’ultimo l’ho preso più per me che per lui.
    Noi abitiamo in un paesino dove si sono soltanto italiani (beh, ci sono anche qualche bionda dall’Europa del’Est ma asiatico o africano zero) e purttoppo qualche parente vede la diversità come una cosa da negare e da eliminare invece da celebrare (si infastidisce ache dal fatto che lui parla più lingue). Non vorrei che mio bimbo si sente imbarazzo di essere, diciamo, diverso per il fatto che è un misto asiatico-europeo e ha stile di vita un pò diversa dagli altri. Vorrei che lui pensi la diversità come una cosa naturale, e non c’è niente da vergognarsi, anzi è una cosa che arricchisce la sua vita.

  8. octavia says

    è appena arrivato a casa mia il libro “Children Just LIke Me”
    ed è molto bello…
    un libro in association with Unicef, scritta in 1995, racconta dei bambini età 6-12 anni da tutte le parti del mondo. piena di informazioni culturali e le foto dei bambini tutti sorridenti…troooopppo bello!

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