La nostra biblioteca multiculturale

Fino a qualche tempo fa potevo definirmi Amazon (per lo più Uk) addicted.
Infatti, pur frequentando con le mie figlie la biblioteca comunale con una certa regolarità, continuavo a comprare la quasi totalità dei libri per loro e segnatamente per un motivo: quando la piccola, ora di 4 anni, era più piccola, i libri andavano a finire regolarmente in “infermeria”, tranne i pochi più delicati nel binding che cercavamo di salvare dalle sue grinfie; per non parlare di quelli amati troppo, che a un certo punto perdevano i pezzi e diventavano illeggibili.
Quindi, fino a poco tempo fa due cose dovevo evitare:
– rilegature troppo fragili: pop up o spirale, non sia mai! finivano malissimo;
– ahimé, il prestito dalla biblioteca: va bene che i libri non sono nuovissimi ma proprio per questo se Attila flagellum dei, come nota in famiglia, avesse dato loro il colpo di grazia, poi sarebbe finita che ci  avrebbero radiato dall’albo dei soci, meglio evitare.
Ora però, visto che nell’ultimo anno la nostra sembra essersi decisamente umanizzata, al ritorno dalle vacanze a Settembre – ancora elettrizzate per le letture con gli autori a cui abbiamo partecipato a Londra presso la British library durante la kids week, decido di tentare con il prestito e…
Questi sono i tesori scoperti finora:
In inglese
The borrowers, Mary Norton: il primo della serie sul piccolo popolo che vive prendendo in prestito le cose che le famiglie lasciano da parte. Forse lo conoscete già nella versione film di animazione: “Arriety” (nome della piccola protagonista del libro), prodotto da Studio Ghibli (lo stesso dei film di Miyazaki). E’ un libro meraviglioso: la storia è avvincente e ricca di colpi di scena, le bambine sono rimaste affascinate da ciò che i piccoli borrowers riescono a fare degli oggetti più comuni. Ad esempio, la piccola Arriety dorme in una scatola di sigari, gli arredi della sua stanza sono ditali, bottoni e francobolli; le mie figlie, con l’aiuto della loro insegnante di inglese (quindi, un utile spunto per un’attività in lingua) ne hanno riprodotto una versione in cartone, in una piccola scatola con i mobili in miniatura costruiti sempre in cartone e colorati. Ora non vediamo l’ora di scoprire come se la caverà il piccolo popolo una volta che il gatto di casa e la perfida domestica li hanno scoperti e costretti a scappare dal loro rifugio sotto il pavimento della cucina della  grande casa in cui abita anche il giovane nipote, diventato grande amico di Arriety. E sì perché questa è una serie che prevede altre avventure (The Borrowers afield; The Borrowers afloat; The Borrowers aloft; The Borrowers avenged).
The nine lives of Montezuma, Michael Morpurgo: grande scrittore per bambini in età scolare e adolescenti, un vero mago delle descrizioni. Le sue opere hanno uno spiccato carattere bucolico e non ha caso: con sua moglie ha creato il progetto Farm for city children che in pratica organizza dei camp per ragazzi di città nelle fattorie di loro proprietà in UK con il seguente scopo: “We aim to expand the horizons of children from towns and cities all over the country by offering them a week in the countryside living together on one of our farms“. Il chapter book  “The nine lives of Montezuma” è stato da noi già ampiamente trattato nei commenti a questo post
Romeo & Juliet, edizione abridged di Michael Rosen (quello di “We’re going on a bear hunt per intenderci) con le belle tavole di Jane Ray: il racconto della storia si alterna con brani originali da Shakespeare;  incanto allo stato puro per grandi e piccoli, che dire di più…
A Christmas carol, Charles Dickens, edizione scolastica Real Read: ci avviciniamo al Natale e la parabola del vecchio taccagno Scrooge ci sta tutta, tanto più se illustrata a dovere (imperdibili i fantasmi del Natale presente, passato e futuro, anche se un po’ di fifa c’è sempre ;-))
In Spagnolo:
Armo con letras las palabras, un picture book molto originale del messicano Alejandro Magallanes. Un bimbo prova a leggere un libro (anche se si capisce dalle illustrazioni che ne è un po’ intimorito, non sa esattamente come…), a un certo punto il libro cade e le lettere si sparpagliano per terra: che fare?? il bimbo comincia a comporre le parole con la forma degli oggetti a cui si riferiscono e scopre che non solo non è difficle ma è anche divertente! Un connubio tra significato e significante che a me ricorda molto il lavoro di Bruno Munari, in particolare il suo “Alfabetiere”, in cui si gioca non solo con i nomi ma anche con le forme delle parole (e inutile dire che la nostra biblioteca ha anche una sezione molto fornita dedicata proprio a Munari).
Animales en su mundo, AA.VV.  l’incontro con Morpurgo ci ha incuriosito verso questi mondi poco conosciuti di prima mano e sicuramente anche un po’ temuti (parlo per me, sfortunatamente molto imbranata per tutto ciò che riguarda gli animali…). Classica illustrazione fotografica ma piacevole; molto termini nuovi in spagnolo, che male non fa.
In Italiano:
L’isola dei dinosauri, Erminia dell’Oro, della collana Il battello a vapore: storia fantastica di un magico incontro tra un bimbo e un dinosauro che ha un sacco di storie meravigliose e paurose da raccontare; passione recente per le bambine, anche questa figlia dell’ultimo soggiorno londinese durante il quale abbiamo visitato per la prima volta il Natural History Museum.
Ramayana, Valmiki: riduzione per bambini di uno dei più importanti poemi epici indiani. Edizione Mursia collana Il becco giallo, un po’ datata ma che tenerezza, non so voi ma io li adoravo da piccola (i libri erano anche profumati!). Guardate qui se non vi ricordano qualcosa…

Insomma, questo tanto per rispondere a chi dice che il plurilinguismo è una “cosa da ricchi”: con un bibliopass gratuito o al massimo una bibliocard da 5 euro all’anno si ha accesso a una montagna di materiale in più lingue che l’unico imbarazzo semmai è quello della scelta!

Buona consultazione e buon prestito a tutti :-)

ps. Oltre a Italiano, Inglese e Spagnolo, la Biblioteca Centrale Ragazzi, a Roma, offre anche titoli in Tedesco e Francese

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Comments

  1. raffa says

    spezzo una lancia in favore delle biblioteche torinesi per bimbi, bibliotecarie gentilissime (salutano i bimbi uscendo con “buona lettura!” e riescono a seguirli nella ricerca dei libri) e spazi con divanetti, tavolini, tappeti e cuciscinoni. certe hanno scaffalatura un po’ alta, certe + a misura di bimbo, e c’è sempre l’angolo dei libri in lingua “straniera” (anche se ogni biblioteca è specializzata in alcune lingue)

    io ci vado regolarmente coi miei lettori 8enni – soprattutto – autonomi, e per loro è bellissimo potersi scegliere in autonomia fino a 6 libri, per me è bellissimo godere rilassata di questo loro entusiasmo a costo zero 😉

    l’elenco indirizzi è qui, da questa pagina poi link per le numerose attività per bimbi/ragazzi

    http://www.comune.torino.it/cultura/biblioteche/sedi_orari/index.shtml

    • Arianna says

      Sì, anche io ho notato con piacere la gentilezza e professionalità del personale della biblioteca, cosa purtroppo non scontata quando si parla di servizi pubblici in Italia…

      • Bilingue Per Gioco says

        mah, qui da noi niente di che… nulla di cui lamentarsi, ma nulla di cui entusiasmarsi

  2. Barbara says

    Io sono molto contenta della biblioteca del nostro paese, tenendo conto che é un piccolo paese di campagna, il personale é molto gentile e hanno libri anche in inglese!!La cosa mi ha stupito non poco!!;)

    • Arianna says

      Ecco vedi, alla faccia del catastrofismo…e siccome alla fine il servizio pubblico (scuola, biblioteca o tv che sia) è fatto di persone, mettiamo in evidenza le best practices quando ci sono!
      Grazie Barbara per la testimonianza

  3. Arianna says

    E grazie a Raffa per le notizie confortanti su Torino (Letizia a te al solito grazie di esistere :-) e speriamo che anche a Verona si diano da fare…)

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