Au pair americana, come sceglierla

Care, dopo aver sfruttato i vostri preziosi consigli, ho deciso di cimentarmi per la prima volta nella ricerca di una ragazza au-pair per l’estate a venire, ed ho pensato di condividere con voi la nostra esperienza. Per lo meno la prima parte!
Per mediare le esigenze e le culture familiari, ho optato per la ricerca di una ragazza americana. Così facendo ho scoperto un nuovo modo ed un nuovo approccio ( per me) alla selezione. Ho scoperto ciò che regola lo scambio culturale in Europa e come viene gestito in USA.

Spero che in questo modo voi altre non dobbiate trascorrere 60-70 ore alla ricerca di informazioni preziose.
Inizio con una piccola premessa: in Italia esistono poche agenzie che si occupano di selezionare giovani ragazze che desiderino sperimentare un periodo lontano da casa, vivendo in una famiglia italiana ed occupandosi dei loro bambini in tenera età.
Prima di iniziare la ricerca, ho contattato l’ufficio relazioni internazionali dell’università locale per sapere se sono a conoscenza di ragazze che attualmente sono in Italia per studio, e che vorrebbero prolungare la loro permanenza. Purtroppo, per ora, non mi sono stati di grande aiuto.
Altra fonte di aiuto è stata una conoscente che da 6 anni vive l’esperienza di vita con una au-pair, mi ha riferito di aver utilizzato un’agenzia di Torino http://www.celticchildcare.com/, con la quale ha tutt’ora un ottimo rapporto.
Sia da lei che nei vari siti web, ho scoperto anche l’esistenza di un’agenzia (di cui ometto il nome per non mettere in difficoltà Letizia – quindi non chiedetemelo nemmeno nei commenti) che a fronte del pagamento di circa 600€ presentano un paio di profili, dopodiché, se le aspettative degli attanti sono divergenti, e quindi non inizia una collaborazione, spariscono. In molti hanno richiesto il rimborso di quanto versato, ma stanno ancora aspettando. Io ho preferito non verificare la veridicità delle esperienze altrui.
Di conseguenza, noi abbiamo optato per l’utilizzo di due dei principali portali/siti che permettono sia alle aupair che alle famiglie di esporre il proprio profilo e aspettative.
NB: Prima di utilizzare i siti è importante leggere bene come funzionano, perché ad es. se non ci si collega per 15 gg. In alcuni si viene oscurati ( viene annullato il profilo).
I due che abbiamo scelto funzionano in modo leggermente diverso, ma sono accomunati dal fatto che se si vogliono contattare le ragazze è necessario registrarsi come Premium pagando un fisso mensile (che poi si può annullare).
http://www.aupair-world.it/ au-pair world è più user friendly ma raramente le au-pair che ho contattato hanno avuto la costanza di rispondere più di una volta. A quel punto ho chiuso il contatto.
http://www.greataupair.com/ Siccome noi abbiamo intenzione di ospitare una ragazza americana abbiamo preferito utilizzare questo sito. Qui si trovano anche i report federali, nel profilo della ragazza si vede già se ha frequentato un corso di primo soccorso, se nuota, quanti anni di esperienza lavorativa ha con i bimbi.
Dopo il primo contatto sul sito abbiamo conosciuto la ragazza via mail, poi su Skype, scritto e risposto ai genitori, che conosceremo nel nostro prossimo viaggio in U.S.A e poi rivedremo a Venezia al loro arrivo a maggio. Ora stiamo definendo gli ultimi dettagli.

Per quanto concerne l’intervista su Skype, l’accoglienza etc. ho trovato utili i consigli di Au Pair Answer Mum
http://youtu.be/BIO87C-gbME

Aggiungo un’altra considerazione finale: generalmente le ragazze americane che desiderano venire in Italia cercano di farlo durante i mesi di Maggio-inizio Agosto, e cioè nel loro break estivo al college, oppure alla fine del college. Hanno quindi generalmente 20-21 anni. Io infatti dovrò “ lasciarla partire il 9 agosto” visto che deve ricominciare le lezioni.

ASPETTI NORMATIVI
E’ importante sapere che coloro che non appartengono all’UE non possono soggiornare come au-pair nel nostro paese per più di tre mesi.
Mi spiego meglio: innanzitutto, in Italia, il collocamento alla pari non è considerato un lavoro ma uno scambio culturale, per cui non si devono versare contributi. Tuttavia, lo Stato non permette a coloro che non provengono dall’UE di fare questa esperienza per più di tre mesi perché, non avendo attuato una normativa specifica, non prevede un visto ad hoc per coloro che non studiano né lavorano nel nostro paese.
In altre parole, la ragazza può rimanere in Italia solo per tre mesi come turista. Non vi sono altre opzioni. Non vi sono altri visti da chiedere, se non quello per motivi di studio. Per nessun motivo, insomma, va richiesto un visto per motivi di lavoro, in quanto voi non siete dei datori di lavoro. L’unico visto che può richiedere è il visto studio, per ottenerlo però deve frequentare un corso presso una università italiana.

Ciò è sicuramente corretto per le ragazze americane. Per quanto concerne gli australiani, zelandesi o canadesi la regolamentazione è differente, da approfondire.
REGISTRAZIONE IN QUESTURA:
la registrazione in questura è necessaria :
- se la ragazza una volta arrivata in Italia va immediatamente a vivere presso la famiglia ospitante.
-Nel caso in cui faccia scalo in Francia o qualunque altro stato Europeo prima dell’arrivo sul suolo italiano.
In questo caso però, nel caso in cui dovesse soggiornate in un Hotel prima di raggiungere la famiglia, è sufficiente richiedere all’Hotel copia della comunicazione che loro effettuano alle autorità competenti all’atto della registrazione.

In bocca al lupo a tutte!

Le fonte utilizzate sono : greataupair, au-pair world, assistenza dall’università locale e persona di confindustria adibita alla gestione dei documenti per immigrati.

Segue lista domande in tervista via mail. io l’ho utilizzata cone traccia, ho scelto quelle che mi interessavano.

Cinzia

Au Pair Interview questions and Application Evaluation
Competency – learned by reviewing application
Character – learned by asking key questions
Chemistry – learned through skype/webcam sessions
Competency
Review childcare experience
Daycare
Siblings:
Babysitting
References –
Teacher?
Employer?
Family Friend?
Friend?
Employment Experience -
Has a job?
Has held a paying job before?
Education -
College?
Just high school?
Special training (camp counselor, soccer coach)?
Photographs –
Pictures of family?
Pictures of babies?
Family –
What do the parents do for a living?
Does the mother work?
Are they educators or professionals (medical, lawyer etc)?
How many siblings are there?
Are the siblings younger or older? Much younger or older?
History of divorce, family trauma?
Essay –
Does the essay talk a lot about travel and social activities or does it focus on family and caring for children?
Diet –
Does the applicant have dietary restrictions?
Any foods she will not prepare?
Religion?
Character
What values did you parents teach you as being most important in life?
What three adjectives would your friends use to describe you?
Do you have a boyfriend? How does he feel about your decision to become an AP? How do you think you’ll handle being away from him for a year?
What kind of roads do you typically drive on?
Do you have experience driving in heavy traffic?
Do you own your own car?
Do you drive often, how often?
How long have you driven?
Are you OK driving long distances to travel?
What kind of cars have you driven?
What is the furthest distance you have ever driven?
What kind of bad weather have you driven in? (snow? heavy rain?)
Have you ever used a GPS?
When you need to figure out how to drive to somewhere, how do you get directions?
Have you ever gotten lost while driving? If so, what did you do?
Have you ever been on a road trip with a friend?
What is your best driving habit?
What is your worst driving habit?
How is driving at nighttime different from driving during the daytime?
Are you close with your siblings?
How did you hear about the program and who suggested that you become an aupair ?”
Do you have relatives in the US?
Is religion important to you?
Are you a morning person? Are you able to start your day early?
Do you have a housekeeper? Do you have duties at home? Please explain what your duties are
Have you had a job before? Tell us about your job & what you did. What where the challenges? What did you like? How long did you work there? Why did you quit?
How do you handle conflict with your parents?
How do you like to keep your room at home?
If the baby is crying & hurt, the 3 & 4 year old are fighting & the doorbell rings – how would you handle that situation?
What would you do if you were driving & the boys are fighting or takes off a seat belt?
What is your biggest strength/weakness?
What is your biggest concern or fear about becoming an au pair?
Why do you want to come to the USA and what are your plans when you go back to your home country?
Do you have a maid at home?
The child you are looking after is just learning to walk. She is walking on a concrete sidewalk and falls forward and hits her head. Her head is cut and bleeding heavily. She is crying hysterically and is very upset because she is in pain and is scared. How do you handle this?
Have you ever clipped a baby’s fingernails or toenails?
What are your expectations for the home that you will live in as an au pair? Will you be uncomfortable if the home is not perfectly clean at all times?
Have you had any prior lengthy illnesses?
What age children do you prefer to take care of?
How much sleep do you need to feel rested?
How do you plan to spend your time when you’re not working?
Do you know anyone in the US?
What is your best and worst memory of your family life?
What kind of role do you want to have with the children? A playmate? A teacher? A parent? How would you go about these roles?
Do you want to be like a roommate or do you want to be like a member of the host family? A roommate socializes outside of the home most nights and weekend with friends. A member of the family eats dinner at home each night and spends time at home on the weekends and watches movies with the host family in the evening.
How do you make friends?
Do you enjoy playing with dogs and are you comfortable with them?
How do you envision your day taking care of our daughter?
What do you think is most exciting thing about coming to Italy as an au pair?

How do you handle stress? Can you give us an example of a stressful situation you experienced and how you handled it? (Rather than giving them a scenario, I want to hear them describe an event in their lives to assess both English skills and maturity in handling the event.)
Do you like to schedule your day or be spontaneous?
Describe a typical day for you at home.
And from my “Are you an adventurous person series,” (because it turns out I’m incompatible with women who aren’t):
What is your favorite way to spend Friday or Saturday night?
Do you wait for friends to call you, or do you often organize activities for the group? (In my opinion an organizer is more likely to land on her feet.)
Have you tried different types of cooking that are not from your country, perhaps in a restaurant? What are your favorite foreign foods to eat? (After having an au pair cry that there was nothing to eat until we took her to a supermarket from her country. She still prefers not to eat with us.)
Do you like to cook? What are your favorite foods to make?
Have you ever traveled without your parents or family? Where did you go?

 

Immagine: The au pair, amazon IT e amazon UK

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Bilingue Per Gioco

Bilingue per Gioco, cioè Letizia, mamma di A. e fondatrice di questo blog, puoi saperne di più su di me cliccando qui.

91 Comments

  1. Arianna
    Posted 11/02/2013 at 10:01 | Permalink

    Ciao Cinzia, noi siamo alla ricerca di info per il visto per la nostra au pair messicana che quest’anno vorrebbe fermarsi oltre i tre mesi estivi. Da varie fonti e come scrivi anche tu pare che l’unico visto possibile sia quello per studio ma mi chiedevo se un corso di formazione “ufficiale” (di quelli regionali o finanziati dal Fse) possa avere la stessa valenza del corso universitario. Qualcuno ha info a riguardo? Io intanto sono in contatto con l’ambasciata, se dovessero darmi maggiori info condivido qui.
    Grazie per il post,
    A

    • Cinzia
      Posted 11/02/2013 at 16:28 | Permalink

      Ciao Arianna, visto che non ho sviscerato l’opzione ” ragazza sudamericana” non sono in grado di darti una risposta. Credo che il consolato ti saprà dare una risposta piú attendibile. Da quello che leggo sotto, credo di capire che se la iscrivi al un corso di lingua italiana presso università o ente privato o riconosciuto, possa soggiornare piú di 3 mesi. Se su google digiti il nome della tua città, o quella piú grossa vicina a dove vivi, e corso italiano per stranieri, dovrebbero uscirti i corsi disponibili. Quelli presso la ns università sono di 2 tipologie:
      Invernale, piú economico, inizia a novembre e termina a Maggio. Quello estivo, tutto luglio, costa 600 euro ed impegna mezza giornata tutti i giorni. Puoi inoltre chiedere nel tuo comune di residenza, gli impiegati che si occupano degli immigrati ne daranno certo a conoscenza! A volte le risposte sono sotto casa e neanche ce ne accorgiamo :-) . In bocca al lupo, Cinzia

  2. Daniela
    Posted 11/02/2013 at 10:09 | Permalink

    Ciao a tutti,

    l’articolo sullo scambio alla pari cade a fagiolo proprio ora che sto iniziando a valutare questa esperienza come possibilità di crescita interculturale per il mio piccolo, ma sopratuttto come occasione per praticare ed apprendere quotidianamente la lingua inglese. Quello che mi chiedevo è oltre ad offrire vitto e alloggio è necessario dare una “mancia” alla ragazza ospite?
    Grazie per le vostre risposte! A presto!

    • Cinzia
      Posted 11/02/2013 at 16:19 | Permalink

      Vedi regole per ospitare i Italia su siti menzionati! Li troverai la versione che meglio si addice alle vostre esigenze familiari, in bocca al lupo!

  3. Flora
    Posted 11/02/2013 at 10:44 | Permalink

    Ciao a tutte,

    Noi siamo alle prese con questa ricerca da ormai 4 mesi e vi posso assicurare che i siti web menzionati da Cinzia sono entrambi validi. Però preparatevi, è una giungla!

    A novembre, dopo tantissimi contatti e non pochi “bidoni” di ragazze che sembravano super interessate all’inizio per poi sparire, abbiamo selezionato una ragazza americana che è appena arrivata e si potrà fermare da noi solo tre mesi. Abbiamo vagliato tutte le possibilità per farla fermare di più ma non c’è stao nulla da fare. L’unico modo per ottenere un visto per studio è essere già iscritto all’università nel proprio paese e frequentare un’università italiana, cosa che nel caso nella nostra au-pair non era possibile.
    Quindi per l’au-pair americana il soggiorno sarà di soli 3 mesi.
    A maggio arriverà invece una ragazza Australiana che si fermerà 1 anno. Le ragazze Australiane, Canadesi e Neo Zelandesi sono le uniche Extra EU che possono richiedere un visto speciale chiamato Working-Holidays Visa fino a 1 anno.
    Per Daniela, oltre vitto e alloggio noi diamo alla ns. au-pair una paghetta settimanale. Questa dipende da quante ore settimanali la ragazza è impegnata con i bambini, nel nostro caso le diamo 80 Euro a settimana per ca. 30 ore.

    Sono stra curiosa di sentire anche le vostre esperienze!

    • Cinzia
      Posted 11/02/2013 at 16:20 | Permalink

      Ciao, Noi daremo, vitto, alloggio, 100 euro a settimana per 40 ore, copertura accessi a qualunque attività decida di condividere con noi. Sarà parte della famiglia, e ci ha già chiesto di poter passare anche parte del suo tempo libero con noi.

  4. Posted 11/02/2013 at 13:34 | Permalink

    Ciao,
    non posto spesso, anche se seguo le interessanti discussioni sul sito. Non ho mai aggiornato Letizia sul fatto che lo scorso anno abbiamo avuto una ragazza americana au-pair. L’esperienza è stata meravigliosa, siamo stati fortunati, come anche lei lo è stata. Ci siamo avvalsi di Au-pair world e non è stato ne immediato ne semplice, ma alla fine siamo stati premiati. L’abbiamo trattata come una figlia grande (noi abbiamo 3 bimbi: 2 gemelle di 10 anni ed un piccolo di 4), l’abbiamo portata sempre con noi e fatto cose per farle conoscere il nostro Paese e la ns. cultura. Il risultato è che per entrambe è stato bellissimo…. tra un mese tornerà in Italia a trovarci . Le bimbe hanno continuato a fare gli homeworks via Skype e siamo in continuo contatto. Avrebbe voluto fermarsi di più, ma poteva solo come clandestina….però alla scuola d’italiano che lei frequentava ci hanno detto che se fatto preventivamente, anche l’attestazione d’iscrizione ad una scuola d’italiano per una durata superiore ai tre mesi basta per chiedere il permesso di studio. Spero di essere stata utile

    ciao Lella

    • Cinzia
      Posted 11/02/2013 at 16:30 | Permalink

      Grazie Lella, ho risposto ad Arianna e speriamo che ci riesca. Certo è piú facile far frequentare un corso alla ragazza se questa arriva a Settembre. D’estate la maggior parte delle strutture che offrono corsi, sia a pagamento che gratuiti, chiudono o terminano semplicemente il corso invernale. Dipende molto da quando Arianna desidera far iniziare questa ragazza! Buona giornata, Cinzia

      • Arianna
        Posted 11/02/2013 at 19:17 | Permalink

        Grazie a Cinzia e Lella per le info sul corso di Italiano; i tempi ci sarebbero poiché il visto tutistico della ragazza scadrebbe a fine Settembre e l’iscrizione al corso potrebbe essere fatta senz’altro prima.
        Sto cercando info presso il Comune e le Universita romane, vi tengo aggiornate caso mai qualcuno dovesse trovarsi in una situazione simile

  5. Maria Luisa
    Posted 11/02/2013 at 15:29 | Permalink

    Mi avete incuriosita molto…ho un dubbio: si può fare anhce solo per un mese? lo sconsigliate? inoltre non sarebbe meglio una ragazza madrelingua inglese e non americana?
    forse sono domande stupide ma meglio farle. Mi chiedevo inoltre quanto tempo al giorno possono essere “arruolate” in attività con la famiglia. Usi e consuetudini del mestiere insomma.

    • Cinzia
      Posted 11/02/2013 at 16:36 | Permalink

      Ciao Maria Luisa, certo che puoi. Una mia conoscente, ad esempio, cerca sempre una ragazza tedesca solo ad agosto per far fare una full- immersion alle sue bimbe che studiano già alle elementari. Lei sfrutta agosto perchè si porta l’ospite in una casa di famiglia in villeggiatura, dove ha piú stanze e bagni. In questo modo anche la questione privacy è presto risolta.
      Prima di mettersi alla ricerca, è bene leggere le regole base da seguire per iniziare questo tipo di esperienza, le trovi negli altri post sul tema Au-pair.
      Secondo la mia opinione, credo dipenda molto dall’età dei bimbi coinvolti. Piú sono piccoli piú credo sia meglio continuità. Se hanno sopra i 6 anni hanno ovviamente esige pinze diverse, hanno meno bisogno di essere seguiti, anche per la loro sicurezza. I tuoi quanti anni hanno?
      Ciao, Cinzia

      • mary
        Posted 12/02/2013 at 15:31 | Permalink

        ILa mia ha 2 anni. Ma per troppo tempo non me la sento…..poi non la lascerei sola, onestamente non me la sentirei….

  6. Cinzia
    Posted 11/02/2013 at 16:17 | Permalink

    Rispondo ora alle domande che non hanno già ricevuto risposta da altre utenti. Questo post che ho scritto si va ad aggiungere ai numerosi che contengono tutte le informazioni per definire quale pocket- money dare in base al tipo di impegno chiedere alla ragazza Au-pair. Anche se non esiste un accordo USA-Europa, io ho rispettato le regole delineate in Europa. Nei siti menzionati troverete tutto!
    Per quanto concerne l’accento British o Americano, capisco i dubbi! Nel nostro caso abbiamo optato per la soluzione americana perchè meglio si integrava nell’esperienza di tutti i familiari, e perchè pensiamo che, al livello dei nostri bimbi, non è tanto importante l’accento quanto i contenuti e lo spirito con il quale la ragazza si rapporterà con loro.

  7. MiLa
    Posted 11/02/2013 at 23:07 | Permalink

    Noi abbiamo ospitato prima una ragazza scozzese, poi una australiana per 8 mesi e ora stiamo ospitando una ragazza americana per un anno con un normale visto per lavoro subordinato. La procedura è un pò lunga, ma non impossibile. L’accento non è molto forte, anzi molto meglio di quello australiano. Io sconsiglierei di fare tutte quelle domande per la selezione, soprattutto se la ragazza si deve fermare per soli 3 mesi. Solo a vedere la quantità di domande, scapperei. Comunque, auguri a tutte e buona ragazza au pair.

    • Cinzia
      Posted 12/02/2013 at 10:08 | Permalink

      Mila ciao, le domande sono una traccia. Ognuno attinge a ció che ritiene utile, in sede di colloquio skype o via email. La lista vuole essere uno strumento:
      Primo- per interrogarsi su ció che si cerca, a volte persino le famiglie non hanno le idee chiare; secondo è un modo per scremare e continuare solo con chi altamente motivato.

  8. Flora
    Posted 12/02/2013 at 10:13 | Permalink

    MiLa come avete fatto a far ottenere il visto per lavoro subordinato alla ragazza Americana?
    Noi abbiamo provato ad inviare la richiesta allo Sportello Unico ma hanno bocciato la domanda perchè le Americane non sono incluse nei programmi di scambio.. E cosi alla fine la nostra au-pair americana può restare solo 90 gg entrando come turista.

    Mi daresti qualche dritta per la prossima volta? Grazie!

    • MiLa
      Posted 12/02/2013 at 21:29 | Permalink

      Mah, io ho chiamato prima lo sportello per capire come dovevo fare. Ho inoltrato la domanda sul sito del Ministero degli Interni, poi mi hanno chiesto le integrazioni (il contratto), infine mi hanno convocata per firmare e ritirare il nullaosta al lavoro subordinato. L’ho spedito alla ragazza. Lei ha preso l’appuntamento con l’ambasciata di riferimento, durante il quale le hanno rilasciato il visto. Adesso che è arrivata stiamo completando invece le procedure per il permesso di soggiorno. Su quello abbiamo fatto qualche errore procedurale, ma era la prima volta che affrontavamo la procedure normale (con l’australiana avevamo seguito una procedura semplificata). Spero di esserti stata utile.

  9. Giulia
    Posted 12/02/2013 at 12:22 | Permalink

    Ciao Cinzia!
    Ho visto che anche tu hai bisogno di 40 ore settimanali. Volevo sapere se le ragazze accettano la cosa, perché noi siamo alla seconda au pair e fin qui tutto bene. Sto già cercando la nuova au pair per luglio ma mi è stato detto da una ragazza che al massimo può fare 30 ore, come da contratto. Ho controllato il sito au pair world e in effetti c’è scritto 30 ore. Ma sono sicura che fino a qualche mese fa il limite era 40. Sai niente in proposito? Lo so che poi sono accordi personali, ma vorrei un link al quale appoggiarmi quando mi si muove questa osservazione sul numero di ore.
    Grazie mille! Giulia (ex-au pair in London, many years ago)
    Ps per tutte: la ricerca è difficile! In più noi abitiamo in campagna, per cui doppiamente difficile, ma si può fare!

    • Elena
      Posted 12/02/2013 at 15:22 | Permalink

      Che bella la cosa dell’au-pair, anche io dovevo farla in Australia e alla fine scoprii di essere incinta proprio nei giorni in cui contattai la famiglia. Adoro l’idea che mio figlio possa stare a contatto con persone madrelingua inglese e vorrei tanto prendere un’au-pair anche io. Vorrei capire questa cosa delle ore…30, 40 che siano, si tratta di ore in cui la ragazza effettivamente lavora, giusto? Cioè lei può vivere con noi ma non deve superare il limite di quelle ore…scusate la domanda scontata, ma per andare in Australia non avevo un limite di ore e perciò sono confusa. Grazie!

    • Cinzia
      Posted 12/02/2013 at 23:24 | Permalink

      Ciao Giulia, non so di cosa tu abbia bisogno. Nel ns caso il contratto non ha alcuna validità, essendo la ragazza americana. Io ho preferito chiederle l’impegno massimo, in compresenza. Realmente, Li lasceró soli con lei poche ore a settimana.
      Verrà in vacanza con noi, quindi che senso avrebbe avuto dirle ” stai con noi 4h al giorno”? Abbiamo già definito anche lo spare time etc. Ci sarà così flessibilità massima da entrambe le parti. Non entro in ulteriori noiosi dettagli. Credo sia difficile anche per una aupair essere fiscale!

  10. mariachiara
    Posted 12/02/2013 at 22:33 | Permalink

    Ciao, noi abbiamo aupair in modo continuativo (o quasi) dal 2007, quindi da quasi 5 anni ed in questo periodo abbiamo avuto la possibilità di capire meglio gli errori che facevamo e quello che obiettivamente ci si puo’ aspettare da una aupair.
    Abbiamo usato entrambi i siti che Cinzia ha citato, anche se quello di aupairworld.net prima era molto meglio di quanto lo sia adesso, perchè permetteva, con il pagamento della quota di membro Premium, di ottenere direttamente le email delle ragazze, cosa che invece adesso passa attraverso un sistema di messaging un po’ piu’ indaginoso.
    Queste le informazioni che posso condividere con voi:
    1- E’ vero che per le ragazze extra europee c’è il limite di 3 mesi di permanenza (con il visto turistico) – escluso Canadesi, Neozelandesi e Australiane, ma c’è anche una via d’uscita. Il permesso di studio, infatti, viene dato NON solo se le ragazze frequentano l’università in italia, MA ANCHE SOLO se frequenteranno una scuola di italiano (a pagamento) riconosciuta dal ministero. Basta informarsi alle varie scuole di italiano per stranieri e sentire chi di loro ha la documentazione di riconoscimento. Una volta trovata la scuola di italiano, basta che venga pagato il corso (ANCHE SOLO L’ANTICIPO) e con quella documentazione li’ + possono ottenere un visto di soggiorno per studio di 1 anno, RINNOVABILE. Ogni paese richiede un certo numero di ore di studio alla settimana per poter accettare il motivo “permesso di studio”, mi spiego meglio: per lo stato dell’OHIO un permesso puo’ essere per motivi di studio se il corso pagato è almeno 8 ore settimanali, magari per il texas è di 6 o di 10, queste singole cose le sanno meglio le segreterie delle scuole che normalmente si occupano di questo. Quindi il corso di un anno è l’equivalente di 8 ore settimanalix54 settimane. Al consolato italiano americano in genere basta che sia stato pagato l’acconto dell’intero ammontare del corso per poter concedere il visto. VE LO DICO PERCHE’ NOI ABBIAMO UNA RAGAZZA AUPAIR AMERICANA CHE IN QUESTO MODO HA IL VISTO PER STUDIO PER UN ANNO. E alla scadenza, puo’ essere rinnovato, basta ripagare il corso.
    2- Come scegliere l’aupair… gran problema, perchè a volte si fanno anche degli errori madornali. In genere io consiglierei aupair non troppo piccole, perchè spesso la testa è davvero ancora troppo giovane per capire tante cose. Ecco direi di evitare sotto i 21 -23 anni, anche se ad onor del vero, abbiamo avuto anche aupair di 18 anni davvero speciali. Mi fiderei comunque MOLTISSIMO anche dell’ISTINTO. Anche se ti dicono le cose migliori, l’istinto femminile ha qualcosa in piu’ e se ne tenete conto ve ne accorgerete.
    Molto poi dipende anche da come vivete il vostro ruolo di mamme. Io per esempio all’inizio ho sempre seguito le mie aupair cercando di condividere i primi giorni per capire meglio come si comportavano. Non mi scorderò mai della brutta esperienza avuta con una ragazzaaupair che aveva nella mia solita città la sorella. Andammo fuori insieme nel pomeriggio, al parco e mentre ero li’ osservai come si comportavano. Io ero con i miei bimbi + l’aupair poi c’era la sorella di questa ragazza con una bimba che aveva in affidamento. Le sorelle si misero a chiaccherare tra di loro senza curarsi minimamente dei bimbi (ma io ero presente, quindi mi occupai dei miei). Il peggio fu per quella piccola bimbetta guardata dall’altra aupair. Per 2 ore e mezzo la tenne legata nel seggiolone senza nè chiederle se voleva bere, mangiare, se voleva magari camminare un pochino insieme agli altri bimbi… alla fine mi avvicinai io e lo feci io per lei, perchè mi dispiaceva. Ho provato poi a pensare di dirlo alla mamma della piccola, ma mi fece capire che lei si fidava totalmente della sua aupair (anzi mi raccontava episodi di amici o vicini che le dicevano varie cose su di lei, ma lei continuava a fidarsi ciecamente).
    Ma a parte questo, devo dire che l’esperienza con le aupair è bellissima ma anche abbastanza difficile.
    Bellissima perchè diventi cittadino del mondo stando a casa tua. Perchè anche se non conosci abbastanza una lingua (come me) i tuoi bambini capiscono perfettamente l’inglese. Perchè dai loro uno strumento meraviglioso per far diventare una lingua un qualcosa di vivo, vibrante di emozioni e di esperienze.
    Inoltre, anche se puo’ sembrare una generalizzazione banale, devo dire che in assoluto mi sono trovata benissimo con le ragazze australiane (specie con chi viene dalla campagna) ed anche con le americane.
    3- Pocket money e ore di lavoro. In effetti non essendoci un contratto, non esiste un vero e proprio riferimento normativo che indichi l’ammontare della paghetta e delle ore lavorate. Consiglierei di definire i compiti giornalieri a cui la ragazza è adibita e di farle firmare una sorta di accordo che comprende i compiti e la paghetta. Noi diamo 75 euro la settimana e le abbiamo pagato il famoso corso di italiano (circa 900 euro per un anno) e lei si deve occupare dei bimbi e dare un aiuto consistente in casa.
    L’aiuto in casa è: stendere/piegare/rimettere a posto i panni (escluso quelli miei e di mio marito, che vengono lasciati sul como’), fare e disfare la lavastoviglie, 1 giorno alla settimana pulire il 1 piano della casa, ogni sera pulire il bagno dei bimbi, ogni giorno rifare la camera dei bimbi, occuparsi – con il nostro aiuto – di sparecchiare e fare la lavastoviglie la sera. Inoltre sistemare il salotto (che non sia pieno di giochi a giro) ogni sera. 1 volta alla settimana fa la spesa, 1 volta alla settimana rimane la sera con i bimbi e noi possiamo uscire.
    Con i bimbi ci sta la mattina (7-9) ed il pomeriggio (16-19), talvolta in compartecipazione con me, talvolta da sola. Sabato mattina lavora, è libera il sabato pomeriggio e la domenica.
    Il vero problema delle aupair è comunque la solitudine, perchè spesso hanno difficoltà a farsi amici, soprattutto nei centri piu’ piccoli.
    Scusate la lunghezza, ma avendo avuto piu’ di 10 aupair ho cercato di condividere la mia esperienza :-)

    • MiLa
      Posted 13/02/2013 at 00:42 | Permalink

      Per la solitudine, sono d’accordo. Anche se con Skype le ragazze tendono a rimanere molto legate ai loro amici. Con la ragazza australiana siamo riusciti a trovare una squadra di calcio femminile; lei andava ad allenamenti e partite. E’ uscita qualche volta con alcune delle sue compagne di squadra. Rispetto alla prima ragazza, che non aveva voluto fare niente, questo ha fatto la differenza. Lei era sempre contenta, si sfogava in un altro ambiente (stare con i bambini o in famiglia la maggior parte del tempo può essere un pò alienante).
      La ragazza attuale invece è una pasticcera, le piace stare in cucina e tiene un suo blog sulla sua esperienza in Italia.
      Mariachiara, ti vorrei chiedere se per l’assicurazione medica hai optato per l’iscrizione presso l’ASL o se usi delle assicurazioni private.

    • MiLa
      Posted 13/02/2013 at 01:15 | Permalink

      E avete sostenuto voi tutte le spese per il permesso di soggiorno e per il nullaosta al lavoro?

    • cinzia
      Posted 13/02/2013 at 10:37 | Permalink

      Grazie Maria Chiara per aver condiviso con noi le tue esperienze, ed il bellissimo spunto di riflessione :-)
      Ne farò uso quando la ragazza arriverà, e per quelle future.

    • Irene
      Posted 13/02/2013 at 21:49 | Permalink

      Ciao Mariachiara poichè a breve ospiterò per la prima volta una ragazza americana mi chiedevo come potranno reagire i miei bimbi ( uno di 3 anni e mezzo e una di 20 mesi) davanti a una persona che non parla la loro lingua. Loro non sanno l’inglese, solo diverse canzoni( il grande ovviamente), i colori, gli animali, i numeri e poco più. I tuoi bimbi erano nella stessa condizione? Come hanno accolto la nuova arrivata? Mi piacerebbe poter condividere i miei dubbi con le mamme che come te hanno tanta esperienza in questo campo.

      • MiLa
        Posted 13/02/2013 at 22:13 | Permalink

        In attesa che ti risponda Maria Chiara, ti dico che i miei bimbi avevano proprio l’età dei tuoi quando è arrivata la prima ragazza. Il piccolino non ha avuto nessun problema (la sua prima parola è stata in inglese), la grande invece l’ha rifiutata per i primi 3-4 mesi. Adesso però continua a chiedermi di lei e mi chiede quando tornerà a trovarci..

        • Irene
          Posted 13/02/2013 at 22:23 | Permalink

          Grazie Mila per la tua risposta. Immaginavo ci volesse un pò di tempo per l’adattamento ma spero che il mio bimbo possa accettarla un pò prima perchè la ragazza purtroppo starà solo 3 mesi????. Lei in effetti voleva stare di più ma non sono riuscita a trovare il modo. Ora mi accorgo leggendo il post di Maria Chiara che forse si poteva fare qualcosa. Scusa Mila ma la tua bimba più grande conosceva l’inglese? Si capiva con la ragazza?

          • MiLa
            Posted 13/02/2013 at 22:28 | Permalink

            Era al livello dei tuoi bimbi (sapere le canzoni non vuol dire capirle). La cosa che le dava più fastidio in realtà era che l’au pair non capiva quello che lei diceva. Secondo me bisogna dare tempo al tempo, non si può obbligare un bambino a farsi piacere un’estraneo. Comunque in bocca al lupo!

    • antonella
      Posted 12/03/2013 at 16:43 | Permalink

      ciao, mi intrometto in questa discussione, anche io sono entrata nella giungla della ricerca di una au-pair…..la cerco preferibilmente americana.
      penso di essere io il problema, sono mesi che cerco, quando mi sembra arrivato il momento giusto scappano!!!!
      appena comunico la “paghetta” mi cancellano come contatto, mi chiedono soldi in anticipo…..non so sono sfortuna???!!!!
      vorrei un un consiglio, io sono subito chiara, dico quello che voglio….che è in realtà è stare con un bambino la mattina, e basta, non voglio che facciano nient’altro, ditemi sono pronta ad ascoltare
      grazie

  11. mariachiara
    Posted 13/02/2013 at 10:48 | Permalink

    Rispondo a MiLa:
    SPESE: noi abbiamo sostenuto solo le spese per l’ACCONTO del corso di italiano. Il corso totale era di oltre 4.000 euro ma al consolato italiano in america è bastato l’acconto per il corso annuale. Ovviamente nessuno ha intenzione di fare un corso di 4500 euro, prima di tutto l’aupair, ed il corso che frequenta è un corso fatto proprio per le aupair.
    COPERTURA SANITARIA: Per l’assicurazione medica, chiunque venga dall’america HA OBBLIGATORIAMENTE BISOGNO di una copertura assicurativa preventiva (cioè fatta là) perchè fa parte dei documenti con i quali viene rilasciato il visto.
    Una volta che è stato pagato il bollettino per il permesso di soggiorno, mostrandolo alla sede Asl dove si fa la scelta del medico di base insieme alla documentazione che è stata lasciata dalla questura, puo’ essere richiesto una copertura temporanea, in attesa del permesso definitivo.
    Altrimenti si puo’ scegliere direttamente di aspettare di avere il permesso di soggiorno definitivo (circa 30 giorni, a volte meno) con il quale è possibile iscriversi al servizio sanitario nazionale.
    Noi abbiamo preferito quest’ultima opzione. NOTA BENE che l’iscrizione al servizio nazionale è a pagamento e l’importo cambia a seconda del tipo di permesso di soggiorno. Per il permesso studio è di circa 150 euro e dura un anno SOLARE, quindi se l’aupair arriva il 1 di dicembre o paga 2 volte o resta scoperta per un mese.
    Tanto per entrare ulteriormente nei dettagli, la categoria di reddito a cui vengono iscritte è la piu’ bassa (quella che non comporta il pagamento di alcun ticket sui farmaci).
    QUALCHE INFORMAZIONE IN PIU’ SULLA TRAFILA DEI DOCUMENTI PER LEI nel caso che il permesso sia per motivi di studio (fino ad 1 anno):
    A meno che non la vogliate lasciare in balia degli uffici italiani, spesso è meglio accompagnare le aupair per sbrigare le pratiche di immigrazione.
    Bisogna ritirare presso lo sportello amico all’ufficio postale il plico cartaceo che andrà compilato. Vi consiglio di recarvi presso qualche caf o punto di servizi che GRATUITAMENTE lo compilano.
    Una volta compilato NON deve essere spedito con raccomandata, MA portato in questura con tutti i documenti in piu’ che richiedono (foto tessere, bollettini, bolli ecc). L’ufficio della questura lo riceve e dopo aver verificato la presenza di tutti i requisiti, prendono il numero di cellulare vostro o della aupair e rilasciano una documentazione che è solo provvisoria. Il cellulare serve perchè appena il permesso è pronto vi mandano un messaggio e vi danno l’appuntamento per un giorno ed un ora (via sms). Quando vi presentate (e quindi è la 2 volta che siete in questura) prendono le impronte digitali e gli eventuali documenti che vi hanno richiesto in piu’ . A questo punto dovete aspettare il documento definitivo, che arriva circa 2 settimane dopo, è il permesso di soggiorno definitivo con il quale puo’ essere fatta l’iscrizione al servizio sanitario. La comunicazione arriva via sms al cellulare di cui avete dato il numero, ma se non vedete nulla entro una decina di giorni, chiamate in questura.Pare comunque che anche presentando i primi documenti si possa avere una temporanea iscrizione, ma sono comunque costi aggiuntivi.
    ULTIMO CONSIGLIO: meglio sta la aupair in casa vostra, meglio sarà il comportamento con tutti i membri della famiglia, in particolare con i bimbi. Inoltre se si crea un bel rapporto, potrete chiedere anche piu’ aiuto. Allora a volte basta poco per aiutarla un pochino e non serve molto tempo. Magari raccogliendo informazioni da darle su come farsi amici, punti di ritrovo, corsi a cui lei puo’ partecipare (a volte ce ne sono anche di gratuiti offerti dalle biblioteche o dai servizi comunali), oppure informandola con qualche link degli aereoporti da cui puo’ andare facilmente in tutta europa (per le australiane o americane pagare poco per un volo non è una cosa a cui sono abituate)… altra cosa sono i contatti con gruppi di aupair. Io conosco questo che è un sito dove le aupair si registrano e vengono informate di eventuali aupair nelle vicinanze. C’è proprio la mappa, un sistema di messaging e dei gruppi interni divisi per paese. http://aupaircircle.com/
    Altro metodo è affidarsi all’onnipresente facebook, dove puo’ essere cercato qualche gruppo di aupair.

  12. mariachiara
    Posted 13/02/2013 at 11:12 | Permalink

    scusa non ti ho detto del nulla osta al lavoro: noi non abbiamo fatto nulla in questo senso. Lei è qui ufficialmente per studiare. Il fatto che aiuti in casa fa parte dello scambio tra privati. In ogni caso so che informandosi alle strutture competenti chi ha il permesso di studio puo’ lavorare un certo numero di ore (nel senso potrebbe lavorare ufficialmente anche per un bar, un negozio ecc.) ma c’è un tetto limite che non possono superare.

    • MiLa
      Posted 13/02/2013 at 22:11 | Permalink

      Ma la nostra ragazza ha ottenuto il visto senza nessun tipo di copertura sanitaria. Secondo me la differenza sta nel fatto che il suo è un visto per lavoro subordinato, quindi è sottinteso che la copertura è a carico del datore di lavoro. Comunque grazie per lo scambio di info, molto utile.

  13. mariachiara
    Posted 14/02/2013 at 00:42 | Permalink

    come ha detto anche MiLa, i bambini non trovano grandi difficoltà ad adeguarsi ad una lingua nuova, soprattutto quella piu’ piccola. Ho iniziato che erano piccolissimi (3 mesi) ma con il tedesco che – ahimé – prima sapevo molto bene, per poi passare solo all’inglese. Poi quando le piu’ grandi avevano circa 20 mesi ho fatto una pausa di circa 10 mesi senza aupair in cui tutto quello conquistato è sembrato perso completamente. Alla fine ho ripreso a parlare entrambe le lingue in casa e ad avere in modo continuativo persone madrelingua inglese.
    I bimbi all’inizio, quando proprio sembravano non ricordarsi niente (solo qualche canzoncina) hanno cercato di comunicare con l’aupair solo in italiano, senza capire quello che lei diceva loro. All’inizio fanno di tutto per evitare la novità ma poi se diventa un modo giocoso di stare insieme iniziano ad apprendere la lingua. Infatti nella mia esperienza la lingua si impara facendo i giochi, magari di gruppo con qualche amichetto e l’aupair e facendo in modo che siano esperienze divertenti. Faccio un esempio pratico: io all’inizio ho usato molto le canzoni che ho trovato su youtube di supersimplesongs, magari mettevo una canzone che si intitola “I see something pink” e giocavo con questa base a “strega comanda colori” , il colore mi veniva dato dalla canzoncina ed io li rincorrevo con il ritmo incalzante della canzone. O mille altri giochi fatti solo parlando inglese. Ecco, sembrerà ti assicuro che non passi niente ma invece passa. Anche se è solo 3 mesi, qualcosa lascia. Come piu’ volte è stato scritto anche qui, talvolta ci sono anche delle fasi di opposizione… una delle mie gemelle, in risposta al mio “Did you wash your hands?” mi rispondeva “mamma è inutile che tu mi chieda se mi sono lavata le mani, l’HAI CAPITO CHE IO NON LO CAPISCO L’INGLESE? SMETTILA!” … eh no, non lo capisce, lei…. :-)

  14. mariachiara
    Posted 14/02/2013 at 00:54 | Permalink

    Scusa MiLa, ma la ragazza ha scelto il suo medico di famiglia? Perchè è da quello che si capisce se è iscritta oppure no al sistema sanitario. Se non ha un medico di famiglia di riferimento, con tanto di tessera sanitaria, in teoria non dovrebbe essere iscritta (almeno cosi’ mi fu spiegato dall’addetta dell’asl).

    Certo Cinzia ci sono cosi’ tante informazioni utili tra di noi che sarebbe carino poterci contattare all’interno di un gruppo. Per esempio sarebbe sicuramente d’aiuto per confrontarsi con le varie esperienze in itinere…

    • MiLa
      Posted 14/02/2013 at 01:13 | Permalink

      Non ha ancora il medico perchè non è ancora iscritta. Domani ha l’appuntamento in questura per il permesso di soggiorno. Una volta ottenuto quello andremo all’ASL, dove sono già stata a ritirare il modulo e le info. Come lavoratore subordinato paga un pò di più (poco più di 200 euro), sempre anno solare.
      Il fatto è che l’investimento iniziale è elevato: pagato per il nullaosta al lavoro, pagato il kit in posta per il permesso di soggiorno, ASL da pagare, ragazza da pagare.. poi magari di punto in bianco se ne va.

    • MiLa
      Posted 14/02/2013 at 01:15 | Permalink

      Sulle varie esperienze, uno scambio mi piacerebbe proprio. Come si fa a creare un gruppo?

      • Irene
        Posted 14/02/2013 at 07:12 | Permalink

        Anche a me piacerebbe poterci mettere in contatto per scambiarci info e a tal proposito avevo scritto qualcosa sul sito facebook di bilinguepergioco proprio alcuni minuti prima che uscisse il post di Cinzia. L’ho trovato incredibile questo tempismo! Comunque un modo per creare un gruppo potrebbe essere facebook. Capisco peró che non tutti sono iscritti ( io l’ho fatto di recente anche per l’au pair).

        • Cinzia
          Posted 14/02/2013 at 14:51 | Permalink

          Ciao Irene. Io ad es detesto facebook. L’ho riattivato dopo 2 aa solo x chiedere amicizia e controllare l’au pair che deve arrivare. Tempo due sett l’ho chiuso nuovamente!

  15. Flora
    Posted 14/02/2013 at 07:12 | Permalink

    Mila non se la procedura é a discrezione delle provincie ma a me lo Sportello Unico di Brescia ha rigettato la pratica per lavoro subordinato senza nemmeno chiedere integrazioni per il semplice fatto (a detta loro) che le ragazze americane non rientrano nel programma di scambio di giovani. Per il visto di studio nel nostro caso il consolato di S. Francisco ha detto alla ragazza che avrebbe dovuto iscriversi ad un’universitá italiana e non era possibile. Noi abbiamo preso per buona quest’info mentre probabilmente avremmo dovuto approfondire… Ormai questa ragazza rimarrá solo tre mesi e poi avremo un’australiana per un anno, ma grazie a voi ora so che andando piú a fondo magari un modo lo troveró in futuro anche per le americane!

    • Arianna
      Posted 14/02/2013 at 09:15 | Permalink

      Sul sito del Ministero del lavoro ho trovato questo documento in cui si parla di permesso di lavoro “alla pari”, qualcuna ne sa qualcosa?
      http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/71581FA7-8F38-4654-A3E2-F15742735AFA/0/ModelloN.pdf
      Finora da tutte le info raccolte mi è sembrato di capire che il rapporto “alla pari” configura non un rapporto di lavoro ma solo di scambio culturale…
      Inoltro anche questo documento dello Sportello unico per l’immigrazione inviatoci dalla nostra aupair, fa un po’ di chiarezza in materia di visti e permessi di soggiorno:
      http://www.consbrasroma.it/assistencia/oim.pdf

      • Cinzia
        Posted 14/02/2013 at 15:01 | Permalink

        Si Arianna, in base alla provenienza della ragazza cambia il riconoscimento “legale”. Se è Europea, è uno scambio culturale, quindi tutte le questioni che abbiamo sviscerato a partire dal post sulla scelta dell’au paur americana, non si presentano. Canada, Nuova Z e Australia, come scritto sopra, lo riconosco come scambio culturale ma nella forma del Summer work o altro.
        Queste informazioni si reciperano facilmente, il problema si presenta all’atto pratico, quando si deve iniziare con la documentazione. Secondo me ne vale la pena se il periodo di permanenza è di almeno 6 mesi.
        Pur non avendo esperienza diretta, penso che se una persona deve lasciare USA, Australia, Nuiva Zelanda o Canada, prima di pagare il biglietto e sbrigare tutte le pratiche, ci pensi bene e debba necessariamente essere motivata. Ma questo è solo il mio pensiero.
        Infine, per chi lavora presso un’azienda iscritta a Confindustria, ( o magari il marito) puó richiedere gratuitamente aiuto per compilare i moduli e farsi seguire nelle pratiche per il Nulla Osta etc.

    • Cinzia
      Posted 14/02/2013 at 15:03 | Permalink

      Flora anche a noi è successo così. Pari pari! Ci hanno richiesto una iscrizione ad una Uny ( l’ipotesi corso di lingua italiano presso altra struttura nn l’hanno contemplata), Quindi iniziamo con i 3 mesi e in futuro saremo più preparati.

  16. Posted 14/02/2013 at 22:56 | Permalink

    Posso dire che la scelta e la selezione delle ragazze è davvero una cosa difficilissima e nonostante il lungo elenco di domande che le si possa porre non c’è nulla da fare è quasi esclusivamente un fatto di feeling, di rapporti e di fortuna. Una persona può essere la più preparata e valida con corsi di pronto soccorso o di prima infanzia, ma se poi è antipatica non potremo farci niente. E purtroppo nulla sul suo curriculum ce lo potrà raccontare. Noi viviamo l’esperienza au pair da più di due anni ormai e abbiamo avuto alterne vicende e ospitato ragazze di varie nazionalità ma sempre di lingua inglese. Siamo stati quasi sempre molto fortunati, ne abbiamo avuta una per un anno, straordinaria sia in casa che con il bambino, le maestre di scuola ci facevano i complimenti per la sua bravura. E’ stata fidatissima e molto più brava di una tata dal primo all’ultimo giorno. L’abbiamo implorata di restare ancora ma la sua vita era passata ad altre esperienze (anche se è rimasta a vivere a Roma e la vediamo e la sentiamo). Al momento ne abbiamo una scozzese ancora più straordinaria per un altro anno intero. E’ deliziosa con il bambino, affettuosa, creativa (studia per fare l’attrice). Ci aiuta molto anche in casa e se c’è una festa di bimbi non perde occasione per riempire il forno di dolci:) E’ vero che se le ragazze trovano amiche e un gruppo stanno meglio e hanno modo di uscire dalla famiglia. A Roma so che esiste un gruppo di au pair che si vede e si sente con una pagina facebook au pair in rome (su cui si trovano eventualmente anche annunci di ragazze che sono già in italia e cercano una famiglia). Dalla mia esperienza più escono, più sono felici, meglio stanno con noi e con il bambino. Averle sempre in giro in ciabatte e pigiama quando non lavorano è assolutamente deprimente.
    Il nostro contratto prevede 25 ore a settimana, 1 bambino solo e qualche aiuto in casa (lavatrice, lavastoviglie, qualche volta cucinare, riordinare i giochi e la camera del bambino). Io non credo che sia possibile chiedere di più, da contratto credo che queste siano le cose che si possono chiedere. Credo che per un au pair non siano previsti lavori di pulizia più pesanti.
    Noi siamo stati molto fortunati lo devo ammettere. Quando la ragazza è motivata, brava e si trova bene è la più bella esperienza che si possa fare ed è davvero un grandissimo aiuto sia per la famiglia che per la lingua del bambino. Purtroppo però non è sempre così. Anche noi abbiamo avuto una brutta esperienza con una ragazza canadese che si è fermata tre mesi, ma che avrei volentieri mandato via dopo tre giorni. Era totalmente incapace di avere relazioni con il bambino e lontanissima dallo spirito allegro e scanzonato della nostra famiglia. Per fortuna però il contratto era solo per tre mesi.
    Noi abbiamo sempre usato au pair world che è vero è un pò una giungla ma alla fine funziona. Rispetto alle ragazze americane ho sempre trovato (e dico sempre) grande approssimazione, poca conoscenza delle loro leggi e spesso grande superficialità. Non è mai stato possibile arrivare a un contatto serio con una ragazza americana. Di solito dopo settimane di dialogo ci dicevano che non avevano idea di come muoversi a livello burocratico, alcune non avevano nemmeno il passaporto.
    Per quanto riguarda l’accento non mi pare che sia così importante, l’importante è che l’inglese sia buono. Anzi alla fine mi sono fatta l’idea che sottoporre il bambino alla comprensione di accenti diversi lo aiuti e lo eserciti parecchio nella comprensione. Un consiglio se non si vogliono avere problemi di visto, si possono cercare anche ragazze del nord europa che possono avere un ottimo inglese e non sono richieste come le inglesi che di solito hanno molte richieste. Alla fine però una volta trovata la ragazza giusta è soprattutto la famiglia che deve fare il grande passo. Siete il tipo di famiglia che se non può girare nudo per casa si sente privato della propria libertà? Allora l’au pair non fa per voi:)

  17. mariachiara
    Posted 15/02/2013 at 00:52 | Permalink

    Noi abbiamo avuto 2 ragazze del nord europa (svezia e danimarca). Quello che è certo è che hanno una padronanza della lingua inglese che spesso impressionante … ma devo dire che la nostra esperienza non è stata eccezionale. Bisogna anche pensare che vengono da paesi dove il reddito medio è il doppio del nostro e la nostra paghetta da aupair è – per loro – ridicola.
    Sicuramente come diceva Silvia spesso quello che aiuta è il contatto diretto oppure una chiaccherata via skype (con la telecamera accesa ovviamente). Noi per esempio una volta abbiamo pagato il viaggio aereo ad una possibile aupair australiana che si trovava a Londra (tramite una compagnia aerea che in quel periodo aveva messo prezzi bassissimi) e cosi’ con la modica spesa di 30 euro le abbiamo offerto di venire a trovarci un fine settimana per conoscerci. Devo dire fu un ottimo investimento, perchè a parte le tante parole, si capi’ subito che lei sarebbe venuta da noi a fare l’aupair solo per i suoi interessi personali e non interessata ai bimbi. Cosi’ abbiamo archiviato l’incontro in modo soft e dell’aupair non se n’è fatto piu’ niente.
    Diciamolo chiaramente: quante ragazze di 20 anni hanno un vero interesse ed amore per i bimbi? Spesso il loro interesse è conoscere il mondo, essere indipendenti, vedere nuovi posti.
    Il difficile sta infatti qui, riuscire a captare l’interesse vero della ragazza per i bambini, riuscire ad avvertire l’interesse per gli altri, pensieri che sono obiettivamente adulti.
    Una cosa che io chiedo sempre è se hanno fatto esperienze di volontariato da qualche parte. In australia soprattutto è molto diffuso tra i giovani l’impegno sociale e ci sono molte ragazze che partono per 3-4 mesi per fare soggiorni di aiuto alle comunità africane o asiatiche, inserite in programmi di specifiche onlus. In questo modo si capta forse meglio quello spirito di altruismo che a mio parere deve essere presente nello scambio con l’aupair.
    Il difficile è anche per la famiglia. Una persona sempre presente o quasi in casa non è cosa da poco. Per questo il definire bene i compiti di ognuno aiuta a vivere meglio l’esperienza. Parlo di cose pratiche: se per esempio è stato detto genericamente che deve aiutare a sparecchiare e sistemare la cucina all’ora di cena, è facile che per l’aupair significhi: “devo mettere il mio piatto nella lavastoviglie e poi sono libera di andarmene per i fatti miei in camera” , mentre per noi, che magari torniamo dal lavoro di corsa e stanche , significa:” ora l’aupair toglie i piatti con me, spazza e magari carica da sola tutti gli oggetti, cosi’ io mi posso riposare 5 minuti.”
    E’ da queste cose non chiarite che il rapporto potrebbe incrinarsi, per vi suggerisco di chiarire bene nei dettagli (anche quando arriva fisicamente in casa nostra) cosa ci si aspetta da lei.

    • Posted 15/02/2013 at 18:10 | Permalink

      mariachiara hai perfettamente ragione. io sono stata molto fortunata e mi sono trovata benissimo con la ragazza olandese prima di quella attuale e con questa ragazza scozzese che è con noi adesso. ma la selezione è stata difficilissima. le ragazze del nord europa oltre ad avere un reddito medio più alto che a volte potrebbe dare problemi con la paghetta non hanno affatto la cultura del prendersi cura di fratelli più piccoli, come del resto credo in questo momento anche le ragazze italiane e in generale le ragazze europee. quello che voglio dire è che la ragione per cui spesso le nostre tate sono sudamenricane o filippine è perchè queste ragazze da quando nascono so occupano dei bambini della famiglia (in questo senso crescono molto velocemente rispettoalle ragazze europee) e sono quindi naturalmente propense e preparate proprio perchè lo fanno e lo vedono fare da quando nascono. questo rende più difficile la scelta almeno sulle ragazze di lingua inglese (ho provato con le filippine ma oltre ad avere un inglese incerto hanno anche una prassi di visto difficilissima). durante la seconda selezione cercavo anche ragazze dal sud america ma ovviamente spesso non avevano una perfetta conoscenza dell’inglese, (fanno eccezzione le ragazze messicane che vivono al confine con gli stati uniti che spesso sono perfettamente bilingui) però in loro trovavo certamente più calore e più esperienza con i bambini. si capiva parlando con loro che i bambini erano parte della loro vita da sempre. invece spesso facendo colloqui con le ragazze del nord europa mi rendevo conto che tutta la loro esperienza si risolveva in qualche ora di baby sitter per i vicini di casa. spesso sono a caccia di una vacanza o ancora peggio di una esperienza forte nella loro vita del tipo parto e cambio vita. anzi per la verità c’è proprio una categoria che secondo me è un pò pericolosa che è quella della commessa che vuole fare l’au pair. vita noiosa, lavoro poco interessante e dunque fare l’au pair è un buon modo per partire e cambiare paese. purtroppo però molto spesso queste ragazze non hanno la minima idea di che cosa voglia dire stare con un bambino nè tantomeno integrarsi con una famiglia. (nell’ultima selezione ho parlato con 8 dico 8 ragazze che facevano le commesse!). insomma il punto è che spesso le ragazze considerano fare l’au pair un lavoretto semplice semplice per il quale non è necessario avere esperienza, nè tantomeno amare i bambini.
      l’idea di maria chiara di pagare un low cost per un colloquio se la ragazza è in europa è ottima, questo vi toglie molte sorprese.
      per quanto riguarda l’esatta suddivisione dei compiti io faccio un elenco precisissimo con tutto quello che devono fare e quando. è molto importante che tutto sia super chiaro così non ci sarà nessun problema. poi noi abbiamo una regola piuttosto semplice chi cucina è esente dal washing up, cucina e lavastoviglie. così il turno è facile da stabilire:)

    • Arianna
      Posted 15/02/2013 at 18:56 | Permalink

      Confermo la valutazione positiva sulle ragazze del Nord Europa: le mie bimbe sono seguite da tre anni da una ragazza svedese per tre pomeriggi a settimana e la cosa sta dando ottimi frutti. she really has a way with kids e loro la adorano senza riserve! in più è insegnante Esl per la fascia di età preschool e early school years e la sua bravura si vede dai progressi che le piccole fanno anche a livello di literacy. Certo, il fatto che venga da una famiglia che gestisce in Svezia un franchising di asili nido e materna ha il suo peso – e forse anche il fatto che nelle sue vene scorre sangue siciliano, chissà…:-)
      Vi dico la verità, ne siamo talmente contenti che non avrei mai pensato a prendere un’au pair per più dei tre mesi estivi (quando lei non lavora e si gira il mondo, beata lei!) se non si trattasse di dare una mano alla nostra au pair messicana, a cui siamo molto affezionati e che adora l’Italia, vorrebbe tanto stare almeno per un anno anche per avere qualche opportunità di lavorare in teatro (anche lei attrice, sarà che è una categoria particolarmente adatta al ruolo di au pair, altro che commesse!!). A proposito confermo anche ciò che dice Silvia per quanto riguarda le ragazze messicane che vengono da zone di frontiera: spesso hanno frequentato scuole bilingue e vivono in località turistiche ad alta concentrazione di turismo dagli US; la nostra viene da una città della baja California a 20 minuti da S Diego, mi raccontava che da loro è rarissimo trovare persone giovani che non conoscano bene l’inglese

      • Mariangela
        Posted 17/02/2013 at 18:47 | Permalink

        Ciao Arianna, l’idea di avere una ragazza per alcuni pomeriggi a settimana potrebbe essere interessante anche per noi per capire la reazione dei bambini, prima di deciderci ad ospitare una ragazza au pair.
        Se capisco bene la ragazza svedese che sta con le tue bimbe e’ proprio un’insegnante. Posso chiederti quante ore sta con le bimbe, come sono strutturati i “loro” pomeriggi e come trovarla (Porta Portese?!?!). Grazie mille!

        • Arianna
          Posted 18/02/2013 at 14:25 | Permalink

          Ciao Mariangela, la ragazza viene tre pomeriggi a settimana, per metà pomeriggio (2/5-3 h a seconda dei giorni), sono in pratica i tre giorni in cui la maggiore, che è in prima elementare, esce all’una.
          Certamente rispetto all’au pair è una soluzione più costosa, considera che con la paga media con cui l’au pair lavora 30 h (70-80 € ), lei ne fa circa 10 a settimana; allo stesso tempo, però, hai la sicurezza di avere una persona qualificata e non hai l’onere della convivenza. Dipende da cosa ti serve: se hai più bisogno di una persona che dia anche un aiuto domestico oppure, essendo coperta da quel punto di vista, preferisci avere una persona che possa seguire i bimbi anche in attività di lettura e scrittura (posto che poi, come nel nostro caso, quando la ragazza frequenta casa tua da un po’ di tempo non ci sono problemi a lasciarla sola in casa con le bimbe o a farle andare per una passeggiata al parco che è molto vicino). Su come trovarla: noi l’abbiamo trovata tramite una scuola d’inglese specializzata nella fascia 1-8 anni, in tal modo per l’insegnamento lei si appoggia a un metodo ben preciso, che fa capo al British Institute, e la scuola le fornisce anche i materiali – worksheet e altro (anche se molte cose le abbiamo prese su amazon, tipo i libri di lettura di Ort e gli eserciziari e l’handbook di jolly phonics – se ne è parlato qui http://bilinguepergioco.com/2012/06/15/imparare-a-leggere-in-inglese-il-metodo-jolly-phonics/
          A presto e in bocca al lupo per la scelta

          • Mariangela
            Posted 18/02/2013 at 21:36 | Permalink

            Crepi….e grazie! Sei stata chiarissima. A presto

        • cinzia
          Posted 19/02/2013 at 11:21 | Permalink

          Ciao Mariangela,
          puoi provare anche su http://www.tefl.com. è un pò macchinoso, ma magari postando un annuncio con le specifiche di ciò che stai cercando trovi un’insegnante disponibile.

          • Mariangela
            Posted 20/02/2013 at 22:19 | Permalink

            Grazie Cinzia! Sto dando un’occhiata anche ai servizi “childcare” di questo sito, divisi per città’:
            http://www.italiakids.com

  18. mariachiara
    Posted 16/02/2013 at 00:22 | Permalink

    tornando al discorso relativo al poterci mettere in contatto per scambiarsi informazioni/idee/esperienze con le aupair, pensavo che in effetti facebook è un modo semplice e poco indaginoso.
    Se Cinzia non ha piu’ facebook, forse si potrebbe usare un gruppo chiuso (chiuso per evitare che i discorsi e gli scambi di pareri sulle varie esperienze con le aupair siano dominio pubblico). Qualche tempo fa l’avevo creato proprio nel tentativo di avere piu’ informazioni… ve lo propongo sempre che Cinzia non abbia un’idea migliore .
    il gruppo su facebook è chiamato “Famiglie che ospitano aupair in italia”

    • Flora
      Posted 16/02/2013 at 05:05 | Permalink

      Sarebbe bello e molto utile io ci sto! non sono molto pratica di fb mi spiegate per favore come partecipare?

      • Irene
        Posted 16/02/2013 at 12:38 | Permalink

        Ciao Mariachiara ho provato ad accedere al tuo gruppo di fb ma non ci sono riuscita. Con fb ho poca dimestichezza! Devo cliccare ” famiglie che ospitano au pair” nello spazio bianco che ti permette la ricerca?

  19. MiLa
    Posted 16/02/2013 at 15:23 | Permalink

    Anche io non trovo il gruppo su facebook. Ne creiamo uno nuovo? Io non l’ho mai fatto ma ci posso provare.

    • Irene
      Posted 16/02/2013 at 16:13 | Permalink

      Ciao MiLa se riesci io sarei ben contenta di farne parte. A meno che Mariachiara non ci dà indicazioni sul suo gruppo….

  20. Flora
    Posted 16/02/2013 at 21:14 | Permalink

    Great! Io ti ho mandato la richiesta di adesione da Maria Flora mi confermi se ti é arrivata grazie!

  21. Irene
    Posted 16/02/2013 at 21:52 | Permalink

    Grazie Maria Chiara finalmente sono entrata nel tuo gruppo di fb. Forza ragazze unitevi anche voi. Non sono un amante di fb ma talvolta può offrire delle vere opportunità di condivisione!

  22. Posted 17/02/2013 at 00:10 | Permalink

    anch’io mi sono iscirtta. mi sembra un’ottima idea:)

  23. Cindy
    Posted 19/02/2013 at 21:42 | Permalink

    Grazie! Appena riesco riattivo e ci ” vediamo” lì!
    Faremo un riassunto delle puntate successive per le altre :-)

  24. Giulia
    Posted 20/02/2013 at 16:02 | Permalink

    Per Mila

    forse ospiterò una ragazza australiana, puoi darmi info sui permessi?
    Grazie mille
    Giulia
    ps sono anche sul nuovo gruppo facebook, se vuoi puoi rispondermi lì

    • Bilingue Per Gioco
      Posted 20/02/2013 at 20:30 | Permalink

      Preferirei che una conversazione iniziata su questo blog sulla base di contenuti pubblicati sul blog continuasse a svilupparsi qui, almeno le informazioni sono tutte in uno stesso posto.
      L.

      • cinzia
        Posted 22/02/2013 at 10:32 | Permalink

        Per me, se va benissimo “restare qui” nel Blog di Letizia . Nel caso in cui ci fosse bisogno di esporsi maggiormente e personalmente magari Letizia potresti girare i contatti personali tra le interessate, dietro richiesta? per non condividere dati personali sul blog.
        Credo sia bello poter condividere queste informazioni così utili, in un blog aperto, senza “entrare troppo” nel vissuto personale.

  25. Cinzia
    Posted 09/03/2013 at 22:07 | Permalink

    Ciao mamme sono stata un pó presa da altre ” idee” ma ora eccomi qui! ci aggiornate?spero che nel frattempo le vostre ricerche siano state proficue. Anche se abbiamo già trovato la ragazza che vivrà da noi quest’estate, ho avuto anche la conferma che un altro canale funzione: l’università locale! Mi hanno appena fornito nomi di ragazze, Erasmus o che sanno frequentando un anno di corsi all’esterno all’interno di altri progetti universitari, che desidererebbero dare lezioni di lingua a bimbi mentre sono in Italia. Ecco, propongo anche a chi di voi è piú titubante e non se la sente di avere in casa tutti i giorni un’estranea, di provare a percorrere questa via. Se trovate una persona gentile nell’ufficio internazionalizzazione tempo poche settimane potrete conoscere ragazze straniere che vivono nelle vostra città!penso che i vantaggi possano essere numerosi, A presto !

  26. Cindy
    Posted 12/03/2013 at 18:41 | Permalink

    Cara Antonella, ho ricevuto il tuo post ma non riesco a vederlo sul blog.
    Hai letto i contributi e le puntate precedenti senza riuscire a trovare una soluzione? sì? allora aggiungo altre considerazioni. PRIMA DI TUTTO: nessuno si deve permette di chiedere anticipi in denaro o altro. Se le ragazze spariscono quando tu dai il no secco a questa voce, vuol dire che sei capitata in mano a persone che sfruttano illegalmente semplicemente le banche date ed i portali per gli scambi aupair.
    Greataupair nel suo Security Centre, presenta le varie versioni di frodi possibili. E’ chiaro che non ci deve essere alcuna richiesta di denaro e che il viaggio lo paga la ragazza.Al massimo sei te che puoi proporre, al termine del periodo o quando lo ritieni opportuno, una somma maggiore, un rimborso viaggio o altro. Ma questo esula dalle “regole del gioco”. Nel sito greatuapair esistono degli strumenti per segnalare i casi sospetti, in modo che altri non cadano nella stessa trappola. Detto ciò, avrei bisogno di conoscere altri aspetti della tua ricerca:
    quale banca dati stai usando per selezionare?
    le ragazze che ti hanno risposto vivono in grandi città o in piccoli paesi nelle lande desolate americane?
    L’america è vasta: sono del Nord? Centro america? Sud? A me per es. avevano risposto molte ragazze dal North Carolina.
    che età avevano/hanno?
    ti hanno fornito dati specifici, quali resume, contatti telefonici, contatto skype?
    Hai fornito loro il valore del pocket-money prima di “conoscerle” o dopo?
    Te dove vivi? grande città, paesino etc?
    Appena ho modo posterò un’ottimo sito americano dove si trovano informazioni legali su tutti! Poi se si vuole entrare molto “nel dettaglio” si possono pagare differenti fee per accedere al livello corrispondente di informazione.
    Queste risposte potrebbero aiutare a raffinare l’annuncio che hai postato per trovare la persona giusta.
    Quando abbiamo deciso di cercare una ragazza americana, abbiamo anche definito la provenienza ” ipotetica” che avrebbe dovuto avere anche in base a dove viviamo e a quello che possiamo offrire in termini turistici. Magari le ragazze che ti hanno contattato hanno in mente solo una vacanza e quindi cercano una cittadina vicino al mare?
    Vivono in grandi città e quindi si aspettano di venire in Italia per godersi la bella vita?
    Se mi dai qualche elemento in più sarò ben lieta di aiutarti.

    • antonella
      Posted 15/03/2013 at 09:41 | Permalink

      ti ringrazio il tuo contributo mi è servito moltissimo.
      mi hai aperto un mondo.
      per quanto riguarda i soldi anticipati, devo ammetterlo per un attimo ci ho pensato, mi ha dato il suo contatto skype, ho provato a cercarla su internet e alcune delle cose che mi aveva detto corrispondevano, ma poi ho ragionato bene, e le ho parlato della paghetta. mi ha immediatamente bloccato il contatto.
      Loro lo sanno già quello che prenderebbero in Italia, io ne sono certa.
      Innanzitutto io abito a cagliari, si non è un paesino sperduto, ma non è nemmeno roma o firenze.
      il fine settimana non possono prendere un treno e andare in una grande città.
      Abito in centro, ma in una zona residenziale, una bella zona tranquilla, ma sempre al centro.
      quando le contatta racconto di noi dei bambini, della loro sistemazione in casa. Parlo del mare, del fatto che cagliari è una città molto giovane e calda, nel senso che le persone sono molto affabili.
      Forse le spaventa il fatto che mi serve un aiuto tutte le mattine e due pomeriggi la settimana. forse è troppo, alla fine sarebbero 30/35 ore settimanali. Forse le spaventa il fatto che ho due bambini.
      comunque mi sono soffermata poco su dove loro abitano, inizialmente lo facevo ma poi, un pò scoraggiata ho iniziato a mandare messaggi un pò a “raffica”.
      Io uso au pair world per la mia ricerca.
      Pensavo di aver trovato una ragazza, ma alla fine ha preferito andare da una famiglia sempre sarda ma che abitava in un pesino. Non so per quello sono stata tentata di anticipare soldi.
      Capisco che non possiamo avere la sicurezza fino a che non le vediamo all’aeroporto, però sono veramente scoraggiata.
      Adesso parlo della paghetta e delle ore al secondo contatto, in modo tale che non ci siano equivoci.
      Dimmi tu, so che l’errore sta a metà, mi presento male e devo mettere in conto che sono ragazzine :)
      ti ringrazio, vi ringrazio tutte.

      • antonella
        Posted 15/03/2013 at 09:44 | Permalink

        si scusa stò cercando ragazze Statunitensi. Americane è troppo generico.

      • Cindy
        Posted 16/03/2013 at 13:51 | Permalink

        Cara Antonella, cerco di continuare la ns conversazione rispondendo ad alcune tue affermazioni e riflettendo con te su come presentarsi (questo lo capirai da te perchè solo tu sai che età hanno i tuoi bimbi, se e come parlano già l’inglese, quali sono i loro hobbies e caratteri, quale ambinete la accoglierà etc.)

        1. Loro lo sanno già quello che prenderebbero in Italia, io ne sono certa.
        Questo è ovvio: se vai su greataupair o aupair world ci sono le griglie di riferimento per l’Italia, in base alle ore richieste. Lo scambio aupair nasce appunto come “scambio culturale”, se si fermano solo davanti al pocket money mi vien da dire che molto probabilmente sono solo adolescenti che vorrebbero andarsene da casa “all’avventura”, lavorare poco, guadagnare molto e che in realtà non sono interessate a vivere in famiglia per comprendere una nuova cultura. Quindi: meglio perderle che trovarle!!
        2. Innanzitutto io abito a cagliari, si non è un paesino sperduto, ma non è nemmeno roma o firenze.
        il fine settimana non possono prendere un treno e andare in una grande città.
        Cagliari è bellissima ed il mare che potete offrire è a dir poco straordinario! MI sembra di leggere tra le righe che con loro “ti giustifichi”, forse dovresti valorizzare la vostra posizione, dir loro che darai una bicicletta x raggiungere il mare, inviandogli dei link . E poi, a Cagliari non arrivano un pò di compagnie no-frills?Potrebbe essere’ sufficiente pattuire che a volte potrà avere un paio di giorni in più per andarsene dove vuole! Non so se questo sia compatibile con le vs esigenze familiari. Avete dei nonni zii o altri che potrebbero sostituirla nel giorno libero “in più”?
        3. Per quanti mesi ne hai bisogno? forse per troppo poco rispetto al costo del viaggio che devono intraprendere?
        4. Potrà avere un sua stanza o dovrà condividerla con uno dei tuoi figli, o è una dei tuoi figli e quindi sarà cmq vicino a quella padronale? Sai le case americane sono concepite in maniera “un pò diversa” dalle nostre, e questo può spaventare. Noi con la ns siamo stai chiari! Avendo io un’amica californiana architetto, che abbiamo ospitato, so per certo che al valore di una casa media italiana, corrisponde il valore di un super attico americano! Magari non a Manhattan, ma comunque molto più grande. (certo c’è anche chi vive in roulotte colpito dalla crisi etc…)
        Se abiti in un paesino, ma vicino al mare, siete una famiglia tranquilla con poco spazio, hai pensato di concentrarti su una ragazza del North Carolina, Teennesse, Texas o altro che non offre moltissimo? Circa di recuperare informazioni sulla “città di provenienza” per essere te a scegliere, e non lei/loro!
        Non ti abbattere. E’ dura, ma se trovi il modo di presentarti e di capire “ciò che loro cercano e possono offrirti” in futuro avrai una griglia di riferimento alla quale attingere senza perdere troppo tempo.
        Mi rendo conto che ti ho risposto ancora con domande, ma non conoscendoti posso solo supporre ed immaginare la tua situazione.
        In bocca al lupo.

        • antonella
          Posted 21/03/2013 at 09:50 | Permalink

          ciao, avevo risposto, ma evidentemente non ho salvato con attenzione il testo.
          Ti ringrazio tantissimo le tue osservazioni sono state molto importanti per me.
          Bisogna contare che è la prima volta che prendo in considerazione una esperienza come questa.
          La mia inesperienza, la mia stanchezza, mi ha portato a non valutare tante cose.
          Innanzitutto quando parlo della mia città sono orgogliosa è la descrivo come la vedo….meravigliosa!!!!
          il mio ragionamento non partiva dall’idea che ho io di Cagliari, ma da quello che poteva pensare una ragazza di 20 anni, Italia vuol dire Firenze Milano ecc ecc.
          questo pensavo, ma adesso penso che anche questo non sia vero!!! scusa il ragionamento contorto, ma alla fine ti rendi conto che non siamo tutti uguali.
          Mi hai dato tanti spunti, es. la bicicletta, descrivere meglio la sua sistemazione, dire che non sarà collocata nella nostra zona notte, dirle che ad agosto io sarò in ferie e lei sarà più libera, dirle che ci sono molte compagnie aeree a basso costo che partono da Cagliari….e così via.
          Ti ringrazio veramente, e spero di riuscire a salvare questo messaggio :)
          se pensi che dovrei riflettere ancora su qualcosa, sono pronta ad accogliere i tuoi suggerimenti.
          grazie

          • Cindy
            Posted 21/03/2013 at 15:58 | Permalink

            Beh, direi che sei già arrivata a tutto da sola! L’importante è valorizzare, dove vivete, cosa potete offrire e come è la vs famiglia. Poi sai, non credo che l’unico sogni siano Roma e Milano. Le città spesso offrono molto , ma anche i rischi sono maggiori. Aggiungo che in USA è anche peggio! 
              Anche per me è la prima volta, spero che comunque la ragazza che sceglierai capisca che non deve venire solo per ” prendere”, ma deve essere nell’attitudine mentale di “dare”, lasciare qualcosa ai tuoi cuccioli.  Come hai scritto te, è importante sottolineare che le richiederai un bell’impegno, ma che avrà anche modo di “sfogarsi” e recuperare nei momenti in cui ci
             saranno anche mamma e papà, tipo agosto. Dai che ce la fai :-)
            Porta pazienza e vedrai che salterà fuori. Chissà come sarà realmente la nostra!?!!?ormai mancano solo 2 mesi. In bocca al lupo. 
            P.S quando arriva c’è da risolvere anche la questione cellulare italiano. 

  27. Arianna
    Posted 21/03/2013 at 18:39 | Permalink

    Antonella e Cinzia, se posso permettermi un consiglio: alla prima esperienza con un’au pair una cosa da non fare è sicuramente idealizzare troppo la figura dell’au pair stessa, altrimenti si rischia di arrivare con aspettative alle stelle e, nel caso queste vengano deluse dalla prima ragazza, rifiutare poi in toto l’esperienza. In fondo alla prima ragazza anche la famiglia ospitante è nuova alla cosa e deve “crescere” come tale, stante il fatto che poi alla fine è molto una questione di fortuna nel trovare il giusto match. Fingers crossed e teneteci aggiornati.
    A

  28. Silvia
    Posted 25/03/2013 at 01:30 | Permalink

    Anch’io sto cercando una ragazza au pair per mio figlio di 8 mesi da settembre. Per ora ho cercato nei due siti che ha consigliato Cinzia, solo che non ho pagato la quota di iscrizione quindi mi sa che i contatti con le ragazze non li posso approfondire, ma volevo capire se ne vale la pena di iscriversi o no, voi vi siete iscritte?
    Poi ho trovato molto utili i vostri consigli, grazie! Anche l’idea di cercarle su Facebook non è male perché magari si ha una sicurezza in piú. Proveró anche a contattare l’università x vedere se c’è qualche ragazza Erasmus nel caso non trovo un au pair. E pensare che tutto era partito cercando una babysitter madrelingua inglese (abito a Milano), ma mi sembra impossibile! non ne ho trovata neanche una!
    Qualcuno ha qualche consiglio per trovare una babysitter madrelingua inglese a Milano? Nel caso la ricerca della au pair diventi lunga!

    • antonella
      Posted 26/03/2013 at 17:09 | Permalink

      Ciao,
      certo anche la soluzione della baby sitter inglese è perfetta.direi anche meno impegnativa dal punto di vista emotivo.
      è molto forte la decisione di ospitare qualcuno nella nostra casa, nelle nostre abitudini ecc ecc., io sono un pò spaventata.
      Io ho preso questa decisione perchè mi sembrava il modo di dare una opportunità in più ai miei figli, soprattutto al più grande.
      capire che ci sono culture diverse, cucine diverse, ecc ecc.
      certo come dice Arianna nel suo post non dobbiamo aspettarci chissà che. ma dobbiamo prendere lo stesso il meglio da questa esperienza, penso che ci voglia una forte dose di adattamento da parte di tutti.
      comunque vedremo.
      per quanto riguarda l’iscrizione ali siti, io l’ho fatta, poi ho cercato di verificare anche io chi erano le ragazze o meno su internet, ma se cerchi su facebook un nome ti escono moltissime persone con lo stesso nome, con un nome inglese ancora di più, molte volte non hanno la foto personale in copertina.Insomma una giungla.
      non lo so è difficile, o almeno a me non ha mai risposto nessuno.
      anche per la baby sitter potresti fare un tentativo su facebook, ricordo che la mia vicina, tedesca che non conosceva nessuno, appena arrivata a cagliari aveva aderito a d un gruppo di ragazze tedesche che vivevano a cagliari, così aveva trovato amiche e anche piccoli lavoretti (traduzioni, baby sitter), potresti fare una ricerca anche in questo senso.
      ciao

  29. Cindy
    Posted 26/03/2013 at 12:19 | Permalink

    Silvia, nn si in quale zona tu viva, ma io andrei in via carducci all’ufficio IntrtnazionaliZazione dell’Uny Cattolica, o in via Necchi, dove c’è il dipartimento di lingue , o dove c’è l’UC point in sede centrale L.go Gemelli, e metterei un annuncio. Ti sembra fattibile?

  30. Silvia
    Posted 26/03/2013 at 15:54 | Permalink

    Grazie Cindy! Credo che sia fattibile! Vediamo se così trovo qualche inglese interessata!!

  31. Arianna
    Posted 19/04/2013 at 22:18 | Permalink

    Salve a tutte,
    qualcuno ha info sull’assicurazione sanitaria da stipulare nel caso in cui l’au pair chieda il visto per studio? A quanto ho capito deve essere stipulata al momento della richiesta o è possibile farlo anche una volta arrivata in Italia?
    Grazie a chiunque sappia dirmi qualcosa in più
    A

  32. mariachiara
    Posted 20/04/2013 at 00:32 | Permalink

    ciao Arianna, quando abbiamo fatto le procedure noi, a settembre 2012, l’ambasciata italiana in Ohio chiese alla ragazza che avesse stipulato un’assicurazione sanitaria privata e personale, perchè era un REQUISITO INDISPENSABILE PER POTER EROGARE IL VISTO STUDIO. Una volta stipulata (lei, in america, per conto suo) una qualunque assicurazione minima ha ottenuto il visto e quindi si è potuta imbarcare. Una volta in italia l’assicurazione sanitaria italiana puo’ essere richiesta DOPO che si è ottenuto il permesso in questura. Quindi le assicurazioni sono 2, una in america (altrimenti non le possono concedere il visto) ed una in italia. Il vantaggio di farla passare sotto l’assistenza sanitaria italiana è data dal fatto che spesso le assicurazioni che queste ragazze stipulano in america sono quelle minime, che non coprono tutto oppure che hanno un massimale di copertura, mentre in italia con il pagamento del bollettino annuale (in toscana era 149 euro l’anno scorso) viene coperto tutto. Se uno vuole puo’ anche coprire il periodo che intercorre tra l’arrivo in italia e il momento in cui ottiene il permesso (cioè circa un mesetto), ma questo pagamento è a parte e mi pare siano sui 100 euro, non detraibili dalle successive 149. Altro elemento: la copertura è un anno solare, quindi si pagano 149 euro per ogni anno dal 1 gennaio al 31 dicembre, se uno è in italia in un periodo “a cavallo” tra 2 anni deve pagare 2 volte, una per l’anno prima ed una per l’anno dopo (le assurdità italiane….)

  33. Arianna
    Posted 20/04/2013 at 09:37 | Permalink

    Grazie mille Mariachiara, quindi se non ho capito male quella di partenza è una qualsiasi assicurazione privata mentre l’altra è la normale iscrizione al SSN a seguito di rilascio del permesso di soggiorno?

  34. mariachiara
    Posted 20/04/2013 at 23:40 | Permalink

    si Arianna, per ottenere il visto per motivi di studio, uno dei documenti richiesti è una copertura assicurativa sanitaria alla partenza, che la ragazza deve fare quando è in america, altrimenti non avrà il visto per prendere fisicamente l’aereo. Quella che farà arrivata in italia (la seconda) è la copertura assicurativa NORMALE che ogni italiano ha (quella che ti permette l’iscrizione con un medico di famiglia), copertura che uno puo’ chiedere quando ha il documento della questura. Ovviamente dovendosi iscrivere al nostro sistema sanitario, devono pagare un bollettino, il cui importo varia a seconda della regione in cui abiterà. Quest’ultima non è obbligatoria, ma certamente è un gran rischio per la ragazza. Per esempio una aupair australiana che ho avuto, durante il periodo che aspettava il permesso di soggiorno, fu ricoverata a seguito di una sbronza (era praticamente astemia e decise in italia di cambiare idea…). Per il ricovero in Pronto soccorso e la degenza fino alla mattina, la flebo reidratante ed altri farmaci non di grande importanza ha dovuto pagare 300 euro perchè ovviamente lo stato di ubriacatura non era compresa nell’assicurazione che aveva stipulato alla partenza… comunque da quel giorno è tornata astemia ah ah ah :-D

    • Arianna
      Posted 21/04/2013 at 10:14 | Permalink

      Ah ah :D
      Grazie delle info,
      A

      • Lu
        Posted 22/04/2013 at 21:27 | Permalink

        Noi siamo alla 5 au pair. Le esperienze sono state molto buone in quasi tutti i casi. Solo un’au pair sudafricana ci ha lasciato in tronco ma fa un po’ parte delle regole del gioco. Io vivo a Torino, città poco appetibile anche se bellissima e ho tre bambini (due abbastanza piccoli) per cui ho delle difficoltà nel reperimento. Credo che sia importante inviare tante candidature (io uso au pair world) e cercare di avere contatti su skype. Una volta iniziato è più facile perchè noto che le potenziali au pair valutano molto le referenze scritte da altre ragazze e la possibilità di contattarle.
        Le ragazze che parlano inglese sono ovviamente le più richieste quindi per la legge della domanda e dell’offerta bisogna essere flessibili e avere aspettative realistiche. Noto che si aspettano di aiutare poco in casa e di essere più che altro un supporto linguistico per i bambini. Anche la paghetta deve essere un po’ più alta, quando offrivo quanto suggerito dal sito (mi pare 50/70 euro alla settimana) di anglofone non ne trovavo.
        Mi piacerebbe iscrivermi nel gruppo su FB ma non lo trovo.

        • antonella
          Posted 23/04/2013 at 10:40 | Permalink

          da dove venivano le ragazze che ospitavi?
          be si 50/70 euro sono un pò pochine……
          quando tu hai parlato di Torino io ti capisco, città bellissima, ma comunque non è nell’immaginario di una ragazza straniera di 20 anni come firenze bologna roma.
          io ho avuto la stessa tua impressione, cioè ci sono ragazze contentissime di fare esperienze in queste città, ma numericamente sono inferiori.
          Poi ovviamente sono più attratte da famiglie con un solo bambino, ovvio hanno due occhi come noi!!!!!!!
          Io abitando a cagliari, che si bellissima, ma pur sempre un’isola, anche se l’estate gioca a mio favore, ma non il costo del biglietto aereo, avendo due figli di cui uno di 13 mesi, devo dire che non è stato facile.
          aggiungiamoci anche che il grande, 5 anni, dice poche cose in inglese, il piccolo proprio non parla…..insomma cosa devo dire….che dio me la mandi buona :)

  35. antonella
    Posted 23/04/2013 at 10:17 | Permalink

    Ragazze c’è lo fatta, finalmente ho trovato una ragazza che mi piace e che a lei piacciamo noi.
    E stato difficilissimo, poi abbiamo contattato lei, ed è andato tutto liscio.
    E’ stata chiara dall’inizio, è alla prima esperienza anche lei, ma è stata l’unica che mi ha fatto domande più appropriate, mi è sembrata più matura, per quanto può essere matura una ragazza di 20 anni. Non so non posso nemmeno fare paragoni in quanto è la prima volta che faccio una esperienza del genere.
    Si può dire che ho una paura sfrenata??!!??!!
    Lei è in Europa da 9 mesi per studio, passerà gli ultimi 3 mesi con noi.
    Spero che vada tutto bene, che l’esperienza sia positiva, per poter pensare di ripeterla.
    Mio figlio ieri durante la nostra chiacchierata su skype ha detto che assolutamente non la voleva. Aiuto mi farà vedere i sorci verdi, non capisce, ovviamente, che tutto questo lo stò facendo per loro, però sotto sotto rideva. Il piccolo invece è impazzito vedendola al telefono e rideva come un matto. E va be…..
    Suppongo che anche se lei è in Europa da diversi mesi, per l’Italia conti solo il periodo che passa qui che sarebbero nemmeno 90 giorni.
    Quindi suppongo debba fare solo la dichiarazione in questura, e una assicurazione privata, nemmeno l’iscrizione al servizio sanitario nazionale.
    Avete consigli per me?
    dovrei pensare a qualcosa in visto del suo arrivo?
    Grazie per i vostri racconti mi hanno dato prima di tutto coraggio per continuare la ricerca, e poi le vostre esperienze mi sono servite anche dal punto di vista pratico.

  36. Cindy
    Posted 23/04/2013 at 11:04 | Permalink

    Ciao Antonella, congratulazioni! :-) .
    Anche noi prima esperienza per entrambi. Ti diró, anche noi abbiamo avuto un sentore positivo grazie ai “timori reciprici esplicitati”, gli incontri su skype, sia con lei che con i genitori. Li conosceremo tutti a Maggio e poi inizierá l’avventura! Io ho preparato un “welcome basket” con cose per la cura personale, brochure delka zona, prese all’ufficio del turismo. E ora, incrociamo le dita!

    • antonella
      Posted 23/04/2013 at 11:12 | Permalink

      Brava ottima idea.
      io non ho parlato con la sua famiglia, lei adesso è in irlanda i genitori vivono e lavorano in filippine.
      avevo anche io pensato a iniziare a prendere un accappatoio, bagnoschiuma, vedremo….
      Io l’ho messa in contatto con la mia ex insegnante di Inglese che è sempre giovane, e la metterà in contatto con altri ragazzi madrelingua inglese, che sono a cagliari….
      mi sembra ottima l’idea di prendere del materiale turistico sulla Città.
      Ho già iniziato a cercare vocabolari di ogni tipo, piccoli grandi , tascabili……meglio avere la conoscenza sotto mano ;)
      speriamo bene.

  37. Lu
    Posted 23/04/2013 at 19:39 | Permalink

    La prima ragazza era slovacca, è rimasta con noi tre anni. La seconda francese (in estate andiamo sempre in Costa Azzurra e desidereremmo che i bambini possano apprendere anche il francese. La terza statunitense. Come insegnante era veramente bravissima, i bambini hanno fatto proprio un balzo ed era una musicista quindi ha anche dato lezioni di piano. L’esperienza è stata molto buona, però devo dire che se beveva un bicchiere d’acqua poi me lo lasciava sul tavolo. La quarta sudafrica (ma figlia di un’inglese e un italiano ma non sapeva parlare italiano). Era moltto carina e dolce ma non reggeva il contatto con bambini piccoli come i miei e se ne è andata dopo un mese (mio marito era in viaggio di lavoro, l’avrei strozzata sul momento). Ora abbiamo una canadese e ci troviamo anche molto bene. Starà un breve periodo (due mesi) poi una francese “estiva”e dovremmo (tenendo le dita incrociate) aver trovato una ragazza inglese per il prossimo anno (da settembre fino a giugno/luglio)
    Trovo sia molto importante avere uno spazio definito e che garantisca un po’ di indipendenza da ambo le parti. Noi destiniamo la mansarda.

  38. mariachiara
    Posted 23/04/2013 at 22:22 | Permalink

    Ciao, come sapete c’è un gruppo su facebook (https://www.facebook.com/groups/268747596567860/ ) che è nato proprio dall’incontro su bilinguepergioco.com , per questo motivo quello spazio li’ non è qualcosa che toglie niente a questo bellissimo sito, ma anzi puo’ solo integrarne alcuni elementi per chi voglia entrare in maggiore contatto. Visto che l’idea è quella di condividere informazioni anche qui, riporto alcuni degli spunti che sono usciti dalle nostre chiaccherate su fb (sotto il consenso dell’interessata) perchè riguardano info molto precise per chi vuole avere una aupair europea in italia (procedure legali, sentite direttamente ai vari uffici a Milano). Questo è il commento:
    “Ciao a tutte.condivido queste info perche son sicura che non tutte le sapete.
    Ospitero una ragazza inglese quindi volevo tutte le informazioni per fare le cose nella legalità per non incorrere in problemi / multe
    Dopo telefonate inutili alla questura sono andata al comune e alla asl:
    Per le comunitarie non e’ obbligatorio niente ,ne’ andare alla questura a registrarla ne’ iscriverla alla ASL.
    Si può se si vuole compilare un modulo al comune, il comune lo da alla questura.
    Poi FORSE i vigili arrivano a controllare che questa ragazza ci sia davvero (sono andata dai vigili che mi hanno detto che loro non vanno a controllare)
    Il tutto per eventualmente evitare una multa a carico della famiglia se la ragazza fosse arrestata o presa dalla polizia per atti illegali.
    alla ASL non esiste nessun modo per registrare una au pair perché non e’ assunta regolarmente.
    se lei ha bisogno va con la.sua tessera sanitaria inglese al pronto soccorso o alla guardia medica o privatamente come turista.
    Se si compila il modulo al comune la ragazza può stare non piu di un anno in Italia altrimenti nessuno sa che lei c e e può stare quanto le pare”

  39. Sabrina
    Posted 04/02/2014 at 16:56 | Permalink

    Ciao Cinzia

    grazie per il post. Leggendolo, sembra di capire che poiché si tratta di uno scambio culturale, non sia necessario nessun Nulla Osta e autorizzazione al lavoro. Ma cercando le informazioni online, sembra che invece tutta la documentazione sia necessaria.
    Sto per ospitare una au pair americana e sono estremamente confusa sugli obblighi per le famiglie ospitanti una ragazza americana.
    Grazie a chi mi potrà aiutare!
    Sabrina

  40. Giovanna
    Posted 17/03/2014 at 23:25 | Permalink

    Una domanda che forse vi sembrerà stupida. Per chi ha ospitato ragazze americane, candesi, australiane, o che comunque arrivavano da piuttosto lontano, con quanto anticipo vi siente mossi? Parlo sia dal punto di vista burocratico sia su quando vi siete accordati “definitivamente” con la ragazza (che suppongo abbia di conseguenza comperato il biglietto).
    Grazie!

    • Sabrina
      Posted 18/03/2014 at 09:50 | Permalink

      Ciao Giovanna

      io mi sono mossa a Febbraio per Giugno-Luglio mettendo un annuncio a pagamento su au pair world e mi sono resa conto che era troppo presto. Quello che succede è che le ragazze a volte “spariscono”, non rispondono più. La mia sensazione è che tastino il terreno, ma non siano motivate a “chiudere”. Una mia amica che accoglie au pair da anni, di tutte le nazionalità, mi ha confermato che ero troppo in anticipo, che mi sarei dovuta muovere verso Aprile per Giugno-Luglio. I tempi sono sufficienti anche per la burocrazia perché sembra che lo scambio au pair sia uno scambio culturale e se ospiti per meno di 3 mesi anche per le americane basta il visto turistico. Non so quanto tempo occorra invece alla ragazza per ottenere in USA la patente di guida internazionale, nel caso debba guidare qui da noi, ma ho capito che è un problema che si risolve semplicemente dal punto di vista
      burocratico.
      Ciao!

      • Giovanna
        Posted 18/03/2014 at 15:32 | Permalink

        Ciao Sabrina

        grazie per le informazioni.
        Lo terrò presente.
        Ero curiosa perchè per il 2015 ci piaceva l’idea di ospitare per un lungo periodo una au pair madre lingua inglese, quindi avevamo valutato anche ragazze americane, e dato che ancora non mi era scaduta l’iscrizione a pagamento su aupairworld, ho voluto approfittarne per tastare il terreno, e più di una ragazza mi hanno detto che si sono già accordate con una famiglia, dato che avevano già concordato tutto. Magari è una scusa, ma dato che una almeno si era detta entusiasta di tutto, e ci eravamo scambiate vari messaggi, dai quali pareva realmente interessata a vivere l’esperienza, mi è sorto il dubbio che potessi essere “in ritardo” o che mi prendessi troppo tempo per decidere.

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