Keep calm…

Due email di due mamme, domande diverse, una sola risposta: Don’t worry, be happy!
mamma n 1
Querida Letizia
prima di tutto grazie per la generosità con cui hai condiviso conoscenze ed esperienze, preziosissime per noi tutte e tutti. Sono la mamma di una stella di 15 mesi, successivamente al compimento del primo anno di vita ho iniziato a parlarle in lingua inlgese. Premetto di non essere madrelingua, ho utilizzato ed utilizzo la lingua inglese per lavoro e per quanto continui a studiare per evitare errori grammaticali, non la ritengo ancora perfetta. Cmq nella mia breve esperienza ho scoperto di essere in grado di parlare di business in inglese con adulti ma di essere mancante nella comunicazione con la mia piccola. Lo sono tutte le volte in cui ho necessità di farle comprendere concetti, situazioni, regole, nel consolarla, nelle coccole; al momento mi limito a  chiamare cose o persone in inglese piuttosto che in italiano.
Inoltre per lavoro ho vissuto in Spagna dove ho completato la mia conoscenza della lingua spagnola.
La piccola trascorre con me la maggior parte del tempo e non so come gestire la comunicazione in italiano, inglese e spagnolo che cmq fanno parte del mio essere, della mia persona e che per lei rappresentano un grande beneficio.
Preferisco fermarmi qui per non rubare tanto del tuo prezioso tempo
Grazie per la cortese risposta
a big hug
Marialuisa
Mamma n2
Buongiorno Letizia sono una neo mamma, neo davvero visto la mia piccola Emma ha 35 giorni oggi 😉 Ma visto che come dici nel tuo sito : “non é mai troppo presto” per pensare al bilinguismo, da tempo mi interrogo su come dare questa possibilità alla mia bambina.Io parlo un buon francese, dopo un anno e mezzo di studi a Parigi, e, nonostante non sia madrelingua, con Emma cercò il più possibile di parlare in francese, farle ascoltare canzoni, leggere delle favole in francese. Ma ammetto che, nonostante io adori il francese e la Francia, mi rendo conto che per Emma la vera primissima lingua da imparare dev’essere l’inglese. Il mio é poco più che scolastico, PURTROPPO, e per quanto io e mio marito ci sforziamo di guardare film in lingua, leggeri libri e quotidiani, mi rendo conto di non potere darle il bilinguismo da sola.

1) mi sono già informata per iscriverla al nido alla scuola inglese2) Poi mi piacerebbe partecipare con Emma al vostro Learn with Mummy (per me la sede più vicina é Verona- 80km ndr)

3) Desidero trovare una baby sitter, full time perché presto dovrò tornare a lavoro, madre lingua inglese

Anna
Maria Luisa, Anna,
vi prego, no stress! La seconda lingua deve spalancare mondi, non diventare un peso. Deve essere un’esperienza piacevole ed emozionalmente ricca, non un obiettivo irrinunciabile.
Amate le lingue? Il più grande regalo che potete fare ai vostri figli non è trasmettere le lingue, ma l’amore e la curiosità per le lingue.
La vostra prima lingua straniera è lo Spagnolo, o il Francese? Ma giocate in Spagnolo, o in Francese, e divertitevi!
E l’Inglese? Arriverà, quando sarà il momento, se saranno loro a desiderarlo, e il vero segreto è trovare il modo per farglielo desiderare. Nel frattempo, se saranno cresciuti con più lingue nell’orecchio avranno una maggiore predisposizione per le lingue, maggiore capacità di apprenderne una terza, una quarta, una quinta.
Avranno il ricordo meraviglioso delle ninne nanne che gli cantavate voi, dei giochini che facevano con voi, dei loro primi libri speciali, della lingua che solo loro potevano condividere con la loro mamma e nessun altro capiva.
L’Inglese è importante, ma l’infanzia è più importante.
Davvero, rilassatevi e godetevi questo momento, cercate strumenti e spazi per giocare con i vostri figli, non per insegnare.
Non mi stancherò mai di ripeterlo.
E scusatemi, so che non è la risposta che cercavate, ma è l’unica che posso dare. L’ultima cosa che voglio fare è creare ansia da prestazione nei genitori.
Letizia
Immagine: questa t-shirt è un must have!  keep calm and cuddle me, amazon UK
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Comments

  1. Francesca says

    Hai perfettamente ragione Letizia! No stress!
    E benevenute nel magico mondo di BilinguePerGioco…. :-)

  2. octavia says

    Se posso dare il mio parere…secondo me la lingua quotidiana che dovete usare per i figli è la lingua in cui riuscite a trasmettere l’affetto e l’amore in modo spontaneo e naturale senza (grandi) difficoltà… Qualsiasi lingua sia…anche l’italiano.
    Sarebbe una tortura se dovete pensare troppo (sulla grammatica, la pronuncia o i vocabolari) prima di dire qualsiasi cosa a vostri figli…vi stancherete.

    • Bilingue Per Gioco says

      Octavia, ma non di parlava di lingua quotidiana ma di lingua seconda da condividere con giochi, canzoni, libri, etc.

      • octavia says

        Ah, scusa se avevo capito male…perche la mamma n 1 ha scritto “successivamente al compimento del primo anno di vita ho iniziato a parlarle in lingua inlgese.”
        e ha scritto anche “ho scoperto di essere in grado di parlare di business in inglese con adulti ma diessere mancante nella comunicazione con la mia piccola. Lo sono tutte le volte in cui ho necessità di farle comprendere concetti, situazioni, regole, nel consolarla, nelle coccole; al momento mi limito a  chiamare cose o persone in inglese piuttosto che in italiano.

        Perciò pensavo che lei usava l’inglese anche come la lingua quotidiana (non solo nei giochi) e aveva difficoltà di esprimere e di trasmettere l’affetto alla bimba.

        Ma cmq, Letizia, come loro, anch’io poco dopo la nascita di mio figlio, avevo la pazzia di poter (o dover :) ) insegnargli tutte le lingue che conosco…e mi trovavo in difficolta perche mi uscivano le frasi che contengono 2-3 o a volte anche 4 lingue. Le storie di ninna nanna che raccontavo non parlavano di gattini o di orsachiotti…ma della guerra d’indipendenza, del coup d’etat, della constellazione.
        Forse era solo una isteria di diventare una neo mamma con tantissima voglia di trasmettere la passione al figlio….e di fargli conoscere il mondo…

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