Non più sola

mi chiamo Paola e da quando ho scoperto il sito di bilingue per gioco non riesco più a liberarmene; finalmente non mi sento più sola….

Sono una insegnante d’inglese nella scuola secondaria e da 14 mesi ho la meravigliosa fortuna di una avere una coppia di gemelli, Emma e Gabriele, che riempiono le mie giornate e le mie “nottate” di gioia e felicità.

Quando ero in gravidanza ho comprato delle riviste per cercare di documentarmi sui bebè, alcune le ho conservate altre buttate. Tra quelle conservate vi era un interessante articolo “Do you play English?” ovviamente letto, piaciuto e messo nel cassetto per quando i bambini fossero nati.

Qualche tempo fa Gabriele “il Terremoto” tra tutte le riviste trovate ha scelto di sfogliare proprio quella….. e io, casualmente, ti ho ritrovata. Sarà un segno del destino?

Questo per raccontarti che sin dal primo giorno cerco di parlare, cantare, giocare, preparare la pappa, fare il bagnetto, cambiarli, insomma raccontare il più possibile la mia passione per l’inglese ai miei piccoli, ma mi sembra di gettare solo piccoli sassolini in un immenso lago che è la loro capità di guardare, ascoltare e capire. E’ un mio progetto che ho voluto intensamente e che coltivo gelosamente come fosse un momento solo nostro, esclusivo, ma alla base c’è la convinzione e la speranza che possano condividere con me in futuro la passione per le lingue straniere che tanto sanno dare.

Leggere di te e delle tue esperienze mi ha dato uno stimolo a continuare e anche se non vi è certezza di quello che in loro scaturirà è bello il pensiero di esserci e poterci provare.

Mi piacerebbe tanto partecipare ai tuoi playgroup, li ho cercati e ricercati, ma dove abito io (Bergamo) non sono ancora attivi.

Come posso fare per avvicinarmi a questa bellissima realtà?
Ti ringrazio per tutto ciò che mi saprai dire
Paola

Ciao Paola,

ti ringrazio per la tua lettera, che pubblico per condividere due messaggi:

1) L’entusiasmo
Dalla tua email emerge un forte entusiasmo per la maternità e i tuoi bambini, in primo luogo, ma anche per l’Inglese e per i momenti condivisi in questa lingua. C’è un atteggamento molto positivo che mi piace molto, e vorrei che tutti avessero questa leggerezza e questa gioia nel vivere le lingue straniere. Non ultimo perchè si capisce che la gioia è primariamente tua, personale, è una gioia condivisa, non un voler suscitare in altri (i bambini) una gioia che non si vive.

Personalmente trovo che questo passo sia fondamentale, e non mi stanco di ripeterlo.
Nella vita familiare le lingue vanno condivise, più che insegnate. Bisogna sempre partire dalla propria esperienza!

2) I dubbi
A me pare, da quanto racconti, che tu abbia trovato l’approccio giusto per voi, che il tuo approccio funzioni e ci siano tutte le premesse per fare dell’Inglese un’esperienza da condividere nei lunghi tempi.
Eppure chiedi un mio parere… Perchè?

Non hai bisogno del mio parere, ma è normale che tu, come me, come tutti, abbia dei dubbi. Mi fa piacere quindi condividerli anche solo per mostrare che li abbiamo tutti. E intendo proprio tutti.

Sono le nostre domande che spingono a cercare delle risposte, ad andare oltre, a rimetterci costantemente in discussione. I dubbi devono essere il motore della nostra curiosità, non frenare la nostra azione.

Non ho consigli da darti. Se non, brava! vai avanti così.
Cerca di trovare una tua regolarità, o routine, e stai serena che più che buttare sassi stai buttando semi.

Infine, per i playgroup, se sei iscritta alla lista di chi vuole sapere quando partiranno nuove sedi ti terrò informata, appena trovo la teacher giusta si parte…

Un abbraccio e un in bocca al lupo!< Letizia P.S. L'articolo che citi non l'ho presente, dove è uscito? Grazie! Immagine: The Lonely Tree, su amazon IT e amazon UK

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Comments

  1. says

    No Paola, non sei sola, siamo in tante (e tanti). Continua così e i risultati si vedranno. Quando hai qualche dubbio, anche pratico, io ti consiglio di far riferimento, oltre a questo bellissimo sito e alla relativa community :), anche a due libri qui più volte citati: Raising a bilingual child (di B. Zurer Pearson) e The bilingual edge (le autrici sono due, non ho tempo di inserire il link qui. Ti consiglio di comprarli subito!
    Elisabetta C.

    • Paola says

      Ciao Elisabetta, grazie per le tue parole e per i preziosi suggerimenti. Il primo libro l’ho già letto mentre il secondo ancora no. Auguro in bocca al lupo anche a te!!

  2. Raffaela says

    Che bella testimonianza Paola piena di voglia di fare ed entusiasmo. Un bacio e in bocca al lupo per tutto.

  3. says

    Cara Paola, mi permetto di farti sapere – se non lo sai già- che della serie Oxford Reading Tree ORT, con i mitici Chip, Biff & Kipper, ci sono anche i libri-nido senza parole, che servono, a quanto ho capito, per abituare il giovane alle immagini le quali successivamente si associano alla lettura. Magari ti possono essere utili. Un grosso saluto e in bocca al lupo da un altro gestore di gemelli (bimbo e bimba pure io)!

    • Paola says

      Ciao gestore di gemelli! NOn conoscevo questi libri, li andrò subito a cercare sul web.
      In bocca la lupo per i gemelli e per le doppie fatiche!!!

  4. romina says

    Ciao Paola, non sei nè sola, nè lontana. Quando si dice la coincidenza: anch’io, con un solo figlio più grande, ho iniziato a fare quello che stai fancendo tu, un paio di anni fa. Anch’io sono di Bergamo e sono in lista da un pò per un Playgroup che manca da noi. Non è la sola coincidenza: Letizia in questi giorni mi scrive che è in programma una seconda tranche di formazione per le aspiranti teachers, una mia collega mi pungola e mi chiede, stamattina, perchè non mi attivo per un playgroup a Bergamo. Adesso Paola… Più che un indizio, sembra una prova… Magari ci provo? Ci penso. Intanto, a Paola, voglio dire che per me è una bellissima esperienza ed è come vivere una vita in più e farlo con i propri figli è ancora più bello (poi tu hai i gemelli, quindi due vite alla seconda…). La misura, certo, deve sempre arrivare dalle reazioni dei figli. Se non è il momento o il giorno giusto, bando alle ansie e ci si rilassi, domani è un altro giorno e si riparte!

    • Paola says

      Le coincidenze!!! Dovessi mai scrivere un libro sulla mia vita lo intitolerei proprio così Le coincidenze!, sono molto interessanti…. E’ vero a bergamo manca un percorso come questo e sarebbe unico! Take it easy!

      • says

        Eccomi pure io bergamasca aspirante mamma di bambina bilingue a rapporto!
        Mio marito e’ inglese e in casa parliamo inglese con la nostra G di 22 mesi
        (qui spiego un po’ il tutto e le mie perplessita’ sull’OPOL che comunque condivido in linea di massima)
        http://unonessunocento000.blogspot.it/search/label/Bilinguismo%20in%20casa%20Sfolli
        Per ora dice piu’ parole in italiano, perche’ chiaramente e’ la sua lingua maggioritaria, pero’ spero che in futuro l’inglese sara’ la sua seconda lingua.
        A Bg ci sono vari gruppi in cui si impara l’inglese in modo ludico fin da piccoli, ma chiaramente ogni gruppo e’ diverso e certi approcci possono piacere piu’ o meno di altri. Noi siamo pigre e non stiamo frequentando niente, per ora 😉
        In bocca al lupo a tutte e due!

        • Paola says

          Ciao, piacere di conoscerti! Sono curiosa di sapere dove posso trovare questi gruppi, potresti indicarmeli? Ho guardato velocemente i tuo blog, molto interessante… spero di riuscire ad avere più tempo per approfondire

  5. says

    Bellissimo leggere la tua lettera…non sei affatto sola, i dubbi sono il pane quotidiano di questa avventura! Concordo sul fatto che questo sito è utilissimo ed il forum è fonte di supporto quotidiano. Pensa che proprio l’aiuto che ne ricavo mi ha permesso di fare il salto finale e di decidere di continuare col mio progetto di inglese per le mie bimbe e di aprire il mio blog dove racconto le mie avvenure…in bocca al lupo e mantieni alto il tuo entusiasmo 😉

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