L’enorme vantaggio di leggere in Italiano

One may wonder why English sticks to such a complicated spelling system. Indeed Italians do not meet with the same problems. Their spelling is transparent: every letter maps onto a single phoneme (sound, ndr), with virtually no exceptions. As a result, it only takes a few months to learn to read. This gives Italians an enormous advantage: their children’s reading skills surpass ours by several years, and they do not need to spend hours of schooling a week on dictation and spelling out loud.

Reading in the Brain, Stanislas Dehaene*

Riporto testualmente questo passaggio perchè rende lampante quanto sia diverso imparare a leggere in Italiano e in Inglese. Sono due processi radicalmente diversi.

Quindi bisogna insegnare a leggere in Inglese dopo che i bambini hanno imparato a leggere in Italiano?

Non necessariamente, ma dipende da come…

Quello che è certo è che non ha senso insegnare ad un bambino di madrelingua Italiana a leggere prima in Inglese e poi in Italiano. In generale è bene che l’avvio alla lettoscrittura avvenga nella madrelingua, la lingua che il bambino parla meglio e i cui meccanismi gli sono più chiari.

Nel caso dell’Italiano poi c’è l’ulteriore vantaggio che è una lingua trasparente, insomma facile dal punto di vista della lettura.

Si può però insegnare al bambino a leggere contemporaneamente in Inglese e in Italiano?

Il primo punto è che per farlo bisogna saperlo fare.

Insegnare a leggere in Inglese richiede tecniche diverse dall’insegnare a leggere in Italiano, e un genitore che non ha competenza di queste tecniche probabilmente farebbe meglio ad aspettare.

Diverso il discorso se il bambino frequenta una scuola internazionale dove ci sono insegnanti preparati e competenti.

Ma perchè noi adulti non madrelingua, che pure abbiamo ad un certo punto imparato a leggere in Inglese, non abbiamo memoria di aver dovuto memorizzare vocaboli, come invece pare facciano i bambini Inglesi? (io almeno non ne ho memoria, non so voi..)

Non ho una citazione pronta in merito ma azzarderei che imparare a leggere in una lingua straniera in età adulta è un processo molto diverso dall’imparare a leggere tout court.

Quando si impara a leggere in Inglese (o altra lingua straniera) dopo aver consolidato le proprie competenze di lettura nella propria lingua madre, si fa appello a divers competenze già consolidate. Per citarne solo alcune: la memoria, la consapevolezza metalinguistica (il comprendere i meccanismi e la struttura di una lingua), la capacità di astrazione e contestualizzazione, etc.

Davvero io non sto insegnando al mio seienne bilingue a leggere in Inglese?

Davvero.

A. è entrato in prima quest’anno senza saper leggere, nemmeno in Italiano.

A metà Novembre ha letto il suo primo libro tutto da solo. Un libro che non aveva mai letto (ascoltato) prima.

Due mesi per passare da zero a leggere un libro da solo. A quanto sostiene Dehaene, un miraggio per la maggior parte dei bambini anglofoni.

Nel frattempo ha cominciato a cercare di leggere anche i libri in Inglese, di cui la casa ovviamente è piena. Ovviamente non ha funzionato, e gli ho spiegato e rispiegato, che la lettura in Inglese è diversa dall’Italiano.

Ieri sera gli ho letto questo passaggio di Dehaene, quello riportato all’inizio di questo post, e ha capito il concetto.

Per ora non abbiamo un programma di lettoscrittura per l’Inglese, ma continuerò a rispondere alle sue domande in merito e a leggergli in Inglese. Vi tengo aggiornati sui risultati.

Immagine: Reading in the Brain, su amazon

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Comments

  1. milanese says

    credo di averlo scritto già.
    mia figlia a 5 anni scarsi leggeva in italiano.
    Più o meno nello stesso periodo il suo inglese fatto nei 2 anni precedenti di canzoncine, vocaboli e poco più ha avuto un’impennata per maggiore organizzazione e impegno di noi genitori.
    a 5 e mezzo le è venuto naturale prendere i libri in inglese in giro per casa e provare a leggerli… si è però resa subito conto che la cosa non funzionava.
    Ho preso i libri phonici della Usborne ma non le sono piaciuti… li conoscete? visto che l’idea è di mostrare i fonemi, le storie sono poco interessanti.
    Già che mi interessava poco leggesse in inglese a meno di 6 anni, ho lasciato perdere.
    E ho visto che in modo intuitivo i libri che si è fatta leggere più volte li riesce a rileggere. Li legge inizialmente all’italiana, ma se capisce o ricorda le parole, le pronuncia correttamente. Ammetto che lo trovo già un ottimo risultato e non spingerò ulteriormente sulla lettura.
    Per adesso mi sto concentrando sulla sua esposizione con libri, giochi educativi in internet, tv e baby sitter… credo che più sarà competente in inglese, più desumerà come leggere in questa lingua

    • Bilingue Per Gioco says

      Lo stesso approccio che sto seguendo io quindi. Credo che a un certo punto il momento di spingere un po’ sulla lettura arriverà, ma più avanti, quando la lettura in Italiano sarà consolidata.
      Come mi ha detto Elisabetta in una chiaccherata, se le competenze di lettura in Inglese rimangono troppo indietro poi si rischia che ciò che sono in grado di leggere non sia interessante per loro per i contenuti. Comunque io rimango fiduciosa, quando arroverà il momento si tratterà di creare la necessità per l’Inglese.
      L.

      • milanese says

        quest’anno che capisce mediamente i testi delle canzoni di Natale, le faccio guardare su youtube i video in cui ci sono le parole o, quando ci sono, i karaoke. Sapendo leggere in italiano, capendo cosa dice la canzone, automaticamente assimila la lettura inglese. Vedo proprio che non dice più “I vent” ma “ai uent” quando legge I went, per esempio. Come dicevo, senza che la lettura in inglese sia per me una priorità. E, ripeto, lei (quasi 6 anni) non è bilingue. è 1 anno o poco più che l’abbiamo sul serio esposta e abbiamo trovati escamotage per farle usare la lingua

    • Rossella says

      La mia bimba ha 4 anni e non stiamo ancora nemmeno vagamente considerando il problema della lettura. Volevo solo dire che anche io ho preso un libro di quella collana della Usborne, Frog on a log, e confermo che la storia è noiosissima… stranamente e lei piace, ma io non sopporto più di leggerlo :-/

  2. Giulia says

    Grazie Letizia, per aver risposto al mio dubbio! Per il momento anch’io sto dando la precedenza all’Italiano (mia figlia ha iniziato quest’anno la prima elementare) ma quando le leggo le fiabe in Inglese la sera cerco di focalizzare su qualche parolina semplice che riesca a memorizzare di volta in volta e penso che sia un buon inizio.

  3. Angela says

    Per me il problema è ancora lontano dato che i miei figli sono ancora molto piccoli, ma da tanto ci sto pensando e mi sto informando in giro. Non so nemmeno se vorrò insegnare a leggere, dipende da quanta curiosità avranno in merito. Per il momento io parlo in inglese con loro, quando capita che giochiamo con le lettere tendenzialmente propongo la versione fonetica tranne quando c’è la canzoncina dell’abc (ad esempio nel libro Wee sing and learn). Il problema maggiore per me sta nella U, che nella versione fonetica inglese differisce molto dalla nostra.
    Per curiosità ho comprato anch’io un paio di libri della Usborne, ma in effetti non è che le storie siano molto interessanti per un bimbo che davvero legge. Posso ancora proporli ai miei piccolissimi (Jack and Jill go up the hill – The Egg), ma un bimbo più grande è destinato a trovarli banali e noiosi.
    Ho visto cose fantastiche in rete per imparare a leggere in inglese, cubi in cui cambiare la lettera per cambiare la parola fatti generalmente con parole semplici (ad esempio: block-clock-lock-sock-rock), cartelloni fonetici, flash cards, naturalmente video di tutti i tipi. Il mondo è sicuramente pieno di risorse, poi starà alla nostra realtà vedere se e quali vogliamo utilizzare.

  4. Flavia says

    Interessante. Approfitto per chiedere alle mamme ‘più avanti’: avete già idea di quale sarà la lingua straniera che farete seguire ai vostri figli alle medie? Inglese (o comunque seconda lingua), affinché un ‘esperto’ dia quegli aiuti di grammatica, lettura, pronuncia, che forse noi non siamo in grado di dare, o una terza lingua (e allora troverete un modo per fare un ‘upgrade’ anche nell’esposizione ‘casalinga’?

    • amy says

      cara Flavia, ti do una buona notizia: la scuola media prevede per tutte le classi due lingue straniere. Inglese per tutti (3 ore a settimana) e una seconda che puoi scegliere tu (2 ore a settimana, salvo progetti mirati al rinforzo, nel qual caso si possono avere 4 ore). Le seconde lingue offerte dipendono dal singolo istituto (almeno così è a Roma): nella mia zona per es. ci sono scuole che offrono solo spagnolo in tutte le sezioni, e altre -scuole un po’ più grandine, con più sezioni- in cui è possibile scegliere il francese oppure il tedesco. Ciao!

      • Flavia says

        Amy, grazie, questa è davvero una buona notizia. Perché ragionando sulla cosa, da una parte mi sembrava uno ‘spreco’ puntare solo sull’inglese, dall’altra leggendo tutti i commenti mi sono convinta che senza scuola, poi a leggere e scrivere correttamente chi glie lo insegna? Toccherebbe continuare a puntare sul privato… Spero che sia così anche in altre province, altre esperienze?

  5. milanese says

    la diversità tra A tuo e le grandi di Elisabetta e la mia è che la mia non è bilingue… ormai capisce molto e sa farsi capire (pur con frasi basic e grammatica originale) ma non è bilingue!
    Quindi è in grado di leggere in inglese libri veramente basic che non le interessano.
    Io spesso leggo in inglese per lei “con il dito” così, se vuole, può “seguire”, la incoraggio a leggere i titoli, nulla di più di quello che facevo l’anno scorso con l’italiano.
    Non posso arrivare a tutto e quindi vado a priorità, e per me la priorità ora è la sua crescita nella comprensione ed espressione.
    La lettura… vedremo cammin facendo.
    Piccola nota. Dopo 2 mesi estivi con la au-pair, ho proprio visto sbocciare l’inglese di mia figlia e “regredire” la sua lettura e scrittura in italiano. Lo dico solo come nota di colore … per sottolineare come evidentemente mia figlia progredisca a “settori”

  6. paola says

    Ciao a tutti
    anche questo post mi e’ molto vicino. Proprio per natale ho infatti acquistato alcuni prodotti della LeapF #### tra cui una penna interattiva + libricini che aiutano i bambini ad imparare a leggere e scrivere. Non li ho ancora provati e mio figlio ha solo 3 anni. Li ho presi perche’ ogni volta che gli leggo una storia lui mi fa capire di voler leggere e ho pensato che nonostante tutto e’ un buon modo per farlo familiarizzare con lo stampato minuscolo (col maiuscolo e’ fatta). Non mi dilungo sui dettagli del prodotto perche’ non penso si possa fare pubblicita’ senza l’autorizzazione di Letizia comunque sia a me questa penna piace un sacco! Vorrei postare un link e condividere con voi il mio entusiasmo su questo prodotto….Letizia chiedo tua autorizzazione a procedere. Posso?

    Disclaimer: non trovo abbia molto senso insegnare a leggere ad un bimbo prima delle elementari a meno che il bimbo in questione non mostri un vivo interesse.

    P.S. di Letizia, ho aggiunto io dei link, ma aggiungi pure se credi! Grazie!

    • Angela says

      Anche mio figlio per Natale avrà un gioco di quel produttore, quello a forma di autobus con l’alfabeto, la pianola e qualche filastrocca!
      Se è quello che penso io, per mio figlio di due anni e mezzo era troppo presto per il gioco con la penna interattiva, con le matite fa cerchi e linee, ma sarebbe presto per indirizzarlo alla scrittura.

      P.S. di Letizia, ma potete anche dire quali, ho aggiunto il link io, penso sia corretto

  7. paola says

    “perchè noi adulti non madrelingua non abbiamo memoria di aver dovuto memorizzare vocaboli?”
    Probabilmente non serve memorizzare un gran numero di vocaboli per “azzeccarne” la pronuncia. Anche l’inglese ha le sue regole e una volta assimilate si va avanti senza problemi…tranne quando ci si trova davanti a casi strani..tipo “dough” e “tough”..spelling molto simile ma pronuncia molto diversa. In questo caso io personalmente credo di aver memorizzato le parole in questione..ce ne sono altre tipo “tomb” e “comb”..ricordo bene di aver dovuto memorizzare Tomb…(tuuum) che per colpa di “Tomb Raider” ho pronunciato male per troppi troppi anni.

    • Bilingue Per Gioco says

      Non concordo, serve memorizzarne tanti, solo che una volta che l’hai fatto dimentichi di averlo fatto… Se ti fermi a pensare ti rendi conto di quanto sia irregolare la pronuncia Inglese, a detta degli Inglesi eh!
      L.

  8. Chiara says

    Salve,
    Mio figlio è trilingue (o almeno ci stiamo provando), a casa parliamo italiano (io) e francese (mio marito) e all’asilo inglese (dato che viviamo in Irlanda, dove mio figlio è nato). Lui sta rispondendo bene a tutte e tre le lingue e inizia ad associare le diverse lingue alle persone. Se è il papà a mettergli il cappotto, gli dice “manteau”, mentre se sono io mi dice “cappoppotto” e così via. Alcune cose le dice solo in una lingua, ad esempio “please” e “ta ta” (thank you) sempre in inglese.
    Da qualche mese sto insegnando l’alfabeto al mio bambino, che ha due anni e qualche mese, e lui sembra rispondere bene. Il problema è che glielo sto insegnando in italiano, la lingua che uso sempre per comunicare con lui, ma molte delle risorse che ho sono in inglese.
    Quando usiamo un puzzle con le sole lettere, non c’è problema, dico la lettera e una parola corrispondente, e lui ora ne conosce e ripete parecchie (ad esempio mi dice “mamma” quando vede la m, “papà” quando vede la p, “nonna” quando vede la n). Altre lettere però le associa a parole inglesi perché ha imparato determinate parole all’asilo o a casa con delle “flashcard” in inglese (ad esempio, quando vede la o spesso dice “octopus” perché una delle carte ha la o con l’immagine di un polipo, e sono stata costretta a leggergli la parola in inglese per paura di confonderlo se gli avessi detto “polipo” associandolo alla lettera o).
    Per ora la cosa non mi preoccupa troppo, ma sono veramente insicura su quale approccio usare quando andrà a scuola (tra soli 2 anni qui in Irlanda) e dovrà imparare a leggere. Ad esempio, quando lo aiuterò a fare i compiti, dovrò passare all’uso esclusivo dell’inglese? E mantenere l’italiano per tutto il resto?
    È meglio cercare di insegnargli a leggere in italiano prima che inizi ad andare alla preschool?
    Grazie!

  9. paola says

    Vorrei rispondere alla domanda del post “Si può insegnare al bambino a leggere contemporaneamente in Inglese e in Italiano?”

    Fino ad un certo punto si. Penso che si possano insegnare cose che sono comuni in entrambe le lingue. Se il bambino e’ piccolino (penso al mio che ha 3 anni) penso sia ok un primo approccio ai fonemi (intendo il suono delle singole lettere) che, tranne la “u”, mi sembrano molto simili. Poi si potrebbe provare a mettere insieme
    una lista di parole inglesi che si leggono allo stesso modo in italiano (penso a dog, cat, fish, scarf, jacket) ce ne sono tante…just to get the ball rolling insomma. Poi fatto questo penso che personalmente mi fermero’ e lascero’ fare al tempo.

    Ovviamente per rendere l’apprendimento piu’ interessante ci sono vari prodotti come
    ad esempio quelli della leapfrog che sembrano riscuotere un bel successo.
    (leapReader video youtube dimostrativo)
    http://www.youtube.com/watch?v=X_laGzVUONs

    L’unica cosa che mi preoccupa e’ che abituare i bambini a tutta questa interattivita’
    puo’ essere molto controproducente perche’ potrebbero trovare noiosi i libri tradizionali.
    Ho gia’ avuto “brutte” esperienze con i libri popup (bambino distratto dai tabs da tirare
    e dalle finestre da aprire..tutto a discapito della storia). La virtu’ come sempre sta nel mezzo.

    ciao e grazie

  10. Elisabetta says

    Non è tanto la lettura il problema quanto la scrittura in inglese.
    Tant’è vero che ci sono adulti, anglofoni, che ancora hanno dubbi sullo spelling delle parole.
    Mia figlia di 7 anni, Y3, legge perfettamente e anche mio figlio di 4 anni, Reception, legge benino.
    Ma scrivere è tutto un altro paio di maniche.

    • Melanie says

      Sono d’accordo! Mia figlia ha 7 anni e frequenta la 2a elementare in Italia. È perfettamente bilingue perché io sono inglese e le ho sempre parlato solo in inglese. Le ho insegnato le basi della lettura in inglese a cinque anni, perché avevo paura che una volta che aveva imparato in italiano non avrebbe più accettato le irregolarità dell’inglese. Adesso legge bene in tutte e due le lingue, e devo dire che è migliorato tanto in inglese da quando ha cominciato a leggere in italiano. Ma scrivere è un disastro, scrive le parole inglesi in italiano, es mai neim is Emily. Non penso di avere il tempo e le risorse per insegnarle. Penso che lo lascerò alla scuola e imparerà a scrivere in inglese come i suoi compagni italiani.

  11. Elisabetta says

    Vorrei rispondere anche a Chiara.
    Io non insegnerei a leggere in italiano a un bambino di meno di 4 anni.
    Credo che la cosa migliore da fare per noi genitori italiani all’estero sia scegliere una scuola con molta cura e affidarci a esse completamente.
    Per quanto riguarda l’alfabeto ti consiglio un buon libro di Phonics, tipo Letterland o simili. Puoi partire da lì.

  12. Cristina says

    Mia figlia ha quasi quattro anni e un grande interesse nelle lettere e nei numeri. Non ho mai spinto questa cosa ma se lo chiede tracciamo le lettere del suo nome e scriviamo copiandola qualche parola dai suoi libri.
    Non ha chiara la lettura delle parole fatta di sillabe, ma si concentra molto sull’insieme della parola tentando di ricordare tutte le lettere… se la parola l’ha già vista è molto facile che l’azzecchi. Dunque non siamo in una fase di lettura cosciente ma ci avviciniamo progressivamente…
    Al momento le parole su cui ci concentriamo sono in Italiano, ma siamo da almeno due anni appassionate di un programma della TV inglese che si chiama Alphablocks e che troviamo assolutamente stupendo.
    Le lettere sono dei veri personaggi animati e producono il suono delle lettere in inglese. Quando si prendono per mano creano parole che se reali si materializzano in oggetti o azioni. Affrontano anche le diverse combinazioni di suoni (sh, th, ck, e muta) Abbiamo approffittato di questo programma per avere in questo modo un primo approccio alla lettura in inglese, giocando con le parole che si formano (spesso di sole tre lettere e con suoni semplici!!!)
    Mi rendo conto che non è possibile portare insieme la lettura in Italiano e quella in Inglese, e così per il momento ci limitiamo a giocare con entrambe dato che è molto presto.
    Credo che comunque demanderò l’insegnamento della lettura in Inglese alla scuola limitandomi a supportare la naturale curiostità di Maria Letizia ma senza “insegnarle” a leggere in modo sistematico perchè non sono la sua insegnante ma sono sua madre…..

  13. Alessandra says

    Buongiorno a tutti, mi inserisco in questa discussione per chiedere a Letizia e a tutte voi un consiglio. Abito negli USA ed a qualche mese con un’amica ho fondato un gruppo di story time con genitori e bambini italiani. La fascia di età va dai 2 ai 5 anni, la maggiorparte dei bambini ha intorno ai 3 anni. L’obiettivo è incontrarsi, fare comunità ma anche coltivare la nostra bella lingua. Per ora l’approccio è molto semplice: scegliamo un argomento, leggiamo dei libri (o almeno ci proviamo) e organizziamo delle attività correlate. Non mancano naturalmente canzoncine e filastrocche. Leggendo questo post mi è tornato un dubbio che avevo da tempo: sarebbe il caso di introdurre anche l’alfabeto? Avevo archiviato l’argomento perché non volevo confondere troppo mia figlia e gli altri bimbi, visto che al daycare ha già attività correlate all’alfabeto inglese. Inoltre ho sempre pensato che poiché l’italiano scritto è più semplice dell’inglese, forse era meglio che imparasse la lingua più complicata da leggere prima. Ma ci sto ripensando, soprattutto in vista del fatto che qui già a 5 anni i bambini imparano a leggere e che dunque mi piacerebbe che le due lingue procedessero di pari passo (scusate, paranoie ‘mie e forse di qualche altro italiano all’estero).

    Consigli da condividere su questo e altri argomenti? Libri da suggerire? Grazie mille, questo blog è veramente prezioso.

  14. Daniela says

    Vorrei rispondere a Chiara perchè anche io ho un bimbo di cinque anni e vivo in Irlanda. Il mio bimbo ha imparato a leggere da solo in italiano, proprio per la sua semplicità. Il segreto: quando chiedeva il nome delle lettere io gli dicevo il suono, come “m” invece di “emme” , r, o s. Insomma nel giro di pochi mesi grazie alla sua curiosità ha imparato a leggere e scrivere. Adesso frequenta il secondo anno di scuola (La Senior Infant in Irlanda) e io continuo a parlargli in italiano e se ha qualche compito da fare per scuola lo facciamo in inglese, con spelling in inglese. La maestra poi ha facilitato l’insegnamento della lettura grazie all’uso dei Jolly Phonics (Lo stesso metodo che ho utilizzato io in italiano). Il risultato è che il bimbo legge senza problemi in entrambe le lingue e la maestra è molto stupita delle sue capacità :)

    • Chiara says

      Daniela, grazie per le preziose informazioni! Sto notando una grande curiosità nelle lettere e nell’alfabeto anche da parte di mio figlio nonostante sia ancora piccolo, quindi sentire le esperienze di altre mamme nella mia situazione è utilissimo. L’approccio ai suoni è decisamente qualcosa che devo prendere in considerazione, un’idea fantastica!
      Per il metodo Jolly Phonics hai usato qualche libro in particolare o semplicemente le risorse disponibili in Internet?
      Sei a Dublino? hai consigli su buone scuole? Io per ora ho messo mio figlio in lista in una decina di scuole in varie parti della città (soprattutto Sandyford/Stillorgan e una a Sandymount), mi hanno parlato bene anche di Educate Together ma non conosco nessuno che abbia bambini lì. Mio marito vorrebbe prendere in considerazione anche la scuola francese a Foxrock, ma io preferirei che frequentasse una scuola in lingua inglese, penso sia importante affinché si integri bene.
      In ogni caso, grazie per i consigli!

  15. says

    Confermo, come giustamente fa notare Letizia in questo post, che leggere in italiano e leggere in inglese sono due esperienze totalmente diverse.
    Io sono una bilingue consecutiva, dunque ho imparato a leggere l’inglese solo dopo l’italiano.
    Tuttavia, per le mie figlie che, come molti lettori di BPG ben sanno, hanno imparato contemporaneamente per via della scuola bilingue ha aiutato molto, quando erano piccole, il fatto che a scuola leggessero in italiano solo in stampatello (stampato maiuscolo) e in inglese solo in script (stampato minuscolo).
    Questo ha consentito loro di separare le due lingue (e le due diverse ‘letture’, ossia “così come è scritto”, per l’italiano, vs. “foneticamente”, per l’inglese).
    Il risultato è che per loro, a 5 anni, qualsiasi cosa fosse scritto in script (dunque tutti i libri non per infanti) andava pronunciato con accento anglosassone…
    Ovviamente, dopo sei mesi, un anno di lettura, osia dai 6 anni in poi, il problema non si è più posto: hanno iniziato a capire che è dal contesto che si comprende “come va letto” un testo.
    Un po’ di confusione, tuttavia, si può generare, specie con le parole straniere di lingue diverse dall’italiano e dall’inglese.
    Le mie figlie dicono “bonjour” in francese come lo direbbero gli inglesi. Se le correggo, lo dicono come lo direbbero gli italiani…
    Per farvi fare 2 risate, ogni tanto capitano cose clamorose.
    Così, ad esempio, l’anno scorso la minore che è in IV elementare e dunque non sa ancora il latino, menzionando una nota clinica di Roma il cui nome doveva aver letto e mai sentito pronunciare, mi ha chiesto perché non avessi partorito mai alla “Mother Day”.
    L’accento era ottimo e – confesso – mi ci è voluto parecchio per capire cosa diavolo mi stesse dicendo, anche perchè l’espressione in inglese filava eccome.
    Poi, vacillando, ho capito che si riferiva alla…..Mater Dei.
    Se poi non volete smettere di ridere è capitato anche me, studiando alcuni articoli nel corso dei miei studi universitari parecchi anni or sono (e dunque prima dell’era salvifica del web, in cui tutto è online) di imbattermi in una strana espressione che, credendo latina, cercavo inutilmente di tradurre.
    Infatti, in un articolo tra il filosofico e il giuridico si menzionava l’“ALS OB” di non so che.
    L’OB mi aveva indotto in errore e continuavo a scervellarmi sul complemento di causa esterna, senza peraltro riuscire a capire che fosse quell’”ALS”. La persona che mi salvò dall’ennesima consultazione del Castiglioni e Mariotti si fece una gran risata, perchè ovviamente era tedesco…
    Da queste storielle si può trarre una morale: è importante imparare anche a leggere in più lingue, se non altro perchè ci fa essere meno “culturally biased”!
    Tornando a bomba sui problemi di chi ha un figlio bilingue che non segue una scuola bilingue io un suggerimento ce l’avrei: ma avete mai provato a mettere i pargoli davanti ad un computer a fargli leggere ed ascoltare i libri gratuiti della Oxford Reading Tree? Per il mio piccolo di 22 mesi è presto, ma dai 3 anni in poi qui ce ne sono per tutti i gusti.
    Cliccate qui sotto, registratevi e poi ditemi come va
    http://www.oxfordowl.co.uk/reading-owl/find-a-book

    Un caro saluto a tutti
    Elisabetta C.
    http://www.educazioneglobale.com

  16. raffa says

    @alessandra ti faccio un esempio speculare, noi viviamo in italia e la lingua debole per i nostri polletti è il tedesco, abb. trasparente, ma meno dell’italiano. abbiamo lascito lettura e scrittura alla scuola, anche se coi 5 anni alla materna fanno pregrafismo e “scrittura libera”, ma non li impostano in nessun modo. quando erano piccolini (adesso hanno 9 anni compiuti :-)) leggevamo spesso con loro, e a partire da un certo punto hanno iniziato loro a chiederci di segnare col dito le righe mano a mano che leggevamo. a partire dalle elementari leggevamo a righe alterne, o a paragrafi alterni, e hanno iniziato abb. spesso a leggere in modo spedito in italiano. per la loro lettura del tedesco ad alta voce abbiamo aspettato loro, direi dopo natale della prima elementare hanno iniziato loro a portare librini e a volere leggerli ad alta voce “alternati”. e in relativamente poco tempo (un paio di mesi?) hanno imparato le caratteristiche di lettura di alcuni gruppi vocalici/consonantici. per l’italiano è sicuramente più facile, perché son odavvero poche le cose a cui fare attenzione quando si legge. altro discorso è la scrittura, qui anche in italiano e ancor più in tedesco ci sarebbe bisogno di un training mirato come quello che si fa quotidianamente nelle scuole elementari, infatti i nostri ne fanno pochissimo e si vede 😉 idem con patate per la riflessione grammaticale

    prova a vedere s enella vostrazona il consolato offre dei corsi di italiano per figli di italiani, se così non fosse, avete tempo davanti finché i vostri bimbi arrivano alle elementari …

    detto questo complimenti per leenergie che mettete nel vostro progetto, crescere un bimbo nella sua lingua debole in un ambiente monolingue non è una passeggiata, anche se è un’esperienza molto bella e gratificante

    mi permetto due suggerimenti: tanti audio-cd, audiostorie (ce ne sono scaricabili da internet, basta googolare), tanti libri + cd, e tante occasioni per parlare e giocare in italiano con bimbi/adulti che solo quello sanno

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