Figli maschi. Imparare le lingue giocando con le macchinine

Anch’io ho un figlio maschio di due anni più piccolo del tuo e lo cresco bilingue italiano-tedesco.

Lavorando full time riesco a stare con lui solo dal tardo pomeriggio in poi e fino a poco tempo fa la sera mi ritagliavo una mezz’oretta dopo cena per giocare con lui prima della nanna. Ora però mi si pone un “problema” per il quale spero tu possa darmi qualche consiglio perchè sono veramente a corto di idee.

Mio figlio di 4 anni e mezzo la sera vuole giocare solo a cose diciamo “da maschio” ovvero con le macchinine o nel migliore dei casi, con qualche mostriciattolo e il gioco si traduce in scontro tra macchinine, gare, combattimenti, ecc. ecc. Capirai che la conversazione risulta moooolto limitata e non riesco a inventare nulla di più interessante che preveda un minimo di conversazione!!!!!

Avevo letto il post “Schule spielen, giocare alla scuola” con tanti bei suggerimenti ma E. è ancora troppo piccolo e soprattutto alla sera ci vuole qualcosa di meno impegnativo…

Ho letto il post sul gioco di ruolo del Mercato, ma dopo due minuti si stufa e vuol giocare a scontrarsi con le macchinine…

AIUTO!! Hai qualche gioco interessante da consigliarmi da fare con lui che possa darci anche un minimo di occasione di parlarci in tedesco???
Grazie mille per ogni idea che mi darai.
Barbara

Ciao Barbara,

per prima cosa giro la domanda alle altre mamme, che sicuramente sapranno tirare fuori tante idee creative.

A me vengono in mente un paio di trucchi.

1) Role Play con le macchinine (o mostri o quello che è)

La macchinina è un pretesto, certo le macchinine possono finire a scontrarsi, ma posso fare tante altre cose.

Facciamo che questa macchina è rotta e va dal dottore

Facciamo che questa macchina è la maestra che deve insegnare a queste come si tiene la curva (ti sfido a saper dire in tedesco “tenere la curva”… trova un’alternativa )

Facciamo che questa è la mamma macchina e questo è il bambino macchina (avete visto Cars? Immagino di sì…) che non vuole andare al lavaggio

Facciamo che questo è il dinosauro che si mangia la macchinina

E via così…

Secondo me dovrebbe starci. L’importante è non complicare il gioco con troppa struttura. Si gioca con naturalezza, parlando e inventando strada facendo.

Facci sapere…

2) Libri, cartoni, app, etc.

Qualunque sia il tema che piace al tuo bambino cerca libri, audiolibri e cartoni su quel tema, scopriteli insieme e usali come pretesto per parlare di altro. Non potrà dire sempre di no…

E voi? Che tema avete?

E quale trucco per aggirarlo?

Letizia

 

Immagine: Alles ueber Autos

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Comments

  1. Flavia says

    Ottimo e utile. Ma perché non approfittare per riprendere le traduzioni in inglese di possibili momenti gioco coi bimbi? Mi sembra siano parecchi mesi che non ne pubblichi più! E a noi non esperti erano molto utili :-)

  2. mari says

    Io trovo che siano poche cose sul bilinguismo italiano-tedesco. Io per esempio ho un blinguismo al contrario. Cioè mio figlio, di 4 anni, mi parla solo in tedesco, mentre io gli parlo solo in italiano, ma mi rifiuta di parlare in italiano.

    • barbara says

      Grazie Letizia, ottimo suggerimento il tuo!
      Hai ragione Cars è stato il nostro pane quotidiano fino a pochissimo tempo fa e mi toccherà reinventarlo per farne un Rollenspiel casalingo e interessante ma non troppo strutturato.
      Alle macchine mamma – bambino non ci avevo pensato proprio!
      Dovrò prepararmi prima…
      Approfitterò delle feste di Pasqua per testarlo subito e vi farò sapere!

      @Mari è vero che non se ne parla moltissimo qui ma gli spunti sono assolutamente identici e trovo i consigli del tutto applicabili al tedesco. Strano il bilinguismo al contrario. Ma vivete in Germania o tuo marito/compagno è tedesco?

      • mari says

        Sì viviamo in Germania e mio marito è tedesco. Purtroppo mio figlio dall’età di 3 anni (ora ne ha 4) ha cancellato l’italiano che parlava perfettamente e i nostri dialoghi sono con me che parlo solo in italiano e lui che parla e risponde solo in tedesco. Ho provato di tt: cd, dvd, a farlo giocare con altri bambini italiani, ma parlano subito in tedesco, a fare le canzoncine con lui. Vado anche in Italia, ma con mio padre, che capisce il tedesco, continua a parlarlo e con mia sorella che non lo capisce non ci parla proprio. Oramai sono arrivata alla frutta.

        • raffa says

          mari, tuo figlio attualmente non vede la necessità di usare l’italiano, visto che chi lo circonda comunque sa il tedesco (è piccolo ma non è fesso ;-)). continua a dargli tutti gli imput che puoi in italiano, e quando siete in Italia trovagli tutte le occasioni che puoi per giocare con altri bimbi, il gioco è una motivazione fortissima :-)

          consoci già questo libro? l’autrice ha un marito italiano, e i problemi sono simili

          http://www.amazon.de/zwei-Sprachen-gro%C3%9F-werden-Mehrsprachige/dp/3466305969/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1398070681&sr=8-1&keywords=elke+montanari

          un grosso pat pat perché è una grossa fatica portare avanti da soli la lingua minoritaria. rispetto al giocare con gli altri bimbi, potreste mettervi d’accordo fra genitori e trovarvi un’educatrice/unversitaria (avete un’università vicina?) italiana che “fa finta” di non sapere il tedesco e che fa con loro giochi canzoni bellissime, ti assicuro che con lei parlerebbero subito italiano, anche se per solo 2 h a settimana, tu a casa potresti vivere di rendita perché poi certi giochi li faresti solo in italiano, visto che sono “giochi italiani” :-)

          • mari says

            Grazie conosco già quel libro, che ho letto quando ero in gravídanza. Continuerò a fare quel che faccio, anche perchè gli altri genitori che conosco non hanno l’esigenza di prendere nessuno, poichè i loro figli parlano le due lingue senza problemi e vanno in Italia più spesso di me. Cosa che io non posso fare. Mio figlio ha smesso con l’italiano, perchè é stato preso in giro all’asilo. Me lo ha anche detto che non vuole sentirsi diverso dagli altri. Così spero che quando sia più grande si sblocchi. I numeri per es. fino a 10 li sa contare e qualche parola la sostituisce in italiano. Ma sono solo singole parole , come “Ich will nicht BAGNO machen!” oppure “Machen wir COLAZIONE?”. Di più non fa. Io però vado avanti e grazie per i consigli.

        • Margaret says

          Io ormai sono nonna ma ho lottato per anni con i figli piccoli per questioni diciamo linguistiche. Io sono australiana. I figli hanno parlato in inglese con me fino all’asilo e poi rifiuto totale. Io ho continuato imperterrita a parlare in inglese e loro imperterriti a rispondermi in italiano. Se ti può consolare: alla fine sono risultati perfettamente bilingui. Arrivati all’adolescenza erano ben contenti di avere una lingua in più. Quando hanno cominciato a viaggiare soli, hanno scoperto che è utilissimo, all’università e ora nel lavoro ne hanno tratto un gran beneficio. L’importante è non mollare. La madre non può obbligare i figli a parlare nella “sua” lingua, ma neanche i figli possono obbligare la mamma ad utilizzare la loro. Adesso faccio lo stesso con i nipoti e funziona…Margaret

          • Bilingue Per Gioco says

            Supernonna! Brava!
            Margaret, se hai voglia di scrivere di più della tua esperienza di mamma, prima, e nonna, poi, io pubblicherei un tuo post con molto piacere. Raccontaci i momenti difficili, come reagivi quando i bambini si incapponivano, se la famiglia ti ha sostenuta, dove avete vissuto, quando è arrivato il momento in cui ti hanno detto grazie. Saresti di grande aiuto (e consolazione) a molti di noi.
            Puoi scrivermi a letizia AT bilinguepergioco DOT com e poi pubblico io.
            Grazie,
            Letizia

  3. raffa says

    per questioni di sopravvivenza e sanità mentale (almeno parziale) della mamma coi figli tendenzialmente ho fatto e faccio i giochi che piacciono anche a me.

    poi come spiega Letizia, la cosa migliore sarebbe con fantasia introtarli, vuoi le auto, bene, ma te le impacchetto in modo che siano “digeribili” anche per la mamma

    a quella età da noi andavano alla grande i puzzle e i primi giochi da tabolo (da fare con dadi senza numeri e solo i colori), con questi ci giocano ogni tanto anche ora (che di anni ne hanno il doppio :-))

    http://www.amazon.de/Haba-4460-HABA-Obstg%C3%A4rtchen-Merkspiel/dp/B0002VLN62/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1397918446&sr=8-1&keywords=obstg%C3%A4rtchen

    ww.amazon.de/Schmidt-Spiele-40406-Meine-ersten/dp/B003V8AS4G/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1397918479&sr=8-1&keywords=schmidt+erste+spiele

    http://www.amazon.de/Ravensburger-21417-4-erste-Spiele/dp/B0012CZ5R8/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1397918515&sr=8-1&keywords=ravensburger+erste+spiele

    • barbara says

      @raffa, si hai ragione purtroppo fondamentalmente la difficoltà sta nel giocare a qualcosa che non ci piace.. c’ho provato a metterci un pò di fantasia in più e in effetti va un pò meglio, è che lo sforzo è come sempre tutto nostro per ottenere dei risultati…
      Grazie dei suggerimenti, proverò i giochi da tavolo che ancora non abbiamo affrontato e finalmente anche i TIPTOI della Ravensburger e vediamo un pò!

      • Bilingue Per Gioco says

        In tutta sincerità, io riesco solo fino ad un certo punto a farmi coinvolgere in giochi che non mi piacciono, e nel caso propongo sempre un compromesso, io gioco a questo con te e tu giochi a quello con me. La vita è già abbastanza difficile…
        L.

  4. raffa says

    @mari, se ti interessa c’è una tesi di dottorato di susanne lippert che ha intervistato famiglie con un solo genitore tedesco a roma, da cui viene fuori che fatica c’è se l’ambiente rema contro (come nel caso degli amici del tuo bimbo) o c’è poco supporto istituzionale.
    intanto con lui hai tematizzato la questione? perché i bimbi prendono in giro per mille e un motivo, è importante che lui sia fiero delle sue lingue, delle sue lentiggini, dei suoi occhiali, ecc … magari potresti parlarne anche con le tate dell’asilo, diverse in germania sono formate sul plurilingismo, potrebbero farsi venire in mente attività per cambiare il clima nel gruppo
    com’è l’italiano del suo papà? ti sente parlare italiano con altre persone oltre che con lui? e davvero, se te lo puoi permettere finanziariamente prenditi una baby sitter italiana (che proprio i ltedesco non lo sa ;-)) anche solo per 2 h a settimana, magari basta solo per pochi mesi e poi riprende a parlare italiano anche con te.

    • mari says

      La tesi mi interesserebbe. Ti rispondo alle diverse domande. Con le maestre dell’asilo non posso piì parlarci, perchè da ottobre 2013 gli ho fatto frequentare un asilo (che è anche quello attuale). Ma oramai il danno era fatto visto che lui ha iniziato a marzo 2013. Ne abbiamo parlato, ma lui non ne vuole sapere. Vuole essere come gli altri ed è ancora piccolo per capire le differenze. Ho provato a fare diventare lingua di famiglia l’italiano, ma mio marito è molto lento nel parlare italiano, così ho smesso. Mio figlio mi sente parlare italiano con altre persone ma non frequentemente. Una babysitter purtroppo non me la posso permettere. Ma a giugno andrò in Italia e cercherò di farlo giocare con bambini che il tedesco non lo sanno.

      • raffa says

        @mari, temo di essermi espressa male rispetto all’asilo, non intendevo che hai fatto male a mandarcelo, ci mancherebbe, ma che spesso le educatrici tedesche hanno una formazione mirata sul plurilinguismo, e che quindi se chiedi loro un colloquio esponendo che cosa ti ha riportato il tuo bimbo rispetto all’essere preso in giro per l’italiano e il fatto che questo gli ha fatto passare la voglia di usarlo, è facile che loro lo tematizzino nel gruppo e magari si attivino con qualche attività per far capire a tutti i bimbi che il plurilinguismo è qualcosa di positivo. tuo figlio ci passa molte h all’asilo, è un ambiente importante per lui, e quindi è importante che abbia riscontri positivi. dal mio punto di vista è come venir preso in giro per gli occhiali e lui non vuole più metterli, ne si parla con le maestre che tematizzano la questione di modo che diventi normale il fatto che ci sono bimbi con gli occhiali
        rispetto alla lingua di famiglia se tuo marito comunque capisce l’italiano si potrebbe fare la scelta che tu parli italiano con lui, e lui tedesco con te, ognuno usa la lingua in cui si sente a suo agio, offre un buon modello linguistico al figlio che vede che mamma l’italiano lo parla anche con papà, sente parlare di cose diverse rispetto a quelle del gioco, e lo spazio e il riconoscimento famigliare per l’italiano comunque un po’ aumenta
        per giugno: ottimo!!! i cuginetti, se ci sono ,sarebbero l’ideale, ma anche un parco giochi dove ritornare ogni giorno e ritrovare amici è una mano santa :-)
        non demordere ed è normale che ci siano periodi di stanca, vedrai che fra un po’ il vostro bimbo ha di nuovo voglia di parlarlo l’italiano

        • mari says

          @Raffa con le maestre attuale non ho biosgno di discutere sull’argomento lingua, perchè l’asilo attuale, che è nuovo, è migliore e nessuno lo prende in giro. Inoltre queste sono maestre che reagiscono da sè, senza che il genitore intervenga. L’altro asilo, cioè quello dove è avvenuto il danno, era un asilo in cui le maestre non si occupavano molto dei bambini perciò non hanno fatto attenzione a questa cosa. Ne ho parlato con loro, ma era come parlarne al vento. E’ vero che in Germania ci sono molte nazionalitá, ma non tutte le strutture scolastiche e soprattutto il personale è preparato al bilinguismo. Sì io potrei parlare in italiano con mio marito ed è un esperimento che per un periodo abbiamo fatto, ma poi lui non capisce e devo ripetere. Così perdo la pazienza e cambio registro. Mio figlio non ha cugini in nessuno delle due famiglie, ma ho un paio di amici che hanno bambini più o meno della sua etá. Questa è la mia unica ancora di salvezza!

          • barbara says

            @mari, io praticamente vivo la tua stessa situazione ma col bilinguismo opposto: l’unica che parla tedesco con mio figlio in un ambiente 100% italiano. E. capisce tutto, guardiamo DVD o televisione sia in tedesco che in italiano a seconda del programma che ci piace di più. Una volta riuscivo a impormi di più ma ora che ha quattro anni e mezzo vuol sceglierli lui, tranne quando con qualche “trucchetto” gli propongo dei cartoni che poi gli piacciono e vediamo. Canzoni in tedesco: gli sto riproponendo proprio ora dei CD che ascoltava da piccolo e che per diversi mesi avevamo lasciato da parte. Ora gli piacciono ancora di più perchè capisce il senso di ciò che cantano! Quando vengono per un mese i miei parenti tedeschi bilingui lui li ignora o risponde in italiano come fa con me e con chi non lo capisce non ci parla affatto o risponde solo alle domande con ja e nein. Viaggi in Germania nessuno negli ultimi due anni ma conto di recuperare a luglio con un summer camp a Bolzano frequentato da bambini tedeschi e italiani con tre ore al giorno di attività in tedesco.
            Morale: mio figlio va a periodi in cui mischia l’italiano al tedesco tipo: Mamma cosa “läuft” in televisione, oppure: Papà, questo giocattolo è “gebrochen” o Mamma, questa mela me la “wasci”? a periodi in cui non fa neanche questo e mi risponde sempre e solo in italiano. Però non mi perdo d’animo. Io che sono nata e cresciuta in Germania capivo l’italiano ma mi sono sempre rifiutata di parlarlo perché i vergognavo e quindi mio figlio lo capisco perfettamente! Mi ricordo ancora la pressione e la fatica per trovare le parole e quindi mi rifiutavo. E non volevo sentirmi diversa. A 10 anni trasferita in Italia ho imparato in un lampo l’italiano e il tedesco viceversa è diventata una scelta e spero un giorno sarà lo stesso per mio figlio. Nel frattempo io non gli faccio nessuna pressione ma cerco solo di di parlarci tanto, di passare del tempo insieme divertendoci e di farlo in tedesco. Gli racconto storie o tradizioni che in Italia non conoscono, cerco di farlo appassionare alla cultura e al cibo tedeschi insomma di farlo anche innamorare un pò della Germania cosi che un giorno la sentirà un pò anche sua. Fai lo stesso con l’Italia e con l’italiano. Leggigli storie con personaggi e situazioni tipiche, canzoni che raccontino anche un pò dell’Italia o dei bambini italiani al mare, le vacanze, le festività italiane anche tramite cartoni che parlano di bambini italiani ecc. E non ti scoraggiare e vedrai che l’italiano verrà fuori un giorno!

  5. Lucia says

    Barbara sono d’accordissimo con te, il tuo messaggio è molto positivo e soprattutto realistico. Penso che sia d’aiuto a chi si trova in difficoltà. Regalare il bilinguismo è una cosa bellissima, ma non è facile, soprattutto se si è soli (anch’io stessa situazione con l’inglese in contesto 100% italiano). Però sicuramente qualcosa (anzi molto) resterà, su questo ci puoi scommettere. I bambini ci conoscono e ci sorprendono sempre… a noi il compito di star loro vicino con leggerezza e gioco.

  6. Simona says

    Buonasera a tutte! Sono Simona, 100% italiana e con un grande amore x la lingua tedesca. L’ho studiata all’università e ho vissuto per un lungo periodo in Austria, per cui lo parlo questa meravigliosa lingua con disinvoltura e…soprattutto con passione! Sono mamma di David, un bimbo di 3 anni che va a scuola da quando aveva 6 mesi. Quando era nel pancione gli parlavo in tedesco e fino a che sono stata in maternità alternavo l’italiano al tedesco. Poi, David ha cominciato il nido, io sono stata nuovamente travolta dalla quotidianità lavorativa e così trovavo più “pratico” rivolgermi a lui in italiano. Oggi sento di avergli precluso una grande opportunità ma…voglio rimediare! So che ora sarà tutto più difficile, ma voglio provarci. Ho però bisogno del vs aiuto perché i dubbi sono tanti. Innanzitutto, che David frequenta una scuola per l’infanzia privata, dove hanno una madrelingua inglese due volte a settimana. Lui è entusiasta e ripete paroline e canzoni con grande faciltà. Io però ho paura di “confonderlo” o comunque non voglio che per lui diventi un impegno!! Poi….da dove cominciare?? Grazie a tutti!!

  7. mari says

    Volevo ringraziare Barbara e Margeret per le loro testimonianze, Grazie alle quali non mi fanno sentire sola in mondo 100% teutonico e anche con le poche conoscenze di italiane, orgogliosi del perfetto bilinguismo dei loro figli! Questo mi ha fatto sentire strana e che stessi sbagliando in qualcosa. La loro storia invece mi ha dato conferma che il blinguismo si manifesta in svariati modi. A tutte voglio consigliare un libro che ho usato e uso con mio figlio per imparare i vocaboli http://www.amazon.de/Mein-erstes-Italienisch-Bildw%C3%B6rterbuch-Sprach-CD/dp/3811233025/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1398323899&sr=1-1&keywords=mein+erstes+w%C3%B6rterbuch+italienisch
    Poi sull’argomento bilinguismo come libro mi ha molto aiutato questo libro http://www.amazon.de/Mehrsprachige-Kinder-Claudio-Nodari/dp/3258063192/ref=sr_1_2?s=books&ie=UTF8&qid=1398323963&sr=1-2&keywords=zweisprachig+aufwachsen
    Il libro della Montanari ha per certi versi un concetto contraddittorio, mentre queso libro è scritto bene e ci sono diversi esempi. Lo consiglio vivamente!
    @Simona. Io non mi preoccuperei più di tanto. I bambini possono anche trilingue e cominciare a 3 anni con una nuova lingua. Una mia amica ha delle gemelle bilingue italo-spagnolo. Sono in Germania da 2 anni e ora le gemelle parlano anche il tedesco. Cmq io sono più per il bilinguismo o plurilinguismo quando si parla di madrelingua. Solo così si evita di non trasmettere errori di grammatica e sintassi. Il tedesco ha una struttura complicata e molte declinazioni che biosgna conoscere alla perfezione. Io vivo in Germania da 14 anni e parlo fluentemente la lingua come se fosse una mia seconda lingua. Ma non parlerei mai con mio figlio con una lingua che non mi appartiene. L’italiano è la lingua dei sentimenti in cui noi mamme ci possiamo esprimere al meglio con i nostri figli. Poi questa è solo la mia opinione. Forse una soluzione sarebbe quella di portare tuo figlio dall’elementare alla Walldorf. Ma anche lì si deve amare il concetto di tale scuola.

    • Simona says

      @Meri – Cara Meri grazie per la risposta. Sono d’accordo con te sulla difficoltà del tedesco, ma per fortuna (a detta di amici madrelingua) la mia pronuncia e il mio vocabolario sono molto buoni. Questo, ovviamente, non significa che non farò mai errori (anzi!!), ma probabilmente anche nella mia lingua primaria potrei farne…Credo fortemente però che crescere mio figlio bilingue possa essere una grande risorsa. Resta però il mio dubbio più grande: da dove comincio? Così, di punto in bianco inizio a parlargli in un’altra lingua? Attendo consigli!! :-)

    • says

      @Mari anch’io sono piú o meno nella tua situazione (mamma italiana in terra svedese con partner svedese e ambiente linguistico totalmente svedese intorno). Ho due bambini, il secondo ha due anni quindi é ancora presto per vedere come si comporterá, ma il secondo ne ha quasi 6 e posso dirti che anche lui verso i quattro ha manifestato un grosso rifiuto verso l’italiano e mi diceva chiaramente che non voleva sentirmi parlare nella mia lingua.
      Io ho continuato ostinatamente, spiegandogli che lo facevo perché in italiano mi esprimo meglio e lo capisco meglio. Verso i cinque e dopo una vacanza in Italia deve aver realizzato che l’italiano é veramente utile, specie se gli serve per comunicare con atri bambini (della comunicazione con altri adulti non gli importa molto), per cui si é sbloccato.
      Questa di giocare con altri bambini che conoscono solo la lingua minoritaria é attualmente la motivazione piú potente per mio figlio.
      Per ora continua a parlarmi quasi solo in svedese, ma non ha piú atteggiamenti di rifiuto. Inoltre il fatto che mi capisca perfettamente mi rassicura che il bilinguismo c’é. Probabilmente é anche un processo che richiede di maturare con l’etá, io continuo col parlargli e proporgli video e film in italiano. Ogni tanto tiro fuori vocaboli nuovi e piú sofisticati per cui é costretto a chiedermi cosa significa. Gutta cavat lapidem, si spera :)
      Qui abbiamo il lusso di avere la possibilitá di un’ora alla settimana dell’altra madrelingua come diritto scolastico sia a scuola che all’asilo, ed altri bambini bilingue (non italiani), per cui il personale dell’asilo é sensibile al problema.

      • mari says

        Gianna, grazie! Anche tu mi rassicuri che sono sulla giusta strada e che prima o poi si sbloccherá. Anch’io andrò in Italia per farlo giocare con altri bambini, perchè spero nella stessa reazione di tuo figlio. Purtroppo non posso andare spesso in Italia. Al massimo una volta l’anno. Stavolta rimaniamo 10 gg. E speriamo veramente che la goccia scavi la roccia!

  8. Margaret says

    Cara Simona – con la mia nipotina di 3 anni, madre italiana, padre (mio figlio) italo-australiano, ho fatto così. Quasi scientificamente aggiungevo tre o quattro parole al giorno, che ripetevo più spesso possibile. Sceglievo DVD tipo Peppa Pig che esistevano solo in inglese. Leggevo libri che guarda caso esistevano anche quelli solo in inglese. Senza accorgersi ha imparato moltissimo. Dev’essere sopratutto un gioco. Piccole frasi, eg. facciamo presto, ho fame, che ridere, aiuto mi scappa la pipi… qualcosa rimane. Poi quando sarà più grande magari potrà magari andare in montagna in Austria o Germania e iscriversi a qualche corso per bambini per rinforzare. Insomma io inizierei così facendo finta di niente…

  9. Edie says

    Perdonate la provocazione, ma se invece lo volesse leggere mia figlia femmina? :)
    Può?

    • Miriam says

      😀 Infatti, me lo chiedo anch’io! (Mio figlio amava pentole e bambole con relativo passeggino… Pure le macchinine.
      Diamo loro tutto un ventaglio di possibilità, anche quelle considerate erroneamente tipiche del sesso opposto.)

  10. Elisabetta says

    Mi chiamo ELisabetta, sono italiana e vivo con mio marito tedesco in Svizzera (cantone tedesco).Abbiamo due bimbi, uno di 28 mesi e l’altra di 6 mesi.
    Con il grande io ho sempre parlato italiano e mio marito tedesco, Linus ha iniziato a parlare a circa un anno e mezzo, prevalentemente italiano.
    Ora che sta crescendo e che passa 3 giorni interi alla settimana all’asilo parla prevalentemente svizzero-tedesco, formando frasi che combinano tutte e tre le lingue.
    Quando mi chiede qualcosa in tedesco, il piu’ delle volte gli richiedo cosa vuole finchè non mi da la risposta in italiano oppure io chiedo conferma “traducendo” la sua domanda in lingua italiana, e lui mi ripete poi a papera la frase in italiano.
    Spero che con i tempo impari a diversificare le tre lingue, cosi’ da poter comunicare con i nonni, sia paterni che materni!
    Certo che le vostre sperienze mi fanno capire ora perchè con lo svizzero ha piu’ dimestichezza, visto che è andato all’asilo a 6 mesi ha dovuto “impararlo” e svilupparlo per poter giocare con i suoi amichetti…!

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