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	<title>Bilingue Per Gioco™ &#187; Bilingue Per Gioco</title>
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	<description>Idee e soluzioni per i bambini bilingui e per quelli che lo diventeranno, e per tutti i genitori.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 29 Jul 2010 12:02:48 +0000</lastBuildDate>
	
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		<title>OPOL e il cambiamento di Habitat (ossia OPOL on the Beach)</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/07/29/opol-e-il-cambiamento-di-habitat-ossia-opol-on-the-beach/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 14:05:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[Vita Vissuta]]></category>
		<category><![CDATA[OPOL]]></category>
		<category><![CDATA[Societa']]></category>

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		<description><![CDATA[Come la stragrande maggioranza degli Italiani anche io e A. siamo approdati su una spiaggia, e io sto cercando di combinare il desiderio di portare il pesciolino a fare il bagno con quello di ultimare finalmente il nuovo sito e partire con tutta una serie di nuove attivita&#8217;.
Comunque non e&#8217; di questo che voglio parlare, ma dell&#8217;esperienza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2009/07/29/opol-e-il-cambiamento-di-habitat-ossia-opol-on-the-beach/" title="OPOL e il cambiamento di Habitat (ossia OPOL on the Beach)"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2009/07/children-on-the-beach-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p>Come la stragrande maggioranza degli Italiani anche io e A. siamo approdati su una spiaggia, e io sto cercando di combinare il desiderio di portare il pesciolino a fare il bagno con quello di ultimare finalmente il nuovo sito e partire con tutta una serie di nuove attivita&#8217;.</p>
<p>Comunque non e&#8217; di questo che voglio parlare, ma dell&#8217;esperienza di <strong>usare il metodo One Parent One Language (OPOL) al di fuori del proprio habitat.<span id="more-1386"></span></strong></p>
<p>Premetto che le nostre vacanze al mare non sono affatto chic, noi torniamo alle origini (cioe&#8217; alla zona d&#8217;origine di mio padre) in uno dei posti piu&#8217; belli e meno turistici d&#8217;Italia, e non vi dico dov&#8217;e&#8217; perche&#8217; non ho nessun interesse a trasformare le mie spiagge in una Rimini&#8230; Basti sapere che qui i bagnanti sono soprattutto locali, un po&#8217; di persone originarie del posto ma attualmente locate altrove, qualche affecionado e tre famiglie di tedeschi.</p>
<p>Fin da subito <strong>parlare in Inglese a mio figlio sulla spiaggia mi e&#8217; parsa una cosa alquanto eccentrica</strong>, il fatto in se&#8217; non mi ha stupita (ovviamente) ma mi ha stupita che la cosa mi mettesse un po&#8217; a disagio. Ormai pensavo di essere completamente abituata a parlargli in Inglese anche se tutti intorno a noi parlano Italiano, traducendo ove necessario, eppure mi sono resa conto che la mia abitudine era fortemente legata al contesto. In fin dei conti la vita di una mamma non e&#8217; poi cosi&#8217; varia, vedi piu&#8217; o meno sempre le stesse persone, vai allo stesso parco giochi, etc. etc. Molte persone le conosci e ti conoscono anche se non ci parli, e comunque sai sempre cosa aspettarti, che tipo di persone, quante ce ne saranno, se l&#8217;ambiente ti risultera&#8217; ostile o favorevole.</p>
<p><strong>Cambia il contesto, e all&#8217;improvviso non sei piu&#8217; preparata</strong>. Non sai se la gente pensa che sei pazza o fortunata, se ti guardano o no, etc. Quindi all&#8217;inizio ho dovuto<strong> studiare l&#8217;ambiente e capire come io e il mio bambino bilingue dovevamo muoverci in quel contesto e come saremmo stati accolti</strong>. Il fatto di conoscere questo posto da sempre non mi ha aiutata piu&#8217; di tanto, perche&#8217; diverse erano le persone con cui interagivo e il modo di interagire. Da sola o con un bambino piccolo facevo cose diverse, addirittura andavo su una spiaggia diversa&#8230; Tutto questo ovviamente l&#8217;ho capito solo dopo, riflettendoci, sul momento ho avvertito solo una sensazione di disagio che non mi aspettavo.</p>
<p>Poi e&#8217; passata a trovarmi un&#8217;amica che era in vacanza nella zona con i suoi due bambini, V. e i suoi bimbi vivono a Berlino (ah, Berlino!) e i piccoli parlano italiano e tedesco, ma non inglese. Io ho commesso un errore, sapendo che V. parla benissimo l&#8217;inglese e che i suoi bimbi sono bilingui, non mi veniva l&#8217;automatismo di tradurre tutto cio&#8217; che dicevo in italiano, il che ovviamente e&#8217; una sciocchezza, perche&#8217; i piccoli sono bilingui si&#8217;, ma non in Inglese. Un po&#8217; per questo, un po&#8217; in base alla sua esperienza berlinese, <strong>V. ha osservato che secondo lei parlando ai bambini in pubblico una lingua diversa da quella del contesto li si isola dagli altri</strong>.</p>
<p>Hmm, il mio OPOL ha cominciato a vacillare. V. non ha tutti i torti, <strong>sappiamo tutti quanto sia difficile parlare una lingua minoritaria in pubblico, non avevo riflettuto molto pero&#8217; sul fatto che fosse difficile non solo per me ma anche per il mio bambino</strong>&#8230; Pero&#8217; io nelle mie circostanze non ho molta scelta, o applico OPOL o addio bilinguismo, e io so che il bilinguismo e&#8217; importante per il mio bambino (per tutta una serie di considerazioni molto personali).</p>
<p>Quindi non ho mollato, ma mi sono fatta piu&#8217; attenta. <strong>Ho avuto particolare cura a tradurre tutto e includere gli altri nelle nostre conversazioni</strong>. Premetto che A. e&#8217; un bambino che attira l&#8217;attenzione per via dei suoi tratti somatici e molto socievole, quindi il rischio che venga isolato e&#8217; veramente minimo (almeno per ora, incrociamo le dita per il futuro).</p>
<p>Morale? <strong>Mi sono accorta che i bambini con cui A. gioca sulla spiaggia e gli adulti con cui interagiamo piu&#8217; spesso cominciavano a dire Bye Bye. Un dilagare di bye bye</strong>! E qualcuno si avventurava anche a dire One, Two, Three! Con grande divertimento sia dei bambini che dei genitori!</p>
<p>In breve, <strong>anche sulla spiaggia abbiamo finalmente creato il nostro habitat</strong>. Gli altri sanno che A. e&#8217; bilingue e non se ne stupiscono piu&#8217;. Forse qualcuno trovera&#8217; l&#8217;idea bizzarra, ma la cosa non mi interessa, ma tanti <strong>adulti e bambini giocano con l&#8217;idea di usare alcune parole in Inglese e certo A. non e&#8217; isolato.</strong></p>
<p>Per concludere, vedendo come questi bambini cominciavano spontaneamente ad usare parole in Inglese a me e&#8217; venuta un&#8217;idea e cosi&#8217; <strong>da lunedi&#8217; sulla nostra spiaggia ci sono playgroups in Inglese per bambini: English On The Beach</strong>. Ma questa e&#8217; un&#8217;altra storia e ve la raccontero&#8217; a parte, per ora vi basti sapere che ci stiamo divertendo un mondo!</p>
<p>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/wickechimp/2571943004/" target="_blank">Wickedchimp</a></p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=OPOL+e+il+cambiamento+di+Habitat+%28ossia+OPOL+on+the+Beach%29+http://etsdf.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2009/07/29/opol-e-il-cambiamento-di-habitat-ossia-opol-on-the-beach/&amp;t=OPOL+e+il+cambiamento+di+Habitat+%28ossia+OPOL+on+the+Beach%29" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il Bilinguismo e&#8217; un vantaggio, lo dice la ricerca</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/07/11/il-bilinguismo-e-un-vantaggio-lo-dice-la-ricerca/</link>
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		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 16:33:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Vantaggi del Bilinguismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Consiglio di leggere questo interessante articolo apparso sulla Repubblica sui vantaggi del bilinguismo coltivato nella prima infanzia.
 ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Consiglio di leggere questo interessante <a href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/scienze/bimbi-bilingui/bimbi-bilingui/bimbi-bilingui.html?ref=hpspr1" target="_blank">articolo apparso sulla Repubblica </a>sui vantaggi del bilinguismo coltivato nella prima infanzia.</em></p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Il+Bilinguismo+e%E2%80%99+un+vantaggio%2C+lo+dice+la+ricerca+http://axb8f.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2009/07/11/il-bilinguismo-e-un-vantaggio-lo-dice-la-ricerca/&amp;t=Il+Bilinguismo+e%E2%80%99+un+vantaggio%2C+lo+dice+la+ricerca" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Bambini bilingui, nonni, zii e famiglia allargata</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/07/02/bambini-bilingui-e-nonni-zii-e-famiglia-allargata/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 14:22:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[OPOL]]></category>
		<category><![CDATA[Societa']]></category>

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		<description><![CDATA[Spesso i genitori che utilizzano OPOL ci raccontano che in presenza di nonni, zii e parenti rinunciano ad utilizzare la lingua minoritaria con i bambini, per rispetto nei confronti degli adulti che non la parlano. Il desiderio di coinvolgere tutta la famiglia nelle conversazioni e’ senz’altro positivo, ma questo non deve necessariamente accadere a scapito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2009/07/02/bambini-bilingui-e-nonni-zii-e-famiglia-allargata/" title="Bambini bilingui, nonni, zii e famiglia allargata"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2009/07/grandfather-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p>Spesso i genitori che utilizzano <a href="http://blog.bilinguepergioco.com/2009/03/30/lidea-della-settimana-che-opol-stai-dicendo/">OPOL</a> ci raccontano che in presenza di nonni, zii e parenti rinunciano ad utilizzare la lingua minoritaria con i bambini, per rispetto nei confronti degli adulti che non la parlano. Il desiderio di coinvolgere tutta la famiglia nelle conversazioni e’ senz’altro positivo, ma questo non deve necessariamente accadere a scapito della lingua minoritaria. E poi siete davvero sicuri che i nonni rifiutino cosi’ categoricamente la seconda lingua?</p>
<p>Il mio suggerimento e’ di <strong>coinvolgere la famiglia allargata</strong>, il che e’ spesso piu’ facile di quanto pensiate, a patto di adottare delle accortezze nella <strong>comunicazione</strong>:</p>
<ul>
<li> <strong>Spiegate quello che state facendo</strong>, i vostri obiettivi e motivazioni, mettendo il bambino al centro delle scelte</li>
<li><strong>Rispondete ai loro dubbi</strong> e perplessita’</li>
<li><strong>Chiedete il loro coinvolgimento</strong> e supporto</li>
<li><strong>Offrite voi stessi supporto</strong> ai familiari, perche’ l’esperienza sia positiva anche per loro</li>
<li><strong>Riconoscete e premiate i loro sforzi</strong><span id="more-1314"></span></li>
</ul>
<p><strong>Spiegate quello che state facendo, i vostri obiettivi e motivazioni, mettendo il bambino al centro delle scelte</strong></p>
<p>Anche i familiari hanno a cuore il bene del bambino e per lo piu’ capiscono che il mondo in cui cresceranno questi bambini e’ molto diverso da quello in cui sono cresciuti loro stessi. Se poi la famiglia e’ mista la maggior parte dei nonni capiscono l’esigenza per il bambino di poter comunicare ed identificarsi con entrambe le famiglie d’origine. Quindi <strong>non partite dal presupposto che non possano capirvi</strong> ma parlate con tutta la famiglia del vostro progetto di bilinguismo, <strong>spiegate in dettaglio perche’ ritenete che sia importante per i vostri bambini</strong>, sia dal punto di vista dello sviluppo personale che delle opportunita’ future. <strong>Spiegate anche quale tecnica utilizzate e</strong> perche’ e’ importante che manteniate un approccio sempre costante.</p>
<p><strong>Rispondete ai loro dubbi e perplessita’</strong></p>
<p><strong>Chiunque non abbia esperienza diretta del bilinguismo ha le idee poco chiare a riguardo</strong>, e cio’ e’ assolutamente normale. Certo e’ anomalo vedere un bambino di 1 anno o poco piu’ passare da una lingua all’altra ed e’ legittimo chiedersi se cio’ non lo confonda. Tanto per mettere le cose in prospettiva, quando si comincio’ a studiare scientificamente il bilinguismo si parti’ dall’ipotesi che fosse dannoso e si fece di tutto per dimostrarlo, ci sono voluti decine di anni di ricerca metodica per smantellare questa ipotesi. Quindi se la nonna dice “Poaretto il mi butin!” (povero il mio bambino in dialetto veneto) passategliela, e cercate di spiegarle che non e’ cosi’. <strong>Ascoltate i loro timori, e date loro risposte solide e convincenti.</strong></p>
<p>Inoltre <strong>non sottovalutate il timore dei familiari di essere estraniati dalla vita del bambino</strong>, di non capirlo. Spesso questo timore e’ alla base della resistenza offerta alla seconda lingua. Spiegate loro che il bambino imparera’ sicuramente la lingua maggioritaria e sara’ sempre in grado di parlare con loro, che si puo’  imparare una seconda lingua in tenera eta’ senza togliere nulla alla prima e che all’inizio forse il bambino mischia le lingue ma poi le separera’ senza problemi. <strong>Rassicurateli</strong>.</p>
<p><strong>Chiedete il loro coinvolgimento e supporto</strong></p>
<p>Non c’e’ <strong>nulla che faccia sposare una causa come il sentirsi responsabili del suo successo</strong>. Non chiedete a nonni e zii di assistere impassibili ai vostri sforzi, chiedete il loro aiuto, <strong>rendeteli consapevoli dell’importanza del loro ruolo e dell’impatto delle loro azioni</strong>. Le persone amano sentirsi utili e aiutare, non privateli di questo piacere. In questo modo i<strong> successi linguistici del bambino saranno anche il loro successo</strong>, ne saranno orgogliosi e motivati.</p>
<p>Ci sono tanti modi in cui i familiari possono aiutare: incoraggiando il bambino, facendogli guardare un DVD o ascoltare della musica in lingua minoritaria quando voi non ci siete, rispondendo alle semplici richieste del bambino anche se espresse nella seconda lingua, accettando che la conversazione avvenga in due lingue quando voi siete presenti, etc.</p>
<p><strong>Offrite voi stessi supporto ai familiari, perche’ l’esperienza sia positiva anche per loro</strong></p>
<p><strong> </strong>Come menzionato sopra, spesso la resistenza al bilinguismo nasce dalla paura di non essere all’altezza, di essere tagliati fuori. <strong>Sta a voi far si che tutti i familiari ricevano il supporto necessario perche’ questa esperienza sia positiva anche per loro.</strong></p>
<p>Traducete cio’ che dite al bambino nella lingua maggioritaria a beneficio degli altri adulti, rispondete alle loro domande, chiarite loro quali sono le parole semplici che il bambino usa nella seconda lingua (acqua, pappa, nanna) perche’ possano rispondere alle sue richieste. Insomma <strong>aiutateli ad imparare con il bambino</strong>.</p>
<p><strong>Riconoscete e premiate i loro sforzi</strong></p>
<p>Non dimenticate mai che cio’ che per voi e’ banale (capire e parlare due lingue) richiede loro sforzi enormi, quindi riconoscete gli sforzi che stanno facendo, <strong>fateli sentire apprezzati e incoraggiati</strong>. Se la nonna da un bicchiere d’acqua al bambino che chiede Wasser lodatela, fatela sentire apprezzata, celebrate sia il successo del bambino che quello della nonna.</p>
<p>Per concludere, <strong>due parole sulla nostra esperienza</strong>. I miei genitori, nonni di A., non parlano le lingue straniere, hanno solo dei rudimenti di inglese – la nonna –  e di francese – il nonno, dello zio si e’ gia’ parlato, ci mette tanto impegno ma e’ una frana. Tutti pero’ capiscono perche’ la seconda lingua sia importante per A. e hanno appoggiato i miei sforzi fin dall’inizio.</p>
<p>Nei primi tempi io traducevo tutto per loro, o se non lo facevo erano loro a chiedermi di spiegare cosa avevo detto. Poi hanno cominciato a chiedere meno, io mi sono appoggiata sempre piu’ ai gesti per aiutarli a capire cosa stavo dicendo. Poi la nonna ha cominciato a tradurre per il nonno quando lui non capiva, ed io la incoraggiavo, cosi’ impara anche lei, ed e’ contenta di aver imparato (imparare da’ soddisfazione a tutte le eta’, sono gli stimoli che spesso vengono a mancare!).  A. ha 21 mesi, e qualche giorno fa ho detto a mia madre “Certo che in questa maniera state imparando l’Inglese anche voi”, e lei “Certo, abbiamo imparato tantissimo!”. Due piccioni (belli grassi) con una fava!</p>
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<p>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/futurestreet/3442736127/" target="_blank">Futurestreet</a></p>
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		<title>Il video di Bilingue Per Gioco, cioe&#039; di me&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 14:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita Vissuta]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Momcamp ho parlato di Bilinguismo e di Bilingue Per Gioco, qui potete vedere il video.
Premetto che quella contro i miei capelli e&#8217; una battaglia persa da tempo, che la mia voce stupisce anche me (un po&#8217; impostata all&#8217;inizio ma forse era solo la tensione, secondo me dopo migliora, e quindi forse c&#8217;e&#8217; speranza) e che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al <a href="http://www.momcamp.it/">Momcamp</a> ho parlato di Bilinguismo e di Bilingue Per Gioco, qui potete vedere il <a href="http://beta.mammenellarete.it/VideoDetails.aspx?id_video=1367ef87-52b3-4e4e-9aee-b09b40a9fa24"><strong>video</strong></a>.<br />
Premetto che quella contro i miei capelli e&#8217; una battaglia persa da tempo, che la mia voce stupisce anche me (un po&#8217; impostata all&#8217;inizio ma forse era solo la tensione, secondo me dopo migliora, e quindi forse c&#8217;e&#8217; speranza) e che tornassi indietro <strong>ridirei le stesse cose</strong>.</p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Il+video+di+Bilingue+Per+Gioco%2C+cioe%27+di+me%E2%80%A6+http://hdnb2.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2009/07/02/il-video-di-bilingue-per-gioco-cioe-di-me/&amp;t=Il+video+di+Bilingue+Per+Gioco%2C+cioe%27+di+me%E2%80%A6" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il parere dell&#8217;esperta: Introdurre l&#8217;inglese come terza lingua</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/06/28/il-parere-dellesperta-introdurre-linglese-come-terza-lingua/</link>
		<comments>http://bilinguepergioco.com/2009/06/28/il-parere-dellesperta-introdurre-linglese-come-terza-lingua/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 13:15:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[Esperto]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Metodi per il Bilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[Non-madrelingua]]></category>
		<category><![CDATA[Trilinguismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nostro post sull&#8217;Inglese come terza lingua ha creato delle perplessita&#8217; in Nadia, la Dott.a Sabine Pirchio*, Ricercatrice in Psicologia dello Sviluppo e Psicologia dell’Educazione, risponde alle sue domande
Nadia scrive:
Ciao Letizia,
trovo questo articolo molto interessante, credo che tutti i genitori che crescono i propri figli con più di una lingua non inglese si chiedano come fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nostro post <a href="http://blog.bilinguepergioco.com/2009/05/25/lidea-della-settimana-come-far-imparare-anche-linglese-ad-un-bambino-bilingue/">sull&#8217;Inglese come terza lingua </a>ha creato delle perplessita&#8217; in Nadia, la Dott.a Sabine Pirchio*, Ricercatrice in Psicologia dello Sviluppo e Psicologia dell’Educazione, risponde alle sue domande</p>
<p><strong>Nadia scrive:</strong><br />
<em>Ciao Letizia,<br />
trovo <a href="http://blog.bilinguepergioco.com/2009/05/25/lidea-della-settimana-come-far-imparare-anche-linglese-ad-un-bambino-bilingue/">questo articolo </a>molto interessante, credo che tutti i genitori che crescono i propri figli con più di una lingua non inglese si chiedano come fare con l’inglese. Mi dico: va bene lasciamo perdere il trilinguismo e lasciamo pure perdere il trilinguismo passivo, ma se l’obiettivo fosse semplicemente una <strong>familiarizzazione con i suoni della lingua inglese</strong>?</p>
<p>Con Gioele (ha 20 mesi e in casa parliamo il francese) ad esempio facciamo degli sketch del tipo “give me five” e lui risponde “ooai”  oppure “one two” … “ti” e lui si diverte un mondo. Io ogni tanto la sera guardo i cartoni animati in inglese di Rai educational (in realtà solo per pochi minuti) e li guarda anche Gioele, certo lo so benissimo che con questo non impara l’inglese, però secondo me è già tanto se associa anche la lingua inglese a qualcosa di divertente e che facciamo insieme e perché no, magari può familiarizzare anche con i suoni di questa lingua.  <br />
Ciao e grazie<br />
Nadia</em></p>
<p><strong>La Dott.a Sabine Pirchio risponde:</strong></p>
<p><strong>E’ opportuno inserire nella vita del bambino bilingue l’inglese come terza lingua?<span id="more-1301"></span><br />
</strong>L&#8217;introduzione di una nuova lingua nella vita di un bambino è sempre un <strong>evento molto delicato</strong>. Il fatto che quella lingua venga effettivamente appresa dal bambino dipende da una serie di circostanze legate tra l&#8217;altro a</p>
<ul>
<li> la frequenza d&#8217;esposizione,</li>
<li>gli interocutori disponibili in quella lingua,</li>
<li>le modalità con cui quella lingua viene proposta,</li>
<li>la motivazione </li>
<li>la sistematicità e costanza con cui la si propone.</li>
</ul>
<p>Sappiamo bene infatti che anche se può sembrare la cosa più naturale e spontanea del mondo <strong>imparare una lingua richiede sforzo e impegno di ingenti risorse mentali</strong>. Sia gli adulti sia i bambini fanno questo sforzo solo se effettivamente è utile e necessario per la loro vita. <strong>Quello che interessa ai bambini è entrare in relazione, comunicare e fare cose interessanti e piacevoli con le persone per loro significative</strong>. Se per raggiungere questo obiettivo serve conoscere l&#8217;inglese allora lo apprenderanno, altrimenti no.<br />
La patata bollente resta quindi nelle mani dei genitori: sta a loro prendere una decisione e poi adottare comportamenti coerenti con quella decisione.</p>
<p>Come psicologa sono perfettamente d’accordo con tutti i punti toccati da Letizia nel suo post: <strong>l’inglese può aspettare</strong>! Ovviamente come ogni regola, anche questa affermazione piuttosto categorica può avere le sue <strong>eccezioni</strong> e cautele. Provo a discuterne un paio:</p>
<ul>
<li>il bambino può essere iscritto ad un <strong>nido in cui si fanno attività in lingua inglese</strong>. Ormai questa esperienza è abbastanza diffusa, soprattutto in nidi privati ma anche in molti nidi pubblici. Nell’ottica di creare una forte collaborazione tra nido e famiglie e congruenza tra le esperienze che i bambini fanno nei due contesti, può essere opportuno che i <strong>genitori rinforzino in qualche modo l’inglese di cui i bambini hanno esperienza al nido</strong>. Questo ovviamente non significa trasformarsi in insegnanti serali di inglese oppure trasformare la propria famiglia da bilingue a trilingue, ma semplicemente dare valore a ciò che il bambino fa al nido con le educatrici.</li>
<li><strong>L’inglese fa ormai parte della nostra vita</strong> e in alcuni casi può essere artificioso (e inutile) tentare di tenerlo fuori. Le T-shirt stanno sostituendo le magliette, diciamo computer senza accorgerci che è una parola non italiana; insomma le nostre vite sono “farcite” di termini inglesi. Considerato questo, propongo di <strong>adottare con l’inglese la stessa prospettiva che si adotta normalmente con la lingua scritta</strong>: anche se non pretendiamo di insegnare a leggere e a scrivere ad un bambino di 18 mesi, tutti scrivono a quest’età la loro prima lettera a Babbo Natale, “leggono” libri di storie, manifesti pubblicitari e insegne dei negozi. E’ un modo di partecipare alla vita culturale e sociale della nostra comunità.</li>
</ul>
<p>Ciò che è importante è <strong>commisurare aspettative e impegno</strong>: inserire l’inglese con l’aspettativa che il bambino lo sappia parlare in contesti comunicativi significa preventivare un importante impegno dei genitori nel proporre la lingua in modo adeguato e per un’adeguata quantità di tempo e richiedere un notevole sforzo al bambino, accettando anche la possibilità di vedere frustrate le proprie aspettative se poi nel corso del tempo le cose non accadono come si vorrebbe.<br />
D’altra parte, fare il gioco del “gimme five”, contare “one, two, three” o cantare “jingle bells”, come fa Nadia o guardare cartoni o altre trasmissioni in inglese <strong>non è assolutamente nocivo alla salute psicologica del bambino</strong> e anzi è positivo se un modo di interagire piacevolmente e affattuosamente con il bambino <strong>ma non si può veramente parlare di apprendimento linguistico</strong>, e a mio parere nemmeno di sensibilizzazione, a meno che queste esperienze siano frequenti, ripetute e varie. Inoltre, se l’ottica con cui come genitori proponiamo queste attività è di dare al bambino una prima esperienza positiva con l’inglese in vista del suo apprendimento scolastico dobbiamo considerare due cose: il bambino non ha generalmente pregiudizi negativi circa le esperienze che gli vengono proposte a scuola se il clima della classe è positivo e se la relazione con l’insegnante e con i compagni è buona, quindi <strong>l’associazione tra inglese e piacevolezza può tranquillamente aspettare, e andrà cercata attivamente in occasione del primo incontro sistematico con la lingua, mirato al suo apprendimento</strong>; nel caso in cui l’esperienza scolastica d’apprendimento dell’inglese non sia piacevole per il bambino, la positività della prima esperienza vissuta in famiglia sarà rapidamente sorpassata dalla delusione e dalla mancanza di motivazione.</p>
<p><strong>Ti e&#8217; piaciuto questo post? Allora lascia un commento e fallo girare inviandolo ai tuoi amici o a chiunque potrebbe essere interessato.  Ricorda inoltre che se vuoi puoi ricevere automaticamente gli <a href="http://www.feedblitz.com/f/?Sub=488086" target="_blank">aggiornamenti di Bilingue Per Gioco</a></strong><strong> via email.</strong></p>
<p>*<strong>Sabine Pirchio</strong> è Ricercatrice in Psicologia dello Sviluppo e Psicologia dell’Educazione presso la Facoltà di Psicologia 1 dell’Università degli Studi di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;. I suoi attuali interessi di ricerca fanno riferimento allo studio dell’acquisizione e dell’uso del linguaggio e in particolare all’insegnamento/apprendimento di una lingua straniera in età precoce; alla relazione tra gesti e parole nello sviluppo tipico, atipico e bilingue; alla relazione tra le abilità di teoria della mente, il bilinguismo e la flessibilità cognitiva, all&#8217;integrazione scolastica di alunni immigrati nella scuola primaria. Sabine e’ bilingue Italiano-Francese e sta crescendo Giovanni, 20 mesi, bilingue.</p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Il+parere+dell%E2%80%99esperta%3A+Introdurre+l%E2%80%99inglese+come+terza+lingua+http://tpgfg.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2009/06/28/il-parere-dellesperta-introdurre-linglese-come-terza-lingua/&amp;t=Il+parere+dell%E2%80%99esperta%3A+Introdurre+l%E2%80%99inglese+come+terza+lingua" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Come leggere, i DVD e perfino i videogames possono stimolare il linguaggio dei bambini, bilingui e non</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 09:40:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuto di una lingua]]></category>
		<category><![CDATA[Ritardo nel parlare]]></category>
		<category><![CDATA[videogiochi]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabine, mamma nonche’ esperta, qualche giorno fa ha scritto un commento sulla lettura dei libretti con i bambini piccoli. Un commento semplice, ma in realta’ pieno di significato, perche’ non sempre la lettura e’ interazione e stimolo al parlare, e forse Sabine nel creare questi stimoli e’ piu’ sofisticata di quanto non possa sembrare.
Gia’ in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2009/06/22/come-leggere-i-dvd-e-perfino-i-videogames-possono-stimolare-il-linguaggio-dei-bambini-bilingui-e-non/" title="Come leggere, i DVD e perfino i videogames possono stimolare il linguaggio dei bambini, bilingui e non"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2009/06/mom-and-baby-reading-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p><a href="http://blog.bilinguepergioco.com/2009/04/24/il-parere-dellesperta-bilinguismo-e-comunicazione-madre-figlio/" target="_self">Sabine</a>, mamma nonche’ esperta, qualche giorno fa ha scritto un <a href="http://blog.bilinguepergioco.com/2009/02/22/fr-libri/" target="_blank">commento sulla lettura dei libretti con i bambini piccoli</a>. Un commento semplice, ma in realta’ pieno di significato, perche’ <strong>non sempre la lettura e’ interazione e stimolo al parlare</strong>, e forse Sabine nel creare questi stimoli e’ piu’ sofisticata di quanto non possa sembrare.</p>
<p>Gia’ in precedenza abbiamo parlato <a href="http://blog.bilinguepergioco.com/2008/12/11/lidea-della-settimana-come-leggere-ai-bimbi-piccoli/" target="_self">dell’arte di leggere libri semplicissimi ai bambini</a>, inoltre ho letto di recente un articolo molto interessante, scritto da una logopedista che condivide delle <strong>tecniche per stimolare i bambini a parlare anche quando fanno delle attivita’</strong> come guardare video o fare dei giochi al computer, tecniche che si applicano molto bene anche alla lettura. Sono dei trucchi molto semplici, molti di voi vi ritroveranno delle cose che fanno spontaneamente quando interagiscono con i propri bambini. Ma forse troverete anche dei piccoli accorgimenti di per se’ ovvi ma sui quali non avevate mai riflettuto, questo e’ sicuramente il mio caso, e trovo che <strong>riflettere su cio’ che normalmente si fa senza pensare aiuti ad essere piu’ consapevoli ed efficaci</strong>.</p>
<p>Qui trovate <a href="http://tinyeye.wordpress.com/2009/06/08/20-most-useful-websites-for-children-and-families/">l’articolo originale</a> (in Inglese), mentre di seguito riporto i punti piu’ importanti (non e’ una traduzione letterale):<span id="more-1291"></span></p>
<ul>
<li><strong>Osservare e aspettare:</strong> Invece di prendere il controllo della situazione, osservate cosa fa il bambino, guardate cosa attrae la sua attenzione e nominatelo. Se guarda un razzo, dite Razzo! E’ un razzo rosso!</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Descrivere:</strong> Commentate cio’ che accade, nel libro o sullo schermo. Descrivete cio’ che succede o cio’ che fa il bambino. Cose tipo: Oh e’ partito il treno, ciuff ciuff! Se commentate le stesse immagini o azioni sempre allo stesso modo, anche il bambino comincera’ automaticamente a fare gli stessi commenti. Per esempio se ogni volta che parte il razzo dite 1 2 3 VIAAA, anche il bambino comincera’ a dirlo.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Lasciare spazio al silenzio:</strong> Non e’necessario parlare sempre, bisogna anche lasciare al bambino degli spazi per osservare, riflettere, commentare, per fare sue le informazioni ricevute o anche solo per godere di un’immagine che gli piace.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Ripetere ed espandere:</strong> Per stimolare il linguaggio, ripetete cio’ che dice il bambino, ma in modo corretto non in bambinese, e poi aggiungete un’altra parola, che aggiunga significato. Esempio, il bimbo dice ‘ATTO, il genitore puo’ dire GATTO! UN GATTO GRIGIO!</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Ripetere, Ripetere, Ripetere: </strong>Adulti e bambini allo stesso modo hanno bisogno di sentire le parole piu’ volte per impararle, per capire bene pronuncia e significato. Non dimenticatelo, e quando opportuno ripetete anche tre volte le parole. E’ una macchina, Si’ una macchina, Ciao macchina!<strong> </strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Far conquistare un risultato: </strong>Create un’associazione tra le parole e gli eventi, in modo che il bambino impari che quando dice certe parole determinate cose belle accadono. In un videogioco puo’ essere dire VAI! prima di cliccare sul mouse e far partire il razzo, ma lo stesso si puo’ fare con I libri, soprattutto quelli con le alette, finestrelle, etc.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Usare parole sociali e utili: </strong>Usate queste attivita’ per aiutare il bambino ad imparare parole che siano utili in un contesto sociale, come Ciao, Grazie, Prego, Di nuovo, Ancora, Finito, Si, No, etc…</li>
</ul>
<p><strong>Ti e&#8217; piaciuto questo post? Allora lascia un commento e fallo girare inviandolo ai tuoi amici o a chiunque potrebbe essere interessato.  Ricorda inoltre che se vuoi puoi ricevere automaticamente gli <a href="http://www.feedblitz.com/f/?Sub=488086" target="_blank">aggiornamenti di Bilingue Per Gioco</a></strong><strong> via email.</strong></p>
<p>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/neeta_lind/2531954319/" target="_blank">Neeta Lind</a></p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Come+leggere%2C+i+DVD+e+perfino+i+videogames+possono+stimolare+il+linguaggio+dei+bambini%2C+bilingui+e+non+http://yps2r.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2009/06/22/come-leggere-i-dvd-e-perfino-i-videogames-possono-stimolare-il-linguaggio-dei-bambini-bilingui-e-non/&amp;t=Come+leggere%2C+i+DVD+e+perfino+i+videogames+possono+stimolare+il+linguaggio+dei+bambini%2C+bilingui+e+non" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il parere dell&#8217;esperta: Il bilinguismo quando la famiglia si trasferisce all&#039;estero</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 09:46:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[Esperto]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Metodi per il Bilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[MLAH]]></category>
		<category><![CDATA[Societa']]></category>

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		<description><![CDATA[Nel contesto di Il parere dell&#8217;esperto la professoressa Antonella Sorace risponde alla domanda di Federica.
Antonella Sorace e’ professoressa di Developmental Linguistics presso l’Universita’ di Edimburgo, nonche’ punto di riferimento per il Bilinguismo di alcune tra le piu’ importanti testate giornalistiche italiane (da Repubblica al Corriere della Sera). Insieme al suo team ha creato il sito Bilingualism [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel contesto di Il parere dell&#8217;esperto la professoressa Antonella Sorace risponde alla domanda di Federica.</p>
<p><strong><a href="http://bilinguepergioco.files.wordpress.com/2009/05/antonella-sorace.jpg"><img title="antonella sorace" src="http://bilinguepergioco.files.wordpress.com/2009/05/antonella-sorace.jpg?w=101" alt="antonella sorace" width="101" height="150" /></a><a href="http://www.ling.ed.ac.uk/~antonell/generalpublic.html" target="_blank">Antonella Sorace</a><strong> e’ professoressa di Developmental Linguistics</strong> presso l’Universita’ di Edimburgo, nonche’ punto di riferimento per il Bilinguismo di alcune tra le piu’ importanti testate giornalistiche italiane (da Repubblica al Corriere della Sera). Insieme al suo team ha creato il sito <a href="http://www.bilingualism-matters.org.uk/" target="_blank">Bilingualism Matters</a>, il cui obiettivo e’ proprio creare un ponte tra chi fa ricerca sul bilinguismo e la societa’.</strong></p>
<p><strong>La domanda di Federica:</strong></p>
<p><em>Ciao,<br />
grazie per il tuo bel sito, è stato preziosissimo per iniziare a orientarmi nel complicato mondo del bilinguismo&#8230; Io e mio marito <strong>siamo entrambi italiani</strong>, abbiamo una bimba che farà 4 anni a settembre. Conosciamo entrambi l&#8217;inglese anche se la  produzione orale ha bisogno di molta pratica.<br />
Per lavoro mio marito si è trasferito <strong>negli Stati Uniti</strong> un annno fa e io e mia figlia abbiamo fatto la spola un paio di volte per stare col papà, in tutto 4 mesi.  Là abbiamo conosciuto alcune persone, occasioni di interazione ci sono state e dopo un rifiuto iniziale la bimba ha accettato l&#8217;idea che io e papà parlassimo un&#8217;altra lingua. Accettava la cosa ma non ci si provava direttamente lei&#8230; Ora la situazione sta per cambiare drasticamente: abbiamo deciso di <strong>trasferirci in America</strong> per riunirci. <span id="more-1252"></span>Il problema è questo: una volta là anche io lavorerò e quindi abbiamo iscritto la bimba a un childcare. Che però non è bilingue, quindi sarà un&#8217;immersione &#8220;violenta&#8221; nella nuova lingua&#8230;<br />
Sono molto confusa&#8230; in base alla tua esperienza hai qualche consiglio che potrebbe aiutarmi a superare le difficoltà iniziali e ad evitare di creare sofferenze e confusione?</em></p>
<p><em>Un&#8217;altra cosa che mi confonde è come dobbiamo regolarci io e il papà sulla lingua, nel parlare tra di noi e con lei&#8230; essendo entrambi italiani e dovendo arginare un probabile rifiuto dell&#8217;inglese all&#8217;inizio mi sembra ragionevole che con lei a casa parliamo in italiano lanciando qualche imput in inglese come abbiamo sempre fatto. Ma in pubblico?</em></p>
<p><em>Grazie, un caro saluto</em></p>
<p><em>Federica</em></p>
<p><strong>Risponde la Professoressa Sorace</strong></p>
<div>Credo che molte volte in questi casi <strong>siamo noi genitori a proiettare sui nostri figli i nostri timori e i nostri dubbi</strong>, mentre loro non hanno i problemi che noi anticipiamo. Nel caso della mamma che ti ha scritto, mi sembra che la cosa piu&#8217; logica sia <strong>continuare a parlare italiano a casa</strong>. La bambina sentira&#8217; parlare inglese tutto <span style="cursor:hand;border-bottom:#0066cc 1px dashed;">il giorno</span>, e quindi sara&#8217; necessario bilanciare l&#8217;input italiano in modo tale che questa lingua venga mantenuta. La bambina <strong>imparera&#8217; senz&#8217;altro l&#8217;inglese in poco tempo</strong>, senza bisogno di particolare &#8216;preparazione&#8217;, anzi potra&#8217; arrivare al punto di voler parlare inglese anche a casa (nel qual caso sara&#8217; ancora piu&#8217; importante continuare a parlare italiano). Nella mia esperienza (e anche in tanti altri casi che ho visto) <strong>i bambini non hanno traumi linguistici</strong> quando si trasferiscono, ma piuttosto difficolta&#8217; iniziali di adattamento al nuovo ambiente. Se i genitori non comunicano ansia e stabiliscono un ambiente bilingue &#8220;italiano a casa, inglese fuori&#8217;, credo che <strong>la bambina non avra&#8217; problemi</strong>.</div>
<div><strong>Aggiunge la mamma</strong></div>
<div><strong> </strong></div>
<div>Aggiungo una nota veloce, sono proprio contenta di aver chiesto il parere della Professoressa Sorace, perche&#8217; personalmente, mettendomi nei panni di Federica, ne avrei condiviso i timori. E&#8217; bene invece che chi ha esperienza ci rassereni e ci inviti a non creare problemi dove non ce ne sono!</div>
<div>La mia esperienza personale in merito comunque e&#8217; quella dell&#8217;asilo nido di mio figlio, dove e&#8217; arrivata una bimba tedesca catapultata dalla Germania all&#8217;Italia senza sapere una parola di italiano (e senza che la sapessero i genitori). I primi tempi per lei sono stati un po&#8217; difficili, piangeva stringendosi la sua Puppe (bambola). Ora pero&#8217; e&#8217; felice e serena e prefettamente integrata. Tutto cio&#8217; per dire che qualche pianto potra&#8217; anche verificarsi, succede ma non preoccuparti. Come dice la Professoressa Sorace <strong>se voi siete sereni lo sara&#8217; anche lei</strong>.</div>
<div>Quanto alla tua domanda su come comportati fuori casa, alcune famiglie che usano il metodo Minority Language at Home mantengono la lingua minoritaria anche fuori di casa, altre no. E&#8217; una scelta individuale, fermo restando che maggior esposizione ha la bambina all&#8217;italiano piu&#8217; alte sono le probabilita&#8217; che lo parli. Una soluzione puo&#8217; essere parlare sempre italiano anche fuori di casa, tranne quando si parla con altre persone.</div>
<div>Comunque il mio consiglio, se hai tempo e voglia, e&#8217; di leggerti un libro sul bilinguismo che ti aiuti a chiarirti le idee. Nel tuo caso ti consiglierei <a href="http://astore.amazon.co.uk/bilingualforfun-21/detail/1400023343" target="_blank">Raising a Bilingual Child di Zurer</a>, si legge molto bene e ha anche tanti esempi pratici, case studies.</div>
<div>Facci sapere come va.</div>
<div>
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<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Il+parere+dell%E2%80%99esperta%3A+Il+bilinguismo+quando+la+famiglia+si+trasferisce+all%27estero+http://et2td.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2009/06/15/il-bilinguismo-quando-la-famiglia-si-trasferisce-allestero/&amp;t=Il+parere+dell%E2%80%99esperta%3A+Il+bilinguismo+quando+la+famiglia+si+trasferisce+all%27estero" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Ragazze alla Pari e Bambini Bilingui</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 21:59:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[Au pair]]></category>
		<category><![CDATA[Baby sitter madrelingua]]></category>

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		<description><![CDATA[La ragazza alla pari e&#8217; virtualmente sconosciuta in Italia, o quanto meno rarissima, eppure potrebbe costituire una risorsa utilissima per le famiglie bilingui, o aspiranti tali, soprattutto in alternativa alle costosissime scuole e/o asili internazionali/bilingui.

Come si trova una ragazza alla pari
Quanto costa una ragazza alla pari
Cosa bisogna considerare quando si fa un contratto con una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2009/06/11/ragazze-alla-pari-e-bambini-bilingui/" title="Ragazze alla Pari e Bambini Bilingui"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2009/06/au-pairs-150x119.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p>La ragazza alla pari e&#8217; virtualmente sconosciuta in Italia, o quanto meno rarissima, eppure potrebbe costituire una risorsa utilissima per le famiglie bilingui, o aspiranti tali, soprattutto in alternativa alle costosissime <a href="http://bilinguepergioco.com/2009/05/18/10-domande-per-scegliere-tra-scuola-statale-internazionale-e-bilingue/" target="_self"><a href="http://bilinguepergioco.com/2009/05/18/10-domande-per-scegliere-tra-scuola-statale-internazionale-e-bilingue/">scuole</a> </a>e/o <a href="http://blog.bilinguepergioco.com/2009/05/04/lidea-della-settimana-asilo-nido-e-scuola-materna-bilingue/">asili internazionali/bilingui</a>.</p>
<ul>
<li>Come si trova una ragazza alla pari</li>
<li>Quanto costa una ragazza alla pari</li>
<li>Cosa bisogna considerare quando si fa un contratto con una ragazza alla pari</li>
<li>Pro e contro dell&#8217;au pair</li>
<li>Cosa fare se la convivenza non funziona</li>
</ul>
<p><strong>Come si trova una ragazza alla pari</strong></p>
<p>Per trovare una ragazza alla pari ci sono due canali principali (oltre ovviamente al passaparola): website o  agenzia.</p>
<p>Il <strong>sitoweb</strong> offre un&#8217;opportunita&#8217; per famiglie e au-pair per incontrarsi e scegliersi. Il <strong>costo e&#8217; estremamente ridotto</strong> se non addirittura gratuito. Per esempio Lisa e Sebastiano si sono trovati tramite <a href="http://www.aupair-world.net/">http://www.aupair-world.net/</a>, l&#8217;unico costo e&#8217; stato di 39$ per registrarsi. Le <strong>agenzie invece sono piu&#8217; specializzate</strong> e fanno prima dei controlli sulle ragazze, ne raccolgono i dati, referenze, informazoni sui genitori. Le agenzie sono decisamente piu&#8217; <strong>costose</strong>, c&#8217;e&#8217; un costo per registrarsi (intorno ai 100Euro) e un costo per concludere l&#8217;accordo (che varia, puo&#8217; essere una mensilita&#8217; della ragazza o un costo fisso anche intorno ai 500Euro), se non si dovesse trovare l&#8217;intesa l&#8217;agenzia si occupa di trovare una nuova ragazza.</p>
<p><strong>Quanto costa una ragazza alla pari</strong></p>
<p>Al costo da sostenere per trovare la ragazza si  aggiunge <strong>il costo della ragazza stessa</strong>: <strong>vitto e alloggio</strong> (che influisce sulle spese della famiglia, tenetelo presente) piu&#8217; una <strong>cifra settimanale da concordarsi</strong>, e che dipendera&#8221; anche dall&#8217;esperienza della ragazza, dal tipo e la quantita&#8217; di lavoro che le si richiede, variando in genere tra 50 e 100 Euro alla settimana. Il <a href="http://bilinguepergioco.files.wordpress.com/2009/06/allapariitalia.pdf" target="_blank">documento qui allegato del comune di Torino </a>da&#8217; delle indicazioni molto chiare, anche sui diversi tipi di accordo che si possono trovare.</p>
<p>Da tenere presente pero&#8217; che il costo dipende anche da dove vivete, se non siete in una citta&#8217; particolarmente ambita probabilmente sara&#8217; piu&#8217; difficile trovare una ragazza interessata, e quindi forse bisognera&#8217; dare qualche incentivo in piu&#8217;.</p>
<p><strong>Cosa bisogna considerare quando si fa un contratto con una ragazza alla pari</strong></p>
<p>E&#8217; estremamente <strong>importante che ci sia chiarezza</strong> tra le parti su:</p>
<ul>
<li>il <strong>tipo di lavoro</strong> che ci si aspetta (baby sitting, piccoli lavori domestici, prendere e portare i bambini a scuola, etc etc)</li>
<li>il <strong>numero di ore</strong> di lavoro alla settimana, che puo&#8217; variare tra 25 e 40</li>
<li>il numero di <strong>giorni liberi</strong> alla settimana (almeno uno, spesso due)</li>
<li>numero di <strong>sere libere</strong> alla settimana (almeno tre)</li>
<li>numero di <strong>weekend liberi</strong> al mese</li>
<li>se e quante <strong>ferie pagate</strong> ci sono (in genere un paio di settimane all&#8217;anno)</li>
<li>se la ragazza intende <strong>frequentare dei corsi</strong> e che necessita&#8217; ha per poterlo fare</li>
<li>se la ragazza ha <strong>accesso al telefono</strong> e in che misura</li>
<li>se e&#8217; necessario o meno che abbia la<strong> patente</strong></li>
</ul>
<p><strong>Pro e contro dell&#8217;au pair</strong></p>
<p>Per ospitare una ragazza alla pari bisogna poterle <strong>offrire una stanza</strong>, quindi avere lo spazio, e accettare il fatto di condividere la propria intimita&#8217; con una persona che non si conosce. D&#8217;altro canto pero&#8217; si ha accesso ad un <strong>aiuto utilissimo e veramente economico</strong>. Una persona che puo&#8217; occuparsi di portare e prendere i bambini da scuola, di stare con loro, portarli fuori etc., oltre ovviamente a <strong>parlare con loro la propria lingua madre</strong> e quindi farli crescere bilingui in maniera assolutamente spontanea.</p>
<p>In Italia l&#8217;idea incontra molta resistenza, principalmente per motivi culturali che ci rendono prevenuti all’idea di convivere con un’estranea, cioe’, alla fin fine, di “non essere liberi di circolare per casa in mutande”, argomento principe contro le ragazze alla pari. Si tratta di adattarsi, perche&#8217; poi in cambio si ha la sicurezza e la serenita&#8217; di avere qualcuno di fiducia in casa disponibile a prendersi cura dei bambini. Ai nostri playgroups per esempio viene anche Sebastiano con Lisa, che sta nella sua famiglia come au-pair ed e&#8217; americana. Lisa e Sebastiano sono <strong>affiatatissimi e si divertono molto insieme</strong> e vedo che la mamma di Sebastiano e&#8217; davvero serena sapendo che lui sta con Lisa. Come dice la mamma di Sebastiano &#8221;è vero certe cose nella vita di tutti i giorni cambiano, però se si riesce a stabilire un rapporto con la persona che si ha in casa e si pensa alla propria famiglia come una <strong>famiglia allargata</strong> è tutto molto più facile&#8230; in fondo fino alla generazione scorsa era quasi impensabile vivere solo con un nucleo familiare ristretto come siamo abituati adesso.&#8221;</p>
<p><strong>Cosa fare se la convivenza non funziona</strong></p>
<p>Cio&#8217; di cui forse non ci si rende conto e&#8217; che invitare una ragazza alla pari non vuol dire sposarsela. Per quanto l&#8217;impegno debba essere preso con  la massima serieta&#8217; da entrambe le parti, s<strong>e poi la ragazza o la famiglia non si trovano bene l&#8217;accordo si scioglie</strong>, del resto per convivere bisogna andare veramente d&#8217;accordo, se no meglio lasciar perdere. La famiglia in genere da&#8217; almeno una settimana di preavviso, pero&#8217; puo&#8217; succedere che la ragazza se ne vada anche molto velocemente se ha deciso di andare altrove.</p>
<p>Si tenga anche presente che e&#8217; molto piu&#8217; comune che le ragazze alla pari ricordino la loro esperienza con orrore, piuttosto che lo stesso si dica della famiglia. Purtroppo troppo spesso si pensa alla ragazza alla pari come a del personale che deve essere sempre a completa disposizione per qualsiasi cosa, e magari  mangiare poco e farsi una doccia veloce&#8230; D&#8217;altro canto queste ragazze sono spesso molto giovani e incapaci di farsi rispettare, soprattutto in una casa altrui in un paese di cui non parlano la lingua&#8230;</p>
<p>Quest&#8217;atteggiamento e&#8217; sbagliatissimo. La <strong>ragazza alla pari diventa a tutti gli effetti un membro della famiglia</strong>, e come tale va rispettata, e poi pensandoci bene, preferite mettere i vostri figli in mano ad una ragazza che vi e&#8217; affezionata o in mano ad una che proprio non vi sopporta?</p>
<p>Ultime considerazioni. <strong>La ragazza alla pari non deve essere ne&#8217; giovanissima, ne&#8217;&#8230; donna</strong>. I ragazzi alla pari sono pochi, ma perche&#8217; no? Soprattutto in una casa con dei maschietti&#8230; Quanto all&#8217;eta&#8217;, se i vostri bimbi sono piccoli potete certamente trovare una ragazza con un po&#8217; di esperienza e maturita&#8217;, che vi dia fiducia.</p>
<p>Se l&#8217;idea della ragazza alla pari non cnvince, ci sono molti altri modi di crescere i bambini bilingui.</p>
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<p>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/23341217@N07/2231247331/" target="_blank">aupaircare</a></p>
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		<title>Piccoli bilingui Italiano-Tedesco crescono</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 15:59:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Playgroup]]></category>
		<category><![CDATA[Tedesco]]></category>

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		<description><![CDATA[Parliamo un po&#8217; del tedesco, lingua ostica, un po&#8217; dura all&#8217;ascolto, ma assolutamente affascinante. Una lingua con un rigore logico ed una capacita&#8217; espressiva potentissimi. Capisco chi studia tedesco per leggere i testi dei grandi filosofi in lingua originale, perche&#8217; per tradurre quei concetti in una lingua come l&#8217;italiano ci vogliono tanti giri di parole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parliamo un po&#8217; del tedesco, lingua ostica, un po&#8217; dura all&#8217;ascolto, ma assolutamente affascinante. Una lingua con un rigore logico ed una capacita&#8217; espressiva potentissimi. Capisco chi studia tedesco per leggere i testi dei grandi filosofi in lingua originale, perche&#8217; per tradurre quei concetti in una lingua come l&#8217;italiano ci vogliono tanti giri di parole e alla fine non si capisce piu&#8217; niente. In tedesco invece no, il concetto, l&#8217;idea, viene espresso in maniera quasi pittorica tanto e&#8217; immediata, grazie alla capacita&#8217; di creare e associare significati componendo le parole.</p>
<p>Perche&#8217; questa dichiarazione d&#8217;amore per il tedesco, mi direte? Perche&#8217; il nostro ultimo <strong>playgroup di tedesco</strong>, Spielgruppe per essere precisi, mi ha dato delle emozioni davvero forti, e mi ha fatto riflettere.<span id="more-1202"></span></p>
<p>I bambini ci mettono sempre un pochino ad ambientarsi nei <a href="http://blog.bilinguepergioco.com/2009/04/27/lidea-della-settimana-limportanza-di-un-contesto-sociale-e-i-playgroup-per-i-bambini-bilingui/" target="_self">playgroups</a>, che sconvolgono le loro regole del come e quando si parla ogni lingua, c&#8217;e&#8217; chi ci si butta con entusiasmo, chi osserva con calma, facendo finta di niente, per un po&#8217;. Ieri pero&#8217; il nostro Playgroups e&#8217; stato quasi magico, <strong>tutti i bambini in cerchio hanno cantato insieme, chi con la voce, chi con le manine, secondo l&#8217;eta&#8217;</strong>. Mamme e bambini cominciano a conoscersi meglio e l&#8217;ambiente e&#8217; stato davvero rilassato e giocoso, e rigorosamente tedesco. Per un momento mi e&#8217; sembrato impossibile che tutto cio&#8217; si stesse verificando in Italia&#8230;</p>
<p>E&#8217; stata una vera soddisfazione, certamente legata anche all&#8217;affetto che provo per questa lingua, alla quale mi sono accostata piu&#8217; per necessita&#8217; che per scelta, ma che e&#8217; andata crescendo nella mia considerazione passo dopo passo. Una lingua legata alla citta&#8217; assolutamente ineguagliabile di Berlino, dove ho vissuto per qualche anno, esperienza non sempre facile ma davvero indimenticabile. Una lingua conquistata faticosamente, con determinazione, e della quale sono particolarmente orgogliosa.</p>
<p>Davvero ogni lingua porta con se&#8217; uno sguardo diverso sul mondo, non so spiegare bene il perche&#8217; ma sento che e&#8217; cosi&#8217;. In parte deve essere dovuto al fatto che ogni lingua ci mette in relazione con tipi di persone diverse, aprendoci lo sguardo sul loro mondo e la loro cultura. Mi torna in mente la citazione di che ci ha regalato Elisabetta: I confini della mia lingua sono i confini del mio universo, di Ludwig Wittgensteindie, che lo disse per l&#8217;appunto in tedesco: die Grenzen meiner Sprache bedeuten die Grenzen meiner Welt.</p>
<p>L&#8217;Inglese e&#8217; una lingua importante, ma non l&#8217;unica, e personalmente sono davvero contenta che Bilingue Per Gioco stia diventando un punto di ritrovo per bambini e genitori bilingui di diverse lingue. Ormai a Verona potremmo far partire anche il playgroup di Francese, ma a questo punto rimandiamo a Settembre.</p>
<p>Chiudo con un saluto affettuoso a tutti i piccoli Kinder che vivono in Italia, finora purtroppo ho un po&#8217; trascurato questa lingua, ma ora recuperemo in fretta. Tanto per cominciare ecco una pagina su <a href="http://blog.bilinguepergioco.com/2009/06/07/tedesco-libri-e-canzoni-per-bambini-bilingui/" target="_self">libri, CD, DVD, canzoni, etc per bambini bilingui/tedeschi</a>. Se volete suggerirci altre risorse ve ne saremo grati.</p>
<p>Tschuus!</p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Piccoli+bilingui+Italiano-Tedesco+crescono+http://ns39f.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2009/06/07/piccoli-bilingui-italiano-tedesco-crescono/&amp;t=Piccoli+bilingui+Italiano-Tedesco+crescono" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Come dare ai bambini l&#039;occasione di parlare Inglese durante le vacanze</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2009 07:04:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Non-madrelingua]]></category>
		<category><![CDATA[Playgroup]]></category>
		<category><![CDATA[Vacanze]]></category>

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		<description><![CDATA[ Le vacanze sono un&#8217;ottima occasione per rinforzare la seconda lingua. Un viaggio o una permanenza con la famiglia d&#8217;origine creano le condizioni per una full immersion, che inevitabilmente vedra&#8217; la lingua minoritaria sbocciare come per magia. Pero&#8217; se non si hanno parenti all&#8217;estero la cosa puo&#8217; essere piu&#8217; complicata, e sicuramente molto cara, e Tiziana mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2009/05/30/icome-dare-ai-bambini-loccasione-di-parlare-inglese-durante-le-vacanze/" title="Come dare ai bambini l&#039;occasione di parlare Inglese durante le vacanze"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2009/05/arte-al-sole-150x150.gif" alt="" class="feed-image" /></a><p><a href="http://bilinguepergioco.files.wordpress.com/2009/05/arte-al-sole.gif"></a> Le <strong>vacanze</strong> sono un&#8217;ottima occasione per rinforzare la seconda lingua. Un viaggio o una permanenza con la famiglia d&#8217;origine creano le condizioni per una <strong>full immersion</strong>, che inevitabilmente vedra&#8217; la <strong>lingua minoritaria sbocciare come per magia</strong>. Pero&#8217; se non si hanno parenti all&#8217;estero la cosa puo&#8217; essere piu&#8217; complicata, e sicuramente molto cara, e Tiziana mi ha chiesto qualche consiglio in merito. Intendo ritornare piu&#8217; avanti sull&#8217;argomento, ma ho una piccola perla da condividere subito con voi: <a href="http://www.artealsole.com/index.html" target="_blank">Arte Al Sole</a>.<span id="more-1137"></span></p>
<p>Come saprete d&#8217;estate si moltiplicano i campi estivi in Inglese, anche nella mia citta&#8217; (Verona) il comune organizza, o forse solo sponsorizza, dei campi in Inglese. Questi campi pero&#8217; hanno due grandi limitazioni: sono frequentati esclusivamente da bambini italiani, e quindi mi sento di escludere che un bambino bilingue vi possa imparare granche&#8217;, e  spesso hanno l&#8217;inglese come principale proposta, ma poi le attivita&#8217; non sono particolarmente interessanti.</p>
<p>Arte al Sole invece e&#8217; molto diverso. Dietro Arte al Sole, c&#8217;e&#8217; Shannon, una<strong> mamma americana esperta di Storia dell&#8217;Arte Italiana</strong>. Shannon vive in America con la sua famiglia per la maggior parte dell&#8217;anno, ma d&#8217;estate organizza in Toscana questi <strong>campi per bambini internazionali, </strong>divisi per fasce d&#8217;eta&#8217;: 6-12 e 13-17 anni. Le attivita&#8217; di Arte al Sole sono tutte centrate intorno alle belle arti, la natura e la cucina. I bambini, o ragazzi, sono impegnati in <strong>laboratori creativi e artistici</strong>, fanno <strong>passeggiate</strong>, <strong>cucinano</strong>, e fanno anche una visita al museo. Ah, e <strong>incidentalmente parlano anche Inglese</strong> perche&#8217; e&#8217; la lingua del campo, ma il loro primo obiettivo e&#8217; divertirsi e fare delle cose interessanti.</p>
<p>Ho chiesto a Shannon se secondo lei i campi sono adatti anche a bambini italiani cresciuti bilingui, e vi riporto quello che mi scrive:</p>
<p>&#8220;Arte al Sole has an appealing artistic/cultural curriculum that children enjoy, but is <strong>conducted primarily in English</strong> with staff and other children who have the ability to speak Italian if necessary. So, the “<strong>playful” or “fun” aspect seems to subtly lend itself to the variety of multilingual experiences among the kid</strong>s. It is different every year, but the children really do enjoy sharing their language abilities among each other in a relaxed, natural way, which is so endearing.</p>
<p>Our summer camp welcomes a few bilingual children every year, and many from Italian American families who are not necessarily bilingual but have had <span style="cursor:hand;border-bottom:#0066cc 1px dashed;">Italian language</span> exposure or instruction throughout their childhood. This year we have a few children who attend international schools in Italy and a few who attend Italian state schools from families with Italian mother/American father or vice versa. The remainder are American families organizing their summer vacation in Europe around attending this camp, many of whom are Italian American or have a strong connection to Italy .</p>
<p>So, in summary, the program supports bilingualism truly through an emphasis on the “play” aspect and on the children’s natural desire for cultural exchange. I can very strongly say that when the kids are allowed to proceed on their own level and at their own initiative in language exchange, they flourish more than when it is perceived by them as imposed or mandatory. Furthermore, we have some wonderful local Lucchese artists, cooks, and a book author who conducts our tour of the center, so the children are always so polite and in a sense honored to share their Italian language/or English as appropriate in a respectful way with the teachers who have either English or Italian as their native tongue.&#8221;</p>
<p>Un&#8217;ultimo comment sul summer camp, io credo che sia una buona idea perche&#8217; i bambini comincino a fare delle <strong>esperienze da soli, ma in un ambiente protetto e sicuro</strong>. Per noi genitori puo&#8217; essere difficile affidare i nostri figli ad estranei per un&#8217;intera settimana, soprattutto per le mamme italiane, la quintessenza della chioccia. Ma una mamma che sta crescendo il proprio bambino bilingue credo che lo stia consapevolmente preparando ad andare per il mondo con fiducia.</p>
<p>Se avete esperienze simili, o se deciderete di mandare i vostri figli a Arte al Sole per favore fatecelo sapere condividendo la vostra esperienza. Vi avviso pero&#8217; che se <a href="http://www.artealsole.com/index.html" target="_blank">Arte al Sole </a>vi interessa e&#8217; meglio che li contatttiate subito, il primo campo e&#8217; al completo gia&#8217; da fine Aprile. Per informazioni potete vedere il sito di Arte al Sole o contattare Shannon a shannon@italiakids.com.</p>
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