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	<title>Bilingue Per Gioco™</title>
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		<title>Giocare con l&#8217;Inglese, un poco alla volta</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 08:17:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[Non-madrelingua]]></category>
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		<description><![CDATA[Ciao Letizia, 
sono arrivata al tuo blog facendo dei giri su internet, cercavo “materiale educativo” per mio figlio Marco che adesso ha 18 mesi. Cercavo bei libri e qualcuno che me li suggerisse per lui ma anche per me, mamma caotica che lavora e ha poco tempo, ma che è abituata a trovare le risposte [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2010/03/06/giocare-con-linglese-un-poco-alla-volta/" title="Giocare con l'Inglese, un poco alla volta"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2010/03/3468909683_33f696fd08-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p><em>Ciao Letizia, </em></p>
<p><em>sono arrivata al tuo blog facendo dei giri su internet, cercavo “materiale educativo” per mio figlio Marco che adesso ha 18 mesi. Cercavo bei libri e qualcuno che me li suggerisse per lui ma anche per me, mamma caotica che lavora e ha poco tempo, ma che è abituata a trovare le risposte ai perché nei libri. I dubbi erano legati all’ambito educativo, perché reagisce così, perché non fa mai quello che gli viene chiesto, come posso fare per ottenere quello che voglio da questo nanetto che ha imparato a dire prima no e poi mamma.</em></p>
<p><em> Inoltre avevo notato il poco interesse di Marco per i tanti giochi a sua disposizione, l’amore per la musica, il crescente interesse per i libri ma anche per la televisione (sta con i nonni e quindi la tv regna sovrana). </em><strong><em>Mi sono appassionata al tuo blog e ho deciso di iniziare con il bilinguismo, per farlo ho steso un piano d’azione:</em></strong><em> procurarmi il materiale (libri cd flashcards play rhymes ) scelto un metodo (time and place da farsi alla sera al rientro dal lavoro), contattare la mia insegnante di inglese Susan per rispolverare la conversazione ( ho studiato sempre inglese a scuola, università, e anche oltre per piacere) studiare il metodo di Hocus e Lotus e implementare il tutto a partire dal 1° gennaio. Anno nuovo vita nuova!<br />
Ebbene ancora non lo faccio, o meglio dopo la brutta figura di oggi sono tornata a casa e ho giocato un po’ con Marco in inglese: cosa potevo combinare ancora? Fra qualche riga ti dico come è andata, prima voglio spiegare perché ancora non avevo iniziato: sono una simil perfezionista e quando non è tutto a posto non mi lancio. Non ho avuto il tempo sperato durane le vacanze di Natale per far quello che mi mancava, mi sentivo insicura della conversazione (sebbene avessi parlato con la cugina australiana di mia cugina che lavora ed insegna a Londra ai bimbi dell’asilo pubblico e che mi ha rincuorato molto sulla pronuncia, sul metodo ecc) e non sapevo come poteva prenderla Marco.<br />
Questo quanto è successo oggi. Abbiamo ascoltato delle canzoni e io ho cantato Mary had a little lamb che gli piace molto perché già uso il cd da un po’; poi ho tirato fuori le flashcards degli animali e abbiamo giocato a fare i versi usando anche alcuni degli animali di plastica che ha; poi ho iniziato con il gioco di dita Around the garden che finisce facendogli il solletico. Quest’ultimo gioco gli è piaciuto molto e me lo richiedeva a gesti e dicendo aaa ma era anche arrabbiato e quasi piangeva e poi diceva no se continuavo a parlare in inglese, ma voleva il gioco. Insomma non so proprio come è andata. Marco parla molto perché farfuglia in continuazione, ma dice la sillaba iniziale di tutte le parole e non ne finisce nessuna, ma soprattutto dice sempre no a tutte le domande e quando non gli va bene qualcosa. Mio marito è d’accordo con me sul progetto del bilinguismo che devo portare avanti da sola e penso che domani ci riproverò, ma vorrei qualche consiglio da te. Marco non ha ancora la pazienza necessaria perchè io gli legga un libro, ma gli piace sfogliarne alcuni che va a prendere da solo (ne ha diversi anche in italiano e preferisce quelli con figure e animali) posso giocarci leggendoglieli anche in inglese o devo continuare ad usarli solo in italiano?Marco ama la musica ma vorrei che mi suggerissi delle canzoni facili da mimare. Spero di portare avanti Hocus e Lotus al più presto (adesso che scrivo ho ricordato di avere come canzone anche I’m going on a bear hunt con dvd che posso usare subito senza studio) ma in generale pensi che sia necessario il momento della vestizione per far capire del nuovo scenario che si aprirà in inglese? Leggo avidamente tutti i post con suggerimento e decaloghi di regole da seguire ma nella pratica non è facile, forse come dici sempre bisogna elaborare un metodo personalizzato: questo viene fuori della implementazione stessa della pur necessaria bozza di metodo? E’ tardi e il mio cervello inizia a fumare. Ho scritto troppo e non quello che volevo, parlarne e scriverne però aiuta comunque. Spero mi risponderai appena avrai tempo. A presto Anita</em></p>
<p>Ciao Anita,</p>
<p>dici bene, devi trovare il tuo metodo, nel quale sia tu che il tuo bambino, e i papà, vi sentite a vostro agio. Io consiglio di andare per gradi. Vi piacciono le canzoncine? Benissimo, canzoncine a tutto spiano, fino a quando non sarai un po&#8217; più a abituata e a tuo agio. Fai un passo alla volta, solo il passo che ti viene comodo. Iniziare di botto con libri, flashcards e canzoni confonderebbe chiunque, e sa troppo di lezione. Delle <a href="http://bilinguepergioco.com/libri-cd-dvd/canzoni-e-filastrocche-in-inglese/">canzoni da mimare le trovi qui</a>. Quanto a Hocus, la maglietta magica ha senso a scuola, a casa non lo so, non è che non sia utile, ma rischia di farvi sentire tutti a lezione. Mantenere un approccio leggero, giocare, questo è veramente importante, e <a href="http://bilinguepergioco.com/2009/10/15/il-primo-passo-per-insegnare-una-lingua-a-tuo-figlio-e-5-motivi-per-non-sbagliare-il-primo-passo/">non avere fretta</a>!</p>
<p>Fammi sapere che ne pensi, e se hai altre domande!</p>
<p>L.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/ajourneyroundmyskull/3468909683/in/set-72157617393678973/" target="_blank">immagine da A Journey Round my Skull</a></p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Giocare+con+l%E2%80%99Inglese%2C+un+poco+alla+volta+http://f223g.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2010/03/06/giocare-con-linglese-un-poco-alla-volta/&amp;t=Giocare+con+l%E2%80%99Inglese%2C+un+poco+alla+volta" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>

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		<title>Il futuro</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 15:39:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questa è una settimana veramente difficile, una settimana in cui devo prendere decisioni che avranno un impatto definitivo sulla mia vita, e su quella del mio bambino.
Non è facile, per nulla.
Una cosa è certa, io credo in Bilingue per Gioco con tutte le mie forze e voglio dedicare tutta me stessa a questo progetto. Incrociate [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2010/03/05/il-futuro/" title="Il futuro"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2010/03/3369056243_e4905296b1-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p>Questa è una settimana veramente difficile, una settimana in cui devo prendere decisioni che avranno un impatto definitivo sulla mia vita, e su quella del mio bambino.</p>
<p>Non è facile, per nulla.</p>
<p>Una cosa è certa, io credo in Bilingue per Gioco con tutte le mie forze e voglio dedicare tutta me stessa a questo progetto. Incrociate le dite con me, e per me. Ormai è questione di pochissimo poi spero tornerò me stessa e ritroverò la capacità di concentrarmi.</p>
<p>Spero di trovarvi ancora lì quando aprirò gli occhi&#8230;</p>
<p>L&#8217;immagine, (il cui titolo è Hope&#8217;s hopes) è sempre di <a href="http://www.flickr.com/photos/ajourneyroundmyskull/3369056243/in/set-72157617393678973/" target="_blank">A Journey Round my Skull</a></p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Il+futuro+http://cq3kz.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2010/03/05/il-futuro/&amp;t=Il+futuro" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>

<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Che si dice in giro sul tema del bilinguismo</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 09:15:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi prendiamola alla leggera e facciamoci due chiacchere, magari addirittura del pettegolezzo&#8230; Uomini, non fate finta che non vi interessi, chè siete  peggio delle donne!
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2010/03/02/che-si-dice-in-giro-sul-tema-del-bilinguismo/" title="Che si dice in giro sul tema del bilinguismo"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2010/03/bilinguismo-e-apprendimento-precoce-dellInglese-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p>Oggi prendiamola alla leggera e facciamoci due chiacchere, magari addirittura del pettegolezzo&#8230; Uomini, non fate finta che non vi interessi, chè siete  peggio delle donne!</p>
<p>Allora, che si dice in giro? Partiamo da chi parla di noi, e per fortuna non sparla. <a href="http://riflessidimamma.iobloggo.com/34/noi-giochiamo-in-inglese-e-voi" target="_blank">StranaMamma ha scritto un bel post</a>, raccontando la sua esperienza, di come l&#8217;idea di proporre al so Tato suoni diversi fosse un semino, un&#8217;ideuzza, della quale Tato si è appropriato con curiosità. Claudia di La Casa nella Prateria, mamma espatriata e bilingue, creativa e riflessiva, invece <a href="http://www.lacasanellaprateria.com/2010/03/bilingue-per-gioco-intervista-a-letizia.html" target="_blank">pubblica una mia intervista</a>, vi concedo che il formato non si presta alla sparlata, ma nei commenti dei suoi affezionatissimi lettori ci sono punti di vista interessanti e non scontati.</p>
<p><a href="http://www.designperbambini.it/">Designperbambini</a>, grande amica digitale e mamma di una bimba italo-tedesca, alla quale (la mamma, non la bimba) mando un&#8217;affettuosa tirata d&#8217;orecchie perchè ci segue sempre e non ci commenta mai, pubblica invece un&#8217;intervista con un&#8217;altra blogger, <a href="http://www.ilcucchiainodialice.it/" target="_blank">Il cucchiaino di Alice</a>, che ci parla di Londra per i bambini. Imperdibile per tutti coloro che a) vivono a Londra e vogliono dire la loro (Alice, ci sei?) b) pensano perchè non vado a vivere a Londra e lascio questo paese? c) cercano ricette londinesi per una merenda o una cena diversa (avete letto il capitolo Cucina di &#8220;<a href="http://bilinguepergioco.com/ebook-in-che-lingua-giochiamo/">In che lingua giochiamo</a>?&#8221; Siete ancora in tempo!). Ecco il post:<a href="http://www.designperbambini.it/2010/02/un-cucchiaino-a-londra/" target="_blank"> Un cucchiaino a Londra</a>.</p>
<p>Infine, una ventata di novità sul tema bilinguismo, l&#8217;ultimo interessantissimo numero di <a href="http://www.spanglishbaby.com/2010/02/were-not-alone/" target="_blank">Blogging Carnival on Bilingualism.</a> E&#8217; veramente denso di idee e contributi, take your time&#8230;</p>
<p>Immagine da <a href="http://www.flickr.com/photos/ajourneyroundmyskull/4396026629/" target="_blank">A Journey Round my Skull</a></p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Che+si+dice+in+giro+sul+tema+del+bilinguismo+http://zg4az.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2010/03/02/che-si-dice-in-giro-sul-tema-del-bilinguismo/&amp;t=Che+si+dice+in+giro+sul+tema+del+bilinguismo" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>

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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Cambiamenti in vista #2: Guardarsi intorno</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 09:37:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bilinguismo in Azione]]></category>
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		<description><![CDATA[I bambini bilingui sono ovunque intorno a noi, a volte bisogna solo bussare alla loro porta. Avevo già incominciato a parlarvi dei cambiamenti che pian piano sto introducendo nella nostra vita, o routine, dopo aver scritto In che lingua giochiamo? Ecco il secondo, importante cambiamento, che dovrebbe essere scontato, ma evidentemente nulla è mai scontato.
Nel [...]


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<p>Nel mio caso <strong>una famiglia bilingue vive nel mio palazzo,</strong> si sono trasferiti da poco, ci siamo incontrati un paio di volte, quasi sempre in garage, ci siamo parlati in Inglese e ci siamo detti dai un giorno ci vediamo, vieni quando vuoi, e non è successo nulla. Perchè l<strong>e nostre vite sono a volte così complicate che cerchiamo cerchiamo e non vediamo ciò che abbiamo sotto gli occhi, </strong>e poi abbiamo la paura stupida di disturbare il prossimo e ci isoliamo (io lotto con tutte le mie forze, ma inevitabilmente il fatto di vivere a Verona un po&#8217; mi condiziona&#8230;).</p>
<p>Quindi <strong>domenica scorsa sono andata a suonare al campanello della mia vicina </strong>e le ho detto &#8220;Ciao, ti va di venire a giocare da noi con la tua bambina oggi pomeriggio?&#8221; Non era difficile, vero?</p>
<p>Purtroppo la mia vicina, con un sorriso amaro, mi ha detto<strong> la mia bambina è al mio paese</strong>, con la mia mamma, perchè ha iniziato la scuola. Poverina! Le ho detto che la capivo e mi dispiaceva molto, che sicuramente per lei era molto difficile essere così lontana dalla sua bambina. Dalla sua faccia, lo era.</p>
<p><strong>La mia vicina, non è Americana, e nemmeno Inglese. E&#8217; Indiana. </strong>Ci tengo a precisarlo perchè vedo che <strong>questa cosa dell&#8217;accento è davvero una fissa</strong>. C&#8217;è chi preferisce l&#8217;accento UK, qui quello USA e ci tiene che sia quello giusto, quindi no a persone e materiali dall&#8217;accento &#8220;sbagliato&#8221;. Peccato, perchè così <strong>si perdono mille opportunità, sia dal punto di vista linguistico che da quello umano. </strong></p>
<p>Sappiamo benissimo che in India, in molto paesi Africani, in alcuni paesi caraibici e alcuni paesi asiatici l&#8217;Inglese è la lingua comunemente usata, ossia più o meno tutta la popolazione è almeno bilingue e parla correntemente Inglese, spesso ha fatto le scuole in Inglese. Parlano un Inglese perfetto? Spesso sì, dal punto di vista grammaticale, ma con un accento diverso dal Queen English. A volte usano dei termini o delle espressioni locali. Importa? Sicuramente e decisamente NO. <strong>La lingua è uno strumento vivo e dinamico, e serve a comunicare.</strong> Innanzitutto quindi bisogna aiutare i bambini a imparare e usare la lingua per comunicare, e nulla è più utile a questo scopo che giocare con altri bambini.<strong> Rinunciare ad imparare una lingua perchè non è &#8220;perfetta&#8221; è una sciocchezza ed è anche parecchio snob</strong>. L&#8217;accento Indiano non credo si distacchi dall&#8217;accento della Regina più dell&#8217;accento scozzese (quello che si sente in Scozia, che per inciso è anche più difficile da capire a mio modesto parere), però lo Scozzese ha il passaporto UK e l&#8217;Indiano no. Ma<strong> le lingue non hanno passaporto!</strong></p>
<p>Inoltre, come più e più volte sottolineato, le lingue si evolvono, il fatto che un bambino giochi con un coetaneo africano a 4 anni non significa che per tutta la vita dovrà parlare con accento africano! Altre esperienze e input nella vita condizioneranno il modo in cui il bambino e poi il ragazzo parlerà Inglese (fermo restando che meglio parlare con qualsiasi accento che non parlare affatto una lingua).</p>
<p>Morale, <strong>se i vostri vicini o i compagni di scuola dei vostri figli sono bilingui, invitateli a casa vostra, mandate i vostri figli a casa loro, cercate di conoscerli</strong>. Anche così insegnerete ai vostri figli ad apprezzare e rispettare le culture del mondo. E bello vedere film che vengono da paesi lontani, andare in ristoranti esotici e viaggiare. Ma poi è nella vita quotidiana che dobbiamo confrontarci con pregiudizi e divisioni, ed è nella vita quotidiana che insegnamo ai nostri figli a rispettare gli altri e a riconoscere e apprezzare anche ciò che possiamo imparare da loro.</p>
<p>Infine un&#8217;ultima considerazione. <strong>Non so esattamente perchè questa mamma, evidentemente a malincuore, abbia deciso di mandare la sua bambina a scuola in India. </strong>Non ho avuto il coraggio di chiederglielo, non volevo dare l&#8217;impressione di volerla giudicare. Però me lo sono domandata, e non escludo che non sia per ragioni linguistiche ossia perchè la bambina crescesse non parlando solo Italiano (lingua utilissima solo per mangiare una pizza), ma parlando anche Inglese, oltre sicuramente ad altre lingue locali. Così <strong>la scuola di un paese in via di sviluppo</strong> (ma attenzione, perchè l&#8217;India è un continente, e racchiude anche tante storie di eccellenza oltre a storie di miseria!) <strong>viene ad essere migliore della scuola di un paese che fa parte del G7 </strong>(per ragioni che secondo me ormai hanno poco di razionale). Meditate gente meditate!</p>
<p>Immagine (della copertina di un libro Indiano) da <a href="http://www.flickr.com/photos/ajourneyroundmyskull/3880527262/" target="_blank">A Journey Round My Skull</a></p>
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		<title>Il cervello dei bambini bilingui, vantaggi e svantaggi</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 09:29:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Elisabetta mi ha inviato un articolo veramente interessante, e ve lo ripropongo. E&#8217; in Inglese ed è apparso sul Psychological Science, lo trovate qui.
In sostanza dice che degli studi hanno dimostrato che già alla nascita i neonati sono in grado di riconoscere le lingue. Se in utero hanno sentito una sola lingua, una volta nati [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2010/02/26/il-cervello-dei-bambini-bilingui-vantaggi-e-svantaggi/" title="Il cervello dei bambini bilingui, vantaggi e svantaggi"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2010/02/cervello-del-bambino-bilingue-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p><a href="http://bilinguepergioco.com/about/elisabetta/" target="_self">Elisabetta </a>mi ha inviato un articolo veramente interessante, e ve lo ripropongo. E&#8217; in Inglese ed è apparso sul Psychological Science, lo trovate <a href="http://www.psychologicalscience.org/media/releases/2010/werker.cfm" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>In sostanza dice che degli studi hanno dimostrato che <strong>già alla nascita i neonati sono in grado di riconoscere le lingue.</strong> Se in utero hanno sentito una sola lingua, una volta nati mostreranno interesse solo per quella lingua. Se invece in utero hanno sentito, regolarmente, due lingue, mostreranno interesse per entrambe. Come si fa a sapere se i neonati provano interesse? Si misura come varia la frequenza con cui succhiano, interessante vero?</p>
<p>Questo segnale è importante perchè avvalora la tesi che non è mai troppo presto per esporre i bambini alla seconda lingua e che il bilinguismo non crea confusione nei bambini, mai. Anzi già alla nascita sono in grado di differenziare le lingue e quindi di apprendere entrambe.</p>
<p>Ho dato un&#8217;occhiata in giro su Psychological Science e ho trovato altri articoli sul bilinguismo veramente interessanti. Per esempio <a href="http://www.psychologicalscience.org/journals/cd/19_1_inpress/Bialystok_final.pdf" target="_blank">questo: Bilingual Mind</a>. Quest&#8217;articolo sostiene che <strong>il bilinguismo non comporta solo vantaggi, ma anche svantaggi</strong>.</p>
<p>Per esempio è stato osservato che <strong>i bambini bilingui hanno migliori capacità di controllo esecutivo</strong>, cioè una maggiore capacità di attenzione, di distinguere tra task diversi, di gestire le distrazioni e input diversi, lo sviluppo di queste capacità è una delle fasi più importanti dello sviluppo cognitivo del bambino e una delle prime capacità che deteriorano con l&#8217;età. Infatti degli studi (della stessa autrice dell&#8217;articolo qui citato) suggeriscono che i<strong>l bilinguismo precoce possa essere correlato ad una minore o ritardata incidenza di demenza senile, </strong>cioè il bilinguismo precoce ha vantaggi dal punto di vista cognitivo che perdurano per tutta la vita.</p>
<p>D&#8217;atro lato però l&#8217;autrice evidenzia anche che il bilinguismo non è senza effetti negativi. In particolare, per quanto parlando con un bilingue può sembrare che abbia un controllo della lingua del tutto equivalente a quello di un monolingue, i test pare dimostrino che non è mai così, nemmeno nella lingua dominante. Insomma <strong>pare che i bilingui abbiano un vocabolario meno ampio, siano meno veloci nel trovare le parole giuste, abbiano interferenze tra le diverse lingue che parlano. </strong>Anche in questo caso l&#8217;impatto dura per tutta la vita. L&#8217;autrice conclude che <strong>i vantaggi bilanciano ampiamente gli svantaggi, soprattutto quando si va a considerare l&#8217;impatto su tutta la vita.</strong></p>
<p>Credo che quest&#8217;articolo sia importante perchè ancora una volta conferma che un bambino bilingue non è come due bambini monolingui, ossia non gestisce entrambe le lingue esattamente come un monolingue gestisce la sua sola lingua. Al contrario <strong>il cervello di un bambino bilingue si sviluppa in modo molto diverso. </strong></p>
<p>Immagine da <a href="http://www.flickr.com/photos/ajourneyroundmyskull/4377316852/" target="_blank">A Journey Round My Skull</a></p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Il+cervello+dei+bambini+bilingui%2C+vantaggi+e+svantaggi+http://pwwxx.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2010/02/26/il-cervello-dei-bambini-bilingui-vantaggi-e-svantaggi/&amp;t=Il+cervello+dei+bambini+bilingui%2C+vantaggi+e+svantaggi" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>

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		<title>Quando mamma non capisce la lingua di papà e viceversa</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 22:50:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[OPOL]]></category>
		<category><![CDATA[Trilinguismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi piace molto la lettera di questa nonna, che introduce un tema molto delicato, cosa succede quando le barriere linguistiche esistono all&#8217;interno della famiglia?
Sono la nonna di un bimbo di un anno. Mio figlio è  italiano e mia nuora russa. Vivono negli Stati Uniti, mio figlio è un docente di  matematica e mia [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piace molto la lettera di questa nonna, che introduce un tema molto delicato, cosa succede quando le barriere linguistiche esistono all&#8217;interno della famiglia?</p>
<p><em>Sono la nonna di un bimbo di un anno. Mio figlio è  italiano e mia nuora russa. Vivono negli Stati Uniti, mio figlio è un docente di  matematica e mia nuora una ricercatrice di fonetica e linguistica. A Daniele, da  quando è nato, il padre parla sempre italiano e la mamma in russo. I genitori  tra loro parlano inglese. Mia nuora capisce bene l&#8217;italiano ma lo parla poco  mentre mio figlio non capisce una sola parola di russo. Mia nuora, che per  altro è &#8220;del mestiere&#8221; essendo un&#8217;esperta proprio di fonetica e linguistica,  sostiene che i bimbi imparano bene solo la lingua del paese dove vivono ma che  non ci sono particolari difficoltà anche ad un apprendimento di tre lingue. Poi  i risultati possono essere variabili, è possibile che riescano a parlarle  perfettemente tutte e tre o che ne parlino due bene e una in modo mediocre   ecc. ma quasi certamente saranno sempre in grado almeno di comprendere anche le  due lingue cosidette minoritarie.</em></p>
<div><em>Daniele compirà un anno tra pochi giorni, è molto vispo, socievole e con un  carattere molto allegro, amatissimo e seguitissimo da due genitori che a mio  parere lo stimolano anche troppo&#8230;. ( &#8230;.perdonate l&#8217;opinione forse poco  parziale di un&#8217;orgogliosissima nonnetta..). Ha imparato a camminare a 9  mesi e interagisce bene con i genitori  ma principalmente con un  linguaggio gestuale. Indica le cose che vuole con il dito fa si e no con la  testa, ciao con la manina  ecc. come tutti i bambini di un anno. Al momento  l&#8217;unica parola che promuncia è &#8220;mama&#8221;</em></div>
<p><em>Ho pochi contatti con loro a causa della lontananza  e solo tramite skype ma per ora ho notato che certamente per Daniele la prima  lingua è il russo. Impara le cose prima in russo, e dopo pochi giorni capisce  anche la frase in italiano. Ad esempio quando ha imparato il classico &#8221; Da un  bacino alla mamma&#8230;&#8221; prima lo ha imparato in russo e ha capito la stessa frase  in italiano solo dopo due o tre giorni. Lo stesso se gli si chiede di portare un  giocattolo, dicendo la frase in italiano &#8220;portami l&#8217;orso..&#8221; lui porta  indifferentemente un giocattolo: l&#8217;orsetto, un cagnolino ecc. ma se la mamma  dice &#8220;Mischa&#8221; in russo lui si fionda immediatamente sull&#8217;orsetto. </em></p>
<div><em>Credo che tutto ciò sia perfettamente normale. Penso che il suo sviluppo  del linguaggio sarà ovviamente più lento che quello di un bambino monolingue e  più ritardato rispetto a quello che hanno avuto i suoi genitori (  entrambi dicevano già diverse parole prima dell&#8217;anno di età)  ma quello che  mi preoccupa veramente e su cui vorrei sapere il parere di genitori che hanno  fatto la stessa esperienza è come si sviluppa tutta la   &#8221;comunicazione&#8221; all&#8217;interno di una famiglia trilingue.</em></div>
<div><em>Mano a mano che il bimbo crescerà e parlerà con la mamma in russo il padre  non si sentirà un pochino escluso non capendo una sola parola? Per privilegiare  il bilinguisno o il trilinguismo non si limita troppo la normale conversazione  nell&#8217;interno della famiglia, lo scambio di opinioni, di informazioni, la  discussione ecc ?</em></div>
<div><em>Sono troppo apprensiva? Io  purtroppo credo che verso i 3 o 4  anni, quando la lingua inglese dell&#8217;ambiente che lo circonda diverrà  predominante, anche la lingua familiare diverrà per forza di cose l&#8217;inglese e in  questo caso che fine farà  il trilinguismo ? Si riesce a trovare un  giusto equilibrio ?</em></div>
<div><em>Vi sarei molto grata se mi raccontaste le vostre esperienze sotto  questo profilo pscicologigo del bilinguismo.</em></div>
<div><em>Grazie</em></div>
<div><em>Nonna Cristina</em></div>
<div>Cara Nonna Cristina,</div>
<div>spero qualche famiglia potrà raccontarti la propria esperienza, io mi limito a darti il mio parere.</div>
<div>Dici bene che è normale il fatto che la prima lingua del tuo nipotino sia il russo, è la sua lingua materna. Non direi invece che il bambino sia in ritardo, ha solo un anno!</div>
<div>Trovo molto interessante la domanda che tu poni, che succede se i genitori non parlano o almeno capiscono, l&#8217;uno la lingua dell&#8217;altro? Non lo so per esperienza diretta, ma credo che non sia una bella cosa, molto spesso sento di genitori che si sentono tagliati fuori perchè non capiscono la lingua dell&#8217;altro. In effetti non è necessario parlare la lingua del partner, basta capirla (come del resto fa tua nuora), già farebbe una bella differenza. Insomma i miei genitori ormai capiscono un bel po&#8217; d&#8217;Inglese a furia di sentirmi parlare con A., e non lo sapevano affatto, se ce la fanno loro&#8230;</div>
<div>Inutile negare che io sono dell&#8217;idea che bisognerebbe sempre imparare la lingua del proprio partner, non solo perchè come in questo caso è la lingua del proprio figlio, ma anche per entrare nel mondo della persona che si ama. Purtroppo non sta a te fare in modo che tuo figlio decida di imparare il russo, forse puoi solo porre loro delle domande e invitarli a riflettere.</div>
<div>Hai anche ragione sul fatto che probabilmente l&#8217;Inglese diventerà sempre più presente in questa famiglia, proprio perchè è l&#8217;unica lingua che tutti capiscono e parlano, anche se azzarderei che probabilmente la lingua più sacrificata sarà il russo, ma forse no, visto che la mamma è esperta e sicuramente ragiona molto su quello che fa.</div>
<div>Comunque se i genitori sono così presenti e attenti con il bambino sicuramente troveranno una soluzione, forse non sarà perfetta, ma la perfezione non è di questo mondo, alla fine il bilinguismo una gran bella cosa, ma una famiglia salda e unita ancora di più!</div>
<div>L.</div>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Quando+mamma+non+capisce+la+lingua+di+pap%C3%A0+e+viceversa+http://trdoe.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2010/02/22/quando-mamma-non-capisce-la-lingua-di-papa-e-viceversa/&amp;t=Quando+mamma+non+capisce+la+lingua+di+pap%C3%A0+e+viceversa" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>

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		<title>Il ruolo del genitore nell&#8217;apprendimento della lingua</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 07:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non-madrelingua]]></category>
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		<description><![CDATA[A Roma stanno partendo i Learn with Mummy, un po&#8217; Playgroup un po&#8217; corso di Inglese, molto momento di gioco per genitori (non solo mamme) e bambini, decisamente un punto di partenza per chi vuole proporre ai bambini l&#8217;Inglese come seconda lingua, iniziando presto ma senza stufarsi, prendendo le cose con leggerezza.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2010/02/18/il-ruolo-del-genitore-nellapprendimento-della-lingua/" title="Il ruolo del genitore nell'apprendimento della lingua"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2010/02/mamma-e-Inglese-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p>A <strong>Roma</strong> stanno partendo i <a href="http://bilinguepergioco.com/playgroups/playgroup-per-imparare-linglese-a-roma/" target="_self">Learn with Mummy</a>, un po&#8217; <strong>Playgroup</strong> un po&#8217; <strong>corso di Inglese</strong>, molto momento di gioco <strong>per genitori (non solo mamme) e bambini</strong>, decisamente un punto di partenza per chi vuole proporre ai bambini l&#8217;Inglese come seconda lingua, iniziando presto ma senza stufarsi, prendendo le cose con leggerezza.</p>
<p>Ieri una mamma che ha fatto una prima lezione mi ha chiamata per parlarne e mi ha detto una cosa bellissima: &#8220;<strong>Uscendo dal primo incontro ho capito una cosa, che questo non e&#8217; un lavoro da fare su mia figlia, ma su me stessa, e mentre altre volte nella vita mi sono tirata indietro, questa volta non mi tiro indietro, perche&#8217; lo faccio per la mia bambina</strong>&#8220;.</p>
<p>E li&#8217; io ho avuto la piacevole sensazione che stavo facendo la cosa giusta.</p>
<p>Questa mamma ha colto in pieno il mio messaggio, che aiutare un bambino ad imparare una lingua deve essere un gioco e un&#8217;occasione di comunicazione e condivisione, non deve mai essere un peso per il bambino ne&#8217; tantomeno bisogna essere ossessionati dalla performance, dal fammi vedere cosa hai imparato oggi (vi prego, no!). Pero&#8217; per raggiungere questo bisogna saper giocare con i bambini, ritrovare il bambino che c&#8217;e&#8217; in se&#8217;, non aver paura di essere un po&#8217; goffi o impacciati, saper ridere di se stessi. Questa e&#8217; la vera difficolta&#8217;, chiedere di meno a se stessi e al bambino e divertirsi di piu&#8217;, insieme.</p>
<p>Io l&#8217;ho gia&#8217; menzionato diverse volte, ma ci tengo a ripeterlo, un libro ha profondamente influenzato la mia visione del gioco come comunicazione anche tra genitori e figli, nonche&#8217; del gioco come occasione e strumento per far emergere i nodi e superare le difficolta&#8217;, lo consiglio caldamente: <a href="http://astore.amazon.co.uk/bilingualforfun-21/detail/0345442865" target="_blank">Playful Parenting</a>, di Cohen.</p>
<p>Mentre invece per guardare a tutte le facce diverse del gioco come occasione per proporre una lingua, a tutte le eta&#8217;, non posso che consigliarvi <a href="http://bilinguepergioco.com/ebook-in-che-lingua-giochiamo/" target="_self">In che lingua giochiamo?</a> <img src='http://bilinguepergioco.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Immagine da <a href="http://www.flickr.com/photos/ajourneyroundmyskull/4339917938/" target="_blank">A Journey Round My Skull</a></p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Il+ruolo+del+genitore+nell%E2%80%99apprendimento+della+lingua+http://pc4gn.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2010/02/18/il-ruolo-del-genitore-nellapprendimento-della-lingua/&amp;t=Il+ruolo+del+genitore+nell%E2%80%99apprendimento+della+lingua" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>

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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Una mamma e 5 lingue</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 21:27:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglie]]></category>
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		<description><![CDATA[Agnese e&#8217; un fiume in piena! Italiano, Inglese, Francese, Tedesco, Ungherese (spero di non essermi persa qualche lingua per strada), almeno 3 nazionalita&#8217;in gioco e qualche dubbio che ci sta sempre bene, ma al quale in realta&#8217; si risponde da sola!
Salve,
ho scoperto per caso l&#8217;esistenza di questo sito (http://bilinguepergioco.com) e desideravo mettermi in contatto con [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2010/02/16/una-mamma-e-5-lingue/" title="Una mamma e 5 lingue"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2010/02/5-lingue-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p>Agnese e&#8217; un fiume in piena! Italiano, Inglese, Francese, Tedesco, Ungherese (spero di non essermi persa qualche lingua per strada), almeno 3 nazionalita&#8217;in gioco e qualche dubbio che ci sta sempre bene, ma al quale in realta&#8217; si risponde da sola!</p>
<p><em>Salve,</em></p>
<p><em>ho scoperto per caso l&#8217;esistenza di questo sito (<a href="../" target="_blank">http://bilinguepergioco.com</a>) e desideravo mettermi in contatto con voi, presentando la mia famiglia e ponendovi da ultimo alcune domande&#8230;</em></p>
<p><em>Sono una mamma italiana che vive in Austria, mio marito e&#8217; ungherese e abbiamo due figli (una bambina di tre anni e mezzo, un bambino di un anno).<br />
Io non oso definirmi bilingue in qualche senso: l&#8217;unica lingua in cui riesco ad esprimere ogni cosa e&#8217; l&#8217;italiano, le altre sono lingue in cui fondamentalmente so esprimermi (necessita&#8217; di tutti i giorni, qualche discorso piu&#8217; personale, interazione con i medici miei e dei bambini, interazione con i parenti etc) ma che non parlo correttamente (errori di grammatica, di sintassi, termini che ancora non conosco, etc) e che, a seconda della situazione, non sempre comprendo (sia oralmente sia nella lettura).</em></p>
<p><em>Per definire meglio il quadro, ho studiato tre anni di francese (scuole medie), cinque di inglese (superiori), da sola ho studiato ungherese e tedesco.<br />
Il francese non l&#8217;ho mai parlato veramente, ne&#8217; sono abituata a sentirlo, ma riesco a leggere cose di media difficolta&#8217;.<br />
L&#8217;inglese lo parlavo mediamente, scrivevo piu&#8217; o meno correttamente e con un po&#8217; di allenamento riuscivo anche a capirlo. Ora, per forza di cose, lo parlo molto peggio e ci mischio un sacco di parole delle altre lingue che uso di piu&#8217;.<br />
Ungherese e tedesco non le ho veramente studiate per lungo tempo, ma vivo da quattro anni in Austria e ho il marito ungherese: sono le lingue con cui mi trovo piu a mio agio, che parlo piu&#8217; fluentemente (con errori, certo, ma senza stare tanto a pensare ai termini da usare: se li so, vengono da soli) e che capisco meglio (al momento; un tempo, capivo solo l&#8217;inglese). Tra le due, va meglio l&#8217;ungherese che il tedesco.</em></p>
<p><em>Mio marito e&#8217; madrelingua ungherese e inglese (ha vissuto piu&#8217; di vent&#8217;anni negli stati uniti) anche se come identita&#8217; personale si sente ungherese, non americano. Inoltre, in vita sua si e&#8217; trovato a studiare francese e russo, che non parla o parlicchia, e al momento parla (come me) italiano e tedesco. In italiano fa errori, ma riesce a dire praticamente ogni cosa. In tedesco e&#8217; piu&#8217; o meno come me, forse un po&#8217; meglio.</em></p>
<p><em>Al momento con i nostri figli adottiamo il seguente metodo: io parlo solo italiano, lui solo ungherese. Attualmente la piu&#8217; grande parla molto bene italiano, discretamente ungherese (visto che vede mio marito meno spesso), all&#8217;asilo capisce bene il tedesco (mi dicono) e comincia a dire qualcosa (non so quanto parli, ma per il poco che l&#8217;ho sentita parlare non ha il nostro accento straniero). Il piccolo invece ha un anno e non parla ancora, capisce pero&#8217; benissimo l&#8217;italiano e, dopo un mese in Ungheria, capisce molto anche l&#8217;ungherese. Ovviamente, capisce le cose che un bambino piccolo puo&#8217; capire, cose tipo &#8220;vieni qui, prendi questo, vuoi quest&#8217;altro?, adesso questo non si prende, adesso si va sul letto, adesso si mangia,etc etc etc&#8221; Se deve chiedere lui qualcosa, si esprime a gesti benissimo.</em></p>
<p><em>Mia figlia non ha alcuna incertezza su come deve parlare e con chi. Con me italiano, col padre ungherese, fuori tedesco. A volte e&#8217; successo che mi ha risposto &#8220;igen&#8221; a me e &#8220;si&#8221; al padre, ma molto di rado, e solo nei momenti in cui era stanca o sovrappensiero e stava pensando a qualcosa che aveva vissuto nell&#8217;altra lingua.<br />
A volte usa parole ungheresi in italiano se non conosce la parole italiana corrispondente, a volte ha una lieve intonazione ungherese (una sorta di musicalita&#8217; nel dire la frase, tipica degli ungheresi), a volte l&#8217;ordine delle parole nella frase e&#8217; quello ungherese (in italiano e&#8217; corretto, ma suona inusuale). Stesso fenomeno si osserva invertendo i ruoli di ungherese e italiano. Devo dire pero&#8217; che parla bene, con una parlata da madrelingua, fa frasi articolate (non so fare il confronto con i bambini italiani di tre anni e mezzo che sono in italia, ma a me pare che parli bene, che esprima anche concetti elaborati) e si diletta anche a fare giochi di parole rudimentali!<br />
Da un annetto anche le riesce particolarmente facile tradurre subito qualcosa all&#8217;altro genitore. Ha anche un modo particolarmente poetico di parlare, ma questo credo sia una sua inclinazione personale e non sia dovuta al bilinguismo.</em></p>
<p><em>Tra me e mio marito parliamo italiano e ungherese, ultimamente ci sforziamo di parlare ungherese davanti ai bimbi, visto che e&#8217; la lingua che sentono di meno.</em></p>
<p><em>Ecco una serie di domande e riflessioni che vorrei porvi (e proporvi):</em></p>
<p><em>1) mia suocera suggeriva che, volendo, potrei parlare anch&#8217;io ungherese ai figli. Non tutto il giorno, ma in qualche occasione, giusto per mantenere l&#8217;allenamento all&#8217;ungherese, visto che mio marito lavora molto e vede i figli solo la sera (quando sono ormai stanchi) e nei fine settimana.<br />
Io sono restia a farlo perche&#8217; non voglio rovinare la loro parlata da madrelingua. Gia&#8217; mi sentono parlare ungherese volentieri con gli ungheresi di qui, ma parlare direttamente a loro, cosi&#8217; piccoli, mi sentirei di rovinarli passando loro i miei sbagli. Inoltre non voglio confonderli parlando due lingue allo stesso tempo. A mio avviso, la grande parla cosi&#8217; bene proprio perche&#8217; noi non abbiamo mai confuso le lingue. Non potevamo, non essendo noi bilingui italiano/ungherese.<br />
Certo e&#8217; che se parlassi io ungherese la bimba conoscerebbe piu&#8217; vocaboli, e non si sentirebbe frustrata (come ogni tanto avviene) dal fatto che  vorrebbe comunicare in ungherese concetti elaborati che gia&#8217; in italiano comunica, ma che in ungherese non ha ancora gli strumenti verbali per farlo (e allora succede che si comporta male, cerca di attirare l&#8217;attenzione in modo &#8220;sbagliato&#8221;, etc)<br />
In realta&#8217;, la soluzione che penso di attuare e&#8217; la seguente: cercare una babysitter ungherese, che venga un tre volte a settimana per almeno due ore e che giochi con i bambini. Cosi&#8217; le lingue non verrebbero mischiate, l&#8217;orizzonte sociale si amplierebbe (qui siamo ancora piuttosto isolati, e siamo lontani dai parenti) e l&#8217;ungherese ne trarrebbe giovamento.</em></p>
<p><em>2) Alcune domande personali all&#8217;autrice del blog (spero di non essere indiscreta).<br />
- Avendo scelto di parlare un&#8217;altra lingua diversa dall&#8217;italiano, in quella lingua si sente completamente a suo agio? Si definirebbe bilingue? Perche&#8217; uno dei miei dubbi piu&#8217; grandi (e mi scuso se magari da qualche parte del blog c&#8217;e&#8217; scritto, ma io non ho avuto modo di leggere tutto!) e&#8217; il seguente: come puo&#8217; un genitore decidere di parlare al figlio (da piccolissimo) in una lingua in cui non si sente totalmente a suo agio? Perche&#8217; non si tratta solo del fatto di insegnare le parole, quanto del formare ed educare una persona, di sostenerla nei primi passi dello sviluppo cognitivo, proseguendo col dandogli gli strumenti per farla ragionare, superare con lei i momenti difficili e delicati, dirimendo i conflitti con pazienza e delicatezza, usando le parole piu&#8217; appropriate, infine di trasmettergli anche il proprio bagaglio culturale. Se io decidessi di parlare ungherese ai miei figli (e potrei farlo, in realta&#8217;) mi sentirei comunque inadeguata in quanto non potrei esprimermi al meglio. O forse penso cosi&#8217; solo perche&#8217; non ho veramente provato. Forse se provassi ci riuscirei, nonostente le mie limitazioni attuali.<br />
Comunque non potrei trasmettere loro pienamente cio&#8217; che solo in italiano possono apprezzare nella bellezza  originaria (le opere della letteratura, ad esempio).</em></p>
<p><em>Mi scuso per la lunghezza di questa lettera..</em></p>
<p><em>Da ultimo, volevo congratularmi con voi per il vostro bel sito, trovarlo e&#8217; stata una bellissima scoperta, dato che, come probabilmente succede in molte famiglie bilingui e multilingui, accanto al grande dono del multilinguismo sorgono sempre preoccupazioni, paure, dubbi, che spesso non si ha modo di comunicare, elaborare, risolvere insieme a persone che si sono gia&#8217; trovate in situazioni analoghe, e che veramente colgono il punto del problema e rispondono di conseguenza.<br />
Quello che ho letto qua e la&#8217; sul vostro sito (c&#8217;e&#8217; tantissimo!!!) mi e&#8217; piaciuto molto, vi faccio ancora i miei complimenti&#8230; continuate cosi&#8217;!</em></p>
<p><em>Cari saluti, a presto</em></p>
<p><em>Agnese</em><br />
Agnese,</p>
<p>come ho menzionato nell&#8217;apertura  secondo me tu hai perfettamente il controllo della situazione. Piu&#8217; che dubbi hai domande, e chi non ne ha? Ma ti rispondi benissimo da sola, io non avrei nulla da aggiungere a quanto hai detto, e secondo me fai benissimo a parlare Italiano con i tuoi figli, e fai anche bene a cercare una baby sitter ungherese per rafforzare l&#8217;Ungherese.</p>
<p>Rispondo invece alla tua seconda domanda, ogni scelta e&#8217; prettamente individuale. Hai ragione sul fatto che non bisognerebbe parlare con i propri figli in una lingua in cui non ci si sente a proprio agio, ma io in Inglese mi sento proprio a mio agio. Io non so se tu sei troppo severa con te stessa definendo la tua padronanza delle lingue straniere, forse lo sei, certo io non avrei usato li stessi termini. Per me l&#8217;Inglese e&#8217; una lingua mia, della quale sento di avere ottima padronanza, sia nella comprensione sia nell&#8217;esprimermi. Come ho gia&#8217; sottolineato diverse volte l&#8217;Inglese e&#8217; la lingua in cui una parte di me si riconosce, una parte peraltro a cui sono molto affezionata. Certo se vivessi in Inghilterra parlerei Italiano con mio figlio, perche&#8217; cercherei di trasmettergli quella parte di me che li&#8217; non troverebbe espressione, dal momento che vivo in Italia pero&#8217; e&#8217; il contrario.</p>
<p>Sono d&#8217;accordissimo sul ruolo essenziale della relazione genitore-bambino (per non dire mamma-bambino) e che la lingua mai e in nessun modo dovrebbe andare ad interferire con questa relazione, che deve essere ricca, profonda e senza barriere. Sento che per me non e&#8217; cosi&#8217;, la lingua non mi e&#8217; d&#8217;ostacolo, proprio perche&#8217; e&#8217;;una lingua con cui mi sento completamente a mio agio. Pur parlando altre lingue non avrei mai preso una decisione simile con nessun&#8217;altra lingua se non l&#8217;Inglese, l&#8217;unica che sento di gestire con tanta disinvoltura e naturalezza. Io racconto la mia storia, ma in nessun modo voglio proporla come esempio e suggerire ad altri di fare scelte simili, anzi, non faccio che ripetere che ogni famiglia deve trovare la scelta giusta per se&#8217;, e per farlo deve guardarsi dentro e mettere i bambini al primo posto.</p>
<p>Per tornare ad un esempio che tu fai, io la letteratura scritta in Inglese la leggo in Inglese, proprio mi disturba leggerla in Italiano. Quando nella mia testa penso a cosa scrivero&#8217; sul blog praticamente sempre lo penso in Inglese, mi scrivo nella testa anche un bel po&#8217; di roba, poi mi ricordo che devo scrivere in Italiano e mi crolla tutto, perche&#8217; l&#8217;Inglese ha un potere espressivo che l&#8217;Italiano non ha, e quando mi ritraduco in Italiano le frasi non hanno piu&#8217; mordente.</p>
<p>Beh, spero di averti risposto. E grazie di averci raccontato la tua storia veramente mitteleuropea.</p>
<p>Immagine (copertina ungherese di un libro di Dino Buzzati) da <a href="http://www.flickr.com/photos/ajourneyroundmyskull/3991730234/" target="_blank">A Journey Round My Skull</a></p>
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		<title>Come scegliere la scuola materna per i bambini, bilingui e non</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 09:59:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Risorse]]></category>
		<category><![CDATA[Vita Vissuta]]></category>
		<category><![CDATA[4-6 anni]]></category>
		<category><![CDATA[Non-madrelingua]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; arrivato il momento di scegliere la scuola materna, mi sembra utile confrontarsi sui criteri che siamo usando per scegliere la scuola per i nostri bambini gia&#8217; bilingui o per bambini che vorremmo crescessero parlando Inglese.
Parto raccontandovi la mia esperienza, ecco i criteri che sto utilizzando per scegliere la materna per A.-bilingue Italiano Inglese- ma [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2010/02/15/come-scegliere-la-scuola-materna-per-i-bambini-bilingui-e-non/" title="Come scegliere la scuola materna per i bambini, bilingui e non"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2010/02/scuola-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p>E&#8217; arrivato il momento di<strong> scegliere la scuola materna</strong>, mi sembra utile confrontarsi sui criteri che siamo usando per scegliere la scuola per i nostri<strong> bambini gia&#8217; bilingui</strong> o per bambini che vorremmo <strong>crescessero parlando Inglese</strong>.</p>
<p>Parto raccontandovi la mia esperienza, ecco i criteri che sto utilizzando per scegliere la materna per A.-bilingue Italiano Inglese- ma non necessariamente in quest&#8217;ordine, sappiamo bene che il cervello delle mamme puo&#8217; valutare diversi parametri in contemporanea, non deve essere sequenziale!:</p>
<ul>
<li>Proposta educativa della scuola</li>
<li>Passaparola, ossia opinioni di altre mamme</li>
<li>Opinione delle maestre elementari che ricevono i bambini dalla materna</li>
<li>Fanno prescoclastica o no, e se si&#8217; come?</li>
<li>Hanno spazi all&#8217;aperto? Portano fuori i bambini?</li>
<li>Smog nella zona in cui e&#8217; collocata la scuola</li>
<li>Dimensioni della scuola</li>
<li>Fanno fare il riposino ai bambini, almeno quando sono piccoli?</li>
<li>Che impressione mi fa il personale della scuola con cui ho contatti?</li>
<li>Ambiente scolastico, cioe&#8217; che tipo di societa&#8217; si ritrova nella scuola?</li>
<li>Le insegnanti sono fisse o cambiano ogni anno?</li>
<li>Orario di ingresso</li>
</ul>
<p>E le lingue? Le lingue non figurano nella lista come vedete. O meglio, sono state scartate a priori, perche&#8217; le uniche scuole che nella mia citta&#8217; offrono un percorso linguistico interessante per quanto mi riguarda hanno una valutazione talmente bassa sugli altri parametri che non sono state minimamente prese in considerazione.</p>
<p>Ma andiamo nel dettaglio:</p>
<p><strong>Proposta educativa della scuola</strong></p>
<p>Ma non sono tutte uguali le scuole materne? Che differenza vuoi che ci sia? Cosi&#8217; pensavo anch&#8217;io fino ad un po&#8217; di tempo fa. Poi ho scoperto che le differenze ci sono, eccome! Ci sono le scuole che puntano tutto sul raggiungimento dell&#8217;indipendenza dei bambini, sull;insegnare loro a gestirsi e organizzarsi i propri tempi, e altre che hanno come obiettivo la prescolarizzazione e hanno un programma molto focalizzato sul alfabetizzazione e introduzione alla matematica. Alcune tengono i bambini sempre nella classi miste (per eta&#8217;) altre alla fine sempre divisi per eta&#8217;. Alcune vivono la scuola come uno spazio aperto, al cui interno il bambino puo&#8217; muoversi liberamente e scegliere quali attivita&#8217; fare, altre che hanno attivita&#8217; rigidamente allocate per tempo e spazio. Ancora, mi dicono (non ci avrei mai creduto!) che i genitori rompono per avere i lavoretti, se il bambino non fa lavoretti allora che fa a scuola? (cielo!). Bene, ci sono scuole che sanno gestire i genitori e fanno un progetto che ne so sulla musica anche se non si puo&#8217; concretiuzzare in un lavoretto, e altre che invece tengono tutti contenti anche se questo significa appiattire la proposta educativa.</p>
<p><strong><br />
Passaparola, ossia opinioni di altre mamme<br />
</strong></p>
<p>Il passaparola e&#8217; sempre molto importante. Se una mamma di cui hai stima e fiducia, che fa valutazioni secondo criteri simili ai tuoi, dice di essersi trovata bene, e&#8217; sempre un buon segnale. Questo e&#8217; ovvio&#8230;</p>
<p><strong>Opinione delle maestre elementari che ricevono i bambini dalla materna<br />
</strong></p>
<p>Questo invece e&#8217; meno ovvio, ma importante. Vi confesso che io qui ho un&#8217;agevolazione, mia mamma era maestra, quindi le e&#8217; bastato fare due chiacchere con le ex colleghe per sapere cosa ne pensano dei bambini che provengono da questa o quella scuola. Interessante notare che le maestre delle scuole elementari non parlano meglio della scuola che fa piu&#8217; prescolastica, anzi, a volte parlano molto bene di scuole che fanno poca prescolastica ma curano lo sviluppo del bambino, che del resto sarebbe il compito della scuola materna, a insegnare a leggere, scrivere e far di conto ci pensano, appunto, le elementari. Difficile pero&#8217; insegnare a bambini che non sanno fare nulla in autonomia&#8230;</p>
<p><strong>Fanno prescoclastica o no, e se si&#8217; come?</strong></p>
<p>Vedi sopra. Per quanto mi riguarda la prescolastica non e&#8217; un beneficio, non se si trasforma la scuola materna in una pre-elementare! Io cerco una scuola materna che rispetti l&#8217;eta&#8217; del mio bambino, non lo costringa su un banco, e non me lo programmi a fare cio&#8217; che gli viene detto. Al contrario che gli insegni a gestire i suoi spazi, a usare la propria creativita&#8217;, a fare le cosa da solo.</p>
<p><strong>Hanno spazi all&#8217;aperto? Portano fuori i bambini?</strong></p>
<p>Cosa molto importante ovviamente, facciamoli correre e giocare questi bambini, se no ci diventano irrequieti!</p>
<p><strong>Smog nella zona in cui e&#8217; collocata la scuola</strong></p>
<p>Questo per me e&#8217; un problema serio, perche&#8217; dove abito c&#8217;e&#8217; molto smog, e almeno quando va a scuola vorrei che non facesse le inalazioni di gas di scarico ogni volta che scende in cortile a giocare, il che ovviamente esclude le scuole sotto casa&#8230;</p>
<p><strong>Dimensioni della scuola</strong></p>
<p>A me fanno un po&#8217; impressione le scuole materna da 100 e passa bambini. Capisco che da l punto di vista economico-manageriale abbiano molto senso, e non eslcudo che questa non sia una para tutta mia, ma potendo scegliere preferisco una scuoletta piccola. Dicono che noi adulti possiamo gestire relazioni personali con massimo 150 persone, dubito che i bambini sotto i 6 anni possano gestire relazioni con un centinaio tra adulti e bambini. Insomma questa e&#8217; un&#8217;idea mia,. ma io sono dell&#8217;idea che finche&#8217; sono piccoli un contesto piccolo e&#8217; piu&#8217; a loro misura.</p>
<p><strong>Fanno fare il riposino ai bambini, almeno quando sono piccoli?</strong></p>
<p>Neanche da prendo in considerazione una scuola che non fa fare il riposino ai bambini almeno quando sono piccoli. Il sonno e&#8217; sacro!</p>
<p><strong>Che impressione mi fa il personale della scuola con cui ho contatti?</strong></p>
<p>Io credo nel mio istinto, se ho una sensazione positiva bene, se no niente. E&#8217; importante anche che io abbia fiducia nella scuola e nel personale, se bnon sono serena vivro&#8217; male quest&#8217;esperienza e di riflesso anche A.</p>
<p><strong>Ambiente scolastico, cioe&#8217; che tipo di societa&#8217; si ritrova nella scuola?<br />
</strong></p>
<p>Il che in soldoni si riduce a meglio il paesotto un po&#8217; semplice, la scuola in cui ci sono tanti immigrati, o la scuola privata di figli di papa&#8217;.</p>
<p>Vi dico come la penso io, la scuola elitaria la evito. Ho visto delle belle scuole, su cui non avrei assolutamente nulla da ridire, ma personalmente preferisco che mio figlio rimanga semplice il piu&#8217; a lungo possibile e credo (potrei sbagliarmi, ma tanto una scelta la devo fare per forza) che se ci sono meno soldi in giro c&#8217;e&#8217; anche gente piu&#8217; semplice. Non mi dispiace invece che ci siano figli di  immigrati tra i bambini, anche perche&#8217; spesso sono bilingui!</p>
<p><strong>Le insegnanti sono fisse o cambiano ogni anno?</strong></p>
<p>E&#8217; un tema di cui abbiamo gia&#8217; parlato, con scambi molto interessanti, <a href="http://bilinguepergioco.com/2009/10/26/scuola-pubblica-scuola-privata-o-home-schooling/" target="_self">qui</a>. Io rimango dell&#8217;idea che la maestra precaria che non sa mai dove sara&#8217;l'anno prossimo non e&#8217; messa nelle condizioni di dare il meglio di se&#8217;, quindi preferisco decisamente sapere che c&#8217;e&#8217; continuita&#8217;.</p>
<p><strong>Orario di ingresso</strong></p>
<p>Io lavoro da casa e lavoro molto di notte, quindi al mattino non scatto in piedi alle 7. Preferisco sicuramente che il termine per l&#8217;ingresso sia alle 9 che alle 8.30, quella mezz&#8217;ora mi fa molto comodo. Capisco che questo sia un parametro veramente molto soggettivo&#8230;</p>
<p>Riassumento? Ecco le mie scelte:</p>
<p>1. Scuola pubblica con pochi bambini, piccola piccola ma in relta&#8217; con molto spazio per bambino, pochissima prescolastica ma che responsabilizza molto i bambini e ha come obiettivo la loro crescita, non la loro performance. Due maestre di ruolo. Un giardino piccolo, senza prato, pavimentato, ma con un orticello curato dai bambini e  davanti ad un bel parco, quindi quando si esce alle 16 ci si puo&#8217; subito fare una bella corsa. Diversi figli di immigrati tra gli iscritti.</p>
<p>2A. Scuola privata, grande cioe&#8217; con tanti bambini, con uno spazio all&#8217;esterno a dir poco fantastico. Una persona che stimo moltissimo, l&#8217;insegnante del nido di mio figlio alla quale affido il mio piccolo senza nemmeno l&#8217;ombra di un pensiero e la cui filosofia di vita e&#8217; molto vicina alla mia, ci ha mandato i suoi 3 figli e ne e&#8217; molto contenta, mi sembra buona cosa. Una volta ho assistito, ero li&#8217; per parlare d&#8217;altro, ad una discussione in cui le maestre ribadivano che va bene i lavoretti, ma loro avevano dei programmi e delle idee (tipo appunto la musica) che non sempre si conciliavano con  lavoretti e allora amen i lavoretti. Mi sono piaciute, essendo privata le maestre sono raticamente fisse. Un pochino piu&#8217; cara della pubblica, ma dopo il nido sembra una barzeletta&#8230; Fanno poca prescolastica e le maestre delle elementari parlano bene dei bimbi che escono da questa scuola. L&#8217;ambiente e&#8217; di paesotto.</p>
<p>2B. Scuola pubblica decisamente grande, con un gran bel giardino e un&#8217;ottima reputazione. Pare che piaccia molto anche alle maestre, difficile entrare pero&#8217;&#8230; Zona benino, anche se non elitaria, ma scuola pubblica, credo un buon misto dal punto di vista sociale.</p>
<p>Ecco qua, questa e&#8217; la mia scelta. Una breve nota per tornare sul perche&#8217; non ho scelto una scuola bilingue:</p>
<ul>
<li>Contesto elitario, in un caso anche abbastanza religioso (senza l&#8217;abbastanza)</li>
<li>Disciplina ferrea, praticamente una scuola elementare a 3 anni</li>
<li>Non ho nessuna intenzione di mandare mio figlio ad una di queste scuole per tutto il curriculum scolastico, quindi non ha senso farlo alla materna (spesso si dimentica che e&#8217; inutile mandare i bambini alla scuola bilingue per un paio di anni, se non c&#8217;e&#8217; continuita&#8217;, a casa o a scuola, poi dimenticano)</li>
<li>La seconda lingua come ben sapete io la seguo molto a casa e fuori casa, certo sarebbe bello se potesse farla bene anche a scuola, ma non a scapito della sua formazione. Vi ricordo che qua trovate tante idee per far diventare la seconda lingua parte della vostra famiglia: <a href="http://bilinguepergioco.com/ebook-in-che-lingua-giochiamo/" target="_self">In che lingua giochiamo?</a></li>
</ul>
<p>E voi, come vi state orientando  o vi siete orientati? Consigli da chi ci e&#8217; gia&#8217; passato? Fermo restando che sono scelte molto personali!</p>
<p>Immagine da <a href="http://www.flickr.com/photos/ajourneyroundmyskull/4347142691/" target="_blank">A Journey Round my Skull</a></p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Come+scegliere+la+scuola+materna+per+i+bambini%2C+bilingui+e+non+http://r2sxr.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2010/02/15/come-scegliere-la-scuola-materna-per-i-bambini-bilingui-e-non/&amp;t=Come+scegliere+la+scuola+materna+per+i+bambini%2C+bilingui+e+non" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>

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		<title>Le bambole che aiutano davvero a parlare le lingue</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 17:20:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
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La nostra è una famiglia bilingue. Oserei dire, parafrasando il titolo di questo blog, “bilingue per forza”. Nel senso che ognuno dei due genitori parla ai figli nella propria lingua madre. Questa ci è sembrata, all’epoca, la sola soluzione possibile. Ma l’espressione [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2010/02/10/le-bambole-che-aiutano-davvero-a-parlare-le-lingue/" title="Le bambole che aiutano davvero a parlare le lingue"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2010/02/waldorf-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p><em>L&#8217;autrice di questo post e&#8217; Claudia, il suo blog e&#8217; <a href="http://www.lacasanellaprateria.com/" target="_blank">La Casa nella Prateria</a></em></p>
<p><strong>La nostra è una famiglia bilingue. Oserei dire, parafrasando il titolo di questo blog, “bilingue per forza”</strong>. Nel senso che ognuno dei due genitori parla ai figli nella propria lingua madre. Questa ci è sembrata, all’epoca, la sola soluzione possibile. Ma l’espressione “per forza” non vuole avere, ovviamente, una connotazione negativa. Avendo studiato le lingue, ero cosciente del fatto che questa fosse per i miei figli un’incredibile opportunità. <strong>Ogni tanto li invidio anche, per la naturalezza con la quale passano da una lingua all’altra senza il minimo sforzo.</strong><br />
Ho incontrato quello che sarebbe diventato mio marito in Francia e, siccome lui non conosceva l’italiano, abbiamo comunicato fin dall’inizio in francese. Questa è la lingua che utilizziamo tuttora tra di noi. <strong>I bambini hanno passato i primi anni della loro vita a casa con me, immersi nell’italiano.</strong><br />
Leonardo e Gloria parlavano in italiano con me e tra di loro, e in francese con il papà e con il “resto del mondo” (viviamo in Francia). Erano quindi esposti in maniera abbastanza equa ad entrambe le lingue, ed<strong> il loro bilinguismo è stato fin da subito molto equilibrato.</strong><br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>Con l’inizio della scuola, però, i bambini hanno iniziato a parlare francese tra di loro.</strong> Il che significa una netta prevalenza della lingua francese nelle loro vite. Se è vero che parlano perfettamente l’italiano con me e che per il momento la loro padronanza della lingua italiana non sembra “a rischio”, mi sono spesso chiesta come fare per evitare che l’italiano diventasse, alla lunga, una sorta di “seconda lingua”.</p>
<p>Tra gli innumerevoli spunti interessanti che Letizia offre sul suo blog e nel suo e-book, c’è quello del <strong>gioco di ruolo</strong>. <strong>Associare una lingua a determinati giochi permette di insegnare un idioma ai propri figli senza creare confusione</strong>, come avverrebbe se si passasse indiscriminatamente da una lingua all’altra.Noi abbiamo stabilito, ad esempio, che<strong> <a href="http://www.flickr.com/photos/lacasanellaprateria/2943828839/in/set-72157603681186302/" target="_blank">Luce e Max</a>, le due <a href="http://www.lacasanellaprateria.com/le-bambole-waldorf.html" target="_blank">bambole Waldorf</a> che ho confezionato per loro, sono italiani. </strong>Spontaneamente, quando giocano con loro, i bambini parlano in italiano. In questo modo, praticano un po’ di più quella lingua che altrimenti rischierebbe di finire un po’ nel dimenticatoio.<br />
Le bambole Waldorf appartengono alla tradizione steineriana. Come tutti gli altri<a href="http://www.lacasanellaprateria.com/2008/01/i-giocattoli-waldorf.html" target="_blank"> giochi steineriani,</a> hanno un aspetto <strong>volutamente rudimentale</strong>. Lo scopo è quello di<strong> lasciare al bambino l’opportunità di interpretare liberamente l’espressione e lo stato d’animo della bambola.</strong><br />
Si tratta di <strong>bambole fatte a mano, con cura ed esclusivamente con materiali naturali</strong>. La bambola Waldorf può essere più o meno “sofisticata”. Dalla semplicissima <a href="http://www.flickr.com/photos/lacasanellaprateria/3140083387/in/set-72157603681186302/" target="_blank">bambola-fazzoletto</a>, adatta fin dai primi giorni, alla <a href="http://www.flickr.com/photos/lacasanellaprateria/3102977828/in/set-72157603681186302/" target="_blank">bambola-sacchetto</a>, alla <a href="http://www.flickr.com/photos/lacasanellaprateria/4112455110/in/set-72157603681186302/" target="_blank">bambola vera e propria</a>.<br />
Ho scoperto le bambole Waldorf quando mi sono avvicinata alla pedagogia steineriana, e me ne sono subito innamorata. Ho scoperto che<strong> realizzare una bambola (Waldorf o meno) per il proprio bambino, significa offrirgli qualcosa di unico</strong>. Un oggetto pieno di amore e di energia positiva. I miei bambini (sì, anche Leonardo!) adorano le bambole che ho fatto per loro. <strong>Se ne prendono cura e fanno persino lo sforzo di parlare loro lingua</strong>. Sforzo che non sempre con la mamma sono motivati a fare.</p>
<p><strong>Non è necessario essere delle sarte provette</strong>, né avere una macchina da cucire per realizzare una bambola Waldorf.<strong> L’unica cosa necessaria è un po’ di pazienza</strong> per portare avanti, un punto alla volta, il vostro progetto.<br />
In genere le scuole steineriane organizzano corsi per imparare a confezionare le bambole. Per chi volesse imparare da sé, il libro “Bambini e bambole” di K. Neuschutz è tra i più popolari in materia. Nel mio<a href="http://www.lulu.com/content/multimediale/come-realizzare-una-bambola-waldorf/7938634" target="_blank"> e-book “come realizzare una bambola Waldorf”</a> troverete, oltre ad una breve introduzione, il cartamodello e le istruzioni per realizzare una bambola come <a href="http://www.flickr.com/photos/lacasanellaprateria/4112455110/in/set-72157603681186302/" target="_blank">questa</a>, compresi i vestiti e il pannolino.</p>
<p>Immagine e bamboline tutte made in <a href="http://www.flickr.com/photos/lacasanellaprateria/4112455110/in/set-72157603681186302/" target="_blank">La Casa nella Prateria</a>, non sono deliziose?</p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Le+bambole+che+aiutano+davvero+a+parlare+le+lingue+http://z6dbo.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2010/02/10/le-bambole-che-aiutano-davvero-a-parlare-le-lingue/&amp;t=Le+bambole+che+aiutano+davvero+a+parlare+le+lingue" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>

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