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	<title>Bilingue Per Gioco™</title>
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	<description>Idee e soluzioni per i bambini bilingui e per quelli che lo diventeranno, e per tutti i genitori.</description>
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		<title>La mia bambina è trilingue, o forse no?</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 15:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[Code Mixing]]></category>
		<category><![CDATA[OPOL]]></category>
		<category><![CDATA[Trilinguismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Una bambina (che sarà) trilingue, e due genitori un po&#8217; confusi. Il trilinguismo è più facile a dirsi che a farsi?
Ho appena scoperto il tuo blog e sono davvero contenta.. Leggere di tutte queste storie è davvero interessante e in piú dai mille consigli utilissimi. La storia della mia famiglia é simile a tante altre ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2010/09/01/bambina-trilingue/" title="La mia bambina è trilingue, o forse no?"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2010/02/4339918012_80e66c4f72-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p>Una bambina (che sarà) <strong>trilingue,</strong> e due genitori un po&#8217; confusi. Il <strong>trilinguismo</strong> è più facile a dirsi che a farsi?</p>
<p><em>Ho appena scoperto il tuo blog e sono davvero contenta.. Leggere di tutte queste storie è davvero interessante e in piú dai mille consigli utilissimi. La storia della mia famiglia é simile a tante altre ma</em><strong><em> io mi sento molto piú confusa</em></strong><em>.<br />
Io sono </em><strong><em>italiana</em></strong><em>, mio marito é </em><strong><em>inglese</em></strong><em>. E fino qui, nessun problema. Il punto é che io e lui ci siamo conosciuti e innamorati in spagna (e in </em><strong><em>spagnolo</em></strong><em>) dove abbiamo vissuto per tanti anni. Ora peró siamo in giro per il mondo. Ora in </em><strong><em>Asia</em></strong><em>, prima siamo stati nel </em><strong><em>Nord Afric</em></strong><em>a.. e domani chi lo sa.</em></p>
<p><em> Abbiamo una bambina di 3 mesi. Prima che nascesse ci eravamo messi d&#8217;accordo. </em><strong><em>Lui le avrebbe parlato in inglese, io in italiano, ma insieme avremmo continuato a parlare spagnolo</em></strong><em> (cambiare lingua cambia a volte anche il carattere delle persone, almeno un po&#8217;, e io scherzando dico spesso a mio marito che se l&#8217;avessi conosciuto &#8220;in inglese&#8221; non so se mi sare innamorata di lui!). In più il mio inglese e il suo italiano sono buoni ma non perfetti.<br />
Fatto sta che ci abbiamo provato. Fino ad ora </em><strong><em>un disastro</em></strong><em>. Non riusciamo a mantenere questi ruoli fissi.. spesso </em><strong><em>finiamo per parlare alla piccola in spagnolo </em></strong><em>(benché entrambi lo parliamo molto bene.. non é comunque la nostra lingua). Il punto é che probabilmente pensiamo in spagnolo per la maggioranza del tempo. E a dire la veritá a me succede spesso di </em><strong><em>non sapere se sto parlando italiano o spagnolo</em></strong><em>. Quindi stiamo facendo un gran minestrone. A me non preoccupa l&#8217;inglese, sicuramente lo imparerá (al limite la manderemo ad una scuola inglese). Ma l&#8217;italiano e lo spagnolo.. cosí simili.. c&#8217;è il rischio che si confondano e si mescolino in una sola lingua ibrida e scorretta. D&#8217;altro canto </em><strong><em>lo spagnolo é la lingua della nostra famiglia (anche se non é la nostra lingua materna) e mi sembra impossibile rinunciarci</em></strong><em>!<br />
E cosa succederà quando la bambina inizierá ad aver contatti anche con </em><strong><em>la lingua locale (la quarta)</em></strong><em>?<br />
Ecco. Sono confusa.<br />
Si accettano tutti i consigli, prima che sia troppo tardi!!<br />
Grazie mille.<br />
Un abbraccio,<br />
Lucia</em></p>
<p>Ciao Lucia,</p>
<p>intanto mi scuso se rispondo solo ora, non sempre riesco a rispondere velocemente.</p>
<p>Prima cosa, <strong>se una lingua per te, e per voi, è importante, non c&#8217;è assolutamente motivo di rinunciarvi, proprio nessuno</strong>. Quindi viva lo spagnolo!</p>
<p>Che fare quindi con Italiano e Inglese. Ecco se si riuscisse a <strong>mettere un po&#8217; di ordine</strong> sarebbe meglio, ma questo già lo sai, il problema è come vero?</p>
<p>Posso solo suggerire qualche idea. Poi sta a voi vedere.</p>
<p>1) <strong>Parlate lo spagnolo quando siete tutti e 3 insieme</strong>, ma tu parli italiano con lei quando siete da sole e idem il papà per l&#8217;Inglese. Così evitate di dover saltare da una lingua all&#8217;altra durante una conversazione, cosa che evidentemente non vi riesce molto</p>
<p>2) <strong>Ogni giorno ritagliate uno spazio per ogni lingua</strong>. Tipo la storia prima di andare a letto in Inglese e un altro momento della giornata l&#8217;Italiano, e in quel momento tutti parlano quella lingua, oppure le favole della sera a giorni alterni in Italiano e Spagnolo. Così parlate spagnolo per quasi tutto il tempo, ma avete uno spazio per l&#8217;Inglese o l&#8217;Italiano.</p>
<p>3) I<strong>l finesettimana si parla </strong>Italiano o Inglese.</p>
<p>4) <strong>Una sera alla settimana cena Italiana e una sera cena Inglese</strong> (ahinoi!)</p>
<p>5) <strong>Rilassatevi, cantate nella vostra lingua e non forzatevi</strong> ma concentrate l&#8217;esposizione alle lingue d&#8217;origine durante le vacanze, con le relative famiglie</p>
<p>6) <strong>Nanny, aupair e baby sitter madrelingua</strong></p>
<p>Come vedi le idee non mancano, queste sono solo alcune, che poi si possono mescolare e combinare. Il problema è sceglierne una, INSIEME, e metterla in pratica, INSIEME, <a href="http://bilinguepergioco.com/2009/10/13/5-motivi-per-fare-del-bilinguismo-una-routine-e-seguirla-con-costanza/" target="_self">in modo molto costante</a>. S<strong>edetevi e fate un pò il piano della situazione, cercate di capire cosa vi ostacola</strong>, e quali sono i momenti in cui vi trovate più a vostro agio nel parlare la vostra lingua alla bambina. Fate un language audit come si dice.</p>
<p>Vi menziono anche questo post su <strong><a href="http://bilinguepergioco.com/2009/01/18/code-mixing-e-code-switching/">code mixing e code switching,</a></strong> per capire cosa succede quando saltate da una lingua ll&#8217;altra.</p>
<p>Fateci sapere come va&#8230;</p>
<p>L.</p>
<p>Immagine da <a href="http://www.flickr.com/photos/ajourneyroundmyskull/4339918012/in/set-72157624108877041/" target="_blank">A Journey Round my Skull</a></p>
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		<title>I bambini parlano Inglese. Problemi? Nessuno</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2010/08/30/i-bambini-parlano-inglese-problemi-nessuno/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 17:06:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[Au pair]]></category>
		<category><![CDATA[Baby sitter madrelingua]]></category>
		<category><![CDATA[Code Mixing]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese bambini torino]]></category>
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		<description><![CDATA[Alice non mi chiede consigli, ma ne ha per tutti noi, anche per me&#8230; Brava brava brava, non tanto e non solo per il risultato (il fatto che i suoi bambini parlino correntemente Inglese), ma per lo spirito, l&#8217;atteggiamento, l&#8217;iniziativa.
Ciao Letizia,
io sono madrelingua ita-eng, come mio fratello e mia sorella, grazie all’intuito educativo dei miei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2010/08/30/i-bambini-parlano-inglese-problemi-nessuno/" title="I bambini parlano Inglese. Problemi? Nessuno"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2010/08/4556918342_e35f72e408-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p>Alice non mi chiede consigli, ma ne ha per tutti noi, anche per me&#8230; Brava brava brava, non tanto e non solo per il risultato (il fatto che i<strong> suoi bambini parlino correntemente Inglese</strong>), ma per lo spirito, l&#8217;atteggiamento, l&#8217;iniziativa.</p>
<p><em>Ciao Letizia,</em></p>
<p><em>io sono <strong>madrelingua ita-eng</strong>, come mio fratello e mia sorella, <strong>grazie all’intuito educativo dei miei genitori</strong>. Mio <strong>padre</strong> pur parlando un ottimo inglese non ce lo ha mai insegnato direttamente, ci ha pero’<strong> creato intorno le condizioni per poterlo assorbire sin da piccoli e ci ha “costretto” in adolescenza ad affinarlo e</strong> migliorarlo ben oltre il livello scolastico. Nel frattempo studiavamo come “materia scolastica” il tedesco. Il lavoro ha portato mio fratello e me in Texas e in Messico, si e’ quindi forzatamente aggiunto lo spagnolo. In questo momento, mio fratello vive in TX, mia sorella a Londra e io a Torino (marito torinese… non lo sposti!).  Il lavoro mi sta portando adesso in Cina, quindi da 6 mesi sto pure studiando cinese.</em></p>
<p><em>Per i miei due bambini, P. di 4 anni e G. di 2 e mezzo, <strong>ho piano piano costruito una famiglia bilingue bilanciata</strong>, dove mamma parla sempre <strong>inglese </strong>e papa’ sempre <strong>italiano</strong>. Alla nascita di P. avevo gia’ il desiderio di trasmettergli la lingua fin da subito, ma nei primissimi anni la situazione era diversa: d<strong>edicavo all’inglese un po’ di tempo ogni giorno,</strong> sempre quando eravamo soli i bimbi ed io, senza parenti o amici. Creavo delle situazioni serene e rilassanti e poi cambiavo lingua. Non volevo “mettermi in mostra” in parte e in parte non mi sentivo all’altezza di parlare solo in Inglese.</em></p>
<p><em>Da circa 1 anno ho cambiato prima opinione e poi metodo e<strong> sono passata a <a href="http://bilinguepergioco.com/home/3-metodi-principali-per-crescere-un-bambino-bilingue/">OPOL</a>;</strong> il passaggio e’ stato graduale, prima aumentando il numero di ore giornaliere e poi differenziando le situazioni in cui mamma parlava solo Eng. I bimbi l’hanno presa molto bene, anche a detta della maestra di asilo di P. quindi <strong>restava solo lo “scoglio” delle relazioni con gli adulti, amici e parenti.</strong></em></p>
<p><em>Per fortuna <strong>mio marito ha sempre appoggiato</strong> <strong>il progetto</strong> e si e’ talmente sperticato di complimenti a me e ai bimbi di fronte ai sui genitori che il “<strong>problema” suocera e’ stato risolto</strong> in breve tempo. Molti amici e conoscenti sono rimasti spiazzati all’inizio ma ora ci hanno fatto l’abitudine, quindi direi che la situazione e’ stabilmente serena in casa.</em></p>
<p><em>Questa estate abbiamo avuto una<strong> <a href="http://bilinguepergioco.com/2009/06/11/au-pair-o-ragazza-alla-pari/">au pair</a></strong> del Kansas, esperienza bellissima che ripeteremo con una altra ragazza che e’ in arrivo tra qualche settimana.</em></p>
<p><em>P. di 4 anni anche grazie a questi mesi di amore incondizionato per  nanny Laura e’  <strong><a href="http://bilinguepergioco.com/home/informazioni-di-base-sul-bilinguismo/">bilingue bilanciato</a></strong>, nel senso che parla in inglese con me e con chiunque decida sia Americano, gli basta guardare in faccia una persona per decidere quale sia la lingua appropriata. Certe volte mi chiede “ mommy can I tell you something in Italian?” perche’ non riesce a trasferire una esperienza vissuta in Italiano in parole inglesi; viceversa al papa’ se non riesce ad esprimere in Ita qualcosa che ha imparato in Eng, anche se questa situazione e’ piu’ rara.</em></p>
<p><em>G. di 2 anni e mezzo ancora <strong><a href="http://bilinguepergioco.com/2009/01/18/code-mixing-e-code-switching/">mescola molto le due lingue </a></strong>ma e’ in grado di ripetere in Inglese quello che ha chiesto in Italiano e viceversa. Pochi giorni fa giocava al parco con una amichetta di pari eta’ e monolingue Inglese, li ho attentamente ascoltati e direi che avevano  lo stesso livello sia di lessico che di grammatica Inglese. Con l’italiano andiamo altrettanto bene. L’unico problema e’ separare le due lingue nella stessa frase! :) “mamma pushami on the swing” “I want go a Kansas con Laura” “this milk is troppo hot” sono tipiche frasi incomprensibili a chi non sia iniziato al suo linguaggio misto.</em></p>
<p><em>I bimbi f<strong>requentano un normalissimo asilo comunale</strong>, a Torino gli asili bilingui sono cari, snob e mal gestiti dal punto di vista della lingua, che e’ sempre “insegnata” e non “vissuta”.</em></p>
<p><em>Credo moltissimo nella esperienza della aupair e mi sento di consigliarla a chiunque abbia lo spazio e la “flessibilità” necessari, si tratta infatti di  un altro membro della famiglia e non un dipendente.</em></p>
<p><em>Per fortuna<strong> l’ambiente Torinese e’ piu’ internazionale di quanto non si pensi</strong>, ho gia’ conosciuto due mamme (una inglese, l’altra americana) semplicemente ai giardinetti sotto casa. Poi ci sono i gruppi di Expats torinesi su Facebook e un club chiamato International Women Club of Torino. Questi sono stati i canali attraverso i quali mi sono fatta una piccola “cricca” di amiche di varie nazionalita’, di cui la piu’ stretta, polacca, vive nel mio stesso palazzo. Organizzo spesso “girls night, kids welcome” a casa mia quando mio marito fa il turno di notte in ospedale, mi diverto un mondo. Ho anche la fortuna di un lavoro flessibile, e visto che molte di queste mamme non lavorano, almeno una volta alla settimana ho un piccolo playgroup con invitati variabili a casa mia. Appena posso partecipo al playgroup o ad altre attivita’ del IWCT (il club di cui dicevo). Aguzzo SEMPRE le orecchie quando sento parlare una lingua che capisco (inglese, spagnolo o tedesco) e alla prima scusa <strong>“attacco bottone”</strong>. A volte si chiacchiera solo 2 minuti, a volte si inizia a frequentarsi, ho trovato cosi una cara amica.</em></p>
<p><em>Devo dire che sono abbastanza contenta dei risultati che abbiamo raggiunto, purtroppo P. rifiuta nettamente di sentir parlare Spagnolo e anche quando lo parlo io con altri si offende e se ne va, quindi non credo che provero’ a proporlo ancora per qualche mese. Devo anche dire che <strong>se non avessi avuto l’appoggio incondizionato di mio marito non ce la avrei mai fatta</strong>, il bilinguismo e’ un percorso faticoso, piu’ per i grandi che per i piccoli. Potrei scrivere pagine e pagine di <strong>commenti piu’ o meno malevoli</strong> che ho sentito, ma so gia’ che sono gli stessi che hanno fatto a te!  Per non parlare di come ci si senta fondere il cervello quando passi la giornata a lavorare in Spagnolo, parlare ai bimbi in Inglese al resto del mondo in Italiano <img src='http://bilinguepergioco.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /> . Pero’ da’ tante soddisfazioni perche’ sappiamo di dare ai bimbi una “capacita’” ( a skill) per la vita, e questo ci ripaga di tutto.</em></p>
<p><em>Buon lavoro</em></p>
<p><em>Alice</em></p>
<p>Immagine da <a href="http://www.flickr.com/photos/ajourneyroundmyskull/4556918342/in/set-72157624233076490/" target="_blank">A Journey Round my Skull</a></p>
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		<title>Ho un paio di domande per te</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 13:33:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ti chiedo per favore di compilare un questionario, per fare una piccola fotografia delle esigenze dei genitori che stanno crescendo i bambini bilingui, ci vogliono solo 5 minuti per rispondere. Aggiornamento: GRAZIE MILLE A TUTTI COLORO CHE STANNO RISPONDENDO! siamo a 105 risposte! CONTINUATE A RISPONDERE PER FAVORE! (Grazie all&#8217;aiuto di una mamma ho anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ti chiedo per favore di compilare un questionario, per fare una piccola fotografia delle esigenze dei genitori che stanno crescendo i bambini bilingui, ci vogliono solo 5 minuti per rispondere. Aggiornamento: <strong>GRAZIE MILLE A TUTTI COLORO CHE STANNO RISPONDENDO!<span style="color: #ff0000;"> siamo a 105 risposte! </span></strong><strong>CONTINUATE A RISPONDERE PER FAVORE! </strong>(Grazie all&#8217;aiuto di una mamma ho anche capito perchè alcune persone non trovano il tasto Submit, andate alla pagina col questionario che vi interessa, cliccando qui sotto, e troverete tutte le spiegazioni)<br />
Sto raccogliendo questi dati perchè a breve vorrei <strong>partecipare ad un congresso sul bilinguismo,</strong> e vorrei almeno provare a <strong>portare il punto di vista dei genitori, </strong>le loro domande e insicurezze. Mi è già successo di partecipare a convegni in cui si fa un gran parlare dei dati scientifici sul cervello bilingue, ma non si parla mai delle domande quotidiane dei genitori, che alla fine attraverso le loro scelte, grandi o piccole, determinano lo sviluppo del bilinguismo nei bambini.</p>
<p>Se la tua famiglia è bilingue o espatriata per favore compila questo questionario: <a href="http://bilinguepergioco.com/home/questionario-per-famiglie-bilingui/"><strong>Questionario per famiglie bilingui</strong>.</a></p>
<p>Se sei un genitore non madrelingua (nè espatriato) per favore compila questo questionario: <a href="http://wp.me/PACrR-15Q"><strong>Questionario per famiglie non madrelingua</strong>.</a></p>
<p>Per favore, invita anche altre persone a rispondere, via Email, Facebook, Twitter, etc. Grazie! Una volta compilato il questionario magari lascia un messaggio qui sotto, facci sapere che l&#8217;hai compilato (grazie ancora!)</p>
<p>Ovviamente condividerò i risultati.</p>
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		<title>American girls parlano Italiano</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 16:08:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[Expat]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[OPOL]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuto di una lingua]]></category>

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		<description><![CDATA[Marilena ci scrive dalla California, con un consiglio su cui vale la pena di riflettere&#8230;
Ciao,mi piace moltissimo la tua website. Ti ammiro moltissimo. Insegnare a tuo figlio una lingua che comunque e&#8217; una seconda lingua per te richiede molto impegno.
Ti voglio raccontare la mia esperienza. Sono italiana ma vivo in California. Ho due figlie. Una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2010/08/22/american-girls-parlano-italiano/" title="American girls parlano Italiano"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2010/08/3763611749_b7c4fe7ab0-1-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p>Marilena ci scrive dalla <strong>California</strong>, con un consiglio su cui vale la pena di riflettere&#8230;</p>
<p><em>Ciao,mi piace moltissimo la tua website. Ti ammiro moltissimo. Insegnare a tuo figlio una lingua che comunque e&#8217; una seconda lingua per te richiede </em><strong><em>molto impegno</em></strong><em>.</em></p>
<p><em>Ti voglio raccontare la mia esperienza. </em><strong><em>Sono italiana ma vivo in California.</em></strong><em> Ho due figlie. Una di </em><strong><em>10 anni e una di 4 anni.</em></strong><em> Entrambe le mie figlie parlano sia italiano che inglese. La mia motivazione per insegnare loro l&#8217;italiano e&#8217; ovviamente la possibilita&#8217; per loro di </em><strong><em>comunicare con la mia famiglia </em></strong><em>che parla soltanto italiano. Io ho sempre parlato con loro soltanto in italiano. Ho letto libri in italiano, ho usato CD e DVD italiani etc. Cerchiamo di andare in Italia almeno un anno sì e uno no. I miei genitori vengono quando possono, di solito ogni 3 anni ma rimangono per 3 mesi.</em></p>
<p><em>Le mie figlie </em><strong><em>non hanno mai rifiutato di parlare in italiano</em></strong><em>. La piccola parla italiano e inglese allo stesso livello. La piu&#8217; grande ha cominciato ad avere un po&#8217; di problemi quando ha cominciato la scuola a tempo pieno (5 anni). Perche&#8217; ovviamente ogni giorno imaparava nuove parole in inglese, ma non in italiano. Ovviamente </em><strong><em>preferisce parlare in inglese, ma non ha problemi ad esprimersi anche in italiano</em></strong><em>. Per qualche motivo ha un forte accento americano quando parla in italiano, ma tutti pensano che sia carino. Adesso che e&#8217; piu&#8217; grandina sta imparando anche a</em><strong><em> leggere in italiano</em></strong><em> e da quest&#8217;anno cerchero&#8217; di insegnarle un po&#8217; di </em><strong><em>grammatica</em></strong><em>. Se cercate libri per </em><strong><em>insegnare l&#8217;italiano a bambini stranieri</em></strong><em> consulate il catalogo di ALMA edizioni (vendono in tutto il mondo).</em></p>
<p><em>Che altro dire. Per me ha funzionato. L&#8217;unico consiglio che ho e&#8217; di</em><strong><em> incoraggiare il bambino a parlare la seconda lingua.</em></strong><em> Entrambe le mie figlie quando hanno cominciato a parlare ogni tanto cercavano di parlarmi in inglese, ma io le ho sempre ingoraggiate a </em><strong><em>ripetere la stessa cosa in italiano.</em></strong><em> Per esempio se mi dicevano &#8220;water&#8221; io dicevo &#8220;In italiano si dice acqua- Puoi dire acqua?&#8221;. Quando avevano soltanto 2 anni di solito non mi facevano storie. Adesso la mia figlia di 10 anni si lamenta ogni volta che le chiedo di parlare in italiano. Pero&#8217; poi lo fa. Conosco comunque </em><strong><em>altre famiglie italiane</em></strong><em> che vivono vicino a me e quindi </em><strong><em>i nostri figli non si sentono troppo &#8220;diversi&#8221;.</em></strong></p>
<p><em>Marilena</em></p>
<p>Ciao Marilena,</p>
<p>che bello sapere che mi leggi da così lontano!</p>
<p>Guarda, il suggerimento che dai nella tua lettera casca proprio in un un momento in cui rifletto molto su queste cose. <strong>Chiedere o meno al mio bambino di ripetere le cose in Inglese?</strong></p>
<p>Quando un bambino ci risponde nella lingua dominante invece che in quella minoritaria si può <strong>reagire in diversi modi</strong>, uno studio ne ha catalogati 5, eccoli<a href="http://bilinguepergioco.com/2009/01/25/5-metodi-per-aiutare-il-bambino-bilingue-a-non-mescolare-le-lingue/"> qui</a>, che vanno dal f<strong>ar finta di non aver capito</strong> al p<strong>assare alla lingua scelta dal bambino</strong>. Tempo fa Marco Tamburelli ci ha avvisato del <a href="http://bilinguepergioco.com/2010/01/16/ll-parere-dellesperto-limportanza-di-non-confondere-i-bambini-bilingui/">pericolo intrinseco nel far finta di non capire una lingu</a>a, point taken, sappiamo che questa non è un&#8217;opzione (del resto personalmente non l&#8217;avevo mai fatto), quindi tolto un metodo ce ne restano 4 tra cui scegliere. O forse no?</p>
<p>Forse no.</p>
<p>Marilena parla di<strong> incoraggiare </strong>il bambino a parlare la lingua minoritaria, semplicemente chiedendoglielo, come del resto ho fatto anche io in più occasioni, tipo<a href="http://bilinguepergioco.com/2009/11/02/una-tecnica-per-aiutare-il-bambino-a-parlare-la-lingua-minoritaria/"> questa</a>.</p>
<p>Ecco il punto, riuscire a far parlare la seconda lingua al bambino senza forzarlo, senza fingere di non capire, ma <strong>incoraggiandolo</strong>. Chissà quanti modi diversi esistono per incoraggiare, e a quali risultati diversi portano.</p>
<p>Io ultimamente sento che <strong>è arrivato il momento di incoraggiare un po&#8217; di più A. </strong>(quasi 3 anni, manca davero poco!). Così ogni tanto (non sempre) quando mi dice una cosa a volte gli dico &#8220;say it in English please&#8221;, oppure gliela ripeto io stessa in Inglese, un paio di volte finchè lui coglie il suggerimento. Riflettendoci però <strong>non lo faccio mai per le comunicazioni en passant</strong>, tipo prendi questo, o quello, facciamo così, dai usciamo o che so io, lo faccio solo quando <strong>siamo proprio tranquilli tranquilli</strong> e ci stiamo facendo una chiaccherata a due, sempre a distanza ravvicinata<strong>.</strong> Come dire, quando le chance che la mia richiesta scateni un rifiuto sono minime, e infatti <strong>non è mai successo un rifiuto.</strong></p>
<p>Lui come se la cava? Benino direi,<strong> ci pensa e poi traduce </strong> (fa proprio la faccina di uno che sta pensando, mi fa una tenerezza!) e poi è più facile che in seguito<strong> dica spontaneamente altre frasi in Inglese</strong>, anche ad altre persone. Se non ci riesce, lo aiuto, e andiamo avanti, non è successo nulla.</p>
<p>E<strong> voi come incoraggiate i vostri bambini?</strong></p>
<p>L.</p>
<p>Immagine da<a href="http://www.flickr.com/photos/ajourneyroundmyskull/3763611749/in/set-72157615665167410/"> A Journey Round my Skull</a></p>
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		<title>Lingua e integrazione</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2010/08/19/lingua-e-integrazione/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 16:45:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[Espatriati]]></category>
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		<category><![CDATA[Integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Intercultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Rifiuto di una lingua]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa lettera viene da Claudia de La casa nella prateria, tempo fa ci ha raccontato di un bellissimo espediente da lei usato per dare vita alla seconda lingua, oggi invece condivide la difficoltà di fronteggiare i pregiudizi e i problemi dell&#8217;integrazione.
Ciao Letizia,
Come sai siamo una famiglia bilingue (del tipo &#8220;One Parent One Language&#8220;). Da ormai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2010/08/19/lingua-e-integrazione/" title="Lingua e integrazione"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2010/08/4283576829_e26224d041-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p>Questa lettera viene da Claudia de <a href="http://www.lacasanellaprateria.com/" target="_blank">La casa nella prateria</a>, tempo fa ci ha raccontato di un bellissimo espediente da lei usato per <a href="http://bilinguepergioco.com/2010/02/10/le-bambole-che-aiutano-davvero-a-parlare-le-lingue/">dare vita alla seconda lingua</a>, oggi invece condivide la difficoltà di fronteggiare i <strong>pregiudizi</strong> e i problemi dell&#8217;<strong>integrazione</strong>.</p>
<p><em>Ciao Letizia,</em></p>
<p><em>Come sai siamo una </em><strong><em>famiglia bilingue</em></strong><em> (del tipo &#8220;<a href="http://bilinguepergioco.com/home/3-metodi-principali-per-crescere-un-bambino-bilingue/">One Parent One Language</a></em><em>&#8220;). Da ormai quattro anni </em><strong><em>viviamo in Francia </em></strong><em>ma io continuo a parlare in italiano con i bambini. Questo non ha mai rappresentato un problema, anzi.</em></p>
<p><em>Nel mio vagabondare ho conosciuto molte persone di origine italiana alle quali i genitori non hanno trasmesso la propria lingua. Ho sempre pensato che fosse un peccato e, a dire il vero, trovavo questa scelta anche poco intelligente: perché negare ai propri figli la possibilità di conoscere una lingua supplementare? </em><strong><em>Perché rinnegare così le proprie radici</em></strong><em>?</em></p>
<p><em>Io ho scelto di vivere in Francia e se è vero che mi sento sempre più radicata in questo Paese, </em><strong><em>sono fiera della mia italianità </em></strong><em>e voglio trasmetterla ai miei figli.</em></p>
<p><em>Ultimamente però mi è capitato di </em><strong><em>sentirmi a disagio nel parlare in italiano ai miei bambini</em></strong><em>. In vista del nostro prossimo trasloco ci troviamo attualmente in una sistemazione provvisoria in una località turistica della costa francese. In piena stagione estiva, gli abitanti del posto non sono necessariamente ben disposti verso i turisti. E qui viene il punto. Noi, che viviamo ormai ufficialmente qui (ok, non proprio qui, ma qui vicino),</em><strong><em> </em></strong><em>siamo automaticamente catalogati come turisti per il semplice fatto di parlare italiano. Mi è capitato, in alcune occasioni, di </em><strong><em>rivolgermi ai miei figli in francese per evitare di essere &#8220;discriminata&#8221;</em></strong><em>. O di rispondere ad una signora particolarmente acida &#8220;Non si preoccupi, non siamo stranieri, siamo solo bilingui!&#8221;.</em></p>
<p><em>Un&#8217;amica mi ha consigliato, per integrarmi meglio, di </em><strong><em>parlare in francese con i bambini quando andrò a prenderli a scuola</em></strong><em>, almeno per i primi tempi.</em></p>
<p><em>All&#8217;improvviso </em><strong><em>capisco gli emigrati che hanno rinnegato la loro lingua per sfuggire allo status di &#8220;stranieri&#8221;</em></strong><em>.</em></p>
<p><em>Conoscere due lingue, possedere due culture, è una ricchezza. Ma per via dei pregiudizi, molte persone si sentono costrette a </em><em><strong>rinunciare ad una parte della loro identità.</strong></em></p>
<p><em>Questo ovviamente non è il mio caso. Sono convinta della mia scelta e intendo portarla avanti. Ma i miei figli, più avanti, cosa faranno? Rinunceranno all&#8217;italiano per sentirsi più &#8220;francesi&#8221;?</em></p>
<p><em>Claudia</em></p>
<p>Claudia,</p>
<p>il punto che sollevi è importantissimo, credo che sia <strong>uno dei principali motivi, se non il principale motivo, di abbandono delle lingue materne, </strong>soprattutto <a href="http://bilinguepergioco.com/2009/10/09/il-bilinguismo-non-e-uguale-per-tutti/">tra gli immigrati.</a></p>
<p><strong>I bambini sono conformisti</strong>, non amano essere messi in luce, nemmeno per essere lodati, figuriamoci per essere derisi. Sono estremamente sensibili ai segnali su ciò che è cool, socialmente accettato, in particolare allo status di una lingua. Se colgono che una lingua ha uno status inferiore, e per di più non è necessaria per la vita quotidiana, facilmente l&#8217;abbandonano, con un ragionamento che per altro ha una sua logica ferrea, se non serve perchè fare la fatica?</p>
<p>Questo ci porta a due riflessioni.</p>
<p>Punto primo, <strong>se ci tieni che i tuoi figli continuino a parlare l&#8217;Italiano è importante che tu li aiuti a percepire che è una lingua con uno status elevato</strong>. Una lingua importante e amata. Come? Per esempio offrendo loro modelli ed esempi che vengono dalla tradizione Italiana (ti toccherà andare indietro nel tempo, oggi giorno c&#8217;è pochino di cui essere fieri, ma qualcosa c&#8217;è sempre&#8230;), mostrando l&#8217;eccellenza italiana in diversi ambiti (vedi sopra), coltivando il loro rapporto con persone Italiane che per loro significano molto (che facciano parte della vostra vita o che siano modelli di riferimento lontani, ma comunque reali) e soprattutto rifiutando gli atteggiamenti denigratori degli altri, cioè mostrando ai bambini come non curarsi (o farsi beffe, senza rischiare) dell&#8217;ignoranza altrui.</p>
<p>Non è facile, e come giustamente sottolinei molti emigrati affrontano questo problema. Ma <strong>se non è facile per te lo è ancora meno per i tuoi bambini</strong>, e quando tu rinunci a parlare la tua lingua dai loro un segnale forte su quanto la lingua sia importante e quanto valga la pena di difenderla. Tieni anche presente che la lingua è un&#8217;espressione della propria identità, rifiutando o vedendo rifiutata la propria lingua i bambini potrebbero rifiutare la propria identità Italiana, e questo alla lunga li rende più deboli, non più forti. Sto un po&#8217; esagerando, mostrando le conseguenze estreme&#8230;</p>
<p>Punto secondo, <strong>se comunque i tuoi bambini dovessero decidere che non vogliono parlare l&#8217;Italiano</strong> (sempre guardando all&#8217;estremo), sappi che continuando a parlarlo tu stessa permetterai loro di continuare a coltivare il loro bilinguismo, cresceranno <a href="http://bilinguepergioco.com/home/informazioni-di-base-sul-bilinguismo/">bilingui passivi</a>, e potranno riappropriarsi della lingua in modo attivo quando vorranno.</p>
<p>Comunque <strong>non è detto che sia sempre così difficile</strong>, magari una volta finita l&#8217;estate e incominciata la scuola non verrete più catalogati come turisti e verrete automaticamente accettati come locali. Magari quando percepisci un po&#8217; di diffidenza o ostilità puoi semplicemente <strong>rivolgere una frase carina nel tuo ottimo Francese alla persona in questione</strong>, spesso questo già basta a rompere il ghiaccio, se parli bene la lingua del posto è più facile accettarti anche se sei straniera soprattutto se ci metti il tuo bel sorriso, o ancora meglio quello disarmante dei tuoi bambini.</p>
<p>In conclusione non ti consiglio di fare una cosa o l&#8217;altra, alla fine è una tua scelta, ti consiglio però di <strong>decidere a mente fredda quello che vuoi fare</strong>, soppesando i pro e i contro e tenendo presente che <strong>presa una strada poi è difficile cambiarla</strong> (soprattutto se scegli di parlare in Francese come suggerisce la tua amica).</p>
<p>Che ne dici? Qualcuno ha esperienze simili da condividere?</p>
<p>L.</p>
<p>Immagine da <a href="http://www.flickr.com/photos/ajourneyroundmyskull/4283576829/" target="_blank">A Journey Round my Skull</a></p>
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		<title>Crescere con la passione per l&#8217;Inglese, a Torino</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2010/08/18/crescere-con-la-passione-per-linglese-a-torino/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 05:01:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Non-madrelingua]]></category>
		<category><![CDATA[2-4 anni]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini Inglese]]></category>
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		<category><![CDATA[Inglese per bambini a Torino]]></category>
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		<description><![CDATA[
Tutti quelli che ancora si domandano come far imparare l&#8217;Inglese ai bambini leggano la storia di Chiara. Non di come lei insegna l&#8217;Inglese a sua figlia, ma di come l&#8217;ha imparato lei. Senza strafare, con strumenti semplici e passione quotidiana. Oggi Chiara vive a Torino, e secondo me non ha bisogno di una scuola internazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2010/08/18/crescere-con-la-passione-per-linglese-a-torino/" title="Crescere con la passione per l'Inglese, a Torino"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2010/08/3692691268_b52a19a911-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><div>
<div>Tutti quelli che ancora si domandano <strong>come far imparare l&#8217;Inglese ai bambini</strong> leggano la storia di Chiara. Non di come lei insegna l&#8217;Inglese a sua figlia, ma di <strong>come l&#8217;ha imparato lei</strong>. Senza strafare, con strumenti semplici e passione quotidiana. </strong>Oggi Chiara vive a <strong>Torino</strong>, e secondo me non ha bisogno di una <strong>scuola internazionale </strong>per la sua bambina.</div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div>
<div><em>Ciao!<br />
Ti seguo da un bel po&#8217; e devo farti i complimenti: stai facendo un lavoro splendido e (immagino) anche piuttosto faticoso.</em></div>
<div><em><br />
Ti scrivo due righe al volo, prima di mettere a ninna mia figlia. Lei <strong> ha quasi due anni</strong>, è italiana e figlia di italiani che vivono in Italia.<br />
Spero che da me erediti la <strong>passione per le lingue e le culture</strong> altrui e da un bel po&#8217; le parlicchio in <strong>Inglese.</strong><br />
In Inglese perché è la lingua che so meglio ma soprattutto perché è quella che <strong>amo</strong> di più e in maniera più viscerale.</em></div>
<div><em><br />
Mi sono avvicinata all&#8217;Inglese a </em><strong><em>scuola</em></strong><em>, ma da subito </em><strong><em>ne ho fatto un interesse mio.</em></strong><em><br />
Alle medie </em><strong><em>ascoltavo audiocassette</em></strong><em> registrate da me quando papà guardava film in lingue originale, al liceo<strong> leggevo </strong>King (e Salinger e molti altri) in <strong>Inglese</strong> e vedevo quasi solo film in originale.<br />
Finite le superiori ho vagabondato un po&#8217; per diverse facoltà e mi sono regalata un paio d&#8217;anni presso </em><strong><em>un&#8217;Università Americana a Roma.</em></strong><em><br />
Tutti i miei colleghi madrelingua italiana (non i bilingue, ovviamente) hanno dovuto sostenere un corso intensivo di Inglese dopo la prova preliminare; a me non l&#8217;hanno fatto fare.<br />
Parlavo bene (per quanto spesso mi mancasse la tal parola), scrivevo benino (per quanto passassi ore sul dizionario).<br />
</em><strong><em> Sono stata accusata di farmi fare i temi a casa da terzi </em></strong><em>perché sembrava strano che potessi scrivere tanto benino senza essere madrelingua.<br />
Poi la stessa prof. che mi accusò volle mettermi alla prova in classe, ripetutamente, e infine, appurato che l&#8217;accusa di disonestà accademica era infondata, divenni la sua &#8220;cocca&#8221;.<br />
Non molto dopo lasciai l&#8217;Università (mio padre voleva che mi laureassi in Business e io volevo fare Letteratura) ma </em><strong><em>non riuscii a liberarmi dell&#8217;Inglese.</em></strong><em><br />
Ci ho lavorato sempre. Come adattatrice, traduttrice, redattrice. Piccole cose, ma mi sono divertita.<br />
</em><strong><em> Ora sono a casa con mia figlia</em></strong><em>.<br />
Ma l</em><strong><em>&#8216;Inglese resta ossigeno.</em></strong></div>
<div><em><strong> </strong><br />
Per questo </em><strong><em>non ho tv che non sia satellitar</em></strong><em>e (mi manca l&#8217;antenna adatta) e </em><strong><em>non posseggo film e cartoni in Italiano.</em></strong><em><br />
Non voglio forzare mia figlia, ma confesso che mi dispiacerà se la mia ossessione non le verrà trasmessa. <img src='http://bilinguepergioco.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Ecco la mia storia in breve.</em></div>
<div><em><br />
Al momento </em><strong><em>sono alla ricerca di una scuola materna Internazionale a Torino.</em></strong><em><br />
Chissà se tu ne sai qualcosa&#8230;<br />
Dovrebbe essere pubblica, perché privata proprio non posso permettermela con lo stipendio da ricercatore di mio marito.<br />
Mi fai sapere se ne conosci?<br />
Scusa la lunga noiosa presentazione ma è un po&#8217; che volevo mandarti un segnale di fumo. </em><em>Stai bene e ancora complimenti,<br />
Chiara</em></p>
</div>
<p>Ciao Chiara!</p>
<p>che bella lettera, bellissima. Tu sei Bilingue per Gioco fatto persona, <strong>sei la prova in carne e ossa che non occorre avere genitori madrelingua o vivere all&#8217;estero o che so io, bisogna avere passione per le lingue</strong>!<br />
Proprio perchè la tua storia è una testimonianza diretta, ti consiglio di <strong>non cercare nemmeno la scuola pubblica internazionale</strong> per tua figlia, non so se a Torino c&#8217;è ma ne dubito, e se anche ci fosse dubito che sarebbe di qualità. <strong>Metti tua figlia in una scuola che ti piace</strong>, in cui la crescano bene come persona, questa è la cosa più importante.</p>
<p>Poi semplicemente<strong> vivi la tua passione</strong>, <strong>senza mai forzare la bambina</strong>, senza chiederle nulla, senza farle capire che per te è importante che lei impari. Falle solo vivere quanto importante è per te. Ascolta i tuoi film in Inglese con lei, canta le tue canzoni, lascia libri in Inglese in giro per casa e comunque alla sua portata (ovviamente titoli compatibili con l&#8217;età). Il resto verrò da sè. Sicuro.<strong> Semina desiderio di conoscenza, non sapere! </strong></p>
<p><strong> </strong>Ciò che tu descrivi è l&#8217;esposizione naturale alla lingua, usando però una pluralità di punti di accesso, che poi sono occasioni di divertimento per chi ama la lingua. Per chi fosse interessato questi e altri modi per far entrare una lingua nel proprio quotidiano si trovano nell&#8217;e-book  <a href="bilinguepergioco.com/ebook-in-che-lingua-giochiamo/"><strong>In che lingua giochiamo? </strong></a></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Ciao e grazie ancora,</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Letizia</span></strong></p>
</div>
</div>
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		<title>La mamma è quasi bilingue, il bambino parla 3 lingue</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 08:20:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[Bilinguismo passivo]]></category>
		<category><![CDATA[Danese bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Intercultura]]></category>
		<category><![CDATA[Multilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[Trilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze bilingui]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblico la storia di Eva, non tanto per rispondere alle sue domande (mi sembra molto consapevole di ciò che fa) quanto per condividere 2 esperienze: 1) il rimpianto di chi non è stato cresciuto bilingue pur avendo genitori di madrelingua diversa, 2) il successo di chi sta crescendo il proprio bambino con 3 lingue in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2010/08/16/la-mamma-e-quasi-bilingue-il-bambino-parla-3-lingue/" title="La mamma è quasi bilingue, il bambino parla 3 lingue"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2010/08/4872328297_aff0a04f56-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p>Pubblico la storia di Eva, non tanto per rispondere alle sue domande (mi sembra molto consapevole di ciò che fa) quanto per condividere 2 esperienze: 1)<strong> il rimpianto di chi non è stato cresciuto bilingue pur avendo genitori di madrelingua diversa,</strong> 2) <strong>il successo di chi sta crescendo il proprio bambino con 3 lingue</strong> in totale serenità e semplicità.</p>
<p><em>Cara Letizia,<br />
anzitutto grazie per il tuo bel sito web &#8211; <strong>very inspiring</strong></em><em>, mi ha aiutato a riflettere sulle <strong>sfide linguistiche della mia famiglia</strong></em><em>.<br />
Qualche giorno fa mi sono iscritta alla tua</em><a href="http://www.feedblitz.com/f/?Sub=488086"><em> Newsletter </em></a><em>e anche alla </em><a href="http://www.facebook.com/pages/Bilingue-Per-Gioco/306506720463" target="_blank"><em>pagina Facebook</em></a><em> (che ho anche segnalato ad alcuni amici con famiglie bilingui, vedo che alcuni si sono già iscritti). </em></p>
<p><em><br />
A questo punto penso di dovermi presentare. Sono cresciuta in Italia da </em><strong><em>padre siciliano</em></strong><em> e da </em><strong><em>madre danese.</em></strong><em> Mia mamma mi racconta che, quando ero piccola,</em><strong><em> piangevo ogni volta che lei si rivolgeva a me in danese e così alla fine ha smesso</em></strong><em>, anche perché trent&#8217;anni fa era più complicato di oggi tenere i contatti con la &#8220;madrepatria&#8221;, se nessuno nel tuo quotidiano parlava la tua lingua (gli aerei erano più cari, non c&#8217;era internet né Skype né dvd da guardare in lingua&#8230;). Così </em><strong><em>ho imparato il danese da adolescente</em></strong><em> (a quel punto </em><strong><em>piangevo perché non riuscivo a comunicare con la nonna</em></strong><em>!) e in seguito, negli anni universitari, ho passato anche dei periodi di studio in Danimarca: mi dicono che </em><strong><em>non ho accento</em></strong><em>, anche se la mia percezione è che ultimamente il mio danese si stia un po&#8217; arrugginendo&#8230; comunque sono convinta che quella lingua (e forse con essa una propensione per tutte le lingue) fosse nascosta da qualche parte nel mio cervello, perché l&#8217;ho imparata sì con fatica, ma molto meno che uno completamente digiuno, e con quegli astrusi fonemi nordici non ho avuto i problemi che di solito hanno gli italiani.</em></p>
<p><em><br />
</em><strong><em> Mio marito invece è un romano di padre calabrese e madre nord-irlandese.</em></strong><em> Ci siamo innamorati, credo, anche per la nostra &#8220;esterofilia&#8221;, se così possiamo chiamarla, l&#8217;amore per i viaggi, il background familiare interculturale etc. etc. </em><strong><em>Neanche lui parla in inglese con sua madre, </em></strong><em>ma ha viaggiato e viaggia molto per passione e per lavoro e adopera molto l&#8217;inglese. Sia io sia lui amiamo guardare i film in lingua originale (non solo quelli anglofoni) e leggere narrativa in lingua inglese. Mio marito non parla il danese, ma conosce una dozzina di parole che sono entrate nel nostro lessico familiare.</em></p>
<p><em><br />
E poi c&#8217;è </em><strong><em>nostro figlio, di quasi 17 mesi</em></strong><em>, che ha quattro passaporti (italiano, danese, britannico e irlandese) &#8211; con grande orgoglio dei suoi genitori! <img src='http://bilinguepergioco.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  Proprio in queste settimane il piccolo chiacchierone sta imparando a parlare &#8211; e noi impariamo a decodificare le sue prime parole da toddler, scoprendo con grande piacere che </em><strong><em>usa parole delle varie lingue di famiglia</em></strong><em>! Per esempio per indicare l&#8217;acqua, può dire indifferentemente vai-vai (danese vand) oppure gua-guà (che sarebbe acqua, ovviamente). O ancora può salutare dicendo cià-cià oppure hej hej oppure bye bye!</em></p>
<p><em> Devo dire che in questi giorni, oltre ad essere assolutamente affascinata da quello che sta succedendo nel suo cervellino in perenne fermento, ho avuto un</em><strong><em> boost di motivazione per l&#8217;educazione multilingue</em></strong><em>, in seguito a questi piccoli grandi risultati. In principio infatti </em><strong><em>ero un po&#8217; scettica sulla mia capacità di &#8220;passargli&#8221; il danese,</em></strong><em> che già per me è una seconda lingua, quando io e mio marito parliamo sempre italiano tra noi e usiamo l&#8217;inglese solo quando ci sono ospiti stranieri per casa (cosa che comunque succede abbastanza spesso). Nei primi mesi mi ero &#8220;accontentata&#8221; di </em><strong><em>leggergli le storie in danese e in inglese</em></strong><em> e di cantargli </em><strong><em>canzoncine e finger-games</em></strong><em> in danese e in inglese (lingue/culture che secondo me hanno ricchissimi repertori per niente paragonabili a quelli italiani): pensavo che comunque sarebbe stato meglio di niente! (Sono particolarmente fortunata a conoscere molte nursery rhymes in inglese perché mia mamma insegna &#8211; con grande passione &#8211; inglese alla scuola elementare e ha anche un sito con una raccolta di action games che magari ti potrebbe interessare: </em><a href="http://www.maestramette.it/" target="_blank"><em>http://www.maestramette.it</em></a><em>) Quest&#8217;estate però </em><strong><em>il danese sta prendendo il sopravvento</em></strong><em>, perché prima siamo stati in Danimarca e poi anche al ritorno in Italia ci troviamo in vacanza con nonna e bisnonna materna. I nonni paterni invece sono in Inghilterra per due mesi e quindi l&#8217;inglese lo stiamo praticando poco&#8230; mi accorgo che spontaneamente mi viene di cantare in danese, mentre quando ero a casa l&#8217;inglese mi veniva fuori più spesso.<br />
Non so bene quale &#8220;metodo&#8221; possiamo applicare come famiglia. Noi viviamo in provincia di Roma, i nonni (o per essere più precisi le nonne, visto che sono loro quelle che parlano le altre lingue) si vedono per lo più nei weekend e nelle vacanze, ma non sono una presenza quotidiana per via delle distanze.</em><strong><em> Io sono un po&#8217; &#8220;camaleontica&#8221; nel mio uso delle lingue </em></strong><em>e tendo a fare lo switch da una lingua all&#8217;altra a seconda di chi mi trovo intorno..</em><strong><em>. temo che questo possa confondere mio figlio.</em></strong><em> Dovrei forse attenermi con coerenza ad una sola delle lingue?</em></p>
<p><em><br />
Mi è piaciuta molto l&#8217;idea del </em><strong><em>playgroup in lingua</em></strong><em> e vorrei tanto metterla in pratica, perché dopo i nostri viaggi estivi, al nostro ritorno a settembre, non perdiamo quella ricchezza linguistica che stiamo costruendo pian piano. Per il momento ho avuto la fortuna di entrare in contatto sia con una mamma danese a Roma sia con una mamma scozzese in un paese vicino a dove vivo. Ci siamo già accordate per incontrarci e stare insieme con i bambini per esporli rispettivamente al danese e all&#8217;inglese&#8230; e inoltre Daniel inizierà ad andare all&#8217;asilo nido da ottobre, dove starà insieme a bambini italofoni. Lui è un bimbo molto socievole e allegro: vedremo come va!<br />
Questa è la nostra piccola esperienza &#8211; so far!<br />
Un caro saluto e buon lavoro!<br />
Eva</em></p>
<p>Eva,</p>
<p>grazie mille di aver raccontato la vostra storia, veramente bella! Riguardo il consiglio che mi chiedi ti do la stessa risposta che ho dato ad <a href="http://bilinguepergioco.com/2010/08/10/parlare-3-lingue-in-casa-ma-in-che-ordine/">Annarita</a>, cerca di trovare una struttura, o una <a href="http://bilinguepergioco.com/2009/10/13/5-motivi-per-fare-del-bilinguismo-una-routine-e-seguirla-con-costanza/"><strong>routine</strong></a>. Vale a dire <strong>associare ogni lingua a determinate situazioni</strong> (siamo da soli o con altre persone),<strong> posti </strong>(casa vs fuori di casa),<strong> orari</strong> (una lingua al mattino e una al pomeriggio, o una per giocare e un&#8217;altra per i pasti, ecc ecc).</p>
<p>Puoi essere molto creativa nello stabilire una routine che funzioni per voi, l&#8217;importante è che ci sia una routine. Un&#8217;altra modalità, per esempio, è <strong>stabilire dei rituali per passare da una lingua all&#8217;altra</strong>, per esempio se il danese è prevalentemente la lingua del gioco, o comunque quella usata pù sporadicamente, o<strong>gni volta che vuoi passare al danese puoi farlo con una frase rituale</strong>, tipo &#8220;ora parliamo danese&#8221; (o qualcosa di più divertente), <strong>o con una canzoncina</strong> o qualcosa di simile.</p>
<p>Il concetto è che <strong>il passaggio da una lingua all&#8217;altra non dovrebbe essere subito dal bambino </strong>senza che abbia alcun modo di controllarlo e prepararsi, <strong>deve poter essere gestito anche dal bambino in maniera autonoma.</strong> Spero di essere stata abbastanza chiara.</p>
<p>Mi pare comunque che tu abbia le idee molto chiare, avevi già colto che il bilinguismo prende tante forme, e tu pur non parlando il danese ce l&#8217;avevi già in testa, si parla di <strong><a href="http://bilinguepergioco.com/home/informazioni-di-base-sul-bilinguismo/">bilinguismo passivo</a></strong>, come pure l&#8217;importanza delle <strong>vacanze</strong> e in generale della <strong>famiglia allargata</strong> per dare un senso, un contesto, alla seconda lingua ma soprattutto per renderla un <strong>canale per comunicare con le persone a cui vogliamo bene</strong>, che poi è il primo scopo della lingua.</p>
<p>Per il resto, la storia tua e di tuo marito, è veramente esemplare<strong>. Crescere senza una delle proprie lingue vuol dire sentirsi privati di una parte della propria identità</strong>, testimonianze come le vostre aiutano tutti i genitori di bambini potenzialmente bilingui a rendersene conto.</p>
<p>Ciao,</p>
<p>Letizia</p>
<p>P.S.</p>
<p>Grazie per esserti iscritta su <strong><a href="http://www.facebook.com/pages/Bilingue-Per-Gioco/306506720463">Facebook</a></strong> e aver diffuso ai tuoi amici, invito tutti a farlo!</p>
<p>Immagine da <a href="http://www.flickr.com/photos/ajourneyroundmyskull/4872328297/" target="_blank">A Journey Round my Skull</a></p>
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		<title>Parlare 3 lingue in casa, ma in che ordine?</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 18:07:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Code Mixing]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese bambini]]></category>
		<category><![CDATA[OPOL]]></category>
		<category><![CDATA[Ungherese]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi non farebbe cambio con Annarita subito? Una casa in cui si parlano ben 3 lingue come se nulla fosse, ma potenzialmente si potrebbe arrivare a &#8230;.n+1!
Buongiorno Letizia!
Desidero presentarmi e complimentarmi per il tuo blog.
Lo ricevo da diverso tempo ormai e finalmente sono riuscita a ritagliarmi qualche minuto ogni paio di giorni per leggerlo con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2010/08/10/parlare-3-lingue-in-casa-ma-in-che-ordine/" title="Parlare 3 lingue in casa, ma in che ordine?"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2010/08/4744644916_17b31eecb7-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p>Chi non farebbe cambio con Annarita subito? Una casa in cui si parlano ben 3 lingue come se nulla fosse, ma potenzialmente si potrebbe arrivare a &#8230;.n+1!</p>
<p><em>Buongiorno Letizia!<br />
Desidero presentarmi e complimentarmi per il tuo blog.<br />
Lo</em><a href="http://www.feedblitz.com/f/?Sub=488086"><em> ricevo da diverso tempo</em></a><em> ormai e finalmente sono riuscita a ritagliarmi qualche minuto ogni paio di giorni per leggerlo con la dovuta attenzione anche se solo sul blackberry. Interessante, offre sempre qualke spunto di riflessione e non solo.<br />
Sono una </em><strong><em>neo mamma di due gemelli </em></strong><em>(maschietti e diversi) di 8 mesi e piu&#8217;: Orlando e Tibor.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Io sono </em><strong><em>bilingue dalla nascita </em></strong><em>(</em><strong><em>italo-ungherese</em></strong><em>) papa&#8217; Italiano + mamma Ungherese, io nata a Budapest ma cresciuta in Italia (per lo piu&#8217;) e </em><strong><em>perfettamente (senza accento) bilingue</em></strong><em>. La storia familiare e&#8217; complessa (papa&#8217; nato in Umbria, di origini Sarde ma Romano da sempre + mamma oramai Italiana residente in Piemonte)&#8230;e poi molto altro ma mi fermo qui.<br />
Piu&#8217; tardi, nel corso degli anni sono diventata (per vissuto in US e altri posti) </em><strong><em>multilingue</em></strong><em>, in </em><strong><em>Inglese </em></strong><em>(perfetto) e anche </em><strong><em>Francese</em></strong><em> (ma qs meno) aggiungendo basic knowledge di </em><strong><em>Tedesco, Spagnolo, Portoghese e Finlandese</em></strong><em> (che ho pero&#8217; persi nel tempo).<br />
</em><strong><em> Mio marito e&#8217; Inglese </em></strong><em>(UK); p</em><strong><em>arla anche Italiano ma con forte accento </em></strong><em>(tipo Heather Parisi dei primi tempi) con qualche inciampo grammaticale, divertente e divertito, ma che ci ha portati a decidere che </em><strong><em>ai bimbi lui parla in Inglese only</em></strong><em> <img src='http://bilinguepergioco.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
</em><strong><em> La tata e&#8217; Italiana </em></strong><em>(siciliana, pardon) e la seconda tata (la ragazza che ci aiuta a tenere un po&#8217; in ordine la casa) e&#8217; </em><strong><em>peruviana</em></strong><em> (dunque Spagnolo).<br />
</em><strong><em> La nonna materna parla loro in Ungherese/Italiano ed io in tutte e tre le lingue-madri (Italiano,Ungherese, Inglese)</em></strong><em>.<br />
I parenti di mio marito, tutti in UK, ovviamente parlano ai bimbi in Inglese, quando presenti.<br />
Cosa ne dici, </em><strong><em>impazziranno o ne potra&#8217; uscire fuori qualcosa di buono per loro?</em></strong><em><br />
La verita&#8217; e&#8217; che non si tratta nel nostro caso di un bi, anzi multi-linguismo forzato o strategico, bensi&#8217; inevitabile: </em><strong><em>ognuno parla nella lingua in cui pensa in quel momento,</em></strong><em> un po&#8217; come passare dal dialetto alla lingua italiana &#8217;televisiva&#8217; senza accorgersene.<br />
Ora scappo a tenere insieme la ciurma.<br />
Se vorrai, ogni tuo commento e/o suggerimento e&#8217; piu&#8217; che benvenuto.<br />
Ti faccio i miei complimenti perché il tuo sito è davvero interessante. Grazie sin d&#8217;ora per il tuo tempo, l&#8217;entusiasmo e la costanza.<br />
Saluti,</em></p>
<p><em>Annarita </em></p>
<p>Che meraviglia! C&#8217;è qualcosa nel tono della tua lettera che mi fa capire che <strong>tutto è meravigliosamente normale</strong> in questa tua famiglia così poco standard, e questa è la cosa più bella! Grazie davvero molto di aver condiviso la tua, anzi vostra, storia.</p>
<p>Già che me lo chiedi ti do il mio parere. <strong>No, non impazziranno</strong>, è tutto molto normale e quindi credo che tutto filerà liscio.</p>
<p>Però qualche riflessione la farei. Parlare la lingua in cui stai pensando in quel momento è sicuramente una cosa molto spontanea e naturale, ma forse <strong>non aiuta molto i bambini, che si trovano a dover indovinare in quale mood sei tu</strong> e a doversi adattare. Cerco di essere chiara, la spontaneità è una cosa estremamente positiva, però richiede ai bambini una fatica in più di interpretazione, di adattamento, dover fare lo switch mentale da una lingua all&#8217;altra in base al tuo train of thought, piuttosto che il loro. <strong>Se invece sapessero che ogni lingua è univocamente associata ad una certa circostanza o persona sarebbe più facile per loro fare questo passaggio mentale in maniera più automatica e quindi autonoma.</strong></p>
<p>Ecco perchè secondo ma varrebbe la pena di cercare di ricondurre il vostroa pproccio verso qualcosa che assomigli di più a <strong><a href="http://bilinguepergioco.com/home/3-metodi-principali-per-crescere-un-bambino-bilingue/">OPOL</a></strong><strong>.</strong> Tipo tu e tua mamma parlate sempre Ungherese, il papà parla sempre Inglese, tu e il papà tra di voi parlate ciò che volete (o Inglese o italiano), il resto del mondo parla sempre Italiano (inevitabilmente). Oppure tu puoi parlare Ungherese in casa e Italiano fuori di casa. Oppure ci possono essere altre variazioni sul tema, ma se riuscirai a <a href="http://bilinguepergioco.com/2009/10/13/5-motivi-per-fare-del-bilinguismo-una-routine-e-seguirla-con-costanza/">creare una routine</a> li aiuterai a fare in maniera automa il passaggio da una lingua all&#8217;altra, e quindi a parlarle tutte e 3, minimizzando il <a href="http://bilinguepergioco.com/2009/01/18/code-mixing-e-code-switching/">code mixing.</a></p>
<p>Che ne dici?</p>
<p>Letizia</p>
<p>Immagine da <a href="http://www.flickr.com/photos/ajourneyroundmyskull/4744644916/in/set-72157617393678973/" target="_blank">A Journey Round My Skull</a></p>
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		<title>La parola a voi!</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 15:37:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Stanno succedendo due cose interessanti in questi giorni di caldo intenso e ventilato.
Sto ricevendo delle lettere bellissime, di famiglie che evidentemente in vacanza hanno trovato il tempo per buttare giù qualche riflessione sulla loro esperienza o qualche domanda su come procedere. Sono lettere molto belle, piene di vita e emozioni e propongono problemi affatto scontati, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2010/08/10/la-parola-a-voi/" title="La parola a voi!"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2010/08/4862104236_de568f12e3-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p>Stanno succedendo due cose interessanti in questi giorni di caldo intenso e ventilato.</p>
<p>Sto ricevendo delle <strong>lettere bellissime</strong>, di famiglie che evidentemente in vacanza hanno trovato il tempo per buttare giù qualche riflessione sulla loro esperienza o qualche domanda su come procedere. Sono lettere molto belle, piene di vita e emozioni e propongono <strong>problemi affatto scontati, nei quali sicuramente molti di noi si ritroveranno.</strong></p>
<p>Io invece ho bisogno di riposarmi un attimo e lavorare un pochino dietro le quinte (vi siete accorti che un passetto alla volta stanno emergendo dei cambiamenti sul sito? Niente di radicale, nessuna rivoluzione, ma spero di renderlo più user friendly.)</p>
<p>Ecco quindi l&#8217;idea. Per il prossimo paio di settimane <strong>pubblicherò le storie che voi mi state inviando</strong>. Con le vostre <strong>domande</strong> e i vostri <strong>successi</strong>. Storie di famiglie bilingui, di famiglie all&#8217;estero, e di famiglie italiane in Italia con la passione delle lingue. <strong>Storie normali insomma, se non fosse che nessuna di queste situazioni viene considerata molto normale</strong>.</p>
<ul>
<li>Se avete una <strong>storia da condividere,</strong> scrivetemela a bilinguepergioco CHIOCCIOLA yahoo PUNTO com.</li>
<li>Se avete del <strong>feedback sul sito</strong> datemelo, già che ci sto mettendo le mani posso fare tesoro delle vostre opinioni.</li>
<li>Se avete dei <strong>commenti </strong>da fare, o dei consigli da condividere, fatelo preferibilmente commentando i post stessi.</li>
<li>Se usate <strong>Facebook</strong>, trovatemi anche lì, cliccando <a href="http://www.facebook.com/pages/Bilingue-Per-Gioco/306506720463" target="_blank">qui</a>, e siate gentili, cliccate anche su <em><strong>Suggest to friends</strong>.</em></li>
</ul>
<p><em><span style="font-style: normal;">Buon solleone a tutti!</span></em></p>
<p>L.</p>
<p>Immagine da<a href="http://www.flickr.com/photos/ajourneyroundmyskull/4862104236/" target="_blank"> A Journey Round my Skull</a></p>
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		<title>Bilinguismo on the beach</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 15:32:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita Vissuta]]></category>
		<category><![CDATA[2-4 anni]]></category>
		<category><![CDATA[Bilinguismo passivo]]></category>
		<category><![CDATA[Expat]]></category>
		<category><![CDATA[Expat in USA]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Intercultura]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze bilingui]]></category>

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		<description><![CDATA[In spiaggia abbiamo conosciuto T. e la sua mamma. La mamma di T. è italiana, il papà è americano e vivono negli Stati Uniti, quelli del sud, delle case coloniali, di Rossella O&#8217;Hara, degli spazi aperti e la mentalità&#8230; beh ecco, in genere meno aperta.
Io e Marcella, la mamma di T., ci siamo piaciute subito, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2010/08/05/bilinguismo-on-the-beach/" title="Bilinguismo on the beach"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2010/08/3613402212_4be100880a_m-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p>In spiaggia abbiamo conosciuto T. e la sua mamma. La mamma di T. è italiana, il papà è americano e vivono negli <strong>Stati Uniti,</strong> quelli del sud, delle case coloniali, di Rossella O&#8217;Hara, degli spazi aperti e la mentalità&#8230; beh ecco, in genere meno aperta.</p>
<p>Io e Marcella, la mamma di T., ci siamo piaciute subito, spero&#8230;, beh insomma a me è piaciuta lei. Abbiamo molto in comune ovviamente. Due <strong>bambini bilingui</strong>, tanto per incominciare, più o meno della stessa età, e con &#8220;problemi&#8221; simili e opposti. Che ovviamente non sono veri problemi, diciamo opportunità, come fanno gli americani quando sono motivati e vogliono motivare e pensano sempre e solo positivo. Non ci sono mai problemi, solo opportunità per migliorare.</p>
<p>Ecco dunque, la lingua dominante di A. è l&#8217;<strong>Italiano</strong>, la <a href="http://bilinguepergioco.com/home/informazioni-di-base-sul-bilinguismo/">lingua dominante </a>di T. è l&#8217;<strong>Inglese</strong>. T. ha bisogno di praticare di più l&#8217;Italiano, soprattutto per poter comunicare bene con i propri nonni. A. grandi bisogni non ne ha, ma insomma meglio parla l&#8217;Inglese meglio è.</p>
<p>Io e Marcella abbiamo in comune il fatto di <strong>vivere/aver vissuto all&#8217;estero.</strong> Ma in esteri completamente diversi. Lei se n&#8217;è accorta appena ho aperto bocca (in Inglese), &#8220;oh you speak British English&#8221;. Io ascoltavo i suoi racconti della loro vita in &#8220;rural&#8221; USA come si ascoltano le favole. E&#8217; un mondo che davvero non conosco, che posso solo immaginare dai libri che ho letto, però faccio fatica a pensare che gli USA di oggi siano ancora tanto simili a quelli di una cinquantina di anni fa, che in questo mondo in costante evoluzione, perennemente all&#8217;avanguardia, nel mondo di Obama per dire (e ho detto davvero molto), ci sia spazio per cambiamenti così lenti, per una società tutto sommato ancora molto statica.</p>
<p><strong>A. e T. non è che dessero molto peso al fatto di essere entrambi bilingui,</strong> almeno non l&#8217;hanno esternato, però credo che abbiano registrato il fatto di avere questa cosa in comune, o forse è solo un&#8217;idea mia, sinceramente non lo so. Magari per loro è talmente scontato che nemmeno ci fanno caso (anche perchè sono ancora piccoli e la mamma è ancora abbastanza vicina al centro dell&#8217;universo), dall&#8217;altro non possono non aver notato che qualcun altro parlava Inglese, cosa che sulle nostre spiagge non capita molto (eufemismo). Mi sembra di aver notato che A. fosse meno loquace del solito, come se non sapesse bene quale lingua parlare, stesse cercando di inquadrare la soluzione.</p>
<p>In realtà però <strong>più che un incontro linguistico questo è stato un incontro culturale</strong>. <strong>Cultura italiana vs cultura americana</strong>. <strong>Cultura espatriata vs cultura rimpatriata</strong> (che è uno stato mentale a sè, perchè l&#8217;espatriato è un po&#8217; pioniere, e quindi convive con la nostalgia, il rimpatriato non sai mai come gli piglia, c&#8217;è chi passa la vita a rimpiangere di essere tornato e chi tutto sommato tira fuori dalla valigia quello che ha imparato per strada e cerca di trasportarlo nella vita quotidiana in patria).</p>
<p>Non so quanto A. e T. possano aver apprezzato questo scambio culturale. Non sembrava si filassero più di tanto i nostri discorsi, tutti intenti a giocare con la sabbia, ma del resto i bambini fanno sempre così, poi in realtà hanno assorbito, magari le emozioni se non i discorsi complicati degli adulti.</p>
<p>Marcella e T. presto <strong>torneranno negli Stati Uniti</strong>, si rimetteranno a fare gli oatmeal cookies mentre noi continueremo a fare pane e biscotti (poi in realtà Marcella si porterà via la farina di grano duro per fare il pane e io gli oatmeal cookies li devo almeno provare, almeno una volta!), ma speriamo che queste giornate sulla spiaggia siano l&#8217;inizio di un&#8217;amicizia. <strong>La vita a volte va così, le persone le incontri per caso, condividi una storia e qualcosa ti lega</strong>. Se A. e T. avessero modo di imparare anche solo questo, già avrebbero imparato molto.</p>
<p>P.S.</p>
<p>Colgo l&#8217;occasione per dare il bentornato in patria anche ad un&#8217;altra mamma, Kety. Che viveva proprio dietro l&#8217;angolo di dove vive Marcella e adesso vive dietro l&#8217;angolo di dove vivo io. Che ci seguiva prima perchè voleva che la sua bimba imparasse l&#8217;Italiano, ora perchè vorrebbe che continuasse a parlare l&#8217;Inglese. Ho parlato con Kety proprio ieri, via Skype, e mi parlava dello stesso mondo di cui mi parlava Marcella. E io sono qui sulla mia spiaggia bella che non si sa, ma francamente remota, isolata, e anche un po&#8217; arretrata. Il mondo sta diventando sempre più piccolo&#8230;</p>
<p>P.P.S.</p>
<p>Noterete che il Bilinguismo on the beach 2010 è ben diverso dal <a href="http://bilinguepergioco.com/2009/07/29/opol-e-il-cambiamento-di-habitat-ossia-opol-on-the-beach/">Bilinguismo on the beach 2009.</a></p>
<p>Immagine da<a href="http://www.flickr.com/photos/ajourneyroundmyskull/3613402212/sizes/s/in/photostream/" target="_blank"> A Journey Round my Skull</a></p>
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