“The Bilingual Edge”, King e Mackey
Senza questo libro non esisterebbe Bilingue Per Gioco. Lo consiglio caldamente a tutti i genitori. E’ un libro molto esauriente, scritto da persone estremamente competenti che pero’ hanno capito che la famiglie hanno bisogno di trovare spunti e conferme nei risultati della ricerca, ma hanno soprattutto bisogno di un approccio pratico al bilinguismo, di trovare risposta alle domande quotidiane. Soprattutto le autrici hanno ben capito che l’elemento fondamentale per la riuscita di un’educazione bilingue e’ la motivazione. Scritto con entuasiamo e passione questo libro e’ ricco di idee e comunica fiducia e entusiasmo, cio’ di cui i genitori hanno piu’ bisogno.
Il messaggio sostanziale e’ che ci sono mille modi per introdurre una seconda lingua nella vita di un bambino, si tratta di individuare la strategia migliore a seconda della situazione specifica della famiglia e del contesto sociale. I consigli pratici sull’uso degli innumerevoli strumenti a disposizione delle famiglie aiuteranno tutti i genitori a scegliere quelli piu’ adatti e ad utilizzarli consapevolmente.
Infine e’ da questo libro che e’ nata l’idea dei Playgroups, che trovo uno strumento eccezionale per far si che la seconda lingua diventi un’occasione di gioco e divertimento, sia per i piccoli che per i genitori.
Se volete leggere un solo libro, questo e’ quello che cercate!

Kendall King e Alison Mackey sono professoresse di linguistica alla Georgetown University, hanno numerosissime pubblicazioni scientifiche a loro nome e stanno crescendo i loro bambini bilingui.

“Raising a Bilingual Child”, Barbara Zurer Pearson
Decisamente un ottimo libro, che ha il pregio di essere sia molto completo ed esauriente che ben strutturato. Cio’ per cui si distingue e’ l’attenzione alle componenti emotive del bilinguismo, l’autrice affronta molte delle domande che i genitori si pongono, domande che spesso vengono altrimenti ignorate ma che in realta’ fanno parte della quotidianita’ e che soprattutto non sono un problema individuale ma comune a molte famiglie. L’autrice inoltre presenta diversi case studies, ossia racconta l’esperienza di diverse famiglie. I case studies sono molto diversi tra loro, quindi ogni famiglia potra’ trovare alcuni elementi familiari in una o piu’ di queste testimonianze, ma soprattutto capire che davvero ogni esperienza di bilinguismo e’ diversa, e che quindi non ci sono regole e ricette e ognuno deve e puo’ trovare la propria strada. Un indice ben organizzato rende questo libro facile da consultare al bisogno.

Barbara Zurer Pearson e’ ricercatrice associata presso l’Universita’ del Massachuttes.

A Parents’ and Teachers’ guide to Bilingualism” di Colin Parker

Questo libro e’ un classico del bilinguismo, molto probabilmente e’ una delle prime pubblicazioni divulgative sull’argomento e viene citato praticamente in tutte le bibliografie.
E’ un libro dall’approccio molto pragmatico, organizzato in un formato piuttosto inusuale, cioe’ Domanda e Risposta. Il vantaggio e’ che per ogni genitore e’ facile consultare il libro cercando la domanda piu’ vicina alla situazione o problematica che si sta vivendo, credo che molti genitori si riconosceranno in queste domande, o alcune di esse.
Lo svantaggio e’ che a parer mio questo formato pur incoraggiaggiando la consultazione, scoraggia invece la lettura del libro dall’inizio alla fine, cosicche’ diventa difficile crearsi un quadro completo solo sulla base di questo libro. Aggiungiamo anche che a volte delle informazioni interessanti sono contenute all’interno di risposte a domande che magari provengono da un percorso diverso da quello del lettore e che l’indice analitico non e’ particolarmente d’aiuto.
Insomma nel complesso un libro molto autorevole nel campo e ricco di informazioni e suggerimenti interessanti, ma non molto funzionale nel formato.

Colin Baker e’ professore presso l’universita’ del Galles e membro della British Psychological Society, e’ autore prolifico e ha tre bambini bilingui.

The Bilingual Family” di Harding-Esch e Riley.
Questo libro e’ chiaro, conciso, breve. Puo’ essere un buon inizio per chi vuole leggere qualcosa di sbrigativo e farsi un’idea delle diverse tecniche implementabili.
Nello stile e’ piuttosto secco e pragmatico, non comunica un grande entusiasmo o passione e non esplora il mistero di come facciano i bambini ad apprendere due lingue, ma da risposte molto sensate.
Uno degli aspetti piu’ positivi del libro e’ che e’ strutturato in modo estremamente razionale. Quattro brevi capitoli per degli accenni di teoria e un capitolo per aiutare ad analizzare la realta’ e le opzioni della propria famiglia. Poi un capitolo in cui si descrivono le esperienze di 18 famiglie diverse, ognuna delle quali ha vissuto il bilinguismo in maniera diversa, molto utile per mettere le cose nella giusta prospettiva, capire che non esistono regole auree per nessuno e aiutare a guardare alla propria famiglia con un’ottica diversa e prendere magari qualche idea in prestito. Infine un ultimo capitolo con un breve sommario delle scelte e le difficolta’ che piu’ spesso si presentano nelle famiglie bilingui.

Gli autori sono ricercatori nel settore del Bilinguismo e della pedagogia ma anche genitori che hanno cresciuto i propri figli bilingui.

“Third Culture Kids. The experience of growing up among worlds”, Pollock e Van Reken

Una lettura indispensabile per tutti i genitori che stanno crescendo i propri figli all’estero. l aricerca ha dimostrato che i bambini e ragazzi che crescono in un paese la cui cultura e’ diversa da quella della famiglia hanno molto in comune tra loro, indipendentemente dal paese e dalle nazionalita’ in quetione. L’esperienza di crescere lontani dalle proprie radici cercando di trovare una compromesso e un’identita’ a fronte di input molto diversi ha un profondo impatto sullo sviluppo della personalita’ e del carattere di questi ragazzi, un impatto che rimarra’ con loro per tutta la vita e condizionera’ molte delle loro scelte. Questo libro aiuta i genitori a capire l’esperienza che stanno vivendo i loro figli e ad aiutarli, perche’ crescere “among worlds” non e’ sempre facile.