Cosa c’entrano le famiglie non madrelingua col bilinguismo? C’entrano se vogliono entrarci, se vogliono che i loro bambini crescano imparando una seconda lingua, che per inciso, può essere l’Inglese, o qualsiasi altra lingua. Andiamo con ordine.

bambini imparano Inglese e le lingue

bambini imparano Inglese e le lingue

Non solo le famiglie bilingui possono crescere bambini bilingui

 

E’ un luogo comune come un altro, di luoghi comuni ce ne sono tanti e quelli sul bilinguismo si sprecano. Qui ne trovi degli altri,  di luoghi comuni sul bilinguismo intendo. In realtà come non esiste una definizione univoca di bilinguismo così non esistono regole precise su chi, come e quando può crescere bambini bilingui. Però sempre più esperti consigliano anche alle famiglie che non sono madrelingua, e che lo desiderino, di insegnare una seconda lingua ai bambini, per esempio leggi l’intervento della Professoressa Sorace. Molto spesso i bambini imparano l’Inglese come seconda lingua, sarebbe bello ne imparassero anche altre.

Certo bisogna chiarire cosa significa bilinguismo

Intanto, cos’è il bilinguismo è difficile da dire, partiamo dal fatto che di definizioni ce ne sono diverse, per semplificare qui trovi 7 definizioni di bilinguismo. Poi tieni presente che molto spesso i genitori madrelingua stessi hanno non poche difficoltà nel crescere i bambini bilingui, se non ci credi vai a leggere i loro blog, tra i link ne trovi diversi.

Crescere un bambino bilingue non vuol dire diventare la maestra di tuo figlio o forzare le cose

Il rischio c’è, certo, uno magari con tutte le buone intenzioni si fa prendere la mano. Ed è un rischio importante, perchè da un lato il bambino non imparerà dall’altro si rischia di minare il rapporto genitore-bambino. Il bambino impara quando ha voglia di imparare, e ha voglia di imparare non tanto quando si diverte, piuttosto quando è felice, quando fa qualcosa che lo fa stare bene ed è coinvolto emotivamente in quello che fa. Per questo per aiutare i bambini ad imparare bisogna giocare con loro, sedersi sul pavimento e lasciar fluire il tempo e le emozioni. Non è sempre facile, ma è necessario. I bambini colgono sempre le forzature, e giustamente le rifiutano.

Quindi da dove si può iniziare?

Prima di partire con i consigli operativi è bene capire se siamo nello spirito giusto. Questi post ti aiuteranno a focalizzare i punti importanti:

Se veramente sei sicuro di essere pronto, parti!

Se hai bisogno di pensarci su, prenditi tempo

Iscriviti alla newsletter di Bilingue per Gioco, leggi le esperienze condivise da altre famiglie. Rimugina un po’. Parlane col tuo compagno/a. Condividi le tue perplessità. Non partire fino a che non sarai convinto/a. Non è banale ed è un progetto a lungo termine, letteralmente chiunque può crescere dei bambini bilingui, ma solo se è molto motivato, se non lo sei rischi di ottenere l’effetto contrario e alienare i bambini, far loro rifiutare le lingue, e questo, come sappiamo, è il compito della scuola, non dei genitori.

Se l’idea ti piace, o se già lo stai facendo, salta a bordo. Nessuno è più bravo da solo che in un team, e questo siamo, un team di genitori con obiettivi e esperienze molto simili. Insieme possiamo cercare delle risposte, e soprattutto insieme possiamo rimanere motivati, perchè alla fine questo è il primo ostacolo per qualsiasi famiglia bilingue, madrelingua o meno, la motivazione!  Iscriviti ora alla newsletter di Bilingue per Gioco.

91 Comments

  1. Francesco
    Posted 30/08/2010 at 18:07 | Permalink

    Ciao tutti/e,
    finalmente trovo il tempo per raccontare la mia esperienza.
    Ho scoperto per caso questo sito fantastico digitando su internet “inglese per i neonati” perchè volevo iniziare a parlare in inglese a mia figlia.
    Non sono Madrelingua ma, per motivi di lavoro, parlo fluentemente l’inglese. Ho iniziato a parlare a mia figlia (che adesso ha 6 mesi) da quando era nella pancia della mamma sopratutto per abituarmi a questa nuova esperienza.
    dopo ormai 15 mesi di “attività” queste sono le mie impressioni/dubbi. Mi riesce ancora un po difficile parlare ad A. in inglese in pubblico sopratutto per l’imbarazzo che provo quando le persone mi guardano un po’ strano: fortunatamente mia moglie (che non sa l’inglese ma lo sta imparando anche lei….due piccioni con una fava!) mi appoggia al 100% e quindi piano piano questa fase di imbarazzo sta passando.
    Un altro punto che trovo interessante è che nelle situazioni di forte emozione (sia in senso negativo o positivo) ho la sensazione di non riuscire a trasferire nel modo adeguato i miei sentimenti a mia figlia (nei gesti intensi di affetto per esempio); questo mi preoccupa un po’ ed in effetti mi picerebbe avere dei commenti in merito.
    Devo dire che l’esperienza è interessante ma abbastanza faticosa (essendo non madrelingua). Io l’ho fatto per dare una chance in piu’ a mia figlia nel mondo del lavoro e per darle una maggiore flessibilità mentale (spero).

    francesco

    • Paola
      Posted 06/09/2010 at 14:18 | Permalink

      Ciao a tutti,
      Devo dire che leggendo la e-mail di Francesco sono rimasta sbalordita da tanta “similaritá” tra la sua situazione e la mia e tra le nostre rispettive percezioni della questione!
      Mi spiego: neanche io sono madrelingua, ma anche io per motivi di lavoro parlo inglese almeno 8/10 ore al giorno. Quando aspettavo mia figlia (che oggi ha 15 mesi), tutti mi chiedevano se avrei parlato alla bimba in Inglese in futuro, ed io rispondevo “ovviamente no! non sono mica inglese!” ma certo giá da allora l’idea di poter fornire una opportunitá del genere a mia figlia era allettante … Ma il papa’ (cosi come tutto il resto della famiglia) non parla inglese, e questo era per me sufficiente a scartare definitivamente l’ipotesi. Poi arriva il momento (oggi!) di iscrivere la bimba al nido ed il caso vuole che il nido che abbiamo scelto sia proprio uno di quei nidi che si definiscono bilingue ma che di fatto non lo sono (non mi dilungo oltre sull’argomento perché é stato gia’ ampiamente e correttamente trattato, vorrei solo specificare che é stato scelto per altri motivi diversi dal bilinguismo…), e gira gira sulla rete tra commenti generali sui nidi a Roma, eccomi su questo sito!
      Anche io a volte provo un forte imbarazzo nel parlare inglese in pubblico, quando nessuno si aspetta da te che tu parli inglese, e soprattutto anche io ho un grande timore, come Francesco, di non riuscire ad esprimere in modo adeguato i miei sentimenti piu’ profondi in una lingua che non mi appartiene da sempre, ma devo dire che dopo aver letto tanti post e pagine di questo sito, ed aver sentito una mia collega madrelingua dirmi “Ma perché non parli inglese con tua figlia? Il tuo inglese é perfetto!” forse rivedro’ la mia posizione. Devo dire che questo sito mi ha dato l’incoraggiamento piu’ grande, grazie a tutti!

      Paola

    • Simona
      Posted 26/01/2012 at 22:54 | Permalink

      Ciao sono Simona .
      Ho una figlia di 4 anni che sta crescendo bilingue.
      Non sono di madre lingua inglese ma lo parlo fluentemente e ho deciso di parlare a mia figlia in questa lingua da quando é nata.
      Da me non ha mai sentito una parola in italiano quando mi rivolgo a lei.
      Mi son aiutata con libri, dvd e Ipad in inglese e posso dire che sta funzionando.
      Mio marito mi appoggia totalmente e cerca di aprofittare per imparare qualcosa anche lui.
      Noi viviamo in Ticino e l’ambiente è totalmente italofono.
      Non trovo nessun imbarazzo nell’esprimermi in inglese con mia figlia in pubblico e tanto meno lei.
      Mia figlia mi parla in inglese, ma vivendo in un paese totalmente italofono, sento che comincia a fare fatica a esprimersi e, invece, migliora molto il suo italiano.
      così ci siamo iscritte a un Kids Club dove la maestra è americana e gioca con i bimbi solo in English.
      Ogni tanto mi vengono dubbi, ma più il tempo passa, più spariscono vedendo i buoni risultati.
      Mi sento di dire a me stessa e a tutti voi…..non mollare mai.

    • Simona
      Posted 28/01/2013 at 07:18 | Permalink

      Ciao Francesco,
      mi permetto di risponderti perchè mi sento vicino alle tue insicurezze provandole anch’io.
      Sto facendo la cosa giusta? Ora la mia risposta non ha piú esitazioni: SI
      Mia figlia ha 5 anni e parla inglese e italiano allo stesso modo, cambia da una lingua all’altra senza nessuna difficoltà.
      Chiaramente le sue lingue non sono così fluenti come un bambino monolingue, ma sta imparando alla grande.
      In casa guarda solo cartoni in inglese: Cbebiees e Nick Jr e io posso altrettanto rinfrecare il mio inglese, soprattutto le
      espressioni, anche quelle di affetto.
      Quando la guardo negli occhi e le dico How much I love her, sentro di dirlo con tutto il mio cuore e sento che lei
      riceve chiaramente il mio messaggio.
      Per quanto riguarda in pubblico, mi permetto di suggerirti di non avere paura e di non esitarti di eprimerti in inglese.
      La gente non puó fare altro che ammirarti e, inoltre, tua figlia si può accorgere del tuo imbarazzo e farsi influenzare.
      Sappiamo che i bimbi sono i migliori interpreti del linguaggio non verbale.
      Nei momenti di forte emozione, ho imparato a prendermi il tempo di contare fino a 10 per calmarmi e per trovare le
      parole giuste, cosa che non facciamo quasi piú nella nostra lingua madre. Trovo che sia un grande esercizio per noi
      adulti a controllarci soprattutto quando dobbiamo gestire capricci o disagi dei nostri piccoli.
      Il mio pediatra mi disse, una faccia una lingua. Non mischiare mai o meglio ancora, non parlare neanche una parole
      di italiano con tua figlia. Perché le daresti la possibilitá di rivolgersi a te in italiano.
      Errore che ha fatto mia mamma con il tedesco mischiato all’italiano. Mia figlia capsce mia madre in tedesco, ma le
      risponde in italiano. Aveva paura che non capisse, ma i bimbi imparano con l’intuito e la ragione arriva solamente
      molto piú tardi.
      Fortunatamente riesco a trovare baby sitter americane, studenti dell’universitá vicino a noi, che mi aiutano a coltivare
      il suo inglese
      Conclusione: sei sulla strada giusta e non mollare mai

  2. Valentina
    Posted 11/09/2010 at 16:09 | Permalink

    Ciao, mi chiamo Valentina e scrivo per incoraggiarvi a continuare a parlare ai vostri figli in inglese anche se non siete madrelingua. So l’inglese a livello di madrelingua e ho deciso che con mio figlio non avrei mai parlato in italiano fin dal primo giorno e così ho fatto. Non mollo mai, in qualsiasi situazione parlo ingese; i giochi sono in inglese, i libri e i dvd pure… e sta funzionando!! Adesso che ha 22 mesi mi capisce perfettamente, a volte mi risponde in italiano ma non importa perchè so che all’inizio i bambini bilingui fanno confusione perchè devono apprendere due sistemi linguistici contemporaneamente. E comunque ha già capito da un bel po’ di tempo che ogni cosa si dice in due modi. Inoltre cerco di frequentare inglesi e americani che incontro qua a Bologna e appena posso andrò in UK per una full immersion.
    Vorrei aggiungere che non dovreste essere imbarazzati quando la gente vi guarda perchè parlate inglese: quando parlo inglese, di solito mi guardano più per invidia che per altro perchè costantemente parlo con genitori che farebbero di tutto per poter insegnare l’inglese ai propri figli.
    L’unico dubbio che ho è come spiegare le cose a mio figlio quando si rivolge a delle persone che parlano in italiano, cioè io di solito gli dico “Say thank you” ma forse dovrei dire “Say grazie” in quel caso??
    Don’t give up and one day your children will be very grateful!!
    Valentina

    • Bilingue Per Gioco
      Posted 13/09/2010 at 10:47 | Permalink

      Valentina,
      ci sono molti modi per gestire questo “problema”. Io personalmente dico “say thank you” e poi aggiungo in Italiano “grazie”, insomma glielo dico in entrambe le lingue. Non è molto pratico, ma mi permette di attenermi al mio metodo, OPOL, e al tempo stesso farmi capire dagli altri e insegnargli a relazionare nella lingua della persona a cui si sta rivolgendo.
      L.

  3. giada
    Posted 24/09/2010 at 08:25 | Permalink

    ciao a tutti,
    mi chiamo giada, sono mamma di Armand, che farà 9mesi tra 4 giorni..ho vissuto molti anni a Londra, ho imparato l’inglese discretamente bene, e proprio per questo io e il mio compagno Enrico abbiamo deciso di tentare di crescere Armand bilingue.. dal giorno che è nato io parlo inglese con lui, non ho ovviamente avuto ancora riscontri, ma confido fiduciosa che un giorno ci sorprenderà pronunciandosi in entrambe le lingue..
    ma ora ti scrivo perchè qualcosa sta cambiando: tra 2mesi ci trasferiamo tutti in inghilterra, siamo pronti alle sfide che avremo davanti, siamo pronti alle scomodità iniziali, e crediamo veramente che sia la cosa giusta, ma a me è rimasto un dubbio: visto che saremo li, dove tutto e tutti parlano inglese, ho pensato di iniziare a parlare italiano con il mio bimbo..gli creerà confusione questa cosa? la mamma gli ha parlato in inglese tutto questo tempo e ora cambia tutto!
    Attendo risposta, e nel frattempo ringrazio questo meraviglioso sito e tutte le persone che hanno portato le proprie esperienze.
    con stima
    giada

    • alice
      Posted 24/09/2010 at 16:18 | Permalink

      ciao Giada.
      la mia esperienza e’ stata questa: prima parlavo Inglese con i bimbi solo per poco tempo ogni giorno, poi d’accordo con mio marito siamo passati a OPOL io inglese e lui italiano.
      Ho aumentato prima il “tempo di esposizione” all’inglese in casa e poi ho iniziato ad usarlo anche fuori casa in diverse situazioni, ogni giorno un po’ di piu, fino a che in circa 3 mesi ho smesso del tutto di usare Ita.
      Mi sembra che i bimbi si siano trovati bene e anche la maestra dell’asilo mi ha confermato che non li ha visti ne’ “stressati” ne’ confusi nel periodo di transizione.
      Visto che hai un po’ di tempo prima di trasferirti, magari potresti provare a introdurre Ita nella tua giornata con il tuo bimbo pian piano e vedere come la prende..

      in bocca al lupo!

  4. Erica
    Posted 10/11/2010 at 19:16 | Permalink

    Ciao,
    io vengo da una famiglia che non parla assolutamente inglese,quando ero piccola una delle più grandi amiche di mia madre era americana e quando mi faceva da babysitter mi parlava in inglese,ero molto piccola ma quando iniziai a studiare inglese alle elementari ero avanti agli altri,durante il liceo cominciai per caso a frequentare dei ragazzi della scuola americana e negli anni questa frequentazione mi rendeva sempre più forte linguisticamente,dopo aver vissuto a Londra mi dicevano che avevo un’impostazione americana nonostante i miei studi erano tutti british…
    Quello che posso dire è che l’aver vissuto la mia infanzia con due persone che mi parlavano in altre lingue(il ceco e l’inglese) mi ha permesso di acquisire nella mia fonetica dei suoni che nella lingua italiana non esistono e che mi hanno avvantaggiato notevolmente durante lo studio delle lingue.
    Sicuramente parlerò in inglese ed anche in spagnolo a mio figlio perchè credo che conoscere altre lingue apra la mente,il pericolo è avvantaggiare una lingua rispetto all’altra pongo come esempio quello di miei amici che in italiano scrivono e parlano come degli stranieri pur essendo italiani.
    Penso che i giochi e lo studio debbano essere rivolti a entrambe le lingue,stabilendo un’equilibrio difficile ma necessario,dalle esperienze con i miei amici di scuole internazionali invito i genitori a rafforzare lo studio della lingua italiana che non è abbastanza presente nei programmi delle scuole americane e inglesi.

    • Bilingue Per Gioco
      Posted 10/11/2010 at 21:07 | Permalink

      Erica,
      grazie! molto interessante il tuo punto di vista!
      L.

  5. lisa
    Posted 18/12/2010 at 13:22 | Permalink

    Erica,
    la penso esattamente come te!! Io sono italiana ma ho scelto di parlare esclusivamente inglese alla mia bimba praticamente da sempre ma sono convinta che la sua educazione debba essere quella di un qualsiasi altro bimbo nato in italia. In fondo lei è italiana e non voglio negarle la sua identità, starà a me fare in modo da rafforzare la lingua minoritaria.

  6. Eli
    Posted 28/02/2011 at 11:34 | Permalink

    Ciao,
    mi sono imbattuta per caso su questo sito e devo farti i complimenti, l’ho trovato molto interessante.
    Credo che il mio inglese sia buono, certo probabilmente commetto errori di grammatica o di pronuncia ma l’ho sempre usato per lavoro e lo capisco abbastanza bene.
    Ho una bambina di 10 mesi e un cruccio, finora le ho sempre parlato in italiano anche perché mi è stato detto che si rischia di creare problemi ai bambini parlando loro in una lingua che non conosciamo alla perfezione.
    Tra l’altro sto studiando il giapponese e in un futuro mi piacerebbe condividerlo con la mia bambina.
    Mi puoi consigliare un modo per iniziare ad avvicinarla all’inglese senza crearle confusione?
    Non so proprio da che parte iniziare…
    Eli

    • Bilingue Per Gioco
      Posted 28/02/2011 at 23:40 | Permalink

      Eli, ci sono diversi post sul sito su questo tema, in realtà dovrai elaborare una strategia tua, ma vedere che tipo di soluzioni possono funzionare per gli altri ti aiuterà a riflettere. leggiti soprattutto i post della categoria famiglie: http://bilinguepergioco.com/category/famiglie/

      Ciao,
      Letizia

    • Valentina
      Posted 11/04/2011 at 11:00 | Permalink

      Ciao valentina,
      Io ho una bimba che a maggio farà 5 anni e parlo in inglese con lei da quando ne aveva 2 pur non essendo, come te, madre lingua!Il modo migliorenper iniziarebsecondo me è…farlo e basta!inizia piano piano introducendo frasi, io ho sempre mischiato le due lingue,alternandole senza grande rigore e oggi Tea capisce perfettAmente e parla anche un pó!la cosa molto utile,oltre a te, sono gli audio libri, Tea ne ascolta uno in inglese tutte le sere prima di dormire e i dvd in lingua!Visto che tanto è impossibile tenere i nostri piccoli lontano dalla tv almeno che la vedano imparando l’inglese!falle vedere il suo film preferito per cento, mille volte come fanno tutti i bambini, ma in inglese questo la aiuterà moltissimo!e poi cantale piccole canzoncine, filastrocche o semplicemente coccolala usando termini o diminutivi inglesi!Ricordo che all’inizio mi aiutó molto vedere il programma “Sos Tata Uk” in originale, per imparare i termini specifici per bambini.In bocca al lupo
      Valentina

  7. Valentina
    Posted 28/02/2011 at 15:20 | Permalink

    Ciao,

    ho una bambina di 21 mesi e parlo inglese abbastanza bene (ho lavorato per un periodo a New York e nel mio lavoro lo uso per almeno 1/3 del tempo con madrelingua e non).
    Da sempre permetto a Vittoria di guardare i cartoon solo in inglese, e, all’inizio provavo a parlarle in inglese anch’io, ma da quando la nana ha il dono della parola, risponde con un no secco a tutti i miei tentativi di rivolgermi a lei in inglese, mentre mi risponde allegramente se le parlo in italiano.
    Inoltre, ho notato che, ignora quasi del tutto i cartoon in inglese (fatte salve le sigle), mentre, se gli stessi soggetti sono in italiano si ferma estasiata a guardarli…che vuol dire? Che non capisce quello che dicono in inglese, vero?
    Da qualche settimana, però mi ha stupito: all’improvviso ha cominciato a dire “thank you” e “bye bye” con cognizione di causa…
    Dovrei parlarle sempre in inglese lo so, ma la vedo poco durante la giornata e non sopporto che mi rifiuti o mi viva come un elemento “stressante”.
    Come mi consigliate di comportarmi?
    Grazie
    Valentina

    • Bilingue Per Gioco
      Posted 28/02/2011 at 23:39 | Permalink

      Valentina,
      ho risposto ad una domanda simile qui: http://bilinguepergioco.com/2010/11/01/rischio-se-parlo-inglese-a-mia-figlia/
      comunque i bambini così piccoli non imparano dai cartoni animati, dovreste almeno guardarli e commentarli insieme
      L.

      • Valentina
        Posted 02/03/2011 at 15:08 | Permalink

        Grazie del suggerimento Letizia, il link a cui mi hai rimandato mi sta facendo riflettere sull’opportunità di una scelta di questo tipo, che deve essere presa con serietà e costanza dai genitori, ma anche con serenità, in modo tale che i bambini possano viverla come un passaggio naturale.
        Per quanto riguarda i cartoni li guardiamo insieme sempre e solo quelli adatti alla sua età ed io ripeto e commento sempre in inglese quello che dicono o cantano i personaggi. Idem quando ascoltiamo o guardiamo video in inglese su youtube.
        Ringrazio anche la mia omonima per i consigli! Proverò a seguirli per capire se possono funzionare anche con la mia piccolina.
        Un’altra cosa: ho fatto un colloquio per iscrivere Vittoria ad una scuola materna inglese, da Settembre 2012, quando avrà 3 anni e 4 mesi (per ragioni logistiche non ho potuto farlo già per il nido). Pensate sia sensato ad ogni modo o lo sarebbe solo se perseverassi e decidessi di crescerla bilingue già da ora?
        Grazie mille per l’aiuto
        Valentina

        • Valentina
          Posted 11/04/2011 at 11:22 | Permalink

          Tea ha viaggiato molto da quando era piccola e per lei l’inglese è sempre stato un modo per farsi capire all’estero, magari chiedendo una caramella a un cameriere o una cioccolata calda al bar, e un gioco divertente da usare con me quando vuole dirmi qualcosa e non farsi capire dagli altri in Italia!Un modo che ho adottato con la mia piccola quelle rare volte all’inizio in cui mi guardava strano se parlavo inglese, era ripetere la stessa frase prima in italiano e poi inglese,ma non come se stessi traducendo, ma solo come rafforzativo della frase stessa!All’inizio le frasi che usiamo con i bimbi sono tutto sommato sempre quelle e,haimè, ce le fanno pure ripetere cento volte, quindi non sembrerai pazza se le dirai “ci laviamo le manine?” e mentre andate a farlo ripeterai “ok let’s wash our hands!” è un modo rilassato per far
          entrare nel linguaggio di tutti i giorni piccole frasi di uso comune; per la scuola credo che valga comunque la pena, cosí magari la piccola vivrà la seconda lingua come una cosa normale, scoprendo che anche altri la parlano tranquillamente.

    • Valentina
      Posted 01/03/2011 at 11:40 | Permalink

      Ciao! Mi chiedevo quando hai iniziato a parlare inglese con tua figlia. Perchè forse se non hai iniziato subito lei lo sente come una cosa un po’ artficiale. Ma è solo un’ipotesi. Per quanto mi riguarda, non forzo mai esplicitamente mio figlio a usare l’inglese, ma lo faccio in maniera più subdola: faccio finta di non capire quando mi dice le cose in italiano; sapendo che conosce benissimo le parole nelle due lingue, aspetto finchè me le dice in inglese!! Ormai è un metodo collaudato e adesso lo fa quasi in automatico. E poi quando mi parla in italiano tendo a rissumere quello che mi ha appena detto in inglese. E i cartoni li commentiamo insieme, sia quelli italiani che quelli inglesi.
      Anyway, non mollare!! E’ un’opportunità unica per tua figlia!!

      Ciao, Valentina

  8. Francesco
    Posted 01/03/2011 at 12:35 | Permalink

    Ciao a tutti/e di nuovo,
    oggi A. ha 12 mesi e devo dire che l’esepreinza del bilinguismo sta diventando una scoperta sempre piu’ interessante e devo dire che sono affascinato come A. riesca capirmi benissimo in tutte le situazionianche in quelle in cui fai una frase in inglese un po’ complessa e tra te e te ti dici:” non capira’nulla di quello che le ho detto”……e invece capisce. Per quanto riguarda le manifestazioni di affetto ho raggiunto un compromesso con me stesso nel senso che se mi viene in Inglese lo dico in inglese se no lo dico in Italiano. L’imbarazzo verso il mondo esterno ancora c’è ma piano piano sta passando.
    A. non ha ancora cominciato a parlare (a parte dire mamma e accennare un deeeeee che io mi illudo volgia dire deeeeedy (daddy)). Confermo che è molto faticoso per un non madrerelingua ma i risultati ti spingono ad andare avanti. L’unico dubbio che mi rimane, ma francamente non mi crea forte preoccupazione, e se un bambino/a bilingue avrà piu’ difficoltà a cominciare a parlare. Mi ricordo un post in tal senso ma non lo ritrovo. Mi potete aiutare? Ultima omanda quando diventa utile utilizzare i DVD (per ora sono ancora fermo ai libri e alla musica)?

    • Bilingue Per Gioco
      Posted 01/03/2011 at 12:40 | Permalink

      post sul mito del time delay qui: http://bilinguepergioco.com/blog/2008/11/20/bilinguismo-alcuni-falsi-miti/

      post su TV e DVD qui: http://bilinguepergioco.com/2009/04/14/lidea-della-settimana-la-televisione-serve-ai-bambini-bilingui/ (io personalmente ho iniziato verso i 3 anni, e con molta moderazione, mai da solo, solo DVD no TV)

      L.

    • Valentina
      Posted 01/03/2011 at 15:36 | Permalink

      Ciao Francesco,
      ti volevo solo dire che adesso mio figlio ha 28 mesi e capisce tutto quello che gli dico anche se spesso mi risponde in italiano. Gli ho sempre parlato in inglese e ho avuto esattamente la stessa esperienza: anch’io mi sono resa conto fin dasubito che capiva tutto ma non sapevo cosa sarebbe stato in grado di dire. Adesso so che non c’è nessun problema.
      Nella mia esperienza non ho visto ritardi rispetto ai bambini della stessa età e sicuramente, il fatto che sia sempre a contatto con gente che parla in italiano ha fatto sì che sviluppasse una buona competenza in entrambe le lingue. Mi sembra che le difficoltà a cominciare a parlare siano legate più che altro a questioni soggettive che non riguardano direttamente la questione del bilinguismo. Un’altra osservazione è che mi sembra che la difficoltà potrebbe esserci nel momento in cui la persona che parla inglese (in questo caso tu) mischi un po’ troppo inglese e italiano, non tanto nelle espressioni di affetto, quanto a livello sintattico, all’interno della stessa frase, tipo “Mettiti la jacket” .
      Per i DVD, io gliene faccio vedere spesso e sempre in inglese e lui non batte ciglio…
      Spero di aver contribuito in modo utile,
      ciao Valentina

  9. Valentina
    Posted 02/03/2011 at 15:55 | Permalink

    Intanto ho appena comprato il tuo e-book, Letizia e comincio a leggerlo stasera.
    Magari mi fornisce nuovi elementi per andare avanti…
    Valentina

  10. Simona
    Posted 13/04/2011 at 02:18 | Permalink

    Salve!!
    Sono Simona e da qualche anno vivo in Spagna, sono interprete ed ho sempre avuuto un dono per le lingue straniere. Da qualche mese sono zia di una bambina stupenda che però -ahimé-non vedo quanto vorrei visto che vive in Italia. É in piena fase di lallazione e mi piacerebbe rivolgermi a lei solo in spagnolo, cosa che tra l’altro mi riesce del tutto naturale. Sebbene non la veda spesso puó essere utile affinché inizi ad assimilare una nuova lingua? Vi ringrazio per le opinioni e mi complimento per il sito..

  11. Giulia
    Posted 04/05/2011 at 14:22 | Permalink

    ciao,
    sono la mamma di Matteo 6 anni e di Elena 5 anni.
    Sono figlia di italiani, nata e cresciuta negli stati uniti fino all’età di 7 anni: ho potuto trasferire la cittadinanza americana ai miei figli, ma non ho mai parlato loro in inglese. Quando per gioco provo a parlare inglese i miei figli lo rifiutano e si arrabbiano con me, costringendomi a tornare all’italiano.
    Ovviamente questo ora è uno dei miei rimpianti più grandi, soprattutto dopo essermi resa conto di quanto costi insegnare decentemente una lingua straniera.
    Chiedo a BilinguePerGioco: che possibilità ci sono per noi? è realistico riuscire a quest’età?
    Grazie e complimenti per il sito!
    Giulia

    • Bilingue Per Gioco
      Posted 05/05/2011 at 09:45 | Permalink

      Giulia,
      è SEMPRE possibile imparare le lingue, io proprio io che sto facendo tutto questo can can sulle lingue etc. le ho imparate in età adulta… Però io volevo impararle, nessuno me lo ha chiesto o se lo aspettava da me.
      E’ una questione di atteggiamento, di curiosità verso le lingue. Più che lavorare sulla lingua io lavorerei su questo, sul far crescere nei bambini il desiderio di impararle o impararla. Prima cosa, fai sì che l’Inglese faccia parte dela TUA vita, e che loro abbiano modo di osservarlo, poi cerca risorse relative ai loro interessi che abbiano nessi con l’Inglese, magari se puoi pianifica una vacanza (per esempio avresti potuto cogliere l’occasione dei summer camp full immersion che erano in premio fino a sabato scorso, non so se Shannon abbia ancora posti, nel caso contattala).
      Ciao,
      L.

  12. Simona
    Posted 14/05/2011 at 23:19 | Permalink

    Ciao a tutti!
    sono italiana e anche mio marito. Abbiamo abitato 15 anni in Germania e adesso siamo tornati in italia.
    Vorrei un consiglio su come affrontare il bilinguismo con la mia piccolina che adesso ha appena 3 mesi. Chi dei due dovrebbe parlare con lei in tedesco e quanto a lungo, intendo durante la settimana. Il tedesco è una lingua davvero difficile e io so che cosa vuol dire doverla imparare da adulto. Ogni consiglio è ben accetto!!

    • Bilingue Per Gioco
      Posted 17/05/2011 at 15:14 | Permalink

      Simona,
      come faccio a risponderti così, non ho una formula pronta, dovreste parlarne e cercare una soluzione che vi vada bene. Le soluzioni potrebbero essere molte, potreste ritagliare degli spazi in cui tutti voi parlate tedesco, o uno spazio in cui lo parla la mamma e uno per il papà. Anche per la quanità non c’è regola, se potete fare un po’ tutti i giorni, anche solo una mezz’ora, già aiuta, ovvio che non è la stessa cosa che avere un genitore madrelingua, ma aiuta moltissimo.
      L.

  13. Beatrice
    Posted 24/05/2011 at 10:09 | Permalink

    Ho scoperto ora questo bellissimo sito!
    Noi siamo una famiglia 100% italiana emigrata da anni in Cina e dopo la nascita di mia figlia (3 anni fa) ad hong kong.
    Non sto a raccontarvi tutta la storia perche’ sarebbe un romanzo ma, in breve, la mia bimba sta crescendo bilingue italiano-inglese.
    Il livello delle due lingue e’ ora quasi identico.
    Non ci siamo posti tanti problemi “tecnici” quindi nostra figlia ha trovato da sola il modo di gestire le due lingue:
    all’asilo (3 ore al giorno), al parco giochi (almeno un’altra ora) e nelle attivita’ alternative (nuoto/danza) parla inglese.
    fuori da quei contesti parla (con noi due genitori) in italiano.
    se gioca o nuota con noi, parla inglese…per lei e’ diventata una lingua “settoriale”.

    se abbiamo letto un libro o visto un film in italiano, lei ne parla oppure gioca a “far finta di…” in italiano.
    se il libro o il film e’ in inglese, lei ne parla e ne gioca in inglese.

    con me quindi, che sono a casa e faccio la mamma/casalinga, parla indifferentemente in inglese o italiano a seconda dell’argomento.
    (se le chiedo della scuola ne parla in inglese, perche’ “e’ successa” in inglese!).

    traduce simultaneamente quando teme di non essere capita, a volte l’ho persino sorpresa a tradurre i testi delle canzoncine mentre canta…”1,2,3,4,5..once I caught a fish alive” diventava “1,2,3,4,5 oggi ho preso un pesciolino”.

    A HongKong quasi tutti parlano Cantonese e molti Cinese mandarino. Io parlo mandarino e da settembre, sotto sua esplicita richiesta nostra figlia (il cui sogno e’, quando avra’ 12 anni, ballare sulle punte e parlare Cinese!!) iniziera’ tre volte a settimana a frequentare l’asilo in mandarino, leggeremo libri in mandarino e l’introdurremo anche in tv.
    Sono molto emozionata per questo nuovo passo.

    Dove e come usera’ il mandarino? non lo so, spero lo gestisca lei come ha fatto con l’inglese.

    La mia unica regola e’: nel momento in cui nella stanza c’e’ anche solo una persona che non parla l’italiano/inglese, dobbiamo usare l’inglese/italiano…insomma bisogna fare in modo che il maggior numero di persone presenti alle nostre conversazioni capisca, se non altro per una questione di educazione. La bambina capisce e applica questo metodo, se anche siamo in mezzo a una conversazione in italiano e incontriamo un’amichetta, si passa all’altra lingua.

    C’e’ qualcuno che ha figli trilingue o progetta di avviarsi verso quella strada che possa mettermi in guardia o darmi consigli?

    • Giovanna
      Posted 20/12/2011 at 15:34 | Permalink

      Ciao Beatrice,
      anche per me questo sito e’ sata una bella sorpresa!
      Ti rispondo perche’ ci troviamo nella stessa situazione con 2 piccoli di 2 e 4 anni e tre lingue.
      In famiglia parliamo in italiano (io) e Norvegese (mio marito) ai bimbi mentre tra noi adulti parliamo inglese. Siamo sempre stati molto rigidi sulle lingue e devo dire che i bambini adesso distinguono le tre lingue senza problema. L’inglese lo sentono in casa e guardiamo in inglese i classici Disney…..
      Adesso siamo in Norvegia quindi sono molto piu’ esposti alla lingua paterna ma non ho notato peggioramente in italiano.
      Ci siamo trasferiti in Norvegia dalla Bosnia quando il grande aveva circa 1 anno e allora la tata gli parlava solo bosniaco…. ovvio che e’ andato perso! Peccato….
      Restando a tre lingue non c’e’ niente di complicato, per noi e’ stato semplice e naturale e i bambini non hanno mostrato nessun problema. Spero di esserti stata di aiuto.
      Cari saluti e Buon Natale

  14. Posted 18/06/2011 at 00:17 | Permalink

    Ciao, sono italiana e non bilingue, anche se ho studiato inglese, traduco e ho una passione viscerale per tutto ciò che è UK. Mi sarebbe piaciuto essere approdata a questo blog molto tempo fa. Ho sempre sognato di crescere mia figlia bilingue, ma ho sempre la sensazione che mi mancano gli strumenti. La bimba ora ha poco più di due anni, e il mio “metodo” di bilinguismo è stato farle vedere BabyTv in inglese e solo in inglese. E’ un canale per piccoli, ma dato che offre molte filastrocche le piace anche adesso. Quando riesco a impararne qualcuna a memoria gliele ricanto. Quando facciamo le scale e contiamo i gradini, alterno una rampa in italiano e una in inglese. Mi rendo conto che è molto poco, ma mi sento piuttosto insicura. Le mie domande sono due: 1. può essere utile continuare così? 2. Sono ancora in tempo a migliorare il tiro?
    A volte, ma raramente, le butto lì una frase in inglese, che non credo capisca, ovviamente. Domanda 3: Così rischio solo di confonderla?
    Grazie
    cristina

  15. Posted 25/06/2011 at 18:09 | Permalink

    Ciao,
    sono italiana e ho studiato e parlo diverse lingue, tra cui inglese, francese e tedesco. Ora sto cominciando a studiare un po’ di norvegese in previsione di un possibile trasferimento di lavoro e vorrei anche coinvolgere le mie 2 figlie di 5 e 3 anni. Mi sapete consigliare da che parte potrei cominciare? Qualche libro, cd, cartone per bambini in norvegese? E dove posso trovarli?
    Grazie
    Gemma

  16. Barbara
    Posted 18/07/2011 at 14:15 | Permalink

    Ciao a tutti. Mi chiamo Barbara e da sempre amo la lingua tedesca. L’ho studiata a scuola e l’ho appresa meglio vivendo in Austria per un certo periodo. Questo sito è stato una vera scoperta! Non credevo che altre persone avessero le mie stesse idee! Tanto più che mi sentivo un pesce fuor d’acqua! Da molto tempo infatti, ho pensato di parlare in tedesco al mio futuro bambino/a. Le amiche dicono che è assurdo! Per via dell’accento e degli errori che prenderebbe da me..La mia famiglia “detesta” la lingua e ogni volta trovo persone che mi fanno il verso (perchè cerco di parlarlo a casa e/o di guardare film in lingua). Inoltre, cosa importante, mio marito non mi appoggia seriamente. Anche lui sa il tedesco. Ma non quanto me. Ad ogni modo è già un bene visto che capirebbe tutto e non sarebbe affatto escluso. Eppure sostiene che sia imbarazzante. Non so se potete capirmi, ma la lingua tedesca mi entusiasma talmente tanto da avere desiderio di conversare spesso con mio marito..ma se succede con qualcuno intorno, si indispettisce e mi dice di smetterla. Che tristezza. Ho già comprato dei libretti in tedesco e diversi dvd. Inoltre abbiamo anche la tv tedesca. Non chiedo a mio marito di parlare in tedesco col futuro bimbo/a ma almeno di lasciarmi fare. Non credo che questo progetto riesca bene se ho davvero tutti contro. Cosa mi consigliate?

    • monika
      Posted 19/07/2011 at 09:29 | Permalink

      Io, che capisco totalmente questa tua immensa passione per una lingua/cultura straniera (io sn un’anglofona da quando cantavo, o meglio scimmiottavo, le canzoni di Grease alle elementari!!) ti dico che puoi, anzi devi perseguire questo tuo progetto , anche se hai tutti contro. Pensa innanzitutto al rapporto speciale, intimo ed esclusivo che riuscirai, grazie all’insegnamento della lingua e tutto quello che ne consegue (canzoni, filastrocche, visione di cartoni, vacanze, preparazione di manicaretti…) che riuscirai a creare con il tuo bimbo.
      Io già immagino me e mia figlia in campeggio in Scozia, in cucina a pasticciare con i pancakes o in macchina a canticchiare “The wheels of the bus” e questo mi entusiasma non poco!
      Pensa a lei/lui e il tesoro incalcolabile che ti appresti a regalargli e le critiche e gli arricciamenti di naso ti sembreranno solo per quello che sono: pura invidia!!!!!

    • fabiana
      Posted 21/09/2011 at 22:45 | Permalink

      Congratulazioni! Non sei al sola, anch’io sono italiana, ho appreso il tedesco studiandolo a scuola e all’università e, da quando è nata (adesso ha 19 mesi) aprlo alla mai bambina soltanto in tedesco. All’inizio è stato un po’ difficile, (epr questo ho iniziato quando la bambina era ancora in pancia!), ma adesso mi viene del tutto normale. Quest’estate siamo stati una settimana in Germania ed ho notato con piacere ceh lei non aveva nessuna difficoltà a comprendere il tedesco e questo mi ha dato tantissima energia per continuare. Sara di ancora poceh parole, am quella ceh le viene meglio è DAKKE (danke!) Scrivimi!

  17. Barbara
    Posted 25/07/2011 at 17:26 | Permalink

    grazie Monika per il tuo incoraggiamento! Mi è piaciuta molto la tua risposta.
    Non so se sia il posto giusto, ma vorrei postare un link di vendita libri per bambini in tedesco a prezzi ottimi!! Noto che in questo sito si da più spazio all’inglese. Per chi fosse interessato:
    https://www.kinderbuch.eu/ Ho personalmente già ordinato e posso garantire che i libri arrivano ben impacchettati e si paga comodamente con bonifico dopo la ricezione della merce o con vaglia postale.

  18. federica
    Posted 28/07/2011 at 14:31 | Permalink

    1. Ciao a tutti! Io sono Federica, vivo ad Arco di Trento sul Lago di Garda. Ho due figli: Viola di due anni e tre mesi con la quale parlo, canto e gioco in tedesco e Giacomo nato da due settimane. Sarei interessata a conoscere qualche famiglia italiana o tedesca con lo stesso interesse, che vivesse ovviamente nella zona. Mi piacerebbe condividere con altri il mio punto di vista al riguardo, confrontarmi e permettere ai miei figli di comunicare ed avere una risposta anche al di fuori del contesto faligliare.
    In attesa Federica

  19. Maya
    Posted 02/08/2011 at 23:47 | Permalink

    Ciao a tutti! Sono mamma di due bimbi a cui sto cercando passo dopo passo di insegnargli l’inglese. Non sono madrelingua, conosco discretamente l’inglese e grazie a questo sito mi sto impegnando a migliorarlo. Mi piacerebbe sapere se ci sono in progetto play-groupe a Treviso e/o mamme con la mia stessa richiesta che in attesa di saperlo, vogliano incontrari, fare amicizia e far giocare i bimbi insieme.

  20. Alessia
    Posted 26/08/2011 at 23:13 | Permalink

    Ciao a tutti… volevo condividere con voi la mia esperienza di genitore non madrelingua che sta cercando di crescere il suo bambino bilingue. Mio figlio ha sei mesi, e da un mese, dopo aver scoperto questo blog mentre ero in fase riflessiva proprio in merito al bilinguismo, gli parlo quasi esclusivamente in inglese.
    Certo, non è sempre semplice. A volte mi capita di scoprire intorno a me dei sorrisini sarcastici, come se parlare in inglese a mio figlio fosse solo un modo per mettermi in mostra, ma questo non fa che incoraggiarmi, certa che il bilinguismo renderà mio figlio ertamente più open minded di queste persone.
    Un’altra grande difficoltà la riscontro quando, parlando con lui, mi capita di accorgermi di non ricordare un termine e quindi di ammutolire per non “cadere nella tentazione” dell’italiano. Sto cercando di gestire questo problemino spiegando a G. che mummy doesn’t remember the word, e nel frattempo cercandola al volo se riesco, o omunque imponendomi di continuare a parlargli cambiando discorso. Noi cantiamo molto, ci sono tre o quattro nursery rhymes che ripeto molto spesso, e che lui ormai conosce, tanto che si adormenta ogni sera con me che gli canto Insy Winsy Spider e ten Green Bottles… se non mi addormento prima io.
    In ogni caso, ho deiso che se anche mi “scappa” un po di italiano (o, ahimé di dialetto veneto, giacché sono vicentina) cerco di non perdermi d’animo, e o ripeto subito in inglese o comunque cerco di passare all’inglese in modo fluido; il mio obiettivo sarebbe di fa si che mio figlio, che sa benissimo che io parlo italiano, veda l’inglese come una possibilità in più tra noi. Il padre, che capisce abbastanza bene ma non lo parla, tenta comunque di aiutarmi cantando con me le canzoncine, e mi sostiene molto. Ora abbiamo odinato un bel pò di libriccin ie cd sullo store BpG di Amazon e non vedo l’ora ce arrivino, perchè quello che sono riuscita a trovare qui davvero non è adatto.
    Un grazie di cuore a Letizia per quello che fa, complimenti a tutti voi che condividete questa fantastica esperienza del bilinguismo, e scuate gli errori di digitazione, hoqualche problemino di tastiera.

  21. monika
    Posted 30/08/2011 at 12:11 | Permalink

    Scusate se questo è il posto sbagliato, ma non saprei in quale post inseririmi!!!
    Vorrei chiedere consiglio a qualcuno in merito all’affitto di casa vacanza nel Regno Unito. Ho trovato alcuni siti è vero, ma le case visionate sono bruttine, in posti mai sentiti, estremamente care ed inoltre, non conoscendo queste agenzie non so se potermi fidare!
    Qualcuno di voi ha mai affittato una casa all’estero dall’Italia e se sì, come si fa?
    Grazie mille.

    • Bilingue Per Gioco
      Posted 30/08/2011 at 12:44 | Permalink

      Monika,
      hai considerato lo scambio casa? io ci farei un bel pensiero…
      L.

      • monika
        Posted 30/08/2011 at 14:36 | Permalink

        Sarebbe un’esperienza molto molto carina, peccato che non ne abbia una, o perlomeno non è di proprietà ma in affitto.
        Per quanto, uno scherzetto al proprietario lo farei volentieri!!!

  22. Posted 04/09/2011 at 16:04 | Permalink

    Ciao,
    sono mamma italiana di un bimbo di 4 anni e mezzo. Mio marito è italiano, non parla altre lingue. Io so bene il tedesco (che però non parlo da anni) e l’inglese molto bene, con solo un lieve accento italiano.
    Quando nacque mio figlio volevo parlargli in inglese, ma non sono riuscita a farlo x tutti quei piccoli intoppi descritti dagli altri genitori.
    Quando dovevo iscrivere il bimbo alla materna, avrei voluto mandarlo a un asilo dove si parlasse inglese o ancor meglio tedesco, ma trovai l’opposizione di mio marito.
    Innanzi tutto era spaventato dalle rette veramente salate di questi asili (noi a quel tempo guadagnavamo poco), in secondo luogo temeva di creare confusione nel bambino, per finire temeva di inserirlo in un ambiente di “fighetti milanesi”, ragazzini ricchi e viziati insomma.
    Dopo anni di discussioni, e grazie ad un miglioramento nella situazione economica, si è convinto.
    Nostro figlio sta per andare all’ultimo anno di scuola materna.
    So che esistono 2 scuole elementari in tedesco a Milano, ma seguono i programmi scolastici tedesco e svizzero, rispettivamente. Cosa che NON ci piace. Inoltre, giustamente, non ammettono bambini che non parlino tedesco: x questo offrono anche l’asilo madrelingua tedesco, che però ns. figlio oramai NON ha frequentato!
    Prima domanda: qualcuna di voi conosce a Milano corsi di lingua tedesca, possibilmente del tipo “spazio gioco”, per piccoli gruppi di bambini?
    Seconda domanda: rinunciando al tedesco, e prendendo in considerazione l’inglese, come scuole elementari cosa c’è nel panorama milanese?
    Premetto che, a parte cantare a squarciagola alcune canzoni rock/punk (ma senza capirle!), mio figlio non sa niente di inglese! Quindi se la conoscenza propedeutica della lingua è indispensabile, non lo ammetterebbero.
    Mi parlavano della scuola Montessori Bilingue di Milano, qualcuno la conosce?
    …Aiuto! Speriamo che non sia troppo tardi!!!
    Grazie x i consigli. Tina.

  23. Posted 05/09/2011 at 11:08 | Permalink

    Ciao sono una mamma di due bimbe di 2 e 1 anno vorrei insegnare l’inglese alle mie piccole,ma lo so male(l’ultima volta che ho studiato inglese ero alle medie).
    per ora ad entrambe faccio vedere dora l’esploratrice che butta quà e la parole in inglese, per la piccola non saprei dire gli effetti,ma la grande ripete le parole tipo i colori e sta imparando ed ogni tanto, mentre giochiamo, mi chiede come si dice questo(ad esempio ciuccio) in inglese?
    Io le parlo talvolta in inglese, ma l’accento è pessimo se la pronuncia non è del tutto errata, con pezzi di frasi che so a memoria.
    Cosa posso fare?
    Non posso permettermi una persona alla pari, ma una tata che parli inglese potrebbe andare bene?sono troppo piccole?

    grazie e complimenti per il sito!

    • Bilingue Per Gioco
      Posted 05/09/2011 at 11:36 | Permalink

      Anna,
      se hai tutte queste incertezze sul tuo Inglese effettivamente forse è meglio non strafare. La tata madrelingua sarebbe ovviamente un’ottima soluzione. Se non la trovi o non te la puoi permettere mi limiterei ad ascoltare (e magari ricantare) nursery rhymes insieme, guardare i cartoni insieme (magari stoppando e ripetendo più volte), ascoltare audiolibri insieme.
      Ciao,
      L.

  24. Posted 05/09/2011 at 23:43 | Permalink

    Ciao a tutti! Complimenti per il sito, molto interessante ed attivo.
    Purtroppo io non ho occasioni per parlare l’inglese, che conosco a livello scolastico. Questo e’ l’unico motivo per il quale sto ancora meditando se tentare di impostare con mio figlio (quasi due anni) qualcosa per quanto riguarda l’inglese. Dire “bilingue” mi sembra davvero eccessivo… ma vedo che anche i cartoni animati spesso inseriscono termini inglesi in un discorso tutto italiano, descrivendo il termine sconosciuto in modo tale che dal contesto se ne possa comprendere il significato.
    Quello che vorrei fare e’ non tanto un’impostazione esclusiva italiano con la mamma, inglese con il papa’ che sicuramente non potrei supportare vuoi per parziale incompetenza e vuoi per eccessivo impegno necessario per questo progetto… ma piuttosto affiancare termini inglesi o brevi frasi a quelle italiane… piu’ o meno frequentemente a seconda delle occasioni. E’ un concetto sbagliato?
    Ho visto inoltre la possibilita’ dei playgroup… questo sarebbe meraviglioso… ma perche’ e’ assolutamente necessaria un’insegnante madrelingua?
    E ancora… perche’ non aprire uno spazio (chat o similare) dove ci si possa confrontare online… magari parlando soltanto in inglese (o altra lingua). Sarebbe un’occasione per chi ha bisogno di fare un po’ di pratica con la lingua, ed al tempo stesso ci si potrebbe scambiare qualche esperienza…
    Ancora complimenti…

    Alessandro

    • Bilingue Per Gioco
      Posted 06/09/2011 at 07:18 | Permalink

      Alessandro,
      hai ragione non è indispensabile l’insegnante madrelingua, se c’è meglio ovviamente, molto meglio, ma meglio una brava insegnante non madrelingua che una cattiva insegnante madrelingua o nessuna insegnante. Però appunto si cerca di offrire il meglio possibile, e del resto chi segue BpG cerca il meglio possibile. In un posto piccolo, dove magari ci sono pochi stranieri, sono d’accordo anch’io che è meglio trovare una brava insegnante locale, che magari abbia viaggiato un po’, piuttosto che rinunciare.

      Ci sono diversi siti che permettono di fare conversazione con altre persone, che magari vogliono imparare la tua lingua, hai provato a cercare? Percè non lo apro io? molto semplice, perchè richiede software, gestione, monitoraggio, tempo e lavoro. Al momento non me la sento. I servizi online hanno di bello che sembra tutto facile e accessibile, ma dietro c’è una quantità di lavoro e risorse incredibile, anche questo blog, nel suo piccolo, ne richiede di attenzioni…
      Ciao,
      L.

      • Posted 08/09/2011 at 06:52 | Permalink

        Sicuramente esistono i siti che hai descritto… suggerivo soltanto una funzionalita’ che a parer mio poteva essere interessante per rendere BpG migliore… ;)

        Mi interessava anche il discorso relativo al fatto di insegnare qualche frase, qualche parola, un po’ come tentano di fare i cartoni animati piu’ recenti… che cosa ne pensi?

        Non avendo la possibilita’ di impostare un vero e proprio bilinguismo tenterei un approccio piu’ “Soft”

  25. Carmen
    Posted 25/10/2011 at 22:55 | Permalink

    Buongiorno a tutti, ho scoperto questo sito da poche ore e ne sono entusiasta. Ero molto preoccupata per il mio tentativo di bilinguismo, parenti e amici erano scettici ed io non sapevo con chi parlare.
    Sono mamma di due bambini (5 anni e 15 mesi), ho vissuto in inghilterra solo 1 anno e circa 15 anni fa ma l’inglese mi è sempre piaciuto tanto (fin da bambina traducevo le canzoni dei miei cantanti preferiti). Con la primo genita ho parlato poco perchè ero spaventata dagli errori che potevo commettere e quindi l’ho iscritta ad una scuola d’inglese e canto con lei le canzoni e spesso vediamo film in inglese ma non mi capisce ed è frustrata dal mio rivolgermi a lei in inglese qualche volta. Con il mio bambino di 15 mesi invece io parlo solo inglese, ma non so se sto facendo la cosa giusta, il mio vocabolario è molto limitato e il mio inglese è vecchio di 15 anni. Mi sto aggiornando e ho sempre un vocabolario a disposizione ma so di fare errori e spesso mi correggo. AIUTO!!! cosa devo fare, alcuni amici/parenti mi dicono che faccio male….io sono molto preoccupata, ho molta voglia e motivazione di continuare ma sono anche in crisi.AIUTATEMI!!! grazie a tutti

    • Bilingue Per Gioco
      Posted 25/10/2011 at 23:18 | Permalink

      Carmen, migliora il tuo inglese, tramite televisione, radio o webradio, riviste, giornali, libri, tutto. per il momento non strafare con i bambini, libri, cd, audiolibri, giochi ok, ma se non ti senti sicura del tuo Inglese non strafare, potrai aumentare quando sarai più sicura, e comunque nel frattempo loro l’avranno appreso di riflesso osservando i tuoo sforzi…
      Ciao,
      L.

      • Carmen
        Posted 28/10/2011 at 22:16 | Permalink

        Grazie mille per il sostegno. Sono d’accordo è meglio non strafare e approfondire un po’ alla volta la tematica. Questo sito è meraviglioso ma sono un po’ confusa. Volendo iniziare cosa mi consigli?
        Libro/film/altro….
        grazie mille.

  26. Barbara
    Posted 31/10/2011 at 11:03 | Permalink

    Cara Letizia,
    grazie per questo bellissimo sito che hai creato! Lo seguo spessissimo! E mi serve anche per il mio lavoro visto che ogni giorno ho a che fare con un gruppetto di bambini americani che frequentano una scuola materna tutta italiana! Da quando ti leggo, osservo ancora meglio i bambini stranieri e il loro modo di acquisire la lingua italiana. Arrivano che sanno solo parlare in inglese, ma nel giro di pochissimo tempo riescono a capire quanto viene detto loro in italiano, quindi l’apprendimento è passivo. Tendono a giocare tra di loro, è raro che si relazionino con gli altri bambini italiani, ma se proprio devono ( per mandare via qualcuno che li disturba ad esempio, o per litigi vari) ecco che escono delle frasi in un perfetto italiano! Perfetto per quanto riguarda i bambini che frequentano già il secondo anno di materna, abbastanza buono per i piccoli che sono arrivati in settembre! So che nessuno di loro in famiglia parla italiano, quindi penso che l’apprendimento avvenga veramente velocemente. La difficoltà riguarda, anche per i grandi, il canto o il fare lunghi discorsi. Osservandoli duranti i canti noto che riescono a dire qualche parola quà e là. Penso che sopravvenga anche un certa dose di stanchezza ad un certo punto. Per contro, credo che i bambini italiani siano sottoposti involontariamente a discorsi in inglese (sentono i bambini che parlano e ci parlano in inglese, sentono le maestre che ogni tanto si rivolgono a loro in inglese), e mi è capitato di sentire qualche mamma sorpresa del fatto che suo figlio a casa sapesse contare in inglese..addiruttura alcuni si “inventano” un inglese tutto loro, probabilmente affascinati dalla lingua. C’è anche un bambino tedesco. (Il tedesco è la mia passione!), che conosce anche l’inglese in quanto il padre è americano. Il bambino è arrivato da pochissimo, perciò non capisce nulla di italiano e parla con me in tedesco in quanto sono l’unica che lo sa. Forse gli ricordo la lingua della mamma. E’ restio a parlare in inglese, anche se ha capito che ci sarebbero dei possibili amichetti inglesi. Per ora è un po in crisi. Ma sono curiosa di osservare come si evolverà il suo apprendimento. Avresti qualche suggerimento da darmi in proposito o pensi che debba solo restare ad osservare?
    Poi vorrei aprire un’altra questione. Le mie tre amiche. Una è un’insegnate di inglese alla scuola media. Una lavora a stretto contatto con gli americani e l’altra conosce l’inglese e per lei è una passione come per me lo è il tedesco. Una sera, senza menzionare il tuo sito, ho intavolato il discorso del bilinguismo. Ebbene, sono stata quasi aggredita verbalmente, in quanto secondo loro stavo dicendo un saccio di sciocchezze! L’insegnante non parlerebbe mai a suo figlio in inglese perchè non sa come rivolgersi ad un baby e non sarebbe spontanea. L’altra amica non vuole trasmettere eventuali errori e il suo accento americano creando un bambino di falso e innaturale con una sorta di pronuncia che non esiste! E la terza si è indignata dicendomi che se un giorno mi sentirà parlare tedesco con mio figlio mi riderà in faccia e altrettanto faranno gli altri dietro le spalle perchè sarei molto ridicola. Me ne sono andata con un non so chè di amaro in bocca…dire o non dire del tuo sito? lasciarle nelle loro convinzioni è meglio? Grazie mille, un caro saluto. Barbara

    • Bilingue Per Gioco
      Posted 31/10/2011 at 12:44 | Permalink

      Barbara,
      purtroppo non so cosa dirti…
      Con i bimbi ti consiglio di usare il tuo buonsenso e la tua esperienza di insegnante, un bambino bilingue non è diverso dagli altri bambini, ha bisogno di tempi per ambientarsi, per trovare il proprio spazio, aiutalo in questo così come aiuteresti qualsiasi bambino. La lingua a mio personale parere è da prendere come un dato di fatto, qualcosa da non demonizzare nè da esaltare, da vivere con totale naturalezza, perchè così la vivono i bambini.

      Quanto alle tue amiche,. anche lì usa il buonsenso. Prima di tutto decidi cosa è giusto per te e cosa vuoi fare, senza farti inluenzare nè da me, nè dagli altri lettori di BpG, nè dalle tue amiche. Rifletti un po’ e cerca le tue risposte, poi vi avanti serena. Quanto alle tue amiche, non ti consiglio di mandarle su BpG così a caso, piuttosto quando leggi qualche post che ti è piaciuto particolarmente o che secondo te calza a pennello con le loro obiezioni mandagli quello, e prendile una a una, non in massa, non occorre immolarsi sull’altare del bilinguismo…
      Ciao,
      L.

      • Barbara
        Posted 02/11/2011 at 12:23 | Permalink

        Grazie mille per i tuoi consigli! Credo che, chi capiti qui, non sia per caso. Si cerca sempre di avere una conferma di quello che magari è già dentro ognuno di noi. Col tuo sito si va a fondo della questione e una persona arriva a confermare le proprie idee oppure a ragionarci bene e a capire maggiormente cosa è meglio fare. Tu stessa non ti metti sull’altare. Sei la prima a scrivere tutto ciò in modo equilibrato. Sei davvero professionale! Grazie, un abbraccio.
        Barbara

    • lucia
      Posted 14/11/2011 at 13:38 | Permalink

      ciao Barbara,
      dicevi che i bimbi americani non partecipano pienamente all’attività di canto… hai già provato a proporre canzoncine italiane che abbiano il corrispettivo in inglese? magari le riconoscono e magari le sa anche il bimbo tedesco americano. a parte l’ovvia “nella vecchia fattoria”, penso ad esempio a “whiskey il ragnetto” (incy wincy spider), ma a te verran sicuramente in mente un milione di altri esempi visto che lavori alla materna.

      • Barbara
        Posted 16/11/2011 at 11:22 | Permalink

        Grazie del suggerimento, purtroppo però non ho voce in capitolo per quanto riguarda la scelta delle canzoni di gruppo. Ho portato però, di mia iniziativa, dei libretti sia in inglese che in tedesco!

  27. Francesco
    Posted 10/11/2011 at 11:05 | Permalink

    Ciao a tutti di nuovo,
    volevo continuare ad aggiornarvi sulla mia esperienza nella speranza vi sia di aiuto.
    Oggi A. ha 21 mesi e da 21 mesi le parlo in inglese (non sono madrelingua). Oltre al parlato utilizzo anche libri in lingua inglese (A. li apprezza tantissimo sopratutto prima di andare a nanna).
    Devo dire che è un esperienza magnifica ed incredibile nel senso che mi stupisce come ormai A. sia perfettamente bilingue nel senso che capisce perfettamente l’inglese che l’italiano. Inizia a dire parole in inglese (bear, two, daddy, down, mummy, bye bye). Devo dire che è un impegno enorme ed in effetti capita spesso di mischiare inglese con italiano come aveva fatto notare valentina. In piu’ diventa sempre piu’ difficile perchè crescendo i discorsi diventano piu’ complessi e piu’ ricchi di vocabilario “complesso” (almeno per un non-madrelingua)…..ma vi assicuro che la soddisfazione dei risultati cancella tutte le fatiche! aggiungo anche che questa attività ha miglorato tantissimo la mia padronanza e pronuncia della lingua.

  28. Barbara
    Posted 14/11/2011 at 12:47 | Permalink

    Grazie Francesco,
    è bello avere queste testimonianze!

    • Max
      Posted 28/12/2011 at 18:00 | Permalink

      Cari genitori,
      mi sono letto moltissimi commenti su questo interessantissimo sito.

      L’ho fatto per far contenta mia moglie che insiste per mandare i nostri figli alla scuola inglese.
      Però
      c’è un bel però nel nostro caso.
      Nè io, nè lei parliamo inglese. Lo sappiamo entrambi a livello scolastico: scarso vocabolario, pronuncia difettosa e grammatica approssimativa.

      Non abbiamo speranze di insegnarglielo noi.
      Nel caso riuscissimo a inserire i nostri figli in una di queste prestigiose scuole (siamo di Roma)
      poi chi li aiuterebbe a fare i compiti? E alle recite? E alle riunioni di classe? E ai colloqui? E soprattutto a casa, chi parlerà con lui in inglese?

      Conosciamo la Ambrit, la Southlands che tra l’altro sono carissime.
      Ho letto della Marymount ma noi siamo a Roma sud e sarebbe lontanissima.

      Mi date qualche parare? Meglio che lasciamo stare?
      Spero mi risponderete.

  29. Mariagiovanna
    Posted 03/01/2012 at 18:22 | Permalink

    Ciao a tutti,
    coplimenti al sito innanzi tutto ed a tutti i genitori che fanno uno sforzo in piu’ per dare ai propri figli un regalo piu’ importante di qualsiasi giocattolo.
    Io vengo da una famiglia plurilingue: mia nonna ne parlava 7 ed io 5 (piu’ o meno).
    Ho comunicato in varie linge con il mio piccino quando ancora era nella pancia ed ho continuato nei primi sei mesi anche con canzoncine
    Adesso che ha 2 anni e parla abbastanza bene ho deciso di iscriverlo anche ad una specie di corso di inglese organizzato dal suo asilo.
    Lui sembra apprezzare e non fa confusione, ma non so se proseguire con il “plurilinguismo” o concentrarmi solo sull’inglese.
    Grazie e buon inizio anno

  30. Milli
    Posted 30/01/2012 at 12:57 | Permalink

    Ciao a tutti! questo sito é bellissimo e pieno di idee e consigli. Fino ad oggi ho sempre letto solo siti in inglese
    perché convinta che in Italia il bilinguismo fosse sottovalutato e non gli fosse dato il giusto spazio di discussione
    e confronto.
    La mia esperienza é questa: sono italiana, mia madre é greca ma purtroppo non ci ha parlato in greco da bambini
    e quindi nè io nè i miei fratelli siamo bilingue. Abbiamo fatto una gran fatica ad imparare il greco negli anni,
    pur tornando a Creta ogni estate, anche per poter comunicare coi nostri parenti. Forse anche per questo grande rimpianto, quando sono rimasta incinta ho deciso senza esitazioni che avrei fatto del mio meglio per far crescere
    mio figlio bilingue (anche se non di greco, purtroppo, visto che il mio livello é rimasto abbastanza elementare).
    Sin da piccola, ho sempre avuto una grandissima passione per l’inglese. Ho vissuto a Londra cinque anni
    e ci sarei rimasta per sempre se non avessi conosciuto mio marito che, invece, non ha mai immaginato di vivere fuori dall’Italia. Non ho accento italiano e parlo Eng a livello madrelingua.
    Da quando mio figlio é nato non gli ho MAI parlato in italiano, i DVD sono solo in Eng, i libri anche, le canzoni,
    i rimproveri, le ninna nanne, le coccole, tutto.
    Ho letto diversi libri sull’argomento, sia in italiano sia in inglese, anche per capire cosa aspettarmi. Mi sono
    da subito preparata al peggio: per non lasciarmi scoraggiare, ho messo in conto che il bambino avrebbe potuto
    iniziare a parlare più tardi dei suoi coetanei e sopratutto che avrebbe potuto ignorare l’Eng e rispondermi in
    italiano. Mio figlio ha iniziato a parlare presto, e oggi a 3 anni e mezzo parla tantissimo. Il “problema” é che, nonostante mi capisca perfettamente, la maggior parte delle volte mi risponde in italiano. Io non mi arrendo, e continuo imperterrita a parlargli soltanto in Eng, anzi spesso gli dico “I don’t understand” finché lui non
    “scova” le parole in inglese per dirmi ciò che vuole dirmi. Tuttavia, mi pare di leggere in altri posts di bambini
    che alla sua età già rispondono nella minority language, e quindi la mia domanda – se qualcuno può aiutarmi –
    é: fino a che età ci si può aspettare che il bambino continui a “fare resistenza”/rispondere nell’altra lingua, senza preocccuparsene in maniera particolare?
    Ho sempre letto e sentito dire che é normale, ma sinceramente inizio a pormi delle domande. Ho seguito sin
    dalla nascita il metodo OPOL, parlo con bambino in inglese anche fuori casa (con le iniziali difficoltà ed
    imbarazzo di cui ho letto in altri posts), ma non ho quasi nessuno con cui confrontarmi. Vivo a Bari e
    qui non mi sembra ci siano gruppi di mamme straniere o che crescano bambini bilingue della stessa età di mio
    figlio. L’unica che conoscevo si é trasferita negli USA, e m’ha sempre detto che la mia situazione era normale e
    che non avevo di che preoccuparmi.
    Vorrei avere conforto sul fatto che non devo arrendermi e che prima o poi i risultati (non solo passivi) arriveranno.
    Mio marito non parla Eng quasi per niente ma mi supporta al 100%, così come tutti i nostri parenti
    e amici.
    Help!
    M
    Ciononostante

  31. Alessandra
    Posted 05/02/2012 at 15:49 | Permalink

    Vi chiedo un aiuto. Sono una mamma (con conoscenza scolastica della lingua inglese, sob!) che cerca di insegnare l’inglese al proprio figlio di tre anni. Gli sto costruendo un abecedario a pannelli con le lettere (comprensive di quelle dell’alfabeto anglosassone) e delle figure, fatte da me in cartoncino, di oggetti o animali con la specifica lettera come iniziale; la “complicazione” è che sto cercando delle figure che abbiano la stessa iniziale in italiano e in inglese (esempio: aeroplano/airplain, guanti/gloves), ma sono in crisi con la “O” e con la “U”! Qualcuno di voi sa aiutarmi? E’ chiaro che si dovrà trovare una parola semplice da visualizzare (non saprei come rendere la parola “utopia”!) e visualizzabile in maniera “univoca” (per “universo” potrei disegnare dei pianeti, ma come fargli distinguere “pianeti” da “universo”?).
    Sono certa che tra i frequentatori di bilingue per gioco ci sarà qualcuno che saprà trovare le parole giuste!
    Grazie a tutti, comunque!

  32. Francesco
    Posted 18/03/2012 at 22:41 | Permalink

    Ciao a tutti,

    innanzitutto complimenti per il blog. Qui ho trovato tutte le risposte alle mie tante domande e curiosità.

    Questa la mia situazione: sono italiano madrelingua, ma parlo discretamente inglese; lo coltivo da molti anni e mi tengo in esercizio leggendo libri, guardando film, utilizzandolo ogni tanto sul lavoro, tenendo contatti via Skype con amici americani, viaggiando ogni tanto in Paesi anglofoni.

    Ho un figlio di 5 anni e mezzo ed un altro/a in arrivo ad Ottobre. Con il primo non mi ero posto più di tanto la questione del bilinguismo ed alla fine ho deciso di crescerlo utilizzando solo la lingua italiana (solamente adesso sto cominciando ad introdurre in maniera molto soft la lingua inglese, traducendo i nomi delle cose ed alcune brevi frasi); con il secondo, invece, sono fermamente intenzionato a mettere in pratica il metodo OPOL.

    Il problema che mi si pone è la disparità di trattamento tra un figlio e l’altro; immagino che il grande si chiederà perché il papà parla in inglese al fratello (e probabilmente non vorrà che lo faccia), mentre il piccolo, un domani, si chiederà interrogato il motivo per cui il papà parla una lingua con lui ed un’altra lingua con suo fratello. E quando dovrò rivolgermi ad entrambi? O quando saremo a tavola tutti insieme, anche con mia moglie (che parla bene francese, ma è agli inizi con l’inglese)? In che lingua dovrò parlare?

    Qualcuno ha avuto esperienze simili? Suggerimenti?

    Grazie mille,

    Francesco

    • Bilingue Per Gioco
      Posted 18/03/2012 at 22:46 | Permalink

      Francesco,
      la situazione è molto inusuale, ma così a braccio mi sembra rischioso creare differenze così grandi tra i due bambini…
      L.

    • Carmen
      Posted 19/03/2012 at 07:59 | Permalink

      Ciao Francesco,
      io vivo la tua stessa situazione. Ho una bambina di 6 anni e un bambino di 20 mesi. Con la prima ho iniziato circa 2 anni fa con una piccola scuola d’inglese, con il maschio invece da subito a parlare inglese.
      Inizialmente anche io ero molto preoccupata, la bambina più grande la viveva come una forzatura il parlare inglese mentre per il piccolo era naturale e capiva tutto. In ogni modo ho adottato un approccio soft al bilinguismo, con la bambina più grande non parlo inglese ma solo italiano però la nutro con film. libri e musica e con il piccino sono incido anche con la comunicazione interpersonale. Non voglio forzare la mano, voglio solo aumentare la sua familiarità con l’inglese e quindi rispetto il suo preferire l’italiano in certe circostanze. Il modello che segue è quello dei paesi del nord, dove l’inglese è ovunque ma in famiglia si parla la lingua madre.
      Io credo che verrà naturale nel prosieguo (e già lo vedo dopo 2 anni di lavoro) iniziare a capire di più e parlare di più. Del resto il mestiere dei genitori s’impara strada facendo….Continua senza frustrazioni……se vuoi puoi spiegare al figlio più grande che fare il genitore è un mestiere complesso e che spesso le consapevolezze maturano con il tempo!!!!

      • Francesco
        Posted 19/03/2012 at 12:35 | Permalink

        Grazie mille per le velocissime risposte!

        Mi rendo conto che la situazione sia piuttosto inusuale e delicata, ma devo dire che l’esperienza di Carmen mi ha molto sollevato ed incoraggiato. In effetti sto avendo conferma di quello che avevo in mente, ovverosia cominciare comunque a parlare in inglese al nuovo arrivato e nel contempo cercare di coinvolgere il grande in questo gioco, senza forzature e cercando di motivarlo con qualche suo interesse specifico (magari in attesa del “nuovo arrivo” posso provare a proporgli un corso di inglese per bambini…). Studierò le prime reazioni ed in base a quelle modulerò il mio intervento.

        Anch’io mi pongo come obiettivo quello di stimolare la familiarità con lingue diverse dall’italiano, non certo quello di tirar su un professore di inglese (considerati anche i limiti dell’ambiente in cui crescerà, esclusivamente italiano, fatta qualche piccolissima eccezione).

        Grazie ancora e a presto!

        Francesco

  33. teresa
    Posted 14/05/2012 at 20:39 | Permalink

    ciao a tutti
    sono finita su questo sito per caso, cercando lavoro, e ne sono rimasta colpita. io non sono mamma, sono una persona bilingue italo-tedesca ed ho studiato lingue all’università (inglese e spagnolo).ho vissuto sempre un pò di qua e un pò di là. qui non c’è lo spazio e non voglio tediarvi con la mia vita e con le soluzioni che hanno adottato i miei genitori. vorrei parlarvi come una voce fuori dal coro, come una persona che ha vissuto le cose che alcuni dei vostri figli vivono. se avete cambiato paese con i vostri figli: i grossi cambiamenti ad una certa età sono veramente duri e da non sottovalutare mai. cmq: in sostanza, parlo perfettamente sia il tedesco che l’italiano -ed ho un ottimo livello di spagnolo ed inglese-, ma non me ne vanto. io ho avuto alcune possibiltà, altri ne avranno avute altre. è quello l’importante! se penso a come parlerò a mio figlio, penso che gli parlerò in italiano. perchè è la MIA lingua. la lingua che “sento” di più (e sono PERFETTAMENTE bilingue italo-tedesca). anche se il mio compagno dovesse essere italiano. se invece sarò in germania, tanto meglio, imparerà due lingue. credo che però il punto più importante della questione venga omesso in tutti i commenti che ho letto, e coè: i bambini capiscono perfettamente che si sta “fingendo”, qualsiasi cosa si faccia, e nella maggior parte dei casi non la vivono bene (lavoro con i bambini ed o nipoti), ma come uno sforzo inutile. se è per gioco sono contenti, ma se no loro sono i primi a sentire che “c’è qualcosa che puzza”–per un periodo mia madre ha voluto inculcarci il francese. ma l’abbiamo vssuta come una cosa talmente finta che non è durata molto. il punto è che: è più importante che mio figlio/mia figlia (se mai ne avrò) cresca sereno e felice e non che sia un genio delle lingue.e credo anche che una persona non madrelingua non dovrebbe mai parlare in un’altra lingua con i figli in modo continuato, perchè 1.anche se la padroneggia molto bene, anche in modo eccellente, NON è la SUA 2.perchè ci si sente in tutt’altro modo (e a mio parere si È anche un pò in un altro modo)quando si parla una lingua che non è la propria/una delle proprie, e ai bambini si trasmette quello che si “sente” prima ancora della grammatica. Insomma credo che questo “fissarsi” sulle lingue straniere non faccia molto bene agli ultimi “beneficiari”, che sono i bambini. Ho come l’impressione che ci siano molti genitori che vogliono dimostrare a se stessi e agli altri di essere bravi proiettando le loro mencanze ed i loro desideri sui figli. Per non parlare dello “sdoppiamento di personalità” a cui arriverà un genitore non madrelingua quando il proprio bambino avrà una certa età bisognerà parlargli in un determinato modo, “sentito” e non “finto” (o meglio “sovrapposto”). Concludendo, una lingua non è fatta solo di regole grammaticali e di pronuncia da apprendere, ma anche di emozioni, di sensazioni e di vissuti, che il bambino sentirà da subito come forzati se il genitore si deve sforzare. il bambino lo sente. Non credo che questa sia una buona via, soprattutto a lungo termine. Molto meglio rimanere con una lingua ed un buon rapporto, o con un’altra lingua, ma relegandola solo a determinate situazioni e non permettendole di permeare la comunicazione ed il rapporto in modo così totalizzante. Il bambino non diventerà livello madrelingua (ma tanto senza che il genitore sia madrelingua non lo diventerà comunque!), ma sarà un bambino sereno. Non avrà tutte quelle che gli altri vedono solo come “grandi opportunità” (quando invece in realtà dietro c’è molta difficoltà di relazionarsi con i figli), ma potrà imparare le lingue di testa sua quando vorrà dove vorrà e come vorrà. Non “madrelingua”, no. Ma questo del “madrelingua” è un sogno tutto italiano.

    • Bilingue Per Gioco
      Posted 15/05/2012 at 06:38 | Permalink

      Teresa,
      sono d’accordo, ma fino ad un certo punto. Io ho ripetuto più volte che non consiglio a nessuno di abbandonare la propria lingua per una straniera, è sempre una decisione drastica e non sappiamo quale impatto possa avere, sicuramente se il genitore stesso si sente a disagio con questa decisione significa che non è una decisione giusta, e comunque è sbagliato fare una scelta così estrema “solo per” insegnare una lingua ad un bambino.
      Però… Ci sono due però…

      Il primo è che nonostante la premessa io ho adottato questa decisione nella mia vita familiare e sono sicura al 100% che sia la decisione giusta per me e per noi. Di fronte a questa mia sicurezza, senza conoscere nè me nè il mio (serenissimo) bambino, nè tu nè nessun altro può dire che ciò che faccio è sbagliato, le tue sono ipotesi, basate su delle tue idee generali o sulla tua specifica esperienza personale, la mia è esperienza di vita quotidiana, della mia vita quotidiana.
      Ripeto, fino alla noia, ciò che va bene a me non deve andare bene ad altri, è una cosa che funziona nella mia personale esperienza, basata sulla mia personalissima storia.

      Secondo però. Ci sono tante vie di mezzo tra lasciare che la lingua straniera venga presa in carico dalla scuola, o la vita, e imporsi di parlare solo una lingua straniera con i propri bambini. Il segreto è trovare la propria soluzione all’interno di questo continuum tra due estremi. Come non mi stanco mai di ripetere se una persona ha la passione per la bicicletta, la musica o la pittura non si domanda se fa del male ai propri figli condividendo con loro questa passione, lo fa e basta perchè è naturale che sia così. Non è diverso con le lingue… un genitore non dovrebbe trasformarsi nell’insegnante di Inglese del proprio figlio, ma condividere la propria passione per una lingua sì, è bello e arricchente per tutti. Certo, non tutti coloro che sono interessati alle lingue nutrono una vera passione per le lingue, ma qui non stiamo parlando a tutti…
      Ciao,
      Letizia

  34. francesco
    Posted 15/05/2012 at 07:21 | Permalink

    Ciao a tutti/e di nuovo.
    A. Ha ormai 2 anni e 3 mesi e ormai e’ diventata una chiacchierona in italiano. Ogni tanto qua e la butta una parola in inglese. Io sono contento che la sua lingua base sia e rimanga l’italiano senza apparente confusione. A. Capisce perfettamente l’inglese. Ho letto il post di teresa anche io confermo, come letizia, che la mia bimba sta vivendo questa esperienza molto serenamente. Credo che una cosa importante sia il rispetto nel senso che mi rtrovo alcune volte (quando la vedo o la sento un po’ spaesata) a chiderle se le da fastidio se il papa’ le parla in inglese. Oppure quando vediamo la tv insieme di chiederle se vuole l italiano o l inglese (con sky ormai anche questo e’ possibile!) O ancora quano leggiamo un libro italiano se lo vuole letto in italiano o inglese. Lei me lo dice ed io la seguo senza problemi. Devo dire che la maggior parte delle volte con me pretende l inglese.
    detto cio’ ognuno ha la sua esperienza ma, almeno nel mio caso, sono soddisfatto di come, insieme ad a. E alla mamma, stiamo gestendo questa magnifica esperienza.
    Francesco

  35. Silvia
    Posted 21/05/2012 at 14:49 | Permalink

    Ciao a tutti, sono la mamma di due bambine rispettivamente di 32 e 15 mesi e vorrei condividere con voi il nostro approccio all’inglese nella speranza di ricevere da voi eventuali critiche, che reputo sempre costruttive, ed eventuali suggerimenti, per poter mettere in pratica un vero e proprio metodo adatto a noi.
    Premetto che sia io sia mio marito siamo italiani e, mentre mio marito ha una conoscenza dell’inglese poco più che scolastica, io lo parlo piuttosto bene, sia grazie ai miei studi sia grazie alle mie esperienze lavorative, ma soprattutto per merito della mia grande passione per questa lingua. Fino ad un anno fa non avevo nessun interesse per il bilinguismo, cioè semplicemente non ci avevo mai pensato. Poi mi sono accorta che mia figlia maggiore, all’epoca aveva circa 20 mesi, parlava già benissimo italiano, e voleva sempre che io le leggessi le decine di libri che le compravo per soddisfare la sua passione e ripeteva intere frasi a memoria. A quel punto ho cominciato a pensare che, magari, anziché imparare a memoria nomi e storie dei vari personaggi fantastici, avrei potuto insegnarle alcuni vocaboli in inglese introducendoli per gioco. Abbiamo iniziato giocando con le FLASCHCARDS, (“Touch-feely Flaschcardss” e Baby’s First Flaschcards” della Usborne) ed in pochi giorni conosceva già tutti i nomi in inglese, poi contavamo sempre i gradini delle scale ogni volta che salivamo o scendevamo e, mentre imparava appunto a fare le scale, imparava anche i numeri. La risorsa più grande che abbiamo utilizzato ed ancora amiamo sono le canzoncine o nursery rhymes che si trovano su YOUTUBE. Con “If you are happy”, “Eyes, eyes, eys”, “Head and shoulders, knees and toes” ha imparato le parti del corpo e così via…Un’altra cosa che le piace molto è guardare “Dora l’esploratrice” in Tv, insieme guardiamo, commentiamo e ripetiamo e così ha imparato diverse espressioni. Le ho comprato anche dei libricini in lingua originale su AMAZON.UK, che è una grande risorsa e ringrazio proprio Bilingue per gioco per avermela fatta conoscere, ma inizialmente ho notato che non li accettava e quindi ho lasciato perdere, adesso però ho ricominciato e mi sono accorta che, mentre prima non lo era, ora è pronta ed ho cominciato con la serie “First Stories” sempre di Usborne, prima leggo in inglese, poi commento in italiano per poi leggergliele successivamente, quando sono sicura che capisce quello che le sto leggendo, solo in inglese…Ora ha quasi tre anni e parla italiano meglio di molti adulti che conosco e l’inglese le piace, lo vive come un gioco ed alcune volte mi stupisce quando mi sussurra nell’orecchio “Mammy, I love you” oppure usciamo e ad un certo punto mi dice “It’s cold” oppure mi chiede “Come si dice questo in inglese?” e poi ripete il termine soddisfatta. Così, ogni tanto le dico qualche frase in inglese, gliela traduco e poi gliela ripeto, anche lei la ripete e mi rendo conto che poi in seguito magari esce fuori dicendomela nel giusto contesto. So che è un po’ ridondante, ma credo che ormai non possa più fare confusione tra le due lingue. Quello che vorrei fare con lei sarebbe aumentare le letture in inglese, i programmi tv in lingua originale e anche l’input dell’inglese parlato da parte mia e magari mandarla a fare qualche laboratorio di inglese per bambini. In questo modo probabilmente mia figlia non sarà bilingue, ma avrà sicuramente molti vantaggi nello studiare l’inglese quando sarà grande, e di conseguenza nell’imparare le altre lingue straniere, ma soprattutto avrà una maggiore apertura mentale. Se penso al livello a cui sono arrivata io con lo studio e la passione dopo aver cominciato a studiare inglese solo in prima media, credo che lei avrà davvero la strada spianata! Ora il mio dubbio riguarda la piccolina che ha 15 mesi ed ha un piccolo vocabolario italiano di una decina di paroline. Ormai anche lei è esposta a tutti i miei input da un annetto e mi domando, quando comincerà a parlare farà confusione? Beh, lo scopriremo solo vivendo diceva Battisti, comunque vorrei trovare un approccio che vada bene anche per lei, premesso che parlare solo in inglese con le mie figlie, anche se lo potrei fare benissimo, non mi verrebbe naturale e quindi lo escluderei a priori…forse potrei continuare con canzoncine e filastrocche, legare l’inglese solo a particolari attività in modo da non confonderla troppo. Avete dei consigli per me? Qualcuno ha vissuto o vive una situazione simile alla mia?

    • Bilingue Per Gioco
      Posted 21/05/2012 at 14:58 | Permalink

      Un solo consiglio, segui il tuo istinto (di mamma) e la tua passione (per la lingua) e vai serena che non puoi sbagliare, la confusione non è un problema.
      Ciao,
      L.

      • Silvia
        Posted 21/05/2012 at 15:07 | Permalink

        Grazie Letizia, poche parole ma un grande incoraggiamento!

  36. Francesca
    Posted 17/10/2012 at 17:31 | Permalink

    Ciao Letizia,
    sono Francesca e sono la mamma di Sara, 16 mesi! Ho scoperto il tuo blog per caso e amando l’inglese ho deciso di trasmettere questo amore alla mia bimba intraprendendo con lei un percorso di gioco in lingua. Sia io che mio marito siamo italiani e io studio da molto l’inglese ma purtroppo non ho modo di utilizzarlo nel lavoro e tanto meno ho mai avuto esperienze di vita all’estero. Ho deciso di cercare di “mettere un semino” in Sara, per quelle che sono le mie possibilità e la mia conoscenza della lingua. Ci siamo iscritte ad un playgroup di LWM e ogni sera, ritorno a casa con lei cantando in inglese, leggiamo libri in lingua e parlo con lei prima di dormire. Quando la sento ripetere qualche parola mi sento felice ma purtroppo so che il mio inglese non sarà mai fluente come desidero e se lei un giorno avrà bisogno di “alzare l’asticella”, come farò? Chiedo un consiglio a qualcuno esperto di apprendimento come te… Potrò mai diventare fluente (studio e leggo tutti i giorni ma faccio solo 1 ora di conversazione alla settimana con un madrelingua) in questo modo? Quali aspettative posso avere per me stessa….nella speranza che lei faccia esperienze più proficue…..!! Ti ringrazio e complimenti davvero per il tuo “progetto”. Francesca

    • Bilingue Per Gioco
      Posted 17/10/2012 at 22:13 | Permalink

      Francesca, sia per te che per la tua bambina puoi cercare di aumentare l’esposizione alla lingua. Mentre pe ri bambini i mezzi passivi sono poco efficaci per gli adulti possono esserlo molto di più, in soldoni questo significa TV, DVD, film, podcast e audiolibri in lingua, quanto più possibile. Per la bambina il discorso più che altro è abituarla a guardare DVD etc solo in Inglese, ora no, ma quando sarà più grandicella questo le sarà molto utile, ma certo se si abitua fin da piccola a guardarli in italiano poi continuerà a chiederli in Italiano…
      In bocca al lupo, con questa determinazione ce la puoi fare, ma studia di meno e ascolta di più! ( e se puoi parla, ma questo è obiettivamente più complicato, anche se esistono strumenti per fare conversazioni via skype, ne ho letto in giro ma non li ho provati)
      L.

  37. Cinderella
    Posted 05/01/2013 at 23:40 | Permalink

    Salve a tutti, ho scoperto oggi per caso questo sito e lo sto leggendo con molto interesse.
    La mia situazione è molto atipica direi, e mi piacerebbe avere un consiglio.
    Ho tre figli di 4 anni, 3 anni e 6 mesi. Quando nacque la primogenita iniziai a parlarle in inglese con l’intenzione e di farlo il più possibile. Incontrai molte difficoltà perché come ho letto anche in altri commenti prima del mio, mi sentivo molto a disagio quando con noi c’era qualcun altro. Piano piano ho smesso. Probabilmente se avessi avuto allora la possibilità di leggere un sito come questo, ora mia figlia parlerebbe perfettamente anche l’inglese oltre che l’italiano.
    Lei è molto curiosa e apprende velocemente tutto ciò che le si insegna, al contrario invece del fratello che è più testardo e reticente, e che non ha la sua stessa padronanza della lingua italiana.

    Secondo voi sarebbe troppo azzardato iniziare ora ad introdurre con loro qualche frase, gioco e DVD in inglese, e parlare invece solo in inglese alla piccina?
    Grazie per i vostri consigli.
    Ps: abito in un piccolo paesino che non prevede la possibilità di scegliere scuole bilingue, o dove ci siano gruppi d’incontro ove divertirsi esprimendosi in inglese. Sarebbe solo un mio compito introdurla a questa lingua.

  38. Cristina
    Posted 25/01/2013 at 12:57 | Permalink

    Leggo il tuo blog da molto tempo e sono tornata su questa pagina per rivedere qualche cosa dal momento che ho intrapreso il discorso di bilinguismo con la mia piccola Letizia da quando è nata 3 anni fa.
    Tuttavia ogni tanto torno e rileggo qualche vecchio post perchè nel frattempo la situazione evolve e capisco sempre di più.
    Al momento i miei risultati sono soddisfacenti. Parlo con la bambina solo in inglese, vediamo DVD e leggiamo libri in inglese.
    Stiamo seguendo un Learn with Mummy sotto casa e dopo questa ultima esperienza la piccola sta iniziando a produrre anche piccole frasi in inglese mentre finora aveva solo usato parole singole.
    Ogni tanto è vero abbiamo situazioni al limite del comico, del tipo: mamma vojo (con accento romano) OPEN bottiglia.
    Al momento non mi preoccupo di questo.
    Mi comincia a preoccupare solo il fatto che diventi di giorno in giorno più impegnativo e credo che arriverò a un punto in cui non potrò più parlare al 100% in inglese, ma dovrò trovare altre modalità.
    Ti volevo ringraziare per il blog e per la newsletter. :)

    • fiorelena
      Posted 28/01/2013 at 00:35 | Permalink

      Scusami Cristina, perchè dici che potresti non riuscire a parlare più solo in inglese con tua figlia?

  39. Cristina
    Posted 28/01/2013 at 11:34 | Permalink

    Fiorelena, immagino che con l’aumentare delle esigenze potrei trovarmi in difficoltà.
    Ti faccio un esempio… l’altro giorno ML ha detto che le facevano male le dita e mi ha indicato i polpastrelli.
    Io non conosco la parola polpastrelli in inglese, mi sono limitata a dire “fingers” e a indicare il punto.
    Immagino che questo si amplificherà con il tempo, soprattutto quando dovrò cercare di dare una risposta sensata ai suoi “perchè”.
    Risolverò la cosa al momento in cui si creerà, ma se non dovessi essere più in grado di parlare 100% inglese, troverò un modo per bilanciare la cosa. Però arriverà per forza un momento in cui il mio inglese non sarà più da solo sufficiente a coprire le necessità di mia figlia. Dico “da solo”.. perchè non ho baby sitter o amici che parlino inglese.
    Nel frattempo è un meraviglioso modo per ampliare il mio vocabolario….ho scoperto come si dice polpastrelli (= fingertips).
    Inoltre avendo introdotto molti dvd in inglese, anche la mia pronuncia è notevolmente migliorata :)
    Non è una cosa da sottovalutare!!!

    • Simona
      Posted 28/01/2013 at 18:58 | Permalink

      Ciao Cristina,
      non dubitare, continua con l’inglese e non parlare mai in italiano.
      Ogni tanto mi capita di dubitare o di non sapere qualche vocabolo o espressione.
      Quando posso mi informo con il vocabolario o, se devo reagire subito, cerco di usare altre parole.
      É una grande sfida, ma i risultati si vedono.
      Mia figlia ha 5 anni e non le ho mai parlato in italiano.
      Quando le ricordo di ringraziare qualcuno di lingua italiano, glielo dico in inglese e lei fa switch! senza problemi.
      Per lei è naturale parlarmi in inglese e in italiano con gli altri, anche con suo padre.
      Sono consapevole che se inizio con anche sola mezza parola di italiano, è finita.
      Forza e coraggio starai sicuramente facendo la cosa giusta.
      Salutoni

  40. fiorelena
    Posted 28/01/2013 at 23:11 | Permalink

    Vedi, Cristina, ti sei risposta da sola: man mano che si presenterà l’occasione arricchirai il tuo vocabolario! Io ho una bimba di quasi 3 anni bilingue inglese-italiano che 6 mesi fa impazziva per i cavalli; pensi potessi conoscere, non essendo madrelingua inglese come si dicesse “sella” o staffe” o “cavallo pezzato”? Mi sono rimboccata le maniche e ho studiato tutte le parole necessarie per poterle spiegare il mondo dei cavalli e poter giocare insieme a lei. Ora conosciamo moltissimi termini nuovi che nemmeno alcuni nostri amici inglesi conoscono. Ma ti dirò di più, per farti sorridere: due giorni fa, giocando con la mia piccola avevo bisogno di un termine specifico che non ricordavo e le ho detto: “Wait a moment, please, I’m coming”; mi sono alzata per andare a prendere il vocabolario italiano-inglese e ho sentito mia figlia borbottare tra sè e sè: “Mamy needs the dictionary!”
    Pertanto non demordere e vedrai che potrai spiegarle tutto ciò che vorrai; magari all’impronta userai le parole che conosci,successivamente rinnoverai il concetto con tutti i termini specifici che avrai imparato per l’occasione! Good luck!

    • Bilingue Per Gioco
      Posted 29/01/2013 at 07:56 | Permalink

      Io sono meno determinata nel dire non mollare, come sapete invito sempre alla prudenza. Non insistere se senti di non riuscire a comunicare pienamente con tua figlia, che è la cosa prioritaria. Detto questo, non saranno un paio di parole il vero problema, quelle appunto si controllano, mi preoccupa di più che ci sia fluidità nella relazione e nella conversazione.
      Detto questo, la mia vita è cambiata da quando ho preso la webradio, di cui ho parlato di recente. Ogni giorno mi domando come ho fatto a vivere senza finora. Ora ho Londra in casa tutti i giorni, e quando mi va anche Parigi, Berlino, Rio de Janeiro e ieri perfino Lagos!
      Ciao,
      Letizia

  41. Cristina
    Posted 29/01/2013 at 15:26 | Permalink

    Letizia,

    la fluidità c’è :) Ho una laurea in Lingue e se dovessi parlare di critica letteraria sarei più a mio agio, paradossalmente.
    Forse il vero problema è continuare a sentirsi chiedere perchè? Stai facendo male…. non ce la puoi fare… Ogni tanto mi butto giù. Se dicessi che il padre della bimba è inglese avrei maggior comprensione.
    Aver trovato questo blog è una boccata d’ossigeno.
    Per cercare di acquisire un vocabolario adatto a una bimba di tre anni ho iniziato a leggere libri per bambini, testi di homeschooling per pre-k etc.

  42. valeria
    Posted 19/02/2013 at 12:27 | Permalink

    ciao, sono Valeria, mamma di una bambina di 2 anni e 10 mesi e di una di 9 mesi. Da quando è nata la maggiore le parlo sempre in inglese anche se non sono madrelingua e ho dovuto farmi una cultura su linguaggio per bambini, canzoncine, video, libri…in inglese, oltre al fatto che delle volte sento che mi mancano le espressioni ad hoc. Comunque, tutto questo notevole sforzo sta portando da qualche parte, infatti mia figlia capisce assolutamente tutto in inglese e proprio in questo periodo quando si rivolge a me sta iniziando a usare anche parole e qualche frasetta in inglese sentita da me infinite volte. In ogni caso tutte le volte che mi parla in italiano le rispondo in inglese o le traduco le stesse cose in inglese. Ora abbiamo appena fatto un viaggio in Nuova Zelanda e ho notato che qualcosa coglieva anche li.
    Pero’ la cosa che mi manca sono contatti con altre persone che parlano inglese qui, per farle vedere che c’è altra gente all’infuori della mamma che usa quella lingua.
    C’è qualcuno che mi legge dalla zona di Como, dove abitiamo, e che abbia interesse a far giocare i suoi bimbi con le mie figlie…naturalmente usando sempre e soltanto l’inglese?
    Spero di sentirvi! Ciao, Valeria

  43. laura
    Posted 20/03/2013 at 16:34 | Permalink

    ciao a tutti, sono mamma di una bimba di 4 anni e mi trovo ad affrontare l’argomento della seconda lingua. parlo tedesco ed inglese e avevo deciso, in accordo con mio marito che non parla alcuna seconda lingua, di non tentare il bilinguismo, essendo noi italiani. speravo e pensavo che la scuola si prendesse cura dell’educazione in genere ed anche dell’insegnamento di una lingua, ma vedo che non è così. il coordinatore scolastico mi ha chiaramente detto che è presto per insegnare una lingua a dei bambini che devono ancora imparare l’italiano ! la nostra meravigliosa tata è brasiliana e mia figlia capisce perfettamente il portoghese anche se non vuole parlarlo. toccherà a me cercare di insegnarle a parlare una lingua ( inglese o tedesco che sia ). ma come ?

  44. Frrancesco
    Posted 11/04/2013 at 10:40 | Permalink

    ciao a tutte/i,
    come ho già scritto piu’ volte parlo a mia figlia in inglese (da non madrelingua) da quando è nata. Adesso ha tre anni ed è capitato che ha iniziato a balbettare come puo’ accadere a questa età (infatti non siamo preoccupati). il pediatra ci ha spiegato un metodo passivo per risolvere velocemente e senza stress per la bimba il problema. Uno dei punti è quello di parlarle sempre in modo chiaro e scandedndo bene le parole ed assecondarla a parlare anche quando sorge il problema (ci sono tanti altri punti ma li trovate su vari siti). Questo per dire che di comune accordo con mia moglie abbiamo deciso di interrompere l’inglese per permettere ad A. di superare con calma e senza stress questa fase. Io ero un po titubante ma in effetti ho notato che da quando ho smesso con l’inglese la fase di balbuzzie è calata molto anzi negli ultimi giorni è sparita. Francamente non so se è una coincidenza ma vi chiedo suggerimeti esperienza commenti etc etc….

    grazie

    • Bilingue Per Gioco
      Posted 11/04/2013 at 12:24 | Permalink

      Francesco,
      mi spiace, non ho consigli da dare. Qui si entra nel campo del logopedista…
      L:

      • barbara
        Posted 11/04/2013 at 14:20 | Permalink

        anche mio figlio a cui parlo esclusivamente in tredesco dalla nascita verso i due anni ha iniziato a balbettare e ci eravamo un pò preoccupati. in realtà però non balbettava su tutte le parole di una frase, piuttosto aveva difficoltà ad iniziare la frase o a trovare la parola e incespicava ripetendo la stessa sillaba molte volte fichè non si sboccava per poi terminare tutta la frase. ho continuato a parlargli sempre in tedesco e col tempo ho notato che sono delle fasi che poi passano. anche oggi che ha tre anni e mezzo a periodi lo fa, per un mese circa e poi passa. e poi dopo qualche mese ha di nuovo una fase in cui balbetta. abbiamo però notato tutti che in realtà coincide con la fase immediatamente precedente a un miglioramento del linguaggio nel senso che, passata quella fase in cui balbetta, il suo linguaggio diventa più ricco e usa delle frasi più complesse, soprattutto in italiano. pertanto ormai non ci preoccupiamo più affatto. quando succede so che in reaòltà sta cercando di migliorare la sintassi o di arricchire il suo vocabolario e una volta passata la fase, il suo linguaggio diventa migliore rispetto a prima.

  45. nena
    Posted 31/08/2013 at 18:14 | Permalink

    buongiorno! sto per avere un bambino e ho avuto sempre sogno di far crescere i miei bambini bilingue o trilingue. io e mio marito però siamo entrambi italiani ma io parlo per studio (sono laureata in lingue) e lavoro (,mi occupo delle relazioni ospiti in un hotel di lusso) inglese e spagnolo. adoro lo spagnolo e sicuramente lo sento più mio come lingua,e,credo che sarebbe più spontaneo per me utilizzarlo come lingua con metodo opol nelquotidianità con il mio bambino.tuttavia mio marito e la mia famiglia insistono sull importanza maggiore dell inglese e sul fatto che se uno sforzo devo fare parlando a mio figlio in una lingua che non è la mia tanto vale che faccia uno sforzo che un giorno gli risulterà più utile parlandogli in inglese. io sono un po indecisa perché anche se quotidianamente uso l inglese non si se in situazioni di stress, di quotidianità, di emotività avrò la naturalezza di saperlo usare come farei con lo spagnolo, e ho anche il timore di non conoscere molti termini ma mi rassicura un po l idea,di una,maggiore,facilità di reperimento materiali in inglese più,che in spagnolo oltre ad una più probabile esposizione ad altri canali anglofoni dalla tv ad un asilo a qualche amichetto o a qualche madrelingua che potrebbe aiutarmi in questo percorso. lo spagnolo potrei più inserirlo come terza lingua più in la a mo di gioco tra,me e lui. che ne dite? o vista una maggiore mia,propensione e forse capacità ad esprimermi in spagnolo è il,caso che inverta il tutto e mi concentri su un bilinguismo italo spagnolo? aiuto!!!!

    • Bilingue Per Gioco
      Posted 02/09/2013 at 10:02 | Permalink

      Il mio consiglio è di seguire il tuo istinto. Non ci si può costringere a parlare una lingua straniera con i propri figli!
      Stai tranquilla che un bambino bilingue poi impara una terza o più lingue molto più facilmente di un monolingua, e l’Inglese lo imparerà comunque.
      L.

  46. Riccardo
    Posted 11/10/2013 at 13:18 | Permalink

    Ciao a tutte le mamme ed i papà.
    Siamo i genitori di una bimba di 23 mesi e da sempre ci è piaciuta l’idea di darle la possibilità di imparare una seconda lingua, nel nostro caso l’inglese. Ci siamo molto documentati su internet e da questo sito abbiamo appreso tantissime informazioni molto utili.
    Mia moglie ed io non siamo madrelingua e la nostra conoscenza della lingua è limitata, riusciamo a malapena a seguire un film in inglese e la pronuncia necessita di qualche arrangiamento, tuttavia non ci siamo persi d’animo.
    Abbiamo iniziato con i cartoni in inglese, in particolare quelli della Disney poichè sono ricchi di canzoncine orecchiabili, dopo aver individuato quali cartoni erano di sua preferenza (Doc McStuffins, Jake and The Neverland Pirates e ovviamente Peppa Pig) ci siamo procurati le musiche e stampato i testi da tenere sempre a portata di mano per canticchiare durante i cartoni e quanche volta anche in auto.
    La bambina ha così iniziato a ripetere qualche filastracca, ovviamento la fa a modo suo anche perchè sta appena iniziando a parlottare, in cucina abbiamo i testi della canzoni a partata di mano, per cui quando iniziano le le cantiamo insieme.
    Abbiamo iniziato a giugno con i cartoni per poi introdurre canzoncine e filastrocche e da settembre stiamo cercando di ritagliare del tempo per giocare insieme parlando in inglese, mia moglie ed io non abbiamo la padronanza della lingua per cui alcune delle frasi che usiamo le prepariamo prima, oppure utilizziamo uno di quei traduttori istantanei per smartphone.
    I risultati sono che adesso quando canticchiamo le canzoncine, molte delle quali oramai conosciamo tutti a memoria, lei riesce a completarle. Capisce frasi tipo “Where is the …….”, “Turn On/Off the …..” oppure ogni tanto di sua iniziativa usa frasi tipo “…. where are you?” ed i vari “Hello”, “Bye”, “Good night” ecc… ultimamente sta iniziando a contare e riconoscere i colori. Ora vorremmeo ampliare il numero frasi da utilizzare con lei nei giochi e ampliare il numero di canzoni e letture da fare insieme.
    Questa è la nostra breve esperienza.

    Saluti!
    Riccardo

  47. alice
    Posted 19/03/2014 at 10:31 | Permalink

    Ciao a tutti,
    ho letto tutti i vostri commenti che mi sono d’aiuto.
    Sono incinta e ho intenzione di crescere mio figlio bilingue. Non sono madrelingua ma parlo fluentemente inglese per ragioni di studio e lavoro. Mio marito ha qualche timore in merito che possa confondere il bimbo, ma io sono convinta che gli daremo una grande opportunità per il suo futuro.
    Ho imparato l’inglese da adulta 8anche se giovane) e credo che trasferire questa mia conoscenza sia un regalo enorme che farò al nostro bimbo.
    So che sarà dura, proprio perchè nessuno in famiglia parla inglese, abitiamo in Romagna ed eccetto i miei amici stranieri che chiamo per salutare e a cui scrivo, non frequentiamo persone madrelingua, ma non mi scoraggio e mi documenterò al massimo delle mie possibilità per dare una chance in più al piccolo.

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  1. [...] Non-madrelingua [...]

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