Scegliere la scuola per i propri bambini puo’ essere complicato, soprattutto nel caso di una famiglia bilingue o che aspiri a far apprendere una seconda lingua ai bambini. La scuola riveste un ruolo fondamentale nel plasmare e formare i bambini, e molto spesso la famiglia bilingue, o aspirante tale, deve scegliere tra un modello scolastico che conosce (e non sempre) e modelli che non conosce, con le incertezze che ne conseguono.
Le principali scelte sono tra:
scuola “normale”, pubblica
scuola internazionale
scuola bilingue, pubblica o privata.
Ognuna di queste opzioni presenta vantaggi e svantaggi, per scegliere bisogna informarsi bene. Questi post vi aiuteranno a chiarirvi le idee, a capire pregi e difetti di ogni modello e soprattutto a farvi una lista di domande da chiedere agli istituti.
- Asilo nido e Scuola Materna per Bambini Bilingui
- Scuola Elementare per Bambini Bilingui
- Corsi di lingue e Bilinguismo
- Scuole Internazionali in Italia: Roma, Milano, Napoli
Prima di partire pero’ e’ bene ricordare che la lingua e’ solo uno degli elementi da valutare nella scelta, ci sono molto altri fattori, vostro figlio passera’ anni in quella scuola ed e’ bene che voi siate sereni nella vostra scelta e abbiate fiducia nell’istituto e nelle insegnanti. Altra considerazione, pensate fin da subito nel lungo termine. Nel momento in cui scegliete una scuola materna domandatevi anche cosa pensate di fare per le elementari e dopo, anche se e’ difficile. L’apprendimento di una lingua richiede anni, iniziare un percorso che non si potra’ portare a termine puo’ essere uno spreco di tempo e denaro, quindi e’ meglio per tutti impostare fin dall’inizio un percorso che si potra’ portare avanti nel tempo. Anche perche’ la scuola non e’ l’unico strumento a disposizione per imparare una lingua. A questo riguardo leggete questo post: 7 domande per capire se posso insegnare una lingua straniera a mio figlio.
BILINGUE PER 




46 Comments
cara Letizia,
(siamo omonime); sono un’insegnante di scuola elementare ed ho appena ricevuto, da una collega, l’indirizzo del vostro sito. Già da una prima occhiata superficiale, vedo quanto sia interessante epieno di articoli, commenti ed idee che non mancherò di leggere un po’ per volta.
Dal prossimo anno scolastico, con due colleghe, nella mia scuola primaria (ed altre cinque della Lombardia) faremo partire un progetto di bilinguismo (Geografia e Scienze in Inglese) monitorato dal MIUR e dall’Ufficio scolastico regionale (Progetto BEI, si trovano informazioni anche in Internet), perciò il mio interesse per il tuo sito è naturalmente decuplicato dal fatto che dovrò lavorare proprio in questo settore.
Ho provato ad iscrivermi al sito, ma non essendo un genitore bilingue non me ne dà la possibilità, però mi interesserebbe essere aggiornata e leggervi con regolarità.
Grazie
Letizia (parlo anche a nome delle mie due più dirette colleghe)
Letizia,
ti ho appena scritto una mail. Certo che puoi registrarti e mi farebbe molto piacere saperne di più del vostro progetto, se riusciamo a farci due chiacchere mi farebbe molto piacere, poi ovviamente possiamo aggiornare anche i lettori…
A presto spero,
L.
cara Letizia (maestra) e care mamme.
Sono mamma di una bimba di 5 anni che a settembre 2012 inizierà la scuola primaria e avremmo scelto di iscriverla alla primaria oggioni di villasanta che aderisce al progetto BEI.
mi piacerebbe avere qualche scambio di esperienza più diretta di mamme , anche di altre scuole che hanno aderito a questo tipo di progetto. Spero sia possibile contattare qualcuna di voi,
Letizia maestra, complimenti per il bellissimo sito!
Cara Letizia – maestra,
non sono una maestra ma una mamma (romana) di bambine che vanno ad una scuola bilingue italiano inglese, ovviamente paritaria (ne ho scritto già ampiamente in altri ‘post’, quindi non sto qui a dilungarmi.
Ho letto del progetto BEI – Bilingual Education, Italy sul web e ho pensato… finalmente ci si sta arrivando anche nella scuola pubblica!!
Poichè sono molto attenta a come è stato ‘costruito’ il programma bilingue a scuola delle mie figlie (anche di questo ne ho scritto in questo sito, forse tra i commenti ai diversi ‘post’) mi interessa molto capire come state procedendo con questo progetto, che può costituire una sorta di ‘best practice’ anche per la scuola italiana (soprattutto se un domani la si smette con i tagli e si ricomincia a investire sul futuro…)
a presto
Elisabetta
Cara Elisabetta,
simo ancora in fase di attuazione. Al progetto hanno aderito sei scuole della Regione Lombardia.
Per il momento stiamo seguendo una formazione, pressapoco il progetto consiste nel dedicare all’insegnamento della lingua inglese un monte ore di circa sei ore a settimana; ognuna delle sei scuole deciderà autonomamente quali discipline presentare; la mia scuola ha deciso di offrire agli alunni Scienze e geografia totalmente in lingua Inglese.
Oviamente stiamo lavorando sulla programmazione, ogni tanto scriverò in questo Blog, perciò se vorrai potrai leggere come procederà la sperimentazione.
A presto
letizia (maestra)
Letizia (maestra),
siamo curiose, racconta per favore! Ma chi farà queste lezioni in lingua? L’insegnante della materia, un’insegnante di Inglese, le due insieme, delle insegnanti esterne prese apposta, o… ?
L.
Cercherò di spiegare per linee generali, sperando però di essere abbastanza chiara:
Nelle scuole superiori di primo e secondo grado, già da qualche anno viene utilizzata la metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning, cioè insegnamento integrato di una disciplina in una lingua che non sia la lingua maggioritaria, ma una lingua straniera, ad esempio Scienze in Francese): le lezioni avvengono in contemporaneità dai due insegnanti, quello di Lingua che “veicola” il programma preparato dall’insegnante di disciplina, che comunque assiste ed interviene per supportare l’altro nella parte scientifica; in alcuni casi la lezioni in lingua viene invece svolta dall’insegnante di disciplina, che però deve conoscere piuttosto bene la lingua, e che è assistito dall’insegnante di lingua quando gli manca un vocabolo, o una pronuncia.
Nel progetto BEI ( ci sono dei riferimenti in Internet che vi copio più sotto) invece l’insegnante di scuola primaria che ha l’abilitazione per l’insegnamento della L2, che è ormai l’Inglese, ma è anche insegnante di disciplina, presenterà la sua lezione da solo.
E’ una bella sfida, perchè ci si deve preparare in un linguaggio accademico per poter presentare l’argomento disciplinare ai bambini.
Ecco i riferimenti Internet: i primi due sono dell’Ufficio Scolastico Regionale, il terzo è del british council: si tratta per ora di linee generali, perchè gli insegnanti coinvolti sono per il momento impegnati nella formazione, poi ognuna delle sei scuole partirà a settembre con l’organizzazione che si sarà data.
A presto
letizia – maestra
http://www.progettolingue.net/wp-content/uploads/Progetto-BEI-Lombardia1.pdf
http://www.progettolingue.net/?p=1085
http://www.britishcouncil.org/it/italy-bilingual-education.htm
Cara Letizia (maestra),
insegno anch’io in una scuola primaria, non bei, in provincia di Milano.
L’iniziativa mi interessa, mi chiedevo se posso contattarti, magari privatamente dato che la cosa può non interessare i genitori bilingui, per chiederti ulteriori informazioni.
Grazie
Ciao Letizia (“padrona di casa”),
sono una mamma della provincia di Torino e mi sono imbattuta per caso in questo tuo magnifico sito!
Ho letto dell’iniziativa dei playgroups che sono stati avviati in diverse scuole dell’area romana, se non sbaglio, e trovo che sia una proposta davvero molto importante e stimolante, specie per quelle realtà famigliari in cui, per vari motivi, l’opzione di una scuola internazionale per i propri figli (io ne ho 3!) non è possibile.
Mi chiedevo se tale progetto potesse, in qualche modo, essere “importato” anche qui da noi in Piemonte!
Se ne parlassi alle maestre delle mie due figlie più grandi (una all’asilo e l’altra appena uscita dalla prima elementare) e le mettessi in contatto con te, credi che si potrebbe fare qualche cosa?
Grazie e ancora complimenti!!!
Silvia
Silvia,
ti ringrazio, la domanda non è se, ma come. Ti scrivo.
L.
per Stefania,
ciao sono letizia (maestra). Mi scuso di leggere solo ora il tuo intervento del 29/12, ma questo progetto sta assorbendo tutte le mie energie.
se vuoi puoi contattarmi scrivendomi presso l’Istituto Ciresola di Milano (sulla busta scrivi maestra Letizia, mi conoscono tutti).
non saprei altrimenti come fare a darti i miei riferimenti.
ciao
L.
gentile Stefania,
ho una bimba che a settembre inizierà (se ammessa) le elementari a Villasanta, come progetto BEI.
volevo chiederle a livello d esperienza come è vissuta dai bimbi, cosa ne pensa lei come insegnante e avere un punto di vista diverso da quelle delle insegnati della scuola di Villasanta che appaiono entusiaste del progetto
grazie
Sempre per Stefania. Ti invito a leggere la circolare dell’Ispettrice Langè sul BEI.
ciao
letizia (maestra)
http://www.istruzione.lombardia.it/protlo275_10/
Salve Letizia, mi ha molto interessata il suo intervento in particolare perchè dall’anno prossimo spero mio figlio possa frequentare una classe BEI presso la Ciresola. Sono stata e lo sono tuttora molto in dubbio nella scelta tra scuola pubblica e privata, ma leggendo e documentandomi circa il progetto BEI ho ritenuto di scegliere per l’istruzione pubblica “sperimentale”. Volevo chiederle se secondo lei sarà garantito il progetto per i prossimi 5 anni indipendentemente dalla scure dei tagli ai fondi per le scuole.
Flavia, non ne ho la minima idea, mi spiace…
ciao Letizia,
mia moglie ed io stiamo vivendo una situazione penso non usuale.
Abbiamo 2 bimbi meravigliosi, Ale di 2 anni ed 8 mesi e Sofia di 8 mesi.
dobbiamo scegliere dove mandare Ale all’asilo e siamo pieni di dubbi.
Attenzione, viviamo in polonia, mia moglie e’ bulgara, io italiano e la baby sitter e’ polacca.
Ale per ora reagisce molto bene al plurilinguismo, anche perche’ ce la mettiamo tutta a parlare ognuno esclusivamente nella lingua madre.
E’ un traduttore eccezzionale, e sa perfettamente in quale lingua rivolgersi a chi.
Quindi per ora tutto ok.
Viviamo in polonia da parecchi anni ma non si sa mai nella vita cio’ che puo’ capitare, quindi siamo restii, anzi contrari ad iscrivere nostro figlio ad una scuola polacca, pubblica o privata che sia.
Che fare? Naturalmente vivendo in una capitale, sono presenti diverse scuole, inglese, americana, francese, canadese. Italiana no. Bulgara neanche.
La domanda e’ , se inseriamo una quarta lingua, scegliendo la scuola inglese, carissima, o francese, Ale avra’ la possibilita’ di continuare il corso di studi iniziato qui dovunque nel mondo, ma faremo il bene o il male di nostro figlio?
Complimenti per il sito, eccezionale.
Saluti.
Care Letizia ed Elisabetta,
vorrei chiedervi un parere sulla difficile scelta della scuola per mia figlia che ha ora 15 mesi.
Da quando aveva 8 mesi ha una tata inglese per 4 mattine alla settimana a cui è molto affezionata e sembra riuscire a capire abbastanza di ciò che le dice.
Vorrei tanto che mia figlia imparasse l’inglese fin da piccola ma non possiamo permetterci di mantenerle tutti gli studi in una scuola internazionale.
Vorrei sapere se secondo voi farle fare solo la materna o anche le elementari in una scuola inglese può essere utile o se invece davvero rischia di essere una perdita di tempo e di denaro.
Un grazie sentito,
Chiara
Non sono soldi buttati, specie se la scuola è buona. Impari contemporaneamente a parlare, scrivere, leggere in lingua ma soprattutto hai una comunità di riferimento, anche sotto il profilo culturale (oltre a quella italiana, beninteso!).
L’ideale sarebbe scuola dell’infanzia + scuola primaria. Altrimenti solo la prima, perchè poi è più difficile entrare. Vedi su questo sito i commenti ai post sulle scuole internazionali, specie se sei di Roma o di Milano.
auguri
Elisabetta
grazie!
Cara Letizia,
leggo da qualche mese con molta attenzione questo interessantissimo Blog, ma ora mi rivolgo a te e alle Mamme più esperte per un consiglio.
Io sono nata in Italia ma all’età di otto anni i miei genitori si sono trasferiti in Germania e hanno preso la coraggiosissima decisione di iscrivermi a scuola tedesca. Il bilinguismo l’ho, quindi, vissuto sulla mia pelle. A casa italiano a scuola tedesco e le altre lingue (inglese, francese e spagnolo). Ho terminato le scuole in Germania poi ho studiato in Italia e poi nuovamente mi sono trasferita prima in Svezia poi Inghilterra per lavoro. Ora, però, sono tornata in Italia e, con mio marito almeno per il momento e per motivi familiari, abbiamo deciso di stabilirci vicino alle nostre famiglie.
Il mio piccolo Matteo ha 11 mesi e attualmente frequenta un asilo nido italiano. Io amo molto l’Italia ma non concordo in primis sui metodi educativi / pedagogici utilizzati nelle scuole Italiane. Mi spiego meglio: in Germania la scuola era fonte primaria per stimolare l’autonomia del bambino/ adolescente ed educarlo verso la responsabilità sociale e attenzione verso le tematiche importanti come l’ambiente. Tant’è che non esiste la figura del “bidello” ma i ragazzi alla fine delle lezioni devono mettere a posto la classe per lasciarla come l’hanno trovata, i libri e gli strumenti musicali vengono messi a disposizione dalle scuole stesse e riconsegnati a fine anno. Lo studio nozionistico è ridotto al minimo per far spazio alla possibilità di imparare tramite attività e sopratutto in gruppo. La mia non vuole essere una polemica nei confronti della scuola Italiana, solo che non rispecchia i valori e l’educazione che vorrei dare io a mio figlio. Quindi stavo cercando una scuola a Roma che attrvaerso lo studio della lingua rispecchi anche questi concetti di vita. Io e mio marito ci stiamo orientando verso la scuola svizzera di Roma, ma ecco il mio dubbio: sarò in grado di supportare mio figlio in un cammino di bilinguismo non essendo madrelingua? Io ero facilitata perché il mio ambiente parlava solo queste due lingue, ma per lui sarà fonte di confusione? Mio marito poi non parla tedesco ma dovrà comunque gestire insieme a me un bimbo i cui compiti sono in tedesco. Insomma domande pratiche ma a cui io da sola non rieco a dare una risposta.
Scusate per il commento un pò lungo!
Cristina,
sulla tua capacità di seguire il bambino in tedesco non avrei dubbi, come del resto sull’impossibilità di tuo marito di fare lo stesso. Non è una domanda facile la tua e le cose da valutare sono molte, io ti posso confermare di aver sentito parlare davvero molto bene della scuola svizzera di Roma, di più non posso dirti…
Ciao,
Letizia
Da settembre mi trasferirò a Roma e devo decidere se per mia figlia di 6 anni ,che ha un po’ di ritardo del linguaggio , sia meglio una scuola italiana oppure puo’ essere in grado di frequentare anche una scuola internazionale . Conoscete professionisti validi che abbiano avuto esperienze in merito? Mia figlia frequenta da due anni un asilo bilingue ,per ora tutto bene ma quando dovra’ cominciare a scrivere e a leggere in una lingua che ha un grafema diverso dal fonema sara’ troppo complicato per lei ?
Grazie Francesca
Francesca,
ti serve il parere di un esperto, un logopedista esperto di bilinguismo (assicurati che sia competente). A Roma forse puoi rivolgerti al Stella Maris o al Bambin Gesù, mi fai sapere se trovi una risposta per favore?
L.
Ciao Letizia,
sono arrivata per caso su questo sito e lo trovo molto interessante. Abito in provincia di milano e mia figlia frequenta una scuola materna bilingue e mi piacerebbe farle frequentare una scuola elementare bilingue e vedo che molte delle mamme che portano i figli nella stessa scuola materna che frequenta mia figlia la pensano allo stesso modo. Le scuole elementari bilingui sono piuttosto lontane e quindi sto valutando la folle idea di coinvolgere un pool di persone per aprirne una.
Un’amica spagnola mi ha riferito che in spagna hanno aperto negli anni diverse scuole bilingui con un sistema tipo “franchising”, per caso tu ne sai qualcosa?
Questo modello in Italia esiste già per i nidi e le scuole materne e da quel che ne so funziona molto bene….
Grazie
Ele
non conosco reti di franchising per le scuole elementari, il che non significa che non esistano… comunque secondo me l’aspetto più critico sarebbe trovare il corpo docenti, un aspetto da non sottovalutare…
L.
Io sono una mamma inglese residente a Trento da 13 anni con due bimbe perfettamente bilingue: Emily has quasi 5 anni e Georgia due e mezzo. A gennaio devo iscrivere Emily alla scuola elementare a siamo fortunati che qua a Trento possiamo scegliere fra scuola italiana, inglese o tedesca, tutte pubbliche. La bambina sa perfettamente l’inglese, quasi meglio dell’italiano anche se nata qua e con papa’ e parenti italiani. Stiamo percio’ pensando di mandarla a scuola tedesca, e volevo chiedere un consiglio: sarebbe troppo difficile per lei avendo gia’ le due lingue? La scuola è fatta aposta per bambini italiani, non devono essere già bilingue. Grazie!
Ciao mi chiamo Donna e sono bilingue inglese/italiano. Anche i miei due bambini lo sono e vorrei per loro una scuola che dia la giusta importanza all’inglese. Sono alla ricerca di una scuola primaria dove
1) si faccia almeno più di un’ora di inglese alla settimana, anche in prima (!)
2) l’orario di entrata e uscita sia possibilmente simile al modello inglese, i.e. 9-15.30
Abito alla porte di Milano, a Cernusco s/Naviglio. Puoi aiutarmi?
D
@Donna: Io sono Americana e mio marito e’ italiano e anche nostra figlia è bilingue. Ho iniziato a cercare una scuola materna da poco e sono andata a vedere il Montessori bilingue e l’Istituto Marcelline quadronno per ora. La prima ha 50-50 insegnanti madrelingua italiano e inglese e quindi tutta la giornata si svolge 50% in italiano e 50 in inglese (più o meno) (entrata dalle 8-9 e uscita alle 3:15). La seconda offre un’ora a settimana ma l’insegnante non è madrelingua e su questo non sono d’accordo (entrata dalle 8-9:30 e uscita al le 3:30 credo). Ho parlato con una mamma che manda i figli alla Louis dove anche li la giornata è divisa a 50-50 con insegnanti madrelingua ma le tasse sono alte… Non sto considerando molto le scuole internazionale che insegnano solamente in inglese (ASM, Interntaional school, ecc). Credo che la henderson in zona lambrate è anche bilingue ma è scomodo per noi quindi non l’ho valutato.
Carissime Mamme,
ho davvero bisogno di un consiglio importante.
Sono arrivata al punto di dover decidere per le elementari di mio figlio.
Le alternative sono: scuola bilingue, che già frequenta, con retta di 10.000 euro all’anno; oppure una scuola pubblica a contributo privato (1.700 euro). Entrambe le scuole sono molto valide. La prima ha di positivo il programma bilingue, ma di negativo l’ambiente e il costo; la seconda è una ottima scuola tradizionale, ma fanno poco inglese (1 ora in prima, poi 2, poi 3). Certo avendo due figli, i 20.000,00 euro risparmiati dalla privata potrei (almeno in parte) usarli per far fare inglese a casa privatamente o per mandarli in campus estivi. Ma, e,
IL MIO DUBBIO è il seguente. Se mando mio figlio in una scuola pubblica, dove esce alle 16.45 tutti i giorni, quando e come fargli studiare inglese? dalle 17 alle 19 due volte alla settimana? e con 5 ore di inglese sarà al livello di coloro che frequentano la scuola bilingue oppure no? e poi mentre alla bilingue si scrive in inglese, se farà inglese a casa con delle ragazze madrelingua non si metterà certo a fare compiti (dopo 8 ore di scuola). AIUTATEMI a prendere la decisione giusta,
GRAZIE a chi vorrà rispondermi.
ciao Ros, tuo figlio l’inglese lo parla solo alla scuola dell’infanzia, per ora? o anche a casa?
dici che la scuola bilingue ha di negativo l’ambiente, non so a cosa tu ti riferisca esattamente, ma detto così a me farebbe venire dei dubbi…
la cosa più importante è che il bambino stia bene, qualsiasi scuola tu decida di fargli frequentare, mi pare un fattore che possa già ben determinare una scelta.
certo la scuola bilingue permette di usare l’inglese nelle attività curriculari e giustamente ti preoccupi che la scuola tradizionale, finendo alle 16.45 non lasci molto spazio allo studio dell’inglese.
ma lo deve proprio “studiare”? e se invece pensassi a un “au pair”? che possa seguire i tuoi figli nel tempo libero, farli giocare, leggere e quant’altro in inglese. i tuoi bambini sarebbero immersi nella lingua senza doverla vivere come una “lezione”. parli dei compiti, giustamente devono imparare a scrivere anche in inglese…anche quì una brava au pair (magari con una buona formazione didattica) potrebbe inventarsi delle attività, far scrivere dei raccontini…
Cara Lucia,
grazie della tua risposta, sei davvero gentile. L’ambiente della scuola non mi piace solo perchè l’idea che mio figlio cresca in un ambiente SOLO agiato mi sembra negativa. Per il resto la scuola è molto bella e ben organizzata (del resto, viste le rette non potrebbe essere diversamente). Per ora lui fa inglese a scuola (3 ore al giorno) e inglese a casa (5 ore alla settimana). Ma adesso è all’asilo, quindi gioca tutto il giorno ed esce dopo pranzo. L’anno prossimo alla pubblica elementare uscirebbe alle 16.45, dopo una giornata di scuola, cioè, secondo me, stanco morto.
Sull’au pair avrei alcuni problemi. l’idea di avere un’estranea a casa, a cena, etc. mi intimorisce. Inoltre devo dire, che per ora, la mia esperienza con le studentesse straniere con cui gioca mio figlio, non è delle migliori. Nel senso che non si sanno relazionare molto con un bambino di 5 anni. Sarò stata sfortuna, non so’. La mia idea, se la mandassi alla pubblica sarebbe di avere due pomeriggi (per 4 o 5 ore in totale) una studentessa americana o inglese che giochi con il bimbo, poi un’ora e mezzo al British council, e mandarlo una settimana o due all’anno ai campus uk (quelli frequentati dai bambini inglesi, non per stranieri). Ma sarà sufficiente? Le mie amiche che mandano i figli alle private, dove fanno 5 ore di inglese alla settimana, mi hanno detto che i loro figlio sanno poco inglese….. aiutami!
Grazie
Ciao Ros, sei già in contatto con qualche mamma (o papà) dell’una e dell’altra scuola? certo possono darti delle indicazioni. io proverei a sondare con loro e magari con qualche insegnante, perchè tu hai bisogno di sapere come funzionano quelle scuole nello specifico, non le scuole della stessa tipologia in generale.
Magari se indichi la zona dove si trovano scopri che ti può aiutare anche qualche mamma che legge BpG.
Per la “au pair” capisco le tue perplessità, non è semplice avere estranei in casa e non tutti hanno i requisiti giusti.
ma ci sono agenzie (anche online) e anche alcune scuole di lingue che mediano e aiutano nella ricerca della persona più adatta. se cerchi una futura maestra direi che c’è qualche possibilità che si sappia relazionare coi bimbi.
poi dipende anche da dove abiti…se in una città appetibile ne arrivano a frotte e non c’è che l’imbarazzo della scelta. nella mia zona non ci vengono neanche sotto tortura…
alcune scuole di lingue poi fanno venir giù delle au pair e trovano loro un alloggio e le fanno lavorare con loro, questa potrebbe essere una buona soluzione che ti permetterebbe di non averla in casa.
o magari puoi vedere se qualche altra famiglia vorrebbe un’ au pair e la ospita e magari vi dividete le spese e la collaborazione.
e per la bella stagione…via libera a tutti i cugini anglofoni o figli di amici anglofoni; in questo modo a casa mia, da maggio a ottobre la lingua ufficiale era l’inglese.
buona ricerca!
@donna, anche io abito a Cernusco, ho due bimbe bilingue ma passive. Vorremmo che si trasformasse in attivo, e abbiamo guardato la Play English a Monza. Ovviamente cara come le altre ci è piaciuta come ambiente. Come faccio per contattarti?
per sara. come facciamo a scambiarci l’indirizzo email? anch’io vorrei contattarti! D
aspettate gennaio, quando metterò in atto un sistema per messaggiarvi…
Ciao,
L.
Ros anche noi ci siamo posti le stesse domande. Siamo profondamente indecisi
Ciao a tutti, ciao Letizia,
sono capitata su questo sito per caso…ma forse sono capitata nel posto giusto…
ho un bambino di 3 anni e 10 mesi. Viviamo in una città della svizzeratedesca. A casa si parla esclusivamente italiano (cosi ci è stato consigliato dal pediatra, quando nostro figlio è nato), mentre al nido si parla esclusivamente svizzero tedesco. Mio figlio va al nido da 3 anni. Allo stato attuale parla fluente italiano, con tanto di verbi al passato ed al futuro, mentre in tedesco conosce i numeri e gli animali e ja e nein, sembra che capisca, ma decisamente non tutto e assolutamente non vuole parlare tedesco (una volta mi ha detto che lui lo parlerà da grande). Ci siamo accorti che in questo nido purtroppo veniva lasciato troppo spesso a giocare da solo, senza altri bambini della sua età o con bambini piu’ piccoli (sotto i 3 anni). Ci hanno descritto nostro figlio come un bambino triste ed insicuro, cosa che ci ha disarmato, visto che a casa si puo’ dire tutto tranne che triste ed insicuro. Abbiamo chiuso con il nido e abbiamo deciso di iniziare privatamente una scuola materna (inizierebbe la pubblica tra 6 mesi a 4 anni e mezzo e sarebbe uno dei piu’ piccoli). Il problema è, che le scuole private che abbiamo trovato, inclusa la Montessori sono tutte bilingue (tedesco ed inglese) ed abbiamo il timore di aggiungere una terza lingua. Voi cosa ne pensate?
A priori non mi preoccuperei di introdurre una terza lingua, ma nel caso specifico non credo si possa dare un parere, non so se il bambino stia effettivamente vivendo la situazione con disagio. Immagino però che considerata l’attenzione che viene data al plurilinguismo dovresti poter trovare persone competenti a cui rivolgerti…
L.
Cara Letizia,
nel frattempo, il mio bambino ha iniziato la scuola internazionale, tedesco/inglese. Non l’ho mai visto cosi felice. Niente piu’ storie per uscire di casa ed al suo ritorno è davvero sereno. Dopo solo una giornata d’inglese, già è saltato fuori dicendomi dei numeri e delle paroline in inglese. Quanto mai non lo abbiamo spostato prima!
Un caro saluto e buon lavoro!
Ciao a tutte noi a Solbiate olona abbiamo risolto il dilemma della scuolamper i ns figli! A settembre 2012 aprirà il british colleghe scuola primaria inglese, progetto realizzato con altre due mamme in circa due anni di impegni
venite a trovarci sul ns sito http://www.scuolaprimariainternazionale.it a presto Giudjt
Buongiorno
complimenti inanzitutto per il forum e per l’elenco e i consigli sulle scuole in lingua!
Ho un bimbo di 2 anni e mezzo che per ora frequenta il nido italiano, ma mio marito essendo bilingue francese gli sta insegnando la lingua.. io vorrei inserirlo in una scuola internazionale, ma a riguardo avrei due dubbi principali e vorrei un vostro parere:
1) sarebbe troppo per lui o addirittura inutile inserirlo in una scuola inglese/ americana? meglio inserirlo in un ambiente francofono?
2) potrei fargli frequentare la materna italiana, e l’ istituto in lingua solo alle elementari o rischio che poi si trovi spiazzato? Praticamente, è impossibile fargli imparare l’inglese a quei livelli, dal nulla, in prima elementare? Ci sono programmi che prevedono questo apprendimento nelle scuole internazionali?
Grazie mille a tutti per i consigli che vorrete darmi..
e W l’ Internazionalità!
Sara
INUTILE nell’ inserimento nella scuola anglofona lo intendo nel senso di non riuscire ad apprendere l’inglese , essendo per il momento bilingue ita/ francese
Ciao, noi viviamo a Milano in zona est, abbiamo una bimba di 2 anni e una che arriverà tra poco, e siamo nel difficile momento di dover scegliere la scuola dell’infanzia per la prima che poi sarà necessariamente anche quella della seconda figlia.
Mi sono documentata sulle scuole internazionali (S. louis, Sir James, Andersen) ma non mi hanno convinto molto, sia per l’ambiente ecomonicamente “eletto” sia per le rette scolastiche che per 2 figlie sarebbe importante. Per contro, non sono riusciata a trovare una scuola italiana con programma bilingue (50 e 50) ad eccezione della Montessori che però è fuori zona.
Mi sapreste dare qualche indicazione di altre scuole con un programma di inglese che sia realmente valido.
Grazie a tutti
Barbara
Per favore qualcuno sa darmi aggiornamenti sul progetto BEI nella scuola pubblica?
Grazie
ciao,
A Villasanta dove a Settembre inizierà la mia bimba applicano il progetto a tutte le classi prime. Ed è garantito per i prossimi 5 anni, la preside mi ha detto che dal MIUR hanno prolungato il progetto da 3 a 5 anni in quanto sembra positivo il feedback fino ad ora .
ciao!
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