Scegliere la scuola per i propri bambini puo’ essere complicato, soprattutto nel caso di una famiglia bilingue o che aspiri a far apprendere una seconda lingua ai bambini. La scuola riveste un ruolo fondamentale nel plasmare e formare i bambini, e molto spesso la famiglia bilingue, o aspirante tale, deve scegliere tra un modello scolastico che conosce (e non sempre) e modelli che non conosce, con le incertezze che ne conseguono.
Le principali scelte sono tra:
scuola “normale”, pubblica
scuola internazionale
scuola bilingue, pubblica o privata.
Ognuna di queste opzioni presenta vantaggi e svantaggi, per scegliere bisogna informarsi bene. Questi post vi aiuteranno a chiarirvi le idee, a capire pregi e difetti di ogni modello e soprattutto a farvi una lista di domande da chiedere agli istituti.
- Asilo nido e Scuola Materna per Bambini Bilingui
- Scuola Elementare per Bambini Bilingui
- Corsi di lingue e Bilinguismo
- Scuole Internazionali in Italia: Roma, Milano, Napoli
Prima di partire pero’ e’ bene ricordare che la lingua e’ solo uno degli elementi da valutare nella scelta, ci sono molto altri fattori, vostro figlio passera’ anni in quella scuola ed e’ bene che voi siate sereni nella vostra scelta e abbiate fiducia nell’istituto e nelle insegnanti. Altra considerazione, pensate fin da subito nel lungo termine. Nel momento in cui scegliete una scuola materna domandatevi anche cosa pensate di fare per le elementari e dopo, anche se e’ difficile. L’apprendimento di una lingua richiede anni, iniziare un percorso che non si potra’ portare a termine puo’ essere uno spreco di tempo e denaro, quindi e’ meglio per tutti impostare fin dall’inizio un percorso che si potra’ portare avanti nel tempo. Anche perche’ la scuola non e’ l’unico strumento a disposizione per imparare una lingua. A questo riguardo leggete questo post: 7 domande per capire se posso insegnare una lingua straniera a mio figlio.



L'ordine e' il piacere della ragione, ma...
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8 Comments
cara Letizia,
(siamo omonime); sono un’insegnante di scuola elementare ed ho appena ricevuto, da una collega, l’indirizzo del vostro sito. Già da una prima occhiata superficiale, vedo quanto sia interessante epieno di articoli, commenti ed idee che non mancherò di leggere un po’ per volta.
Dal prossimo anno scolastico, con due colleghe, nella mia scuola primaria (ed altre cinque della Lombardia) faremo partire un progetto di bilinguismo (Geografia e Scienze in Inglese) monitorato dal MIUR e dall’Ufficio scolastico regionale (Progetto BEI, si trovano informazioni anche in Internet), perciò il mio interesse per il tuo sito è naturalmente decuplicato dal fatto che dovrò lavorare proprio in questo settore.
Ho provato ad iscrivermi al sito, ma non essendo un genitore bilingue non me ne dà la possibilità, però mi interesserebbe essere aggiornata e leggervi con regolarità.
Grazie
Letizia (parlo anche a nome delle mie due più dirette colleghe)
Letizia,
ti ho appena scritto una mail. Certo che puoi registrarti e mi farebbe molto piacere saperne di più del vostro progetto, se riusciamo a farci due chiacchere mi farebbe molto piacere, poi ovviamente possiamo aggiornare anche i lettori…
A presto spero,
L.
Cara Letizia – maestra,
non sono una maestra ma una mamma (romana) di bambine che vanno ad una scuola bilingue italiano inglese, ovviamente paritaria (ne ho scritto già ampiamente in altri ‘post’, quindi non sto qui a dilungarmi.
Ho letto del progetto BEI – Bilingual Education, Italy sul web e ho pensato… finalmente ci si sta arrivando anche nella scuola pubblica!!
Poichè sono molto attenta a come è stato ‘costruito’ il programma bilingue a scuola delle mie figlie (anche di questo ne ho scritto in questo sito, forse tra i commenti ai diversi ‘post’) mi interessa molto capire come state procedendo con questo progetto, che può costituire una sorta di ‘best practice’ anche per la scuola italiana (soprattutto se un domani la si smette con i tagli e si ricomincia a investire sul futuro…)
a presto
Elisabetta
Cara Elisabetta,
simo ancora in fase di attuazione. Al progetto hanno aderito sei scuole della Regione Lombardia.
Per il momento stiamo seguendo una formazione, pressapoco il progetto consiste nel dedicare all’insegnamento della lingua inglese un monte ore di circa sei ore a settimana; ognuna delle sei scuole deciderà autonomamente quali discipline presentare; la mia scuola ha deciso di offrire agli alunni Scienze e geografia totalmente in lingua Inglese.
Oviamente stiamo lavorando sulla programmazione, ogni tanto scriverò in questo Blog, perciò se vorrai potrai leggere come procederà la sperimentazione.
A presto
letizia (maestra)
Letizia (maestra),
siamo curiose, racconta per favore! Ma chi farà queste lezioni in lingua? L’insegnante della materia, un’insegnante di Inglese, le due insieme, delle insegnanti esterne prese apposta, o… ?
L.
Cercherò di spiegare per linee generali, sperando però di essere abbastanza chiara:
Nelle scuole superiori di primo e secondo grado, già da qualche anno viene utilizzata la metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning, cioè insegnamento integrato di una disciplina in una lingua che non sia la lingua maggioritaria, ma una lingua straniera, ad esempio Scienze in Francese): le lezioni avvengono in contemporaneità dai due insegnanti, quello di Lingua che “veicola” il programma preparato dall’insegnante di disciplina, che comunque assiste ed interviene per supportare l’altro nella parte scientifica; in alcuni casi la lezioni in lingua viene invece svolta dall’insegnante di disciplina, che però deve conoscere piuttosto bene la lingua, e che è assistito dall’insegnante di lingua quando gli manca un vocabolo, o una pronuncia.
Nel progetto BEI ( ci sono dei riferimenti in Internet che vi copio più sotto) invece l’insegnante di scuola primaria che ha l’abilitazione per l’insegnamento della L2, che è ormai l’Inglese, ma è anche insegnante di disciplina, presenterà la sua lezione da solo.
E’ una bella sfida, perchè ci si deve preparare in un linguaggio accademico per poter presentare l’argomento disciplinare ai bambini.
Ecco i riferimenti Internet: i primi due sono dell’Ufficio Scolastico Regionale, il terzo è del british council: si tratta per ora di linee generali, perchè gli insegnanti coinvolti sono per il momento impegnati nella formazione, poi ognuna delle sei scuole partirà a settembre con l’organizzazione che si sarà data.
A presto
letizia – maestra
http://www.progettolingue.net/wp-content/uploads/Progetto-BEI-Lombardia1.pdf
http://www.progettolingue.net/?p=1085
http://www.britishcouncil.org/it/italy-bilingual-education.htm
Ciao Letizia (“padrona di casa”),
sono una mamma della provincia di Torino e mi sono imbattuta per caso in questo tuo magnifico sito!
Ho letto dell’iniziativa dei playgroups che sono stati avviati in diverse scuole dell’area romana, se non sbaglio, e trovo che sia una proposta davvero molto importante e stimolante, specie per quelle realtà famigliari in cui, per vari motivi, l’opzione di una scuola internazionale per i propri figli (io ne ho 3!) non è possibile.
Mi chiedevo se tale progetto potesse, in qualche modo, essere “importato” anche qui da noi in Piemonte!
Se ne parlassi alle maestre delle mie due figlie più grandi (una all’asilo e l’altra appena uscita dalla prima elementare) e le mettessi in contatto con te, credi che si potrebbe fare qualche cosa?
Grazie e ancora complimenti!!!
Silvia
Silvia,
ti ringrazio, la domanda non è se, ma come. Ti scrivo.
L.