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	<title>Bilingue Per Gioco™ &#187; Ebraico</title>
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	<description>Idee e soluzioni per i bambini bilingui e per quelli che lo diventeranno, e per tutti i genitori.</description>
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		<title>Mi sono innamorata</title>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2010 22:21:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita Vissuta]]></category>
		<category><![CDATA[Ebraico]]></category>
		<category><![CDATA[Societa']]></category>
		<category><![CDATA[Ungherese]]></category>

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		<description><![CDATA[Sì ci sono stati dei lunghi inusuali giorni di silenzio. Per 2 motivi:
1) sto lavorando per far partire e ampliare i playgroup a Settembre
2) mi sono beccata un colpo di fulmine
Il punto 1) è estremamente interessante e ve ne parlerò sicuramente con dovizia di particolari nonchè appelli vari, ma non ora. Ora parliamo del punto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2010/05/10/mi-sono-innamorata/" title="Mi sono innamorata"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2010/05/335996779_2a0dc1b21d-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p>Sì ci sono stati dei lunghi inusuali giorni di silenzio. Per 2 motivi:</p>
<p>1) sto lavorando per far partire e ampliare i playgroup a Settembre</p>
<p>2) mi sono beccata un colpo di fulmine</p>
<p>Il punto 1) è estremamente interessante e ve ne parlerò sicuramente con dovizia di particolari nonchè appelli vari, ma non ora. Ora parliamo del punto 2).</p>
<p>Che botta!</p>
<p>E&#8217; successo tutto in un finesettimana, un finesettimana di passione e coinvolgimento, e ho passato il resto della settimana a pensarci. Premetto, io ai colpi di fulmine ci credo, sarei tentata di dire che credo solo nei colpi di fulmine, ma l&#8217;età mi ha insegnato ad essere più possibilista&#8230;</p>
<p>Lo scorso fine settimana sono andata a Budapest, e ne sono rimasta stregata. Una città meravigliosa che mi ha colpita dritta dritta al cuore, come poche altre città hanno fatto, direi Berlino, Cracovia e Bologna. Forse Lisbona, ma non ne sono sicura.</p>
<p>Una città bella, elegante, accogliente, colta, ricca di fantasia e voglia di vivere. Cosa vuol dire che una città è colta? Difficile dirlo, sono piccoli segnali, vetrine particolari, biblioteche, cartelloni, il jazz che risuona da ogni dove, ma soprattutto le facce della gente. Una città viva e vitale, indubbiamente, della quale mi sono ubriacata senza fare niente, semplicemente fermandomi a guardarla. Certo che venendo da Verona&#8230; è un po&#8217; come dare un cognac a uno che da anni beve solo acqua con l&#8217;idrolitina, chiaro che sballa&#8230;</p>
<p>Non solo, a Budapest sono andata ad un matrimonio, bellissimo. Era un matrimonio ebraico, per me è stata la prima volta e ne sono rimasta molto colpita. Mi ha colpita il rito antico celebrato in Ebraico. Credo che quasi nessuno dei presenti parlasse l&#8217;ebraico, eppure la valenza simbolica dei rituali e della lingua era potentissima, molto più di quanto non possano essere delle frasi in Inglese (tanto per menzionare la lingua che credo tutti i presenti capissero). Impossibile, anche per me estranea alla cultura ebraica, non pensare a questo stesso rito ripetuto generazione dopo generazione, per millenni, sotto i cieli e le condizioni più disparate. Mai come in questo caso la lingua mi è sembrata portatrice di identità, pur nella situazione paradossale in cui credo che quasi nessuno dei presenti la parlasse.</p>
<p>Credo che quanto più viaggiamo, ci spostiamo, impariamo lingue diverse, tanto più rischiamo di avere una visione pragmatica della lingua (come di molte altre cose) e dimentichiamo o perdiamo di vista la valenza profonda della lingua come cultura e identità. Vederlo davanti ai miei occhi in maniera così simbolica è stata una grande lezione.</p>
<p>Il paradosso più assurdo poi è che mentre da un lato questa lingua antichissima ha creato il rito, dall&#8217;altro la comunicazione, lo scherzo, il canto e il ballo si sono manifestate in tutte le lingue possibili. La ricchezza linguistica di questa festa era davvero notevole. Tra familiari e invitati sembrava che non una sola persona parlasse solo una lingua, e così le lingue si intrecciavano con ricchezza, fluidità e spontaneità impressionanti. Mille lingue per andare per il mondo, una lingua per ritornare alle origini.</p>
<p>Ormai questo post ha preso la via delle divagazioni personali, inutile resistergli, lasciamolo andare, vi prometto che nei post successivi sarò più concreta&#8230; Intanto fatemi condividere tre immagini che sono rimaste con me di questo matrimonio.</p>
<p>Gli anziani della famiglia dello sposo. Uomini ormai curvi, ma ancora sagaci e brillanti, vivono negli Stati Uniti. Ci siamo incontrati una mattina visitando la Sinagoga, davanti ad un monumento in memoria ai 600.000 ebrei cancellati da Budapest durante la guerra. Impossibile non pensare, dov&#8217;erano loro durante la guerra? Che ricordi hanno? Cosa vuol dire sopravvivere a tanto orrore? Queste domande continuano a risuonarmi dentro.</p>
<p>Un giovane virgulto di questa stessa famiglia, una ragazzina di circa 10 anni. Anche lei vive a New York, ma è un caso, i membri di questa famiglia sono sparpagliati per il mondo (e ciò nonostante uniti). Di Sara mi ha colpito l&#8217;intelligenza, non ho fatto che pensare a quanto era intelligente questa ragazzina. Non so spiegare perchè&#8230; Non ha detto una sola cosa sagace o anomala per la sua età, non è introversa e silenziosa ma aperta, allegra e gioiosa. Non c&#8217;era nulla in lei di strano, eppure mi è sembrata così intelligente, lo sguardo forse, o forse il suo essere a suo agio in tutte le situazioni. Non lo so. Ma mi ha dato da pensare su cosa sia l&#8217;intelligenza. Forse troppo spesso la confondiamo con la performance in questo o quel campo, mentre l&#8217;intelligenza è una qualità più sottile, meno misurabile, e forse inevitabilmente spontanea.</p>
<p>Modern antikvarium. Per me Budapest rimarrà questo caffè nel quale ho passato ore a leggere, ascoltare jazz, guardare le persone festeggiare il primo maggio e improvvisare una jam session. Sì di un solo fine settimana a Budapest io ho passato ore in questo caffè, ore bellissime. Il caffè ospita anche una libreria di seconda mano e mi sono comprata un libro di John Le Carrè, Single&amp;Single, ed è anche colpa di questo libro se questa settimana ho scritto poco o nulla, è un libro superavvincente, oltre che scritto bene, e non c&#8217;è stato verso, ho dovuto finirlo se no non respiravo più!</p>
<p>Insomma, il titolo di questo post era forse un po&#8217; fuorviante ma in fondo azzeccato. Mi sono presa davvero un colpo di fulmine, che mi ha lasciata stordita, felice e pensosa per una settimana, non c&#8217;è niente di più meraviglioso.</p>
<p>Chiudo con un pensiero speciale per gli amici con cui ho condiviso questi bellissimi momenti. Gli sposi, ovviamente, ma anche altri invitati come me, amici che ormai vedo molto raramente. E&#8217; meraviglioso ritrovarsi, riunirsi portando le proprie storie ed esperienze e avere sia gli strumenti linguistici sia soprattutto l&#8217;apertura mentale per ascoltarsi, capirsi a volte, accettarsi sempre. Questo è il regalo che vorrei dare a mio figlio, dargli gli strumenti per condividere le storie e le emozioni di altre persone diverse da lui, e di innamorarsene.</p>
<p>P.S.</p>
<p>Solo a Budapest ho realizzato che avrei potuto e dovuto dire che prima che ci sarei andata, magari avrei potuto incontrare qualcuna di voi, so che ci sono un paio di lettrici dall&#8217;Ungheria . Sono stata sciocca&#8230;</p>
<p>Immagine di <a href="http://www.flickr.com/photos/vxla/335996779/" target="_blank">vxla</a></p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Mi+sono+innamorata+http://oz8oc.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2010/05/10/mi-sono-innamorata/&amp;t=Mi+sono+innamorata" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>A Couple Of People One Language, no grazie!</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 10:21:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[Playgroup]]></category>
		<category><![CDATA[Ebraico]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuto di una lingua]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa succede quando One Parent One Language diventa A Couple Of People One Language? I bambini sono talmente attaccati alla loro routine che a volte rifiutano di parlare la seconda lingua con altre persone, come ci racconta Yael&#8230;
Cara Letizia,
volevo condividere con te e gli altri ed altre la mia ultima esperienza con il bilinguismo.
G. ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2010/02/05/a-couple-of-people-one-language-no-grazie/" title="A Couple Of People One Language, no grazie! "><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2010/02/punto-esclamativo-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p>Cosa succede quando One Parent One Language diventa A Couple Of People One Language? I bambini sono talmente attaccati alla loro routine che a volte rifiutano di parlare la seconda lingua con altre persone, come ci racconta Yael&#8230;</p>
<div><em>Cara Letizia,</em></div>
<div><em>volevo condividere con te e gli altri ed altre la mia ultima esperienza con il bilinguismo.</em></div>
<div><em>G. ha due anni. 2-3 mesi fa si e&#8217; esploso e ha cominciato a parlare &#8220;in continuazione&#8221; in entrambi le lingue (italiano e ebraico), traducendo e sperimentando. E&#8217; <strong>molto</strong> attento a parlare con me solo in ebraico e con gli altri in italiano (tranne quelle parole che sa in una lingua e non nell&#8217;altra, allora chiede aiuto nella traduzione). Lo fa con tranquillità&#8217;. Senza nessun problema o fastidio e non mostra nessun segno di pigrizia nei confronti dell&#8217;ebraico, la lingua minoritaria. Va anche detto che non va ancora al nido, e che con la baby-sitter parla in italiano.</em></div>
<div><em><br />
</em></div>
<div><em>L&#8217;avvenimento di cui voglio parlare e&#8217; accaduto  quando sono arrivati a trovarci mio padre e le mie due sorelle. Lui li conosce molto bene dalle foto e se li ricorda anche dall’anno scorso (ha una memoria straordinaria), ma non li ha visti da quando e&#8217; in grado di parlare&#8230;</em></div>
<div><em><br />
</em></div>
<div><em>Quando sono arrivati giovedì notte, G. dormiva e non li ha visti. Venerdì dovevo andare presto al lavoro, quindi, quando li ha visti quando si e&#8217; svegliato, non era nella mia presenza. L&#8217;incontro era difficile&#8230; G. non riusciva a sbloccare il meccanismo a lui così familiare di dover parlare in italiano con tutte le persone che non sono &#8220;mamma&#8221;. E così, anche se loro parlavano con lui in ebraico, lui rispondeva in italiano. Io, al telefono, cercavo di dare consigli e idee (leggere libri in ebraico che lui conosce a memoria, cantare, etc.), ma nonostante loro non l’abbiano capito, lui continuava in italiano. Mia sorella era molto brava e con tanta pazienza, ogni volta che diceva qualcosa in italiano, gli diceva &#8220;non capisco. Come?&#8221;. Questo ha aiutato, perché lui si e&#8217; messo subito a tradurre. Con mio padre era più difficile, perché non riusciva a trovare la pazienza.</em></div>
<div><em><br />
</em></div>
<div><em>Quando sono arrivata a casa, le cose andavano meglio, ma molto lentamente. In realtà, fino ad oggi, quando sono partiti, lui continuava ad avere il riflesso di parlare in italiano. Si correggeva subito, ma l&#8217;istinto era quello&#8230;.</em></div>
<div><em>Con tutto ciò, in questi 4 giorni, il suo ebraico si e&#8217; migliorato in un modo incredibile.</em></div>
<div><em>Mi chiedevo se anche uno di voi ha avuto un&#8217;esperienza simile? Secondo voi, questo incontro lo ha confuso troppo?</em></div>
<div><em><br />
</em></div>
<div><em>Un saluto</em></div>
<div><em>Yael</em></div>
<p>Yael,</p>
<p>personalmente non ho fatto un&#8217;esperienza simile, forse anche perche&#8217; A. ha sempre sentito anche altre persone parlare Inglese, soprattutto grazie ai playgroup. Non so se altre mamme potranno condividere storie simili.<br />
Pero&#8217; dubito che l&#8217;esperienza possa aver confuso troppo tuo figlio, OK ha messo in discussione una regola che lui dava per scontata, ma crescere e imparare e&#8217; proprio questo&#8230; rimettere costantemente in discussione cio&#8217; che si dava per scontato, e su questo i bambini sono esperti dai quali abbiamo molto da imparare.<br />
L.</p>
<div>Immagine da <a href="http://www.flickr.com/photos/ajourneyroundmyskull/4323391263/" target="_blank">AJourney Round My Skull</a></div>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=A+Couple+Of+People+One+Language%2C+no+grazie%21+http://xcyee.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2010/02/05/a-couple-of-people-one-language-no-grazie/&amp;t=A+Couple+Of+People+One+Language%2C+no+grazie%21" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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