<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Bilingue Per Gioco™ &#187; Fratelli e sorelle</title>
	<atom:link href="http://bilinguepergioco.com/tag/fratelli-e-sorelle/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://bilinguepergioco.com</link>
	<description>Idee e soluzioni per i bambini bilingui e per quelli che lo diventeranno, e per tutti i genitori.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 29 Jul 2010 12:02:48 +0000</lastBuildDate>
	
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>&#8216;Vacanze bilingui&#8217; a New York</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/08/28/vacanze-bilingui-a-new-york/</link>
		<comments>http://bilinguepergioco.com/2009/08/28/vacanze-bilingui-a-new-york/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 13:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisabetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[Elisabetta]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli e sorelle]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola Bilingue]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze bilingui]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://bilinguepergioco.com/?p=1465</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;autore di questo post e&#8217; Elisabetta, guest blogger
Sin da quando le mie due bambine hanno cominciato ad andare alla scuola bilingue italiano – inglese mi sono chiesta come fare del bilinguismo uno stile di vita e, dunque, organizzare anche delle vacanze bilingui.  Infatti una scuola con programma bilingue non rende automaticamente un bambino bilingue (benchè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2009/08/28/vacanze-bilingui-a-new-york/" title="'Vacanze bilingui' a New York"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2009/08/new-york-sunset-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p><em>L&#8217;autore di questo post e&#8217; <a href="http://bilinguepergioco.com/about/elisabetta/">Elisabetta</a>, guest blogger</em></p>
<p><span>Sin da quando le mie due bambine hanno cominciato ad andare alla scuola bilingue italiano – inglese mi sono chiesta come fare del bilinguismo uno stile di vita e, dunque, organizzare anche delle vacanze bilingui.  Infatti </span><strong>una scuola con programma bilingue non rende automaticamente un bambino bilingue </strong>(benchè la scuola in questione preveda un tempo pieno con 16 ore settimanali di/in inglese e 18 di/in italiano).</p>
<p>Inoltre, <strong>se il bilinguismo è solo scolastico, l’altra lingua rischia di restare una ‘materia’ di studio e non &#8220;prende vita</strong>&#8221; (anche perché nella scuola delle mie bambine la maggior parte dei bambini sono italiani!).</p>
<p>E’ da tempo, quindi, che <strong>cerco di integrare l’esposizione attiva alla lingua in ogni modo</strong>.</p>
<p>Ovviamente il primo di questi modi è <strong>parlando io stessa alle bambine in inglese</strong>. Il gioco però dura poco; dopo un po’ entrambe (specie la più piccola) mi chiedono, giustamente, di tornare all’italiano, che è stata la lingua in cui le ho cresciute. E io le assecondo.</p>
<p>Altri modi per integrare la lingua minoritaria sono ovviamente<strong> i libri</strong> che leggiamo insieme in inglese o che io leggo loro (specie alla piccola; la grande legge da sola).</p>
<p>Poi c’è anche qualche <strong>cartone animato</strong> in inglese, ma non è sempre facile perché se un tal video lo vogliono vedere in italiano anche qui io le assecondo. Non voglio infatti provocare in loro un rifiuto.</p>
<p>Per un domani l’idea è anche di prendere una<strong> <em>au pair</em></strong>, con cui parlare inglese tutti, ma, per il momento, tra scuola privata e collaboratrice domestica le nostre spese sono già alle stelle.</p>
<p>Per aiutare e facilitare il loro apprendimento dell’inglese e al tempo stesso far si che l’apprendimento sia piacevole, io e mio marito (anche lui esterofilo, anglofilo e, in generale, amante delle lingue straniere) abbiamo deciso che <strong>quasi tutte le prossime vacanze le faremo in paesi dove si parla l’inglese</strong>.</p>
<p>L’idea però di una vacanza ‘normale’ (una settimana, albergo, sempre in famiglia, ‘mordi – e- fuggi’) non ci bastava.</p>
<p>Volevo trovare il modo per <strong>permettere alle bambine di vivere una esperienza ‘autoctona’,</strong> proprio come dei bambini americani (o inglesi, o australiani o canadesi…), un po’ come era successo a me.</p>
<p>Così mi è venuta in mente l’idea del <strong>centro estivo, ma all’estero</strong>.</p>
<p>Questa estate, così come la scorsa estate, siamo stati, tra giugno e luglio, <strong>20 giorni a New York, organizzando tutto via internet.</strong></p>
<p>La nostra formula, ormai al secondo anno, è la seguente:</p>
<p>1. <strong>acquistare i voli con LARGO anticipo</strong>. Io comincio a pianificare il tutto a febbraio e cerco di chiudere a marzo o al massimo a maggio. (Nel nostro caso cerchiamo anche di usare un po’ di miglia o di punti-fedeltà che accumuliamo per lavoro per prendere almeno un volo gratis, altrimenti puntiamo su compagnie <em>low cost</em>);</p>
<p>2. <strong>affittare un appartamento</strong>. L’appartamento è ideale per periodi lunghi, specie con bambini. Le motivazioni sono tre:</p>
<p>a. si ha più spazio a minor prezzo rispetto ad un albergo;</p>
<p>b. si possono fare dei pasti a casa mangiando in maniera più sana che fuori casa e mantenendo qualcosa delle proprie abitudini alimentari, nonché riposarsi, se i bimbi sono piccoli;</p>
<p>c. la casa consente di far la vita del luogo e non la vita dei turisti.</p>
<p>Sinora sono sempre riuscita ad affittare appartamenti di amici o conoscenti trovati tramite il lavoro ma per New York, Londra e Parigi c’è un bellissimo sito che si chiama NYHabitat. I prezzi non sono bassi ma gli appartamenti sono belli e il sito è sicuro anche per le carte di credito;</p>
<p>3. Non è finita qui, ovviamente. Infatti <strong>ogni anno le bambine fanno un <em>summer camp</em>, ossia un centro estivo</strong>. Abbiamo sempre scelto <em>summer camps</em> non residenziali (ossia con rientro a casa propria!), sia perché le bambine sono piccole ma anche, e soprattutto, perché le vacanze sono l’occasione per stare tutti insieme.</p>
<p>Per loro si tratta più o meno di fare quello che farebbero a Roma (la città in cui viviamo) finita la scuola, con il vantaggio che lo fanno in inglese!</p>
<p><strong>Trovare i <em>summer camp</em> negli USA e in Canada è semplice</strong>: basta cercare su google e la scelta è vastissima. Io per ora ne ho sperimentati due diversi a Manhattan, entrambi erano incentrati sulla danza, perché alle mie figlie piace (facevano yoga, danza classica e moderna, tip tap e così via).</p>
<p>Ma NYC è piena di <em>summer camps</em>, sia perché gli americani hanno meno ferie di noi italiani, sia perché più donne (e dunque più madri) lavorano: c’è quindi un’offerta amplissima di campi estivi, residenziali e non.</p>
<p>Si può far fare pattinaggio sul ghiaccio in pieno agosto a bambine di due anni e mezzo! Ci sono <em>camps</em> ‘intellettuali’ o di tipo scientifico. Ci sono <em>camps</em> al museo di storia naturale, al museo di arte per bambini, allo zoo, in tutte le scuole di danza, le scuole di musica e le scuole di recitazione. Ci sono <em>camps </em>per bimbi piccoli (0-3 anni) nei nidi e ci sono <em>camps </em>per adolescenti.</p>
<p>La grande offerta, inoltre, rende anche improbabile il fatto di incappare in qualche altro bambino italiano, il che annullerebbe una parte del valore dell’esperienza, soprattutto calcolando il fatto che le mie figlie…..sono due……..e quindi già parlano italiano fra loro.</p>
<p>Paradossalmente io cerco appositamente <em>camps</em> dove possano stare insieme visto che, per loro, lo stare insieme è un requisito essenziale e, senza la loro collaborazione, l’esperienza sarebbe emotivamente sgradevole e dunque, io penso, anche linguisticamente poco utile.  Infatti una cosa è certa: <strong>un bambino impara quando apprende in un clima emotivamente positivo</strong>.</p>
<p>Quest’anno, dunque, le mie figlie stavano al <em>summer camp</em> dalle 9 alle 15 (l’anno scorso era solo dalle 9 alle 12), il tempo per me e mio marito di rivedere i musei ‘da adulti’, fare un po’ di shopping, andare per negozi di spartiti su Broadway (siamo molto musicali in famiglia, sia pur solo a livello amatoriale).</p>
<p>Le bambine avevano l’occasione di usare il loro inglese con gli animatori e gli istruttori di danza, nonché con bambini americani della loro età. <strong>Alla fine delle due settimane gli scappavano espressioni inglesi anche con noi </strong>e, nel contempo, gli istruttori/animatori avevano anche loro imparato una quantità di parole italiane….il che fa parte del gioco.</p>
<p>Due delle nostre tre settimane negli USA sono state impiegate così.</p>
<p>La terza siamo stati in Canada da amici.</p>
<p>Ovviamente questo modo di passare le proprie vacanze in una città non è adatto a chi in vacanza vuole ‘staccare’, ma, come avrete capito, è adatto a me che sono una iper-attiva.</p>
<p>La nostra giornata era abbastanza piena: ogni mattina ci svegliavamo intorno alle sette, di seguito colazioni, borse per il <em>summer camp</em> (con scarpette da classica e da tip tap, tutù e via dicendo), poi di corsa in autobus per arrivare al centro estivo (anche quella dell’autobus e il dover rispettare degli orari è una esperienza diversa da quella turistica..).  Alle tre riprendevamo le bimbe e andavamo a far merenda in un parco del Village, a vedere e sentire musicisti di strada, oppure al cinema, oppure ad uno spettacolo, oppure in libreria o le altre mille cose che Manhattan può offrire.</p>
<p>Alle 18 la spesa per la cena e poi…tutti a casa.</p>
<p>Se qualcuno ha esperienze del genere… aspetto che le condivida qui.</p>
<p>Sto meditando per l’anno prossimo di organizzare qualcosa del genere a Londra (più cara la vacanza, ma meno caro il volo) oppure vicino Toronto, in Canada, dove sono i miei amici.</p>
<p>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/fergusonphotography/3056953388/" target="_blank">fergusonphotography</a></p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=%E2%80%98Vacanze+bilingui%E2%80%99+a+New+York+http://ik93n.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2009/08/28/vacanze-bilingui-a-new-york/&amp;t=%E2%80%98Vacanze+bilingui%E2%80%99+a+New+York" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://bilinguepergioco.com/2009/08/28/vacanze-bilingui-a-new-york/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>25</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Una mamma non native speaker e 3 fratellini: Claudia F.</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/08/24/una-mamma-non-native-speaker-e-3-fratellini-claudia-f/</link>
		<comments>http://bilinguepergioco.com/2009/08/24/una-mamma-non-native-speaker-e-3-fratellini-claudia-f/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 07:53:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita Vissuta]]></category>
		<category><![CDATA[Bilinguismo passivo]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli e sorelle]]></category>
		<category><![CDATA[Non-madrelingua]]></category>
		<category><![CDATA[OPOL]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://bilinguepergioco.com/?p=1458</guid>
		<description><![CDATA[Interessantissima l&#8217;esperienza di Claudia, che condivide non solo la sua esperienza di mamma non madrelingua che usa il metodo OPOL, ma anche quella dei suoi tre bambini, ognuno dei quali ha un&#8217;esperienza diversa di bilinguismo.
Anche io, mamma di tre maschietti, vorrei complimentarmi con te per la tua iniziativa e, penso di poter parlare anche a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Interessantissima l&#8217;esperienza di Claudia, che condivide non solo la sua esperienza di mamma non madrelingua che usa il metodo OPOL, ma anche quella dei suoi tre bambini, ognuno dei quali ha un&#8217;esperienza diversa di bilinguismo.</em></p>
<p>Anche io, mamma di tre maschietti, vorrei complimentarmi con te per la tua iniziativa e, penso di poter parlare anche a nome di altre mamme che stanno cercando di trasmettere l’amore per le lingue (nel mio caso l’inglese) ai loro figli, ringraziarti.</p>
<p>Anche io n<strong>on sono una native speake</strong>r, anche io ho pochi punti di riferimento madrelingua (nel mio caso fortunato si tratta di una famiglia disponibile nonchè della mia collega di lavoro) e ogni tanto mi sembra di vivere in una realtà (Fossano, cittadina di 25000 abitanti, atmosfera non certo da Portobello Road) che non mi aiuta….ma q<strong>uando vedo i progressi linguistici del mio bimbo più piccolo, che ha appena compiuto due anni, o degli altri due, 4 e 6 anni, che capiscono ormai anche i discorsi più complessi, capisco che sto facendo la cosa giusta</strong>…So che o<strong>gni tanto ci si sente soli, ma non è così </strong>e me ne sono resa conto proprio trovando questo blog.</p>
<p>Avere una buona/ottima padronanza dell’inglese non è come essere madrelingua, questo è un dato oggettivo, ma i risultati arrivano comunque. Costa solo un po’ più di fatica, questo sì! Personalmente, <strong>cerco di esporre i miei bambini alla lingua inglese anche leggendo libri di fiabe e guardando dvd e cartoni insieme a loro</strong> (su Sky ce ne sono di bellissimi, per varie fasce di età). Non mi faccio scoraggiare se i due più grandi producono poco in inglese e molto in italiano, è normale data la comunità in cui vivono, la keyword che tengo in mente quotidianamente è <strong>CONSISTENCY</strong>!</p>
<p>Ho sempre amato l’inglese, ma q<strong>uando è nato Riccardo, quasi sette anni fa, forse era ancora presto,</strong> e la scelta di parlargli in lingua è stata messa in standby. Mi limitavo a leggergli fiabe, a guardare insieme a lui qualche cartone o a cantargli filastrocche.<strong> Quando Riccardo aveva 23 mesi, è nato suo fratello Gianmarco, e quello era il momento giusto</strong>. Ormai Riccardo aveva una buona padronanza dell’italiano e così, anche grazie all’incoraggiamento di mio marito (è una scelta radicale, dietro alla quale ci devono essere consapevolezza e serenità!) abbiamo deciso di <strong>usare il metodo OPOL</strong>. Ho cercato di accompagnare Riccardo nel suo percorso di apprendimento, che è avvenuto in modo sorprendentemente rapido, e mentre parlavo al piccolo Gianmarco esclusivamente in inglese, per circa un annetto ho usato inglese ed italiano con Riccardo, traducevo, cercavo di rendere il tutto il più naturale possibile. Nel giro di poco, Riccardo ha imparato i nomi degli oggetti che lo circondavano, la sintassi, i suoni della nuova lingua…è sorprendente l’elasticità della mente dei bambini ed è un vero peccato che alla scuola primaria non si sfrutti abbastanza questa loro fertilità, ma questo è un altro discorso!<br />
<strong>Nel giro di un anno, quindi, ho abbandonato del tutto l’italiano e venivo perfettamente capìta</strong>. Due anni fa è nato Davide, che ora parlotta che è un piacere. Potrei parlare dei progressi linguistici dei miei figli nei dettagli, ma mi sembra un po’ eccessivo. La situazioni linguistica in casa mia ora è questa: italiano tra me e mio marito; italiano tra lui e i bimbi; inglese io ai bimbi. E loro? vi chiederete!<br />
<strong>Per il momento i due più grandi sono in una fase di bilinguismo più che altro passivo</strong>, producono per lo più in italiano ma comprendono tutto ciò che dico loro e gran parte di ciò che sentono alla TV o da parlanti madrelingua; ogni tanto si lanciano in qualche discorso inglese (e io volo a mezz’aria); spesso buttano lì vocaboli inglesi in frasi italiane (ma in modo consapevole, è buffo ma hanno interiorizzato così bene certi termini inglesi che per loro restano più efficaci del traducente italiano!!). Io continuo a bombardarli in inglese in ogni situazione dentro e fuori casa (sia chiaro che non li forzo a produrre, ho provato la “linea dura” ma la trovo controproducente) e andiamo avanti così, loro crescono, io mi tengo aggiornata, il papà ormai ha quasi imparato la lingua senza accorgersene (!) e io mi sento di aver fatto la scelta più stimolante e entusiasmante della mia vita, che ci accompagnerà spero per sempre.<br />
<strong>Continuo a imbattermi in persone che, non appena vedono la scelta che ho fatto, restano perplesse</strong>.<br />
Per questi io:<br />
A) sto facendo qualcosa di totalmente inutile, …siamo italiani…<br />
B) sto sadicamente complicando la vita ai miei figli<br />
C) entrambe le cose insieme</p>
<p>Ma io vado avanti perchè so che tante altre famiglie vivono quest’esperienza e rifarebbero le stesse scelte che ho fatto io! A volte dobbiamo solo farci un po’ di coraggio gli uni con gli altri perchè voi sapete che non è facile ed è un vero dispendio di energie mentali. <strong>Vorrei incoraggiare tutte quelle mamme/papà che si sentono un po’ a disagio a parlare la lingua di minoritaria in pubblico</strong>, rivolgendosi ai propri figli. Per me è stato così all’inizio, nel senso che ho scelto di parlare esclusivamente inglese ai miei tre bambini in un ambiente che di inglese non ha proprio nulla…e per di più da parlante non nativa…ma determinata a portare avanti questo progetto di vita.<br />
<strong>Il disagio, se così lo si può chiamare, è stato soltanto iniziale</strong>, poi è bastato pensare questo: ma perchè devo rinunciare a parlare loro in inglese, rischiando pure di confonderli con tutto questo code-switching? C’è la nonna per casa? Arriva l’amica a trovarci? Siamo in panetteria? Va bene, io a loro continuo a rivolgermi in inglese, così come faccio quando siamo soli. Sia chiaro, per me è anche importante l’educazione, è<strong> doveroso da parte mia preoccuparmi di non far sentire il terzo interlocutore “escluso” dal discorso</strong>, e del resto anche a me è capitato di sussurrare più che di sbandierare frasi ad alta voce, ma nel corso degli anni ho elaborato tutta una serie di strategie diplomatiche per cui ormai in tutti gli ambienti in cui siamo vale sempre la stessa regola: la mamma parla italiano a tutti gli altri e inglese ai suoi tre bambini , e tutto funziona bene. Complicherei ulteriormente le cose a mio figlio Davide, che ora a due anni comincia bene a distinguere le fonti italiane (il papà e tutti gli altri) e le fonti inglesi (io, i programmi TV, l’amica madrelingua etc.) se mi sentisse parlare ai suoi fratelli un po’ in italiano, un po’ in inglese, insomma che minestrone… perchè poi? Per evitare un po’ di imbarazzo, diciamolo pure, generato più che altro dalla ristrettezza mentale del vicino di casa?!</p>
<p><strong>Parlare sempre e solo ai bambini in lingua inglese mi ha portato tra l’altro a sentire sempre più mia questa seconda lingua,</strong> e loro stessi la interiorizzano così, in modo naturale, sanno che dalla mamma arriva questo e lo accettano tranquillamente, imparano senza accorgersene, e non è forse proprio qui che sta l’essenza della scelta che abbiamo fatto tutti noi? Dare ai nostri figli uno strumento, che poi nella vita decideranno loro se e come usare. E’ un dono che facciamo ai nostri bambini che sì, si basa certo anche sul nostro amore per la lingua straniera, ma non si limita certamente a questo. A presto, Claudia.</p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Una+mamma+non+native+speaker+e+3+fratellini%3A+Claudia+F.+http://cwqb3.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2009/08/24/una-mamma-non-native-speaker-e-3-fratellini-claudia-f/&amp;t=Una+mamma+non+native+speaker+e+3+fratellini%3A+Claudia+F." title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://bilinguepergioco.com/2009/08/24/una-mamma-non-native-speaker-e-3-fratellini-claudia-f/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La famiglia si sposta da un paese all&#8217;altro, che impatto avra&#8217; sul bilinguismo?</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/06/03/la-famiglia-si-sposta-da-un-paese-allaltro-che-impatto-avra-sul-bilinguismo/</link>
		<comments>http://bilinguepergioco.com/2009/06/03/la-famiglia-si-sposta-da-un-paese-allaltro-che-impatto-avra-sul-bilinguismo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 09:21:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita Vissuta]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli e sorelle]]></category>
		<category><![CDATA[Metodi per il Bilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[Tedesco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.bilinguepergioco.com/?p=1188</guid>
		<description><![CDATA[ Rosanna ci scrive con una sua domanda, invito chiunque abbia avuto esperienze simili a dare la sua opinione.
Bellissimo il vostro sito indicato da una forumista del corriere  della sera. Mi sono iscritta anch´io alle newsletter e devo dire  che siete uno strumento molto valido per le famiglie bilingue. Adesso noi stiamo per rientrare in Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2009/06/03/la-famiglia-si-sposta-da-un-paese-allaltro-che-impatto-avra-sul-bilinguismo/" title="La famiglia si sposta da un paese all'altro, che impatto avra' sul bilinguismo?"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2009/06/baby-suitcase-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p><em><a href="http://bilinguepergioco.files.wordpress.com/2009/06/baby-suitcase.jpg"><img title="baby suitcase" src="http://bilinguepergioco.files.wordpress.com/2009/06/baby-suitcase.jpg?w=150" alt="baby suitcase" width="150" height="100" /></a> Rosanna ci scrive con una sua domanda, invito chiunque abbia avuto esperienze simili a dare la sua opinione.</em></p>
<p>Bellissimo il vostro sito indicato da una forumista del corriere  della sera. Mi sono iscritta anch´io alle newsletter e devo dire  che siete uno strumento molto valido per le famiglie bilingue. Adesso noi stiamo per rientrare in Italia dopo 3 anni e mezzo in  Baviera e attualmente ho una situazione in cui i miei due figli (di 6 e 8 anni)  parlano  tra loro esclusivamente in Tedesco, cosa succedera´con rientro in  Italia?  Mio marito naturalmente continuera´a parlar loro esclusivamente in  Tedesco ma essendo in Italia i bimbi come si esprimeranno fra di loro?  Sara´ poi l´italiano la loro lingua principale?  Io spero solo che manterranno entrambe le lingue </p>
<p> Un caro saluto </p>
<p> Rosanna</p>
<p> <span id="more-1188"></span>Cara Rosanna,</p>
<p>se come credo in Italia i bambini andranno alla scuola italiana, credo sia ragionevole aspettarsi che la loro lingua principale diventi l&#8217;italiano. <strong>Molto spesso succede anche che i bambini comincino a parlare tra di loro la lingua maggioritaria</strong>, che e&#8217; la lingua del gioco e della socializzazione, in questo caso l&#8217;Italiano. Quindi se foss i in te non mi farei nessun problema riguardo al fatto che imparino a parlare l&#8217;italiano correntemente, mi preoccuperei invece di fare in modo che mantengano il loro tedesco.</p>
<p>Perche&#8217; cio&#8217; accada avete un paio di alternative. Certo &#8216; essenziale che <strong>il papa&#8217; continui a parlare con i bambini solo la sua lingua madre</strong>, il tedesco, e che sia molto rigoroso nel fare cio&#8217;, se possibile, cercando di non mescolare italiano e tedesco. Pero&#8217; immagino che anche tu parli bene il tedesco, avendo vissuto in germania, quindi potreste prendere in considerazione un&#8217;altra opzione, invece di OPOL (<strong>One Parent One Language</strong>) potreste adottare <a href="http://blog.bilinguepergioco.com/2008/11/24/alcuni-metodi/" target="_self">MLAH</a> (<strong>Minority Language At Home</strong>), cioe&#8217; a casa si parla solo Tedesco. In questo modo <strong>potreste incoraggiarli a parlare tedesco anche tra di loro, quando sono a casa</strong>, anche se fuori di casa parleranno italiano. Questa e&#8217; un&#8217;idea non una raccomandazione, siete voi a dover decidere insieme cos&#8217;e&#8217; meglio per voi, a seconda di cosa vi sentite pronti a fare.</p>
<p>Una terza opzione, una via di mezzo, sarebbe mantenere OPOL (papa&#8217; parla tedesco e mamma italiano) con la variante che <strong>mamma e papa&#8217; tra di loro parlano tedesco</strong>, il che comunque contribuirebbe ad aumentare la loro espeosizione al tedesco.</p>
<p>Un altro consiglio che posso darti e&#8217; cercare di <strong>trovare altri bambini tedeschi</strong> con cui far giocare i tuoi, puo&#8217; essere obiettivamente difficile, ma se dovesse arrivarti l&#8217;occasione non fartela scappare. E&#8217; molto importante che i bambini giochino con altri bambini nella lingua minoritaria.</p>
<p>Infine, ultimo spunto di riflessione, vista l&#8217;eta&#8217; dei tuoi bambini, e&#8217; di pensare <strong>se e come insegnare loro a leggere e scrivere in tedesco</strong>. Se volete farlo secondo me e&#8217; meglio iniziare subito, finche&#8217; il tedesco e&#8217; ancora molto presente, soprattutto col piu&#8217; grande. Per il bambino piu&#8217; piccolo pero&#8217; tenete presente che spesso <a href="http://blog.bilinguepergioco.com/2009/02/16/lidea-della-settimana-imparare-a-leggere/" target="_self">si impara a leggere e scrivere sequenzialmente</a>, quindi forse meglio lasciarlo partire con l&#8217;italiano a scuola e poi proseguire con il tedesco.</p>
<p>Spero di aver risposto alla tua domanda, se ne hai altre o hai commenti puoi commentare qui sotto.</p>
<p>L.</p>
<p><strong>Se anche tu hai una domanda postala pure come commento sul blog o scrivici a bilingue per gioco AT yahoo punto com. Ricorda inoltre che se vuoi puoi ricevere automaticamente gli <a href="http://www.feedblitz.com/f/?Sub=488086" target="_blank">aggiornamenti di Bilingue Per Gioco</a></strong><strong> via email.</strong></p>
<p>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/sidesinger/654875299/" target="_blank">Sidesinger</a></p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=La+famiglia+si+sposta+da+un+paese+all%E2%80%99altro%2C+che+impatto+avra%E2%80%99+sul+bilinguismo%3F+http://dc2qw.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2009/06/03/la-famiglia-si-sposta-da-un-paese-allaltro-che-impatto-avra-sul-bilinguismo/&amp;t=La+famiglia+si+sposta+da+un+paese+all%E2%80%99altro%2C+che+impatto+avra%E2%80%99+sul+bilinguismo%3F" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://bilinguepergioco.com/2009/06/03/la-famiglia-si-sposta-da-un-paese-allaltro-che-impatto-avra-sul-bilinguismo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Linda e la sua famiglia veramente internazionale</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/03/11/linda-e-la-sua-famiglia-veramente-internazionale/</link>
		<comments>http://bilinguepergioco.com/2009/03/11/linda-e-la-sua-famiglia-veramente-internazionale/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 18:47:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita Vissuta]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli e sorelle]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola Bilingue]]></category>
		<category><![CDATA[Trilinguismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.bilinguepergioco.com/?p=692</guid>
		<description><![CDATA[Linda e la sua famiglia sono americani, ma vivono a Roma. Pero&#8217; ora se ne vanno a Bali per un po&#8217;.  E&#8217; bello pensare a questa famigliola che affronta il mondo compatta e aperta a cio&#8217; che portera&#8217; il futuro. Non e&#8217; necessariamente vero che quando arrivano i figli si smette di viaggiare, e loro ce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Linda e la sua famiglia sono americani, ma vivono a Roma. Pero&#8217; ora se ne vanno a Bali per un po&#8217;.  E&#8217; bello pensare a questa famigliola che affronta il mondo compatta e aperta a cio&#8217; che portera&#8217; il futuro. Non e&#8217; necessariamente vero che quando arrivano i figli si smette di viaggiare, e loro ce lo ricordano. Grazie Linda.</em></p>
<p>My husband and I are Americans and we have been living in Rome for 10 years. Although all three of our daughters were born here, we have always spoken to them in English. With our oldest child, when she started school at 3 years old &#8211; we decided on an international English speaking school. <span id="more-692"></span>Although we are here long term in Italy, we wanted to be very involved in her education and the environment where she went to school. It was important for us to be able to have a close relationship with the school and in being able to help her with her studies. Although we are fluent enough in Italian (my husband is much more fluent than myself), at that time when we made the decision 5 years ago, I was not that confident that I would feel comfortable with my child going to Italian school.<br />
Now 5 years later &#8211; both of our older daughters have been going to this English speaking school (although our middle child is being home educated by us this year). Our youngest who will be 3 years old in March has had a Romanian nanny since she was 6 months old and who only speaks to her in Italian. However, although my daughter&#8217;s initial words were in Italian, she now only speaks in English. She recently started at an Italian nido as we thought it would be a good idea and in the few short weeks we have already started to hear her speaking a few words in Italian although her predominant language still remains English.<br />
My husband, daughters and I are now moving to Bali for one year starting in August and so our children will be attending another international English speaking school, but that also teaches the local language Bahasa Indonesia. Once we return, we are not sure how our children&#8217;s education will continue as my daughters are extremely resistant to going to an Italian school, but realistically and financially speaking &#8211; we cannot continue for all three of our daughters to go to this private school for the rest of their schooling as it is very expensive. So we have some hard decisions to make before we return to Rome in August 2010.<br />
My family background is Puertorican so at some point I would like the children to learn Spanish and my husband is Jewish and would like to spend some time in Israel and have the children learn Hebrew. So our daughters&#8217; multilingualism has just begun!<br />
We do not anticipate ever living in the US again &#8211; our daughters have never lived there and are not interested in it. They are, however, interested in living in the UK so that may be a possibility. Who knows what the future will bring. I must say, I am very happy that they are living a more international life than many of my friend&#8217;s children in the US and that they are seeing different parts of the world &#8211; I think this is important in so many ways. They are used to being friends with and around bilingual/multilingual children as almost every child at their school speaks more than one language.</p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Linda+e+la+sua+famiglia+veramente+internazionale+http://cbrpo.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2009/03/11/linda-e-la-sua-famiglia-veramente-internazionale/&amp;t=Linda+e+la+sua+famiglia+veramente+internazionale" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://bilinguepergioco.com/2009/03/11/linda-e-la-sua-famiglia-veramente-internazionale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lisa&#8217;s recipe for trilingualism</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/02/26/en-lisas-recipe-for-trilingualism/</link>
		<comments>http://bilinguepergioco.com/2009/02/26/en-lisas-recipe-for-trilingualism/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 22:12:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita Vissuta]]></category>
		<category><![CDATA[Francese]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli e sorelle]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Metodi per il Bilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[OPOL]]></category>
		<category><![CDATA[Trilinguismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.bilinguepergioco.com/?p=602</guid>
		<description><![CDATA[Lisa è mamma di tre bambini trilingui (sembra uno scioglilingua, tipo 33 trentini andavano a Trento). La sua ricetta è semplice: ogni genitore parla la sua lingua, la terza si impara a scuola. Il suo ingrediente segreto:  non sgarrare mai dalla regola, per nessuno motivo. Non è facile avere tanta disciplina, ma si direbbe che funzioni.
I am [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lisa è mamma di tre bambini trilingui (sembra uno scioglilingua, tipo 33 trentini andavano a Trento). La sua ricetta è semplice: ogni genitore parla la sua lingua, la terza si impara a scuola. Il suo ingrediente segreto:  non sgarrare mai dalla regola, per nessuno motivo. Non è facile avere tanta disciplina, ma si direbbe che funzioni.<span id="more-602"></span></em></p>
<p>I am an American mother of three children, whose father is Italian, and we are living in French-speaking Switzerland.</p>
<p>I am raising my 3 kids in 3 languages and it works fine. My oldest (12) recently did a CILS test in Italian and received a 37/40! We are very proud! He goes to school in French and gets English from me and the TV!</p>
<p>None of the languages are as fluent as a monolingual child. You do notice a lack of vocabulary and a slight accent but they are fluent in all 3 languages.</p>
<p>We are proud of our children and happy with the choice that we made. We stay consistent with our children (I speak English, my husband speaks Italian, and they are schooled in French). We NEVER speak to them in another language. When other children are about we translate everything even though our children understand. We were told by our pediatrician to be ULTRA consistant. There have been times when my husband gets frustrated with them as their vocabulary is small in Italian but he trudges on and it has paid off!</p>
<p>I do admit that it is hard at the beginning but you must stop yourself from switching languages.<br />
Also, if my kids asked me something in another language, I would just say&#8230;in English please, and they would repeat it in English. If they had trouble finding the right words then I would help them.</p>
<p>At one point my 2 oldest started speaking together in French (as they go to school in French) and I told them that when we were just us or between themselves, they must speak English together. I felt bad insisting on it but they didn&#8217;t bat an eyelash and have never looked back! They are thanking me now as they see other kids where the language is slipping<br />
Geneva is an exceptional place. Everyone seems to have more than one language at home anyway! Switzerland has 3 main languages anyway (4 if you count Romansch) and on top of that Geneva is an international city. I only know a handful of couples where both parents are the same nationality!</p>
<p>I can thoroughly recommend Tracey&#8217;s book: Raising multi-lingual children.</p>
<p>Lisa</p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Lisa%E2%80%99s+recipe+for+trilingualism+http://6xgni.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2009/02/26/en-lisas-recipe-for-trilingualism/&amp;t=Lisa%E2%80%99s+recipe+for+trilingualism" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://bilinguepergioco.com/2009/02/26/en-lisas-recipe-for-trilingualism/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Una bambina trilingue racconta la sua esperienza gioiosa di trilinguismo</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/02/11/jennyfer-il-trilinguismo-gioioso/</link>
		<comments>http://bilinguepergioco.com/2009/02/11/jennyfer-il-trilinguismo-gioioso/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 16:22:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita Vissuta]]></category>
		<category><![CDATA[Creolo]]></category>
		<category><![CDATA[Francese]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli e sorelle]]></category>
		<category><![CDATA[Identità]]></category>
		<category><![CDATA[Trilinguismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.bilinguepergioco.com/?p=482</guid>
		<description><![CDATA[Sono contentissima di aprire questa rubrica con la storia di Jennyfer. Jennyfer è oggi una giovane donna, ma leggendo le sue righe sembra di avere davanti la bambina riccia e allegra che balla con la mamma e tempesta il nonno di &#8220;pourquoi?&#8221;.  Per Jennyfer il trilinguismo è stato primariamente un&#8217;esperienza giocosa e carica di affetto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sono contentissima di aprire questa rubrica con la storia di Jennyfer. Jennyfer è oggi una giovane donna, ma leggendo le sue righe sembra di avere davanti la bambina riccia e allegra che balla con la mamma e tempesta il nonno di &#8220;pourquoi?&#8221;.  Per Jennyfer il trilinguismo è stato primariamente un&#8217;esperienza giocosa e carica di affetto, e oggi la rende orgogliosa di sè e delle proprie origini. Spero che vi unirete a me nel ringraziare sentitamente Jennyfer per aver condiviso la sua esperienza con noi.</em></p>
<p>Ciao Letizia!</p>
<p>mi farebbe molto piacere raccontarti la mia esperienza.In breve ti dirò che credo che si nasca con una certa predisposizione alle lingue straniere e che, per quanto mi riguarda, sin da piccola sono sempre stata una bambina molto curiosa. Do il merito ai miei nonni per avere imparato il creolo perchè hanno vissuto con noi per un periodo durante il quale io e mia sorella che eravamo molto piccole (io circa 5 e lei 7 anni) ci siamo trovate di fronte dei nonni che parlavano solo creolo e francese ma non una parola di italiano&#8230;eppure mio nonno, a modo suo, ci raccontava le storie, le barzellete e gli indovinelli delle Isole Mauritius e io e mia sorella, non so come, abbiamo imparato a capirlo. <span id="more-482"></span>Mia madre faceva da mediatrice perchè era sempre lì pronta a spiegarci il significato di parole, espressioni, modi di dire a noi totalmente sconosciuti. Crescendo abbiamo imparato a padroneggiare prima il creolo e poi il francese grazie anche all&#8217;aiuto di alcuni amici mauriziani&#8230;frequentavamo feste mauriziane e soprattutto ascoltavamo molta musica delle mauritius&#8230;musica che mia madre ascoltava al mattino mentre faceva le pulizie&#8230;.<br />
Gli amici che frequentavamo erano per di più adulti (parenti, amici di famiglia)&#8230;.con i bambini comunicavo in una specie di italiano/creolo anche perchè spesso si trattava di bambini che erano in Italia da pochissimo tempo..</p>
<p>E poi ancora il creolo è diventata la nostra lingua segreta cioè la lingua che io e mia madre usavamo per parlare in codice, come per gioco, quando avevamo voglia di dirci qualcosa senza fare capire nulla alle persone che ci stavano attorno (lo faccio ancora oggi quando sono per esempio al telefono o sul treno di ritorno a casa&#8230;così almeno sono sicura che almeno il 90% delle persone non capisce quello che sto dicendo)</p>
<p>Non mi ricordo esattamente a che età ho cominciato a capire il creolo, credo però che sia stata la presenza dei miei nonni a facilitare tutto&#8230;non ricordo che mia madre si rivolgesse sia a me che a mia sorella direttamente in creolo..pero&#8217; io e mia sorella (essendo di natura molto curiose) ascoltavamo mia madre quando parlava al telefono con mia nonna e chiedevamo spiegazione delle canzoni creole che ascoltavano ogni giorno e che inizialmente ripetevamo senza capirne il significato&#8230;ti dico anche che io e mia sorella abbiamo imparato a leggere in italiano con l&#8217;aiuto di nostra madre e le maestre dicevamo che parlavamo correttamente l&#8217;italiano ma con un accento straniero.<br />
Io non mi sono mai sentita costretta da mia madre a dovere parlare il creolo mia sorella invece sì, tant&#8217;è che oggi lo capisce benissimo ma non lo parla perchè si vergogna o ha paura di sbagliare&#8230;io invece mi buttavo, parlavo e quando sbagliavo mi facevo una risata con chi mi correggeva&#8230;e poi sentivo che i miei nonni erano orgogliosi che parlassi la loro lingua, quindi mi sentivo spronata a parlarla&#8230;in un certo senso mi incoraggiavano. Ho cominciato ad impararlo sul serio per curiosità&#8230;volevo sapere cosa si dicevano mia madre e le altre sue amiche mauriziane. Mi ricordo anche i rimproveri di mia madre in creolo&#8230;.<br />
Non mi sono mai sentita in imbarazzo perché io ero bilingue, anzi ero orgogliosa di potere parlare una lingua che gli altri sconoscevano&#8230;</p>
<p>Non credo che i miei nonni e i miei genitori abbiano seguito uno schema rigido per insegnarmi il creolo o il francese, direi semplicemente che il creolo ha fatto da base al francese..il creolo delle Mauritius è un patois molto vicino al francese..ripeto che la musica mi ha aiutato molto, ricordo che i miei nonni mi compravano i dischi di una cantante francese (che era l&#8217;equivalente di Cristina D&#8217;Avena per i bambini italiani) e ci facevano cantare per gioco leggendo le parole scritte&#8230;quelle parole erano comprensibilissime per chi parlava o quanto meno capiva il creolo.Devo anche dire che i miei nonni dopo un po&#8217; di tempo si sono trasferiti a Parigi e io e la mia famiglia trascorrevamo almeno un mese da loro in estate&#8230;andavamo in giro per la città con loro e facevamo visita agli amici mauriziani che vivevano a Parigi&#8230;in molti casi si trattava di coppie di nazionalità mauriziana-francese.Ricordo che è stato mio nonno ad insegnarmi l&#8217;alfabeto francese con una canzoncina che ricordo ancora. Io e mia sorella facevamo lunghe passeggiate con lui che ci portava in giro per i mercati di Parigi. Mio nonno era più per la lingua francese che per il creolo, mia nonna invece insisteva di più con il creolo..ma insisteva nel senso buono del termine cioè non mi forzava mai a parlare creolo, mi parlava direttamente in creolo e io vedevo che era contenta quando mi sentiva parlare nella sua lingua.</p>
<p>Sono molto affezionata alla lingua creola, la sento mia tanto quanto l&#8217;italiano&#8230;sento di fare parte non solo della lingua creola ma anche della sua cultura (tradizioni, usanze, modi di dire, giochi di parole, superstizioni..) il francese viene sicuramente dopo, è una lingua che mi piace molto e che ho paura di perdere da un momento all&#8217;altro (è per questo che leggo tanto in francese e spesso guardo anche film in francese)&#8230;.poi mio nonno adesso vive a Parigi&#8230;Il creolo mi aiuta a capire i mauriziani (anche il mio attuale ragazzo è mauriziano)..il francese mi aiuta a sentirmi vicina a mio nonno (ogni volta che sento qualcuno che parla francese sento la voce di mio nonno&#8230;.)</p>
<p>Spero di non essere stata noiosa e di averti dato un&#8217;idea più o meno chiara della mia esperienza!</p>
<p>A presto,<br />
Jennyfer</p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Una+bambina+trilingue+racconta+la+sua+esperienza+gioiosa+di+trilinguismo+http://fgpkf.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2009/02/11/jennyfer-il-trilinguismo-gioioso/&amp;t=Una+bambina+trilingue+racconta+la+sua+esperienza+gioiosa+di+trilinguismo" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://bilinguepergioco.com/2009/02/11/jennyfer-il-trilinguismo-gioioso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fratelli e sorelle spesso hanno esperienze diverse del bilinguismo, Arianna e Matteo</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/01/22/arianna-e-matteo/</link>
		<comments>http://bilinguepergioco.com/2009/01/22/arianna-e-matteo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 22:13:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita Vissuta]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli e sorelle]]></category>
		<category><![CDATA[Non-madrelingua]]></category>
		<category><![CDATA[Quando cominciare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.bilinguepergioco.com/?p=423</guid>
		<description><![CDATA[Trascrivo l&#8217;esperienza raccontata da Micaela, credo che sia molto interessante perche&#8217; fa riflettere sul fatto che iniziare a introdurre la seconda lingua nel primo anno di vita possa fare una grande differenza. L&#8217;esperienza dei suoi due bambini sembra confermarlo.
Ciao,
sono Micaela e devo confessare che è stato bello leggere di altre persone con esperienze simili alla mia. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Trascrivo l&#8217;esperienza raccontata da Micaela, credo che sia molto interessante perche&#8217; fa riflettere sul fatto che iniziare a introdurre la seconda lingua nel primo anno di vita possa fare una grande differenza. L&#8217;esperienza dei suoi due bambini sembra confermarlo.</em></p>
<p>Ciao,<br />
sono Micaela e devo confessare che è stato bello leggere di altre persone con esperienze simili alla mia. Purtroppo non ne conosco molte.</p>
<p>Ho 2 bambini: Arianna di 3 anni e Matteo di 1 anno e 1/2. <span id="more-423"></span>Sia io che mio marito siamo italiani, anzi italianissimi, con alle spalle esperienze all&#8217;estero (per studio io, per vacanza lui) che ci hanno permesso di acquisire un padronanza buona ma non ottima dell&#8217;inglese.<br />
Entrambi abbiamo sentito l&#8217;esigenza di trasmettere, per quanto possibile, questa conoscenza ai nostri figli. Così quando Matteo aveva circa 9 mesi abbiamo cercato una persona madrelingua che passasse un po&#8217; di tempo con loro, giocando e leggendogli storie.</p>
<p>Ci siamo messi in contatto con un ragazzo scozzese che era nella nostra città per studio. A dire il vero inizialmente non eravamo molto convinti di volere uno scozzese&#8230;.lo scozzese ha un accento molto MOLTO forte (pare addirittura che, negli States, lui fosse riuscito a convicere un professore universitario che l&#8217;inglese non era la sua prima lingua, ottenendo così di fare l&#8217;esame di lingua IN inglese!!!!!)<br />
Alla fine siamo giunti alla conclusione che l&#8217;accento non è tutto, che l&#8217;importante era che i bambini si trovassero bene con questa persona e che apprendessero la lingua, indipendentemente dalla cadenza, e che &#8220;anzi&#8221;, magari sarebbero stati più &#8220;abili nel capire&#8221; visto che venivano esposti ad accenti diversi! Così abbiamo cominciato a fare 1 o 2 incontri a settimana.</p>
<p>Più o meno nello steso periodo, io e mio marito, abbiamo iniziato a leggere le storie serali in inglese, a fare ascoltare cd musicali in inglese e a far vedere ad Arianna (Matteo era ancora troppo piccolo) cartoni animati in inglese.</p>
<p>Inizialmente la più attiva tra i 2 bimbi sembrava Arianna.<br />
Matteo gattonava per la stanza senza nemmeno preoccuparsi che qualcuno gli stesse leggendo un libro.<br />
A distanza di un anno però direi che le cose hanno assunto un aspetto diverso. Se da un lato Arianna mi chiede spesso il nome inglese delle cose e di tanto in tanto mi chiede di parlare inglese, difficilmente è lei a proferire parole nella &#8220;seconda lingua&#8221;.<br />
Quando ascolta capisce qualcosa, non tutto.<br />
Matteo invece (che ormai è un chiaccherone!&#8230;in italiano però&#8230;.magari lo fosse già anche in inglese!!) si butta di più e credo che alla fine sarà lui, che ha iniziato prima, ad averne i vantaggi maggiori.</p>
<p>Ad essere sincera non penso che i miei figli diventeranno bilingui: l&#8217;italiano è sicuramente predominante. Ma credo che tra qualche anno saranno in grado di capirlo, anche se non proprio di parlarlo correttamente.<br />
Per quanto mi riguarda credo sia già un plus, un regalo (come diceva qualche altra mamma) che gli si fa.<br />
Ammiro chi, più o meno nella mia stessa situazione, ha avuto la costanza, la bravura e la caparbietà di parlare con i propri figli in una lingua che non era la sua.</p>
<p>Ciao<br />
Micaela</p>
<p>P.S. un suggerimento: per la mia esperienza se da un lato lo studente è più facile da trovare (basta mettere degli annunci in università) e magari costa meno, dall&#8217;altro alla fine del suo soggiorno in Italia ci si ritrova da capo a cercare qualcuno, con i propri figli che ormai gli si sono affezionati, chiedono in continuazione di lui e faticano ad accettare qualcun altro&#8230;.<br />
Potendo tornare indietro cercherei da subito qualcuno che mi assicuri più continuità</p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Fratelli+e+sorelle+spesso+hanno+esperienze+diverse+del+bilinguismo%2C+Arianna+e+Matteo+http://wb3z3.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2009/01/22/arianna-e-matteo/&amp;t=Fratelli+e+sorelle+spesso+hanno+esperienze+diverse+del+bilinguismo%2C+Arianna+e+Matteo" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://bilinguepergioco.com/2009/01/22/arianna-e-matteo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vacanze di Natale esilaranti</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/01/07/vacanze-di-natale-esilaranti/</link>
		<comments>http://bilinguepergioco.com/2009/01/07/vacanze-di-natale-esilaranti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 17:45:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita Vissuta]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli e sorelle]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.bilinguepergioco.com/?p=331</guid>
		<description><![CDATA[Le vacanze sono finite e si torna alla vita normale ma voglio raccontarvi un po&#8217; delle nostre vacanze passate all&#8217;insegna del parli Inglese chi puo&#8217; e taccia (per carita&#8217;!) chi non puo&#8217;&#8230;
Io, A., i nonni e tutto il caravanserraglio ci siamo messi in viaggio e siamo andati a trovare zii e cuginetto R., una vera forza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le vacanze sono finite e si torna alla vita normale ma voglio raccontarvi un po&#8217; delle nostre vacanze passate all&#8217;insegna del parli Inglese chi puo&#8217; e taccia (per carita&#8217;!) chi non puo&#8217;&#8230;<span id="more-331"></span></p>
<p>Io, A., i nonni e tutto il caravanserraglio ci siamo messi in viaggio e siamo andati a trovare zii e cuginetto R., una vera forza della natura a 9 mesi e 11 kg !</p>
<p>Io e mio fratello saremmo materiale da laboratorio, ci siamo spartiti gli skills in maniera talmente precisa e categorica che l&#8217;unico che abbiamo in comune e&#8217; il disordine, tutto il resto o ce l&#8217;ha lui, o ce l&#8217;ho io (non tutti forse apprezzano il fatto che il disordine sia una qualita&#8217; positiva, ma non e&#8217; questo il luogo per questa disquisizione). In particolare, io ho tutti gli skills linguistici, parlo cinque lingue straniere e ho vissuto qui e la&#8217;, ma non so disegnare niente che vada oltre il solito stupido fiorellino. Mio fratello invece e&#8217; un portento di creativita&#8217;, dipinge quadri, scrive fumetti, crea oggetti di design e progetta yatch. Non e&#8217; capace di prenotarsi un volo (quelle tre volte che e&#8217; venuto a trovarmi ho dovuto mettergli in mano il biglietto) ma ha attraversato l&#8217;Atlantico in barca a vela cambiando barca 4 volte in un viaggio. In compenso mio fratello e&#8217; impermeabile a qualsiasi parola straniera, e&#8217; qualcosa di spettacolare! Parla piu&#8217; inglese mio padre, che non l&#8217;hai mai studiato e non e&#8217; piu&#8217; cosi&#8217; verde! Aldo ha anche una certa memoria visiva per le parole, ma le pronuncia come le vede, dice cose tipo i-pod (pronunciato I-pod), uncle (pronunciato UNKLE), MONKEY, etc etc&#8230;</p>
<p>Come si puo&#8217; immaginare le nostre vacanze sono state una Babele. Io parlavo in Inglese ad A. e a R. Mia cognata e pluridottorata in lettere antiche, pure parlava inglese ai bambini quando eravamo tutti insieme. Poi arrivava Aldo e diceva qualcosa tipo HELO UONDERFUL BOYS IS IOR UNKLE AND DAD HIAR! RICCARDO SITZE. OK NAU LETS SING! IN THE JANGLE THE MITTY JANGLE DE LION SLIPS TONAIT&#8230; Inascoltabile (perche&#8217; e&#8217; pure stonato&#8230;)! Seguono proteste Basta basta, Aldo stai zitto! I mean, uncle, com&#8217;on make some effort! OK kids let&#8217;s sing for real now, In the Jungle the mighty JANGLE UNKLE ALDO SING TONAIT&#8230; Bastaaaa!</p>
<p>Siamo andati avanti cosi&#8217; per 10 giorni, un casino in cui si parlava tutto e niente. Ma ci siamo divertiti tutti, soprattutto i bambini!</p>
<p>Chiudo questo post con due spunti riflessivi:</p>
<ol>
<li>Il nostro caso si puo&#8217; generalizzare. Dei bambini pur cresciuti nella stessa casa e educati piu&#8217; o meno allo stesso modo (dico piu&#8217; o meno, perche&#8217; l&#8217;esperienza di un primo figlio e&#8217; sempre diversa da quella di un secondo che e&#8217; diversa da quella di un terzo etc etc, per non parlare della differenza tra il modo in cui cresciamo bimbi e bimbe&#8230;) dicevo anche bambini cresciuti nella stessa famiglia possono mostrare predisposizione e atteggiamenti molto diversi verso il bilinguismo e raggiungere risultati molto diversi. E tutto cio&#8217; e&#8217; normale&#8230;</li>
<li>C&#8217;e&#8217; sempre speranza per tutti. Pensate che per quanto io sia quella dotata per le lingue mio fratello ha appena pubblicato un libro (ok le ultime pagine le ha fatte a fumetti perche&#8217; non gli venivano le parole, ma solo le ultime&#8230;). Se per caso a questo punto il soggetto vi ha incuriosito sul suo <a href="http://www.la-peperonata.it/" target="_blank">sito ci sono quadri, fumetti, romanzo </a>etc etc</li>
</ol>
<p><em>Buon anno a tutti dalla nostra famiglia un po&#8217; originale!</em></p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Vacanze+di+Natale+esilaranti+http://oyoet.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2009/01/07/vacanze-di-natale-esilaranti/&amp;t=Vacanze+di+Natale+esilaranti" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://bilinguepergioco.com/2009/01/07/vacanze-di-natale-esilaranti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
