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	<title>Bilingue Per Gioco™ &#187; Problemi</title>
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	<description>Idee e soluzioni per i bambini bilingui e per quelli che lo diventeranno, e per tutti i genitori.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 29 Jul 2010 12:02:48 +0000</lastBuildDate>
	
	<language>en</language>
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		<title>Come sapere se il bambino bilingue ha un problema di linguaggio?</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 23:28:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[Non-madrelingua]]></category>
		<category><![CDATA[4-6 anni]]></category>
		<category><![CDATA[Mescolare due lingue]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il papà di una bambina bilingue, italiano e inglese, ci chiede un parere, ma forse non siamo noi il luogo giusto in cui cercare consiglio&#8230;
Buon giorno mi chiamo Roberto e sono italiano. Solo oggi ho scoperto il vostro sito provando a cercare tra i vari motori di ricerca e devo dire che mi avete già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2010/03/19/come-sapere-se-il-bambino-bilingue-ha-un-problema-di-linguaggio/" title="Come sapere se il bambino bilingue ha un problema di linguaggio?"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2010/03/4396802792_20828d5c73-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p>Il papà di una bambina bilingue, italiano e inglese, ci chiede un parere, ma forse non siamo noi il luogo giusto in cui cercare consiglio&#8230;</p>
<p><em>Buon giorno mi chiamo Roberto e sono italiano. Solo oggi ho scoperto il vostro sito provando a cercare tra i vari motori di ricerca e devo dire che mi avete già un po&#8217; incoraggiato.</em></p>
<p><em>Il motivo della ricerca è l&#8217;ennesima lamentela della maestra di mia figlia Jennifer con mia moglie. Per le maestre (Jennifer ha 4 anni e mezzo e frequenta il secondo anno alla scuola materna) lo <strong>scegliere il bilinguismo (almeno qui a Udine dove vivo)non sembra essere una scelta saggia ed equilibrata.</strong><br />
Mi spiego, siamo stati &#8220;convocati&#8221; a scuola alcune volte e durante queste occasioni le maestre si sono lamentate del fatto che Jennifer non parla italiano correttamente, anzi secondo loro traduce spessissimo  dall&#8217;inglese all&#8217;italiano.</em></p>
<p><em>Premetto che noi (io e mia moglie) siamo entrambi italiani ma per varie ragioni (viaggi frequenti in inghilterra, amici inglesi che abitano qui e altro) parliamo fluentamente l&#8217;inglese. (if you want I can continue this email in english from now on  but I think you got my point&#8230;we might not speak an absolutely perfect queen english, but I assure you that despite some inevitable mistakes, we are both more than fluent in english&#8230;.) torno all&#8217;italiano e alle mie preoccupazioni.</em></p>
<p><em>Le maestre in particolare lamentano il fatto che altri bimbi figli di immigrati rumeni, albanesi ecc. si esprimono in lingua italiana in modo certamente migliore di Jennifer ( quasi a volerci dire che solo con dei madrelingua in casa la cosa potrebbe funzionare)&#8230;&#8230;..</em></p>
<p><em>Devo dirvi che per scelta, sapendo che nel corso del tempo l&#8217;italiano sarebbe inevitabilmente diventata la prima lingua o lingua predominante, abbiamo scelto di partire in Inglese con Jennifer, parlandole dalla nascita solo in inglese, tv in inglese, dvd in inglese&#8230;.introducendo gradualmente poi l&#8217;italiano &#8230;&#8230; parla italiano a scuola e con i nonni, parenti, amici.</em></p>
<p><em>Francamente secondo noi Jennifer parla l&#8217;italiano in modo più che accettabile (certo commette degli errori, ma secondo noi gli errori stanno diminuendo in modo significativo es. è vero che un anno fa diceva : maestra sono fame, sone sete, sono freddo ecc.) ma noi cerchiamo di correggerla pazientemente e il nostro pensiero è che appena inizierà la scuola (elementare) tutto si sistemerà.</em></p>
<p><em>Abbiamo alcuni dubbi, comunque  avvallati dalle lamentele delle maestre &#8230;&#8230;..dal fatto che spesso mischia le 2 lingue&#8230;.quando non trova la parola giusta nella lingua giusta&#8230;&#8230;</em></p>
<p><em>Avete dei consigli da darci?</em></p>
<p><em>We are looking forward to hearing from you soon &#8230;&#8230;</em></p>
<p><em>Grazie per il vostro contributo</em></p>
<p><em>Roberto e Michela</em></p>
<p>Roberto,</p>
<p>in tutta sincerità non posso darti un parere. Posso dirti che <strong>il bilinguismo di per sè non causa problemi</strong> e che <strong>mescolare due lingue è una fase normale e passeggera </strong>per i bambini bilingui, che peraltro si supera tanto più facilmente quanto meno gli adulti mescolano le lingue. Questo però non basta per poterti dire se Jennifer ha problemi o meno, perchè è anche vero che i bambini bilingui possono avere problemi di linguaggio proprio come i bambini monolingui, e che imputare questi problemi al bilinguismo è sbagliato, ma non vederli perchè il bilinguismo giustifica tutto è pure pericoloso.</p>
<p>Questo per dirti che <strong>in caso di dubbio è meglio sentire un esperto</strong>. Io posso darti solo pareri generici, che però nel caso specifico possono non essere adatti.</p>
<p>Già che me lo chiedi però devo anche dire che la scelta che avete fatto, in cui entrambi i genitori parlano una lingua che non è la propria madrelingua, è una scelta sicuramente un po&#8217; estrema. Giusta o sbagliata non lo può dire nessuno, perchè non ci sono elementi su cui basare il giudizio, l&#8217;unico elemento di confronto sarebbero le famiglie di immigrati che sono più o meno costretti a rinunciare alla propria madrelingua in nome della lingua dominante, ed è evidente che questi casi sono molto diversi dal vostro, sia per quanto riguarda la scelta (volontaria o imposta) sia per quanto riguarda fattori socio culturali facilmente intuibili.</p>
<p>Aggiungo anche che proprio non saprei come interpretare i commenti delle maestre, nel mondo della scuola si trova di tutto. Persone ignoranti e piene di preconcetti come persone veramente dedicate a bambini e premurose, impossibile per me valutare a quale gruppo appartengano le vostre insegnanti.</p>
<p>Detto tutto ciò, il mio consiglio è di consultare un&#8217;esperto, qualcuno che possa fare una valutazione obiettiva dello sviluppo linguistico della bambina. Non è facile trovare persone competenti, ma visto che vivete a Udine potreste forse contattare la <a href="http://bilinguepergioco.com/2009/11/12/il-parere-dellesperto-quando-ricorrere-allintervento-di-uno-specialista/" target="_self">Dr. Ozbi</a>c, che per Bilingue per gioco ha scritto degli interventi molto interessanti sul tema e che comunque non credo viva molto lontano e sicuramente potrà consigliarvi qualcun altro se opportuno.</p>
<p>Spero di esservi stata di aiuto,</p>
<p>L.</p>
<p>Immagine da <a href="http://www.flickr.com/photos/ajourneyroundmyskull/4396802792/" target="_blank">A Journey Round my Skull</a></p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Come+sapere+se+il+bambino+bilingue+ha+un+problema+di+linguaggio%3F+http://oc4os.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2010/03/19/come-sapere-se-il-bambino-bilingue-ha-un-problema-di-linguaggio/&amp;t=Come+sapere+se+il+bambino+bilingue+ha+un+problema+di+linguaggio%3F" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il mio bambino è troppo vivace per imparare l&#8217;Inglese?</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 23:08:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[2-4 anni]]></category>
		<category><![CDATA[4-6 anni]]></category>
		<category><![CDATA[Attenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Gioco]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Learn with Mummy]]></category>
		<category><![CDATA[Motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi]]></category>

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		<description><![CDATA[Non sono psicologa ma una mamma che lavora con i bambini, e nel contesto dei gruppi di Inglese Learn with Mummy ho osservato una cosa strana, uno schema che si ripete, fa più o meno così:

mamma attenta e presente, non asfissiante
bambino, o bambina, assolutamente normale, sveglio, interessato, vivace come lo sono tanti bambini e con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2010/03/18/il-mio-bambino-e-troppo-vivace-per-imparare-linglese/" title="Il mio bambino è troppo vivace per imparare l'Inglese?"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2010/03/3449558516_b74611589d-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p>Non sono psicologa ma una mamma che lavora con i bambini, e nel contesto dei gruppi di Inglese <a href="http://bilinguepergioco.com/playgroups/playgroup-per-imparare-linglese-a-roma/" target="_self">Learn with Mummy</a> <strong>ho osservato una cosa strana, </strong><strong>uno schema che si ripete</strong>, fa più o meno così:</p>
<ul>
<li><strong>mamma attenta e presente</strong>, non asfissiante</li>
<li><strong>bambino, o bambina, assolutamente normale,</strong> sveglio, interessato, vivace come lo sono tanti bambini e <strong>con tutte le premesse per</strong> <strong>imparare l&#8217;Inglese precocemente</strong> con spontaneità</li>
<li><strong>insegnante,</strong> io o un&#8217;altra, c<strong>he trova il bambino francamente simpatico</strong></li>
<li><strong>la mamma è seriamente preoccupata che il bambino sia troppo vivace </strong>e disturbi gli altri, spesso considera l&#8217;opzione di non far continuare il corso al bambino proprio per non recare disturbo agli altri</li>
</ul>
<p>Questa cosa mi lascia un po&#8217; perplessa. Mi suscita delle domande per le quali non ho risposta&#8230; <strong>Ma chi ha detto a queste mamme che i loro bambini sono &#8220;troppo&#8221; vivaci?</strong> La scuola, la società, altri genitori? Queste mamme sono troppo severe con sè stesse o qualcosa le ha indotte a fare queste valutazioni?</p>
<p>Io casco abbastanza dalle nuvole, non so se qualcuno abbia avuto esperienze simili. <strong>Non sto dicendo che non esistano bambini effettivamente un po&#8217; iperattivi</strong> (anche se l&#8217;iperattività vera è una cosa a parte), magari con delle tensioni che li rendono un po&#8217; difficili da gestire, succede è ovvio, cambiamenti importanti in famiglia, tensioni e traumi, insomma succede. Cio&#8217; che mi stupisce è che <strong>qui parliamo di bambini che a me, e alle altre insegnanti, sembrano proprio normalissimi, </strong>con comportamenti da bambini in età prescolare. Che g<strong>iocano, si divertono, saltano, hanno una carica di energia e un brillio negli occhi</strong> che ti viene da ridere anche quando dovresti sgridarli un po&#8217;, <strong>bambini peraltro con una vera sete di imparare, curiosi e stimolanti.</strong> Perchè le loro mamme, persone che sembrano tutt&#8217;altro che paranoiche, sono portate a vedere questa sanissima vivacità come un potenziale disturbo per il prossimo?</p>
<p>La domanda non è retorica, perchè <strong>forse, dico forse, questo è un segnale su ciò che ci aspettiamo dai bambini</strong>. Forse ben prima della scuola ci aspettiamo che siano sempre fermi, educati e composti, capaci di ascoltarci in silenzio mentre noi riversiamo loro &#8220;sapere&#8221;? E&#8217; così?</p>
<p>O ancora, <strong>come società premiamo forse più la disciplina che l&#8217;indipendenza?</strong> Eh insomma, questo direi che è un fatto, nel mondo del lavoro lo si vede in maniera inequivocabile ed è un fenomeno molto legato alla fuga di cervelli, che se ne vanno dove il cervello lo possono usare, possono dire mi è venuta un&#8217;idea e possono dire al capo secondo me sbagli. Non avevo pero&#8217; mai riflettuto sul fatto che forse la società mostra queste preferenze già nella prima infanzia, e francamente ancora non capisco come. La società sono mamma e papà, le insegnanti, gli altri genitori e gli altri bambini, come succede che questo coro di persone trovi un bambino &#8220;troppo&#8221; vivace?</p>
<p>Oggi, una mamma con un bambino simile, che insomma io speravo proprio che avrebbe deciso di venire a <a href="http://bilinguepergioco.com/playgroups/playgroup-per-imparare-linglese-a-roma/" target="_blank">Learn with Mummy</a> e invece temeva che io le avrei detto che non era il caso (io?!), questa mamma appunto mi ha detto qualcosa del tipo non tutte le persone e non tutti gli insegnanti la pensano come te.</p>
<p><strong>Mi piacerebbe sentire dei pareri su questo punto</strong>.</p>
<p>Pero&#8217; una cosa la devo dire, e la dico non solo da mamma o da insegnante, ma anche da professionista. Nella vita i<strong>l talento non è mai conformista, non sta lì a fare il sondaggio su cio&#8217; che pensano gli altri.</strong> Le persone di talento hanno creatività, sanno innovare, hanno un&#8217;intelligenza viva e veloce, e se hanno anche un sorriso aperto e contagioso non fa mai male. Queste sono doti preziose, che nei bambini dovremmo coltivare, non criticare. Questi bambini imparano molto, e velocemente, magari non fanno tutto ciò che gli chiediamo, anzi, ma hanno la voglia e la gioia di imparare e di scoprire, comunicano allegria anche agli altri, e creano un ambiente vivace e frizzante nel quale tutti si divertono e imparano. <strong>Non blocchiamo questa loro vivacità, coltiviamola per il bene di tutti, </strong>questo significa anche capire e accettare il gioco. Tutti dicono che i bambini imparano giocando, ma poi pare ci si aspetti che giochino in silenzio, in ordine, tutti insieme. Sai che divertimento&#8230;</p>
<p>Immagine da <a href="http://www.flickr.com/photos/ajourneyroundmyskull/3449558516/in/set-72157617393678973/" target="_blank">A Journey Round My Skull</a></p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Il+mio+bambino+%C3%A8+troppo+vivace+per+imparare+l%E2%80%99Inglese%3F+http://nhc2n.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2010/03/18/il-mio-bambino-e-troppo-vivace-per-imparare-linglese/&amp;t=Il+mio+bambino+%C3%A8+troppo+vivace+per+imparare+l%E2%80%99Inglese%3F" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>A Couple Of People One Language, no grazie!</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 10:21:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[Playgroup]]></category>
		<category><![CDATA[Ebraico]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuto di una lingua]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa succede quando One Parent One Language diventa A Couple Of People One Language? I bambini sono talmente attaccati alla loro routine che a volte rifiutano di parlare la seconda lingua con altre persone, come ci racconta Yael&#8230;
Cara Letizia,
volevo condividere con te e gli altri ed altre la mia ultima esperienza con il bilinguismo.
G. ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2010/02/05/a-couple-of-people-one-language-no-grazie/" title="A Couple Of People One Language, no grazie! "><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2010/02/punto-esclamativo-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p>Cosa succede quando One Parent One Language diventa A Couple Of People One Language? I bambini sono talmente attaccati alla loro routine che a volte rifiutano di parlare la seconda lingua con altre persone, come ci racconta Yael&#8230;</p>
<div><em>Cara Letizia,</em></div>
<div><em>volevo condividere con te e gli altri ed altre la mia ultima esperienza con il bilinguismo.</em></div>
<div><em>G. ha due anni. 2-3 mesi fa si e&#8217; esploso e ha cominciato a parlare &#8220;in continuazione&#8221; in entrambi le lingue (italiano e ebraico), traducendo e sperimentando. E&#8217; <strong>molto</strong> attento a parlare con me solo in ebraico e con gli altri in italiano (tranne quelle parole che sa in una lingua e non nell&#8217;altra, allora chiede aiuto nella traduzione). Lo fa con tranquillità&#8217;. Senza nessun problema o fastidio e non mostra nessun segno di pigrizia nei confronti dell&#8217;ebraico, la lingua minoritaria. Va anche detto che non va ancora al nido, e che con la baby-sitter parla in italiano.</em></div>
<div><em><br />
</em></div>
<div><em>L&#8217;avvenimento di cui voglio parlare e&#8217; accaduto  quando sono arrivati a trovarci mio padre e le mie due sorelle. Lui li conosce molto bene dalle foto e se li ricorda anche dall’anno scorso (ha una memoria straordinaria), ma non li ha visti da quando e&#8217; in grado di parlare&#8230;</em></div>
<div><em><br />
</em></div>
<div><em>Quando sono arrivati giovedì notte, G. dormiva e non li ha visti. Venerdì dovevo andare presto al lavoro, quindi, quando li ha visti quando si e&#8217; svegliato, non era nella mia presenza. L&#8217;incontro era difficile&#8230; G. non riusciva a sbloccare il meccanismo a lui così familiare di dover parlare in italiano con tutte le persone che non sono &#8220;mamma&#8221;. E così, anche se loro parlavano con lui in ebraico, lui rispondeva in italiano. Io, al telefono, cercavo di dare consigli e idee (leggere libri in ebraico che lui conosce a memoria, cantare, etc.), ma nonostante loro non l’abbiano capito, lui continuava in italiano. Mia sorella era molto brava e con tanta pazienza, ogni volta che diceva qualcosa in italiano, gli diceva &#8220;non capisco. Come?&#8221;. Questo ha aiutato, perché lui si e&#8217; messo subito a tradurre. Con mio padre era più difficile, perché non riusciva a trovare la pazienza.</em></div>
<div><em><br />
</em></div>
<div><em>Quando sono arrivata a casa, le cose andavano meglio, ma molto lentamente. In realtà, fino ad oggi, quando sono partiti, lui continuava ad avere il riflesso di parlare in italiano. Si correggeva subito, ma l&#8217;istinto era quello&#8230;.</em></div>
<div><em>Con tutto ciò, in questi 4 giorni, il suo ebraico si e&#8217; migliorato in un modo incredibile.</em></div>
<div><em>Mi chiedevo se anche uno di voi ha avuto un&#8217;esperienza simile? Secondo voi, questo incontro lo ha confuso troppo?</em></div>
<div><em><br />
</em></div>
<div><em>Un saluto</em></div>
<div><em>Yael</em></div>
<p>Yael,</p>
<p>personalmente non ho fatto un&#8217;esperienza simile, forse anche perche&#8217; A. ha sempre sentito anche altre persone parlare Inglese, soprattutto grazie ai playgroup. Non so se altre mamme potranno condividere storie simili.<br />
Pero&#8217; dubito che l&#8217;esperienza possa aver confuso troppo tuo figlio, OK ha messo in discussione una regola che lui dava per scontata, ma crescere e imparare e&#8217; proprio questo&#8230; rimettere costantemente in discussione cio&#8217; che si dava per scontato, e su questo i bambini sono esperti dai quali abbiamo molto da imparare.<br />
L.</p>
<div>Immagine da <a href="http://www.flickr.com/photos/ajourneyroundmyskull/4323391263/" target="_blank">AJourney Round My Skull</a></div>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=A+Couple+Of+People+One+Language%2C+no+grazie%21+http://xcyee.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2010/02/05/a-couple-of-people-one-language-no-grazie/&amp;t=A+Couple+Of+People+One+Language%2C+no+grazie%21" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Imparare l&#8217;Inglese e rispettare gli affetti</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2010/01/28/imparare-linglese-e-rispettare-gli-affetti/</link>
		<comments>http://bilinguepergioco.com/2010/01/28/imparare-linglese-e-rispettare-gli-affetti/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 19:28:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[Non-madrelingua]]></category>
		<category><![CDATA[Metodi per il Bilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa lettera di StranaMamma mi e&#8217; arrivata un po&#8217; di tempo fa e mi scuso se la pubblico solo oggi, riunisce tanti temi affrontati di recente e ne introduce uno nuovo&#8230;
Ciao,
come ho scritto in un commento qui, ho scoperto da poco il tuo sito che trovo pieno di spunti interessanti per chi, come me, ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa lettera di StranaMamma mi e&#8217; arrivata un po&#8217; di tempo fa e mi scuso se la pubblico solo oggi, riunisce tanti temi affrontati di recente e ne introduce uno nuovo&#8230;</p>
<p><em>Ciao,</em></p>
<p><em>come ho scritto in un commento <a rel="nofollow" href="http://genitoricrescono.com/giocando-si-impara-le-lingue/" target="_blank">qui</a>, ho scoperto da poco il tuo sito che trovo pieno di spunti interessanti per chi, come me, ha iniziato ad introdurre attività ludiche in inglese col proprio bimbo. Perciò vorrei condividere la mia esperienza.</em></p>
<p><em>Personalmente ho sempre avuto un buon rapporto con le lingue straniere, studiate più per passione che per dovere dentro, ma soprattutto fuori la scuola attraverso corsi privati ed esperienze all’estero. Posso dire di parlarne bene due (inglese e francese), mentre me la cavicchio con lo spagnolo.</em></p>
<p><em>Credo molto nell’apprendimento precoce delle lingue e quando sono rimasta incinta mi sono riproposta di dare a mio figlio la possibilità di fare “qualcosa” in lingua straniera il prima possibile.</em></p>
<p><em>Tuttavia l’idea di parlargli esclusivamente o quasi in lingua straniera mi pareva un po’ forzata, in più le mie amiche psicologa e antropologa continuavano a ribadirmi il concetto della </em><em>lingua degli affetti (l’unica in cui siamo in grado di esprimerci al meglio in tutte le sfumature anche dal punto di vista affettivo e che, normalmente, corrisponde alla nostra madrelingua) con la quale è auspicabile parlare alla propria prole per tramandare ciò che altrimenti sarebbe più difficile a livello emozionale.</em></p>
<p><em>Alla luce di varie considerazioni e completamente ignara del fatto che esistessero metodi, studi, ecc… ho deciso che avrei cercato un<strong> </strong>approccio ludico senza sapere bene quale. Il destino ha voluto che le trasmissioni di Rai Educational mi siano venute incontro perché i programmi per bambini in lingua inglese stimolavano l’interesse del mio Tato di 2 anni più di quelli in italiano (anche se a dire il vero quelli in italiano non li guarda perché limitiamo molto l’uso della TV, eccezion fatta per quelle in inglese che ha un’utilità intrinseca).</em></p>
<p><em>Di qui abbiamo iniziato con le<strong> </strong>canzoncine,la mimica, i colori, gli elementi naturali (sole, luna ecc…), stiamo proseguendo con gli animali. Lui è curiosissimo e si diverte anche quando mi passa le pinze per stendere a dirmi i loro colori in inglese oppure me li chiede. La cosa buffa è che lo fa anche al nido: dice che vuole la pallina </em><em>green senza rendersi conto di usare una lingua diversa esattamente come mi dicono che facciano i bimbi bilingui “veri” dove per </em><em>veri intendo quelli che hanno genitori di due diverse madrelingue.</em></p>
<p><em>Il mio obiettivo non è quello di crescerlo bilingue in senso stretto, perché nel nostro caso mi pare troppo impegnativo e anche un po’ forzato, mi basta aprirgli la strada e fargli capire che non esiste un&#8217;unica possibilità di esprimersi per comunicare, ma ci sono persone, paesi, culture e tradizioni diverse al di là dei nostri confini; esiste l’Unione Europea e ne facciamo parte, ma per essere davvero europei è necessario condividere un codice che ci consenta di comunicare con gli altri cittadini.</em></p>
<p><em>Insomma, io ho la fortuna di aver fatto una splendida esperienza Erasmus in Belgio che mi ha lasciato una serie di amicizie splendide in giro per l’Europa, vorrei che mio figlio potesse condividere ciò.</em></p>
<p><em>L’estate scorsa, neanche duenne, l’abbiamo portato ad un matrimonio in Austria dove si sposava una mia amica e dove ci ritrovavamo con gli altri amici europei ed è stato interessante osservare le sue reazioni in un contesto in cui tutti parlavano lingue diverse….perfino i suoi genitori! All’inizio osservava tutti con circospezione, poi (e in questo i bambini sono fantastici perché non hanno barriere mentali) si è subito adattato e giocava tranquillamente con i bimbi austriaci tentando di ripetere le loro parole.</em></p>
<p><em>Purtroppo noto che esistono ancora troppi pregiudizi sul bilinguismo o sull’apprendimento precoce di una seconda lingua, soprattutto a Torino dove io vivo.</em></p>
<p><em>Eppure a me pare banale: io ho imparato il dialetto piemontese, interiorizzando la capacità di pronunciare alcuni suoni propri anche della lingua francese, semplicemente ascoltando i nonni che lo parlavano tra loro. Ad un certo punto ho avuto coscienza di saperlo parlare. Non so come abbia fatto, ma non mi è costato nessuno sforzo.</em></p>
<p><em>Scoprire il tuo sito e constatare che esistono altre persone che promuovono il bilinguismo anche non madrelingua è stata una boccata d’ossigeno: vuol dire che non sono tutte idee strampalate, ma che si può fare.</em></p>
<p><em>Quello su cui devo lavorare sono, come dici giustamente tu, le motivazioni, perché con gli amici stranieri purtroppo non ci si vede così spesso per ovvie ragioni. Avresti qualche suggerimento in proposito?</em></p>
<p><em>Mi piacerebbe anche sapere cosa ne pensi della “teoria” sulla lingua degli affetti.</em></p>
<p><em>Ti sono grata se vorrai pubblicarmi e/o rispondermi.</em></p>
<p><em><a href="http://riflessidimamma.iobloggo.com/" target="_blank">StranaMamma</a></em></p>
<p>Ciao Stranamamma,</p>
<p>e grazie mille per la tua lettera e scusa se rispondo solo ora. Vedo che utilizzi tanti strumenti con consapevolezza, a nche un po´di astuzia (penso alla televisione che si guarda solo in Inglese, se proprio tocca che almeno aiuti a creare un´associazione alla seconda lingua!).</p>
<p>Ti rispondo sul tema della lingua degli affetti. E´un problema che io stessa mi sono posta, e sul quale ho interpellato anche degli esperti, ne abbiamo parlato anche <a href="http://bilinguepergioco.com/2009/04/24/il-parere-dellesperta-bilinguismo-e-comunicazione-madre-figlio/">qui con l&#8217;Esperta</a> con la quale mi trovo molto d&#8217;accordo.</p>
<p>In soldoni io credo che una persona non dovrebbe mai rinunciare a parlare la propria madrelingua con i figli se non quando ne sente una forte volonta&#8217; e desiderio. Se questa scelta viene fatta per scopi pragmatici, o peggio condizionamenti sociali, il rischio che ci siano ripercussioni sulla relazione credo sia effettivo. Se invece  c&#8217;e&#8217; una forte spinta interiore e consapevolezza di tutti i livelli comunicativi, se non ci sono conflitti interiori dietro questa scelta, allora non credo che esista il rischio di danneggiare la comunicazione.</p>
<p>Spero di averti risposto. Quanto ai consigli che mi chiedi sulla motivazione so che hai letto <a href="http://bilinguepergioco.com/ebook-in-che-lingua-giochiamo/">In che lingua giochiamo?</a> e spero te ne abbia dati un po&#8217;&#8230;</p>
<p>Letizia</p>
<p><span><br />
</span></p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Imparare+l%E2%80%99Inglese+e+rispettare+gli+affetti+http://6iihk.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2010/01/28/imparare-linglese-e-rispettare-gli-affetti/&amp;t=Imparare+l%E2%80%99Inglese+e+rispettare+gli+affetti" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il parere dell&#8217;esperta: 5 consigli da parte della logopedista</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/11/26/il-parere-dllesperta-5-consigli-da-parte-della-logopedista/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 18:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[Errori dei bambini]]></category>
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		<category><![CDATA[Problemi]]></category>
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		<description><![CDATA[loMartina Ozbic e’ logopedista, audiopedagogista (pedagogista per persone sorde) e pedagogista speciale (disabilita’ fisiche, psichiche, motorie). Martina e’ cresciuta bilingue ed e’ mamma di 3 bambini bilingui. Questo e&#8217; il secondo di quattro interventi in cui risponde alle nostre domande su se, come e quando i bambini bilingui hanno bisogno dell’intervento di uno specialista. Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2009/11/26/il-parere-dllesperta-5-consigli-da-parte-della-logopedista/" title="Il parere dell'esperta: 5 consigli da parte della logopedista"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2009/11/lokomotiva-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p><em>loMartina Ozbic e’ logopedista, audiopedagogista (pedagogista per persone sorde) e pedagogista speciale (disabilita’ fisiche, psichiche, motorie). Martina e’ cresciuta bilingue ed e’ mamma di 3 bambini bilingui. Questo e&#8217; il secondo di quattro interventi in cui risponde alle nostre domande su se, come e quando i bambini bilingui hanno bisogno dell’intervento di uno specialista. Per una breve biografia di Martina si veda in fondo*.</em></p>
<p><strong><em>Martina, Che consiglio daresti ai genitori di bambini bilingui?</em></strong></p>
<p>Il bilinguismo e’ visto molte volte come un “meno”, qualcosa di negativo che ostacola: a livello culturale, politico, sociologico. Niente di questo e’ vero. Le lingue arricchiscono.</p>
<p>I consigli:</p>
<p>1. <strong>La lingua della famiglia e’ una risorsa cruciale. I genitori DEVONO comunicare nella propria lingua</strong> (se i genitori sono di due lingue diverse, comunicano con il proprio bambino nella lingua personale, tra di loro scelgono una lingua). La lingua prima (o due lingue se in famiglia sono presenti due lingue) e’ la lingua del cuore, del sistema libico, delle emozioni, imparata implicitamente, in modo spontaneo. Parliamo di identita’, cultura, lingua. Non solo lingua. La lingua seconda e’ la lingua delle informazioni.</p>
<p>2. <strong>I genitori dovrebbero pensare al bambino come ad una persona che ha bisogno di piu’ tempo e spazio per imparare</strong> piu’ parole, regole, atti comunicativi.</p>
<p>3. <strong>Essere coerenti nell’uso delle lingue</strong>. Questa e’ la base.</p>
<p>4. <strong>Essere fieri di essere di una o altra nazionalita’.</strong></p>
<p>5. <strong>Se sono in ansia per quanto riguarda il linguaggio, scrivere un diario: </strong>ogni nuova parola, frase, enunciato, significato deve essere scritto (in eta’ fino ai 2 anni). Un ruolo importante svolge anche la societa’ e la scuola. Se il bambino frequenta un asilo, una scuola di lingua diversa, chiedere al personale di dare informazioni riguardo gli atti linguistici e comunicativi del bambino nel contesto alloglotto. Se il bambino sente, capisce, gioca, comunica, interagisce…, forse ha bisogno di piu’ tempo. I problemi di linguaggio senza altri disturbi evolutivi sono dovuti a difficolta’ di elaborazione. Nel bilingue si riscontrano vari tipi di interferenze; semantiche, lessicali, morfologiche e fonetiche. Comunque consiglio un colloquio con una logopedista, che sappia qualcosa sul bilinguismo e che sia bilingue, se possibile.</p>
<p><em><strong>Qual e’ la tua esperienza personale di bilinguismo? </strong></em></p>
<p>A livello personale, io sono felicissima di essere bilingue: parlo due lingue fluentemente (italiano e sloveno), so l’inglese, un po’ il tedesco, capisco il serbo, croato, bosniaco, ceco, slovacco; so il latino, percio’ posso leggere in francese con il vocabolario ed inoltre conosco un po’ la lingua dei segni slovena per sordi.</p>
<p>Devo pero dire, che Trieste, dove ho vissuto 35 anni non e’ per niente favorevole al bilinguismo. Si al cinese, all’inglese, allo spagnolo etc., ma parlando di sloveni, serbi… si tocca il tasto dolente. Ho gia’ pianto per strada essendo stata insultata solamente perche’ parlavo nella mia lingua. E non parlo del 1945 ma del 1995, 2003…</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em><strong>Hai mai avuto problemi con i tuoi figli riguardo il bilinguismo?</strong></em></p>
<p>Si, ma non dovuti al bilinguismo in se’. Il problema stava nel fatto che i miei bambini non riuscivano ad avere contatti con altre lingue (in questo caso con l’italiano) perche’ non c’erano bambini nel vicinato. Avevo piu’ bambini io che due condomini insieme, percio’ i miei bimbi non avevano amichetti. I vicini di casa, non so perche’, parlavano un italiano sintetico, magari cercando anche di dire qualche parola in sloveno. Come se fossero un po’ imbarazzati. Cosi’ abbiamo acquistato la TV per vedere cartoons in italiano (prima vivevamo senza TV: solo radio e musica e giochi  – stupendo!).</p>
<p>Adesso viviamo in Slovenia; io e mio marito lavoriamo li e i bambini imparano l’italiano in modo discontinuo. Il figlio maggiore e’ un talento per le lingue: non solo per le parole, ma anche per la melodia, l’accento. Ha frequentato corsi. Comunque viviamo vicino al confine, percio’ un salto a Trieste o al mare e’ sempre possibile. Mi dispiace, ma cosi’ e’ la vita. Spero che acquisiscano almeno l’amore per le lingue. Gia’ chiedono: mamma, come si dice in italiano? E in inglese? Ma lo sai tu il cinese? E cosi’ via.</p>
<p>Io insegno fonetica applicata all’Universita’ e cosi mi diverto a far finta di parlare in varie lingue cambiando fonemi, intonazione, prosodia… e loro ridono e si divertono: stanno imparando che ci sono piu’ lingue con diversi suoni.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em><strong>Grazie Martina, a presto.</strong></em></p>
<p>Questo e&#8217; l&#8217;ultimo di una serie di interventi dedicati alla figura del logopedista:</p>
<ul>
<li><a href="http://bilinguepergioco.com/2009/11/05/il-parere-dellesperto-chi-e-il-logopedista/" target="_self">chi e&#8217; il logopedista</a></li>
<li>se e quando i bambini bilingui hanno bisogno dell&#8217;intervento dello specialista</li>
<li>come scegliere lo specialista</li>
<li>i consigli pratici della logopedista</li>
</ul>
<p><em>*Martina Ozbic e&#8217; nata a Trieste nel 1971, figlia di genitori sloveni (minoranza slovena di Trieste). Ha finito il liceo scientifico con lingua d’insegnamento slovena a Trieste e continuato gli studi a Ljubljana – Slovenia. Dapprima in scienze dell’educazione, indirizzo Pedagogia speciale e riabilitativa, poi in logopedia e audiopedagogia alla Facolta’ di scienze dell’educazione di Ljubljana – Slovenia.</em></p>
<p><em>Ha conseguito il titolo Master Degree nel 2000, poi nel 2007 il Ph.D., con ricerche nel campo dell’analisi acustica del parlato di persone sorde e dell’intelligibilita’ del parlato delle persone sorde.</em></p>
<p><em>Inoltre ha studiato flauto presso la scuola di musica Glasbena matica di Trieste e conseguito il diploma di livello inferiore in flauto al Conservatorio G. Tartini di Trieste. E’ mamma di tre bambini (2000, 2002, 2004).</em></p>
<p>Immagine da <a href="http://www.flickr.com/photos/ajourneyroundmyskull/4076645520/" target="_blank">A Journey Round My Skull</a><em><br />
</em></p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Il+parere+dell%E2%80%99esperta%3A+5+consigli+da+parte+della+logopedista+http://rk8z5.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2009/11/26/il-parere-dllesperta-5-consigli-da-parte-della-logopedista/&amp;t=Il+parere+dell%E2%80%99esperta%3A+5+consigli+da+parte+della+logopedista" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il parere dell&#8217;esperto: Come scegliere lo specialista?</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/11/19/il-parere-dellesperto-come-scegliere-lo-specialista/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 18:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bilinguismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Martina Ozbic e’ logopedista, audiopedagogista (pedagogista per persone sorde) e pedagogista speciale (disabilita’ fisiche, psichiche, motorie). Martina e’ cresciuta bilingue ed e’ mamma di 3 bambini bilingui. Questo e&#8217; il terzo di quattro interventi in cui risponde alle nostre domande su se, come e quando i bambini bilingui hanno bisogno dell’intervento di uno specialista. Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2009/11/19/il-parere-dellesperto-come-scegliere-lo-specialista/" title="Il parere dell'esperto: Come scegliere lo specialista?"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2009/11/lokomotiva1-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p><em>Martina Ozbic e’ logopedista, audiopedagogista (pedagogista per persone sorde) e pedagogista speciale (disabilita’ fisiche, psichiche, motorie). Martina e’ cresciuta bilingue ed e’ mamma di 3 bambini bilingui. Questo e&#8217; il terzo di quattro interventi in cui risponde alle nostre domande su se, come e quando i bambini bilingui hanno bisogno dell’intervento di uno specialista. Per una breve biografia di Martina si veda in fondo*.</em></p>
<p><em><strong>Come si fa a sapere quale specialista e’ piu’ indicato? Logopedista, o neurologo o neuropsichiatra, o..? </strong></em></p>
<p>Beh, sono profili distinti. Lo psicologo si occupa di emozioni, pensiero, memoria, del funzionamento del cervello. E’ interessato primariamente alla sfera psichica; il neuropsichiatria e’ di base medico e si occupa di patologia a livello neurologico-psichiatrico.</p>
<p><strong>Per il/la logopedista e’ la comunicazione il centro d’interesse </strong>(verbale, scritta, gestuale etc). La comunicazione e’ frutto di elementi molto fisici (diaframma, polmoni, laringe, organi articolatori, muscoli, nervi, cervello…), ma sono anche le funzioni cognitive quelle che fanno in modo che l’uomo parli, comunichi, ascolti, si esprima….</p>
<p>Lo psicologo si occupa delle funzioni psichiche ed intellettive umane, la/il logopedista del risultato delle stesse, cioe’ della comunicazione tra persone. <strong>Il/la logopedista non puo’ somministrare medicine e non puo’ somministrare test psicologici cognitivi.</strong> Fa altre cose: aiuta a sviluppare, usare elementi linguistici e comunicativi in maniera piu’ efficiente possibile. Ha bisogno di informazioni e collaborazione con psicologi e psichiatri. Percio’ e’ giusto collaborare.</p>
<p>Il bambino viene forse da uno dei profili, ma e’ doveroso che il bambino ed i genitori vengano inviati dal professionista piu’ idoneo. Cio’ non toglie la possibilita’ che il bambino venga preso in carico da piu’ professionisti. Lo psicologo puo’ fornire informazioni riguardo il livello intellettivo, la parte emotiva, cognitiva; la valutazione linguistica e comunicativa viene fatta dal/la logopedista.</p>
<p>Il logopedista copre un campo molto specifico: la comunicazione. I contenuti dello psicologo fungono da background (cognitivo), il neuropsichiatra viene interpellato, quando ci sono evidenti carenze o deficit a livello neuropsicologico o psichiatrico.</p>
<p>Forse sono piu’ volte interpellati gli audiometristi, foniatri, otorinolaringologi, che fanno screening uditivi e foniatrici. Prevalentemente sono loro i primi a fare valutazioni per scartare la possibilita’ di un ritardo linguistico-verbale dovuto a sordita’, per esempio.</p>
<p>Ad ogni modo ripeto: se i genitori hanno dubbi sullo sviluppo comunicativo del bambino, hanno il sacrosanto diritto (e dovere) di cercare informazioni da chi di competenza, cioe’ il/la logopedista. Cio’ non toglie la possibilita’ di sentire piu’ pareri da diversi professionisti che lavorano collaborando.</p>
<p><em><strong>Quando interviene il logopedista?</strong></em></p>
<p>Prevalentemente interviene quando i genitori vengono al distretto o in privato dal logopedista oppure quando il bambino viene identificato ed inviato dalle maestre o pediatri.</p>
<p>Dovrebbe entrare in gioco in qualunque momento: se i genitori hanno qualche dubbio, se hanno bisogno d’informazione, counselling, per la terapia indiretta (tramite genitori), per quella diretta con il bambino, per la formazione dei genitori.</p>
<p>Poi dipende dalla Sanita’, dall’accoglienza: presso certi UOBA (Unita’ Operativa Bambini ed Adolescenti presso le Aziende per i servizi sanitari) le entrate – prese in carico vengono filtrate per motivi ben noti: ci sono pochi/e logopedisti/e e tante persone bisognose di counseling, valutazione, trattamento. Nel privato le cose cambiano un po’. <strong>Ma penso che non sia giusto (specialmente quando c’e’ crisi) che il bene dei bambini dipenda dallo stato economico della famiglia.</strong> Una terapia per dislessia per esempio e’ un onere economico non insignificante.<em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em><strong>Ti e’ capitato di trattare bambini bilingui?</strong></em></p>
<p>Si’, certamente. Anzi, avevo prevalentemente bambini bilingui: sloveni in Italia, croati, serbi, albanesi, cinesi, da mamme cilene, sordi (intesi come L1 lingua italiana dei segni e L2 lingua parlata).</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em><strong>Secondo la tua esperienza sono diversi dagli altri in qualche rispetto?</strong></em></p>
<p>Noi bilingui siamo in contatto con varie culture, varie lingue, percio’ siamo piu’ sensibili a questo lato della vita. I bambini hanno qualche difficolta’ a scegliere le parole, quando, come, cosa. Ma possono attingere a piu’ informazioni da piu’ fonti (se non teniamo in considerazione le persone sorde che sono messe un po’ da parte, in quanto la nostra comunicazione e’ prevalentemente uditivo-verbale; la loro piu’ visiva-motoria). Possono pero’ essere meno estroversi e meno comunicativi, poiche’ pochissime persone sono realmente bilingui. Nei maggior dei casi una lingua e’ preponderante.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em><strong>Grazie Martina, a presto.</strong></em></p>
<p>Questo e&#8217; il terzo di una serie di interventi dedicati alla figura del logopedista:</p>
<ul>
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<li>se e quando i bambini bilingui hanno bisogno dell&#8217;intervento dello specialista</li>
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<p><em>*Martina Ozbic e&#8217; nata a Trieste nel 1971, figlia di genitori sloveni (minoranza slovena di Trieste). Ha finito il liceo scientifico con lingua d’insegnamento slovena a Trieste e continuato gli studi a Ljubljana – Slovenia. Dapprima in scienze dell’educazione, indirizzo Pedagogia speciale e riabilitativa, poi in logopedia e audiopedagogia alla Facolta’ di scienze dell’educazione di Ljubljana – Slovenia.</em></p>
<p><em>Ha conseguito il titolo Master Degree nel 2000, poi nel 2007 il Ph.D., con ricerche nel campo dell’analisi acustica del parlato di persone sorde e dell’intelligibilita’ del parlato delle persone sorde.</em></p>
<p><em>Inoltre ha studiato flauto presso la scuola di musica Glasbena matica di Trieste e conseguito il diploma di livello inferiore in flauto al Conservatorio G. Tartini di Trieste. E’ mamma di tre bambini (2000, 2002, 2004).</em></p>
<p>Immagine da <a href="http://www.flickr.com/photos/ajourneyroundmyskull/4076645520/" target="_blank">A Journey Round My Skull</a></p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Il+parere+dell%E2%80%99esperto%3A+Come+scegliere+lo+specialista%3F+http://py89k.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2009/11/19/il-parere-dellesperto-come-scegliere-lo-specialista/&amp;t=Il+parere+dell%E2%80%99esperto%3A+Come+scegliere+lo+specialista%3F" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il mio bambino e&#8217; in ritardo nel parlare</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/11/13/il-mio-bambino-e-in-ritardo-nel-parlare/</link>
		<comments>http://bilinguepergioco.com/2009/11/13/il-mio-bambino-e-in-ritardo-nel-parlare/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 09:59:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita Vissuta]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi]]></category>
		<category><![CDATA[Ritardo nel parlare]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao,
sono Gianna e ti disturbo per una domanda linguistica che non saprei come allocare come commento sul tuo sito.
Siccome il tuo A. é qualche mese piú vecchio del mio probabilmente hai avuto un&#8217;esperienza simile. 
Allora:  ad Agosto il mezzovikingo (allora 14 mesi), diceva alcune parole, circa una dozzina, piú o meno equamente distribuite tra svedese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2009/11/13/il-mio-bambino-e-in-ritardo-nel-parlare/" title="Il mio bambino e' in ritardo nel parlare"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2009/11/vita-vissuta-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p><em>Ciao,<br />
sono Gianna e ti disturbo per una domanda linguistica che non saprei come allocare come commento sul tuo sito.<br />
Siccome il tuo A. é qualche mese piú vecchio del mio probabilmente hai avuto un&#8217;esperienza simile. </em></p>
<p><em>Allora:  ad Agosto il mezzovikingo (allora 14 mesi), diceva alcune parole, circa una dozzina, piú o meno equamente distribuite tra svedese e italiano. Io credevo che la situazione si evolvesse mentre adesso, a due mesi di distanza,<br />
sembra aver ristretto il suo vocabolario: praticamente dice 2-3 parole &#8220;vere&#8221; e il resto é una parlantina costante ed entusiasta in un linguaggio totalmente di fantasia  (spesso onomatopeico e con molta gestualitá, cosí in effetti noi<br />
capiamo abbastanza cosa vuole raccontare, e gli facciamo capire che abbiamo capito).</em></p>
<p><em><br />
Mi sarebbe piaciuto poter partecipare ai vari carnevali e raccontare come vanno le cose da noi, ma qui ho l&#8217;impressione che tutto sia fermo, anzi, si vada proprio indietro. Lui va al nido (svedese monolingua), capisce un sacco di vocaboli nelle due lingue, quindi non é un problema di comprensione.</em></p>
<p><em>Siccome ricordo che tu avevi descritto tuo figlio di poche parole verso i 15 mesi, mentre mi pare che adesso ne dica molte , volevo chiedere a che etá circa ha cominciato a sviluppare veramente il suo vocabolario. Lo so che ogni<br />
bimbo é un caso a sé, ma era per avere un&#8217;indicazione di massima. È una fase normale? (quella di parlare il &#8220;pseudoarabo&#8221;, come diciamo noi)</em></p>
<p><em>Ciao e grazie,</em></p>
<p><em>Gianna dalla  Svezia.</em></p>
<p>Ciao Gianna,</p>
<p>io non descriverei la mia esperienza come l&#8217;hai descritta tu, il che non vuol dire che sia radicalmente diversa. Io direi che noi abbiamo osservato un magma di pesudoarabo, come dite voi, da cui poco a poco emergono parole compiute in una lingua o nell&#8217;altra. Non ho mai avuto la sensazione di tornare indietro, ma questo e&#8217; poco rilevante.</p>
<p>Cio&#8217; che mi sembra piu&#8217; rilevante e&#8217; che il mezzovikingo indichi, usi i gesti e si faccia capire. Le esperte che ho consultato, <a href="http://bilinguepergioco.com/2009/11/12/il-parere-dellesperto-quando-ricorrere-allintervento-di-uno-specialista/">vedi la logopedista Martina Ozbic</a> e la <a href="http://bilinguepergioco.com/2009/05/27/lesperta-risponde-il-trilinguismo-causa-confusione-o-ritardi-nel-parlare/">professoressa Sorace</a>, confermano che se il bambino comunica non c&#8217;e&#8217; motivo di allarmarsi&#8230;</p>
<p>Quindi io direi  di stare sereni e aspettare, pero&#8217; se non riesci a stare serena, se veramente temi che ci siano dei problemi, allora puoi considerare l&#8217;opzione di sentire uno specialista, piu&#8217; che altro per tranquillizzarti.</p>
<p>A presto!</p>
<p>L.</p>
<p>Immagine da <a href="http://www.flickr.com/photos/ajourneyroundmyskull/3942820923/" target="_blank">A Journey Round My Skull</a></p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Il+mio+bambino+e%E2%80%99+in+ritardo+nel+parlare+http://h3ghf.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2009/11/13/il-mio-bambino-e-in-ritardo-nel-parlare/&amp;t=Il+mio+bambino+e%E2%80%99+in+ritardo+nel+parlare" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il parere dell&#8217;esperto: quando ricorrere all&#8217;intervento di uno specialista?</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 18:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[Errori dei bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Esperto]]></category>
		<category><![CDATA[Logopedista]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi]]></category>
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		<description><![CDATA[Martina Ozbic e’ logopedista, audiopedagogista (pedagogista per persone sorde) e pedagogista speciale (disabilita’ fisiche, psichiche, motorie). Martina e’ cresciuta bilingue ed e’ mamma di 3 bambini bilingui. Questo e&#8217; il secondo di quattro interventi in cui risponde alle nostre domande su se, come e quando i bambini bilingui hanno bisogno dell’intervento di uno specialista. Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2009/11/12/il-parere-dellesperto-quando-ricorrere-allintervento-di-uno-specialista/" title="Il parere dell'esperto: quando ricorrere all'intervento di uno specialista?"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2009/11/lokomotiva2-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p><em>Martina Ozbic e’ logopedista, audiopedagogista (pedagogista per persone sorde) e pedagogista speciale (disabilita’ fisiche, psichiche, motorie). Martina e’ cresciuta bilingue ed e’ mamma di 3 bambini bilingui. Questo e&#8217; il secondo di quattro interventi in cui risponde alle nostre domande su se, come e quando i bambini bilingui hanno bisogno dell’intervento di uno specialista. Per una breve biografia di Martina si veda in fondo*.</em></p>
<p><em><strong>Martina, i bambini bilingui hanno bisogno dell’intervento del logopedista piu’ frequentemente dei bambini “normali”? </strong></em></p>
<p>Certe volte si, ma non per il fatto di essere bilingui. Il bilinguismo e’ positivo. Il problema e’ che <strong>il bilinguismo intensifica tutti i problemi linguistici e comunicativi</strong>; ci sono due sistemi linguistici da imparare, da capire e da usare; molte volte i bambini hanno due semi-lingue, dovute a interferenze , assimilazione, pressione politica o semplicemente perche’ le persone che stanno loro attorno non conoscono bene una lingua.</p>
<p>Prevalentemente i bambini bilingui hanno bisogno della terapia nella prima lingua, quella materna, non nella lingua dello Stato (in questo caso l’italiano). Parlando di minoranze, le comunita’ linguistiche dovrebbero avere almeno un(a) logopedista, per far fronte a problemi comunicativi. Prevalentemente, parlando di immigrati, la logopedia si fa in italiano. Non e’ possibile garantire professionisti per ogni singola lingua. E’ dovere del professionista informarsi sulla lingua del paziente.</p>
<p>Se parliamo di disturbi linguistici, i problemi come difficolta’ di memoria verbale, coscienza fonologica sono comuni ad entrambe le lingue; rare volte i disturbi sono selettivi. Percio’ piuttosto di non fare logopedia, la si fa nella lingua maggioritaria. Certo che in una famiglia dove i genitori non sono buoni modelli linguistici – comunicativi, il lavoro del logopedista e’ piu’ difficile.</p>
<p><em><strong>Il bilinguismo  aiuta o nuoce al bambino nello sviluppo linguistico?</strong></em><em> </em></p>
<p><em><br />
</em>Il bambino deve  processare due lingue, il che&#8217; dal punto di vista cognitivo e&#8217; uno sforzo in  piu&#8217;, ma d&#8217;altro canto vuol dire che ha una risorsa in piu&#8217; per far fronte a  problemi linguistici (coniugazione, lessico&#8230;). E&#8217; stato riscontrato in ricerche  scientifiche, che i bambini con sviluppo linguistico tradivo bilingui fanno meno  errori che bambini monolingui. Percio&#8217; il bilinguismo (multilinguismo)e&#8217; una  risorsa in piu&#8217;.</p>
<p><em><strong>Che tipo di disturbi del linguaggio si verificano piu’ spesso tra i bambini bilingui?</strong></em></p>
<p><strong>Prevalentemente sono tardivi nello sviluppo linguistico.</strong> Bisogna tener conto che il cervello deve elaborare piu’ informazioni, piu’ regole linguistiche, paralinguistiche e comunicative, anche a livello di cultura comunicativa.</p>
<p>Si tratta di diversi suoni, parole, sintassi (regole) e significati (semantica). In piu’ devono sviluppare le funzioni di traduzione, di “switching” tra lingue, far fronte al “mixing” etc.</p>
<p>Se un bambino bilingue o trilingue non parla, o parla male, spesso i genitori si preoccupano e/o si colpevolizzano. Si va da un estremo all’altro, da “Ecco vedi, 3 lingue sono troppe e ora il bambino e’ confuso”, a “ Non c’e’ nessun problema, si sistemera’ da se’ (anche se invece il bambino ha dei problemi e ha bisogno di supporto)”.</p>
<p><strong>I genitori dovrebbero far veder il bambino ad uno/a specialista. Bilingue anche lui/lei, si capisce. La valutazione deve essere fatta in ambedue le lingue</strong>. Se cio’ non e’ possibile, la/il specialista deve almeno informarsi sulla natura della lingua (linguistica).</p>
<p><em><strong>Come si fa a sapere se e quando un bambino bilingue ha dei problemi del linguaggio e deve vedere uno specialista?</strong></em></p>
<p>Se parliamo di bambini piccoli, bisogna in primis scontare eventuali disturbi per esempio quelli uditivi (sordita’) ed evolutivi. Se il bambino e’ sano, senza disturbi, allora lo osserviamo e valutiamo la comunicazione in ambedue le lingue in contesti diversi. Bisogna tener conto anche della comunicazione non verbale: contatto oculare, indicazione con l’indice, grado di reattivita’ negli atti comunicativi (quando i genitori chiedono, danno consegne etc.), inoltre l’iniziativa comunicativa del bambino. <strong>Se il bambino e’ reattivo, con iniziativa comunicativa, se indica, chiede, guarda, allora c’e’ meno possibilita’ di avere un bambino con disturbi evolutivi di linguaggio.</strong> Puo’ essere un parlatore tardivo, solo perche’ deve elaborare piu’ informazioni. Teniamo conto di ambedue le lingue e del fatto che un bambino bilingue mescola le lingue anche fino al quinto anno, dipende dalla situazione.</p>
<p>Se il bambino non comprende e produce poco e male in base all’eta’, se ha difficolta’ a sviluppare il linguaggio, si fa una valutazione sommaria (quante parole in ambedue le lingue, le frasi in ambedue le lingue – lunghezza e qualita’) etc. <strong>Se il bambino produce e capisce poco o male in ambedue le lingue (sommariamente), allora si che si tratta di ritardo di linguaggio.</strong></p>
<p>Si deve fare comunque anche una valutazione della comunicazione in famiglia (turni comunicativi, complessita’ degli enunciati, tipo di comunicazione, uso delle lingue etc.). Il modo di interazione tra persone importanti quali mamma, papa’, fratelli… e’ molto importante. In fin dei conti si tratta dell’uso della lingua in un dato contesto interagendo con persone. Il feedback comunicativo (rispondo, do segni di approvazione…) e’ molto importante nella modulazione del linguaggio.</p>
<p>Ad ogni modo qualsiasi genitore che abbia qualche dubbio dovrebbe far vedere il bambino da uno specialista.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em><strong>Grazie Martina, a presto.</strong></em></p>
<p>Questo e&#8217; il secondo di una serie di interventi dedicati alla figura del logopedista:</p>
<ul>
<li><a href="http://bilinguepergioco.com/2009/11/05/il-parere-dellesperto-chi-e-il-logopedista/" target="_self">chi e&#8217; il logopedista</a></li>
<li>se e quando i bambini bilingui hanno bisogno dell&#8217;intervento dello specialista</li>
<li>come scegliere lo specialista</li>
<li>i consigli pratici della logopedista</li>
</ul>
<p>per riceverli via <a href="http://www.feedblitz.com/f/?Sub=488086">email iscriviti alla newsletter</a>, ovviamente gratuita, di Bilingue Per Gioco o seguici via<a href="http://feeds.feedburner.com/BilinguePerGioco" target="_blank"> RSS</a>.</p>
<p><em>*Martina Ozbic e&#8217; nata a Trieste nel 1971, figlia di genitori sloveni (minoranza slovena di Trieste). Ha finito il liceo scientifico con lingua d’insegnamento slovena a Trieste e continuato gli studi a Ljubljana – Slovenia. Dapprima in scienze dell’educazione, indirizzo Pedagogia speciale e riabilitativa, poi in logopedia e audiopedagogia alla Facolta’ di scienze dell’educazione di Ljubljana – Slovenia.</em></p>
<p><em>Ha conseguito il titolo Master Degree nel 2000, poi nel 2007 il Ph.D., con ricerche nel campo dell’analisi acustica del parlato di persone sorde e dell’intelligibilita’ del parlato delle persone sorde.</em></p>
<p><em>Inoltre ha studiato flauto presso la scuola di musica Glasbena matica di Trieste e conseguito il diploma di livello inferiore in flauto al Conservatorio G. Tartini di Trieste. E’ mamma di tre bambini (2000, 2002, 2004).</em></p>
<p>Immagine da <a href="http://www.flickr.com/photos/ajourneyroundmyskull/4076645520/" target="_blank">A Journey Round My Skull</a></p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Il+parere+dell%E2%80%99esperto%3A+quando+ricorrere+all%E2%80%99intervento+di+uno+specialista%3F+http://w5bzt.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2009/11/12/il-parere-dellesperto-quando-ricorrere-allintervento-di-uno-specialista/&amp;t=Il+parere+dell%E2%80%99esperto%3A+quando+ricorrere+all%E2%80%99intervento+di+uno+specialista%3F" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il parere dell&#8217;esperto: Chi e&#8217; il logopedista?</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 21:29:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bilinguismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Logopedista]]></category>
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		<category><![CDATA[Ritardo nel parlare]]></category>

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		<description><![CDATA[Martina Ozbic e’ logopedista, audiopedagogista (pedagogista per persone sorde) e pedagogista speciale (disabilita’ fisiche, psichiche, motorie). Martina e’ cresciuta bilingue ed e’ mamma di 3 bambini bilingui. In quattro interventi risponde alle nostre domande su se, come e quando i bambini bilingui hanno bisogno dell’intervento di uno specialista. Per una breve biografia di Martina si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2009/11/05/il-parere-dellesperto-chi-e-il-logopedista/" title="Il parere dell'esperto: Chi e' il logopedista?"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2009/11/lokomotiva3-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p><em>Martina Ozbic e’ logopedista, audiopedagogista (pedagogista per persone sorde) e pedagogista speciale (disabilita’ fisiche, psichiche, motorie). Martina e’ cresciuta bilingue ed e’ mamma di 3 bambini bilingui. In quattro interventi risponde alle nostre domande su se, come e quando i bambini bilingui hanno bisogno dell’intervento di uno specialista. Per una breve biografia di Martina si veda in fondo*.</em></p>
<p><em><strong>Martina, perdonaci se iniziamo con la piu’ semplice delle domande: Chi e’ e cosa fa il logopedista?</strong></em></p>
<p>La logopedista e’ la persona che si occupa della comunicazione in senso lato, sia parlato che segnato:</p>
<ul>
<li>di linguaggio (lingua e parlato) in produzione e in comprensione, includendo il sistema di segni convenzionali, le lingue dei segni dei Sordi, la comunicazione alternativa</li>
<li>di linguaggio sia parlato che scritto e letto, di tutte le funzioni che si collegano al linguaggio simbolico (grafia, calcolo…)</li>
<li>nelle varie fasce d’eta’: adulta e senile ed evolutiva (bambini, adolescenti)</li>
</ul>
<p><strong>Si occupa della prevenzione, della valutazione, della riabilitazione e della ricerca nel campo della comunicazione umana e dei disturbi comunicativi.</strong></p>
<p>Vorrei sottolineare che il/la logopedista non e’ il/la professionista che si occupa esclusivamente della pronuncia (l’immaginario e’ saturo di queste idee); ma si occupa di respiro, voce – fonazione, articolazione, risonanza, deglutizione, motricita’ orale, linguaggio, comunicazione…</p>
<p><em><strong>Cosa sono i problemi del linguaggio?</strong></em></p>
<p>Sono problemi dovuti alla <strong>mancata o distorta produzione o comprensione o elaborazione del linguaggio </strong>(inteso come lingua e come pronuncia). Possono essere puramente difetti di pronuncia o problemi solo linguistici (non comprensione e scarsa produzione), ma in eta’ evolutiva si riscontrano frequentemente problemi combinati.<br />
Ci sono anche problemi dovuti a disfluenze (farfugliamento e balbuzie) o problemi vocali (disfonie).</p>
<p>Ci sono <strong>bambini parlatori tardivi</strong>, bambini con disturbi specifici di linguaggio, bambini con difficolta’ comunicative generali (spettro autistico), bambini con difficolta’ d’udito; altri con difficolta’ nel riconoscere i singoli fonemi e i gruppi fonetici della lingua. In eta’ scolare i problemi di linguaggio si esteriorizzano con difficolta’ di apprendimento quali <strong>dislessia</strong>.</p>
<p>In eta’ adulta i problemi sono piu’ “definiti”: disfonie, disartrie, afasie, carenze in memoria verbale etc.<br />
Un discorso a parte e’ quello legato alla sordita’.</p>
<p><em><strong>Che tipo di intervento fa il logopedista?</strong></em></p>
<p><strong>Lavora sulla voce, sul respiro, la fonazione, l’articolazione, la risonanza, l’ascolto, la concentrazione, comunicazione verbale e non verbale; sul linguaggio.</strong> Tramite giochi simbolici, motori, didattici, tramite intervento diretto lavorando sugli organi articolatori, con strategie di facilitazione o compensazione.<br />
Lavora anche nell’eta’ adulta, prevalentemente con disturbi di linguaggio e memoria verbale, disturbi della parola scritta.<br />
Tutto questo in base all’eta’ del paziente.</p>
<p>Puo’ fare counselling, intervenire direttamente o indirettamente.<br />
Parlando di bilinguismo:</p>
<ul>
<li> <strong>fa un colloquio con i genitori, </strong>cercando di cogliere l’atmosfera comunicativa e linguistica della famiglia, facendo counselling di quanto sopra scritto;</li>
<li><strong>osserva il bambino durante le interazioni con i genitori, </strong>valuta il linguaggio e la comunicazione del bambino;</li>
<li>infine <strong>fa terapi</strong>a: fonetica, lessicale, linguistica generale, comunicativa, dipende dal caso.</li>
</ul>
<p><em><strong>Che mezzi usa per aiutare il bambino?</strong></em></p>
<p>Giochi, lego, memory, bastoncini, elastici, palette, specchietti, bambole, orsacchiotti, automobiline, esercizi motori, giochi verbali con parole, giochi di memoria, enigmistica, tavole fonetiche, attivita’ scolastice quali dettato, scrittura, lettura…, dipende dal disturbo, dall’eta’, dal caso.</p>
<p><em><strong>Grazie Martina, a presto.</strong></em></p>
<p>Per approfondimenti sulla figura del logopedista si veda anche www.cplol.eu o <a href="http://www.fli.it/" target="_blank">http://www.fli.it/</a> o <a href="http://www.ssli.it/" target="_blank">http://www.ssli.it/</a></p>
<p>Questo e&#8217; il primo di una serie di interventi dedicati alla figura del logopedista, nei prossimi interventi parleremo di:</p>
<ul>
<li><a href="http://bilinguepergioco.com/2009/11/12/il-parere-dellesperto-quando-ricorrere-allintervento-di-uno-specialista/" target="_self">se e quando i bambini bilingui hanno bisogno dell&#8217;intervento dello specialista</a></li>
<li>come scegliere lo specialista</li>
<li>i consigli pratici della logopedista</li>
</ul>
<p>per riceverli via <a href="http://www.feedblitz.com/f/?Sub=488086">email iscriviti alla newsletter</a>, ovviamente gratuita, di Bilingue Per Gioco o seguici via<a href="http://feeds.feedburner.com/BilinguePerGioco" target="_blank"> RSS</a>.</p>
<p><em>*Martina Ozbic e&#8217; nata a Trieste nel 1971, figlia di genitori sloveni (minoranza slovena di Trieste). Ha finito il liceo scientifico con lingua d’insegnamento slovena a Trieste e continuato gli studi a Ljubljana – Slovenia. Dapprima in scienze dell’educazione, indirizzo Pedagogia speciale e riabilitativa, poi in logopedia e audiopedagogia alla Facolta’ di scienze dell’educazione di Ljubljana – Slovenia.</em></p>
<p><em>Ha conseguito il titolo Master Degree nel 2000, poi nel 2007 il Ph.D., con ricerche nel campo dell’analisi acustica del parlato di persone sorde e dell’intelligibilita’ del parlato delle persone sorde.</em></p>
<p><em>Inoltre ha studiato flauto presso la scuola di musica Glasbena matica di Trieste e conseguito il diploma di livello inferiore in flauto al Conservatorio G. Tartini di Trieste. E’ mamma di tre bambini (2000, 2002, 2004).</em></p>
<p>Immagine da <a href="http://www.flickr.com/photos/ajourneyroundmyskull/4076645520/" target="_blank">A Journey Round My Skull</a></p>
<p align="left"><a target="_blank" class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Il+parere+dell%E2%80%99esperto%3A+Chi+e%E2%80%99+il+logopedista%3F+http://rykd5.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-big4.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a target="_blank" class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://bilinguepergioco.com/2009/11/05/il-parere-dellesperto-chi-e-il-logopedista/&amp;t=Il+parere+dell%E2%80%99esperto%3A+Chi+e%E2%80%99+il+logopedista%3F" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-facebook-big4.png" alt="Post to Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L&#8217;importanza di un contesto sociale, e i Playgroup, per i bambini bilingui</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/04/27/lidea-della-settimana-limportanza-di-un-contesto-sociale-e-i-playgroup-per-i-bambini-bilingui/</link>
		<comments>http://bilinguepergioco.com/2009/04/27/lidea-della-settimana-limportanza-di-un-contesto-sociale-e-i-playgroup-per-i-bambini-bilingui/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 11:05:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Playgroup]]></category>
		<category><![CDATA[Bilinguismo passivo]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuto di una lingua]]></category>
		<category><![CDATA[Societa']]></category>

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		<description><![CDATA[Sono i genitori o la societa&#8217; a plasmare i bambini? Credo che tutti converrete con me che la risposta e&#8217; entrambi. I bambini raccolgono input da piu&#8217; fonti, riconoscono autorevolezza a piu&#8217; persone ( i genitori, la maestra, il bambino piu&#8217; grande, la zia, etc&#8230;) e si costruiscono una propria scala di valori e modelli di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2009/04/27/lidea-della-settimana-limportanza-di-un-contesto-sociale-e-i-playgroup-per-i-bambini-bilingui/" title="L'importanza di un contesto sociale, e i Playgroup, per i bambini bilingui"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2009/04/bimbi-jap-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p><strong>Sono i genitori o la societa&#8217; a plasmare i bambini</strong>? Credo che tutti converrete con me che la risposta e&#8217; entrambi. I bambini raccolgono input da piu&#8217; fonti, riconoscono autorevolezza a piu&#8217; persone ( i genitori, la maestra, il bambino piu&#8217; grande, la zia, etc&#8230;) e si costruiscono una propria scala di valori e modelli di comportamento. Ed e&#8217; giusto che sia cosi&#8217;.<span id="more-969"></span></p>
<p><strong>I bambini monolingui per esempio imparano a parlare prendendo spunto da mille risorse</strong>: la mamma ovviamente (non per niente si dice madrelingua), ma anche la scuola, gli amichetti, la televisione (ahi! diciamo i video&#8230;), etc.</p>
<p>Eppure cio&#8217; che viene dato per scontato per i bambini monolingui viene poco considerato per i bilingui. Invece <strong>le dinamiche di apprendimento dei bambini bilingui sono esattamente le stesse, imparano a parlare da una moltitudine di persone e interazioni, solo che loro spesso hanno molte meno fonti a cui attingere</strong>.</p>
<p>Se cio&#8217; non viene opportunamente valutato si rischia cio&#8217; che molti genitori testimoniano: i figli capiscono la lingua minoritaria del genitore, ma non la parlano. In questo scenario il bambino perde un&#8217;opportunita&#8217; (relativamente parlando, perche&#8217; il bilinguismo passivo e&#8217; comunque un risultato notevole) e il genitore spesso vive l&#8217;esperienza con frustrazione, sentendosi tradito da un lato, e colpevole di aver sbagliato qualcosa dall&#8217;altro. Il punto e&#8217; che non si puo&#8217; sopravvalutare l&#8217;importanza di un contesto sociale per lo sviluppo di una lingua, componente essenziale per motivare i bambini, e i<strong> genitori devono accettare i limiti insiti nel proprio ruolo, certamente fondamentale nel plasmare il bambino, ma non onnipotente</strong>.</p>
<p>Come giustamente osserva <a href="http://astore.amazon.co.uk/bilingualforfun-21/detail/1400023343" target="_blank">Barbara Zurer in Raising a Bilingual Child </a>(non ancora recensito su questo blog, ma ci arriveremo quando avro&#8217; un po&#8217; di calma) <strong>i genitori devono provvedere ai bambini &#8220;opportunity&#8221; e &#8220;motivation&#8221; per la lingua minoritaria.</strong></p>
<p>Molto spesso l&#8217;idea di partenza e&#8217; che se il genitore e&#8217; motivato lo sara&#8217; anche il bambino. Purtroppo non e&#8217; cosi&#8217;, la motivazione del genitore nasce dalle proprie esperienze e dalle proprie proiezioni per il futuro. Ugualmente <strong>la motivazione del bambino e&#8217; radicata nelle sue esperienze, la lingua deve avere un significato e uno scopo nella sua visione del mondo</strong> perche&#8217; la motivazione sia interiorizzata e non limitata al &#8220;far contenta/o la mamma/il papa&#8217;&#8221;.</p>
<p>Per questo e&#8217; essenziale che il bambino avverta la necessita&#8217; di parlare la lingua in determinati contesti, la associ ad attivita&#8217; che gli piacciono, a persone e bambini che vede volentieri e che tutte queste condizioni siano univocamente associate alla lingua minoritaria.</p>
<p>Ovviamente esistono diversi modi per creare il contesto sociale per la lingua minoritaria, la famiglia allargata e&#8217; una risorsa preziosa (associando anche forti valenze affettive alla lingua), gli amici possono anche aiutare molto, ma il contesto sociale a misura di bambino e&#8217; spesso piu&#8217; difficile da trovare, almeno in Italia. Pensiamo ai Playgroup ovviamente, o ad altre forme di aggregazione per bambini in cui si parli solo la lingua minoritaria.</p>
<p>Immagine da <a href="http://www.flickr.com/photos/ajourneyroundmyskull/3396940101/in/set-72157617393678973/" target="_blank">A Journey Round My Skull</a></p>
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