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	<title>Bilingue Per Gioco™ &#187; Vacanze</title>
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	<description>Idee e soluzioni per i bambini bilingui e per quelli che lo diventeranno, e per tutti i genitori.</description>
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		<title>Libri scontati, ossia acquisti intelligenti e teamwork</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 15:56:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi mi è arrivata una mail di Amazon UK, libri in Inglese scontati al 65%. Non è poco il 65%&#8230; Anche se ci metti le spese di spedizione rimane sempre un bello sconto!
Summer sales le chiamano. Io lo chiamo faccio il pieno di libri prima di andare in vacanza, e magari ci infilo anche un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2010/06/14/libri-scontati-ossia-acquisti-intelligenti-e-teamwork/" title="Libri scontati, ossia acquisti intelligenti e teamwork"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2010/06/3704420545_7ef09cbb57-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p>Oggi mi è arrivata una mail di Amazon UK, <strong>libri in Inglese scontati al 65%</strong>. Non è poco il 65%&#8230; Anche se ci metti le spese di spedizione rimane sempre un bello sconto!</p>
<p>Summer sales le chiamano. Io lo chiamo faccio il pieno di libri prima di andare in vacanza, e magari ci infilo anche un DVD, visto che al mare non avrò internet sempre a disposizione può anche tornare comodo&#8230; (ne sono completamente sprovvista).</p>
<p>Il lato positivo è che ci sono un sacco di prodotti in sconto, qualcosa di buono di troverà&#8230;</p>
<p>Il lato negativo è che ci sono un sacco di prodotti in sconto, come scegliere?</p>
<p>E qui entra in gioco il <strong>teamwork</strong>. <strong>Non riesco a spulciarmeli tutti da sola, ma insieme ce la facciamo sicuro</strong>. Se trovate libri (o altro) che vi piacciono <strong>suggeritemeli e suggeriteveli,</strong> e speriamo di trovare dei bei libri. Inizio io, ma nei commenti, leggete sotto.</p>
<p>Per vedere la promozione al 65% su libri per bambini andate <a href="http://www.amazon.co.uk/gp/search/ref=sr_hi_3?rh=n%3A266239%2Cn%3A%21405736%2Cn%3A%21401422011%2Cn%3A16231791%2Cn%3A69&amp;bbn=16231791&amp;ie=UTF8&amp;qid=1276530896" target="_blank">qui</a> (si trovano sconti molto interessanti anche al di fuori della promozione in sè, io ho appena trovato un <strong>DVD all&#8217;80%</strong>, segnalate tutto!)</p>
<p>Immagine di <a href="http://www.flickr.com/photos/manchesterlibrary/3704420545/" target="_blank">Manchester Library</a></p>
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		<title>Come capire se tuo figlio puo&#8217; usufruire di progetti Europei a sostegno del Bilinguismo</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 20:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stefania Tomaroli e’ membro fondatore di ThinkEurope Consulting, che si occupa di progettazione europea. Dal 2003 si occupa di progetti europei a gestione diretta, gestendone tre sui temi dell’orientamento.
Stefania cortesemente risponde ad alcune domande su come i progetti Europei possono aiutarci a crescere bambini e ragazzi veramente europei, dal punto di vista culturale e linguistico. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2009/12/10/come-capire-se-tuo-figlio-puo-usufruire-di-progetti-europei-a-sostegno-del-bilinguismo/" title="Come capire se tuo figlio puo' usufruire di progetti Europei a sostegno del Bilinguismo"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2009/12/eu-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p><strong>Stefania Tomaroli</strong> e’ membro fondatore di<a href="http://www.thinkeuropeconsulting.eu/" target="_blank"> ThinkEurope Consulting</a>, che si occupa di progettazione europea. Dal 2003 si occupa di progetti europei a gestione diretta, gestendone tre sui temi dell’orientamento.</p>
<p><em>Stefania cortesemente risponde ad alcune domande su come i progetti Europei possono aiutarci a crescere bambini e ragazzi veramente europei, dal punto di vista culturale e linguistico. Il tema e’ inevitabilmente importante e complesso e vi ritorneremo per approfondimenti. Qui abbiamo cercato di semplificare rispondendo alle domande principali:</em></p>
<ul>
<li><em>Cosa sono i progetti      europei?</em></li>
<li><em>Quali progetti scolastici      vengono finanziati?</em></li>
<li><em>Quali progetti      extra-scolastici vengono finanziati?</em></li>
<li><em>Come si accede ai      finanziamenti?</em></li>
<li><em>Cosa puo’ fare un genitore      per dare ai figli l’opportunita’ di partecipare?</em></li>
</ul>
<p><strong><em>D: Stefania, e’ vero che ci sono molti fondi Europei a disposizione per facilitare l’apprendimento delle lingue e la mobilita’ di bambini e ragazzi ma che spesso non vengono utilizzati perche’ non se ne ha consapevolezza?</em></strong></p>
<p><strong>R: </strong>Purtroppo è vero. <strong>Gli strumenti messi a disposizione dalla Commissione Europea sono ancora poco conosciuti</strong>. I programmi grazie ai quali l’Europea finanzia progetti, sono lo strumento attraverso il quale la Commissione Europea attua le politiche dell’Unione. Come tutti sappiamo, grazie al recente dibattito sulla Strategia di Lisbona, <strong>uno degli obiettivi europei è quello di diventare l’economia basata sulla conoscenza più competitiva al mondo</strong>. Per raggiungere questo ed altri obiettivi, dunque, la <strong>Commissione Europea finanzia programmi che agevolino gli scambi di conoscenze, culture, persone</strong>. Un posto di riguardo è, quindi, riservato ai giovani.</p>
<p>Operativamente, tra i tanti programmi finanziati dalla Commissione Europea possiamo citarne due in particolare che sono specificamente rivolti ai giovani e a tutte le realtà che con loro operano: uno è il <strong>Programma Gioventù in Azione </strong>e l’altro è il<strong> Programma Life Long Learning</strong>.</p>
<p><strong><em>D: Parliamo dei fondi che finanziano attivita’ che direttamente o indirettamente possono aiutare bambini e ragazzi sia ad imparare una lingua che ad  acquisire una cultura piu’ Europea e internazionale. E’ corretto dire che le attivita’ finanziate si dividono in due grandi gruppi, attivita’ scolastiche e attivita’ extrascolastiche?</em></strong></p>
<p><strong>R: </strong>In effetti, parlando di giovani, di ragazzi, possiamo dire che i due principali programmi di riferimento, dedicati esplicitamente a loro, si possono suddividere in questo modo. Il Programma Life Long Learning ha, infatti, al suo interno il sotto-programma Comenius, che consente di ideare progetti rivolti principalmente ai <strong>bambini e ai ragazzi che frequentano le scuole di ogni ordine e grado</strong>. Il Programma Gioventù in Azione, invece, <strong>si concentra sui ragazzi e sulla loro vita extrascolastica</strong>.</p>
<p><strong><em>D: Che tipo di attivita’ scolatiche vengono finanziate e per quali fasce d’eta’?</em></strong></p>
<p><strong>R: </strong>Il Programma <strong>Life Long Learning</strong> si occupa, come dice il nome stesso, di <strong>tutto ciò che possiamo definire educazione, formazione, istruzione</strong> e fa riferimento all’apprendimento lungo tutto l’arco della vita, sia in termini di cresita personale che professionale.</p>
<p>In particolare, però, credo sia utile in questo contesto parlare, appunto, del <strong>sotto programma Comenius, che è dedicato ai bambini/ragazzi in età scolare</strong>, ma anche a tutti coloro che operano nel sistema di istruzione. Gli Obiettivi del sotto programma Comenius sono:</p>
<ul>
<li>l’aumento della <strong>mobilità</strong> degli alunni e degli insegnanti in Europa,</li>
<li>l’aumento delle <strong>partnership </strong>tra le diverse scuole europee</li>
<li>l’incoraggiamento <strong>nell’apprendimento      delle lingue</strong>, ma anche delle tecnologie informatiche (ICT), tecniche      di insegnamento, scambio di buone pratiche, e altro.</li>
</ul>
<p>Parlando di attività scolastiche all’interno di Comenius, le attività finanziabili sono moltissime e possono essere raggruppabili in tre categorie. In questo caso, comunque, vorrei pore l’accento sulle azioni di mobilità e di partenariato:</p>
<ul>
<li><strong>Mobilità: </strong>questa azione è aperta alle      persone fisiche, perché mira a fare in modo che quante più persone      possibili vadano oltre i confini del proprio stato, potendo così vivere      l’Europa. Questa possibilità è aperta sia agli insegnanti che possono      accedere a programmi di formazione o a periodi di assistentato all’estero,      sia <strong>agli studenti delle scuole superiori che possono così frequentare      da 3 a 10 mesi in una scuola europea accolti da una famiglia ospitante</strong>.</li>
<li><strong>Partenariati:</strong> questa azione, aperta solo      a organizzazioni che abbiamo personalità giuridica, consente a due o più      scuole di collaborare su un tema di interesse comune. Ad esempio, i      partenariati possono essere incentrati sulla partecipazione attiva degli      alunni o  sull’apprendimento delle lingue e possono prevedere lo <strong>scambio,      di almeno due settimane, per classi di studenti di almeno 12 anni</strong>.</li>
</ul>
<p><strong><em>D: Per quanto riguarda invece le attivita’ extrascolastiche, che tipo di attivita’ vengono finanziate e per quali fasce d’eta’?</em></strong></p>
<p><strong>R:</strong> Come ho accennato prima, il programma che si occupa di giovani e della loro vita in generale, al di là della scuola, è il Programma <strong>Gioventù in Azione</strong>, che mira a creare un senso di cittadinanza attiva, solidarietà e tolleranza tra i giovani europei, <strong>a partire dai 13 anni in poi</strong>.</p>
<p>Anche per quanto riguarda questo programma, le attività che possono essere messe in campo sono molte e possono riguardare <strong>sia i ragazzi, sia le associazioni o altre organizzazioni</strong> che di essi si occupano a vario titolo. Le attività che Gioventù in Azione consente di sviluppare sono raggruppabili in 5 categorie, chiamate Azioni. Sarebbe troppo lungo elencare tutte le azioni e i progetti possibili, quindi, per semplificare, possiamo fare un paio di esempi significativi.:</p>
<ul>
<li>l’Azione Gioventù per      l’Europa prevede <strong>gli Scambi di giovani </strong>che offrono a gruppi di giovani provenienti da paesi diversi,      di <strong>età compresa tra 13 e 25 anni</strong>, l’opportunità di incontrarsi e di      conoscere le rispettive culture. Essi progettano insieme il proprio      scambio sulla base di un tema di interesse comune.</li>
<li>l’Azione Gioventù per      l’Europa prevede le <strong>Iniziative      Giovani</strong>, ossia progetti di gruppi di giovani concepite a livello      locale, regionale e nazionale. Oltre a finanziare i progetti di singoli      gruppi, questa azione sostiene <strong>la messa in rete di progetti simili tra      vari paes</strong><strong>i</strong>. Le Iniziative      giovani si rivolgono soprattutto ai giovani di età compresa <strong>tra i 18 e      i 30 anni</strong>. I giovani a partire dall’età 15 anni possono essere ammessi      se accompagnati da un animatore giovanile o da un coach      (consulente-accompagnatore).</li>
<li>l’Azione Gioventù per      l’Europa prevede anche i <strong>Progetti Giovani      e Democrazia</strong>, che sostengono <strong>la partecipazione dei giovani alla      vita democratica</strong> della propria comunità locale, regionale o nazionale      nonché <strong>a livello internazionale</strong>. È aperto ai <strong>giovani di età      compresa tra i 13 e i 30 anni</strong>.</li>
<li>il Servizio Volontario      Europeo che aiuta <strong>i giovani (tra i 18 e i 30 anni</strong>) a partecipando,      sia individualmente che in gruppo, ad <strong>attività di volontariato      all’estero</strong>.</li>
<li>l’Azione Giovani nel Mondo      che ha lo scopo di sostenere scambi di giovani, tra organizzazioni con      sede nell’Unione Europea e <strong>organizzazioni con sede nei paesi      extra-europei.</strong></li>
</ul>
<p>Un esempio di progetto realizzato all’interno del Programma Gioventù in Azione – Scambio Giovani è <strong>Jumping  e Jumping 09, ossia le due edizioni del progetto di scambio tra i giovani di Valeggio sul Mincio e i giovani di Cadice.</strong> In questo caso, i due comuni si sono fatti portavoce della voglia di Europa, di crescita, di confronto dei propri ragazzi e, grazie al nostro supporto (www.thinkeuropeconsulting.eu) nella fase progettuale e al supporto degli educatori e di tutte le realtà locali in fase di implementazione, hanno realizzato per due anni consecutivi scambi proficui e di alto spessore culturale ed educativo, che stanno facendo vedere i propri risultati non solo sui giovani che vi hanno preso parte, anche sulle comunità che li hanno accolti. Per qualsiasi informazione sul Progetto specifico vi rimando al sito dell’educatore che ha accompagnato i ragazzi in entrambi gli scambi: Michele Sartori http://www.sartorimichele.it/jumping.htm.</p>
<p><strong><em>D: Come si fa ad accedere a questi finanziamenti?</em></strong></p>
<p><strong>R: </strong>La Commissione Europea e le varie agenzie che la coadiuvano hanno messo a punto molti strumenti che aiutano coloro che vogliono capire un po’ di più come funziona questo mondo. In particolare, le informazioni sul programma Comenius possono essere reperite sul portale http://www.programmallp.it, mentre quelle sul programma Gioventù in Azione sul portale http://www.gioventuinazione.it.</p>
<p>Tutti coloro che volessero accedere, comprese le scuole, a questi finanziamenti <strong>devono rispondere ad un bando, attraverso la stesura di un progetto</strong>. Può sembrare complesso, in un primo momento, ma è importante sapere che <strong>chi opera in questi programmi ha tutto l’interesse di veder approvati progetti significativi,</strong> scritti da persone che davvero vogliono fare qualcosa di buono per i giovani. Quindi si può in ogni caso far riferimento agli indirizzi e-mail che troviamo come contatto, perché avremo la possibilità di confrontarci e chiedere informazioni a persone che sono, generalmente, davvero molto disponibili.</p>
<p>Inoltre, sarebbe un po’ ipocrita da parte mia non ricordare che ci sono organizzazioni specializzate in questo settore che possono essere utili, soprattutto le prime volte che ci si affaccia al mondo dei finanziamenti europei.</p>
<p><strong><em>D: Chi deve presentare la proposta?</em></strong></p>
<p><strong>R: </strong>Come abbiamo visto, la proposta in genere deve essere presentata da un soggetto giuridico. Fanno eccezione, tra quelle prese in considerazione, l’azione Gioventù per l’Europa di Gioventù in Azione o le Azioni di mobilità in Comenius, che sono invece aperte anche alla partecipazione dei giovani, individualmente o in gruppo.</p>
<p><strong><em>D: Quali costi deve sostenere la scuola, l’associazione, l’istituzione che decida di presentare domanda per questi progetti?</em></strong></p>
<p><strong>R: </strong>Questi progetti richiedono, generalmente, un <strong>cofinanziamento che si attesta di solito intorno al 20% del budget</strong>, anche se può essere maggiore o minore a seconda del bando al quale si partecipa.</p>
<p><strong><em>D: Che consiglio daresti ad un genitore che vorrebbe dare ai figli l’opportunita’ di partecipare a questi programmi e fare un’esperienza all’estero o comunque un’esperienza multiculturale?</em></strong></p>
<p><strong>R: </strong>Direi che lo scambio culturale è un’esperienza di vita impareggiabile, che non si dimentica e che trasmette molto ai ragazzi. I genitori che volessero coinvolgere i propri figli e aiutarli a prendere parte ad una o più esperienze di questo tipo possono trovare molte soluzioni possibili. Quelle che intravedo come più accessibili sono:</p>
<ul>
<li>aiutare i propri figli ad      accedere individualmente ad un’azione mobilità Comenius, se stanno      frequentando le scuole “superiori”;</li>
<li>cercare di aggregare un      gruppo di giovani che possa, autonomamente, presentare un progetto      all’interno del programma Gioventù in Azione;</li>
<li>farsi promotore di un’idea      progettuale presso la scuola dei propri figli per la presentazione di un      progetto Comenius, o presso il proprio Comune o Associazioni del proprio      territorio per la presentazione di un progetto Gioventù in azione.</li>
</ul>
<p>Ovviamente, queste  sono le strade alle quali penso io, che sono anche quelle che più frequentemente mi è capitato di veder perseguire, ma consiglierei a tutti i genitori di dare il via libera alla propria creatività e di farsi aiutare in questo dai propri figli, perché l’Europa premia la creatività, la passione e l’ingegno dell’ideazione perché sono garanzia di altrettanta passione, coinvolgimento vero e serietà nella realizzazione dei progetti, che, voglio ricordare ancora una volta, realizzano i nostri obiettivi e per questo quelli dell’Europa.</p>
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		<title>Perche&#8217; Dicembre dovrebbe essere il mese del bilinguismo</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 22:17:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[Vita Vissuta]]></category>
		<category><![CDATA[Motivazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci siamo, siamo entrati in Dicembre. Abbiamo un mese per scoprire quanto siamo buoni, ingrassare un paio di kg e comprare non voglio sapere quanti oggetti che nessuno usera&#8217; mai. Oppure abbiamo un mese per festeggiare, passare le serate insieme, preparare addobbi, cucinare torte e raccontare ai nostri figli cos&#8217;era per noi il Natale quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2009/12/01/perche-dicembre-dovrebbe-essere-il-mese-del-bilinguismo/" title="Perche' Dicembre dovrebbe essere il mese del bilinguismo"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2009/12/christmas-holy-150x150.jpg" alt="" class="feed-image" /></a><p>Ci siamo, siamo entrati in Dicembre. Abbiamo un mese per scoprire quanto siamo buoni, ingrassare un paio di kg e comprare non voglio sapere quanti oggetti che nessuno usera&#8217; mai. Oppure abbiamo <strong>un mese per festeggiare, passare le serate insieme, preparare addobbi, cucinare torte e raccontare ai nostri figli cos&#8217;era per noi il Natale quando eravamo piccoli.</strong> Questione di punti di vista.<strong> Per la famiglia bilingue direi pero&#8217; che non c&#8217;e&#8217; scelta, e&#8217; buona la seconda!</strong></p>
<p>Tutti i paesi Europei e altri paesi nel mondo hanno tantissime e bellissime tradizioni concentrate intorno al mese di Dicembre. C&#8217;e&#8217; Natale ovviamente, e S. Claus (quello vero, 6 Dicembre), Capodanno, S. Lucia, la Befana, ma anche il Thanksgiving, Hanukkah (festa ebraica) e probabilmente molte altre ricorrenze che ignoro. <strong>Se ricordate la vostra infanzia, cosa vi viene in mente di Dicembre?</strong></p>
<p>A me personalmente non viene in mente nemmeno uno dei regali che ho ricevuto. Invece <strong>mi ricordo con meravigliosa emozione i rituali della festa di<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lucia_da_Siracusa" target="_blank"> S.Lucia</a>.</strong> E&#8217; una festa strana, che praticamente si festeggia solo in Svezia (dove cantano una canzone napoletana) e a Verona. Ok pare che si festeggi anche in altre citta&#8217; italiane, ma a Verona e&#8217; proprio una festa grossa e a casa mia era magica, Natale non reggeva il confronto.</p>
<p>La notte del 13 Dicembre S. Lucia porta i regali ai bambini, va in giro di casa in casa con il suo asinello. Noi avevamo dei grossi sacchi di juta grezza, enormi in confronto a noi, e li appendevamo all&#8217;armadio ( a noi la storia della calza per i regali ha sempre fatto sorridere con condiscendenza). La sera io e mio fratello studiavamo ogni tipo di stratagemma per scoprirla: mettevamo dei campanelli nei sacchi in cui avrebbe lasciato i regali, spolveravamo il pavimento di borotalco, mettevamo la sveglia ad ore assurde,  i palloncini nascosti perche&#8217; li facesse scoppiare, andavamo a letto con una torcia stretta in mano e rifilavamo qualche schifezza nei mandarini che le si lasciavano per ristorarsi, e queste sono solo quelle che mi ricordo. Poi eccitatissimi raccontavamo a mia madre quanto eravamo furbi (!).  Mentre lei poveretta non vedeva l&#8217;ora che ci addormentassimo per fare i pacchetti noi trillavamo di eccitazione.</p>
<p>La mattina ci svegliavamo alle 5 (o prima) e ci tuffavamo nei sacchi, che non e&#8217; la stessa cosa che aprire dei regali sotto l&#8217;albero. Quei sacchi erano piu&#8217; grandi di noi e per svuotarli tutti, fino all&#8217;ultimo cioccolatino, dovevamo proprio entrarci dentro. Seguiva colazione sovraeccitata e poi si andava a scuola, portando con se&#8217; un regalo. Santa Lucia, infaticabile, veniva anche a scuola, si festeggiava e si giocava con i giochi nuovi. Una giornata perfetta insomma, se non fosse per una delusione, questa Santa Lucia non si fa mai beccare! (Una mia amica una volta ha fatto S. Lucia in una scuola, per fare un favore alle insegnanti. E&#8217; entrata in classe e ha salutato i bambini, etc. Dopodiche&#8217; i bambini giuravano che S. Lucia era entrata in classe attraverso il muro!)</p>
<p>Questo per me e&#8217; sempre stato e rimane il momento piu&#8217; magico della mia infanzia.</p>
<p><strong>Se vivessi a Londra, o a Parigi, o chissa&#8217; dove, saprei ricreare questo momento per A.?</strong> Francamente non lo so, e un po&#8217; ne dubito, ma so che dovrei. Ormai si e&#8217; capito, io non sono una di quelle mamme dalle mani d&#8217;oro che sfornano lavoretti, decorazioni e torte ogni altro giorno. Se avessi piu&#8217; tempo mi dedicherei alle torte, ma per i lavoretti non c&#8217;e&#8217; speranza. Ho fatto l&#8217;albero di Natale, ma e&#8217; stato facile, perche&#8217; abbiamo lo stesso albero da sempre, e anche le palle non saranno decennali ma non sono nemmeno fresche d&#8217;annata&#8230; ma non sono brava a pianificare lavoretti vari. Quindi, lo dico con tutta la partecipazione possibile, ma ci tengo a dirlo: <strong>anche se la nostra vita a volte e&#8217; frenetica e sembra veramente difficile e&#8217; veramente importante mantenere e proporre le proprie tradizioni, anche e soprattutto se diverse da quelle che ci circondano!</strong></p>
<p>L&#8217;abbiamo detto molte volte, la lingua non e&#8217; solo uno strumento per comunicare, e&#8217; cultura, storia, tradizioni. Bene, <strong>nel mese di Dicembre, il mese delle tradizioni, e&#8217; importante che si rivivano con e per i bambini anche le tradizioni delle patrie lontane.</strong> Che i bambini colgano tutto il substrato di emozioni e di cultura associato alla lingua, e che un domani crescendo possano evocare i Lebkuchen, biscotti tedeschi che il papa&#8217; faceva proprio come la nonna,  o i british crackers (che non si mangiano, vedete <a href="http://mammagiramondo.blogspot.com/2009/12/tradizioni-dal-mondo-costruire-un.html" target="_blank">qui</a>) che ce li avevamo solo noi, o<a href="http://bilinguepergioco.com/2009/11/19/bambino-sconfigge-la-mamma-a-suon-di-parole/"> i giochi di societa&#8217; fatti intorno al tavolo</a>, etc. Va da se&#8217; che questi momenti poi sono molto utili anche dal punto di vista linguistico, perche&#8217; portano i bambini ad immedesimarsi, a ricreare la situazione della Festa come se fosse a casa dei nonni in&#8230;, a partecipare con entusiasmo ed eccitazione. A questo proposito mi piace molto e vi cito questo <a href="http://intrepidlybilingual.blogspot.com/2009/11/lets-hear-it-for-biculturalism.html" target="_blank">post, in Inglese, di una mamma Tedesca</a>.</p>
<p>Buon Dicembre a tutti quindi, e se vi va raccontateci con un commento quale tradizione, usanza o piatto della vostra tradizione proprio non potete far mancare ai vostri bambini.</p>
<p>Immagine di <a href="http://www.flickr.com/photos/chrisjones/3128999525/" target="_blank">Chris J</a></p>
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		<title>Secondo voi devo emigrare?</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/10/21/secondo-voi-devo-emigrare/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 13:21:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non-madrelingua]]></category>
		<category><![CDATA[Vita Vissuta]]></category>
		<category><![CDATA[6-11 anni]]></category>
		<category><![CDATA[scambi]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Vacanze]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; arrivata una richiesta di un consiglio da parte di un papa&#8217;, che pero&#8217; non chiede la mia opinione ma quella dei genitori di BPG. Mi piace quest&#8217;idea, facciamo un sondaggio! Votate e dite a Mariano cosa dovrebbe fare secondo voi!
Cari genitori di bilingue per gioco,
sono un papà di 2 bambini di 9 anni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; arrivata una richiesta di un consiglio da parte di un papa&#8217;, che pero&#8217; non chiede la mia opinione ma quella dei genitori di BPG. Mi piace quest&#8217;idea, facciamo un sondaggio! Votate e dite a Mariano cosa dovrebbe fare secondo voi!</p>
<p><em>Cari genitori di bilingue per gioco,<br />
sono un <strong>papà di 2 bambini di 9 anni e mezzo e 8 anni e mezzo</strong>. Una mia grande apirazione sarebbe quella di renderli bilingue.<br />
Finora ho fatto qualcosa (<strong>scuole private, madrelingua a casa, trasferimenti per il mio lavoro di medico in UK </strong>ma per pochi mesi ), quando posso parlo il mio modesto inglese con loro.Ovviamente vorrei fare di più quindi chiedo a voi suggerimenti ed anche incoraggiamento che sono sempre ben accetti.</em></p>
<p><em>Innanzitutto <strong>siamo ancora in tempo</strong> per avere buoni risultati?<br />
Io abito a Salerno e la scuola internazionale più vicina  è a Napoli alla Nato.Ammesso che ci sia disponibilità di posti, come convincere mia moglie a <strong>trasferirci a Napoli,</strong>di fittare una casa(sono ben disponibile ad affrontare le spese), ad allontanare i bambini dalla loro scuola elementare ed a tollerare l&#8217;impatto con un ambiente ed una lingua diversa?<br />
Oppure devo aumentare al massimo le<strong> lezioni del madrelingua</strong> a casa sacrificando la scuola italiana di cui francamente non mi interesso proprio?<br />
O mi devo  prepensionare ed <strong>emigrare</strong> in USA, Canada, Australia?</em></p>
<p><em>Vi  ringrazio per i consigli ed i commenti che eventualmente mi darete e saluto tutti,</em></p>
<p><em>Mariano </em></p>
<p><strong>Secondo voi cosa deve fare Mariano?</strong></p>
<p>A Trasferirsi a Napoli e mandare i figli alla scuola americana?<br />
B Far fare loro molte lezioni a casa con un insegnante madrelingua?<br />
C Trasferirsi all&#8217;estero<br />
D Rinunciare<br />
E Altro, specificare</p>
<p>Votate!<br />
Per votare basta scrivere un commento qui sotto.</p>
<p><strong>IL PARERE DI BILINGUE PER GIOCO, 03/11/09<br />
</strong></p>
<p>Abbiamo dato modo ai genitori di rispondere, e ora do io la mia risposta a Mariano.</p>
<ul>
<li><strong>A Trasferirsi per mandare i ragazzi alla scuola americana, impossibile dare un consiglio. </strong>E&#8217; una decisione delicatissima da prendere e proprio non posso entrare nel merito. Posso solo confermarti che le scuole internazionali hanno i loro pro e contra. L&#8217;apprendimento della seconda lingua e&#8217; effettivo ma in genere non corrisponde alle aspettative dei genitori, soprattutto se gli alunni sono per lo piu&#8217; italiani, e ci vuole molto impegno a casa per garantire un buon apprendimento dell&#8217;italiano scritto.<a href="http://bilinguepergioco.com/2009/05/18/10-domande-per-scegliere-tra-scuola-statale-internazionale-e-bilingue/"> Per una riflessione sul tema scuola bilingue o internazionale vai pure qui</a></li>
<li><strong>B Far fare lezioni a casa con un madrelingua? Buona idea, la porterei avanti. </strong>Con due accorgimenti pero&#8217;: 1) fare in modo che le elzioni non siano delle lezioni, che siano dei momenti interessanti e divertenti per i ragazzi. Giocare a allone, andare a fare una passeggiata, guardare e discutere un film con l&#8217;inegnante monolingua sara&#8217; piu&#8217; interessante e proficuo che studiare l&#8217;Inglese. 2) e&#8217; bene e possibile integrare le lezioni con altre attivita&#8217;, piu&#8217; sotto do qualche spunto</li>
<li><strong>C Emigrare. Sconsiglio di emigrare al solo scopo di far crescere i ragazzi bilingui,</strong> come piu&#8217; o meno tutte le mamme che hanno risposto, per due motivi. <strong>1) Vivere all&#8217;estero e&#8217; un&#8217;esperienza fantastica che consiglio a tutti, ma va presa con lo spirito giusto e con la giusta motivazione.</strong> Se lo scopo e&#8217; troppo razionale e pragmatico, vado all&#8217;estero cosi&#8217; i miei figli parlano Inglese, secondo me si finira&#8217; per viverla male. <strong>Vivere all&#8217;estero e&#8217; un&#8217;esperienza meravigliosa ma anche difficile</strong>, si vive con la costante nostalgia delle persone e dei luoghi cari, il tempo fa sempre schifo (troppo freddo troppo caldo troppo umido), il cibo non ne parliamo che un piatto di pasta come si deve all&#8217;estero non lo sanno fare figuriamoci la pizza che poi costa il doppio che a casa, etc etc. Soprattutto si vive fuori dal proprio contesto, i punti di riferimento bisogna reinventarseli, le persone ragionano diversamente. Ripeto, io sto gia&#8217; pensando a se e quando tornero&#8217; a vivere all&#8217;estero, ma ci sono stati dei momenti in cui pensavo che non avrei mai piu&#8217; potuto vivere in Italia prima della pensione, e in quei momenti mi prendeva lo sconforto.<strong> 2) Crescere all&#8217;estero per dei ragazzi e&#8217; un&#8217;esperienza particolarmente complessa</strong>, che lascia dei segni profondi. Il tema e&#8217; molto complicato, a chiunque mediti di trasferirsi all&#8217;ester raccomando caldissimamente di leggere <a href="http://astore.amazon.co.uk/bilingualforfun-21/detail/1857882954" target="_blank">Third Culture Kids: The experience of growing up among worlds</a></li>
<li><strong>D Rinunciare. Nella maniera piu&#8217; assoluta!</strong> Perche? I tuoi ragazzi hanno circa 10 anni, tieni duro un altro po&#8217; e poi se ne andranno per il mondo con le loro gambe, ringraziandoti per quanto hai investito nella loro formazione</li>
<li><strong>Altre idee. </strong>Ce ne sono molte, te ne metto giu&#8217; qualcuna, ma usa pure la tua fantasia.</li>
<li><strong>Vacanze.</strong> Emgrare mi sembra eccessivo, ma fare le vacanze all&#8217;estero puo&#8217; avere un enorme impatto, soprattutto se combinato con dei summer camp, come fa Elisabetta che ha<a href="http://bilinguepergioco.com/2009/08/28/vacanze-bilingui-a-new-york/"> raccontato la sua esperienza a New York qui.</a></li>
<li><strong>English movie night.</strong> Scegliete una sera alla settimana per guardare sempre un film Inglese e/o Americano. Magari se ne avete voglia cucinate anche qualcosa di internazionale per cena&#8230;</li>
<li><strong>Televisione UK</strong>. Ormai i tuoi ragazzi hanno un&#8217;eta&#8217; alla quale la televisione puo&#8217; effettivamente essere un supporto all&#8217;apprendimento della lingua. Cercate di indirizzarli piu&#8217; verso canali e programmi di televisioni Inglesi, se avete modo di procuravi accesso ovviamente.</li>
<li><strong>Videogames</strong>. Sono da usarsi con parsimonia e sotto stretto controllo dei genitori, ma possono esser un buon supporto per l&#8217;apprendimento, purche&#8217; <a href="http://www.britishcouncil.org/kids-games.htm" target="_self">si trovi il modo di trasformare i videoames in un&#8217;esperienza interattiva, vedi qui. </a>Per esempio <a href="http://www.britishcouncil.org/kids-games.htm" target="_blank">i videogames del British Council</a> piacciono molto</li>
<li><strong>Libri e audiolibri.</strong> La lettura e&#8217; sempre un supporto validissimo, trasporta i bambini in un mondo fantastico e nel frattempo offre loro uno stimolo linguistico molto vario. Per esempio, tanto per dirne, una, se anche i tuoi ragazzi sono patiti di Harry potter, considera di comprare libri e <a href="http://astore.amazon.co.uk/bilingualforfun-21/detail/1855496704" target="_blank">audiolibri</a> in versione originale!</li>
<li><strong>Hobby. </strong>Se i ragazzi hanno un hobby cerca materiale in lingua relativo al loro hobby.</li>
<li><strong>Programmi di scambio</strong>. Forse non subito, ma gia&#8217; a 13 anni i ragazzi potrebbero partecipare a dei <a href="http://bilinguepergioco.com/2009/11/02/ultimi-giorni-per-ottenere-borse-di-studio-per-mandare-i-ragazzi-allestero/" target="_blank">programmi di scambio Europei o piu&#8217; avanti con Intercultura.</a></li>
</ul>
<p>Insomma, ci sono mille cose che come genitori potete fare senza dover rinunciare alla vostra vite e al vostro lavoro e prendere scelte drastiche! Mi farebbe piacere sapere se questi consigli ti sono stati utili e cosa ne pensi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il bilinguismo è stato in vacanza e adesso è tornato</title>
		<link>http://bilinguepergioco.com/2009/09/16/il-bilinguismo-e-stato-in-vacanza-e-adesso-e-tornato/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 10:07:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita Vissuta]]></category>
		<category><![CDATA[OPOL]]></category>
		<category><![CDATA[Vacanze]]></category>

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		<description><![CDATA[Riporto con piacere l&#8217;esperienza raccontata da Nadia. Per alcuni le vacanze sono il momento per dare una marcia in piu&#8217; al bilinguismo, per altri l&#8217;occasione per una pausa, ed e&#8217; giusto che sia cosi&#8217;.
Questa estate mio marito è stato lontano da casa per due mesi e mezzo e così Gioele (2 anni) ed io siamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riporto con piacere l&#8217;esperienza raccontata da <a href="http://astore.amazon.co.uk/bilingualforfun-21/detail/1400023343" target="_self">Nadia</a>. Per alcuni le vacanze sono il momento per dare una marcia in piu&#8217; al bilinguismo, per altri l&#8217;occasione per una pausa, ed e&#8217; giusto che sia cosi&#8217;.</em></p>
<p>Questa estate mio marito è stato lontano da casa per due mesi e mezzo e così Gioele (2 anni) ed io siamo andati ad abitare dai nonni, i miei genitori. Siamo stati benissimo ma haimè i nonni non parlano francese, anzi dai nonni si parla il dialetto!</p>
<p>Per me era molto difficile e mi costava un grande sforzo passare dal dialetto (la mia lingua madre) al francese; inoltre mi sembrava “brutto” parlare a Gioele in francese escludendo dalla conversazione i nonni, è vero che poi potevo tradurre, ma la cosa diventava macchinosa e un pò artificiosa. Ho deciso quindi che anche <strong>il bilinguismo poteva concedersi una pausa estiva</strong>, una pausa che ci permettesse di essere tutti un po più in sintonia e rilassati dal punto di vista linguistico. Adesso il papà è tornato, noi siamo tornati a casa e il francese è riemerso come lingua principale senza problemi. Anzi <strong>adesso ho più entusiasmo e voglia di continuare di prima</strong>!</p>
<p>Nel libro “<a href="http://astore.amazon.co.uk/bilingualforfun-21/detail/1400023343" target="_blank">Raising a bilingual child</a>” si dice che <strong>il bilinguismo è un processo che dura tutta la vita</strong>, e che ci possono essere dei <strong>periodi di interruzione</strong> o di impossibilità a continuare, e se ciò accade, non deve essere preso in maniera troppo drastica, il bilinguismo può sempre essere ripreso è per l’appunto un processo che dura vita natural durante. Ovviamente se si può continuare senza interruzioni Tanto Meglio!</p>
<p>Questo “stacco” del bilinguismo motivato da condizioni esterne (ambiente familiare diverso e non adatto) mi ha fatto anche <strong>riflettere</strong> <strong>sull’importanza del contesto</strong> nel quale si parla una lingua. Sono molto più convinta che il contesto nell’apprendimento linguistico deve essere innazitutto percepito come <strong>rilassato</strong>, il più <strong>naturale</strong> e con meno forzature possibili e poi deve essere assolutamente <strong>interessante</strong>, oserei dire<strong> intrigante</strong>. Per far si che i nostri bimbi si lancino a parlare in francese piuttosto che in inglese dev’esserci qualcosa di divertente di stimolante, condiviso con altre persone meglio se della stessa età. Sicuramente il solo esempio dei genitori a lungo andare non interessa più, anzi a volte può essere preso come un peso e una costrizione. Credo quindi che sia importante trovare delle occasioni valide e speciali per proporre il bilinguismo e <strong>penso che i <a href="http://bilinguepergioco.com/2009/04/27/lidea-della-settimana-limportanza-di-un-contesto-sociale-e-i-playgroup-per-i-bambini-bilingui/">playgroup</a> possano essere occasioni perfette</strong>: i nostri bimbi si trovano con altri bimbi (e chissà… può nascere anche qualche bella e duratura amicizia), giocano e si divertono e imparano, e tutto ciò con la complicità dei genitori che partecipano.</p>
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		<title>Come dare ai bambini l&#039;occasione di parlare Inglese durante le vacanze</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2009 07:04:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bilingue Per Gioco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bilinguismo]]></category>
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		<description><![CDATA[ Le vacanze sono un&#8217;ottima occasione per rinforzare la seconda lingua. Un viaggio o una permanenza con la famiglia d&#8217;origine creano le condizioni per una full immersion, che inevitabilmente vedra&#8217; la lingua minoritaria sbocciare come per magia. Pero&#8217; se non si hanno parenti all&#8217;estero la cosa puo&#8217; essere piu&#8217; complicata, e sicuramente molto cara, e Tiziana mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://bilinguepergioco.com/2009/05/30/icome-dare-ai-bambini-loccasione-di-parlare-inglese-durante-le-vacanze/" title="Come dare ai bambini l&#039;occasione di parlare Inglese durante le vacanze"><img src="http://bilinguepergioco.com/wp-content/uploads/2009/05/arte-al-sole-150x150.gif" alt="" class="feed-image" /></a><p><a href="http://bilinguepergioco.files.wordpress.com/2009/05/arte-al-sole.gif"></a> Le <strong>vacanze</strong> sono un&#8217;ottima occasione per rinforzare la seconda lingua. Un viaggio o una permanenza con la famiglia d&#8217;origine creano le condizioni per una <strong>full immersion</strong>, che inevitabilmente vedra&#8217; la <strong>lingua minoritaria sbocciare come per magia</strong>. Pero&#8217; se non si hanno parenti all&#8217;estero la cosa puo&#8217; essere piu&#8217; complicata, e sicuramente molto cara, e Tiziana mi ha chiesto qualche consiglio in merito. Intendo ritornare piu&#8217; avanti sull&#8217;argomento, ma ho una piccola perla da condividere subito con voi: <a href="http://www.artealsole.com/index.html" target="_blank">Arte Al Sole</a>.<span id="more-1137"></span></p>
<p>Come saprete d&#8217;estate si moltiplicano i campi estivi in Inglese, anche nella mia citta&#8217; (Verona) il comune organizza, o forse solo sponsorizza, dei campi in Inglese. Questi campi pero&#8217; hanno due grandi limitazioni: sono frequentati esclusivamente da bambini italiani, e quindi mi sento di escludere che un bambino bilingue vi possa imparare granche&#8217;, e  spesso hanno l&#8217;inglese come principale proposta, ma poi le attivita&#8217; non sono particolarmente interessanti.</p>
<p>Arte al Sole invece e&#8217; molto diverso. Dietro Arte al Sole, c&#8217;e&#8217; Shannon, una<strong> mamma americana esperta di Storia dell&#8217;Arte Italiana</strong>. Shannon vive in America con la sua famiglia per la maggior parte dell&#8217;anno, ma d&#8217;estate organizza in Toscana questi <strong>campi per bambini internazionali, </strong>divisi per fasce d&#8217;eta&#8217;: 6-12 e 13-17 anni. Le attivita&#8217; di Arte al Sole sono tutte centrate intorno alle belle arti, la natura e la cucina. I bambini, o ragazzi, sono impegnati in <strong>laboratori creativi e artistici</strong>, fanno <strong>passeggiate</strong>, <strong>cucinano</strong>, e fanno anche una visita al museo. Ah, e <strong>incidentalmente parlano anche Inglese</strong> perche&#8217; e&#8217; la lingua del campo, ma il loro primo obiettivo e&#8217; divertirsi e fare delle cose interessanti.</p>
<p>Ho chiesto a Shannon se secondo lei i campi sono adatti anche a bambini italiani cresciuti bilingui, e vi riporto quello che mi scrive:</p>
<p>&#8220;Arte al Sole has an appealing artistic/cultural curriculum that children enjoy, but is <strong>conducted primarily in English</strong> with staff and other children who have the ability to speak Italian if necessary. So, the “<strong>playful” or “fun” aspect seems to subtly lend itself to the variety of multilingual experiences among the kid</strong>s. It is different every year, but the children really do enjoy sharing their language abilities among each other in a relaxed, natural way, which is so endearing.</p>
<p>Our summer camp welcomes a few bilingual children every year, and many from Italian American families who are not necessarily bilingual but have had <span style="cursor:hand;border-bottom:#0066cc 1px dashed;">Italian language</span> exposure or instruction throughout their childhood. This year we have a few children who attend international schools in Italy and a few who attend Italian state schools from families with Italian mother/American father or vice versa. The remainder are American families organizing their summer vacation in Europe around attending this camp, many of whom are Italian American or have a strong connection to Italy .</p>
<p>So, in summary, the program supports bilingualism truly through an emphasis on the “play” aspect and on the children’s natural desire for cultural exchange. I can very strongly say that when the kids are allowed to proceed on their own level and at their own initiative in language exchange, they flourish more than when it is perceived by them as imposed or mandatory. Furthermore, we have some wonderful local Lucchese artists, cooks, and a book author who conducts our tour of the center, so the children are always so polite and in a sense honored to share their Italian language/or English as appropriate in a respectful way with the teachers who have either English or Italian as their native tongue.&#8221;</p>
<p>Un&#8217;ultimo comment sul summer camp, io credo che sia una buona idea perche&#8217; i bambini comincino a fare delle <strong>esperienze da soli, ma in un ambiente protetto e sicuro</strong>. Per noi genitori puo&#8217; essere difficile affidare i nostri figli ad estranei per un&#8217;intera settimana, soprattutto per le mamme italiane, la quintessenza della chioccia. Ma una mamma che sta crescendo il proprio bambino bilingue credo che lo stia consapevolmente preparando ad andare per il mondo con fiducia.</p>
<p>Se avete esperienze simili, o se deciderete di mandare i vostri figli a Arte al Sole per favore fatecelo sapere condividendo la vostra esperienza. Vi avviso pero&#8217; che se <a href="http://www.artealsole.com/index.html" target="_blank">Arte al Sole </a>vi interessa e&#8217; meglio che li contatttiate subito, il primo campo e&#8217; al completo gia&#8217; da fine Aprile. Per informazioni potete vedere il sito di Arte al Sole o contattare Shannon a shannon@italiakids.com.</p>
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